03 January 2018

Boicottiamo il balzello sulla spesa!




Neanche il tempo di girare il calendario 2018  e di strappare quello vecchio che  è arrivata la sorpresina. E' arrivata ancor prima della Befana.  E senza bisogno della scopa, della gerla e della calza col carbone. Quel che fanno passare per "misura di civiltà" ed "educazione all'ambiente" si tratta in realtà di un odioso balzello sulla spesa giornaliera. Parlo dell'obbligo di far pagare i sacchetti fascia-verdura e fascia-frutta posti accanto alla bilancia nei supermercati. Secondo le associazioni consumatori, si tratta di un nuovo balzello che si abbatterà sulle famiglie italiane e i nuovi sacchetti «a pagamento sono una nuova tassa occulta a carico dei consumatori». Mi limito a parlare solo di questo in quanto lo trovo particolarmente subdolo e odioso,  anche se in realtà c'è già una raffica di rincari su tutti i fronti (bollette, pedaggi autostradali, tariffe postali, dei trasporti, ticket sanitari,  ecc. )  pronti a vessarci. Insomma, anno nuovo, problemi vecchi. 

Molti consumatori  si sono chiesti se sarà consentito portarsi da casa gli involucri già usati, in modo da non pagarli, ma - spiega ancora il Codacons - ciò non sarà consentito: "La legge prevede che i sacchetti leggeri e ultraleggeri, ovvero con spessore della singola parete inferiore a 15 micron, siano biodegradabili e compostabili, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%". Pertanto occorrerà pagare dai 2 ai 10 centesimi di euro per ogni sacchetto, e sarà obbligatorio utilizzare un sacchetto per ogni genere alimentare, non potendo mischiare prodotti che vanno pesati e che hanno prezzi differenti. In parole povere: vietato il riciclo da casa. E' per questioni di igiene, dice il Ministro dell'Ambiente Galletti.
O  piddioti che non siete altro! In ogni caso la frutta e la verdura la si lava, la si pulisce ed eventualmente la si pela e  la si sbuccia prima d'essere consumata. Che ve ne frega di indagare su quale busta si fascia la merce? Chi credete di ingannare, o miserabili sanguisughe? I sacchetti riutilizzabili non li state di  certo vietando per "motivi igienici" od "ecologici", ma trattasi della solita marchetta fatta a beneficio di qualcuno. Vedremo  di chi....

Lo dicevamo:  in cauda venenum! E questi finché non spariscono definitivamente ci faranno sopportare soprusi  grandi e piccoli e abusi fino all'ultimo respiro! E' nella loro indole, legislatura chiusa o meno che sia.
Indovinate un po' a chi è venuta in mente questa bella idea? Nel quadro del solito compulsivo "ce lo dice l'Europa", la Lega Ambiente, associazione da sempre legata alla sinistra, è già in prima fila. "Misura di civiltà", plaude com' è prevedibile.

Più nel dettaglio Il Giornale due giorni fa è uscito con un articolo interessante su chi ha applaudito pubblicamente detta norma: l'Assobioplastiche.

Gli unici ad applaudire pubblicamente la norma sono i vertici di Assobioplastiche, il cui presidente, Marco Versari, è stato portavoce del maggiore player del settore, la Novamont, già nota per aver inventato i sacchetti di MaterBi, il materiale biodegradabile a base di mais. E infatti l'azienda di Novara sul suo sito, senza ironia, pubblica un sondaggio secondo cui i consumatori italiani sarebbero in maggioranza contenti di pagare. Intorno a Novamont si concentrano altre coincidenze. L'amministratore delegato è Catia Bastioli, una capace manager che ha incrociato più volte la strada del Pd e di Renzi. Nel 2011 partecipa come oratore alla seconda edizione della Leopolda, quella in cui esplode il fenomeno Renzi. Molti degli ospiti di quell'evento oggi occupano poltrone di nomina politica. E Catia Bastioli non fa eccezione: nel 2014, pur mantenendo l'incarico alla Novamont, viene nominata presidente di Terna, colosso che gestisce le reti dell'energia elettrica del Paese. Con i buoni uffici del Giglio magico, si dice all'epoca. 
A giugno 2017 Mattarella la nomina cavaliere del lavoro...

L'azienda che guida è l'unica italiana che produce il materiale per produrre i sacchetti bio e detiene l'80% di un mercato che, dopo la legge, fa gola: inizialmente i sacchetti saranno venduti in media a due centesimi l'uno. Le stime dicono che ne consumiamo ogni anno 20 miliardi. Potenzialmente dunque, è un business da 400 milioni di euro l'anno. Il 15 novembre scorso Renzi ha fatto tappa con il treno del Pd proprio alla Novamont. Ha incontrato i dirigenti a porte chiuse e all'uscita ha detto ai giornalisti: «Dovremo fare ulteriori sforzi per valorizzare questa eccellenza italiana». Promessa mantenuta.





Non perdiamoci d'animo.  Queste meschinerie di basso conio ci offrono pur sempre una formidabile occasione per  evitare  le trappole della  grande distribuzione, subito pronta ad accogliere le direttive governative (in particolare le Coop),  recandoci nei mercati diretti o dai nostri fruttivendoli di fiducia o nelle fattorie agricole, dai contadini e dagli ortolani a produzione diretta.  
Vorrà dire che alimenteremo quel commercio locale a chilometri zero, risparmieremo, mangeremo prodotti di qualità e ridurremo i rifiuti, dando una bella  stoccata a chi si è  prontamente adeguato a questa norma! Fino al ritiro di quest'ennesima soperchieria. La parola d'ordine del 2018 sarà boicottaggio. 


