28 December 2015

Piccoli segni di sovranità ritrovata





Voglio scrivere l'ultimo post di un anno difficile come il 2015  che ci sta lasciando, con un piccolo segno di speranza. E' ancora poco, lo so,  ma il poco si conta. Il nulla, invece no. E del resto sarebbe ingiusto chiudere un anno faticoso e duro come quello che ci sta lasciando, con l'immancabile cahier des doléances di tutto quello che non va.  E questo, non perché non manchino le occasioni per lamentarci (ce ne sono ogni giorno in ogni ora);  ma perché lagnarci è assai più facile che cercare di innestare qualche cambiamento. Ecco dunque in Danimarca la prima buona notiziola fatta opportunamente passare al silenziatore dai soliti media omertosi e collusi al potere. Poi una seconda in Polonia  e una terza in Slovenia. 




  • C'è del sano in Danimarca. Nella patria di Amleto, tra l’essere o il non essere hanno deciso di esistere... E' un piccolo segno di una nazione in via di sovranità. Il 3 dicembre scorso si è votato per decidere la cancellazione delle clausole di opt-out per le leggi europee in materia di giustizia e interni. Che significa? Il termine inglese opt-out può essere tradotto in italiano come rinuncia, e nel contesto dell'UE, indica appunto la rinuncia d'un certo paese ad adottare una certa regola decisa dall'unione stessa. In altri termini si è chiesta la possibilità che la Danimarca accogliesse in automatico qualsiasi legiferazione europea in questi due ambiti, senza più passare per il parlamento nazionale. Hanno vinto i NO, sostenuti dal Partito Popolare Danese, con il 53% ed un’affluenza del 73% molto al di sopra del previsto. Una bocciatura in piena regola al progetto di maggiore integrazione europea. Qui sul Telegraph, la fonte. 

  • La seconda buona notizia è nella Polonia di "Diritto e Giustizia", il partito di Jaruslaw Kaczynski, il quale ha convocato ad oltranza il Sejm Polacco (prevedendo solo due giorni liberi in occasione del Natale) per approvare la tassazione dei profitti della GDO e delle banche commerciali, le cui sedi legali spesso si trovano fuori dalle frontiere polacche riuscendo ad eludere l’imposizione fiscale nazionale. Un altro colpo ferrato alla Germania di Angela Merkel che usava la Polonia come una sorta di proprio paradiso fiscale.Anche i mercati finanziari quotati alla Borsa di Varsavia, dopo gli sbalzi di fine luglio, hanno recepito la politica di consolidamento nazionale del nuovo governo e fanno annotare un aumento di fiducia verso le condizioni di salute economica polacca ottenendo un impatto positivo sui principali listini che chiudono le sedute nell’ultimo mese decisamente al di sopra della parità, a dispetto delle previsioni dei corvi europei. Un Natale pieno di fiducia per la gran parte dei Polacchi che stanno cercando di fare ordine in casa propria ma allo stesso tempo stanno scommettendo su un nuovo modello di Europa: l’Europa delle Nazioni, l’Europa dei Popoli (fonte:  Stampa Libera "Polonia, il governo nazionalizza le banche") .

  • La terza proviene dalla Slovenia dove hanno respinto con un referendum la legge che regola l'istituto della famiglia e che ammetteva anche i matrimoni gay e l'adozione per le coppie omosessuali. I "no" alla legge hanno prevalso sui "si" (63% per l'abrogazione della legge contro il 37% dei sostenitori con il 93% dei voti conteggiati dalla Commissione elettorale .
  • Gli sloveni erano chiamati a decidere se mantenere o annullare la legge approvata a marzo scorso dal Parlamento, che equipara i diritti delle coppie gay a quelli delle coppie eterosessuali, permettendo loro anche il matrimonio e l'adozione dei bambini. Il quesito sul quale erano chiamati a esprimersi gli 1,7 milioni di elettori sloveni era il seguente: Lei  è favorevole a che entri in vigore la legge su modifiche e integrazioni alla legge relativa a matrimonio e famiglia, che il Parlamento ha approvato il 3 marzo 2015?'. L'attuale governo del primo ministro Miro Cerar, di centro-sinistra, ha sostenuto la nuova legge, mentre il principale partito di opposizione, cioè il Partito democratico sloveno di centro-destra, era contrario. Con questo voto la Slovenia è uno dei primi Paesi che approva una legge di uguaglianza dei diritti degli omosessuali per REVOCARLA.
    "Repubblica" rosica. Noi, invece no. 

BUON ANNO a tutti voi! e mi raccomando, state lontani dal mesto Mattarella (la Mummia sicula) e dal suo sciapo e bigio discorso di fine anno, a reti unificate.






22 December 2015

Venite Adoremus




Tra i tanti divieti di quest'anno c'è stato anche quello di non cantare l'Adeste Fideles. E' in latino e bisogna che il latino sparisca dalla cultura. Sia in chiesa  che a scuola, che al di fuori.  Di questo, dimenticai di scrivere nel  precedente post "Nessuna deroga sui simboli". Ecco perché ho ovviato con questo titolo, tratto dal famoso canto,  prima di prendere commiato da voi.

L 'Adorazione dei Pastori è un evento della vita di Gesù descritto nel Vangelo di Luca: al momento della sua nascita a Betlemme alcuni pastori vengono avvertiti dell'avvenimento da un angelo e si recano ad adorare il neonato. Ci sono tante "adorazioni dei pastori" nella nostra Storia dell'Arte e in quella di altri paesi europei:  l'Adorazione del Mantegna, del Correggio, di Reni,  del Tiziano, del Caravaggio, di Rubens, di El Greco. Io ho scelto questa di Guido Reni (in alto), un pittore che adoro, per le luci radenti che illuminano dal basso verso l'alto.  È la sostanziale ambiguità della sua poetica sospesa fra classicismo e verismo,  ad aver fatto oscillare l'apprezzamento della sua opera nel corso del tempo. Forse non venne capito da quelli del suo tempo, ma in compenso fu esaltato dai contemporanei per l'armonia raggiunta nel coniugare il classicismo raffaellesco alle esigenze di verità poste da Caravaggio - esigenze naturalistiche già sentite dal Reni fin dal tempo della sua frequentazione dei Carracci,  e depurate dagli eccessi in nome del decoro e della ricerca del Bello Ideale.

