27 December 2016

Sotto attacco sistematico



Inutile nasconderci la verità drammatica: siamo sotto attacco e abbiamo una manica di irresponsabili al governo che fa finta di nulla. In questi giorni in risposta agli attacchi terroristici ai mercatini di Berlino che hanno provocato dodici vittime tra le quali la nostra connazionale Fabrizia Di Lorenzo, abbiamo avuto prove e riprove della demenza dei nostri governanti. In primis, Minniti (neo ministro dell'Interno) e Gentiloni hanno fatto i tweet con nomi a cognomi degli agenti che hanno abbattuto il terrorista islamico Anis Amri, il quale è riuscito ad attraversare mezza Europa con una calibro 22. Complimenti per l'astuzia politica dimostrata nell'esporre due poliziotti e le loro famiglie e tutti gli Italiani a ritorsioni, come giustamente ha fatto osservare il sindacato dei poliziotti COISP. Dove finiscono l'asineria e la stupidità e  iniziano la potenziale delinquenza e irresponsabilità,  è un discrimine difficile da identificare. 
Il tunisino Anis Amri  ha potuto, indisturbato,  attraversare in treno svariate frontiere europee, con un avvistamento a Lione dove è stato filmato, transitando per Chambéry con un'arma e senza documenti. Quindi alle 3 di notte  di venerdi 23 (Antivigilia di Natale) vaga per Sesto S.Giovanni finché non attira le attenzioni di una pattuglia della polizia.
Poi è andata com'è andata: male per lui e bene per i nostri agenti, che giustamente è meglio non chiamare "eroi"  e non esporne i profili secondo tronfi copioni hollywoodiani in stile ispettore Callaghan.  Ma in tutta questa faccenda si infittiscono dubbi su dubbi, come la reiterazione di un copione "Charlie Hebdo",  già visto con i fratelli Chaouki: i documenti volutamente lasciati a bordo del veicolo.
Ma è mai possibile che criminali matricolati compiano tutti la stessa leggerezza di lasciare documenti identificativi in giro? Ed possibile che non riescano mai ad acchiapparne uno vivo e farlo cantare a dovere? Ricordo che anche il terrorista turco che ha attentato alla vita dell'ambasciatore russo è stato freddato seduta stante, senza poter essere interrogato.
Anis Amsi, il terrorista tuinisino
Poi c'è la faccenda non trascurabile della Merkel e dei camionisti, alla quale i nostri media non hanno prestato nessuna attenzione, guardandosi bene dal rilanciare la notizia. Per la serie, troviamo un lavoro ai profughi disoccupati, la Merkel  ha cercato di forzare il sindacato camionisti ad accettare lavori considerati "socialmente utili" alla cosiddetta "integrazione" come fare ottenere le licenze di conduttore di camion ai "profughi". Ne dà conto l'EXPRESS inglese. Non è affatto una notizia da prendere sottogamba. Non dimentichiamo che fu proprio la Merkel a dire, ad attacco compiuto, che "sarebbe intollerabile" per lei apprendere che lo stragista fosse un immigrato. Lapsus freudiano con  tanto di ammissione implicita di colpa?

Ma intanto proviamo a leggere e a interpretare questo documento, prelevato da Analisi difesa : 

"I veicoli sono come i coltelli. Molto facili da acquistare, sono tra i più letali metodi di attacco, i più efficaci per sterminare un grande numero di infedeli”. Queste sono le prime parole che si leggono nelle istruzioni per l’impiego dei tir come “arma mortale” contenute nel numero di novembre del magazine dell’Isis Rumiyah. Poche persone, si legge ancora sulla rivista diffusa in più lingue, “comprendono la mortale capacità dei veicoli a motore di fare un gran numero di vittime se usati nella maniera giusta".


Roberta Pinotti, ministra della Difesa, si permette di  criticare aspramente Salvini e il M5S (ora anche un Grillo last minute, che sembra aver finalmente  capito che in casa nostra non può  sognarsi di entrare chiunque), i quali vorrebbero tutelare gli Italiani dall'invasione. Lo stracco teorema è sempre il solito: "i migranti non sono terroristi". Perfetto: facciamone entrare ancora un bel po', madama la ministra, eppoi vediamo l'effetto che fa. Per ora si viene a sapere che  Anis  Amsi aveva già dato fuoco ad un centro d'accoglienza (accoglienza de che?) e che in carcere aveva minacciato di decapitazione un compagno di cella cristiano.  Non male come curriculum vitae. 

I media mainstream si chiedono come mai finora  in Italia siamo stati risparmiati da attacchi in stile Bruxelles, Nizza, Berlino.
La risposta è semplice: l'Italia è il  centro di addestramento e  reclutamento jihadisti.  Nelle molteplici indagini aperte da diverse procure sull’estremismo di matrice islamica, l’Italia emerge come un centro importante di supporto logistico e di fornitura di documenti falsi per i combattenti. In diverse aree, soprattutto al Nord, ci sono reti di fiancheggiatori del Califfato e le tracce lasciate dai killer di recenti episodi stragisti hanno portato anche nel nostro Paese, già prima della vicenda di Berlino. L'Italia è dunque un "passaggio obbligato" e un importantissimo e irrinunciabile  primo canale di transito per le loro malefatte.
Il penultimo caso è stato quello dell’attentato sulla Promenade des anglais di Nizza, nella notte del 14 luglio scorso, realizzato con modalità analoghe a quello della capitale tedesca: un camion lanciato contro una folla di civili. L’autista, anche lui tunisino, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, era stato fermato nel 2015, per un controllo, dalla polizia italiana alla frontiera di Ventimiglia (fonte: il Fatto).
E' chiaro che non si fa mai saltare per aria la propria tana-rifugio.

L'islam è il grimaldello minaccioso impiegato dalla finanza globalizzata per accelerare la scomparsa degli stati nazionali, per azzerare le identità, culture e tradizioni popolari cristiane. La società cristiana europea è già stata in passato messa in precarietà da rivoluzioni violente di matrice massonico-comuniste (la Rivoluzione Francese e quella Bolscevica, ad esempio). Ma senza un vero successo definitivo. Forse una religione pervasiva, fanatica, iconoclasta, retrograda e feroce, incapace di scindere la politica dalla religione come l'islam, potrebbe servire al caso. In fondo, una "non religione" del credere-obbedire-combattere che trascina i cervelli all'ammasso.  Da qui il sangue sui mercatini natalizi, un segnale più che esplicito. Come provocazioni esplicite sono i presepi dati alle fiamme, la fine dei cantici cristiani nelle  recite delle scuole italiane e le madonne coperte con il burqa nei presepi in Basilicata.  

Con la crescente insofferenza di Francia e Germania per le sanzioni alla Russia imposte da Obama, e ancora con la liberazione di Aleppo da parte di Russia e Siria con conseguente cattura e smascheramento dei numerosi ufficiali dei servizi segreti occidentali che "dirigevano" i terroristi dell'ISIS dietro alle quinte, sembra essersi intensificata l'azione terrorista a tutto campo con le sue schegge impazzite scagliate per le città d'Europa. Azioni violente e sanguinarie di una malvagia strategia della tensione e della destabilizzazione.




Altri episodi inquietanti all'insegna del terrore sono stati l'uccisione dell'Ambasciatore Karlov ad Ankara, dove il killer, un poliziotto turco ventiduenne fuori servizio a nome Mert Altintas,  ha potuto concludere i suoi anatemi pro Allah prima d'essere freddato. Anche in questo caso, nessuna cattura del colpevole vivo, in modo da poterne sapere di più.

