07 July 2015

Cronache dai non più patri lidi

In questa torrida estate  non più italiana, dove anche il clima non è più mitigato dalle fresche brezze mediterranee, ma proviene  direttamente dal continente nero  (l'anticiclone africano),  perfino le cronache balneari prendono l'amaro sapore della beffa oltre al danno. Il nuovo stile balneare per gli zingari è quello di dismettere gonnelloni e orecchini ad anello per vestirsi casual da turisti, muniti di T shirt, pantaloni alla pescatora e di occhiali. Magari griffati.
E' di questi ultimi giorni l'articolo di Stefano Zurlo su il Giornale  su come le tecniche di scippo vadano affinandosi presso la cosiddetta comunità rom. Pare impossibile ma un pugno di ragazzine presumibilmente minorenni per sfuggire all'incarcerazione, tiene in scacco turisti e croceristi alle 5 Terre. Vediamo come:


«La cosa incredibile - racconta al Giornale un funzionario della prefettura dietro il velo dell'anonimato – è che sono sempre le stesse. Sappiamo chi sono, le conosciamo, le più affezionate al nostro territorio saranno quindici o venti al massimo, ma con questa legislazione è quasi impossibile bloccarle». Il rosario delle denunce è interminabile: danesi, australiani, irlandesi, tutti vittime della mano lesta di ragazzine di quindici-sedici anni. Minorenni. Pregiudicate. Nullafacenti, come scrivono le forze dell'ordine nei loro rapporti. Con lenzuolate di precedenti e pacchi di denunce. Tutta carta utile solo per le statistiche. «Purtroppo la microcriminalità – allarga le braccia Vittorio Alessandro, Presidente del parco nazionale delle Cinque Terre – ha avuto effetti devastanti sulla nostra immagine. Da noi vengono soprattutto stranieri e fra di loro prevalgono i cinesi, i coreani, i giapponesi, gli americani. Lei provi a pensare cosa vuol dire per un coreano non trovare più i documenti. Val nel panico, non sa come fare, si sente solo... E dall'altra parte immagini la frustrazione dei negozianti che vedono svanire l'affare sul più bello: quando l'acquirente cerca il portafogli e si accorge di non averlo più»...


Frattanto le scogliere di Monterosso, Vernazza, Corniglia,  Manarola e Riomaggiore sono piene di portafogli...vuoti mentre i documenti dei poveri derubati vengono affidati al capriccio delle onde. In caso di pene detentive certe (cose di cui dubito, avendo constatato  certo ipergarantismo a senso unico della Magistratura) mi piacerebbe sentire Gad Lerner sul suo blog se ha ancora il coraggio di parlare di"antisemitismo", nei confronti degli intoccabili rom. 


Ma ecco un altro odioso episodio, questa volta a Manarola.   (fonte il Giornale).Tre magrebini si sono intrufolati alla reception di un albergo a Manarola, rubando una borsetta.  Ora anche bar, ristoranti e locali pubblici cominciano ad essere a rischio furti.

«Finora – dice Massimo Andreoli, che lavora in mare per il Parco nazionale delle Cinque Terre ed è un po' un'autorità locale - questi delinquenti rubavano in stazione, ma se cominciano ad entrare nelle case e negli alberghi è finita. Dobbiamo organizzarci e rispondere». E in effetti gli abitanti si sono già organizzati. Una volta erano le campane a segnalare il pericolo che veniva dal mare e aveva la faccia feroce dei pirati o dei turchi; ora sono gli smartphone a lanciare l'allarme ma l'insidia arriva da terra, anche se i volti hanno qualche lontana somiglianza con quelli tramandati nei racconti orali.


No, no. Qui, caro cronista, non ci siamo. Mi riferisco alla lettura completa dell'articolo.  Non facciamo gli ipocriti: non è solo pura e semplice  microcriminalità derubare un turista giapponese di tutto il contante che gli serve per un'agognata vacanza in Italia. E nemmeno per un coreano lo scippo dei documenti. Né per la signora in albergo la sua borsetta.   Senza contare il danno di immagine che va a riverberarsi nella nostra industria turistica. Qui si tratta di delinquenza spregevole tout court. 
Ma intanto, insorge la popolazione locale, armata di cellulari e di smarthphone per l'identificazione dei malfattori...

