04 January 2017

Postbufale, post verità e censure in arrivo



Anno nuovo, problemi vecchi. E tra i problemi vecchi di un potere corrotto privo di legittimità c'è  la voglia matta di mettere il bavaglio al web. Non basta un ennesimo governo-fantoccio, il quarto nominato e non eletto, messo in piedi da una nomenklatura di eurokomiSSar nominati e non eletti. Ora ci se mette anche un'autoproclamata "authority" un tal Giovanni Pitruzzella che il governo ineletto Gentiloni  ci sta rifilando come garante di un'authority (autoproclamatasi tale) per venire a censurare le bufale altrui presenti sul web ( chiamate con linguaggio orwelliano "post verità"). E' la risposta, o meglio, la cura, alla minaccia dei cosiddetti "populismi".
Prebufale, post bufale e post verità che avrebbero un nuovo "acchiappafantasmi" nella figura del cosiddetto garante. Ma chi è questo Giovanni Pitruzzella? Per la serie, nessuno è perfetto, è stato condannato per  un vecchio lodo arbitrale tra due università siciliane, un'accusa di corruzione in atti giudiziari. I suoi trascorsi potete leggerli qui. 


Ci sono crack bancari in arrivo e i veri bufalari nonché pataccari del governo mettono già le mani avanti con le censure. Forse vale la pena di indagare sulla figura  del neonominato  Pitruzzella. Chi è questo nuovo  aspirante censore del web? proviene da Scelta (in realtà Sciolta)  Civica, il partito dell'androide surgelato UE Mario Monti. Ma per fortuna non è stato eletto nemmeno  su quella listarella fasulla da prefisso telefonico. Anche perché nel 2015 risultava indagato per aver falsato un arbitrato.

Giovanni Pitruzzella


E costoro vorrebbero imbavagliare il web? E fare i debunker al servizio permanente della "corretta informazione" mainstream?
Forse tutto ciò viene fatto nel timore che si indaghi troppo su tutte le loro malefatte  e su quelle che ci devono ancora propinare. A breve,  anche quella imminente di MPS. Ed è solo l'inizio.

La Nuova Inquisizione del nuovo ominicchio di Gentiloni (sempre per conto della Ue) è già stata denunciata da Grillo sul suo blog (Postcazzate dei nuovi inquisitori), da Vladimiro Giacché, su Il Fatto che parla di Nuovo Ministero della Verità di matrice orwelliana, da Maurizio Blondet in "Accelera la dittatura delle tecnocrazie inette", da Marcello Foa sul suo blog ospitato da Il Giornale.

Ma occorre dire che la tendenza non è solo italiana e cresce sempre più  in molti Paesi occidentali, come la Francia, la Germania, e perfino gli Stati Uniti. E’ tutto uno strepito isterico contro la disinformazione online, senza, però che si levi una sola parola di riprovazione contro quello che invece rappresenta il vero problema: la disinformazione autorizzata ovvero le tecniche di spin doctoring e la manipolazione di notizie dette  "autorizzate" in quanto espressione di poteri forti. 
La vera manipolazione  quindi non è quella di internet ma quella dei canali  ufficiali che agiscono in potere di monopolio e di oligopolio nei confronti di altre fonti. E comunque questa faccenda dello "hate speech"  e delle "fake news" è stata ribadita da parecchie altre fonti (Boldrini in testa che ha chiesto l'aiuto di un tal Paolo Attivissmo, suo debunker e  smascheratore di bufale).  Non ultima, dallo stesso Mattarella nel suo soporifero discorso di fine d'anno, a quanto ho avuto modo di leggere. 

 Non credo che riusciranno a realizzare una dittatura del web alla cinese, tanto per intenderci. In caso contrario, dovrebbero rinunciare a un importante cuscinetto ammortizzatore di quel malcontento che i tecnocrati Ue creano sempre di più. Se la gente comune non ha più le tastiere  di un pc con le quali sfogarsi, potrebbe passare quasi certamente alle vie di fatto. Ma  è certo  che l'aver soltanto concepito l'idea che i pubblici poteri possano controllare l'informazione  e la controinformazione è segno di pura demenza, di oscurantismo e di mancanza di intelligenza. Della serie, tutto ciò che non è  da lorSignori controllabile, va eliminato.

Ed è semplicemente disgustoso solamente il fatto che ci provino.


63 comments:

Massimo said...

Grillo li ha smascherati subito. Propongono l'inquisizione contro le libere opinioni e le idee che circolano in Rete, ma sono stati presi dal ballo di San Vito quando si è proposto un tribunale popolare per controllare le bufale dei giornalisti al servizio del potere. Le opinioni e le idee devono circolare senza vincoli e anche la legge sulla stampa, la casta riunita in un ordine, ha fatto il suo tempo. Ognuno è responsabile di quello che scrive. Questa mattina ho ascoltato uno che, per contrastare la provocazione di Grillo, ha dichiarato che contro le notizie false dei giornali basta la querela. Anche per le notizie false in Rete. Non serve un ordine dei giornalisti. Non servono giornalisti "professionisti". Servono i giornali che devono essere privi di finanziamenti e agevolazioni pubbliche e vivere su lettori e pubblicità, diretti da un qualsiasi cittadino, responsabile di quello che fa.

Nessie said...

L'Ordine dei Giornalisti è un sindacato diretto da papaveri della CGIL (o ex tali) che hanno trovato in detto organismo, ancor di meglio da lucrare delle vecchie camere del lavoro. La FNSI, idem con patate.
E' ovvio che i castaroli della stampaglia, da sempre addetti a fare i custodi del potere, siano i più accaniti contro i blog e i blogger: noi lavoriamo gratis per smascherare, mentre loro sono pagati per occultare prove. Ho messo nel post, vari link di quelli che stanno smascherando questa faccenda delle "post verità" . Quando un neologismo proviene dall'inglese (post-truth) c'è subito da dubitare: puzza di ONU e di mondialismo lontano un miglio.

Huxley said...

Ciao Nessie, buon anno
Gli oligarchi hanno ricevuto tre sberle non da poco, brexit, Trump e il nostro referendum, tre risultati che non hanno tenuto conto del bombardamento mediatico dei media main stream (con disperazione della Botteri). Le elites erano certe di poter controllare completamente la massa caprona tramite i loro servi della disinformazione ufficiale, ma si stanno accorgendo che l'insofferenza sta montando rapidamente, per cui occorre un maggior filtro sulle informazioni auspicato dai loro burattini (figure istituzionali, papi e tecnocrati vari). Neppure io credo che ci riusciranno, ma questo potrebbe spingere gli oligarchi a creare destabilizzare ancor di più la società tramite false flag e guerre. Questo 2017 sarà un anno interessante.

Nessie said...