La Russia non ha fatto in tempo a metabolizzare questa sventura nonché grave provocazione di stato, che qualche giorno dopo è già alle prese con una sciagura, un'altra, di proporzioni ancora più ingenti: la caduta dell'aereo Tupolev militare con a bordo 92 persone di cui 64 membri del celebre Coro dell’Armata Rossa che era venuto ospite anche a Sanremo nel 2013,  precipitato nella notte tra il 25 e il 26 nel Mar Nero. Nessun superstite tra i passeggeri. Al momento non si esclude nessuna pista, nemmeno quella terrorista, tenuto conto che la Russia ha già avuto aerei abbattuti.


Troppo sangue su questo Natale!


2016, un anno bisesto-funesto vissuto nel rischio, nei pericoli mortali, nel terrore e dalle molteplici calamità delle quali è ormai impossibile tenere una mesta conta.  Non lo rimpiangeremo e mai come in questi giorni, desideriamo girare in fretta le  pagine del  vecchio calendario e  aprire nuove belle pagine delle nostre povere vite sospese.




Augurarsi Buon Anno per quello entrante, diventa pertanto obbligatorio. Evitando di ascoltare il solito discorso presidenziale di  Mattarella.

Tra il rischio e il vischio, Buon Anno!




19 December 2016

Ma il Natale di chi è?



C'è di che farsi cadere le braccia, ad ogni Natale. Ed è ormai così dal 2011 col governo degli Androidi Monti & banchieri. A ridosso di  questo periodo non hanno nemmeno più il pudore di confezionarci "pacchi", nel senso di bidoni. Non regali sotto l'albero, ma veri e propri "pacchi" e fregature ignobili contro gli Italiani. A cominciare dal Pacco di Mattarella  col governo Gentiloni, appena dopo la nostra strepitosa vittoria al referendum. Dal Patto Gentiloni (il trisavolo dell'attuale presidente del consiglio) al Pacco Gentiloni, quarto governo nominato  e non eletto a tempo di record.

Intanto pacco su pacco, ogni anno l'iconoclastia anti-Natale galoppa spedita. La Rai ha pensato di mettere per sigla pubblicitaria natalizia una grafica a base di "pacchi-regalo" che si scompongono e ricompongono dove appare la scritta "Buone Feste", quella che usano le macellerie fuori dalle loro vetrine per i clienti.

Coi soldi del nostro canone estorto dalla bolletta per l'elettricità, potevano almeno degnarsi di scrivere un "Buon Natale" agli Italiani trombati dalle tasse, e mettere una sigla con una grafica più suggestiva.  Ma fanno così "per non offendere la sensibilità" dei "nuovi ospiti", usando "simboli neutri" e impersonali.
Anche una nota marca di panettone ha deciso da anni di adeguarsi al  "target" (si dice così) dei nuovi "consumatori". Pertanto c'è un negretto allampanato dal sorriso smagliante vestito da Babbo Natale che canta il jingle col nome della marca tenendo in mano il dolce milanese. Panettone per tutti: neri, bianchi, belli e brutti.

Sulle scale mobili dei grandi magazzini in mezzo ad uno sfavillio di luci, colori, prodotti confezionati in scatole con nastri, ecco la voce di Dean Martin che canta "I'll be home for Christmas". Gli risponde Sinatra con un "Let is snow" e immediatamente vengo catapultata  in un'ovattata scenografia hollywoodiana, con la neve finta. Ma il Natale di chi è?
Pare  una scenografia e  sceneggiatura  scritta altrove. Bella, ma non è la mia.

Passo per il centro di Milano e alla Galleria Vittorio Emanuele vedo un albero di Natale impreziosito dai cristalli di Swaroski, il quale  però non perde l'occasione per mettere firma, logo (il cigno) e auguri della  premiata ditta, bene in vista.  Turisti giapponesi  semi-impazziti dalla gioia fanno clic! clic! clic verso l'albero coi cristalli, allungando con bastoncini i loro cellulari,  smartphone per far foto; poi sorridono sotto l'albero con i  loro selfie.


In piazza Duomo un altro scintillante albero griffato reca sotto alla base la scritta Pandora Joy, davanti alla cattedrale. E nessuno scaccia dal tempio questi mercanti simoniaci. Stavolta potrò entrare in Duomo senza pagare?
Lo chiedo a una guardia che fa aprire borse e zaini ai visitatori (c'è il "terrorismo internazionale").
"Sì c'è un corridoio per la preghiera", mi risponde. Chiedo se c'è anche il presepe allestito. "No, non c'è nessun presepe", è la risposta asciutta. E allora non entro.
Scola e la Curia Milanese non hanno voluto, con ogni evidenza,  urtare "altre sensibilità". Ma allora il Natale di chi è?

A Rimini canti africani con bonghi e tamburi rullanti al posto di "Tu scendi dalle stelle" bandito dalla solita recita scolastica perché considerato "troppo cristiano".  Si fa tutto questo per "l'integrazione". Un buontempone di cantautore di cui non faccio il nome per non fare pubblicità gratuita ai minus habentes come lui,  ha pensato di comporre una canzone dal titolo "Babbo Natale di cioccolato" che porta tanti permessi di soggiorno agli immigrati nella sua sacca, destinata  ai ragazzi  della scuola media di Sorbolo (Parma),. E'  un altro di quei "canti alternativi" ai soliti canti cristiani. Ma il Natale di chi è?

A Torino in piazza Castello si accende in uno sfarzo di luci, di colori cangianti,  di musiche ed effetti sonori un albero alto 23 metri. Ventitré metri di luci, cambi di colore e musiche che incanterà grandi e piccini. Ad accenderlo è stata  la sindaca  (mi raccomando chiamatela così) Chiara Appendino dal 1 dicembre al 7 gennaio. Sponsor sono UBI Banca, e alcune fondazioni culturali. Qui non fanno nemmeno lo sforzo di mimetizzare i loro simboli: una piramide che più piramide non potrebbe sembrare. Ci manca solo l'occhio di Horus e la scritta Novus  Ordo Seclorum, tanto per essere "complottisti". Ma il Natale di chi è?

Corro a casa, vado in cantina e  tiro fuori la scatola delle statuine di gesso avvolte nella paglia. Preparo un presepe con la solita Madonnina dal manto celeste e il san Giuseppe dal manto marrone e viola. Poi Gesù Bambino nella paglia, il bue, l'asinello, le pecore, i pastori, la stella cometa, la solita capanna di vecchio sughero, gli angioletti. Vado in giardino e raccolgo un po' di muschio. Fa freddo e le dita si  arrossano in fretta, ma ne riconosco il buon profumo  fragrante e umido che odora tanto di "mattinata di'nverno", dato che ero solita raccoglierlo  fin da bambina con le amiche. Cerco di resuscitare un po' di quella gioia semplice perduta che questi tempi malvagi sempre ci sottraggono.  Ma il Natale di chi è? 


Forse  è di  quelli che sanno  costruirselo con serenità,  da soli, lontano dal clamore e dalla confusione. E così, alla fine mi sono  preparata il "mio" Natale con un piccolo presepe domestico, festività che aspetterò così, con i miei familiari e amici. 

14 December 2016

Bugiarda e inadatta alla Pubblica Istruzione: se ne vada!


Cominciamo male. Non è iniziata nemmeno la legislatura, che questo  governo Renziloni (o Gentirenzi) è già iniziato con una solenne truffa. Le due camere erano deserte quando ha incassato (si fa per dire) la fiducia.  La ministra dalla capigliatura color lucido delle scarpe, ha tentato la sua grande patacca: far passare un corso triennale professionale da assistente sociale per una "laurea breve".

