03 February 2015

Piccole banche muoiono



Ucci ucci ucci ucci, sento odore di imbrogliucci. Sempre quando c'è di mezzo il Bullo di Rignano sull'Arno, si sente odore di bruciato. Lui degli intrighi se ne pasce.  Ora i pennivendoli sono tutti lì a fargli salamelecchi, ma intanto lui con le sue "turboriforme", lascia feriti, moribondi e morti sul campo. E la nuova  bomba a orologeria è il caso "banche popolari". Ma ricapitoliamo.

Negli anni della grande crisi, grazie al fatto di non essere quotata in Borsa, la Banca di Vicenza  ha continuato a prestare soldi alle imprese e a crescere in tutto il Nord.

 Davide Serra detto il Bandito delle Cayman
Una vera e propria boccata d'ossigeno per le piccole e medie imprese legate al territorio veneto.  Ieri sera un piddiota a nome Speranza in tv a Porta a Porta, ha ipocritamente dichiarato che la crisi esiste per tutti e che tutti devono fare sacrifici, anche le Banche. Tutta demagogia e tutto un sollevare polveroni qualunquisti per sparare indistintamente nel mucchio! La Banca di Vicenza è una piccola grande banca cooperativa ancora commerciale e di risparmio, non è quotata in Borsa e i suoi azionisti (piccoli e grandi) hanno uguale diritto di voto. Una simile realtà non poteva che far rosicare gli spregiudicatissimi  finanzieri piddioti come Davide Serra (titolare del Fondo Algebris alla City di Londra e di una holding alle Cayman, grande amico e sostenitore di Renzi)  sulla quale vorrebbe mettere gli artigli, mediante manovre speculative. Basta leggere qui sulle fonti:  il Giornale attraverso dagospia.

Con la riforma voluta e varata da Matteo Renzi «mettiamo le Banche Popolari nelle mani di speculatori, fondi esteri. Svendiamo loro il 25% dell'attività bancaria italiana», ha detto al Giornale il presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin.

E tra questi c'è anche un fondo di Algebris, il gruppo finanziario londinese di Davide Serra, iscritto alla sede britannica del Pd, amico e finanziatore del premier fin dalla prima ora, noto anche per una holding alle Cayman Island e per aver inneggiato all'abolizione del diritto di sciopero.


A Vicenza, se chiedete di Gianni Zonin, tutti vengono subito al punto. «Prima di lui la Popolare era una banchetta di provincia, adesso è tra le prime in Italia». Imprenditori, professionisti, politici, sindacalisti: difficile trovare una voce controcorrente. Perché, da queste parti, la città e la sua banca sono una cosa sola. E Zonin, imprenditore vinicolo, cavaliere del lavoro, gran navigatore del potere nostrano, è diventato, per forza di cose, il crocevia di ogni affare, l'arbitro delle contese, il passaggio obbligato verso incarichi e prebende.

La ricca Banca di Vicenza funziona così. E a cambiare non ci pensa proprio. Tanto meno se l'ordine arriva da Roma, capitale lontana ed estranea, su carta intestata del governo. Così, da giorni, tra i palazzi del Palladio che fanno da cornice allo splendido corso cittadino, volano parole grosse e proclami di resistenza all'ultimo respiro. «Giù le mani dalla nostra popolare», si sente ripetere nelle stanze del potere locale così come nei caffè del centro.



Tutti ce l'hanno con Matteo Renzi e con il suo decreto legge che vorrebbe riformare il sistema delle banche cooperative (...).
Il governo ha deciso di intervenire sui dieci maggiori istituti della categoria, quelli con un attivo superiore agli 8 miliardi. E nel mirino è finita anche la popolare presieduta da Zonin, un colosso non quotato in Borsa con oltre 100 mila azionisti, in massima parte piccoli e piccolissimi.



L'obiettivo principale della riforma è quello di trasformare le coop del credito in società per azioni, abolendo il sistema del voto capitario che assegna un voto, e un voto soltanto, a ciascun socio, qualunque sia il numero di azioni che possiede.


A giochi fatti, se mai il decreto riuscisse a passare indenne l'esame del Parlamento (esito tutt'altro che scontato), le popolari diventerebbero banche come le altre. In altre parole, sarebbero molto più semplici fusioni e aggregazioni varie, grandi soci come i fondi internazionali potrebbero fare il loro ingresso nell'azionariato e, in teoria, non sarebbero da escludere neppure scalate ostili.