La cultura cristiana è soprattutto iconografica. I  grandi pittori ebbero spesso per committenti papi e cardinali; ma è fuori dubbio che la Bellezza e la perfezione stilistica può essere raggiunta, non solo mediante approfondita ricerca della tecnica pittorica, ma soprattutto per mezzo di  quell' "innamoramento del Creato" che è tipico della cultura cristiana.
Poi vennero le scuole pittoriche sulla dissoluzione della figura umana (per il cristiano, a immagine e somiglianza di Dio) e si elaborarono quelle forme degenerative dell'arte  e quella dissolvenza della figura che, a partire dal XX secolo ci perseguitano fino ai nostri giorni (si pensi, ad esempio,  agli attuali  obbrobri di un Cattelan). 

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I presepi  sono rappresentazioni artistico-figurative della nascita di Gesù nella mangiatoia di una stalla a Betlemme, ispirati alla narrazione popolare e ai dipinti. Comunemente il "Padre del presepio" viene considerato San Francesco d'Assisi,  poiché nel  Natale del 1223 fece il primo presepio in un bosco. Allora, Papa Onorio III, gli permise di uscire dal convento di Greggio, così egli eresse una mangiatoia all'interno di una caverna in un bosco, vi portò un asino ed un bue viventi, ma senza la Sacra Famiglia. Poi tenne la sua famosa predica di Natale davanti ad una grande folla di persone, rendendo accessibile e comprensibile la lieta novella della  Natività a tutti coloro che non sapevano leggere.

Un periodo fiorente di presepi fu l'età del Barocco. Quest'anno ho potuto constatare che i divieti, i veti e i relativismi vari nei confronti dei nostri simboli religiosi hanno, per sana reazione, favorito l'espansione dei presepi, un po' dappertutto. E se non si sono fatti in tutte le chiese, in compenso  si sono moltiplicati per iniziativa della gente comune,  in case, giardini, ville, corti e cortili, androni e perfino vetrine di botteghe, segno tangibile che le tradizioni sono dure a morire. 

E' questo, un Natale che cade in un momento particolarmente difficile della nostra vita, di cui ho già ampiamente dato conto nei precedenti pezzi. E non è l'unico, visti i Natali precedenti di questi ultimi anni.
Non so cos'altro aggiungere per non cadere nella retorica, se non il fatto che dovremo essere chiamati ancora a sopportare prove durissime.  Del resto, ne abbiamo già passate tante! Pertanto, prendiamo fiato, confortiamoci in questi giorni con gli  affetti semplici dei nostri familiari, con la convivialità ritrovata tra amici. Un ringraziamento speciale per tutti voi che mi avete seguito.

E che sia Buon Natale per tutti i lettori e frequentatori  di questo blog.

Consiglio per l'ascolto,  questa splendida versione di Adeste Fideles: 







19 December 2015

Strenne antinatalizie




Tra le innumerevoli brutte strenne di quest'anno che sta per chiudersi, spicca senz'altro quello dei rapinati dal decreto salvabanche. Per Padoan in veste di Scrooge natalizio è tutta colpa degli Italiani che non possiedono "cultura finanziaria". E giù con le classifiche ad opera di giornali e riviste nelle quali si dice che gli Italiani sono al trentacinquesimo posto nel mondo per "incompetenza finanziaria". Nessuno che scriva che i poveri cristi non dispongono di consulenti finanziari personali, e si fidano dell'impiegato allo sportello. Non dispongono di un avvocato che sappia interpretare le 60 pagine di fogli scritti in Sanscrito Bancario, che ti squaderna la banca ogni volta che compri i loro "prodotti" (li chiamano così). 
Questa storiaccia ha messo anche in luce il "familismo amorale" tosco-italiano e i legami familiari e familisti del Giglio Magico con le tre famiglie che contano: la famiglia Boschi, la famiglia Renzi e quella Lotti, in un intreccio affaristico tra Rignano sull'Arno, Montelupo Fiorentino e Laterina di Arezzo. Scambi di favori, assunzioni di parenti e concessioni di mutui e appalti a gogò:  così si salda il legame tra le tre Big Family del Pd in un nepotismo tracotante.
Non avevamo dubbi che la bella Maria Elena Boschi riuscisse a cavarsela e a non essere sfiduciata alla Camera per il pesante conflitto di interessi che grava sulle sue spalle. Ancora una volta Berlusconi e i suoi pavidi Ronzini al suo comando, sono usciti dall'aula per astenersi, offrendo una stampella.

Padoan Scrooge
Gli attacchi  terroristici di Parigi sono stati un altro brutale segnale che ci ha fatto capire che la sovranità delle nazioni è in pericolo non solo con gli strumenti già di per sé intimidatori e ricattatori della crisi finanziaria (ricordate il video in cui Monti fa capire che "abbiamo bisogno di crisi, di gravi crisi"?). Ma anche di infiltrazioni di forze globaliste e jihadiste, in grado di seminare morte, terrore, intimidazione, ricatto nel cuore dell'Europa. Insomma, un altro strumento, in versione sanguinaria, di persuasione alla "cessione di sovranità" con la scusa dell'emergenza "antiterrorista" incombente, in un "embrassons-nous"  disgustoso.
Si veda la recente coalizione antilepenista contro la "nouvelle Honte". Ovvero il Front National di Marine Le Pen.
L'invasione migratoria clandestina a prevalenza islamica è divenuta sempre più un’arma di distruzione di massa dell’identità dei popoli europei che continua imperterrita, nonostante la conclamata minaccia dell'Isis. C'è l'Isis e si sbarca. C'è l'Ebola, ma la marea di "migranti" e di "rifugiati" non si può fermare.  Così come continua imperterrita, la demenza dei nostri politici (Mattarella in testa) che seguitano a farci orrendi pistolotti sulla necessità di "aprire le porte", di "non generalizzare", di "costruire ponti e non muri".

Siamo privi di autorità politica, perché i nostri politici ci vogliono morti ed estinti nella Grande Sostituzione. Siamo privi di autorità amministrativa, perché i nostri amministratori locali, ci riempiono di tasse e balzelli (le corse agli sportelli in questi giorni frenetici nel quale ci si dovrebbe dedicare ad altro. Ma ecco che spunta la Tasi last minute e l'IMU);  siamo privi di autorità religiosa perché l'attuale "vescovo di Roma" ci vuole miscredenti, apostati, relativisti e nichilisti. Soprattutto catastroficamente postmoderni e secolarizzati. A Genova un prete si rifiuta di fare il presepe dichiarando che si tratta di "favole". E poi perché doveva fare un dispetto a Salvini. Un'alta motivazione teologica, perbacco!

