10 February 2017

Ariston, tribuna del LGBTQ





Oggi venerdi 10 febbraio, giornata delle Foibe che occorre ricordare in quanto non viene rubricata nel Calendario ONU. E tutto quel che l'ONU non mette in agenda, allora vale la pena di ricordarlo. Lo fa già in un ottimo articolo, Fausto Biloslavo, che proviene da quelle parti. Oggi venerdi è sant'Amaldo. Ma non è di argomenti santi e sacri, e nemmeno espressamente storici che intendo parlare, ma del Luna Park allestito al teatro Ariston di Sanremo e dei suoi messaggi nemmeno più subliminali.

Premetto che non è affatto obbligatorio sorbirsi ogni anno quella purga di cinque sere detta Sanremo. Cinque serate di lustrini, paillettes, ospitate strapagate ed estenuanti, luci stroboscopiche e psichedeliche da discoteca di quart'ordine che servono a sottolineare il ritmo di una musica-che-non-c'è; conduttori abbronzati e lampadati amici di Matteo Renzi, sciure Defilippi con vociacce da trans di Via Gradoli che abbandonano  i loro format  amerikani  su Mediaset per affacciarsi in Rai. Meglio uscire con amici a mangiare una pizza insieme, cosa che ieri sera ho puntualmente fatto. Però poi si rientra a casa, mentre la macchina del teatro Ariston sanremese va avanti fino all'una e mezza. E qualcosa trapela. Poi ci sono "i video civetta" sul web, pronti a immortalare le scene salienti per ricordare "quel che vi siete persi".


Ma soprattutto arriva la temuta pagina dei Tiggì del giorno dopo. E allora si sente un cantantino libanese poliglotta, famoso per i suoi falsetti beatlesiani (che originalità!) dire che non dobbiamo aver paura dell'Arcobaleno. Cioè delle rivoluzioni colorate di Soros & Co, che hanno deciso di mettere i 7 colori dell'iride in un sol colpo. LGBT e ora con Q che significa queery. E cioè la possibilità di essere in perenne transito da una di quelle 4 lettere all'altra, aggiungendone una nuova. È un termine-ombrello, che indica le minoranze sessuali e di genere più disparate, molto più riassuntivo e semplificativo:  quelle che possono facilmente saltabeccare da una "opzione" all'altra.

Mika il predicatore contro le discriminazione gay
"La musica cambia il colore della mia anima. E' molto bello essere di tutti i colori, se qualcuno pensa che un arcobaleno sia pericoloso perché rappresenta tutti i colori del mondo... beh, peggio per lui, lo lasciamo senza musica".

Magari, fosse vero!


E così, Mika il gay dai coming out clamorosi, riporta all'ordine del giorno, la causa Arcobaleno (ovvero LGBT e poi Q) sul palco dell'Ariston. Ne sentivamo tutti quanti l'esigenza!

"Al termine, sudatissimo, si asciuga con un fazzolettino offerto da Carlo Conti. Ed è proprio Conti a regalare ad uno spettatore il fazzoletto con il sudore di Mika. Un fuori programma carino". 

Un vero schifo, vorrete dire. Il kleenex è fatto per essere gettato nel cestino, non è la Sacra Sindone.

Ma il peggio doveva ancora saltare fuori. Stavo per andare a dormire quando sento annunciare un/una cantante straniera, una guest star  chiamata con una sigla: LP. Lì per lì ho pensato ai vecchi Long Playing di vinile, ve li ricordate?
Salta fuori un esile stelo di ragazzo piatto come una tavola, ricciuto con capelli lunghi bruni, giacchetta, pantaloni cascanti e sembianze anoressiche. Impossibile pensare che potesse essere una donna, nonostante gli orecchini a crocetta quale unico vezzo (li aveva anche George Michael),  un paio di pantaloni neri col cavallo basso, dato che  ogni  donna, anche se indossa un paio di pantaloni, ci tiene a non sembrare un sacco informe da corsa campestre. Canta, compone, suona l'ukulele e fischia, LP, e direi che anche il fischio è acuto e potente, di quelli maschili.
Mi sbagliavo: LP sta per Laura Pergolizzi americana di Long Island di origine italiane. Qualcosa non quadra nei suoi tratti somatici e apprendo da fonti internettiane che è lesbica dichiarata e che convive con una donna. Ovviamente si fa vedere lei, vestita da uomo in giacca e cravatta, piatta come un tavolo, con una vamp fasciata in abiti ultrasexy. Ecco il nuovo che avanza: avere davanti un alieno e non sapere se è una lei che sembra un lui, o viceversa.  Salvo poi venire a sapere che è una lei che si comporta da lui.
La cantautrice LP & Compagna