Ciao Huxley, Buon Anno anche a te. Sì sarà un anno senz'altro interessante, ma ne vedremo delle belle. Questa gentaglia non si rassegnerà alle sberle che ha appena preso e occorre pertanto, stare in campana.

Anonymous said...

Non credo che riusciranno a realizzare una dittatura del web alla cinese,

la " censura" cinese e' difensiva verso il "mainstream" occidentale , e poggia sulla sostanziale "autorevolezza" dello stato. In altre parole il cinese medio sa bene di essere sotto la cappa censoria dello stato ma riconosce allo stato "l' autorita'" e la motivazione "nazionale" per farlo. Non e' ovviamente "democrazia" ( ma quando mai lo è ? 😎 ) ma resta la "fiducia" nello stato.

Il nostro caso è completamente diverso in quanto da noi non opera minimamente la " propaganda estera ostile"; i media cinesi se ne fregano di noi e gli articoli di sputnik hanno al massimo poche migliaia di letture.Il problema dei " nostri" governanti e' che NOI non abbiamo piu' fiducia in loro e rifiutiamo sempre più il loro "mainstream" cercando disperatamente ( la minoranza che puo') fonti di informazione "alternativa".
Così come nell' URSS terminale ,nessuna censura puo' ristabilire una fiducia nel "mainstream" che non c'è piu'; la censura può solo ritardare il crollo del sistema rendendolo nel contempo piu' devastante.
ws

Anonymous said...

Regime orwelliano in atto. Psicopolizia all'opera.
Scarth

SILVIO said...


Se non fosse stato per codesti due articoli,

[ Zero Hedge : ”Italy Urges Europe To Begin Censoring Free Speech On The Internet” ] - ➀
[ Financial Times : ” Subscribe to read: Italy antitrust chief urges EU to help beat fake news” ] - ➁

un personaggio come Giovanni Pitruzzella avrebbe meritato solo quel tipo di considerazioni solitamente riservate a quei “boiardi di Stato” che lasciano traccia di sé unicamente per i lauti stipendi conseguiti.

Ed invece per il professor Pitruzzella si è scomodato persino il “Financial Times” che, pur non essendo “L’Economist”, funge egualmente da “ventriloquo” influente del capitalismo della City.

Ma che ha detto di tanto eclatante Pitruzzella Giovanni, così da provocare l’allarmato rilancio di Zero Hedge?

Ha proposto una corbelleria grossa come l’Etna .

Cioè :
” In tutta l’Unione europea venga stabilita la censura di Stato su internet,, dimodoché venga cassata ogni opinione “populista” , contraria ai traballanti governi filo-UE.
Francia, Germania, Italia ed Olanda, in primis.

Proposta inaudita, indegna di un docente universitario di diritto costituzionale.

“Robaccia dispotica” a cui neppure il filibustiere George Soros osò ricorrere per imporre il “pensiero unico liberal-progressista” in Facebook , allorché si accordò con Mark Zuckerberg in tal senso - ➂

Professor Pitruzzella, si vergogni!

E si tolga fuori dai piedi alla scadenza del suo mandato (2018).

Scomparendo, alfine, adi nostri occhi in compagnia dei suoi tanti padrini politici (Napolitano, Schifani, Fini, e molta altra “brutta” gente) .

________________
LINK:
➀ - http://www.zerohedge.com/news/2016-12-30/italy-urges-europe-begin-censoring-free-speech-internet
➁ - https://www.ft.com/content/e7280576-cddc-11e6-864f-20dcb35cede2
➂ - http://www.breitbart.com/big-journalism/2016/12/16/soros-finances-group-helping-facebook-flag-disputed-stories/

Jacopo Foscari said...

Mi sembrano i classici ultimi colpi di coda di un regime agonizzante. Ora vogliono mettere le mani sulla rete, dopo che questa ha contribuito a smascherarli, ma non hanno capito che se fanno una mossa del genere si condannano a morte perché usciremo finalmente dagli schermi per prendere i forconi

Aldo said...

Le "sberle" non le hanno prese per via della informazione o disinformazione (sia che passasse tramite web, sia che passasse tramite tv, carta stampata o chissà che altro), le "sberle" le hanno prese perché quando la realtà comuncia a sbatterti addosso con un'intensità appena superiore, anche se sei sordo e cieco cominci a sentire qualche livido, il che porta a reazioni via via crescendi quanto più i lividi si fanno doloranti. Tutti quanti, fatte salve alcune ristrettissime minoranze (che sono poco quelle che generano il problema) veniamo sprangati da mane a sera con intensità crescente, hai voglia a raccontare paroline più o meno suadenti! Uno tenta di parare i colpi e inizia a sfogarsi sbraitando improperi ma, con continuo fioccare di ulteriori sprangate, s'accorge che se non passa al contrattacco (pur con possibilità di riuscita assai incerte se non addirittura nulle) l'esito è segnato. Un po' come mettere un gatto nell'angolo: sarà anche solo quattro o cinque chili, ma quando sente male sulla pellaccia e teme per la vita (di pancia, senza troppo ragionare) diventa una furia di denti e unghie, con energia e riflessi che mai ci si aspetterebbe da un peluche tanto caruccio.

Lo stato fisico/emotivo di chi reagisce a quel modo viene accomunato a quello dei cosiddetti berserker. Una forma di squilibrio mentale temporaneo che si sa dove comincia, non si sa dove (e se) finisce. Solitamente chi entra in modalità berserker non sopravvive, perché difficilmente conserva anche solo una parvenza di senso del limite e il suo contatto con la realtà è profondamente falsato.

La storia ci consegna esempi concreti di intere categorie di combattenti che venivano formati (ovvero deformati, resi alienati) per indurli in condizioni di quel genere. Che so... samurai, kamikaze, certi reparti d'assalto, oggigiorno gli stessi attentatori suicidi...

Ecco. A suon di "sberle" c'è il rischio concreto che l'atteggiamento da individuale diventi collettivo, dapprima riguardando piccoli gruppi (come mi han raccontato accadesse in certi scontri "politici" di strada negli anni '70 o come possiamo vedere accadere con una certa regolarità negli stadi), poi a macchia di leopardo, poi... chissà. Non vorrei arrivare a vedere i risultati di un'escalation del genere. Per ora le reazioni si sono limitate a crocette su fogli di carta e miliardate di stringhe di caratteri su schermo. Come quelle che ho appena scritto.

Nessie said...

ws, per dittatura alla "cinese" non intendevo dire quello che hai scritto tu ("difensiva nei confronti del mainstream"), ma legata alle guardie e alla polizia che da quelle parti è particolarmente efficiente e organizzata. Insomma, un semplice modo di dire; come modo di dire è diventata ormai l'aggettivo "sovietico" sempre più sinonimo di totalitario.