Poi l'aereo russo abbattuto dai turchi e la guerra che in fondo è già in atto (si veda la potente esercitazione militare Trident Juncture della Nato fatta tra ottobre e novembre qui in Italia nel silenzio assordante dei media).  Però tutti i creduloni aspettano Godot: ovvero la III Guerra Mondiale.
Più che strenne, pacchi. E che pacchi!

Avete sentito o letto l'ultima conferenza di fine d'anno di Vladimir Putin davanti alla stampa straniera? Ecco il testo integrale qui , un vero faro nella tempesta, a mio avviso. Forse, l'unica candelina accesa dell'albero di Natale, in mezzo a tanto oscurantismo. Una fiammella è poca cosa ma può squarciare il buio. 
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13 December 2015

L'adunata del Sarkollande



Tout le monde est pays. E anche la Francia non fa eccezione, purtroppo. La fiammata che aveva lasciato ben sperare è stata spenta con potenti idranti da servizio d'ordine. Alludo alla strepitosa vittoria del Front National di Marine Le Pen al primo turno per sconfiggere il quale, hanno dovuto vigliaccamente mettere insieme la solita adunata "antifascista", le menzogne, i ricatti, le minacce, la retorica. Aux armes citoyens! Tutti alle  urne per sconfiggere il mostro brettone coi capelli biondi e gli occhi azzurri. Lo avete sentito Manuel Valls in questi  giorni?

"Ci sono due visioni del nostro Paese", ha osservato il premier, "c'è la visione dell'estrema destra che, di fondo, promuove la divisione. E questa divisione può portare alla guerra civile". E poi "c'è un'altra visione che è quella della Repubblica dei valori ". La vera guerra civile, in realtà l'hanno scatenata proprio loro: tutti contro una. Tutto  questo non può certamente  cancellare il risultato clamoroso di domenica scorsa: il Front National della Le Pen è il primo partito del Paese, e per batterlo si devono unire tutti gli altri, turandosi il naso secondo un vetero "frontismo antifascista" da anni '30. Questo creerà  una tensione e un profondo senso di ingiustizia presso una grossa fetta di elettorato francese. Ma certamente non frenerà l'avanzata prossima ventura del Front.


Del resto avete visto che razza  pastrocchi ha effettuato il Partito di Hollande? Ha chiesto ai suoi uomini di ritirarsi nelle tre regioni dove non avevano alcuna possibilità di vincere al secondo turno, invitando i propri elettori a votare per il candidato dei Républicains (la destra  farlocca di Sarkozy), in modo da sbarrare la strada al Front National.

Incassa l'assist a suo favore con falso fair play il Sarkofago riesumato di fresco: «Tutti i francesi devono gioire - ha detto - l’unità dei repubblicani, il rifiuto di ogni compromesso con il Front National ha permesso questi risultati. Questi principi devono restare nostri anche per il futuro».

In questi giorni si era vantato di non voler fare accordi di "desistenza" con i socialisti, ma la verità è che sono stati questi ad averlo  fatto con lui che ha incassato il tutto,  compiaciuto, senza batter ciglio, senza nemmeno aver avuto bisogno di chiedere... E ora ne trae vantaggio. 

Appare sempre più chiaro che viviamo un sistema di "democrazia" farlocca, truffaldina e autoreferenziale, basata su ammucchiate  raccogliticce altrettanto fasulle. 

La sovranità perduta delle nazioni, che sembrava spiccare il volo proprio a partire dalla Francia,  è ancora lontana e la Matrix eurobabbea ha ancora una volta avuto la meglio. 
I due partiti peggiori della Francia (UMP e socialisti) si spartiranno il bottino di 5 regioni a testa (curioso questo pareggio del 5 a 5).Come i ladri di Pisa. Anzi, no, della Tour Eiffel. 


Questi, al momento i risultati parziali delle elezioni nelle quali, in forza di un meccanismo elettorale perverso, nessuna regione potrà andare al Front, nemmeno quella dove è il più popolare dei partiti.

"È il prezzo da pagare per l’emancipazione di un popolo" - ha commentato non senza una punta di amarezza, Marine Le Pen.



07 December 2015

Piccoli risparmiatori muoiono



Quello dei piccoli risparmiatori facenti capo a quattro banche  come Carife, Banca Marche, CariChieti e Banco Etruria è solo una beffarda "strenna" prenatalizia. Il fattaccio è successo durante gli attacchi di Parigi. E sempre secondo lo spin, ci si serve di un fatto eclatante per coprire qualche altra manovra sordida interna e metterla opportunamente in ombra. 
Parlo del decreto renziano salvabanche  che ormai chiamano decreto ammazzarisparmiatori.  

Mammassantissima  Troika comanda e picciotto va. E anche stavolta Renzi ha ubbidito ed eseguito "ordini superiori di scuderia". Del resto in Ue arriverà a gennaio 2016 l' obbligo di effettuare il bail-in per le banche in sofferenza. "Ce lo chiede l'Europa", e Renzi si è già portato avanti. 
Ci sono 130mila cittadini che hanno investito i risparmi di una vita sulle cosiddette obbligazioni subordinate delle loro banche di fiducia. I direttori di quelle banche  hanno consigliato loro di investire su quelle obbligazioni dette"subordinate", garantendo loro che erano sicure (la vecchia storia di chiedere all'oste se il suo vino è buono).  E ora si trovano senza più niente. Il governo e la Banca d'Italia dovevano vigilare dando l'allarme per tempo? Certo, ma è come chiedere a cane di mangiare cane.
Ma prima, la storia di Furio, la testimonianza di un piccolo risparmiatore che vuole rimanere anonimo.
" Sono un risparmiatore che investe i propri soldi in borsa o in varie banche, informandosi in rete e sui giornali. Rappresento un gruppo di investitori di venti persone che fino a domenica aveva 1,2 milioni di euro in Banca Etruria e che ora si ritrova in mano zero euro”.  Continua qui, dove Furio spiega bene la grande truffa ai suoi danni.


Proporre una soluzione con la consapevolezza che è impraticabile. Il risultato finale è una evidente presa in giro, ma nell' immediato si ottiene il risultato di tenere a bada l' opinione pubblica, alla quale si danno in pasto buona volontà e intenzioni positive. È grosso modo questa la lettura che va data alle dichiarazioni del governo e del Pd sulla possibilità di modificare il decreto salva banche, con aiuti per i risparmiatori di Banca Marche, CariChieti, Carife e PopEtruria. Tutto questo mentre il governo ha assicurato nuovi sgravi fiscali alle banche: diventano defiscalizzabili i contributi volontari per il salvataggio di Tercas: l' ennesimo regalo.   (fonte Libero).