Due anni fa il Conti amico stretto di Renzi a cui ha dato anche uguale nome al suo figlioletto,  ci propina quell'uomo fasciato in abiti in  lamé, boa di struzzo e parrucca femminile  che però porta barba, basette e baffi, con quel nome che sta ad indicare due organi genitali (femminili, maschili): Conchita Wurst;  poi Elton John reduce da paternità surrogate di due figli attraverso "zie" che prestano uteri in affitto e ovociti. E ancora Ricky Martin,

Ricky Martin & Compagno
felice padre di due figli con analoghe alchimie. Carmen Consoli, ha sperimentato anche lei la maternità assistita, sola, con un bimbo senza padre,  mentre Tiziano Ferro  sogna una bambina "anche da solo".
Troppe, troppe coincidenze per non pensare che questo è un piano preordinato, una propaganda insistente, martellante, dispotica, autoritaria, portata avanti per legittimare la famosa Agenda, per mezzo di stelle, stelline e starlettes dello show biz che si prestano a fare da  testimonial.  E non c'è niente di più facilmente manipolabile degli adolescenti, che da sempre si identificano nei miti  della musica e dello spettacolo. E a loro che è obbligatorio far passare che l'idea che la famiglia non è solo quella "naturale" di papà e mamma. Che si possono avere due babbi, due mamme, magari con più zie.

Elton John e New Family


Tutte cose già stigmatizzate da Mario Adinolfi del Family Day, ma ecco il punto. I laici che fanno? Sono contenti di queste baracconate genderiste perennemente sotto i riflettori? Pagano un canone Rai per questo continuo lavaggio al cervello senza mai aver nulla obiettare? Lasciano le proteste solo ai gruppi cattolici, del tutto indifferenti ai criteri che dovrebbero animare la formazione di una famiglia?


Che cosa hanno a che vedere le canzoni con tutto ciò? La verità è che anche quello che il grande Carmelo Bene chiamava "l'intrattenimentaccio", non è più disimpegnato e fatto per svagarsi, ma serve a indottrinare. Loro non mollano mai, noi invece sì. Comunque sia, meglio una pizza con amici con la consapevolezza che la loro fottuta agenda la faranno continuare, anche quando uscite a cena per divertirvi. Show must go on, in particolare quando c'è l'Agenda da dover spingere avanti.

L'ultima la riservo a Bergoglio imitato dal guittone di regime  Maurizio Crozza, un soggetto che non poteva essere assente dal citato ridondante baraccone.
Ma ecco crescere e infittirsi il Mistero gaudioso:  è Crozza che fa l'Argentino che venne dalla fine del mondo,  o è l'Argentino che fa Crozza? 

35 comments:

Jacopo Foscari said...

Penso sia una ventina d'anni che non vedo più questo patetico circo che con la musica non ha nulla a che vedere, smisi più o meno dall'epoca dei cadaveri di baudiana memoria, e visto quanto letto nel post, sono decisamente contento di aver rinnovato pure quest'anno la mia tradizione di ignorare questo circo del grottesco. Se la RAI fosse una TV privata potrei limitarmi a ignorare il circo sanremese e far spallucce, purtroppo però la RAI mi tocca mantenerla con tanto di canone in bolletta, quindi quando la vedo usata per propaganda politica di bassa lega mi ribolle il sangue. Notare bene, chissà perché la RAI non la privatizzano mai. Han privatizzato l'IRI in toto, ma Mamma RAI guai a chi la tocca, anzi si espande come una neoplasia maligna e oggi conta credo una decina di canali. Ri-notare bene, mi pare che qualche anno fa il circo sanremese fosse in grossa crisi poi, chissà perché, la concorrenza di colpo smise di fare il suo dovere tornando a sospendere i programmi di punta nella settimana festivaliera e drogando gli indici d'ascolto, che senza concorrenza risultano falsati come le elezioni della Bulgaria Comunista. Coincidenza o l'inciucio PD-Berlusconi tocca anche il lato catodico? Ah, saperlo

Nessie said...