Un menù di questo tipo è quanto di più indigesto si possa immaginare per i vertici degli istituti cooperativi. Che infatti, riuniti sotto le insegne di Assopopolari, l'associazione di categoria, promettono battaglia per bloccare la riforma.

A Vicenza però, più che altrove, l'opposizione al decreto di Renzi viene scandita con i toni della crociata. E, a ben guardare, non è una sorpresa, perché solo qui, nella patria del Palladio, l'identificazione tra città e banca è così forte e totalizzante. 
Altrove il provvedimento del governo incrocia la rotta di giganti come il veronese Banco Popolare o l'Ubi di Bergamo, che per via di aggregazioni successive (dette fusion)  hanno in parte perso il loro radicamento territoriale, ma non la Vicenza.  
I bilanci confermano. Negli anni della grande gelata del credito, quando il sistema ha chiuso il rubinetto dei prestiti, la banca vicentina non ha mai lesinato sui finanziamenti. ((fonte:  l'Espresso attraverso dago)


E  tutto questo fa rodere chi di dovere. Consiglio pertanto di leggere tutti gli articoli da me linkati per farsi un'idea più precisa del caso.



Ma c'è un'altra curiosità relativa alla ministra renziana Maria Elena Boschi (nella foto) che spunta nella brutta storia delle speculazioni che potrebbero avere accompagnato il varo del decreto governativo sulla riforma delle banche popolari, il brutto affaire sul quale ora ha aperto gli occhi anche la Consob. Una piccola, significativa e non secondaria curiosità che va a braccetto con le polemiche che hanno visto beneficiare di rialzi eccezionali  la Popolare dell’Etruria e del Lazio, amministrata in qualità di vicepresidente da Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena, ministro per le Riforme in carica. Riguarda non solo il conflitto di interesse che vede coinvolta la Boschi per via dei suoi rapporti di parentela, ma quello che la chiama in causa direttamente come socio della banca e che, in quanto tale, avrebbe dovuto consigliarle di non partecipare alla riunione del Consiglio dei ministri che ha varato la "riforma" sulle banche popolari (fonte il Fatto).
Dalla documentazione patrimoniale del ministro delle Riforme depositata negli uffici della Camera dei deputati emerge pure un suo piccolo pacchetto di 1.557 azioni dell'istituto bancario toscano. 

Concludendo, credo che su questa losca manovra che chiamano orwellianamente "riforma" delle banche popolari (in realtà un golpe bancario)  ci sarà un gran bel trambusto prossimo venturo. 

33 comments:

Pier Paolo said...

Quelli del Pd non si smentiscono mai. Si mettono zitti zitti e a cuccia con i colossi come Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley, Deutsche Bank ecc. ma poi fanno la voce grossa con le piccole e medie banche di territorio. Quelle che ancora osano non stringere il cappio a chi ha bisogno di un po' di credito.
Ma c'è ancora qualcuno che pensa che Renzi e il suo governo vogliano davvero la "ripresa" di questo paese?

Nessie said...

Alla tua domanda rispondo Sì, ci sono i media mainstream e la Confindustria. Tutti lì a tessere le lodi del Sicario fiorentino, fatto passare in questi giorni per il "nuovo Machiavelli". E' evidente che se passa questa manovra, aumenta la deindustrializzazione del Nord e la sua ulteriore desertificazione. Ma temo che si voglia arrivare proprio a questo.

L'economista Giulio Sapelli parla di vero e proprio "colpo di stato bancario", che è passato grazie alla "vacatio istituzionale" presidenziale. Ma non sono d'accordo con lui quando dichiara ottimisticamente che Napolitano non l'avrebbe mai firmata:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/22/banche-popolari-duello-poteri-riforma-lega-m5s-tutti-contro/1361241/

Pier Paolo said...

Premetto che non mi intendo molto di tecnica bancaria, ma a spanne direi che
le piccole e medie banche rappresentano tutto sommato le migliori del sistema bancario italiano. Vicine al cliente, lo servono molto meglio delle grandi, non si avventurano nelle speculazioni internazionali della finanza avvoltoio e, se vanno in crisi, non fanno i danni di una Lehman o di altri colossi bancari che spalmano le loro perdite su tutto il pianeta, come è avvenuto dal 2007 a oggi.