Forme di resistenza: pesare e prezziare i frutti ad uno ad uno
Arance pesate ed etichettate una alla volta


54 comments:

Aldo said...

A patto d'avere il tempo per farlo (e capisco che non per tutti è così), il boicottaggio è pure divertente, dà grandi soddisfazioni. Anche la provocazione pura può essere divertente, tipo recarsi al punto vendita non con un sacchetto di seconda mano, bensì con una cesta -- vorrei proprio vedere con quale avvitamento triplo carpiato riescono ad appellarsi ad una qualsivoglia quesione igienica.

In ogni caso abbiamo altre tre armi potentissime e meno appariscenti, da impiegare nell'ombra: la FRUGALITA', l'AUTOPRODUZIONE, il BARATTO. Ragionaci su e sii fantasiosa, aperta nelle vedute, particolarmente se hai la fortuna di non vivere in quegli allevamenti di zootecnia umana intensiva che sono le città. La RINUNCIA non è sempre sofferenza, a volte è LIBERAZIONE. In certi casi può anche assumere il sapore della vendetta, che è più gradevole di quel che vorrebbero farci credere.

Nessie said...

La frugalità la applico per motivi dietetici (non sempre). L'AUTOPRODUZIONE la applico in quanto mi coltivo un orto.
Ovviamente non ricopre tutto il mio fabbisogno, ma almeno serve a ridurlo. ù
Comunque sono e restano dei gran bastardi, (ma questo si sapeva), per tutte le ragioni che ho già esposto: questa è una miserabile marchetta! Nient'altro che una miserabile marchetta!

Massimo said...

Quella è solo una delle tante porcherie. Che dire delle bollette dell'energia elettrica che, con un provvedimento della cosiddetta "autorità" ha visto l'imposizione di una serie di balzelli aggiuntivi per i "non residenti" che, in una lettera sul Carlino in risposta ad un lettore, l'Enel ha quantificato in circa 119 euro ? Una patrimoniale sulla seconda casa che si aggiunge all'imu, senza avere in cambio alcun servizio. Ecco come Renzi e Gentiloni stanno "riducendo" le tasse.

Nessie said...

Sì, è una delle tante porcherie, ma è particolarmente odioso che quel che si fa ogni due o tre giorni debba avere in surplus una tassa aggiuntiva. E questa del sacchetto che non si può riciclare per favorire gli amici di Renzi che producono plastica fatta di scarti di mais, è un sopruso nel sopruso. La spesa costa già carissima in sé, di più di un volo low cost.

Comunque sì, anche quella dell'Enel che aggiunge balzelli aggiuntivi alla bolletta per i non residenti, è di fatto un'altra "patrimoniale". Ma questi porci non vivono senza patrimoniali.

Nessie said...

PS: Una buona notizia. Sui social è iniziata a catena di Sant'Antonio questa presa di posizione dei consumatori ai supermercati:

Su Affari Italiani leggiamo che si stima che in Italia, ogni anno, ne consumiamo circa 2 miliardi. Il giro d’affari, dunque, sarebbe di 400 milioni di euro l’anno.

Ecco come è iniziata la Resistenza dei consumatori: prezzare gli ortofrutticoli elemento per elemento, senza sacchetto:

https://www.informarexresistere.fr/sacchetti-di-plastica-a-pagamento-inizia-la-resistenza-degli-italiani-foto/

Anonymous said...

Per gente che impone PER LEGGE ciò che i cittadini devono pensare e dire, che impone con le manette di quanti vaccini devono essere imbottiti anche contro la loro volontà legiferare sui sacchetti è uno scherzetto. Resistenza e boicottaggio di ogni loro campagna orwelliana sono indispensabili. Titolo di Libero di oggi: "La UE ci detta il menu: Da ieri insetti nel piatto".... Comunque a farmi più paura di questi qui sono i loro onnipresenti e comunissimi zombie fanatici iperindottrinati che fanno da zelanti kapo' ovunque.
Scarth

Nessie said...

Caro Scarth, io boicotto e boicotterò per tutto il 2018. Prendilo se vuoi come un buon proposito d' apertura d'anno. I kapò li abbiamo nella stampaglia e in quella parte di "pubblica opinione" che si accontenta di idee ricevute, ma come sai il pesce puzza sempre dalla testa. E finché non si taglia la testa al mostro, tutto il resto è accessorio.

Aldo said...

Alla prezzatura "pezzo per pezzo" non avevo pensato. Grazie per lo spunto, anche se non credo si possa applicare a tutto (pensa all'uva, per esempio) rimane comunque un'idea da tener presente.

Più che giusto, poi, osservare che il problema non è il sacchetto in sé, né la specifica tassa, ma l'effetto cumulativo di una catena apparentemente infinita di provvedimenti vessatori, catena il primo anello della quale risale ormai alla notte dei tempi (non è stato inventato niente di nuovo, e non è un marchio "esclusivo" nè "di sinistra" nè "di destra"). Uno dovrebbe anche chiedersi: "per cosa vengono usati tutti quei soldi?" -- sale sulle ferite, perché il più delle volte vengono usati contro gli interessi di chi è stato costretto a pagarli.

Sempre più sono convinto che boicottare debba significare in realtà tagliare il più possibile dalla propria vita tutto quello che implica circolazione di denaro. Incluso il lavoro, fin dove possibile.