E così si viene a scoprire che il neo-ministro all’istruzione Valeria Fedeli, dicastero che ricomprende anche l’Università, non è nemmeno laureata.Sul suo sito si legge che ha ottenuto un «diploma di laurea in Scienze sociali» conseguito presso la Scuola per assistenti sociali Unsas di Milano. Ma all’epoca non esisteva simile laurea. Il titolo da lei ottenuto è un semplice diploma post-maturità. Lei ribatte che oggi sarebbe considerata una laurea. Ma c’è una bella differenza tra un diploma che potrebbe essere omologato ad una laurea e l’effettiva equiparazione che nel caso della Fedeli non è avvenuta.
Mario Adinolfi attivista del Family Day interviene sul caso: «Valeria Fedeli mente sul proprio titolo di studio, niente male per un neoministro dell’Istruzione. Dichiara di essere laureata in Scienze sociali, in realtà ha solo ottenuto il diploma alla Scuola per assistenti sociali Unsass. Complimenti Gentiloni: a dirigere scuola e università in Italia mettiamo non solo una che non è laureata, ma una che spaccia in Laurea in Scienze sociali un semplice diploma della scuola per assistenti sociali». E così conclude: “La spacciatrice di menzogne sul gender è abituata a dire bugie. Il problema non è neanche che non è laureata, ma che mente spudoratamente. Per un atto del genere in qualsiasi Paese del mondo dovrebbe dimettersi seduta stante o essere costretta a farlo”.
E così salgono a quattro i ministri senza laurea nel presente governo: Valeria Fedeli, Beatrice Lorenzin, Andrea Orlando e Giuliano Poletti. (fonte: La Nuova Bussola). 

Ovviamente la ministra contrattacca secondo la ben nota formula "la miglior difesa è l'attacco", dicendo che le fanno ostruzionismo perché lei è per le politiche Gender nella scuola, manco fosse un titolo di merito.
No, signora ministra: a coloro i quali  fanno un concorso pubblico per ottenere un posto e affermano il falso, accludendo laurea falsa, succede che gli decade automaticamente tanto di NOMINA. E non potranno mai occupare quel posto, nemmeno nel caso in  cui dovessero vincere quel concorso. Lei è un ministro della Repubblica della Pubblica Istruzione e quindi dell'Educazione (in Francia detto Ministero si chiama più propriamente così). Ricopre un ruolo di grande eticità e non può iniziare la legislatura con una menzogna. Che diranno gli studenti italiani? Dobbiamo trasformare le scuole  di ogni ordine e grado nel Paese dei Balocchi di Pinocchio e Lucignolo? Dobbiamo lasciar credere ai giovani che mentre le loro lauree ottenute con grandi sacrifici da parte delle loro famiglie,  non li portano nemmeno a guadagnare mille euro al mese? che spesso sono costretti a umiliarsi arrangiandosi nei call center o in lavori sottopagati da "nuovi schiavi" pur di poter lavorare, ma che, a differenza di loro,  basta aver frequentato le consorterie sindacali della CGIL o la scuola di Frattocchie, o la palestra della FGCI per saltare tutti i passaggi, saltare tutti gli ostacoli e vincere la Lotteria di un Ministero o di  uno scranno parlamentare? 
Troppo comodo!
Perché non diciamo papale papale che in Italia basta essere passati dalle citate conventicole politico-sindacali per effettuare i classici mirabolanti salti del canguro

Vengo ora alla faccenda secondo cui la laurea "non sarebbe importante per essere ministri", tenuto conto che abbiamo già quattro citati casi. Ogni tanto succede che ci siano grandi talenti creativi che hanno prodotto opere bellissime senza essere laureati e viceversa ci sono laureati-cani che magari hanno una laurea in ingegneria, ma fanno crollare ponti. Ci sono grandi statisti che passano alla Storia senza lauree, ma mettiamoci bene in mente che la genialità non è alla portata di chiunque, e stolto è chi lo afferma.
Ma qui in questo caso,  purtroppo non abbiamo dei geni.  Giuliano Poletti, vecchio comunista, uomo di Edilcoop e dell'Alleanza delle  Cooperative Italiane, è stato il creatore del Jobs Act, del lavoro a voucher, del lavoro a chiamata. Orlando (liceo scientifico) non spicca  di certo per essere un Geniaccio dello ius. 
La Lorenzin  ministro della Sanità penso non sappia distinguere un batterio da un virus.

Ce l'avrà la licenza elementare, la signora Ministra? 

La verità è che la politica è diventata un'oligarchia di aspiranti blasonati autoreferenziali disconnessi dai bisogni dei cittadini, inetti, cinici e superficiali, ma attentissimi ad accaparrarsi in esclusiva, privilegi di casta e prebende.

Mi si permetterà di affermare  che un ministro che ricopre un'alta carica, alleghi un diploma di laurea VERO al suo curriculum. Qui ci sono quattro ministri che ricoprono ministeri di peso, che non solo non sono laureati, ma che fanno pure gli arroganti e impongono "riforme" del tutto impopolari (Poletti ministro del Lavoro in primis...). Il che è il modo migliore per sentirsi rinfacciare il fatidico: chi ti credi di essere? Non sei nemmeno laureato...


La Ue e con essa il Nuovo Ordine Mondiale vuole  i suoi emissari ignoranti, incompetenti, senza titoli né crediti per manipolarli meglio e renderli degli esecutori feroci delle sue politiche. Un capo-bastone non ha bisogno di "crediti" né di titoli accademici. Non importa che il gatto sia "esperto", l'importante  è che sia "rosso", diceva Mao-Tse-Tung (che per l'appunto era  un dittatore)  nel suo fatidico libretto. E la Fedeli è rossa  (e non solo nella capigliatura palesemente tinta). Ma questo non è un privilegio, né deve rappresentare un titolo di merito né  tanto meno, un "credito". 
Dopo questa figuraccia del titolo accademico falso, Valeria Fedeli se ne deve andare quanto prima, se  ancora ha un briciolo di comune senso del pudore e del ridicolo. Quel Ministero non è, non può essere,  il suo posto.

FIRMATE  le petizioni on line per richiedere le sue immediate dimissioni cliccando a  questo indirizzo:

  Stop Gender nella Scuola


12 December 2016

Il Quartetto dei Nominati



Non c'è tre senza quattro: Monti, Letta, Renzi e ora Gentiloni.  E così siamo giunti al quartetto dei presidenti del Consiglio nominati e non eletti. In queste ore molti Italiani si stanno scoraggiando. A che serve votare? A che serve vincere e perfino stravincere ad un referendum? E' la domanda che si pongono sgomenti nel constatare i soliti infimi  meschini giochetti di Palazzo che fanno carta straccia del nostro NO.
 Qualcuno si è perfino commosso perché ha creduto a Renzi quando tuonava dal podio: "Io non sono come gli altri”,  “Torno a fare il libero cittadino”. E invece no, invece trattasi di ritirata strategica. Il renzismo è ancora in piedi e Gentiloni ne è una propaggine.
Grillo lo chiama già con schermo "l'avatar di Renzi", Salvini lo definisce "la sua copia sfigata". Faccia da morto di sonno, un fare dimesso Gentiloni ex-margheritino proveniente da nobile famiglia e con il solito passato  cattosinistro con  tanto di eskimo, "si è riservato" di accettare l'incarico conferito da Mattarella. A garantire la continuità con il triennio precedente, un nome, una garanzia: Luca Lotti del Giglio Magico, grande amico personale di Renzi. Ed è soprattutto il ruolo di Lotti che condiziona il giro di poltrone. Garante della continuità del potere precedente come sottosegretario alla presidenza, in modo da poter gestire la partita delle nomine di primavera, Lotti* non solo non lascia, ma raddoppia. L’obiettivo sono le deleghe ai servizi segreti, in capo a Marco Minniti.  Il quale Minniti invece, salvo imprevisti, potrebbe prendere il Ministero dell'Interno del fallimentare Alfano,  trasferito agli Esteri (che  brutta immagine, esportiamo!)