Massimo said...

Il padre della Boschi, il padre di Renzi ... nella prima repubblica erano i figli le croci dei politici (ad esempio il figlio di Donat Cattin). Nella terza repubblica sembra che siano i padri (che erano figli all'epoca della prima repubblica...) :-)

Nessie said...

Pier Paolo, sono sostanzialmente d'accordo. Certamente anche qualcuna di queste medie banche avrà qualche scheletruccio nell'armadio, perché non è mai tutto oro. Ma è nulla, in confronto alle grandi majors bancarie mondiali.

Puzza molto di bruciato il fatto che il Pentolaio e il suo compare delle Cayman, abbiano fatto tutto in quattro e quattr'otto mentre c'era la "vacanza" presidenziale come i classici ladri di Pisa. Ma il diavolo fa le pentole (del Pentolaio) ma non i coperchi e prima o poi ci lascerà lo zampino.

Nessie said...

Massimo, il padre della Boschi approfittando di dritte fresche di scuderia da parte della figlia Ministra delle Riforme, corre il rischio di incorrere in accusa di aggiotaggio. E ci si è fatto sopra pure la sua speculazione. Idem per la figlia che possiede il citato "pacchetto".

http://www.informarexresistere.fr/2015/01/27/qualcuno-sapeva-in-anticipo-che-il-governo-avrebbe-varato-un-provvedimento-sulle-banche-popolari-enormi-speculazioni/

Nella IIIa repubblica i problemi sono sia dei padri che dei loro degni figli. Più semplicemente "talis pater, talis filius".

Nessie said...

"E’ evidente che qualcuno sapeva cosa sarebbe accaduto di lì a poco, sapeva cosa si stava per accingere a fare il governo Renzi. E una delle banche che ha maggiormente beneficiato di questa clamorosa speculazione è, con un rialzo del 66% in Borsa, la Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, di cui vicepresidente è Pier Luigi Boschi. Non si tratta di una caso di omonimia, è proprio il padre di Maria Elena Boschi, attuale ministro delle Riforme del governo Renzi, fortissimamente voluta proprio dal fiorentino nell’incarico centrale del suo esecutivo.

Ma la signorina Boschi non è solo ministro delle Riforme, è anche direttore generale della fondazione Open che ha ricevuto negli ultimi 4 anni qualcosa come 150.000 euro dal signor Serra.

Serra, chi?

Davide Serra, amico intimo di Matteo Renzi, e soprattutto proprietario del fondo speculativo “Algebris” con attività principalmente nella City londinese, dove opera in borsa con alterne fortune, ma con la certezza di svolgere un’attività principalmente legata alle speculazioni azionarie".

link già citato:

http://www.informarexresistere.fr/2015/01/27/qualcuno-sapeva-in-anticipo-che-il-governo-avrebbe-varato-un-provvedimento-sulle-banche-popolari-enormi-speculazioni/

Ah, ah, ah! E questo è quel che resta del partito del proletariato, o partito "di classe".

johnny doe said...

E certo che sapeva quel qualcuno,alias Serra.Da qualche mese comprava queste azioni,magari l'ha pure suggerita lui la cosa al Pentolaio amico.Sapevano anche altri negli immediati giorni precedenti il decreto,diversi direttori di banca che hanno comprato e rivenduto le azioni di varie popolari.

Ma oltre a quanto riportato nel post,c'è l'aspetto fuorviante del decreto s una cosa che non riveste cero l'urgenza che la legge prescrive per la decretazione.
Ora vediamo se il nuovo campione della kostituzione appena eletto,avrà qualcosa da dire visto che nel discorso di oggi ha criticato questo metodo nei casi non previsti.
A proposito,beccatevi questa:

IL PRESIDENTE DELLA TROIKA

“NELLA NUOVA EUROPA L’ITALIA HA TROVATO L’AFFERMAZIONE DELLA SUA SOVRANITÀ; UN APPRODO SICURO MA SOPRATTUTTO UN LUOGO DA CUI RIPARTIRE PER VINCERE LE SFIDE GLOBALI. L’UNIONE EUROPEA RAPPRESENTA OGGI, ANCORA UNA VOLTA, UNA FRONTIERA DI SPERANZA E LA PROSPETTIVA DI UNA VERA UNIONE POLITICA VA RILANCIATA, SENZA INDUGIO.”