Anonymous said...

vorrei far notate che il danno percentuale sul reddito familiare di questo barsello piddiota colpirà di più' i single ( che mica possono comprare frutta e verdura a kili) tra cui spiccano i ggiovani precari con basso reddito (job act)e vecchi pensionati ex PCI ,spesso pure "al minimo", ...insomma la principale base elettorale del PD.
Che altro dire se non...
Deus insanit cuius voluit perdere
ws

Nessie said...

Aldo, come vedi ho aggiunto le fotografie del barbatrucco sul post. In ogni caso, certe vessazioni hanno un evidente grande valore simbolico (al di là della spesa effettiva) più di altre, se i social people hanno già reagito incazzandosi. Se ogni due o tre giorni si aggiunge un balzello a quanto si mangia, significa che siamo curati e sorvegliati su tutto quanto, anche sugli sbadigli. Ed è questa occhiuta e odiosa dittatura del e sul quotidiano che fa inferocire di brutto.

Ovvio che poi non si possano etichettare e pesare l'uva o i ciuffetti di insalata, tanto per fare degli esempi. Ma l'importante è dare dei segnali diretti.

Nessie said...

ws, io la sapevo un po' diversa: Quos vult Iupiter perdere, dementat prius. Comunque il senso è sempre quello.

Ovvio che i single che comprono poco alla volta, siano i più penalizzati. E chissà quanti altri vecchietti che campano con la "sociale" e che vengono ai supermercati con le vecchie sportine da riciclare!

Queste teste di banana (per non dire di peggio), oltretutto fomentano sprechi e rifiuti a gogò, alla faccia del millantato "rispetto per l'ambiente".

Anonymous said...

Salviamo il pianeta. Alla fine, chi accetta di essere spolpato lo fa per questo. Poi c'è la salute, per cui fumare fa improvvisamente male mentre prima se non fumavi eri un reietto sociale. Infatti quando leggevo che il dissidente russo V.Bukovskij se la prendeva con il divieto di fumare nei luoghi pubblici mi pareva un'esagerazione. B diceva che si trattava solo dell'estensione del controllo sociale a livello planetario. Ed aveva ragione. Sono decenni che ci hanno trasformato in spazzini e che dobbiamo differenziare l'immondizia mentre i costi dello smaltimento non fanno che aumentare. Ci hanno edotto fino alla nausea sulle isole di cellophane composte da sacchetti usati che finiscono nella pancia dei pesci ed asfissiano l'emisfero australe. E chi deve finanziare le politiche ambientaliste ? Chi produce il problema ? No. Come al solito, chi ha ancora qualche soldo per farlo. Gli altri continuano come prima a smaltire come hanno sempre fatto.

La patrimoniale ? Certo. Tutto si risolve sempre e comunque a discapito dei patrimoni accumulati; soprattutto quando l'età media si alza. Ormai dicono senza mezzi termini che pure la pensione è un privilegio... e sono partiti dai vitalizi, trovando una massa compatta di coglioni che davano loro ragione. In altre parole: tutto converge ad impoverire chi ancora è più o meno benestante. Quando tutti saranno poveri in canna l'opera sarà compiuta. Nel frattempo si fa un pò di pulizia. Naturalmente è opera del Liberismo, mi pare ovvio. Ci vuole ancora più tossico per risolvere il problema. E tutti lì a chiederlo.

IL SAURO

Anonymous said...

Ws, "la principale base elettorale del PD", è inscalfibile: voterebbe PD anche se gli facesse pagare 50 euro a sacchetto dimezzandogli la pensione/stipendio. E li troveresti ovunque a dirti che è giusto così oppure, in alternativa, ad arringarti che è colpa dei populisti e/o dei fascisti... Vale anche per il PD N. 2 e i suoi accoliti.
Vedrai che, tutti contenti, divoreranno anche i vermi come gli sta ordinando la Ue'...
Il boicottaggio e la resistenza su ogni fronte è una stimolante sfida all'ingegno.
Scarth

Nessie said...

E' evidente, Sauro, che questo dei sacchetti è la classica goccetta che fa traboccare il vaso e che il discorso è allargabile a dismisura. Ma intanto, alternative?

Prelevo questo commento da un tal lucarossi sul sito Informare x resistere:

Scusate, se prendo il sacchetto è ovvio che lo pago, ma se non prendo il sacchetto non possono farmelo pagare lo stesso. Non è per i due centesimi, è per l'arroganza di imporre un OBBLIGO. Ogni cittadino tende al naturale rispetto delle leggi ma se rispettare la legge richiede l'apertura continua del portafoglio, qualcuno prima o poi si farà male. In ogni caso, se basta un sacchetto per svegliare gli italiani dal torpore, è ridicolo, ma ben venga.

Oltretutto l'Italia è la solita coglionazza che emette una norma che gli altri stati UE non hanno. E se lo scrive il Corriere della Sera, si vede che è di un'evidenza che non si può più nascondere:

http://www.corriere.it/economia/18_gennaio_03/italia-unica-europa-far-pagare-sacchetti-biodegradabili-f48a38fe-f092-11e7-b9c8-ca7b03c62ba9_preview.shtml?reason=unauthenticated&cat=1&cid=ouuNmJKj&pids=FR&origin=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Feconomia%2F18_gennaio_03%2Fitalia-unica-europa-far-pagare-sacchetti-biodegradabili-f48a38fe-f092-11e7-b9c8-ca7b03c62ba9.shtml

Jacopo Foscari said...