L'effetto è esattamente quello che dici: mettersi d'accordo per sospendere i programmi "alternativi" per non disturbare la rete ammiraglia e la sua pachidermica e pletorica struttura circense che deve triturare i maroni per una settimana. Ma quello che mi manda più in bestia è la pedana e tribuna di agit-prop per le solite politiche LGBTQ. Io non credo comunque che una RAI privatizzata non le veicolerebbe comunque. Mediaset che è privata è una testimonianza di questa continuità. Tutta la froceria la trovi nel Biscione, comunque.

Nessie said...

Coincidenza o l'inciucio PD-Berlusconi tocca anche il lato catodico? Ah, saperlo

Se applichiamo la teoria del Gobbo Malpensante, la risposta è SI',

Jacopo Foscari said...

"Tutta la froceria la trovi nel Biscione, comunque"

Ovvio, anzi sono convintissimo che la mafia LGBTQWERTY allungherebbe i suoi tentacoli pure in una RAI privatizzata. Però almeno in quel caso non mi toccherebbe sganciare il canone per mantenerli, mentre questo circo LGBTQIXYZ mi tocca mantenerlo con la mia grana ed è quello che mi fa scoppiare la cistifellea. Fosse solo la stantia propaganda frociarola, potrei limitarmi a ignorarla e tenere la TV chiusa, invece questa anche se mi rifiuto di guardarla la devo mantenere io di tasca mia ogni mese in bolletta

Nessie said...

Jacopo, sborsare quattrini per quest'immane immondezzaio è certamente contro ogni buon senso. Ma la cosa più abominevole è questo Minculpop (se vogliamo indicare categorie del ventennio), ma soprattutto il Narkompros (quello sovietico), alla luce della cosiddetta conclamata democrazia. Sfido chiunque a spiegarmi che democrazia del Piffero è quella che sta veicolando questo pensiero.

Stasera mi sono messa dei film in DVD per sfuggire il trappolone, che comunque va avanti. E il fatto che certi cantanti l'anno scorso sfilassero nel palco con la coccarde arcobaleno, fa venire il mal di fegato. Senza contare che la sottoscritta che ama tanto il cinema, rispetto a quello del passato è diventato un'altra fregatura: anche lì non perdono il destro né il sinistro per propagare le loro continue LGBTQ ecc. come ...Insomma anche come soggetti cinematografici questi argomenti tirano e attirano gonzi ai botteghini.

Nessie said...

Mi sono saltate vie alcune parole. I film ambigui citati e che mi sono saltati via sono "The Danish Girl" e "Carol". Ti puoi immaginare qual era il soggetto...Sempre quello!

Aldo said...

In un mondo di folli sono i savi ad esser i veri disadattati.
Meno male che personalmente non ho mai considerato disagevole esser ritenuto un disadattato, specie da parte di quella gente per la quale non nutro alcuna stima.

Jacopo Foscari said...

Ho presente i film di cui parli. Da un decennio ce li devono sempre propinare in ogni salsa. D'altronde si sa, chi tiene i cordoni della borsa comanda e la mafia LGBTQIXYZ si sa in quell'ambiente è sempre stata ben rappresentata. Da due decenni è un bombardamento frociofilo come credo non si sia mai visto nella storia recente. Roba che sembra d'essere la Roma di Eliogabalo

Nessie said...

Jacopo, sono rimasta alla Q, le altre lettere XYZ, a cosa si riferirebbero, tenuto conto che inventano una sigla al giorno? Sono un tuo scherzo?

Sì, un vero bombardamento frociofilo quotidiano. E il bello che ora è di moda far credere che è la normalità ad essere perversa.

Nessie said...

Aldo, come ho appena scritto, oggi è la normalità sotto attacco. E l'ultima frontiera è far sentire pervertito chi ha orientamenti sessuali normali. LGBTQ = MAFIA.

Jacopo Foscari said...

"Sono un tuo scherzo?"

Sì, è un acronimo che ho visto usato in giro in rete per sfottere la tendenza della mafia gaia ad aggiungere sempre più lettere ai loro acronimi senza rendersi conto della ridicolaggine del tutto

Nessie said...

Ah, ecco :-). Ma te lo immagini i figlioletti di Elton John e di Ricky Martin, cosa si chiederanno man mano che crescono, pverini?
Come mai che i due papy vanno a letto insieme?

E' evidente che vogliono coltivare future generazioni di giovanissimi cooptati al loro discorso. E questa si chiama "corruzione".