Sergio Mattarella, 3 febbraio 2015

una affermazione demenziale " Nella nuova Europa l’Italia ha trovato l’affermazione della sua sovranità".....Altro pulcinella dei padroni....e misero mentitore,da prendere sobriamente a calci in culo....basta questa fesseria a qualificarlo.

Ecc perchè la stampaglia di regime è così entusiasta....se lo tengano sto presidente...!

Nessie said...

E certo che la mossa di quest'ennesima porcata è stata suggerita dal bandito delle Cayman (già organizzatore di cene di "beneficenza" pro Renzi) al Pentolaio. Non abbiamo assistito "di persona" direttamente al film, ma chi vuoi che gliel' abbia data l'imbeccata?

La decretazione d '"urgenza" l'hanno creata approfittando dell'interregno presidenziale. Ormai siamo sgovernati da abusivi impuniti.

MattaMestizia fa apologia di "cessione di sovranità"? C'era da aspettarselo. In caso contrario non lo avrebbero mai riesumato dalla sua camera ardente.

Nessie said...

Una cosa mi fa rimanere ottimista. Questa trasformazione delle piccole Banche in SPA , stavolta non troverà facilmente i numeri in parlamento, perché c'è già un accordo fra Lega, FdI , M5S, buona parte della stessa FI. Staremo a vedere.

Anonymous said...

"La borsa e la Consob
Più duro ancora, Renzi a proposito di questi giochini o presunti tali si spinge anche verso Piazza Affari: «Su questa cosa voglio essere molto esplicito: se qualcuno, chiunque sia, ha utilizzato informazioni riservate, sono il primo a chiedere le indagini più rigorose e chi ha fatto il furbo deve pagare fino all’ultimo giorno. La Consob e tutti i soggetti che hanno titolo indaghino». L’ipotesi è quella che informazioni esclusive sul decreto, in particolare la trasformazione delle banche popolari in spa, possano aver avvantaggiato alcuni soggetti in Borsa con una scalata. E che quindi debba intervenire la Consob".

Il Bullo invoca la Consob a Porta a POrta. Chissà che non sia un autogol per la sua ministra e per lui

http://www.corriere.it/economia/15_febbraio_03/renzi-sulla-riforma-popolari-pronto-fiducia-niente-giochini-79d3d40e-abde-11e4-bd86-014e921a3174.shtml

Z

Nessie said...

Sperèm. E' un periodo che quello stramaledetto Markettaro è particolarmente fortunato. Stasera ha perfino vinto la Fiorentina (la sua squadra del cuore) contro la Roma.

Anonymous said...

ormai mi sono fatta una mia idea. Se Renzi dice che vuole salvare il paese, significa che vuole suonargli la marcia funebre. Se Renzi dice di voler salvare le piccole e medie banche trasformandole in Spa, significa che quelle poche aziende che ancora prendono un po' di credito non piglieranno più un centesimo e falliranno. In compenso quelle che di fatto sono già fallite come MPS, potranno avere un rifinanziamento grazie alle banchette virtuose tutte accorpate insieme. Ciao Rosalinda.
Qui qualche link sul tema:

http://www.informarexresistere.fr/2015/01/30/lue-ordina-litalia-esegue-renzi-fonde-le-banche-pur-di-salvarle/

Nessie said...

Ciao Rosalinda. Quel che è bene per Renzi e per i suoi piddioti è male per il Paese, e questo deve essere una regola aurea che vale sempre e per tutte le porcate che fa. Tuttavia l'articolo di Barnard attraverso Informare x resistere, che mi hai postato non mi convince perché mette tutte le banche piccole sullo stesso piano di Carige e di Montepaschi (che non è affatto piccola), che sono fallimentari. Della Banca di Vicenza che è quella che riguarda il post in oggetto, io ne ho sentito parlare bene da certi conoscenti veneti.