Forse la similitudine con l'URSS a livello terminale è più appropriata. Mi riferisco al nessuna censura puo' ristabilire una fiducia nel "mainstream" che non c'è piu'; la censura può solo ritardare il crollo del sistema rendendolo nel contempo piu' devastante.

Anonymous said...

Un paio di notizie che ho trovato in giro un pò di tempo fa.
La proprietà delle 5 agenzie che divulgano le informazioni che tutte le testate riprendono è detenuta da altrettanti 5 trust finanziari contro gli oltre 50 di circa 20 anni orsono.
Dovrebbe bastare a chiarire che qualunque provvedimento politico preso è dettato dalla Finanza senza ormai nessun intermediario nemmeno di facciata.
Quindi, oltre a pagare profumatamente attraverso i finanziamenti pubblici un'Informazione
inutile, quando non dannosa, viene vietato di cercare fonti alternative.
Non rimane che il passaparola svolto fisicamente, in quanto attraverso la rete si sa che ormai il controllo sta andando a regime.
Già gli assembramenti sembrano consentiti solo ai selvaggi che questi governi di delinquenti ancora ci riversano a caterve ogni giorno in casa, in quanto grazie al "terrorismo" che sempre loro si sono inventati e hanno promosso, siamo già in presenza di una militarizzazione del territorio con tanto di cecchini piazzati nei luoghi particolarmente sensibili.
E peggiorerà ancora se non si prendono questi venduti e non li si buttano in blocco nel primo vulcano ancora attivo.
Per quanto mi riguarda, me ne frego come dicevano i fascisti, ma attenti a quello che si dice che il Mondo Libero vi guarda.

IL SAURO

Nessie said...

Silvio, anche il Sole 24 ore ha dato conto delle interviste concesse da questo infimo personaggio, il quale ha proposto nientemento che un network europeo in grado di acchiappar bufale:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-12-30/pitruzzella-antitrust-propone-network-europeo-anti-bufale-grillo-attacca-nuova-inquisizione--174117.shtml?uuid=ADBcUFNC

ci distinguiamo sempre per avere i migliori, eh? Sì, una vergogna nella vergogna!

Nessie said...

Bella Jocopo, la tua immagine dell'uscire dagli schermi per brandire l'ascia di guerra :-)-

Nessie said...

Aldo, infatti siamo agli ultimi giorni della caduta di regime. Che potrebbe ormai durare tuttalpiù un annetto o due, ma se osano fare anche la censura delle tastiere, altro che "berserker"! Accelerano la loro fine. E ti pareva che non prendessero il classico burocrate meridionale a cui hanno cucito addosso una nuova carica come Capo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, popolarmente detta “Antitrust”. -

Nessie said...

Sauro, la lotta contro il "terrorismo internazionale" (vero, falso o prefabbricato che sia) doveva servire proprio a questo: divieto di assembramenti per noi, licenza di rapina, di furto, di stupro, ecc. per le "risorse".

Anonymous said...

Spero che la notevole ondata di sdegno e schifo per queste misure dittatoriali che stanno affiorando in tutto l'Occidente (libero....) serva a qualcosa. Tra l'altro l'imposizione di queste misure come per tutte le altre operazioni (gender, immigrazionismo ecc.) del presente Totalitarismo è partita come sempre in perfetta sincronia globale con il solito accompagnamento delle corazzate mediatiche (di regime) in perfetto stile Pensiero Unico Globale Ammesso. Si vede che i Padroni emanano l'ordine e i tirapiedi scattano immediatamente tutti insieme. Non darei però per scontato che il suddetto Regime globale sia ai suoi ultimi giorni.
Scarth

Nessie said...

Intanto anche qui c'è la traduzione della famigerata intervista concessa al FT da Pitruzzella Pitruzzé (sembra la marca di una scatoletta di tonno) diffusa da Zero Hedge:

http://www.informarexresistere.fr/2017/01/02/litalia-chiede-alleuropa-di-censurare-la-liberta-di-espressione-su-internet/

Quanto agli ultimi giorni, possono essere anche "ultimi anni". Ma un regime che si comporta in questo modo, mostra di essere spaventato. Non dobbiamo aver paura di sembrare "populisti".

Nessie said...

PS: Intanto anche il link del blog di Blondet è stato bloccato dal sistema "preventivo" di Facebook:

http://www.maurizioblondet.it/facebook-vi-protegge-dalle-notizie-dannose-mentana-grillo/

Jacopo Foscari said...

Non nutro grosse simpatie per Zuckerberg, ma va detto che di quanto sta accadendo con la nuova "Inquisizione globalista" lui è uno dei meno colpevoli. Lo fa perché costretto da pressioni governative, fosse per lui il suo social network resterebbe una giungla. Ovviamente non perché Zuckerberg ci tenga alla "libertà di pensiero" ma semplicemente perché "la giungla" gli garantisce molti introiti, pecunia non olet come si suol dire. Comunque sono palliativi, per dire siti come "Breitbart", "Zerohedge" o "Russia Today" ormai sono entrati nei feed di milioni di persone che continueranno a diffonderne le idee e se non lo potranno più fare su Facebook o su Twitter, lo faranno sul social network russo "VKontate" e se chiudono pure quello, se oscurano i siti di cui sopra c'è sempre l'extrema ratio dl "Dark Web". Possono solo calciare il barattolo, ma ormai il conto alla rovescia è iniziato

Anonymous said...

( Tornando alla cina)
la cina e' ovviamente un regime ( ma sostanzialmente lo sono tutti ) ma rispetto agli U$A , all €U (e all' URSS ) ancora unisce alla "autorita'" l' "autorevolezza" per cui non abbisogna di martellante propaganda ( la pressione merdiatica e' bassa rispetto a noi ) e la massa dei "sudditi" obbedisce spontaneamente sulla "fiducia" , perche' "il regime" non e' (ancora) nella fase distopica in cui la realta' sperimentata dai "sudditi" e' opposta alla "narrazione" imposta dal regime.
In soldoni la cina e' , come e' sempre stata, una "dittatura del confucianesimo" con i difetti della dittatura ma con i pregi del confucianesimo.
ws

SILVIO said...

Nessie.

dunque, anche Maurizio Blondet è rimasto vittima degli algoritmi utilizzati da “Facebook” per bannare automaticamente i commenti “populisti”, al fine di permettere la sola pubblicazione delle opinioni gradite all’élite nazi-comunista fabiana.

Questa è la sorte scontata di chi si fa ospitare da globalisti come Mark Zuckerberg, ”bimbo-minchia” geniale ma spietato totalitarista e cinico opportunista all’ennesima potenza.