I tre sono al muro. Li hanno portati davanti al bar Aristide, oltre la galleria che collega i binari al paese. Sono marocchini, il colore delle pelle è scuro ma non è nero. «Voi di qui non vi muovete». Per fortuna i carabinieri arrivano da Riomaggiore in pochi minuti. Troppo in fretta, per i gusti di qualcuno: «Peccato, li avremmo sistemati per bene. Adesso ci pensiamo noi ".

Ovviamente quelle forze dell'ordine che non muovono un dito per difendere i cittadini, arrivano a velocità stellare, ogni qualvolta la popolazione esasperata, tenta di farsi giustizia da sé, per proteggere i delinquenti.  Come in questo caso: 

Un maghrebino guarda dritto negli occhi Andreoli, uno che non butta per terra neanche la cicca della sigaretta e porta con orgoglio una maglia su cui è scritto: «Io sto con i cetacei» e gli sibila: «Quando torno ti uccido».

Caro Caramba in divisa, tu eri lì e l'avrai sentito il magrebino minacciar di morte il povero custode dell'Ente Parco. Cosa stai lì a fare? Sei pagato solo per scortare i delinquenti?

Una considerazione di Della Luna che sottoscrivo, sul suo amaro pezzo Pedagogia di una crisi continua: 


In fatto di ordine pubblico,  il cittadino deve accettare che la sicurezza sia garantita in misura limitata e in modo pressoché occasionale, che molti delitti e traffici criminali si svolgano in modo tollerato, che molti malfattori non vengono perseguiti o vengano subito rilasciati. Deve rinunciare ad essere tranquillo e padrone sul suo territorio. Deve rinunciare ad avere un territorio suo proprio.
Deve inoltre abituarsi a non considerarsi portatore di diritti inalienabili e propri di cittadino, in quanto vede gli immigrati anche clandestini preferiti a lui nei servizi sanitari, nell’edilizia popolare, nell’assistenza pubblica in generale, e protetti quando commettono abitualmente reati. Deve capire che è lo Stato, dall’alto e insindacabilmente, a dare e togliere diritti, a stabilire chi ha diritti, chi non ne ha, chi ne ha di più, chi ne ha di meno.

E' chiaro che non mi abituerò mai a questo deliberato scempio dello stato di diritto e a questa perdita del controllo del territorio.  Ma è altrettanto chiaro che i cittadini, in mancanza di  vere istituzioni poste a loro tutela, devono  provvedere alla loro autodifesa.  


34 comments:

Anonymous said...

Io non accetto un bel niente. Sono a casa mia e se qualcuno pesta i piedi a me o alla mia famiglia, bè, se non c'è uno stato che mi tutela (con le mie tasse oltretutto!!!), si troverà il modo, mandando il conto al signor, si fa per dire, pentolaio buffone.
Laura

Aldo said...

Riporto: "Un maghrebino guarda dritto negli occhi Andreoli [...]"

Non ho idea di chi sia 'sto Andreoli, però osservo: di lui ora so il cognome, del signor un magrebino no. Dimenticanza casuale? Omissione intenzionale? Facciamo che sia una omissione intenzionale, dai, che alla dimenticanza casuale non riesco proprio a crederci.

Seconda osservazione: se 'sto Andreoli avesse reagito alla minaccia di morte con una minaccia di reazione simmetricamente virulenta, quale sarebbe stata la reazione dei carabinieri presenti? Avrebbero fatto altrettanto orecchio da mercante? Facciamo che no, dài, non avrebbero fatto finta di niente, e st'Andreoli se la sarebbe vista brutta anche dalla parte della legge, oltre che dall'altra, 'ché anche alla legge uguale per tutti proprio non riesco [più] a credere.

L'ho già scritto e lo riscrivo: occorre che impariamo alla svelta la reattività spiccia che è [stata?] tipica del nostro Meridione, se no non se ne esce bene.

Nessie said...

Laura, più che il conto al pentolaio (che se ne sbatte sonoramente le palle) occorre farlo pagare a chi penetra a casa nostra commettendo impuniti, ogni genere di reati.

Anonymous said...

Grave errore chiamare la forza pubblica che ormai, pare per "ordini di scuderia", è più dedita a tutelare questi delinquenti che gli onesti cittadini; gente simile merita solo di essere portata in posto isolato e di avere la faccia ridotta ad un cucchiaio di marmellata di more.

Paulus

Nessie said...

Aldo, Andreoli è il custode dell'Ente Parco delle 5 Terre ed è lui che ha capeggiato la rivolta.

Vero, però quel che hai fatto osservare.