Non bastava l'aumento della luce, del gas, dei pedaggi e chi più ne ha più ne metta, ora ti rompono le balle pure sulla busta della spesa. D'altronde gli aumenti pre-elettorali agli statali non si pagano mica da soli. Personalmente cercherò di andare a comprare ai mercatini rionali frutta e verdura. E a quel paese Renzi e la sua amichetta. Ovviamente state sicuri, nessun magistrato aprirà fascicoli su questa ennesima porcata

Nessie said...

La devono finire con gli aumenti SOLO agli statali come se fossero gli unici a lavorare! E' evidente che fanno i ruffiani con una categoria che gli appartiene e che li ricompensa col voto. Spiace dirlo ma quand'ero a scuola, quasi tutti i miei colleghi erano de sinistra, esattamente come maestri e professori ai tempi di mia madre, erano tutti fascisti. Il conformismo e l'allineamento ai potenti di turno, è parte integrante del loro DNA.

Ovviamente nessun magistrato aprirà un fascicolo sui beneficati da Renzi (la manager di Novamont Carla Bastioli).

Anonymous said...

@ IL SAURO
la "decrescita (in)felice" tanto amata da l' "asinistra".
ws

Jacopo Foscari said...

Poi, per carità, è pur vero che tra tutti i balzelli ficcati all'ultimo momento dal governicchio è forse quello meno esoso, però porca vacca veramente, questi ci tasseranno pure l'ossigeno andando avanti così. Tasse, balzelli, gabelle, non riescono a fare altro

Nessie said...

Infatti! Nella raffica di pesanti aumenti ce ne sono senz'altro di peggiori ( i ticket sanitari, la patrimoniale "elettrica" sulla seconda casa, il caro spese bancarie ecc. )

http://www.ilgiornale.it/news/economia/stangata-capodanno-tutti-i-rincari-2018-1478748.html


ma questo anche se è piccolo, assume una valenza più importante: ti fa sentire un pollo da batteria costantemente sotto osservazione.
Almeno, io la vedo così.

Anonymous said...

C'è chi si meraviglia per questa alzata di scudi nei confronti di pochi centesimi, non è la questioni della spesa,non sono tirchia ma anche un centesimo speso male mi infastidisce.Pensa solo a preparare un minestrone:quanti sacchetti ci vorranno per tutte le verdure necessarie?Alla fine dell'anno i centesimi diventano euro e per chi ha una pensione bassa anche 5 euro possono contare.In quanto all'igiene se non vendono prodotti contaminati non vedo dove stia il problema, tanto a casa in frigorifero mettiamo tutto assieme.Ormai siamo diventati sudditi, dobbiamo solo pagare e stare zitti.Qualche commento più in alto parlava di raccolta differenziata dei rifiuti, non sto a raccontare tutta la vicenda, mi limito a dire che hanno messo calotte apribili con card per l'indifferenziata, che siamo stati obbligati a ritirare la card con spreco di tempo,che dobbiamo pagare ugualmente una quota fissa, che il sistema è entrato a regime il primo gennaio e che ancora non sappiamo di quanti sacchetti possiamo depositare senza sovrapprezzo e quanto costerà ogni singolo sforamento.Da quanto è iniziato tutto ciò Ferrara è diventata sporca, ci sono divani vicino ai cassonetti, sacchetti di immondizia, lasciati lì in quanto molte volte la card non funziona o la calotta è bloccata.E' stata un'imposizione che non è stata accettata e c'è chi si ribella "sporcando".L'ho fatto anch' quando al quinto tentativo la calotta è rimasta serrta.Ora ci capita pure il sacchetto per la difesa dell'ambiente.Il mio timore è che, per ridurre C=2 ed effetto serra, ci tassino ogni espirazione che facciamo.
Maria Luisa

Nessie said...

E' questo il paradosso della Storia: uno sopporta porcherie su porcherie (vedi la cura Monti tra il dicembre 2011 e il gennaio 2012) eppoi magari esplode per i sacchetti.
Come ha detto più sopra il commentatore Lucarossi che ho riportato da "Informare per resistere":

se basta un sacchetto per svegliare gli italiani dal torpore, è ridicolo, ma ben venga.

Non apriamo il settore rifiuti, perchè c'è da incavolarsi a morte. Anche questo del pattume è diventato un pretesto per torturarci in mille modi oltre a scroccarci quattrini a non finire.

Anonymous said...

Il sacchetto arriva dopo anni di imposizioni e soprusi, spero che il risveglio sia totale.Intanto riprendo coltivare i miei pomodori in balcone.
Maria Luisa

Nessie said...

Ah! brava! Anch'io... :-)

Anonymous said...

Ma non ce l'hanno menata per decenni che ci voleva più mercato ? Che il Liberismo è di sinistra ? Bene, le due scuole di pensiero sono le seguenti: per l'una la multinazionale predatrice non vuole accollarsi il costo dell'imballaggio, quindi è colpa del Capitalismo da rapina; per l'altra, invece, la coscienza ecologista non è sufficientemente diffusa, quindi bisogna forzare un pò obbligando chi può a pagare per ripulire il pianeta. Stessa roba della discriminazione positiva per combattere il razzismo. E ce n'è proprio bisogno con tutti i nazisti che vanno in giro a dipingere stelle gialle sui negozi dei poveri fruttivendoli ebrei, e con tutti quegli incappucciati del KKK che picchiano tutti insieme l'unico bovero negro che a stento si trova in Italia.