Jacopo Foscari said...

Più che altro si chiama commercio di esseri umani, visto che sappiamo perfettamente come sono nati questi poveri bambini ovvero non da un atto di amore, ma da una transazione fatta a qualche poveraccia che non riusciva a campare. Se Ricky Martin ed Elton John si limitassero ad andare a letto coi rispettivi fidanzatini non me ne fregherebbe nulla, ma questi pretendono pure di comprare bambini per soddisfare i loro capricci arrivando a divenire moderni negrieri

Nessie said...

Infatti è questo il fine vero dei loro loschi traffici. La battaglia sulle discriminazioni contro l'omosessualità è già stata vinta da un pezzo, e anche al più incallito dei conservatori, non gliene può importare un tubo sull'orientamento sessuale di una persona. Ma questo non basta ancora ai patiti della provocazione e delle rivoluzioni "colorate" arcobaleno, transnazionali (vietato avere una patria di nascita). Allora si devono mettere le simil-famiglie gay in competizione e perfino in sovrapposizione, con le vere famiglie dalle quali tutti noi siamo nati e che siamo costretti anche noi a definirli con aggettivi (famiglia "naturale", famiglia "etero" ecc.).


E' questo che non può essere accettato. E chi parla di discriminazione è in malafede!!!

Anonymous said...

Se non ti piace l'arcobaleno ti lasciamo senza musica... magari !!! Che è musica quella ? Volendo me la faccio in casa e a mano senza spendere un euro di energia elettrica con gli spartiti che ho ancora in casa, oppure a memoria. Non credo abbiamo bisogno di quei mostri che non sanno fare nemmeno il minimo di quello che dovrebbero fare in un luogo simile. E si sa che era già molto poco anche prima. Se almeno ci fosse qualche genialità, si potrebbe passare sopra al martellamento LGBT, ma non c'è nulla. Artisticamente siamo sotto lo zero celsius. E non ci si diverte nemmeno come una volta al circo a vedere le esibizioni tristi di mostri che, almeno, avevano la piena coscienza del loro stato, poveretti. Questi non hanno nemmeno quella.

IL SAURO

Anonymous said...

purtroppo (pare) anche questanno una metà dei televedenti avrebbe visto la kermesse sanremese e questo e' un dato grave perche' ci dice non esiste ( ancora?) nel "poppolo" una sufficiente capacità di rigetto delle sbobbe sistemiche nemmeno quando queste sono "educativamente" schifose.
ws

Massimo said...

Quei personaggi sono lo spot più efficace a favore dell'Isis ...

Nessie said...

Ho aperto ora ora il pc, e devo dire che do a Massimo, il 10 e lode per il commento più lapidario e significativo. Benvenuti nel Circo occidentale, ovvero il West Circus. Il Califfo non aspetta altro...

Nessie said...

ws, ho sentito anch'io questi dati. Ammesso che siano veri e non gonfiati, sono preoccupata anch'io del circenses che supera il panem. Ormai si può dire con tranquillità che è diventato, quello lì, il cibo.

Nessie said...

SAURO, ripensando alla rima bergogliona, mi è venuta in mente quest'altra da aggiungere alla sua, già estremamente ridicola:

Se tu accoglierai migranti
i peccati sono più bianchi


Se i migranti sono gay
ci saranno anche più schei.


Non siamo su "Scherzi a parte", ma te lo immagini dall'Africa e dall'Asia come questo carrozzone sembrerà il paese del Bengodi? Ora poi se sei clandestino e pure gaio, hai diritto a un doppio risarcimento oltre che ad un trattamento di riguardo. Ci sarà la gara d'appalto a dire "IO SONO GAY".



Nausicaa said...

E' già successo. C'è stata un'impennata di "outing" nei centri di accoglienza per farsi passare immigrati a statuto speciale (cioè omosessuali). Tutti fasulli naturalmente. E' il caso di dire che chi si fanno passare per froci per non pagare il dazio:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ora-i-migranti-sono-tutti-gay-iscritti-allarci-avere-asilo-1303827.html

Se poi guardano Sanremo, allora penseranno di aver diritto al palcoscenico, ricchezza, fama, bouquet di fiori

Jacopo Foscari said...