1) il Magrebino non gode di una fotografia (a parte quelle fatte dai manarolini sui loro cell) né di un nome e cognome e/o altre generalità.

2) la seconda domanda poi è superflua. E' evidente che l'Andreoli può solo subire e non può minacciare un bel niente. In caso contrario, gli toglierebbero il posto all'Ente Parco. E magari ne affiderebbero la custodia a una famiglia di magrebini.

La spiegazione a tutto ciò, nel pezzo di Della Luna. Ci stanno rieducando alla paura e all'insicurezza, a cedere fette di territorio, e anche a fette di patrimonio, quale tangente per la nostra incolumità.

Fa parte del piano.

Nessie said...

Paulus, sei stato chiaro e adamantino :-). Non credo, dall'articolo letto, che la forza pubblica l'abbiano chiamata direttamente i "manarolini". Questi hanno il radar solo quando devono scortare i delinquenti.

Anonymous said...

paulus, il fatto è che gli italiani, almeno la grande maggioranza, non hanno la freddezza impazzita di fare come dici. bisogna essere abituati alla violenza per essere violenti, non basta subirla. altresì io credo che loro ci odino e vogliano farci fuori più di quanto noi desideriamo che se ne tornino a casa a rendere migliore il loro paese . se sono una risorsa per noi figuriamoci per il loro paese di origine. perche non tornano a rendere migliore il loro paese invece di cercare di portare il nostro ai loro livelli di criminalita e sicurezza. io non ha mai conosciute persone piu razziste di quanto non lo sia uno straniero transitante migrante nei nostri confronti . pare che il binomio ignoranza razzismo valga solo per gli italiani, infatti guardando il livello di scolarizzazione dei migranti, dovrebbero essere molto piu razzisti di noi(e per me lo sono ma non si puo dire), eppure i razzisti alla fine siamo noi ...

gimsy

Anonymous said...

Ieri sulla passeggiata di Nervi, ore 7,30 PM. Giovanissimi africani in lacrime (di quel centinaio e mezzo che hanno collocato all'ex manicomio di Quarto) che abbordano i pochi passanti chiedendo insistentemente denaro. Il sottoscritto, con fetta di focaccia da meno di un euro, fa due passi come ha sempre fatto. E' evidente che il clima e' drasticamente cambiato. Di qui a poco l'aggressione diventera' certa e abituale. Io gia' me l'attendo e mi comporto di conseguenza stando attento ad ogni curva e ai luoghi bui in caso qualcuno sbuchi dagli scogli. Polizia: niente. Ovviamente non e' la focaccia del sottoscritto a fare gola, ma chissa' quale tesoro che i predoni autorizzati dal governo italiano pensano io nasconda nelle mie tasche. Risultato: o smetti di circolare per strada in ore antelucane, o lo fai a tuo rischio e pericolo, magari armato e con gli occhi sempre aperti. Una vita di merda che nessuno di noi ricordava di aver vissuta nemmeno durante la guerra. I pescatori che la notte si mettono sugli scogli sono gia' drasticamente diminuiti. Nemmeno l'unico barbone italiano sempre ciucco che dormiva sulle panchine della Passeggiata, si vede piu'. Abbiamo capito cio' che va fatto: non resta che di farlo. Le FFdOO con chi staranno ?

Il sauro

Nessie said...

Gimsy, "perché non tornano a rendere migliore il loro paese invece di cercare di portare il nostro ai loro livelli di criminalita e sicurezza?"

Ci dev'essere un refuso. Di "insicurezza", semmai. La risposta la sappiamo: li portano qui proprio per destabilizzare e scomporre il tessuto sociale. Pare che li facciano sbarcare persino in Grecia, dove i Greci non hanno nemmeno più lacrime per piangere. E' evidente che stanno realizzando la sostituzione etnica dell'Europa, nel silenzio più assoluto dei popoli autoctoni. Sì, perché finora una reazione retributiva al danno cagionato, non c'è ancora stata. Tuttalpiù si sentono in giro tante belle chiacchiere economiche sulla moneta unica da parte di varie scuole monetariste. Anche l'economicismo visto come panacea a tutt i mali, mentre le nostre città muoiono sotto il degrado e la criminalità, ha rotto le palle!

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Sauro, ma perché piangevano? Sono alloggiati e nutriti a quanto mi risulta. Siamo noi, semmai, a dover piangere.

Anonymous said...