Mi meraviglio di Blondet, esperto blogger di lunga data.
Possibile che gli sia sfuggita la notizia degli accordi stipulati da Zuckerberg con IFCN per zombizzare “Facebook” , mutandolo in ”Fakebbok” ?

Per la cronaca, l’acronimo IFCN sta pe “International Fact-checking Network”

http://www.poynter.org/about-the-international-fact-checking-network/

che è collegato con l’Istituto Poynter per gli studi sui media.

Entrambi sono finanziati da una pletora di masnadieri miliardari globalisti tra cui primeggia l’immancabile George Soros.

Il seguente link dà invece conto dei predetti accordi di collaborazione tra IFCN e Facebook:

http://www.poynter.org/2016/craig-newmark-foundation-gives-poynter-1-million-to-fund-chair-in-journalism-ethics/442301/

Nessie said...

Silvio, hai notato quelle iconcine che ci sono sotto il testo del mio post in basso a sinistra del blog? Rappresentano che chi ama quel post può condividerlo su FB, twitter, google, spedirlo per email ecc. Orbene, io non so se Blondet si sia aperto un profilo personale. Ma se anche non se lo fosse aperto, qualche utente che dispone di una bacheca può "condividere" il pezzo e farlo conoscere in giro. E succede anche alla sottoscritta che ha dei lettori che spesso condividono sul loro profilo i miei post, bacheca di FB alla quale io non ho accesso in quanto non sono registrata né lo voglio fare. Quindi potrebbe darsi che agli amici di Blondet possa essere scattato l'algoritmo per interposto utente.

Hai fatto bene a chiarire la faccenda di Zuckerberg perché nemmeno io penso che sia in "buona fede".

Nessie said...

ws, conosco i guasti della democrazia e come e quando ha fallito e sta fallendo. E che è pure un pretesto per dare via al saccheggio e alla predazione. E mai come in questo momento ci vorrebbe un dispotismo illuminato. Ma non fatto dagli "illuminati" :-). Massimo Fini parla di dictator pro tempore. Ma in Italia è un rischio anche quello.


-----------------------------------------


Jacopo, Silvio ha offerto dell'ottimo materiale per ripensare al ruolo di Zuckerberg e alla sua presunta "buona fede" nella quale personalmente io non credo.

SILVIO said...

È verosimile che si sia verificato quanto da te ipotizzato, Nessie.

Tuttavia, l’andar via da “Facebook” dovrebbe essere l’imperativo categorico di ogni serio blogger.

In quel social-network è impossibile fare vera informazione sia a causa del totalitarismo ideologico del gestore sia per le troppe chiacchere da cortile che vi imperversano, spesso inframmezzate da futilità esibizionistiche stra-paesane, irritanti e fini a se stesse.

La formula del blog rimane sempre quella migliore, caso mai riammodernata sullo stile figurativo dei commenti di Twitter.

Anonymous said...

Un paio di note tecniche. Il web di M. Blondet ha sempre goduto delle attenzioni della solita mafia. Sia quando era su Effedieffe (che ancora ne beneficia), sia ora che non lo è più. Per una banalissima ragione: c'era praticamente solo lui che esprimeva opinioni molto chiare su fatti e persone di cui era meglio non parlare. Oggi che il parlarne è divenuto un reato penale, la sua posizione è peggiorata. La questione dell'avviso è molto più banale: è indicizzato insieme a tutti i complottisti di ogni nazionalità. Significa che c'è una blacklist di cui si onora di far parte. Una cosa che funziona molto banalmente come la lavagna dei cattivi a scuola. Altra cosa ancora sono i web che vengono oscurati a causa di esplicite sentenze emesse dai tribunali nazionali. Anche se il passare da una categoria all'altra, ormai, sarà solo questione di tempo. Mi risulta che ne sia perfettamente consapevole e che abbia più volte sconsigliato di aprire un profilo su FB. Poi l'ha fatto anche lui per acquisire maggiore visibilità, ma non credo sia stata una sua iniziativa personale. Comunque: basta chiederglielo.

IL SAURO

Alessandra said...

Ciao Nessie!
Sentiti i propositi di Zuckerberg per quest'anno? Girerà 30 States (è già stato negli altri 20), per visitare le sedi di Facebook, le università e incontrare le comunità locali.
Vuole capire "cosa non ha funzionato nella globalizzazione, e perché la tecnologia sta contribuendo a dividere le persone, dopo aver favorito per anni lo sviluppo e la crescita".

http://www.lastampa.it/2017/01/05/esteri/zuckerberg-tour-in-tutta-america-per-diventare-lantitrump-yQ1kefqMDw9qzZnKplL0WM/pagina.html

A quanto pare, si prospetta un ingresso nella scena politica, come possibile anti-Trump. Ecco l'uomo nuovo di Rothschild-Soros.
Si sarebbe pure riscoperto "religioso" dopo l'incontro con Pampa Francesco.

Comunque per quanto riguarda le "post-verità" tanto odiate da burattinai e burattini di regime, per l'oro sfortuna se anche le bloccano da una parte, spunteranno sempre altrove.
È impossibile impedirne dappertutto la redazione e la diffusione.

Anonymous said...

@ nessie che scrisse
Massimo Fini parla di dictator pro tempore. Ma in Italia è un rischio anche quello.

M. Fini lo stimavo tanto in passato ma direi da almeno 20 anni esprime solo idee quantomeno "umorali" e/o di una "ingenuità" imbarazzante.
Chi potrebbe mai essere infatti questo "demiurgo" ? Non solo non c'è ,ma in geopolitica non basta mai "avere delle idee" quanto invece ,è necessario disporre dei mezzi e degli uomini adeguati a metterle in pratica.
Quindi o fini non ha capito e/o non ricorda la lezione dell' "ascesa&caduta" del suo vecchio capoccione socialista , oppure e' al pieno servizio del "nemico" , QUELLO si pieno di "mezzi&uomini" al SUO servizio.
ws

Nessie said...

Silvio, quando c'era il povero Johnny molto spesso i miei post venivano "condivisi" (parola per me aberrante) nei gruppi di Facebook e anche adesso quando guardo le visualizzazioni ne ho sempre un mucchio provenienti da quei gruppi. Io però mai e poi mai mi farò un profilo solo per offrire i miei dati al signor Montagnadizucchero, seduto sulla sua precoce fortuna.

Credo, quanto a Blondet, che le cose siano andate come ipotizza il Sauro. In ogni caso, farebbe bene anche Marcello Foa a ritirare il suo profilo da FB, tenuto conto che l'hanno minacciato di "eliminazione". E questa gentaglia non scherza affatto quando usa quel termine:

http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/01/03/eliminare-gente-come-foa/

Nessie said...