Quindi: di liberista non c'è manco il Capitalismo da rapina, se la mano invisibile non riesce nemmeno ad aggiungerti un sacchetto gratis alla cassa. Detta mano invisibile, però continua a frugarti in tasca per ravanare qualche spicciolo. Ma, che è, libero mercato questo ? Si giunge quindi alla sintesi: la coscienza ambientale altro non è se non la coscienza di classe di una volta. Il sistema multinazionale se ne fotte delle più elementari regole del mercato e si comporta come un vero e proprio soviet.

E' il libero mercato ? Quello c'era prima. Quando il negoziante ti dava gratis il sacchetto perchè gli conveniva. Sparisce il negozio al dettaglio e sei obbligato a pagare il sacchetto. Più si concentra e più è facile costringere.

Ma non è proprio così. Tu il sacchetto puoi portarlo da casa. Puoi mettere le etichette su ogni arancia che compri. Ah sì ? E quanto costa ogni singola etichetta adesiva ? E con la foresta pluviale come la mettiamo ? Il collante non nuoce al prodotto ? Per cui si può indovinare che lo vieteranno per il tuo bene e per il bene del pianeta. Come ti vieteranno di portare il sacchetto da casa perchè non è igienicamente controllabile. E poi ci sono i guanti di plastica. Che vuoi toccare le zucchine a mani nude diffondendo i tuoi germi ? Ma anche i guanti hanno un costo. Pure loro devono essere biodegradabili.

E così abbiamo indovinato quale altro balzello si inventeranno dopo il sacchetto.

E poi il vecchio comunista si domanda perchè l'intera classe dirigente del suo ex partito abbia traslocato armi e bagagli al servizio del Capitale. Povero Cipputi. Gli è che del Comunismo tu non avevi capito un cazzo. E' questo qui, mica lo Stato onnipresente che ti cura dalla culla alla tomba. Leggiti il Manifesto che sono solo poche righe, che tanto in Das Kapital non ci capiresti niente.

Mi scuso per la lunghezza, ma dopo aver letto l'ennesima tirata contro il Liberismo che ti impone il sacchetto non ce la facevo più. E chi mi conosce sa che non sono certo un liberista. Ma nemmeno comunista.

IL SAURO

Nessie said...

Intanto chi è che ti racconta la fòla del liberismo autore del sacchetto? Non mi pare che da queste parti si sia parlato di ciò.
Senza contare che un governo detto "liberista" non si sarebbe mai permesso di vezzeggiare SOLO ed esclusivamente gli statali dando loro aumenti di fine legislatura. Quegli statali che, fino a prova contraria - tanto per dirla in termini sociologicamente marxisti - svolgono un lavoro "non produttivo".

Non mi far ripetere la lezioncina di ws. Ma ha ragione lui quando asserisce che...:

si tratta di un processo dialettico scatenato dalla "tesi" o "azione" ( capitalismo) che ha provocato la sua antitesi o " reazione" ( (socialismo ) e che adesso produce la sua "sintesi" o "soluzione" ...(.capitalismo per i ricchi e socialismo per i poveri) ... sempre piu' simile ad un vecchie societa' schiavistica ma gestita con strumenti moderni.

Ma torniamo al sacchetto. Il governo (post)comunista va dall'amico imprenditore di Novamont, già nota per aver inventato i sacchetti di MaterBi, il materiale biodegradabile a base di mais. E infatti l'azienda di Novara sul suo sito, senza ironia, pubblica un sondaggio secondo cui i consumatori italiani sarebbero in maggioranza contenti di pagare (ma guarda un po' che strano!). Intorno a Novamont si concentrano altre "coincidenze". L'amministratore delegato è Catia Bastioli, un'astuta manager che ha incrociato più volte la strada del Pd e di Renzi. Nel 2011 partecipa come oratore alla seconda edizione della Leopolda, quella in cui esplode il fenomeno Renzi. Molti degli ospiti di quell'evento oggi occupano poltrone di nomina politica. E Catia Bastioli non fa eccezione: nel 2014, pur mantenendo l'incarico alla Novamont, viene nominata presidente di Terna, colosso che gestisce le reti dell'energia elettrica del Paese. Con i buoni uffici del Giglio magico, si dice all'epoca.

L'azienda che guida è l'unica italiana che produce il materiale per produrre i sacchetti bio e detiene l'80% di un mercato che, dopo la legge, fa gola: inizialmente i sacchetti saranno venduti in media a due centesimi l'uno. Poi si vedrà. Le stime dicono che ne consumiamo ogni anno 20 miliardi. Potenzialmente dunque, è un business da 400 milioni di euro l'anno. Chi ci guadagna secondo te? Secondo me, sia l'azienda amica dei (post)comunisti che il governo (post)comunista che rastrella dalle nostre tasche.

Il sincretismo di ws è reale (oltre che razionale) :-)




Anonymous said...

E' l'interpretazione corrente quella secondo cui sarebbe "il mercato" a imporre queste soluzioni. Certo, un mercato sostenibile etc. etc.
Quanto a Renzi, chiunque conoscesse in anticipo quali sono queste tendenze cercherebbe di cavalcarle informando imprenditori vicini, finanziandoli etc. Sarà anche conflitto d'interessi, ma l'avrebbe fatto anche un Mussolini.
E' comunque la certificazione del fatto che queste sono politiche sovrannazionali; e l'Italia ha uno dei governi più transnazionali del mondo.
Non mi sogno minimamente di contraddire l'ottimo WS, ma se qualcuno si fosse preso la briga di leggersi il Manifesto di Marx ed Engels, questa roba l'avrebbe trovata subito e magari ci avrebbe pensato due volte prima di firmarlo.