Non sparisce nemmeno la Boschi che ha subìto un'atroce sconfitta con quella sua "schiforma" costataci fior di quattrini per un referendum che avrebbe potuto essere evitato se solo non si fosse messa in testa di  fare la "stenografa" per JP Morgan.
Archiviato il successo del NO, siamo rapidamente passati ad altre sfide ben peggiori di quelle che ci siamo appena lasciate alle spalle ora: un morto de sonno come Gentiloni blindato e congelato lì dalla Mummia silente del Colle in un probabile  governo fino al 2018 (che Dio ce la mandi buona!)   il quale dovrebbe eseguire la famigerata Agenda mondialista, dettata altrove.  Una cosa è certa: non sarà -  per volere dello stesso Mattarella -  un governicchio sciistico che ci traghetterà in fretta a quelle elezioni dei quali sembrano avere tutti quanti tanta paura.



Napolitano ha passato la sua dannata staffetta di uomo contrario alle elezioni all'opaco Mattarella  che l'ha prontamente raccolta: bisogna "armonizzare" la legge elettorale (cioè renderla compatibile con la Ue e i suoi Trattati), bisogna ricostruire le zone terremotate,  c'è il Consiglio Europeo, c'è il G7... Soprattutto bisogna impedire ai cosiddetti "populisti" di prendere il potere con  quel  voto che considerano "superato", e riorganizzare le truppe cammellate piddiote, suddivise  e frantumate in: 


  •  componente renziana
  •  giovani turchi
  •  minoranza dei lettiani
  •  minoranza bersaniana
  • dalemiani sdegnosamente e stizzosamente arroccati
  • il gruppo detto "Carta 23 giugno"

e chi ci capisce è bravo! ...
Salvo imprevisti la compagine ministeriale che Gentiloni presenterà tra poche ore dovrebbe essere conforme a quanto riportato qui su Huffington. C'è qualche spostamento di ominicchi nello scacchiere, ma il quadro è più o meno conforme a quello del triennio renziano.

Qualche perla di saggezza invece del Gentilonipensiero vale la pena di riportarla testualmente:

" I muri verranno tutti abbattuti" così disse quando l' Ungheria cominciò a costruire il muro ai confini con la Serbia.

"Non possiamo illuderci e tanto meno possiamo illudere i nostri cittadini, sulla possibilità che il fenomeno dell’immigrazione possa essere cancellato"




Ma soprattutto: "Dobbiamo cedere sovranità a un'Europa unita e democratica". 

C'è poco da stare allegri. Anche perché sta per deflagrarci addosso la bomba MPS con tutte le conseguenze che si possono immaginare per noi cittadini.

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Post Scriptum di Aggiornamento: Qui la lista  dei ministri uscita dal cilindro dei soliti Apprendisti Stregoni:
*Luca Lotti,  il fido uomo di Renzi, contrariamente alle previsioni di Huffington Post da me riportata nel post,  ha dovuto accontentarsi del Ministero dello Sport.  Però sta lì. 

09 December 2016

Scenari orwelliani nella Ue: censura di siti e opinioni in manette





Archiviati con successo i risultati referendari che ci hanno dato quella giusta iniezione di fiducia di cui avevamo bisogno (vanificata purtroppo in fretta dal desolante teatrino  di queste ore),  dobbiamo cercare di capire che ogni azione buona per noi  ha delle reazioni contrarie da parte di chi ci vuole del male e vorrebbe tenerci schiavizzati.  Parlo dell'Unione Europea che in questi giorni, dopo l'esito referendario del NO,  mastica amaro, molto amaro. Le avete viste le facce ingrugnite di Juncker, di Schulz, di Moscovici in questi giorni? 
Ma ecco che una nuova direttiva UE è in procinto di essere adottata dal Parlamento europeo
Il 5 dicembre scorso, la Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari interni del Parlamento europeo (LIBE) si è occupata di una direttiva europea, che rischia di limitare le libertà civili nell'UE in un modo finora sconosciuto. La direttiva europea non è lontano dalle norme già pesantemente criticate dalla Ue in Turchia a proposito di "terrorismo", ma è più facile guardare a casa d'altri che a casa propria. Ne dà notizia l'amico Silvio fornendo questo importante link dal giornale  tedesco  Deutsche Wirtschafts Nachrichten che viene estratto da un più ampio PDF .  Qui la traduzione italiana. Pare che detta direttiva sia stata fortemente criticata dagli attivisti per i diritti umani a causa della definizione molto vaga, imprecisa e generica di "terrorista" ivi contenuta. Il disegno di legge è fortemente influenzato dalla recente normativa in Francia, che permette alle autorità competenti di richiedere alle società di Internet, senza un ordine specifico del tribunale il blocco dei siti che fanno apologia di "terrorismo". Secondo Human Rights Watch, la direttiva UE dà ai governi troppo margine di manovra al limite dell'abuso.  In particolare, con tale direttiva, può essere limitato in modo arbitrario il diritto di manifestare, ed essere adottata come misura preventiva per negare ai lavoratori ogni eventuale protesta pubblica contro la riduzione dei loro diritti.

In Francia, frattanto, diventa reato far propaganda contro l’aborto. Ne scrive Marcello Foa nel suo blog su Il Giornale.


 Sì, cosa state pensando, è uno scherzo; un’opinione non può essere reato e non nella République, che difende i valori della Rivoluzione e che si mobilitava contro l’intransigenza e per libertà di espressione, all’indomani dell’orribile strage nella redazione di Charlie Hebdo, urlando: “Oui, je suis Charlie”. Ebbene, proprio quella Francia ha approvato una legge così totalitaria nelle finalità e nello spirito da evocare – per una volta non in modo retorico – i peggiori incubi orwelliani. L’agenzia di stampa Ansa, qualche giorno fa, ci informava che L’Assemblea Nazionale ha approvato la proposta del governo di punire chi fa propaganda contro l’aborto sul web. La proposta era stata presentata da una parte dei deputati della maggioranza socialista. Il testo prevede l’estensione del “tentativo di intralcio all’interruzione volontaria della gravidanza” anche ai siti internet che, spacciandosi per siti di informazione, danno in realtà informazioni di parte sulle conseguenze dell’aborto.




La legge del 1993 punisce chiunque tenti di ostacolare una donna che vuole abortire, bloccando l’accesso agli ospedali o esercitando minacce o intimidazioni al personale medico o alle donne coinvolte. La pena può arrivare fino a 2 anni di prigione e 30.000 euro di multa.

Il testo è stato votato dopo 5 ore e mezzo di dibattito, sostenuto dalla sinistra e da una maggioranza di centristi, nonostante l’opposizione della destra che denuncia una violazione della libertà d’espressione. Contrarie anche numerose associazioni cattoliche. Il testo passa al Senato, il voto definitivo del Parlamento previsto entro la fine di febbraio.


Siamo ormai allo psicoreato  ad  opera di un'élite eurocratica che si fa psicopolizia vessatoria senza più alcun ritegno. Si può e si deve far propaganda pro aborto, mentre non è consentita nessun altra resistenza in senso contrario. Nemmeno come semplice libera opinione.
E non è tutto.  Mentre si predica libertà di culto  per le "minoranze" e si mette in atto la moscheizzazione del nostro territorio per favorire la religione dei  "nuovi arrivati",  un tribunale dell'Alta Savoia, nella regione orientale del Paese al confine con la Svizzera, ha imposto al sindaco del Comune di Publier, Gaston Lacroix, di rimuovere un monumento alla Vergine Maria installato in un parco pubblico.