Alessandra, il signorino Montedizucchero vuol sapere cosa non ha funzionato nella globalizzazione? Oh che caro! Ecco un altro filantropino che vuole redistribuire la ricchezza per il mondo. Non mi stupisce che si sia inchinato a Bergoglio. Sembra che anche Bill Gates sia in combutta con Soros per le sue malefatte. La prima vera bufala è proprio FB dove per il momento pare che conti solo l'indice di gradimento "mi piace" ma non il "dislike". La verità è che dobbiamo uscire dalle bocce di cristallo per pesci, perché questi ci guardano, ci spiano e ci osservano. Siamo cavie per le loro sperimentazioni e questo molti giovani non lo sanno.

SILVIO said...


Mi spiace per Marcello Foa, a cui va tutta la mia solidarietà.

Evidentemente, ha toccato “i fili dell’alta tensione” per cui qualcuno – per interposta persona – gli ha intimato di fermarsi, inviando il primo avvertimento.

Fossi in lui, andrei avanti per la mia strada, senza farmi intimorire.
_____________

Intanto, il professor Pitruzzella - in una intervista concessa a “Radio anch’io” su RAI 1 – ha fatto il primo dietrofront ,affermando di non aver mai proposto la censura di Stato su internet.

http://www.imolaoggi.it/2017/01/05/internet-antitrust-niente-censura-ma-affrontare-il-tema-delle-bufale/


Come faccia tosta, non c’è male!

Ma “carta” canta e smonta la sua patetica bufala!

Nessie said...

E' inutile Silvio, gira e rigira i compagnucci usano sempre quei metodi lì: l'eliminazione fisica. Te li ricordi gli anni di piombo con l'eliminazione del povero Walter Tobagi? Vennero perfino in redazione in Via Solferino dove avevano dei "basisti" a minacciarlo. Poi dopo minaccia su minaccia, fu freddato sul selciato in un piovoso e grigio maggio milanese del 1980 da un commando terrorista a nome Brigata XXVIII marzo. Il suo assassino, un tal Marco Barbone, scontò solo tre anni di carcere per un odioso crimine di questa portata.
Questa è la giustizia italiota che copre sempre la teppaglia rossa.
Gli Italiani hanno troppo spesso la memoria corta e archiviano in fretta, ma io non dimentico mai niente e bisogna tener conto delle lezioni della Storia.

Foa andrà certamente avanti, ma intanto è bene consultare un avvocato e sporgere denunzia, perché le minacce e gli avvertimenti mafiosi non vanno mai sottovalutati.

Nessie said...

PS: Il voltafaccia di Pitruzzella è parte integrante del personaggio: un burocrate boiardo di stato meridionale, uso ai peggiori trasformismi.

Nessie said...

Ws, d'accordo su Massimo Fini. Lui si rifà alla civiltà romana, ma senza uomini e legioni non vai da nessuna parte.

A Natale mi hanno regalato il suo ultimo libro "La modernità di un antimoderno" dove sono raccolti molti suoi saggi, e devo però aggiungere che la sua prosa è davvero godibile.

SILVIO said...


Massimo Fini è un guerriero (della libertà) indomabile.

Neppure la recente sventura della sopravvenuta (quasi) cecità è riuscita a fermarlo.

Jacopo Foscari said...

Figuriamoci se credo alla buona fede di uno come Zuckerberg che campa smerciando dati personali utilizzando un'idea che manco è sua, difatti com'è noto l'ha rubata ai gemelli Winkelvoss a cui ha dovuto dare un risarcimento di qualche milione di dollari. Solo che, in questo caso, mi pare evidente che l'UE e Obama gli stiano forzando la mano dando a lui la colpa dei loro fallimenti. Poi se Zuckerberg osa disobbedire per motivi di bottega, ovvero per non far la fine di Myspace, son pronto a scommettere che troveranno qualche dozzina di aspiranti attricette che lo accuseranno prontamente di "stupro e molestie" onde convincerlo a passare la mano e mettere al suo posto la nazi-femminista che si ritrova come vice, ovvero Sheryl Sandberg la quale è nota per essere una abortista sfegatata e prodiga finanziatrice della Hitlery. Comunque poco male, non sono più su Facebook da anni, ovvero da quando son tornato dall'Inghilterra, quindi chissenefrega, la rete è già piena di alternative come VKontate e, se il male diventa estremo, c'è sempre l'estremo rimedio della Darknet.

Nessie said...

Bene Jacopo. Allora se dovessimo spostare i nostri server per motivi di censura dittatoriale, vorrà dire che ci darai una mano nel fornirci qualche dritta :-)

Nessie said...

Silvio, l'ho conosciuto personalmente. E' una persona apparentemente scontrosa (forse per timidezza), ma in realtà non è mai banale né scontato in quello che dice e scrive. Mi spiace per la sua sventura. Mi fa piacere che Marsilio editore gli abbia dedicato quel volume dei suoi scritti che è una consolazione per chi non ci vede più. Il quale che contiene:

1) La ragione aveva torto (critica all'Illuminismo)
2) Elogio della guerra
3) Il denaro sterco del demonio
4) Il vizio oscuro dell’Occidente
5) Manifesto dell’Antimodernità e Sudditi.
6) Manifesto contro la Democrazia
7) Il Ribelle dalla A alla Z

SILVIO said...


Beppe Grillo si è scagliato contro i giornalisti bugiardi nonché fabbricatori di false notizie per ingannare e plagiare l’opinione pubblica, a tutto vantaggio del potere costituito.

Ha altresì proposto, come terapia d’urgenza di codesto male, l’isitituzione di una giuria popolare che metta alla sbarra i giornalisti infedeli e menzogneri.

http://www.beppegrillo.it/2017/01/una_giuria_popolare_per_le_balle_dei_media.html

Al che, Enrico Mentana replicò :
”Ti querelo. Trovati un avvocato”

Ergo = Lampante versione della serie ”Excusatio non petita, accusatio manifesta” .

Oggi, il Presidente eletto Donald Trump ha pubblicato su Twitter un “tweet” d’accusa contro la disonestà della stampa:

https://twitter.com/realDonaldTrump


Che farà aloora il garrulo Mentana ?

Sporgerà querela anche a Trump o si accuccerà in un cantuccio?

Domanda retorica, la cui risposta è contenuta nel ” background” pregresso di chi solitamente è forte con i deboli e debole con i forti.


Nessie said...

Silvio, è notizia recente che Mentana ha ritirato la querela contro Grillo (sarebbe stata un ridicolo autogol).

Grillo in realtà ha fatto una mossa molto abile facendo capire che la miglior difesa è l'attacco e del resto l'ha dichiarato lui stesso che è stato "per par condicio" contro la casta della carta stampata.
Con questa gentaglia si risponde sempre con "a brigante, brigante e mezzo".

Nessie said...