Forse avrete tutti letto di queste zingare arrestate la bellezza di 78 volte e sempre rilasciate, perché "madri". Ma per questa gente farsi mettere incinte è facile come bere un bicchier d'acqua:

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_luglio_08/milano-mamme-borseggiatrici-metro-25-figli-gia-arrestate-78-volte-52b2de58-2530-11e5-85c7-ee55c78b3bf9.shtml

Z

Nessie said...

Ho letto. E non mi piace questo insistere dei cronisti sul concetto (giornalistico) di "microcriminalità".

La "macro" per costoro cosa sarebbe? L' Evasione fiscale? Questi si chiamano semplicemente REATI PREDATORI. E in quanto tali vanno puniti, senza curarsi di etnie, razze, religioni e altri fattori attenuanti e relativistici quali gravidanze ecc. Punto.

Huxley said...

Il processo di sostituzione va avanti a pieno ritmo, da una parte leggi notizie come queste:

http://www.crisitaly.org/cuneo-perde-il-lavoro-e-gli-staccano-luce-e-gas-donna-38enne-si-suicida/

http://www.ilnord.it/b-6316_ITALIANO_IN_DIFFICOLTA_COL_LAVORO_RICEVE_LO_SFRATTO_TROVATO_IMPICCATO_IN_CASA

dall'altra ecco come procede l'accoglienza:

http://www.crisitaly.org/tendopoli-a-monza-quarta-tenda-per-56-profughi-al-centro-spallanzani/

Il tutto nell'indifferenza generale.

Aldo said...

Nessie: "La 'macro' per costoro cosa sarebbe?"

Quella che li colpisse in prima persona sarebbe senza dubbio ostentata a tamburo battente come "macro", anzi, "macrissima". La microcriminalità, per chi non lo avesse ancora capito, non è tale in quanto piccola criminalità, è tale in quanto colpisce le persone che non contano una cippa. Niente di nuovo sotto il sole.

Nessie said...

Huxley, fammi sedere e prendere respiro. Davvero spezzano il cuore le cronache dei nostri connazionali che si tolgono la vita per colpa di questi farabutti. Bisogna far capire nei discorsi a tu per tu, che è meglio far fuori qualcuno (in alto nelle sfere) , piuttosto che farsi fuori. Se non altro si cerca di rendere più difficile e dura la sostituzione. Così, suicidandosi, la si facilita. Non aspettano altro.

Nessie said...

Aldo, è un altro di quei termini come "migranti" che chi ha un briciolo di consapevolezza dovrebbe evitare di usare. Ce n'è una serie:

Accoglienza
migranti
integrazione
microcriminalità

se me ne vengono in mente degli altri, li inseriamo nel Bestiario Multikulti. Il borseggio, i furti e le rapine sono REATI PREDATORI, e basta con le mistificazioni terminologiche.

Anonymous said...

Tutta roba da neolingua indottrinatrice orwelliana. E da regime. Si perchè tutto questo scempio che ci è inflitto non ha assolutamente nulla a che fare con uno stato di diritto nè col rispetto dei diritti civili ed umani. Inoltre, dato che questa liberalizzazione/protezione/incentivo della criminalità comune si verifica sistematicamente ovunque anche in località fino a pochi anni fa tranquille, è ormai chiaro che si tratta di una strategia pianificata dietro alle quinte dal suddetto regime che è invece efficientissimo ad eliminare opposizioni e perseguitare giornalisti scomodi.
In ogni caso la cosa davvero preoccupante è che nonostante il degrado e la devastazione in atto, la potenza indottrinattrice, come si vede ogni volta che si va a votare, ottiene il consenso delle vittime.
Scarth

Huxley said...

Nessie non passa giorno senza che si legga (ovviamente non sui media mainstream) notizie che che fanno venire il magone, ne posto un'altra, appena letta:

http://www.imolaoggi.it/2015/07/08/45enne-sfrattata-va-a-vivere-in-tenda-e-muore/

Gli italioti che fanno? Postano i piatti del cibo in tavola..e se tu pubblichi le notizie come quelle della 45 anni ti accusano di deprimerli,ma andate al diavolo

Scusa lo sfogo, ma sono al limite

Anonymous said...

//accogliere è l'arte più infinita"e adesso ci si mette pure la sammontana, a me questa pubblicità sembra tanto un lavaggio del cervello, un messaggio subliminale.
https://www.youtube.com/watch?v=m7TQeRzyra4.

Al bestiario aggiungerei anche inclusione

Maria Luisa

Nessie said...