I dati d'ascolto del circo rivierasco sono veri come le elezioni della Corea del Nord. Per la gioia dei cinefili infatti la concorrenza sospende la programmazione normale e manda film a tutto spiano. Quando controprogrammarono sul serio il baraccone tracollò, ora evidentemente vige il Nazareno catodico. Inoltre bisogna dire che purtroppo l'Italia è un paese in cui ci sono ben 30 milioni di pensionati e San Scemo fa strage in quella fascia d'età. Nonnine e vecchie zie proprio non ce la fanno a non guardare San Scemo. Al netto poi del fatto che i dati dell'auditel sono sempre discussi e discutibili

Nessie said...

Grazie Nausicaa. Non mi era sfuggito che la "gara d'appalto" a farsi passare per "gay" era già iniziata da un pezzo. Ci sono associazioni direttamente legate con l'Arcigay, di natura mondialista che facilitano il fenomeno degli ingressi. L'aiuto di Migra (Arcigay) e Migrabo: "Diamo assistenza legale e garantiamo l'assoluto anonimato. Per loro è pericoloso lasciare una qualsiasi traccia":

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/03/migranti-omosessuali-e-trans-in-fuga-dalle-discriminazioni-perseguitati-nei-nostri-paesi-ma-qui-servono-campi-ad-hoc/2583046/

solo il Fatto travagliato si può bere simili panzane. Oggi la Verità la conta in modo differente:

http://secondonatura.blogspot.it/2017/02/a-spese-nostre.html

Nessie said...

Jacopo, in un mondo di manipolatori (lo fanno con la moneta) e di falsari (lo fanno coi loro media), nulla di più facile che siano dati gonfiati. Tuttavia oggi San Scemo non è più quello domestico della tv in bianco e nero, dove gli unici sponsor erano i fiorai della Riviera di Ponente, come avveniva nelle edizioni d'antan.
C'è un nugolo di sponsor che sono delle vere e proprie corporations di portata globale. E' diventato il trampolino di lancio di Soros e delle sue "arcobalenate" (vedi il comizio di Mika).
Perciò si fa in fretta a collezionare quei click e a mettere in piedi quelle percentuali. E non credo nemmeno che siano solo i nonnini e le vecchie zie di cui parli, i principali "cliccatori" del telecomando, dato che la tv è diventata sempre più satellitare.

In ogni caso, ormai le canzoni sono l'ultima cosa. E se dovesse stare in piedi come semplice "gara canora" nessuno se lo filerebbe più.
Il problema è proprio quella ribalta in funzione di "contenitore ideologico" di tematiche onusiane che stiamo denunciando.

Jacopo Foscari said...

"E non credo nemmeno che siano solo i nonnini e le vecchie zie di cui parli, i principali "cliccatori" del telecomando"

Io francamente fatico a trovare gente che guarda la RAI e San Scemo con meno di 60 anni. Il problema è che in Italia di ultrasessantenni ne abbiamo un bel po'

Tornando alla mafia gaia, questi son così aggressivi che non guardano in faccia a nessuno, manco agli omosessuali che osano dissentire. Vi ricordate che cagnara fece la froceria organizzata contro il povero Lucio Dalla per l'onta di aver portato la sua omosessualità nella tomba senza sbandierarla ai quattro venti? Oppure come si inviperirono contro Dolce e Gabbana, rei di dissentire sugli uteri in affitto?

Sono talmente invasati, totalitari e illiberali che sbavano non solo contro i cattolici anti-bergogliani, ma financo con quegli omosessuali che non si rendono disponibili a prestarsi al loro gioco. Sono veramente una mafia

Nessie said...

Certo che mi ricordo. In particolare dei due stilisti Dolce & Gabbana, rei di affermare che per loro la vera famiglia è quella etero, quella da cui sono nati. E fu boicottaggio commerciale in grande stile:

https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/dolce-e-gabbano-figli-coppie-omosessuali-liberta-espressione

ma i più patetici in questa occasione furono quegli etero cooptati alla causa LGBT come quella carampana della Vanoni che ne ebbe da dire d'ogni.

Come tutte le mafie è obbligatorio avere degli adepti omertosi.




.

Alessandra said...

Avanti così, ci saranno più lettere nella sigla LGBTQ che Stati nell'UE. :-)

Sanremo non è più il Festival della canzone almeno dai primi anni '90.
Tuttavia, negli ultimi anni la propaganda arcobalenata è diventata sempre più pervasiva e sfacciata.
I giovani magari non si sciroppano le serate in tv ma guardano i video su Youtube, quindi i messaggi dei vari Mika, Tiziano Ferro, Ricky Martin, Carmen Consoli e LP arrivano lo stesso.
Anzi, sono cose che sanno già: i loro video hanno migliaia, milioni di visualizzazioni.