Qui il link:

http://www.unionesarda.it/articolo/politica_italiana/2017/01/04/il_movimento_5_stelle_si_scusa_con_mentana_logo_tg_la7_per_par_co-1-558065.html

Anonymous said...

Evidentemente, ha toccato “i fili dell’alta tensione”

foa rispetto a blondet (*) e' un "bersaglio grosso" in quanto giornalista ancora attivo nel mainstream e non facilmente liquidabile di antisemitismo . Da qui le minaccie dirette alla persona da prendere molto sul serio perchè ' uno "squadrista rosso al servizio del kapitale" si trova sempre.

(*) blondet non e' un "giornalista attivo" , lo era trentanni fa prima dell' espulsione dal giornale di quel gran pezzo di ... montanelli e il suo volontario "parcheggio" tra le infide "gonne dei preti"
ws

Nessie said...

Foa si sveglia solo ora. E' da mo' che la sottoscritta gli ha detto che il suo blog pullula di spie.
E bada bene, non parlo solo di troll rissosi e minacciosi (ci sono anche quelli), ma di spie. Una moderazione dei commenti diventa pertanto un necessario atto di cautela.

Figuriamoci poi sui social che è un far west lasciato libero! Comunque sono d'accordo sul fatto che certe minacce vadano prese sempre molto sul serio.

SILVIO said...

Ed ora, che potrebbe succedere?

Dopo il risultato della partita [Popolo batte Èlite 3 a 0 ] , i burattini progressisti andarono in “tilt” ( al pari dei loro burattinai massonico-miliardari) inondando le pagine dei giornali e i palcoscenici televisivi con millanterie totalitarie o con ripensamenti tardivi da ” Day After “ per nulla credibili .

Qualche esempio concreto?

1 – Giovanni Pitruzzella, capo italiano dell’Antitrust : [“Venga stabilita la censura di Stato su internet”] .

2 - Robert Fico , primo ministro socialista della Slovacchia e, contestualmente, presidente di turno del Consiglio dell’UE sino al 31 dicembre 2016: [“Siano vietate le consultazioni referendarie in tutti gli Stati dell’UE”] .
3 - Giuliano Amato, ex rottamatore dell’Italia a beneficio della nascita dell’UE : [“ Abbiamo fatto una moneta europea senza Stato. Era difficile che funzionasse”] .

4 - Paul Krugman ,economista: [“Un buon argomento per dire che l’Unione non è stata un errore? Mai sentito! Perché non esiste!”] .

5 - Edward Luttwak, politologo: [“L’UE attuale non farà mai crescere l’Italia”] .

Dunque, fine dell’UE e del sogno di Angela Merkel di costituire (senza sparare un solo colpo di cannone ) il “Quarto Reich” nazi-comunista ?

Ma no, ma no!

Potremmo essere solo in presenza della fine dell’era progressista, che pianificò l’UE nella forma attuale.

Ma sussiste anche la consorteria conservatrice, che è riemersa grazie al trionfo di Donald Trump.

Anch’essa è “internazionalista”, pur coi dovuti ”distinguo” .

Butto il sasso nello stagno e poi nascondo (per ora) la mano:
”Non è che tale consorteria intenda integrare la Russia nell’Europa in maniera da creare un nuovo asse strategico , fedele alleato degli USA?” .

Anonymous said...

In questa forma molto evoluta infinitamente perfida e subdola di dittatura in cui siamo immersi il controllo dell'informazione (e della "verità"...) è uno dei cardini su cui si regge il sistema. Di pari importanza con quello delle note istituzioni pseudo "indipendenti e imparziali" nazionali e sovra nazionali non elette nè controllate da alcuno. Quindi dubito fortemente che i Mostri si lascino sfuggire tale controllo che considerano di loro esclusivo diritto. Da qui le crisi isteriche da cui sono stati colti in particolare i loro tirapiedi che hanno visto balenare forse per la prima volta lo sgretolamento del potere assoluto. Un'altro aspetto della repressione dittatoriale in atto e in embrione particolarmente rivoltante e sommamente ipocrita è la persecuzione delle opinioni, dei pensieri, in violazione dei più elementari diritti civili e politici. Per esempio loro gli Odiatori di professione che scatenano l'inferno con qualsiasi mezzo compresa la violenza fisica su chiunque non professi le loro idee parlano di "crimini d'odio" con cui buttare al gabbio gli avversari che rischiano di guastargli la festa (e il banchetto) . Loro gli Odiatori in servizio permanente effettivo H 24/365.
Non credo però che la situazione attuale del Regno dei Mostri sia paragonabile alla fase finale dell'URSS perchè quest'ultima era circondata di potentissimi nemici con abbondanti mani in pasta al suo interno tale da determinarne la fine mentre i Mostri, al netto di eventuali zuffe al loro interno, di nemici di pari potenza non ne hanno affatto.
Infine cogliendo lo spunto di Silvio 11:51 am su Trump/Russia con qualche altro segnale degli ultimi tempi secondo me è una ipotesi da seguire e da non sottovalutare affatto: i Mostri forse stanno solo cambiando pelle.
Scarth

Anonymous said...

”Non è che tale consorteria intenda integrare la Russia nell’Europa in maniera da creare un nuovo asse strategico , fedele alleato degli USA?”

Non direi. E' proprio per questo motivo che hanno diviso l'Europa, prima fabbricando l'URSS, e poi con la Guerra Fredda. Il sogno eurasiano di alcuni europei è sempre stato visto come un incubo dagli anglo-sassoni. I piani esposti ne "La grande scacchiera" di Z. Brzezinsky prevedono la progressiva spinta della Russia verso l'Asia, cosa che i russi sanno perfettamente quando dicono che la Russia non è proprio Europa, ma non è assolutamente Asia.

IL SAURO

Nessie said...

Prematuro, Silvio, ragionare a scacchiere non ancora bene installato. Anche perché da qui al 20 gennaio l'éLite fabiana intenterà altre provocazioni contro Trump. Si parla già della discesa in campo di Zuckerberg in funzione anti-Trump che temo non avrà vita facile. Peccato che il quotidiano "La Verità" non disponga di sito on line, perché oggi in prima pagina parla di Zuckerberg come di un autentico nuovo satanasso, già pronto per l'uopo.

Nessie said...

Sauro, anch'io sono propensa ad essere della tua idea, anche a costo di sembrare ottimista.

-------------------------------------------

Scarth, l'idea che possa essere il popolo a decidere senza l'appoggio (anche momentaneo) di qualche consorteria è pura utopia, purtroppo. In questo preciso momento ci è solo dato di poter scegliere tra il male minore.

SILVIO said...


Nessie, Sauro,

comprendo il vostro sconcerto ma vi posso garantire che l’ipotesi di integrazione Russia-UE non è peregrina .