A nulla è valso anche l'escamotage messo in piedi dal Comune, che nei mesi scorsi aveva ceduto alla parrocchia i 36 metri quadrati di terreno su cui sorge la statua, per evitare che il monumento fosse collocato su suolo pubblico. Il laicismo più fanatico e cieco ha vinto ancora, nell'Esagono (fonte Il Giornale).

Ovviamente questo laicismo "a corrente alternata"  tace e acconsente nei confronti delle preghiere islamiche effettuate su suolo pubblico: lì si pratica il laissez-faire, più...illuminista.
La Madonnina savoiarda rimossa 

05 December 2016

Santa Barbara dei fulmini ha detto NO!



Renzi? Fired! O meglio, fulminato! E così nonostante tutti i brogli, le patacche, il quesito referendario ingannevole, le lettere con refusi truffaldine spedite all'estero con tanto di  simbolo del PD, nonostante i magheggi di queste ultime ore con gli 85 euro e lo sblocco dei contratti al nocciolo duro del Pd (gli statali),  nonostante il suo prezzomolismo compulsivo al limite dello stalking dove  ci mancava poco che sbucasse fuori dall'oblò della lavatrice, nonostante i tre canali Rai Pd1, Pd2, Pd3, trasformati in Renzi1, Renzi2, Renzi3, nonostante Mediaset sempre più stampella di Renzi, La7 delle 7 piaggerie, l'ambiguità paracula di Berlusconi che ha puntato contemporaneamente sul SI (con Mediaset e Confalonieri) e sul NO per salvare quel che resta di FI,  l'endorsement dei poteri forti quali De Benedetti, Marchionne,  Elkann, Obama,  Juncker, JP Morgan, Deutsche Bank, Napolitano,Schäuble, Schulz, di Prodi,  del vecchio magistrato Violante cui fa difetto perfino la cultura giuridica, visto come si è arrampicato sui vetri per sostenere questo scempio giuridico di riforma... Nonostante i VIP e tutta la vipperia dello spettacolo e dello show biz, nonostante le clientele campane dei De Luca e delle sue oramai proverbiali "fritture di pesce" , i santori, i gramellini-ini-ini e i lerner che vanno elemosinando un ingaggio in Rai, i  valets de chambre come quel pesce lesso di porzione di un Fabio Fazio, nonostante le matite copiative divenute cancellabili come l'inchiostro simpatico, nonostante tutto questo e molto altro ancora, beh... alla fine  abbiamo vinto e il NO ha prevalso, perché numericamente alto. Così alto da superare i brogli e gli inganni.

Ora, però stiamo in campana e aspettiamoci altri effetti speciali: ci diranno che sale lo spread, che ci saranno turbolenze bancarie, che verremo posti sotto la tutela della  Troika, peggio, sotto il FMI e che sarà tutta colpa nostra. Sì, perchè ci siamo ribellati, abbiamo bocciato la schiforma, ci vorranno altri 30 anni per avere una delizia giuridica come quella scaturita dal pugno della sig.na Boschi. Ma noi andremo avanti.

4 dicembre, Santa Barbara, protettrice dei vigili del fuoco, degli artificieri, dei marinai lo ha folgorato e io non avevo dubbi, anche se la prudenza era d'obbligo. Ora possiamo per davvero tirare il fiato e dire che finalmente il gatto è dentro il sacco. Se poi Renzi non si schioderà dallo scranno, nascerà il Renzi2, se l'Uomo del Colle blinderà le camere e formerà dei "rimpasti"  con altre sbiadite figure del PD, sarà un problema di sopravvivenza di governicchi abusivi che dovranno attendersi una spallata al giorno. Per noi il dado è tratto e rimanere in sella da "anatra azzoppata" non è il massimo della vita. Un grazie sentito a tutti gli Italiani di buona volontà che, per fortuna, nonostante tutto,   sono ancora tanti.

Un ringraziamento particolare a tutti quelli che in questo blog ci hanno creduto, apportando contributi, riflessioni, opinioni, informazioni, suggerimenti e suggestioni, e tanto tanta voglia di partecipare. Godiamoci questa vittoria e rilassiamoci il tempo giusto per festeggiare. A rinserrare le file per nuove lotte ci penseremo dopo. Ora è il momento di stappare una buona bottiglia con amici e familiari.


Una nuova  grazia a questa santa patrona  a cui mio padre, uomo di mare, era tanto devoto,  gliela chiederò per il 2017: che illumini la mente delle gerarchie della MM, che fermino le invasioni, ammutinandosi contro i soprusi di governi che la umiliano,  riducendola a Badante degli immigrati, anziché a difesa dei nostri confini e degli Italiani.  Andiamo avanti nella lotta per la riappropriazione della nostra sovranità e sarà una lotta di lunga durata. Ma da oggi nasce una coscienza nuova, una nuova consapevolezza.
Ma ora è tempo di fare i nostri festeggiamenti. Per favore, i cacadubbi, i gufi, i menagrami e i pessimisti cosmici stiano zitti per qualche giorno e  rinuncino a fare i guastafeste. Godiamoci e godetevi queste ore liete! 
                                                              --------------------

RISULTATI DEFINITIVI: 
SI 40, 89%                                 NO  59, 11%
                                                                   

Ha votato il 68, 5%


01 December 2016

Promemoria per il 4 dicembre


Gli Italiani di buona volontà non facciano gli ignavi e  non si astengano dal voto.  Votare NO è solo il primo passo per riprendere in mano il proprio destino. Non si facciano intimorire dalla Strategia dell'Intimidazione che necessariamente raggiungerà il suo culmine in questi giorni con turbolenze di Borsa, minacce di spread, declassamenti di rating, giornali finanziari che sparlacciano a vanvera,  e altri pesanti ricatti. Non si lascino commuovere dalle mancette e dai contentini last minute di Renzi in veste di Babbo Natale anticipato, con la gerla ricolma di oboli: lui è bravo a barattare le briciole con le braciole. Ecco dunque la foto gallery di riepilogo:

...Il pesce puzza sempre dalla testa. JP Morgan über alles ha dettato la "riforma"

....Prove di alta cucina con chef. "Tony, vorrei che tu Jamie e io..."



Questa è talmente vera che non necessita nemmeno di commenti





Brogli e violazioni per il voto all'estero. Ma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: il refuso!
Ai BASTAUSI bisogna dire NO!


Mettiamo in sicurezza le nostre pensioni. Mandiamolo a casa con un NO!
 Tagliano le piccole strutture ospedaliere con relativo personale. Se vogliamo uscirne sani, diamo un taglio a Renzi con un NO.



Art. 1 della nuova "controriforma" Boschi-Renzi: L'Italia è una repubblica fondata sui voucher
La modifica del titolo V toglie poteri legislativi alle Regioni e dà diritto di  supremazia allo stato e alla UE. NO!
I senatori eletti spariscono, quelli nominati, restano. A mezzo servizio con le regioni.  E' un progresso? E' un risparmio? NO!





In tre anni di questo governo, oltre 500.000 sbarchi. E  Renzi vuole anche lo ius soli. Fermiamolo con un NO!
Anche il Family Day è per il NO contro le politiche LGBT imposte da Renzi



Al quesito ingannevole che ti vorrebbe far dire sì, tu vota NO



Scelta inevitabile e moralmente ineccepibile: NO!




28 November 2016

Espropri sull'Adriatico: verità o bufale?