L' idea è creare un "fondo di solidarietà" per i consumatori più deboli, per rimborsare solo una parte delle perdite, circa 300-350 milioni su un totale di 728 milioni di obbligazioni subordinate evaporate grazie al blitz di palazzo Chigi di domenica 22 novembre.

Un ulteriore fattore di destabilizzazione,  è rappresentato dal recente decreto salvabanche che impone alle Bcc (Banche di Credito Cooperativo) di versare entro il 7 gennaio 225 milioni al Fondo che salverà i 4 istituti in difficoltà. Questo prelievo, assieme ai 120 milioni che le banche-coop versano al loro fondo di categoria che assiste le Bcc in dissesto causa crisi economica, rischia di mandare in rosso quasi tutte le banche. (fonte Il Giornale). 

Nell'intervista di ieri al Corriere l'Abusivo di Rignano ha accennato alla riforma degli istituti che gravitano nell'orbita della cooperazione. «Abbiamo sistemato le popolari, tra mille polemiche», ha dichiarato aggiungendo che «dopo Natale vogliamo consolidare le banche del credito cooperativo, facendone uno dei gruppi bancari più solidi sul modello del Crédit Agricole». Si è ben visto come le ha "sistemate", le popolari!

Strozzinaggio Euro-cratico

Ieri (domenica 6) come è noto si è tenuto un sit-in dei risparmiatori (azionisti e obbligazionisti) truffati  davanti a Montecitorio, nel quale erano presenti le associazioni consumatori Adusbef, Federconsumatori, Codacons ed esponenti del M5S.
Si prevedono tempi infami su tutti i fronti, inutile nasconderci la realtà. Chi avesse avuto la triste esperienza di essere stato correntista fra le banche imputate (penso a Maria Luisa, che ne accennò in altro blog) è pregato di scriverne nel dettaglio.

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Non credevo di aver dato un titolo così  mestamente profetico al mio post. E' di oggi 9 dicembre la notizia di un povero pensionato 70enne a nome Luigino D'Angelo,  suicidatosi per aver visto azzerati tutti i suoi risparmi su Banca Etruria.  Il poveretto ha preso una corda e si è impiccato alla ringhiera del balcone di casa.
Aveva affidato i suoi risparmi alla Banca Etruria, filiale di Civitavecchia. Si parla di oltre 100mila euro andati in fumo dall'oggi al domani. La triste storia avvenne il 28 novembre scorso, ma inspiegabilmente i giornali ne danno notizia solo oggi. Il Corriere on line, la mette addirittura come prima notizia. Di banche si muore. La Procura, se c'è, batta un colpo. 

04 December 2015

Nessuna deroga sui simboli e i riti



Credo che gli Italiani di buona volontà siano stufi di sentir parlare ogni anno di maestre troppo elementari che bandiscono presepi e alberi di Natale, canti e addobbi natalizi dalle scuole,  nel nome del rispetto di cosiddette "altre culture". O di zelanti presidi come quello di Rozzano che vogliono spostare addirittura il calendario dal 25 dicembre giorno di Natale, al 21 gennaio 2016 per celebrare la cosiddetta festa dell'inverno, in luogo della tradizionale recita natalizia. Ma dove l'ha pescata una simile idiozia? Il solstizio invernale, cade, di solito il 21 dicembre (quest'anno il 22), sicché festeggiare l'inverno quasi a fine gennaio è per lo meno da... "asini". Quell'asino che si ostinano a bandire insieme al bue, alla Sacra Famiglia e a tutta la greppia, dal presepe, manco fosse il nuovo babau.
E' vero che alcune forze politiche ne hanno approfittato per mettersi in mostra - quelle stesse che dovrebbero cercare di impegnarsi di più  per garantire in primis decoro e pulizia alle scuole in molti casi ridotte a baracche sgangherate e fatiscenti con servizi igienici che fanno pena (e quella di Rozzano la è),
Ma è altrettanto vero che  quando tutto va a rotoli, rotolano anche valori, riti, simboli, culture, liturgie. Perciò dobbiamo fare qualcosa per fermare questa deriva.
Vengo al dunque. 

Innanzitutto si devono eliminare le condizioni oggettive per non creare disomogeneità sociale, etnica, confessionale e culturale nelle scuole e nella società. E cioè rimandare a casa quel surplus di immigrati che accedono ai nostri servizi socio-educativi e che pretendono privilegi che al loro paese non oserebbero mai richiedere. Ma è altresì  assodato che spesso le forze laiciste all'interno della sinistra si servono delle "minoranze religiose" (nella fattispecie, gli islamici) quale pretesto per mettere in atto i loro scellerati propositi iconoclasti, di svuotamento delle nostre tradizioni, costumi e sentimenti religiosi. In altre parole, li usano come "scudi umani" per regolare vecchi conti contro la cristianità. 



In un momento così drammatico, nel quale ci vorrebbe una guida spirituale d' alta levatura,  ci mancava un personaggio mediocre come  Bergoglio! E' lui che ha fatto la nomina di quel mons. Cipolla, vescovo di Padova  (foto sopra) il quale suggerisce un codardo appeasement e una marcia indietro sui nostri simboli nel nome della "pace", nei confronti degli islamici. Che significa "sono pronto a fare marcia indietro sulle tradizioni"?  E per che cosa? Per vivere in pace con i musulmani? Si potrebbe capire se fosse in missione alla Mecca o alla Medina. Ma il vescovo si trova in Italia, un paese dal sentimento cristiano diffuso, dove semmai sono le minoranze a doversi adattare al Paese ospitante. Si è forse dimenticato di tutti i martiri  cristiani che in passato hanno testimoniato per quella religione del quale si dice "pastore"? Per non dire del martirio di tanti poveretti in zone come il Darfur, la Nigeria, il Pakistan...Complimenti davvero per il coraggio manifesto!

Bergoglio non ne azzecca una. E questo vale anche per la "Mata Hari" Francesca Immacolata Chaouqui infiltratasi tra mille intrighi in Vaticano, già imputata per spionaggio e sottrazione di documenti, un'altra sua scelta felice ed oculata.

Presepi, Crocefissi, Alberi di  Natale, Canti,  Poesie, Recite, Dipinti  devono continuare ad essere esposti, ricordati, rappresentati ed esibiti nelle varie ricorrenze. Non è ammissibile alcuna deroga, al riguardo.
Dobbiamo tenere alti i nostri valori, i nostri simboli, le nostre usanze e i nostri riti per sottolineare e difendere la nostra cultura e identità.