Anzi, è fondata su documenti probatori che attestano summit ad alto livello accaduti anni addietro, in cui si è parlato di convergenza e di cooperazione economica e monetaria Russia-UE, con la benedizione del CFR, di Chattam House e di altri potenti gruppi di pressione dome la Fondazione Ford.

Ipotesi questa che ha fatto “imbestialire” l’élite germanica la quale vuole essere l’unica ad egemonizzare l’UE :

Ciò spiega il furore anti-Russia di Angela Merkel.

Comunque, aspettiamo che Donald Trump (chiaramente filo-Russia) si insedi alla presidenza USA e verifichiamone le mosse dei primi 100 giorni del suo mandato presidenziale.

Dipoi, a tempo debito, potremo riparlare di ciò a ragion meglio veduta.

Alessandra said...

La verità è che dobbiamo uscire dalle bocce di cristallo per pesci, perché questi ci guardano, ci spiano e ci osservano. Siamo cavie per le loro sperimentazioni e questo molti giovani non lo sanno.

È vero Nessie e oggi per i giovani (ma anche per chi ha già raggiunto e superato gli "anta") il profilo Facebook o Instagram (o magari tutti e due) da usare come vetrina è un must, chi non ce l'ha passa da alieno.
Un po' come avveniva 15 anni fa con il cellulare con gli sms e la cover di tendenza - in fondo, è cominciata così, mi sa.
Oltretutto Instagram è stato acquistato proprio da Zuckerberg nel 2012.
Mesi fa un'ex compagna di classe mi ha cercata per invitarmi a una cena di rimpatriata e mi ha detto «Ti ho cercata su Facebook ma non ti ho trovata» con un tono quasi scandalizzato. Mi veniva da ridere, ma devo dire che è in nutrita compagnia.

Anch'io sono solidale con Marcello Foa, gli devo molto perché ho cominciato ad aprire gli occhi il giorno in cui capitai sul suo blog. Non mi stupisce che sia considerato una spina nel fianco dai servi delle élite progressiste.

Anonymous said...

Hai ragione Silvio. Ricordo ancora l'invito di Reagan ad investire in Russia. E ricordo vagamente di aver sentito parlare anche in Germania di una nuova Oestpolitik. Ma c'era Schroeder... c'era Honecker e c'era Eltsin, se ben ricordo. Soprattutto, in Russia non c'era Putin. La vecchia politica di apertura ad Est dei tedeschi poteva andare bene una volta assoggettata la Germania, riunificata, destabilizzata la Russia e recuperati i paesi satelliti dell'ex URSS. Ma si trattò di un progetto abortito, o rimandato. Oggi ci sono le sanzioni nei confronti della Federazione russa: secondo te perchè ? A meno che non si pensi ad un tortuoso escamotage per fare piacere la Russia a tutti gli europei (possibile ma poco probabile), non rimane che l'opzione visibile: la Russia attuale è un inciampo che va rimosso, almeno come lo era l'URSS in via di smantellamento. Ma oggi la R sta recuperando terreno e sta tornando ad avere peso anche sugli scacchieri mediorientali, che gli USA davano già per acquisiti. Io non so che farà Trump, nè se riuscirà a rimanere in sella, ma se non è un fake anche lui, si dedicherà alla ricostruzione interna, altrimenti farà la guerra esattamente come volevano i suoi predecessori. E che Iddio ce la mandi buona, in quel caso.

IL SAURO

Anonymous said...

l' idea di una "fusione" europa-russia per LORO non esiste proprio, nel senso e' fondamentale per LORO che prima la russia dovrebbe essere:
a) disarmata
b) ridotta a meno della moscovia del 1500 , il tutto nel quadro del processo di dissoluzione nel "nuovo ordine globale" di ogni grossa entita' nazionale

In parallelo viene perseguita anche la prodopedeutica "fusione" di TUTTE elites capitalistiche in una classe "imperiale" previlegiata , ovviamente in un "ordine aristocratico " ben definito che vede in cima i vertici dell' alleanza "anglosionista" definita nel 1938 sintetizzabile nella nome "U$rael"

Il piano ha fatto cilecca con la russia per due motivi
a) non e' stato possibile disarmare la russia
b) solo una parte degli avvoltoi "locali" issatisi sulla russia con l' appoggio U$raeliano ha accettato il ruolo da "marajà" che gli veniva concesso all' interno dell' impero , e in russia si e'imposta una alleanza tra siloviki e oligarchi che fa pernio su putin,in pratica un " sindacato di potere" russo che ha preteso di trattare " collettivamente" il proprio ruolo nell' ordine globale " U$raeliano"

E il fallimento di Obama e' stato particolarmente grave proprio per avere in definitiva rafforzato lo stato russo e di averlo "ricacciato in asia" cioe' in una alleanza strategica con l'altro "ribelle" :la cina

Quindi la politica russa di trump , se non sara' una banale riedizione del fallimentare "reset" klinton-obamiano, nel caso piu' razionale sara' una accettazione da parte U$A di parte dell richieste del " sindacato di potere" russo con due evidenti obiettivi:
a) tentare di dividerlo al suo interno riportando in auge gli "occidentalisti" , cioe' la russia a"prima di putin"
b)dividere la russia dalla cina.

ws

Jacopo Foscari said...

Se i democratici vogliono mandare Zuckerberg contro Trump vuol dire che sono no alla frutta, ma direttamente all'ammazzacaffè. Con Zuckerberg Trump ci gioca a punchball meglio che con la Clinton, la sua ascesa nell'olimpo degli affari ha tanti di quegli scheletri nell'armadio che al confronto la Hitlery sembra un'orsolina

Nessie said...

Molti buoni commenti, dei quali vi ringrazio. Mi scuso per la lunga moderazione ma oggi me ne sono stata a spasso,nonostante la rigidità delle temperature.

Sugli scenari geopolitici mi riserverò di dire la mia non appena il quadro sarà più chiaro con l'insediamento di Trump.

Nessie said...

Intanto per rimanere al topic del post. O'Bamba vuole fare una legge del 2017 per "contrastare disinformazione e propaganda" che molto rassomiglia al Ministero della Verità:

http://www.thecitizensaudit.com/2016/12/28/the-nuts-and-bolts-of-the-countering-disinformation-and-propaganda-act/

mentre anche l'Ordine dei Giornalisti nostrano si adegua mandando direttive ai suoi iscritti pennivendoli per richiamarli alla correttezza etica in relazione a quelle "bufale" che sembrano essere diventate la Madre di tutti i Problemi mondiali che ci affliggono.

Nessie said...