IL SAURO

Nessie said...

Ma Mussolini era un socialista, perciò tout se tient. Comunque il fine ultimo non è solo il comunismo su scala mondiale. Si tratta di una sorta di sinarchia sincretica tra capitalismo e socialismo con finalità gnostiche-esotoriche. Per questo la gente fa tanta fatica a riconoscerlo. Ed è per questo che gli intellò di casa nostra urlano ai "pericoli liberisti". Perché avendo noi in Italia una sottocasta di intellettualoidi de sinistra, sperano sempre di riposizionarsi con il "mai marto" marxismo.

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Per tornare al fatidico e fatale sacchetto, come mai che questa porcheriola gli altri paesi membri della Ue non lo fanno pagare?
Se ne è accorto finaco il CorServa.

Nessie said...

Errata corrige: financo. Come al solito abbiamo il governo più strozzino e capobastone di tutta la Ue :

http://www.corriere.it/economia/18_gennaio_03/italia-unica-europa-far-pagare-sacchetti-biodegradabili-f48a38fe-f092-11e7-b9c8-ca7b03c62ba9.shtml

Anonymous said...

Perchè, come scrivevo sopra, noi abbiamo il governo più transnazionale del mondo. Siamo oltre la stessa UE: siamo l'incarnazione dell'ONU in terra. O in gaia.

IL SAURO

Nessie said...

E' difficile pensare che ci sia qualcosa di ancor peggiore della Ue :-( ma a quanto pare, ci stiamo arrivando....

Nausicaa said...

La green economy è la truffa del secolo. Si fanno le regole da soli in nome della salute nostra e dell'intero pianeta. E' intrisa di moralismo e di ideologia, comunque la si giri e rigiri.

Nessie said...

Pienamente d'accordo. E' un altro sistema per creare interdipendenza in modo coattivo, ma soprattutto per entrare coi piedi in casa d'altri ricavandoci sopra dei gran profitti con "sanzioni" inventate per l'uopo.
Se andiamo avanti in questo modo si pagheranno i guanti igienici come dice il Sauro e le etichette dei prezzi con un collante "bio". Che palle!!!

Mi sa che ha ragione Gordon Gekko in "Wall Street 2": la prossima bolla speculativa sarà "green".

Aldo said...

Quest'anno, nonostante la siccità, con 30 piante di pomodori ne abbiamo avuto a sufficienza per mangiarne in sei per quattro mesi e per immagazzinare salsa per il resto dell'anno. Non immagini quanti ne ho interrati a fine stagione, perché erano in eccesso. Poi ci sono stati i peperoni, le zucchine, i cetrioli, i meloni, le cipolle, le melanzane, i cavolfiori, i cavoli, i porri, i finocchi... Carenti i legumi, le patate e la frutta, per una serie di ragioni in merito alle quali non ho potuto fare nulla (se ne riparlerà il prossimo anno, sperano in meglio). Anche così, ce n'era da buttare, e in effetti ho regalato "roba" a destra e a manca.

Spesa complessiva? Una cinquantina d'euro e tanta dedizione. Ma sulla dedizione le tasse (per ora) non si pagano. Certo è che per star dietro all'orto non son potuto andare a destra e a manca, ma non ne ho patito -- tanto, per andare in giro a spendere e spandere tra capannoni industriali, cantieri, immondizia, traffico e valanghe di gente che ti passa sui piedi...

Autoproduzione, frugalità, baratto. Non si risolve, ma si attenua parecchio.

P.S. Il mio orto di quest'anno non ha superato i 150 mq di superficie, per via delle traversie famigliari alle quali ho dovuto far fronte. Solitamente ne coltivo circa il doppio.

Nessie said...

Molto bravo, complimenti! Io ne ho appena un fazzoletto, ma per pomodori, sedano, carote e cipolle, più tutte le piante aromatiche per cucinare, basta e avanza. Poi c'è la chicca di in limoneto veramente fragrante con frutti profumatissimi.

Sono appena stata all'Esselunga di Caprotti per vedere l'aria che tira. Intanto lui a differenza degli altri supermercati (Coop e Conad che partono dai 2 centesimi) ha messo 0,1 centesimi per il pagamento del sacchetto. Ma anche con il minimo consentito, non ho visto la gente precipitarsi a insaccare al reparto frutta e verdura. La maggior parte aveva nel carrello frutta e verdura già confezionata nel vassoio di polistirolo prefasciato. Quindi questi bastardoni, è evidente che non lo fanno per questioni ecologico-ambientali, dato che col polistirolo i rifiuti inquinanti aumentano, ma lo fanno per fare cassa.

Poi certo, c'è il reparto pescheria, e anche per il pesce da banco si paga il balzello.

Nessie said...

Intanto stanno tentando di fare macchina indietro, questi buffoni cialtroni:


http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sacchetti-bio-ministero-no-riutilizzo-s-monuso-casa-1479819.html

Alessandra said...