Alla faccia di prelati relativisti, pavidi e pusilli che hanno abdicato alle loro funzioni. 

30 November 2015

Se la Turchia entra in Europa

Da un mio post del 20 settembre 2006 dal titolo "E adesso...fuori la Turchia dalla Ue". 

Ai tempi in cui era ancora cardinale, Joseph Ratzinger parlò chiaro contro l'ingresso della Turchia in Europa. E giustamente. Oriana Fallaci, dedica una buona parte della sua auto-intervista a farsi delle domande e a darsi delle risposte sul perché la Turchia non deve entrare nell'Ue (suo ultimo libro "L'Apocalisse). Nell'Ue, la Turchia non la vuole nemmeno Ida Magli ( la quale, addirittura, non vorrebbe nemmeno l'esistenza di una Ue). Poi ci sono alcuni elementi che, ai superstiziosi e agli scaramantici, NON dovrebbero fare optare per l'ingresso turco: ben due papi minacciati di morte. Papa Wojtyla venne ferito gravemente e per poco gli costò la vita proprio per mano del turco Ali Agca, e la Turchia invece di favorire le indagini, cercò di osteggiarle con il teorema del solito "pazzo".
Papa Benedetto XVI, deve proprio alla Turchia (oltre che ad Hamas nei territori) la scintilla che ha attizzato l'oscena Jihad della Mezzaluna messa in piedi contro di lui, l'indomani del suo discorso a Ratisbona. E ora ad Ankara minacciano pure di arrestarlo, se viene in visita per novembre. L'anno scorso a Trebisonda c'è stato un assassinio a sfondo religioso: don Andrea Santoro, il quale perse la vita per mano di un fanatico musulmano, caricato d'odio per l'affaire vignette danesi: come se le vignette le avesse disegnate il povero sacerdote. Ma vai a far ragionare questa gentaglia!
In quell'occasione la nostra classe politica cercò di minimizzare l'assassinio a sfondo religioso, per paura di ostacolare i cosiddetti "buoni rapporti" con Ankara. Sono tre importanti accadimenti che ci fanno capire che dalla Turchia finora, non ne abbiamo ricevuto che del Male.
RecepTayyip Erdogan chiede al Papa che si inginocchi davanti ai suoi muezzin dai berci sgraziati solo per aver tenuto una dotta lezione (Lectio Magistralis)  che nemmeno lui si mai è preso la briga di leggere. 

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Questo ieri. E oggi a distanza  di quasi dieci anni

Le cose vanno addirittura peggio. E  ragioni per non volerla in Europa, ce ne sono ancora più di ieri. Dopo essere stata tenuta fuori dalla porta dal 1962, sembra che ora gli eurocrati abbiano fretta di accoglierla nel consesso. Proprio ora che la governa un leader come Erdogan,  capo di un partito islamico confessionale. In Turchia ammazzano i Curdi, e  più in particolare si uccide il Capo degli avvocati curdi, incarcerano i giornalisti,  abbattono un aereo russo uccidendone uno dei piloti, scaricano bombe umane di profughi sulla Grecia nelle isole Sporadi, hanno un bel contenzioso con Cipro,  mantengono il muro di divisione con la parte greca dell'isola senza che da Bruxelles, si levi un solo  "beh" come invece fanno istericamente con Orban il quale ha il solo torto di difendersi dalle invasioni migratorie;  finanziano e aiutano i terroristi dell'Isis in Siria e Iraq, il figlio di Erdogan, Bilal, fa  addirittura l'intermediario di compra-vendita del petrolio Isis... E la Ue cosa fa? Li premia pure. Bene, bravo, bis!

Il summit del 29 novembre sull'ingresso della Turchia in Ue

L'Europa è morta perché afflitta da un gravissimo cupio dissolvi. Oltre a ciò c'è lo  stanziamento di  3 miliarducci, pagati con i nostri soldi "per la gestione dei profughi" (Erdogan ne pretende di più e questi sono solo una tranche d'acconto). Abbiamo ben visto come li ha gestiti finora! I media mainstream (Corriere in testa)  si limitano a dare la notizia asciuttamente e   acriticamente del summit appena avvenuto ieri 29 novembre, senza batter ciglio. Non un commento di contradditorio, non un dissenso. Eppure il 29 novembre sarà considerato una data storica. Il famigerato capitolo 17, quello relativo all'ingresso formale della Turchia in Europa, è previsto nel nuovo summit del 14 dicembre. Che è domani.
Ma perché tanta fretta?

La Nato ha bisogno di estendere le sue piattaforme belliche, in caso di un possibile conflitto con la Russia, eventualmente cacciata dai suoi presidi siriani e di una Siria fatta implodere e ridotta a spezzatino da bande jihadiste.  Ankara si è mostrato un fidato cane da guardia. Gli Usa vogliono mantenere costantemente l'Europa sotto il suo tallone di ferro anche attraverso spese pazze militari, migrazioni selvagge, sanzioni commerciali che la penalizzano (vedi le recenti contro la Russia), trascinandola in guerre e guerricciole contro i suoi stessi interessi. Oltre a ciò, c'è l'incompatibilità a carattere etnico-confessionale che grava soprattutto sulla convivenza pacifica dei cittadini europei, a fronte di una religione fanatica e pervasiva.
Resta da capire perché in Europa nessuno si sveglia e si ribella.

25 November 2015

Turchia, l'ambiguo agente provocatore




Ci mancava anche l'abbattimento del jet russo, per completare il desolante teatro di destabilizzazione mondiale nel quale siamo immersi! Putin al G20 ha parlato chiaro e tondo: ci sono 40 stati che direttamente o indirettamente foraggiano il sedicente "stato islamico" (Isis, Is o Isil o Daesh o come vogliamo chiamarlo). Ecco perché non se ne viene a capo. Ieri verso le 9 di mattina è stato abbattuto un aereo russo da parte della Turchia. Oltre a ciò hanno abbattuto anche l'elicottero che cercava di prestare soccorso ai piloti. Un video raccapricciante che non si sa se vero o falso, come spesso avviene nei teatri di guerra, mostra il volto di un pilota sfigurato e il suo cadavere martoriato. Maramalderie feroci a scopo propagandistico ma anche avvertimenti ai russi, da parte di cosiddetti "ribelli moderati" (ovvero quelli anti-Assad sostenuti dalla Casa Bianca).