Incubo Italia. Ovvero minaccia di espropri di seconde case lungo la costa adriatica. Vero o falso? Ripresa da Il Giornale, l'Opinione ha lanciato una notizia assai inquietante. Alfano ha in mente la requisizione degli alloggi sfitti per gli immigrati, un sopruso senza precedenti che ci rimanda dritti dritti ai commissari del popolo dell'era bolscevica, così ben descritti da Pasternak nel celebre "Il dottor Zivago". Chi non avesse letto il bellissimo romanzo, ricorderà comunque che nell'ottimo film di David Lean,  Yuri Zivago il medico,  torna a casa dal fronte  di guerra di un rigido inverno russo, stremato, lacero, a pezzi, ma trova la sua casa occupata dai soviet e, con la sua famiglia,  venne costretto alla promiscuità. Questa è la ferale notizia, ma c'è  già chi si affanna a voler gettare acqua sul fuoco, dicendo che trattasi di bufala e di procurato allarme passibile di denuncia. Ecco comunque l'incipit della notizia :

È iniziato al Viminale il conto alla rovescia per il massiccio piano di requisizioni immobiliari lungo le coste adriatiche. Secondo indiscrezioni di certi dipendenti dell’Interno, la prova di forza con la cittadinanza inizierà da Pescara: dove lo Stato dovrà fronteggiare chi s’opporrà alla consegna delle seconde case rivierasche destinate dalla Prefettura all’ospitalità di cittadini extracomunitari, profughi e rifugiati politici. Nel mirino circa centomila immobili, dalla provincia di Lecce sino a Trieste. Pescara sarebbe stata prescelta come unità pilota sperimentale. Verranno requisite solo le seconde case sfitte e non le strutture alberghiere: queste ultime possono solo offrire il servizio d’alloggio, che verrebbe valutato dalla prefetture. Per il momento l’operazione decollerebbe dal comune adriatico abruzzese e riguarderebbe circa 5.500 alloggi, tutti tra Vasto e Francavilla a Mare: il via libera alla requisizione sarà attivato intorno al 20 dicembre.



Ad oggi solo Goro (nel delta del Po) e la provincia di Verona hanno già assaggiato la requisizione immobiliare. I servizi segreti pare abbiano già allertato il Governo circa eventuali proteste violente da parte di italiani non disposti a farsi requisire l’immobile. Anche perché nell’immediato non vi sarebbero risorse da destinare ai proprietari, causa la concomitanza di eccezionalità dell’evento e la penuria di risorse finanziarie: va rammentato che rimarrebbero comunque a carico del proprietario sia l’Imu che la Tasi, nonché verrebbe calcolato il reddito ai fini della dichiarazione nei modelli 730 e 740.


Seguono altre notizie sulla totale mancanza di diritti dei cittadini che osassero ribellarsi per rientrare in possesso del proprio immobile. 

Per fronteggiare eventuali rivolte da parte degli italiani dovrebbero essere distaccati nei comuni interessati alla requisizione circa duemila uomini interforze, tra esercito, carabinieri, Guardia di finanza e polizia di Stato. Per l’occasione anche il ministero della Giustizia starebbe affilando le armi, per garantire processi rapidi e disponibilità detentiva per gli italiani che s’opponessero (anche violentemente) al piano del Viminale. Secondo molti sindaci della riviera adriatica “questa è la fine del turismo”. Intanto gli 007 starebbero già monitorando tutti i residenti, cercando di capire se possano organizzarsi in gruppi di resistenti ribelli. (fonte L'Opinione).

Smentisce con fermezza la senatrice NCD  (il partito di Alfano) Federica Chiavaroli su  AbruzzoWeb:

"Secca la smentita della senatrice del Nuovo centro destra Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia: “Fino al referendum dobbiamo aspettarci di tutto – scrive su Facebook -. Ma la mega bufala sulle seconde case da destinare agli immigrati a partire da Pescara è al limite della denuncia per procurato allarme". 

Ma  la smentita arriva anche  per mezzo dello stesso comunicato stampa del  ministro dell'Interno: 


Vale comunque la pena di leggere tutto il testo della notizia  riportata sull'Opinione citata e ripresa da parecchi siti web.

Mi è capitata frugando nelle catacombe di disqus, questo solerte "anti-bufalaro" il cui sito titola BUTAC, evidente acronimo di "Bufale un tanto al chilo", il quale non solo sposa le smentite ministeriali, ma le rafforza. E ne aggiunge di proprie

Riporto pertanto il  singolare ping-pong  tra lui e l'utente Stallman: 

S - Mettiamo pure che sia un'esagerazione e che chi ha diffuso tali notizie sia giustamente denunciato per procurato allarme.
Nel caso esistesse davvero un piano di esproprio su vasta scala e questo venisse realizzato, invece, quali azioni sarebbero da intraprendere ?
Come minimo, tutto il Governo dovrebbe essere accusato di Alto Tradimento.
Se fosse vero che vengono segretamente disposte misure straordinarie di polizia volte a fronteggiare eventuali ribellioni dei cittadini italiani per proteggere un milione e mezzo di stranieri da collocarsi nelle loro case espropriate, si tratterebbe della violazione di mezza Costituzione.Quindi mettiamola così:
Forse c'è Procurato Allarme e forse c'è AltoTradimento.

La Logica, questa sconosciuta. (...)
Risposta di Bufale un Tanto al Chilo:

BTC - Alto Tradimento? Quale parte del "come funzionano le requisizioni" non hai voluto leggere? Ogni anno in Italia si fanno espropri e requisizioni, lo si fa da oltre cento anni, visto che la legge che le regolamenta è della fine dell'800. Li hanno fatti tutti i partiti, quando necessario, che si trattasse di emergenze profughi/terremotati/sanitarie, ma anche per costruire strade, ferrovie e altro. Non è alto tradimento, ma solo l'espressione legislativa del concetto "il bene comune viene prima di quello del singolo". Detto ciò, i fatti di cui parliamo nell'articolo sono bufala senza fonte, sfruttarli per fare politica è da uTonti DOC!

Controreplica di Stallman: 

S- Evidentemente vivi in un mondo parallelo. Qui si parla di esproprio agli italiani in favore di stranieri. Alto Tradimento appunto.

Vero, verosimile o falso? O è un "falso" che predice il "vero"?
Premetto che non tutte le informazioni possono essere linkate o linkabili. Ci sono testimonianze verbali ottenute de visu. E magari in grande segretezza.  Poniamo il caso che il cronista dell'Opinione avesse delle informazioni riservate, che faceva? Avrebbe dovuto sputtanare la persona che gliele ha fornite? O rinunciare alla ghiotta notizia perché non aveva un "link"?  Magari la soffiata potrebbe essere stata fornita da una "talpa" interna vicina agli stessi uomini del Ministero dell'Interno, o tra i carabinieri o altre forze dell'Ordine, tenuto conto che ogni giornalista ha il sacrosanto diritto di avere "le sue fonti riservate".

Pretendere che dei  conclamati malfattori come coloro i quali ci sgovernano, ci vengano  pure ad annunciare con  onestà e trasparenza cosa stanno per farci a ridosso di una scadenza importante come quella del 4 dicembre ormai qui alle porte, è il classico spirito di Pangloss, l'eroe del "Candido" di Voltaire, convinto di vivere sempre nel migliore dei mondi possibili, anche quando attraversava delle vere catastrofi.