Proprio ieri sono andata a fare i primi acquisti dell'anno e cosa trovo? Gran parte dei prezzi della frutta e della verdura aumentati di almeno 50 centesimi, e 2 o 3 centesimi (sì, anche 3 centesimi) addebitati per ogni sacchetto ... anzi, saccheggio a questo punto.
Immagino che costoro avranno delle remore nell'accettare i sacchetti monouso portati da casa.
Sembrano spiccioli ma se consideriamo quanti sono i clienti dei supermercati, ipermercati, punti vendita in genere, il ricavo è potenzialmente notevole.
Per fortuna abbiamo affittato un nostro lotto di terreno a una famiglia che spesso ci fa avere verdure e ortaggi di stagione gratis. Inoltre ci sono piccole aziende agricole a conduzione familiare che offrono mele, kiwi, noci e altra frutta con un rapporto qualità-prezzo che i supermercati si sognano. E senza balzelli.
I vantaggi di vivere in campagna! :-)
Ma se non avessi queste possibilità applicherei senz'altro una delle soluzioni indicate o mi creerei anch'io un orticello.
Ogni sopruso, ruberia e legge truffaldina e deleteria viene definita "atto di civiltà".
Ora però mi chiedo: se questa vigliaccata l'hanno approvata ad agosto, non è che ci sono altre porcherie cui è stato dato il via libera in sordina e che ci ritroveremo a fronteggiare nei prossimi mesi?
Da questi piddioti e dai loro complici, in erosione di consensi ma attualmente ancora in condizione di nuocere ("Il governo c'è", disse il conte-lacchè) ci si può aspettare ogni nefandezza.

Nessie said...

Ciao Alessandra, intanto io mi chiedo l'opposizione che diavolo ci sta a fare. Questo ed altre magagne li hanno ficcati dentro in uno di quei decreti mille proproghe & affini già da questa estate, e per noi che siamo profani, è chiaro che non possiamo andarci a frugare dentro ed è dura anche solo "far luce". Ma un partito d'opposizione ha il SACROSANTO DOVERE di saperne di più e di darne conto agli elettori. Sennò significa che il Parlamento non serve a un tubo, e allora buonanotte suonatori!

I piddioti cercano di desertificare il più possibile lo scenario e il panorama politico generale, in modo tale che se dovessero vincere i loro avversari, poi si troverebbero nelle pesti più nere.

Ecco perché avrebbero dovuto impedire tutto questo disastro.

Nessie said...

Intanto qui c'è la smentita dell'imprenditrice Catia Bastioli di Novamont, smentita che è la classica conferma di fatto:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/limprenditrice-dei-sacchetti-bio-contro-me-tesi-oltraggiosa-1479778.html

Anonymous said...

Potrebbe essere una soluzione? http://www.ilfattoalimentare.it/sacchetti-riutilizzabili-coop-svizzera.html
Maria Luisa

Nessie said...

Lo avevo già visto, grazie Maria Luisa. Gli Svizzeri con la loro reticella riciclabile sono, come al solito, avanti mille miglia a tutti e non rompono inutilmente le palle.


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Ecco si sapeva che avrebbero posto problemi con l'etichetta. Oh che strapalle!!!! Ecco cosa ci tocca leggere, mentre ci fanno entrare negri a gogò non visitati né medicati:


Dai supermercati Lidl arriva un’altra possibile soluzione al problema delle etichette del prezzo che non essendo biodegradabili dovrebbero essere staccate dalle nuove buste bio prima di essere utilizzare come sacchetto per il rifiuto organico domestico. La legge italiana che introduce i sacchetti biodegradabili per ortofrutta a pagamento non obbliga gli esercenti a utilizzare etichette compostabili. Nella catena di discount la questione non si pone: frutta e verdura vengono pesate alla cassa e il prezzo riportato direttamente sullo scontrino senza bisogno di attaccare bollini sui sacchetti.

Anonymous said...

Con la furia legiferatrice che hanno disporranno anche quanti passi e respiri dovremo fare al giorno e poi li tasseranno. Multe per che non rispetta il conteggio. Questo mi sembra sempre più il mondo dei pazzi (o dei diavoli).
Scarth
PS: ogni volta che mi sono dato al sarcasmo pensando di fare battute esagerate poi invece i nostri Mostri hanno fatto di peggio.

Aldo said...

NON COMPRATE PIU' NIENTE CHE NON VI SIA PIU' CHE STRETTAMENTE INDISPENSABILE
Io lo faccio, e dà più sollievo allo spirito che recitare un intero rosario.

Ieri l'altro, mentre attendevo una riparazione dell'auto, ho gironzolato un po' per le vie e son stato preso da "desideri impuri consumistici" per circa 160 euro (una cioccolata calda con panna, un "menù" al MacDonald's, un sistema audio di media qualità). benché avessi in tasca contante più che sufficiente del quale avrei potuto liberarmi "a cuor leggero", non ho speso un soldo. Tra IVA e balzelli vari, diretti e indiretti, che danno ho inflitto all'erario? Eh, son soldini. Come minimo tre o quattro ore di lavoro-equivalente, forse di più. L'idea mi scalda molto più di quella cioccolata calda che non ho gustato. Ah! ;)

Nessie said...

Sei quasi peggio di mia suocera, che non entrava manco morta in un bar nemmeno se aveva sete e voglia di una bibita, e leggeva solo giornali scaduti di data che gli davano i suoi vicini di casa :-). Ma bisogna nascerci con questo carattere.

A me non riesce, e nemmeno mi scalda il cuore percché la vivrei come una forzatura. Se devo scegliere un posto per consumare una cioccolata calda con panna, scelgo la pasticceria più chic della città.
L'eleganza mi scalda il cuore, sono fatta così.

Nessie said...