Erdogan ha gettato la maschera e si conferma il doppiogiochista per conto della Nato. Immediata,  la solidarietà di Obama che parla del suo "diritto a difendersi". Difendersi da chi? dai russi cattivacci?  Non entro nel merito se fosse vero o meno che la Russia abbia (anche se per pochi secondi) sconfinato dalla sua fly zone. Ma sulla contromossa della Turchia e sulla sua viscida ambiguità del "pugnalare alle spalle" (come ha affermato lo stesso Putin). Che ora parla di "tragiche conseguenze" circa il gesto di Erdogan che con ogni evidenza non rimarrà impunito.  A quanto pare l'alleanza contro il terrorismo islamico dell'Isis, si sta sfaldando sul nascere e il Califfo brinda a bicchierate d' aranciate (se è vero che non bevono alcolici) alla faccia degli "alleati".
Ma poi che razza di "alleato" può essere uno come Erdogan che accetta di far transitare le milizie del califfato (si parla di 30-40 mila)  sul suo territorio? Che compra petrolio dall'Isis, foraggiandolo? Uno che combatte i curdi nel timore che possano essere incisivi nella lotta anti-Isis? Che teme come il fumo negli occhi l'attivismo di Mosca per paura di non potersi espandere in Siria secondo i suoi piani dei neo Ottomano? Uno che usa profughi e immigrati come bombe umane contro la Grecia e conseguentemente a ciò contro l'Europa tutta, incrementando la destabilizzazione?


E' costretto ad ammetterlo perfino il falco repubblicano Luttwak che il sultano di Ankara è meglio averlo direttamente come "nemico" che come "alleato",
E tuttavia non  va dimenticato che esiste l'art 5 del Trattato Nato, secondo il quale uno dei paesi membri aggrediti può richiedere l'intervento armato degli altri paesi membri dell'Alleanza.
Questo in caso di eventuali ritorsioni russe su Ankara. I quali russi ora hanno allineato la loro flotta al largo della Siria.  Erdogan, col suo avventurismo di pirata turco,  si conferma un vero e proprio agente provocatore per conto "terzi", un guerrafondaio in cerca del  pretestuoso "casus belli".

 Venti di guerra? Per chi  si ostina a non volerla vedere, la guerra esiste già. Ed è  alle porte di casa


22 November 2015

Lo ius soli va fermato




Non è da oggi sulla scia emotiva degli attacchi terroristi che la sottoscritta è contraria allo ius soli. Già nel 2006  (e perciò in tempi non ancora sospetti) feci un post al riguardo, optando per il mantenimento dello ius sanguinis con la segreta speranza che i nostri governanti non dessero fino in fondo,  prova della  loro distruttività nel far  approvare una legge sulla  cittadinanza breve.
 Come è noto il testo è passato alla Camera il 13 ottobre scorso con 310 sì, 66 voti contrari e 83 astenuti. Tra questi i deputati M5S. Con vive proteste della Lega in Aula, aderente al fronte del NO. Le nuove norme si applicheranno anche ai 127mila stranieri in possesso dei nuovi requisiti ma che abbiano superato il limite di età dei 20 anni per farne richiesta. Non avevo dubbi che i grillini, veri e propri gatekeepers,  fungessero da  stampella compiacente del Pd. E difatti hanno fatto passare il testo, mediante l'astensione. 

Qui i contenuti  del testo. Dopo l'approvazione alla Camera il nuovo testo presentato dal Pd passerà al Senato, vedremo con quali esiti. 

"Sono un norvegese di nome Mohammed" mi capitò un po' di anni fa di leggere sul forum del sito americano di Daniel Pipes, il cui post aveva per titolo "Too many mosques!" (Troppe moschee!). Naturalmente il "norvegese" pretendeva nuove moschee ad Oslo  e non era di certo un vichingo dagli occhi azzurri, dedito alla  tranquilla pesca del merluzzo tra i fiordi scandinavi.
Abdelhamid Abaaoud detto il Belga

In questi giorni drammatici e violenti  è balzato alla cronaca nera, una delle menti degli attentati di Parigi un tal Abdelhamid Abaaoud, marocchino di seconda generazione detto "il Belga". Come tutti hanno potuto vedere "il Belga" andava e veniva dalla Siria, attraversava indisturbato il continente europeo, ne combinava di tutti i colori (compreso lo spaccio di droga) nell'indifferenza di "quelli che...Schengen", fior fiore dell'armonia, pace e prosperità europea, anima stessa di una  Ue senza limiti e confini.  
Voglio sottolineare che anche l'attentatore degli attacchi terroristici della metropolitana a Londra nel luglio del 2005 era un "British". Solo in un secondo tempo,quando si dovettero fornire più dettagliate generalità si descrisse il "Britannico" come un ragazzo pakistano di seconda generazione. Sono fatti tragici e inquietanti che dovrebbero far capire una volta per tutte, una scomoda verità: l'integrazione è una bufala. Tuttalpiù, è un'aspirazione la cui realizzazione è riservata a pochi ingressi e non a fiumane di migrazioni incontrollate.

La tanto decantata società multiculturalista crea solo caos, tribalismo (i casi Kabobo o la Banda sudamericana del Machete che ha amputato il braccio di un bigliettaio)  e decomposizione sociale. Non c'è sociologo e antropologo attento e onesto  che non ve lo confermi. Non sarà, pertanto, un pezzo di carta relativo a  "residenza e cittadinanza" che può far sentire "italiano" chi proviene da etnie e culture profondamente lontane,  diverse e incompatibili con la nostra. 

Va pertanto fermata al Senato la nuova legge sullo ius soli. E se per caso dovessero mettere insieme i numeri a causa di franchi tiratori, gatekeepers e traditori vari, per farla passare, allora i cittadini promuovano una raccolta di firme per un referendum abrogativo..

Ma chi ha interesse a far passare queste leggi unitamente a migrazioni senza limiti e confini? Ecco qualche nome di oligarca importante: 

Peter Sutherland, della BP Petroleum, uomo di Goldman Sachs e presidente del Forum Globale per Migrazioni e Sviluppo: "Dobbiamo disinnescare l'omogeneità delle nazioni"

Philippe Legrain ex consulente economico di José Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, consigliere del WTO : http://www.ilpost.it/2015/05/08/immigrazione-europa-legrain/

E naturalmente il Rapporto ONU sull'invecchiamento della popolazione europea e la necessità di sostituirci:
http://www.un.org/esa/population/publications/migration/execsum.pdf

Da costoro (e dai loro servi Ue e italiani), i cittadini onesti potrebbero sentirsi accusare di "razzismo" e "xenofobia", solo perché osano intralciare i  loro piani oligarchici. E che interessi! A loro fruttano; viceversa, noi andremmo incontro ad estinzione certa. Questione di interessi...ehm... "divergenti". 