@ Scarth,

"Si perchè tutto questo scempio che ci è inflitto non ha assolutamente nulla a che fare con uno stato di diritto né col rispetto dei diritti civili ed umani"

Per i Gadlerner i "diritti umani" sono farci derubare, rapinare, travolgere da ubriachi al volante. Eh già, noi siamo i poveri "gagé", che in linguaggio rom significa "coglioni". Pertanto, derubare un coglione non è reato.

Per la Magistratura ogni crimine commesso da un immigrato contempla un'implicita amnistia e sconto di pena. E la "macrocriminalità" consiste nel non pagare le tasse col rischio di essere messi al ludibrio on line dalla amministrazioni pubbliche.

Nessie said...

Huxley, anche a costo di diventare ripetitivi e noiosi non stanchiamoci di denunciare queste iniquità.

Prima o poi, GUTTA CAVAT LAPIDEM.
Poi dovremo raccontarla ai nostri figli e ai figli dei nostri figli, affinché tengano a mente che questi sono i crimini della Troika e di tutti i suoi servitori nostrani. Che esisteva un paese bellissimo e felice, ma che hanno fatto di tutto per abbruttirlo e distruggerlo.

Nessie said...

Maria Luisa, ho visto la sòla dell'"accoglienza" contenuta pure nella pubblicità del gelato Sammontana per "un'estate italiana".

Oltre "inclusione" c'è anche "solidarietà" (quest'ultima è l'anticamera dell'esproprio). Della serie, quel che tuo è mio, ma quel che è mio resta mio. In nome della "solidarietà", si intende.

Anonymous said...

Bella, anche se stomachevole, l' elencazione dei lemmi abusati dai neobarbari della neolingua.


A colpirmi sempre è il ricorrente stupro della parola "solidarietà", ovvero qualcosa che per sua definizione dovrebbe provenire, autonomamente, da profondi convincimenti di tipo etico e filantropico dell' essere umano per manifestarsi in concrete azioni disinteressatamente espletate in favore del prossimo bisognoso e svantaggiato; ossia dare qualcosa, a volte molto, in cambio di nulla.

Ogni volta che ci penso e vedo questi disgraziati e delinquenti che ce la vogliono inculcare ad ogni costo, fino a farcela trangugiare con l' imbuto, mi torna in mente una frase del grande Funarone - grave perdita - che qui riporto:

"solidarietà è dare qualcosa in cambio di niente, ma questi ci hanno dato un cazzo in cambio di molto".

Grande Gianfranco, vate popolare e popolano, RIP.

Marco Zorzi said...

Combatteremo contro ciò che ci stanno facendo, traditori e invasori. Siamo in guerra.

Nessie said...

Bella la frase di Funari sulla solidarietà, o Vate.

Marco Zorzi, per il momento la guerra ce la stanno muovendo loro a noi.

Anonymous said...

Scusa Nessie, mi sono scordato la firma; il post su Funari è mio.

Paulus


P.S.- Grazie comunque per l' appellativo !

:-)

Nessie said...

Ce n'era già uno di Vate. Ora ne scopro un altro :-)

Anonymous said...

Ecco altri casi di abusi e di illegalità. Un povero disgraziato racconta al Giornale come è rientrato in possesso del suo garage occupato da un immigrato senza aver dovuto attendere i tempi biblici della giustizia:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cos-mi-sono-ripreso-box-che-immigrato-mi-aveva-occupato-1148071.html

Z


Nessie said...

Avevo letto qualche giorno fa questo articolo, ma poi non lo trovavo più perché era difficile digitare i termini per la ricerca. Un uomo che per riavere indietro il suo garage è costretto a premettere che non è "razzista" e che non ce l'ha con gli immigrati, che caccerebbe fuori l'intruso dal suo GARAGE anche se fosse italiano, mi fa immensamente tristezza e la dice lunga su come ci hanno ridotto: delle PAPPE.

Lo ha pagato 'sto garage? E' suo? Ci paga sopra delle tasse? E' evidente. E allora di che cosa si deve giustificare? Un calcio in culo a chi lo occupa e che sia finita con queste stupide autogiustificazioni.

Vanda S. said...