Ecco il testo della newsletter diramata dall'Ordine dei Giornalisti -Regione Lombardia:

Care colleghe e cari colleghi,

mi preme segnalare alcuni dati e notizie che riguardano sia l’attività del nostro Ordine regionale sia la nostra categoria. A cominciare dal Consiglio di disciplina territoriale che svolge un lavoro delicato e lontano dai riflettori, ma metodico ed essenziale per la deontologia che deve quotidianamente contrassegnare la nostra professione.

Alla fine del 2016 termina il primo triennio di attività del Consiglio di disciplina territoriale, attivo dal settembre 2013, dopo l’entrata in vigore del Dpr 137/2012. Ai nove consiglieri nominati dal presidente del Tribunale di Milano (su una rosa di 18 nominativi forniti dal Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia), durante tutta l’annata del 2016, sono arrivati 118 nuovi esposti. Nel corso del triennio – da settembre 2013 a luglio 2016 – gli esposti trasmessi al Consiglio di disciplina territoriale sono stati ben 496. Di questi, 70 sono state le sanzioni e 347 le archiviazioni (di cui 38 casi di colleghi convocati e sentiti in audizioni), 22 quelli sospesi in attesa di conclusioni giudiziarie, 122 i procedimenti disciplinari aperti, 3 trasferiti ad altri Ordini e 13 assoluzioni. Delle 70 sanzioni, 18 sono stati gli avvertimenti, 44 le censure, 3 sospensioni a due mesi, 2 a tre mesi, 1 a sei mesi e 1 a 12 mesi. Nel triennio si è verificato un solo caso di radiazione. Questi i dati aggiornati a luglio 2016. A gennaio sarà disponibile la statistica aggiornata al 31 dicembre 2016.


Bufale sul web, si muove anche Facebook
Per i giornalisti obbligo della deontologia anche sui social


Da tempo denunciamo il boom di false notizie che circolano sul web e che poi i social network rilanciano, senza alcuna verifica delle fonti. Il nuovo “Testo unico dei doveri del giornalista” approvato lo scorso 27 gennaio dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ha introdotto e sancito un’importante novità: la deontologia dei giornalisti si applica anche ai social network. Un iscritto all’Albo quindi non può scrivere notizie false sul proprio profilo Facebook. Il problema delle fake news, d’altronde, è scoppiato in tutta la sua gravità, anche durante recenti fatti di cronaca e di politica internazionale. Al punto che anche Facebook ha reso pubbliche alcune mosse per contrastare il fenomeno. Tra queste, verranno raccolte le segnalazioni degli utenti-lettori con l’ausilio di un software per individuare le fake news trainanti. Le stesse segnalazioni finiranno poi sotto la lente di un team di giornalisti per essere verificate. Le storie ritenute false verranno etichettate come “contestate da controlli terzi”. Facebook modificherà inoltre il suo algoritmo per assicurarsi che le vicende “controverse” non si diffondano troppo, mentre agli utenti che intendono condividerla verrà chiesto se sono davvero sicuri di volerlo fare. I giornalisti, comunque, sanno di avere l’obbligo della deontologia, recentemente ribadito anche nel nuovo “Testo unico dei doveri del giornalista”.


Nausicaa said...

Se fossi un giornalista indipendente (le due cose non vanno quasi mai a braccetto), mi depennerei dall'OdG. E' come stare al guinzaglio di un caporale che poi ti consegna al padrone.

Nessie said...

Più o meno è così. Credo che il tesserino d' iscrizione all'OdG serva solo ad aver sconti e ingressi liberi a mostre, prime teatrali e altri eventi. Per il resto è un organismo pletorico e inutile che non tutela il cronista ben intenzionato (sempre che ce ne siano), ma serve solo a dare fiato e legittimità ai Soloni della stampaglia più asservita.

Jacopo Foscari said...

L'Ordine dei Giornalisti nostrano è un residuato bellico di epoca fascista, ma la "Repubblica Antifascista" s'è ben guardata dall'abrogare questa insulsa e anacronistica corporazione. Soprattutto se ne sono ben guardati i "libberali" di epoca berlusconiana, quando l'abrogazione della corporazione dei giornalisti (e anche quella degli avvocati) avrebbe dovuto essere tra i primi punti di un governo sedicente liberale

Nessie said...

Sarebbe interessante sapere in che modo se ne sono serviti di detto "residuato bellico". Ho un mio giovane parente che ha fatto l'esame da giornalista-professionista a Roma (i concorsi li fanno sempre a Roma perché fungono da gran magna-magna) che è stato costretto a imparare dei quiz a memoria (in stile esame per la patente) scritti su un librone il cui autore era l'allora presidente dell'Ordine. Insomma altro magna-magna nelle tasche dell'ex papavero della CGIL alias ex presidente dell'Ordine Franco Abruzzo detto Ciccio che ha intascato royalties non dissimili alle "dispense universitarie" dei docenti falliti.

E questo è quanto.

Anonymous said...

Forte! E chi è che decide insindacabilmente se una notizia è vera o falsa? Naturalmente esclusivamente LORO, i Mostri, attraverso giannizzeri e tirapiedi appositamente dotati di bastoni e manette. Lo fanno orwellianamente anche con le opinioni, i pensieri, le emozioni. Esattamente come in tutte le altre dittature ma in modi infinitamente più subdoli e perfezionati. A proposito: se come sembra è stata ordinata la partenza della campagna globale contro la libera informazione mi aspetto che come al solito impieghino i soliti attori, attrici, cantanti ecc.
Scarth

Nessie said...

Ma certamente che è così. E stanno arruolando più "firme" possibili in questa che è una campagna orchestrata dall'amm. Obama

Alessandra said...

Nessie, infatti molti giornalisti preferiscono rimanere pubblicisti proprio per evitare le pastoie che implica il diventare "professionisti".

Scarth: "se come sembra è stata ordinata la partenza della campagna globale contro la libera informazione mi aspetto che come al solito impieghino i soliti attori, attrici, cantanti ecc."

Lo fanno già.
Andrea Bocelli e Il Volo hanno rifiutato di esibirsi all'Inauguration Day di Trump.
Bocelli, che pure è amico di The Donald e aveva accettato, ha deciso poi di disertare in seguito alle "pressioni dei suoi fan"; i tre ragazzini invece hanno spiegato (magari imbeccati dai loro manager), come un Severgnini qualsiasi, che "non appoggiano il populismo xenofobo": Vittorio Sgarbi li ha demoliti in un video.
I quotidiani e le riviste (patinate e non) fanno raffronti ironici tra la popolarità degli ospiti al party d'addio degli Obama tenutosi qualche ora fa e quella di chi sarà presente all'Inauguration Day.
È proprio vero che non è tutto oro quello che luccica!

Nessie said...

Ciao Ale, volevo proprio aggiornare il blog stasera con quel video di Sgarbi. Un giorno o l'altro gli metteranno la camicia di forza, ma è fuori dubbio che le canta chiare e che dice la verità.