18 November 2015

Allonsanfan...




In questi giorni  di "guerra al terrorismo internazionale" viene voglia di tirare una scarpa contro la tv da tante se ne sentono. Non va meglio con radio e giornali. Siamo attorniati da una retorica nauseante che rimbomba dappertutto. Anche gli stadi italiani di cittadelle minori dove giocano squadrette di serie C si sgolano e si spolmonano a intonare  la Marsigliese.  Allons  enfants de la Patrie di qui, allons enfants di là...colori blu, bianco e rosso proiettati in ogni stadio e su ogni edificio, la Tour Eiffel in tricolore, coccarde, spillette, segni indiani in blu sul volto:  Allez les Bleues! 
E' proprio vero che la patria è l'ultimo rifugio delle canaglie. Da quando hanno messo in piedi questa  Ue e abbiamo ceduto sovranità nazionali, ogni occasione è buona per sentirci rintontire di   inni patriottici. Prima di questo disastro, essere patriottici significava essere additati come pericolosi "fascisti". Qualcosa è cambiato evidentemente.
Tra le immagini che mi hanno colpito di più di queste giornate convulse dove si finge sgomento  solo per essersi coltivati nel tempo così tanti rettili in seno, c'è quella della ragazza incinta che penzola dal balcone del Bataclan aggrappandosi con le mani alle inferriate. Qualcuno ha scritto che è l'immagine -simbolo di un'Europa sospesa: imbelle, impaurita, confusa e incapace di reagire. Forse questa neomamma poteva trovare un concerto con una band dal  nome meno malaugurante. Andare ad ascoltare gli Eagles of Death Metal, non è il massimo per un nascituro.
Giovane donna incinta appesa al balcone del Bataclan

 Ma quella che le ha battute tutte è il Pianista sull'Oceano degli Sfracelli che, appena dopo la strage,  intonava, imperterrito, "Imagine" di Lennon, un inno al volemose bene universale. Non era però così fuori tema, considerato il testo che finisce quasi come uno slogan pubblicitario di una multinazionale: "and the world will be as ONE" .
E al ONE world ci siamo arrivati. Nel sangue, ma ci siamo arrivati. Ora poi siamo a ONE WAR for ONE WORLD.  Oh yeah!

E a proposito di Lennon, in questi giorni abbiamo avuto il Beatle tarocco di Crema Beppe Severgnini che dalle pagine del Corserva incita i ggggiovani  a mantenere, imperterriti  e imperturbabili,  lo stesso stile di vita. 

"I ragazzi europei escano per strada e vadano ad ascoltare musica e a ballare, stasera, nelle nostre belle città autunnali. È il modo migliore di rendere omaggio a chi venerdì sera è entrato al Bataclan, e non è più uscito."

Ve lo dice il Sever che portare il lutto è poco moderno. Odiare chi ammazza? Ma no, è controrivoluzionario. Espellerli?  è razzista. Essere prudenti? E' retrò. Bisogna ben facilitare il lavoro di quei poveracci che sparano addosso agli innocenti. Raga', correte a ballare tutte le sere. Trovatevi un'altra Rock Band col nome della Morte. Lasciatevi accoppare. Forse non vi salverete la pelle ma lo stile di vita è garantito. Questione di styling.

Ce lo ripete con altre modalità anche il Bergoglione: "Niente porte blindate...", "Porte spalancate per tutti".  Quale bergoglìo argentino dal Cupolone!
Riprende il motivetto "Non ci faremo rubare il nostro modello di vita" perfino il bigio Mattarella oggi a Firenze. 




Canzone prossima ventura, per la prossima strage: "Nothing's gonna change my world" ritornello ossessivo, tratto da  "Across the Universe", ancora di Lennon quand'era nei Beatles.
Niente cambierà il mio mondo. Oooooommmm!


Si può errare, non si deve aberrare. Non si può salvare un occidente che non sa e non vuole mettersi in salvo  e in sicurezza.

14 November 2015

Il sangue di Parigi




E così una partita di pallone "amichevole" fra Francia e Germania si è trasformata in un bagno di sangue Si ha un bel lanciare l'allarme terrorismo e presidiare gli "obbiettivi sensibili" (monumenti, chiese, musei, sinagoghe ecc.)... In realtà il terrorismo è sempre imprevedibile e  sempre asimmetrico: pochi e determinati assalitori con volontà omicida contro eserciti di poliziotti. Ristoranti (il Bataclan) , teatri, concerti...tutto quanto può  fare strage per chi ha volontà omicida.  La lunga notte del Terrore rivendicato dall'ISIS  a Parigi rimarrà nella memoria collettiva dei francesi e degli europei.
Sparatorie con kalashnikov, attacchi kamikaze e bombe. Al momento non ci è dato di sapere quanti erano i terroristi. E' impossibile  che una simile carneficina possa essere stata effettuata da poche persone soltanto. Per ora si tace sul commando terrorista. Quante persone erano? Si parla di una ventina.  In questo istante mentre scrivo, ci sono le teste di cuoio francesi in azione, lo stadio parigino  di Saint Denis blindato per impedire infiltrazioni terroristiche all'interno, l'Hollande evacuato e prelevato dallo stadio,  che è già apparso in tv  con la faccia spaventata e con un discorso sgangherato e confuso. Si parla addirittura di un oltre un centinaio di morti (140 tra le vittime del Bataclan e quelle dello stadio) , di almeno 60 ostaggi nelle mani dei terroristi, di un numero incalcolabile di feriti, che nelle prossime ore potrebbero diventare dei deceduti.  
Misure obbligate per Budino Hollande: lo  Stato di emergenza e i confini chiusi. Che è come chiudere le porte delle stalle quando i classici buoi sono già fuggiti.  Inoltre non parteciperà al G20. 