PS: Oggi ho appurato che il balzello sul sacchetto lo hanno esteso anche alle farmacie. Ho visto che la farmacista dietro casa mia, mi ha dato i prodotti medicinali senza sacchetto direttamente in mano . Al che ho chiesto di poter avere un sacchettino. Un sacchettino miserabile di cm 14 x 28 dal 1 gennaio lo fanno pagare 1 centesimo. Tutto deve poter fruttare, anche i nostri respiri.

"No grazie ficcherò i prodotti direttamente in borsa". Lei si è messa a ridere.

Anonymous said...

Se tu non prendi il sacchetto gaia è anche più contenta. Insomma: uno pensa di fargli dispetto, invece no. Come ti muovi ti sbagli.

IL SAURO

Nessie said...

Chi sarebbe "gaia"?

Anonymous said...

Uffa... il pianeta.

IL SAURO

Nessie said...

Ah, credevo avesse a che fare col bel mondo della Casaleggio & Associati .-) Ad ogni modo senti l'ultima di Galletti ministro dell'Ambiente. Ha dichiarato che far pagare i sacchetti, significa disincentivare i consumi e renderci tutti quanti più sobri, meno inquinatori, più sparagnini e più puliti.
Hai capito? Se l'è girata e ce l'ha rigirata così, questo pagliaccio! Quasi quasi dovremmo pure ringraziarli perché ci rendono "più virtuosi", 'sti farabutti!

Ecco perché non mi fido affatto delle teorie decrescitiste e dei baratti. Fanno in modo da portarci proprio lì. Ed è evidente che se noi in questa parte dell'Emisfero "decresciamo", qualcun altro nel Pianeta gaio, se ne avvantaggia.

Anonymous said...

La legge italiana che introduce i sacchetti biodegradabili per ortofrutta a pagamento non obbliga gli esercenti a utilizzare etichette compostabili.

le etichette sono di carta quindi "biodegradabili" -Ma sono piddioti cioè falsi , maligni e ignoranti , felicissimi di servire i padroni per il mondo distopico che vedrà nel nome del solito onirico "socialismo" , la " dittaura" dei "padroni" " SUL "proletariato" .

Perché come diceva appunto Malcom X il peggior nemico del " negro di campo"( che lavora per tutti ) è il "negro di casa" cameriere e sorvegliante del padrone .
ma quelli che sono più ridicoli sono i "negri di campo" che cianciando di "socialismo " farebbero di tutto per divenire " negri di casa" : la bassa forza piddiota.
ws

Anonymous said...

I comunisti sono sempre stati moralisti. Una morale diversa, ma sempre tale è. Se cerchi un dissacratore tra cattolici e comunisti non lo trovi nemmeno per sbaglio. Altra cosa è la demonizzazione dell'avversario, ma questo non è esercizio di un pensiero critico, è solo strumento di lotta.

Come ti ho scritto sopra, ti sensibilizzano, cioè, creano in te quello che si chiamava consapevolezza di classe. Se tu compri il sacchetto, dai prova di possedere questa coscienza; se non lo compri, invece no, ma sarà comunque un sacchetto in meno, biodegradabile oppure no.

E' vero. La finanza non ha paura dello stilita che mangia le bacche o del popolaccio che scambia i fagioli con le lenticchie. Però ha una paura fottuta di una nazione organizzata ed autarchica. Se così tanta gente può dimostrare di poter vivere benissimo anche senza di loro, il pericolo dell'emulazione è grave. Infatti questa è la vera ragione per lo scoppio dell'ultima guerra mondiale e, parzialmente, della guerra fredda dopo che l'URSS rinunciò ai suoi propositi rivoluzionari. Era divenuto uno stato autarchico, anche se il sistema rigorosamente socialista di Marx non aveva la flessibilità necessaria per questo tipo di modello.

IL SAURO

Nessie said...

ws, vedo che ce l'hai a morte coi piddioti. Scommetto che lì in Toscana ne hai pure qualcuno in famiglia o nel parentado :-).
Come diceva un mio amico italo-texano: "mia cara, chi in Italia non ha qualche comunista in famiglia? Più facile che avere uno zio prete".

Nessie said...

Sauro, ti quoto per i comunisti, un po' meno per i cattolici. In questo secondo caso, prevale il "chi sono io per giudicare"? Insomma, la chiesa rossa è 100 volte più moralista dell'ex chiesa e dei democristi del monocolore DC.
Poi è chiaro, ci sono pure i cattocomunisti dossettiani, i quali sono anche peggiori dei soli comunisti.

gianchi.gian said...

Un altro aspetto della "truffa" dei sacchetti di plastica pagati al supermercato perché sono " biodegradabili "; sembrerebbe che di bio-degradabile ci sia solo il 40% e il restante 60% è plastica.

Inoltre sembrerebbe che il monopolista della materia prima - che serve per produrre i sacchetti - (in sospetto conflitto di interessi con gli attuali governanti) si "certifichi" (tramite un ente fuori dal controllo dalle autorità statali") anche la qualità, che poi risulta a quanto pare non conforme la direttiva europea che indicherebbe il 100% di biodegradabilità sui sacchetti.

Nessie said...

Presto l'Europa ci metterà una tassa sulla plastica, tanto per aiutare lo "smaltimento". E le loro saccocce:

http://www.lastampa.it/2018/01/11/economia/in-arrivo-la-tassa-sulla-plastica-aiuter-il-bilancio-delleuropa-2ffXphSLlO2IOmkF5CbDDL/premium.html