Pertanto, ecco il mio modesto punto di vista...
In materia di immigrazione preferisco un cronista che approssimi i fatti  per eccesso piuttosto che per difetto "omettendo", "nascondendo", "edulcorando" o "rassicurando", tenuto conto che razza di  mondo ci stanno propinando. E l'eccesso  e l'emergenza ininterrotta  li troviamo dappertutto: nella quantità degli sbarchi pressanti, assillanti, da tre anni a questa parte, mentre da dieci anni a questa parte la pressione era  un po' più allentata ma comunque costante e  considerevole. L'eccesso sta nel degrado delle nostre città  e nell'insicurezza diffusa presso i cittadini. Negli antefatti precedenti con requisizioni contestatissime come la recente caserma Montello a Milano dove i "nuovi ospiti" sono stati paracadutati dentro all'edificio  alle sei di mattina (e quello di compiere queste operazioni ad  ore antelucane, è un classico!).  Inoltre la sottoscritta ha potuto appurare di persona che la citata caserma non versava affatto in pessime condizioni come è stato scritto per giustificare il fatto che il suo unico destino doveva essere l'ostello per immigrati. Mi occorre forse un link dopo aver fatto una passeggiata da quelle parti per rendermene conto?

Dirò poi sinceramente che da quando i cronisti hanno perso la sana abitudine di "alzare le chiappe" ed investigare personalmente, sono aumentati i link, collegamenti, le linkomanie, standosene comodamente seduti davanti a una tastiera, quasi che questi,  fossero comodi surrogati probatori di ciò  che non fanno più. Cioè, sbattersi e andare in giro.

L'eccesso lo troviamo nei silenzi e nelle veline della stampa, nel fatto che il tema immigrazione sparisca spesso dalla scaletta dei talk show per parlare d'altro. Pertanto, non ci resta che aspettare il 20 dicembre prossimo, sperando di non prendere una mattonata nei denti (scusate la rima).  Per chi ne avesse  voglia,  l'unico modo per me credibile di appurare il vero, è andare lungo la costa adriatica a fare un sopralluogo investigativo nelle località marine. Parlare coi gestori di seconde case di villeggiatura e albergatori. Dal vivo e di persona.

Mettiamoci comunque in mente che, nel dubbio, è una ragione di più per votare NO quale conditio sine qua non per intraprendere tutta una serie di altre lotte contro coloro i quali promuovono piani migratori massivi e sostitutivi (vedere rapporto ONU, dove c'è tanto di link, dal titolo "Replacement Migration" in PDF ).  
E che quel NO, sarà solo un piccolo primo passo
La leva della finanza (tasse e vessazioni fiscali) e dell'immigrazione senza limiti sono i principali strumenti di ESPROPRIO dei nostri beni, del nostro territorio e del nostro Paese.  Perciò fermiamo gli Alfano, i Renzi e  questo governo.
Ad maiora!

24 November 2016

Carta, penna e un grande NO!



@NO!
Cari Amici (lettori fissi, blogger, lettori occasionali e/o internauti),

non ho mai fatto un post-lettera ma le circostanze gravi nelle quali ci vogliono sprofondare mi inducono a farlo. Ho già dato conto in numerosi pezzi su chi ha interesse a trasformare questo nostro bellissimo ma sventurato paese in territorio da scorribande e da saccheggio. Ho cercato di esprimere in modo semplice e -  spero chiaro -  le ragioni per le quali è necessario andare a votare, e votare per il NO. Forse non sono entrata nel dettaglio dei particolari tecnici che pure sono importanti, di tutto questo nuovo imbroglio che osano chiamare "riforma costituzionale", dato che poi  il demonio si incista sempre nei dettagli. Pertanto,  so che avrei potuto fare di più.   

Non è vero quel che dicono,  che la prima parte della Costituzione non sia stata toccata. Nei fatti lo è stata, lo è già.  
La nostra carta  costituzionale del resto era già stata raggirata de facto nell'art. 11
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli...", quando la Nato ci ha trascinato nelle sue ormai molteplici guerre d'aggressione, chiamate "guerre di ingerenza umanitaria" o per "l'esportazione della democrazia".

Nell'articolo 53 sulle tasse:  "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva". Disatteso!
Hanno caricato di tasse tanta povera gente che non aveva capacità contributiva per mezzo della loro testa d'ariete Equitalia, sprofondandola nella disperazione e nei fallimenti.Talora, inducendola al suicidio.

Nell' art. 47 sul risparmio: "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito". Disatteso!
Quanti sono i poveri risparmiatori italiani, truffati dalle banche come Banca Etruria, Banca di Vicenza, MPS e altre banche dette "popolari"? C'è chi ha perduto tutti risparmi di una vita.

Per non dire dell'art. 81 sul bilancio economico-finanziario:
Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.


 Detto articolo è stato ritoccato in legge sul "pareggio di bilancio" nottetempo su ordini degli eurocrati di Bruxelles, segno tangibile che i Trattati europei confliggono non poco con la carta costituzionale italiana. Tale modifica peggiorativa che ci consegna mani a piedi agli ominicchi  Bruxelles, fu approvata il 12 aprile 2012  sotto il governo Monti.
Questo il testo.  

Ce lo dice l'Europa di gettarla al macero. O di renderla irriconoscibile con pesanti contraffazioni, già nella prima parte. Perciò, non alzate le spalle per rifugiarvi nell'astensione. Quelli che non hanno mai amato questa costituzione (parlo del popolo di destra) sappiano che quello che vorranno darci è ben peggiore: è un lasciapassare per lobby, colossi bancari internazionali e consorterie finanziarie. 

Ora però,  dopo averla già annacquata, vogliono completare lo strappo definitivo, e gettare alle ortiche​ quel poco di garanzie superstiti che ancora vi permangono, assestandole la spallata definitiva. Ce lo dice JP Morgan.
Perché tutto ciò? Perché vogliono  rendere permanente e irreversibile lo stato di subalternità, di sudditanza e di cessione definitiva di sovranità nelle quali vogliono inabissare l'Italia e tutti noi.

Ma poi -  diciamolo francamente -  questo NO, trascende il suo significato eminentemente giuridico e costituzionale che pure è importantissimo,  per diventare una protesta contro la Madre di tutte  le Violazioni costituzionali e territoriali del nostro paese: l'immigrazione sostitutiva che Renzi non ci ha mai risparmiato nei suoi tre anni,  e che crea  di continuo ingiustizie ed espropri. Ricordiamoci pertanto che è già pronto quello ius soli che giace furbescamente in sonno nei cassetti governativi, pronto a deflagrare come una mina.



Cercate di spiegare queste cose ad amici, vicini di casa, parenti, compilate delle mailing list  di amici e conoscenti (la sottoscritta già lo fa)  e spiegate le ragioni del NO. Servitevi di quadri sinottici ben spiegati, inseriti nei vari comitati per il referendum per il No (o anche di voci prelevate dai post sulle ragioni del  NO di questo blog), perché i nostri nemici i soldi per pagare la loro pubblicità sulla schiforma e pubblicizzarla li hanno. Infilano  i loro spot perfino tra i filmatini di you tube, in mezzo alle canzonette quando cercate un po' di svago.



Non preoccupatevi delle accuse sull'"accozzaglia" fatte da Renzi e sulle "cattive compagnie" della cordata per il NO. Non dobbiamo sposare le loro linee politiche, dobbiamo solo rispondere a un quesito referendario, oltretutto ingannevole e ambiguo. E dobbiamo bocciarlo con un NO. Senza contare la lurida cordata di sponsor del "sì", come De Benedetti, Marchionne, Elkann, Confindustria, Napolitano,  Obama, la UE, JP Morgan, Deutsche Bank e tanta altra pessima compagnia.
Perciò usate le vostre email, create delle mailing list, o gruppi di FB se avete un profilo, parlate al supermercato, nei luoghi di lavoro e di svago, fate; se siete dei bravi oratori, dei piccoli speech corner all'inglese, da qui ai pochi giorni che ci separano al 4 dicembre.
Ma datevi da fare perché, NOI e solo NOI, il popolo minuto, possiamo cercare di fare qualcosa per cambiare in meglio questo nostro povero paese.