Sui clandestini sedicenti gay: scommettiamo che da queste storie nasceranno sceneggiature per qualche fiction?

Nessie said...

Ciao Alessandra. Di tutto si parla a San Scemo diventato la ribalta globale del politicamente corretto. E non alludo solo al gonfiamento di zebedei relativo al LGBTQ. C'è il complesso pop-rock messo in piedi con gli Handy e i mongolini, c'è il messaggio sulla SLa, sulla distrofia muscolare, sulla leucemia, sui ciechi, sui sordi, i muti, i focomelici e chi più ne ha più ne metta, perché la parola d'ordine deve essere INCLUSIVITA', un'altra di quelle parole detestabili come "integrazione".

Tutta colpa dell'ONU e della sua ragnatela mondialista che tutto tesse, tutto incorpora e tutto include.

Rai fiction sui clandestini che chiedono asilo, a causa delle persecuzioni contro la gayezza? Tutto può essere... Per il momento, la RAI vorrebbe fare una fiction sulla tragedia del Rigopiano, una vergogna già esecrata dai parenti delle vittime. TUTTO E' IN VENDITA, , anche il dolore di tragedie insopportabili.

Jacopo Foscari said...

Bene, anche per qeust'anno ci siamo tolti questo Circo Barnum dalle scatole, gaudemus. Il prossimo anno speriamo ci pensi l'ISIS a salvarci da questo siparietto vecchio, stantio e costoso. Come si suol dire, a mali estremi estremi rimedi

Aldo said...

Pensierino strambo: quanti degli omosessuali dichiarati (maschi o femmine che siano) sono veramente omosessuali? Non potrebbe essere perfino che questa bandiera sia innalzata sul pennone più alto per esclusive finalità strumentali? Per intendersi, sono convinto che i senza Dio (nel senso negativo del termine, non in quello neutro che configura i semplici atei) peggiori allignino tra i gerarchi della Chiesa, a partire dalla carica più elevata e giù a scendere. Non mi stupirei di scoprire che gli omosessuali più in vista non sono in realtà per niente omosessuali. Agli omosessuali seri e spontanei, magari col cervello al posto giusto, tutto questo trambusto non conviene per niente.

Nessie said...

Quella dell'Isis (sempre messo in piedi da L'or Signori) è già la terapia di Massimo :-). Come vedi, dispongono di veleni e di antidoti. Sempre elaborati da loro.

A proposito, svelato il mistero dei click: vengono considerati dati che interessano e incrementano l'indice di ascolto anche i click via streaming e il televoto dei gggiovani via Facebook e twitter. Ecco un'altra truffa nella truffa.

Nessie said...

Macché "strambo", Aldo! E' acclarato che buona parte dei gay immigrati siano fasulli.

Poi in ambito occidentale ci sono anche quegli omosessuali che ne hanno piene le scatole di sentirsi omologare alla premiata lobbyo e ai suoi estenuanti battage pubblicitari. E' il caso di Nino Spirlì, che nel suo blog si dimette da "frocio" (parole sue):

http://blog.ilgiornale.it/spirli/2017/02/09/non-sono-piu-frocio/

Jacopo Foscari said...

"televoto dei gggiovani via Facebook e twitter"

Dei ggggiovani, o di precari cinesi sottopagati addetti al clickaggio selvaggio come i troll di qualche post fa? Come sempre, pensar male è peccato ma spesso ci si azzecca

Nessie said...

Beh... sono pur sempre cifre, no? :-). Si fa presto a mettere insieme i click, come vedi. Un po' come la trovata degli Italioti all'estero che votano. O delle Pecorarie del PD coi cinesi.

"Sìì, la vita è tutta un click", potrebbe essere il ritornello di una nuova canzonetta festivaliera.

Jacopo Foscari said...

Se non ricordo male già ai tempi dell'impero della mummia sicula, Pippo Baudo, infuriava la polemica sul televoto, con le case discografiche che pagavano i telespettatori per chiamare e richiamare e favorire il loro cantante. Cambiano i metodi, siamo passati dai telefonini ai click, ma San Scemo è sempre la solita farsa decisa a tavolino che solo gli italioti posson continuare a bersi