Leggevo la descrizione di Nervi scritta da Sauro e me ne duole molto. Oramai l'esperimento sociale che ha condotto allo sfacelo, perpetuato con successo a Roma, si sta spargendo a macchia d'olio!
Che orrore!
Spero che i cittadini si renderanno conto che o vivino barricati delle loro case, o reagiscono contro le istituzioni, o si armano e creano le milizie, come ci sono qui negli USA!
Gli Stati Uniti sono lungi dall'essere un paese perfetto, ma almeno qui la criminalita' e' contenuta in certi quartieri e se li non ci vai, non ti succede nulla!
Gli altri posti sono talmente tranquilli da avere finestre e porte di vetro che danno sulla strada! Nonostante aver passato quasi 30 anni in questo paese, non riusciro' mai a capire come fanno!
In Italia con sbarre dappertutto, super-antifurto, porte blindate, praticamente in prigione, e senza neanche poter fare piu' la "passeggiata" da detenuti!
Ma come si fa ad andare avanti così??? Ma quando si raggiungera' la massa critica che generera' il capovolgimento di polarita'????!!!

Anonymous said...

Ho notato che tutti premettono:non sono razzista.
Ma è mai possibile che ci si deva giustificare per le nostre idee?
Maria Luisa

Nessie said...

Vanda, il tuo quesito finale è quello di tutti noi. E' da mo' che ce lo chiediamo.


Maria Luisa, la verità è che ci hanno completamente lobotomizzati e rincoglioniti. Per riavere indietro il maltolto, per difenderci dall'appropriazione indebita, dai furti, da ogni tipologia di sopruso e reato, c'è bisogno di doversi sempre mettere con le mani avanti con queste meschine premesse?!?

Anonymous said...

Un abbraccio a Wanda. Anch'io, a volte, non ci credo che siamo ridotti cosi'. Mi dico che la nostra sensibilita' e' stata troppo sollecitata e che con l'eta' diventiamo piu' rigidi. Ma la portata della Rivoluzione mondiale in atto e' tale che i suoi segni sono visibili ovunque ed in ogni momento. Hanno un bel voglia a dire che non c'e' grande differenza tra oggi e ieri. Tutti possiamo testimoniare che la vita diventa ogni giorno piu' assurda e difficile. Anche i piu' giovani tra noi lo vedono. Si e' consumato tutto troppo in fretta.

Per quanto riguarda gli USA, e' vero che esiste maggiore partecipazione delle comunita' locali. Del resto, il modello e' sempre stato questo fino dalla Colonizzazione. Quasi nessuno si attendeva che fosse lo Stato centrale a fare rispettare la legge. Sono noti i contrasti tra le istituzioni locali e centrali USA. E' un dato culturale acquisito.

Ma nel vecchio Continente, con l'eccezione della GB e dei Paesi Bassi, la musica e' sempre stata diversa. Alla de'bacle dello Stato non ha seguito nulla e non c'e' ancora una sensibilita' tale da ricreare un seppur vago senso di comunita', almeno a livello locale. Semmai questo avverra' (e meglio cosi' che niente), il Cambiamento avra' trionfato anche qui e Lor Signori l'avranno avuta ancora vinta.

Vuoi mettere la rilevanza politica che puo' avere un'intera comunita' nazionale, rispetto a quella di una piccola comunita'? Tutto congiura a rendere qualunque opposizione del tutto irrilevante in senso politico. In questo, il sistema USA e' proprio l'ideale. Ci accontenteremo quindi di governare pezzi piccolissimi di territorio con la stessa autonomia concessa a suo tempo ai Pellerossa. E dopo le stesse vessazioni, stragi e malattie provocate a bella posta.

Il sauro

Anonymous said...

PS
Ovviamente, queste amare considerazioni devono trasformarsi in volonta', perlomeno, di vendetta nei confronti dei responsabili italiani. Sempre piu' spesso mi sorprendo di quanto sto diventando sanguinario, nonostante sia sempre stato incline a vedere la forza solo come extrema ratio. Oggi mi sento di dire che nulla di cio' che e' stato fatto sara' perdonato e a nessuno.

Il sauro

Nessie said...

Sauro, basterebbe tenere il computo accurato di tutte le vittime di questa crisi (vittime dell'Usura equitalica, vittime delle banche, vittime delle rapine degli extra, vittime di ubriachi (in prevalenza stranieri, addirittura privi di documenti e di veicolo proprio) al volante: tutte vittime martiri d'Italia, della globalizzazione e di questa crisi infinita.

Un giorno i libri di Storia racconteranno, perché io credo che questo disgustoso schema Ponzi, non potrà durare più di tre anni ancora. Poi verrà giù tutto.