20 November 2016

Le mani di JP Morgan sul referendum costituzionale




Quel che i media non dicono (se non poche sporadiche fonti "di nicchia", prevalentemente on line) è che la "controriforma" (anti)costituzionale Boschi-Renzi è stata direttamente insufflata da JP Morgan Chase. C'è il PDF  di 16 pagine, già più volte postato nel corso dei commenti di questo blog. Ma soprattutto ci sono al suo interno delle frasi topiche ed esemplificative che parlano chiaro circa le loro intenzioni. Ma ciò non basta ancora a renderci conto di che cosa perdiamo se non riusciamo a far prevalere il nostro più che legittimo NO.

Innanzitutto però un po' di storia su questo colosso bancario che si è spacchettato in mille rivoli e ha subito numerose fusioni e mutazioni nel corso del tempo. Detta banca americana viene ritenuta responsabile della bolla dei mutui sub-prime che ha scatenato la grave crisi mondiale del 2008.

L’attuale struttura JP Morgan Chase è nata nel 2000 dalla fusione di due grandi gruppi: JP Morgan e Chase Manhattan. Quasi un migliaio gli antenati (banche di credito ordinario, banche d’affari e holding) confluiti nel corso di oltre due secoli nell’attuale istituto. Nel 1799 Aaron Burr (poi vice presidente americano) fonda la Bank of the Manhattan Company. Nel 1871 il finanziere John Pierpont Morgan e il banchiere di Filadelfia Anthony Drexel fondano la Drexel, Morgan & Co, che poi sarebbe diventata la JP Morgan & Co. Nel 1877 John Thompson (editore e finanziere di Wall Street) fonda la Chase National Bank, che nel 1930 diventa il più grande istituto di credito del mondo. Nel 1930 Chase National Bank si fonde con la Equitable Trust Company, controllata dalla famiglia Rockefeller. Nel 1955 Chase National Bank e Bank of the Manhattan Company si fondono nella Chase Manhattan Bank. Nel 2000 con la fusione tra Chase Manhattan e JP Morgan & Co. Nel 2004 l’azienda acquista la Bank One of Chicago, quinto gruppo bancario Usa. Nel settembre 2013 è stata condannata dalla Securities and Exchange Commission Usa a pagare una multa di 920 milioni di dollari per la mancanza di supervisione e la gestione del rischio carente che avevano permesso ai trader di derivati della sua sede di Londra di creare un buco da 6,2 miliardi di dollari nel 2012.
• La sede del colosso bancario si trova al 270 di Park Avenue, Manhattan, New York. (fonte Corriere).


JP Morgan dispone anche di filiali in Italia, la cui evoluzione  potrete trovare sul Sole 24 ore (La Storia di JP Morgan in Italia). Raccomando di leggere in particolare i passaggi relativi dagli anni '90  fino al 2015: ne scoprirete delle belle!

Ma torno al PDF  (cliccare) del 28 maggio 2013 di 16 pagine dal titolo "Aggiustamenti nell'area euro" (The Euroarea adjustment: about halfway there” ) nel quale si spiega per filo e per segno come vanno "riformati" i paesi del Sud Europa, tra i quali, ovviamente,  spicca l'Italia. E' qui che JP Morgan scrive a chiare lettere che la costituzione deve essere cambiata.

«Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei Paesi del Sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea».

E ancora:
«I problemi economici dell’Europa sono dovuti al fatto che i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo"

Pertanto: «I sistemi politici e costituzionali del Sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti, governi centrali deboli nei confronti delle regioni, tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori, tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo, il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I Paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)».

I numerosi indizi che testimoniano un rapporto  reale, ancorché non istituzionalmente documentato tra Renzi e JPMorgan, complice anche l’ex primo ministro inglese Tony Blair,  hanno spinto l' Adusbef (l'associazione in difesa dei consumatori e utenti bancari, finanziari e assicurativi), a denunciare il premier italiano alla Procura di Roma per alto tradimento.

Metti una sera a cena con Tony "Morgan" Blair in veste di lobbista per la Banca JP

Secondo l’associazione, infatti, l’intera riforma costituzionale messa alla prova al referendum del 4 dicembre sarebbe frutto di accordi privati e di comodo tra Renzi e l’istituto finanziario americano.
Come appena detto, il primo filo conduttore è Tony Blair, ex primo ministro del Regno Unito e consulente pluriennale per l’americana JPMorgan.
Dell'incontro a cena  tra Renzi e Blair (foto sopra) ho già dato conto nel post del 30 settembre scorso .
Renzi, Blair e il numero uno di JPMorgan, Jamie Dimon, si sono incontrati più volte in occasioni non istituzionali. A partire dalla  fatidica cena a Palazzo Corsini a Firenze, alla quale Jamie Dimon invitò l’allora sindaco fiorentino Matteo Renzi e Blair. Poi ancora nel 2014, con un Renzi in veste assai diversa: divenne primo ministro italiano.

Riepilogando, ecco almeno sette importanti indizi  inseriti in sequenza cronologica dal sito Forex :


  • 1 giugno 2012 - Renzi è invitato alla cena presso palazzo Corsini organizzata dal grande istituto finanziario a Firenze, nella veste di sindaco della città. A mandare l’invito è Jamie Dimon, CEO di JPMorgan. Presente anche Tony Bair, allora già non più primo ministro inglese, ma lobbista per conto della banca. Nessun report, nessuna notizia sui contenuti dell’incontro.
  • 28 maggio 2013 - JPMorgan divulga il tanto discusso report dal titolo “Aggiustamenti nell’area euro” già ampiamente discusso  e di cui ho fornito degli estratti in corsivo.
  • 1 Aprile 2014 - Renzi visita l’ambasciata italiana a Londra a poco meno di due mesi dalla nomina a presidente del Consiglio, ospite di Pasquale Terracciano. Presente anche Tony Blair, con il quale Renzi discute in in privato. Due giorni dopo Blair definirà Renzi «mio erede» in un’intervista a "La Repubblica".
  • 6 luglio 2016 - Questione MPS: ad inizio  dell'anno Renzi invita ad investire su MPS, “ormai risanata, su cui investire è un affare”. In estate Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, convince Renzi a lasciargli campo libero su MPS, con la conseguente rimozione di Viola dal ruolo di ad.
  • 8 settembre 2016 - Fabrizio Viola si dimette da ad di Monte Paschi. «Alla luce delle perplessità espresse da alcuni investitori in vista del prossimo aumento di capitale e d’accordo con la Presidenza del Consiglio, riteniamo opportuno che lei si faccia da parte», racconterà Viola circa la chiamata ricevuta da Padoan, ministro dell’economia.
  • 13 ottobre 2016 - Al via al terrorismo dell’agenzia di rating Moody’s, per cui «con il no al referendum rischi per l’aumento di capitale di Mps».
  • 25 ottobre 2016 - Il futuro di MPS viene ancorato alla vittoria del SI al referendum costituzionale da tutte le grandi banche internazionali. Alla guida di MPS, da un mese, Marco Morelli - ex di JPMorgan. (altra coincidenza!)


Come si può  vedere, alla fine tutto torna al pezzo: gli indizi e i sospetti di trame torbide si sprecano e le ragioni per assestare un grande e grosso NO il 4 dicembre prossimo, si moltiplicano ogni giorno che passa.
Fermiamo i traditori del nostro Paese!