Ierisera da Vespa mi hanno riferito che ha toccato proprio questo tasto delle fusioni. Ho visto solo un pezzetto di filmatino pubblicato dal Corriere e mi è bastato. Solito sfoggio di sicumera e di boriosa arroganza. Simpatico come un calcio nelle gengive. Siamo al Rentzien Regime.

OT, ma sempre in tema. Buone notizie: è saltato il Patto del Nazareno. Era ora!

Lorenzo said...

MPS è già una SPA. Che abbiamo già pagato noi.

Nessie said...

Sì, fu Monti che provvedette alla bisogna coi Monti Bond.

Nessie said...

Qui qualche dettaglio sul Palio della Grande Truffa di Mps:

http://sauraplesio.blogspot.it/2013/01/mps-il-palio-della-grande-truffa.html

Anonymous said...

Il Tesoro ha pronto il progetto per la bad bank che aiuterà gli istituti italiani a rimettere in sesto i bilanci. In sostanza, ci rifilano 131 miliardi di buffi delle banche. Il Tesoro infatti creerà una società veicolo detenuta da Cdp, Bankitalia e privati. Il garante finale resta il contribuente

Pulizia dei conti delle banche a spese del contribuente. Con la scusa di dare una spinta alla ripresa economica, rimettendo in moto il motore dei prestiti alle imprese, il governo di Matteo Renzi sta per scaricare sulla testa (e sulle tasche) degli italiani una gigantesca montagna di spazzatura.

Cioè gli oltre 131 miliardi di euro di «sofferenze» delle banche, vale a dire i finanziamenti non rimborsati dalle aziende. Un giochetto battezzato «bad bank» che potrebbe costringere lo Stato, con la inevitabile sottoscrizione di garanzie, a un esborso che oscilla da 10 a 30 miliardi. Quattrini pubblici utilizzati per salvare i bilanci degli istituti di credito. (Libero 5 febbraio)

http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=54d3391391256

Zeta

Nessie said...

L'avevo letto stamattina, grazie Z. Vedremo come il Pallonaro imbroglione riuscirà a farci digerire anche questa pasticca di m...a.
Se ho ben capito lui vorrebbe evitare il passaggio parlamentare, costruendo l’intera operazione con decreti ministeriali e atti societari: niente leggi da mandare al vaglio di Camera e Senato.Come ho già scritto, ormai siamo al Rentzien Régime.

Luca Griggi said...

Prossima "riforma" di Renzi abolire direttamente il Parlamento e governare per decreti ministeriali ce lo chiede l'Europa dobbiamo essere rapiidi nelle decisioni
Oramai manca poco...

Nessie said...

Ah, sei tu Luca Griggi, quello che ha cliccato la preferenza sul mio post di "Forza Italia, utile idiota di Renzi"? Benvenuto qui nel blog.

Mi chiedo: ma che fine hanno fatto tutti quei parrucconi di costituzionalisti, pronti a scaldarsi per una virgola fuori posto dallo statuto? Ora che l'imbroglio e l'illegalità la fanno da padroni, non muovono un dito.

Aldo said...

Banche... mica banche... credito alle imprese... mica credito alle imprese... intanto se io volessi prestare brevi manu 10.000 euro al bottegaio sotto casa mia e la cosa dovesse emergere, rischierei di passare sotto alle forche caudine. Eppure, io ho un eccesso di liquidità, il bottegaio ne ha necessità, possiamo accordarci su obblighi e garanzie a vantaggio di entrambi... ma il governo di turno, indipendentemente dalla sfumatura cromatica con la quale ha deciso di dipingersi, vuole metterci comunque le manacce per far la cresta ed esigere il pizzo. Salvo poi recitare i suoi sproloqui e vaneggiamenti menzogneri su quella libertà che non è mai stata così tanta e che non è mai stata così bella. Bah...

Nessie said...

La galassia è variegata e complicata, e dobbiamo fare dei distinguo. Oggi tutto ciò che è piccolo è destinato a sparire, perché i grandi Squali hanno fame, sempre più fame. Lo vedi quello stronzetto che chiamano "il bandito delle Cayman" lì sul post? leggiti bene questi due brevi pezzi al riguardo:

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/caso-banche-popolari-diventa-caso-davide-serra-adesso-si-scopre-93670.htm

è lui il suggeritore occulto di Renzi. Che in fatto di stronzaggine non è da meno. Le nazioni non sono più sovrane, ma la tendenza ad una grande centralizzazzione eurocratica li porta ad aver ancora bisogno della macchina statale per "rastrellare" liquidità fresca. Da dove? Dalle nostre tasche, dalle tasche dei commercianti piccoli (che spariscono) degli artigianelli (che spariscono) , delle piccole imprese che vanno a farsi prestare soldi dalle piccole banche (che spariranno entrambi) e così via.

Chi si ingrassa di tutto ciò? Gli Squali,come quel personaggio procuratore di cene di beneficenza x Renzi (non so come si dica in inglese) di cui al link.
Ci sono bancarelle che non hanno voglia di entrare in Borsa e affrontare speculazioni e scalate ostili? Ha poca importanza perché il Biscazziere fiorentino le costringerà a farlo. Con una "legge dello stato". Capito? e nessuno lo ferma.

Aldo said...

Altro che se ho capito! E ho anche capito che il leviatano è talmente immane da rendere impensabili interventi dal basso. Nello stesso tempo, ci sono accordi sostanziali tra leviatani a livello globale, per cui sperare che si neutralizzino a vicenda pare futile. Cosa potrebbe quindi dare "uno scossone" alla situazione? Forse (forse) un cedimento del meccanismo che fornisce risorse ai leviatani per tenersi in piedi (e non parlo di soldi), ma in quel caso a cedere sarebbero prima gli "strati bassi" (noi), quindi direi che non si tratta d'uno scenario auspicabile. E' una situazione di stallo. Di tragico stallo.

Nessie said...

Nel frattempo mi è venuta in mente la paroletta inglese della professione di D. Serra: "fund raiser" (procacciatore di fondi). Un futuro radioso a chi la pratica :-(

Il farabutto abusivo (parlo di Renzi) si vuole accreditare presso i Leviatani internazionali, per questo ha tanta fretta, di far sparire tutto l'esistente. Se ben ricordi quando anni fa parlavamo già di questi scenari ci davano dei mattocchi cospirazionisti e complottisti.

Anonymous said...

http://www.quieuropa.it/bce-e-quantitative-easing-il-trucco-per-estorcere-col-sorriso-la-ricchezza-reale-dei-popoli/

Luca Griggi said...

Be i costituzionalisti seguono sempre il vento che tira e si conformano di conseguenza tanto se sono di alto livello sanno dare una motivazione forbita a qualunque tesi sia deliberata. La stessa costituzione del 1948 è fondata su illegalità giuridiche di non poco conto. quindi non mi stupisco più di tanto.

Nessie said...

Vero, Luca. Ma io non mi riferivo alla Consulta, o ad altri organismi istituzionali. Io mi riferivo soprattutto a quei "liberi opinionisti" che fanno i soloni del diritto sulle colonne dei giornali.
Con Renzi ce ne sono a schiovere di illegalità e di strappi istituzionali. E i columnist non solo tacciono, ma si profondono in salamelecchi mediatici.

Anonymous said...

Unica soluzione: la rivitalizzazione delle piccole economie territoriali accompagnate da nuove monete e un nuovo credito. Sovranita' locale e secessione di comuni piccoli e grandi fino ad una auspicabile nuova federazione nazionale. Compresa la Giustizia, l'Esercito e tutto cio' che serve ad uno Stato organizzato. Bisogna realizzare che a sperare nella politica nazionale si perde solo tempo. Intanto la desertificazione aumenta fino a che non diventera' irreversibile.

Il sauro

Nessie said...

Abbiamo un Saurus antelukanus.

E' proprio vero che le ore del mattino hanno l'oro in bocca. :-)
L'idea è suggestiva, ma più facile a dirsi e a scriversi che a farsi.

Nessie said...

PS: sulla moneta locale. Qualcuno in passato ci ha provato (Auriti) e l'hanno messo in galera.

Anonymous said...

Beh, piu' facile che non cambiare un governo, di questi tempi.

Il sauro (postlucanus)

Nessie said...

Specie se non eletto. Nel "paradosso italiano" i governi legittimamente eletti durano poco e sono instabili. In compenso gli "abusivi" si (auto)propongono e si(auto)prevedono quasi eterni. Sì, perché rimanere in sella fino al 2018 è quasi un'eternità.