Ma il sangue di Parigi ci dice già quel che sapevamo e che questo blog non si stanca di ripetere: l'Europa è fallita, le frontiere aperte sono una sciagura. I suoi trattati commerciali (Schengen in primis) sono una  vera manna per ladri, furfanti, terroristi, feccia da galera, soldataglia sbandata proveniente da zone di guerra e ogni risma di malintenzionati e criminali che rendono impossibile la vita dei cittadini onesti e inermi. Quell'idiota di Alfano fino a pochi giorni fa insisteva nel dirci che i terroristi non prendono le navi carretta, ma che viaggiano in business class in aereo. Poi c'è la solita vulgata dell'"islam moderato", delle "moschee buone" a fronte di quelle cattive, del "non bisogna generalizzare "e bla, bla, bla...
Risposta: in aereo viaggeranno i dirigenti, i loro califfi, ma la manovalanza la reclutano ovunque, anche da gente che proviene dalle barche  Forse dovrà essere versato dell'altro sangue innocente, prima che si cambi definitivamente rotta. Una rotta che ci sprofonda nell'abisso. 

Grande dolore e grande commozione per tutti i Caduti di Francia vittime sì, del terrore islamista, ma anche dell'idiozia e dell'incapacità e miopia della sua classe politica, sempre al rimorchio delle politiche avventuriste d'oltre Atlantico. 

La Francia torni ad essere indipendente, libera e sovrana. Solo così sarà più  sicura. 

11 November 2015

Canone in bolletta della luce, bolletta con canone



Avrete sentito parlare dell'iniquità del canone televisivo nella bolletta della luce che Renzi vorrebbe applicare per fare direttamente cassa e combattere l'evasione. E' una porcheria già sperimentata in Grecia e pare che i poveri Greci, messi alle strette da una crisi atroce, siano rimasti pure al buio. Molte bollette non poterono essere pagate, in quanto ciascheduna di quelle "rateizzazioni"  contenevano aliquote addizionali che le gonfiavano.  Per saperne di più leggere qui.
Ma c'è dell'altro. L'ideona è venuta a Renzi per  continuare imperterrito a conferire stipendi principeschi ai funzionari Rai e nel contempo commissariare l'Azienda di stato in modo da farne una sorta di suo personale Minculpop. Avrete notato infatti che non c'è notiziario nel quale non ci sciorini il Renzipensiero, le sue battute triviali di sicarietto fiorentino,  i suoi viaggi, i suoi bagni di folla con le sue strette di mano, le sue camminate di bullo con le mani in tasca e  panzane varie per un tempo di quasi 5 ore al giorno. Propongo questo illuminante articolo  di Filippo Ghira da La Voce del Ribelle per il tramite di Informare x Resistere

Della serie “ogni tanto ritornano”, è riemersa la proposta di inserire l’importo del canone Rai nella bolletta dell’energia elettrica. La geniale, si fa per dire, idea, che era già stata fatta propria da vari esponenti dei governi precedenti, è diventata ora uno dei punti qualificanti del programma politico di Matteo Renzi. L’ex sindaco, da quando è diventato capo del governo, ha di fatto commissariato Viale Mazzini, imponendo la sua presenza fissa nei telegiornali e nei talk show, beninteso, quelli a egli graditi. Il tutto con la connivenza dei classici cortigiani che sono arrivati ad un livello di piaggeria verso il potente di turno che non si era visto nemmeno ai tempi in cui la Rai era un feudo democristiano. Con tanti saluti al principio del “servizio pubblico”.

Commissariata dunque la Rai, ora Renzi deve rassicurare i suoi fidi che manterranno l’agognato e ben retribuito posto di lavoro con nuove entrate che dovrebbero evitare il fallimento dell’azienda la quale si picca essere “la prima azienda culturale del Paese”. Figuriamoci: basta assistere ad una di quelle ignobili trasmissioni nelle quali autentici ignoranti guadagnano migliaia di euro per rispondere o non rispondere a domande idiote, e ci si rende conto che, al contrario, la Rai, unitamente alle reti Mediaset, e a molte altre, è una delle maggiori responsabili, anzi la maggiore per motivi storici, dell’incultura e dell’istupidimento progressivo degli italiani. E non bastano certo trasmissioni pregevoli come quelle di Rai Storia a salvare l’istituzione nel suo complesso.

Tutto questo, giusto per ricordare come vengono utilizzati i proventi del canone. La proposta di Renzi non è comunque nuova ma che l’ex boy scout l’abbia tirata fuori durante un’intervista televisiva la dice lunga sul fatto che vive fuori dal mondo. L’idea del canone da far pagare a tutti trae origine dall’enorme evasione (il 30% stimato sul totale per un importo di circa 500 milioni di euro) che interessa in particolare le regioni del Sud. Con quei soldi, pensano Renzi, dirigenti e dipendenti di Viale Mazzini, il nostro futuro sarebbe molto più roseo.

Lidea nasce dalla convinzione (sbagliata) che tutte le abitazioni che utilizzano energia elettrica debbano per forza di cosa possedere un apparecchio televisivo.

Siccome non si possono inviare gli ispettori del fisco a riscuotere il canone, e a pignorare i mobili, in abitazioni di zone a rischio, in quanto dominate dalla criminalità organizzata, ecco la grande pensata. Facciamo riscuotere il canone dalle aziende municipalizzate che distribuiscono energia elettrica. Queste poi gireranno l’importo relativo a Viale Mazzini.Così le varie Acea di Roma e Aem di Milano si troveranno ad essere trasformate in sostituti di imposta per una tassa che è una delle più odiate dagli italiani.

Peraltro la pensata di Renzi, che magnanimamente ha annunciato la riduzione del canone per tutti a 100 euro rispetto ai 113 attuali, si scontrerà inevitabilmente con milioni di cause legali che investirebbero i vertici delle municipalizzate. Milioni di cittadini si rifiuterebbero semplicemente di pagare le relative bollette, impedirebbero l’accesso degli ispettori ai contatori e soprattutto intaserebbero di ricorsi le cancellerie dei tribunali. Ricorsi chimmancabilmente verrebbero vinti. Dopo le perplessità dell’Autorità di vigilanza sulla Rai, un no netto è venuto dal presidente di Assoelettrica, Chicco Testa, che ha definito «una operazione impossibile» quella prospettata da Renzi.

Il punto chiave è che il canone Rai nella bolletta elettrica è semplicemente incostituzionale. E il motivo è presto detto. Toccherebbe al cittadino dimostrare di non possedere un televisore e non più alla Rai dimostrare il contrario. E questo cozza con i principi di uno Stato di diritto, o di quel che ne resta perché, tra le altre cose, trasforma i cittadini in sudditi.

Un vizio, tra gli altri, che accomuna Renzi ai politici del passato dai quali, a suo dire, intende differenziarsi per avviare l’Italia verso un radioso destino (altro vizio del quale abbiamo un vago ricordo…).

06 November 2015

In morte di un rigattiere vicentino



Un giorno gli storici racconteranno di questo terribile e angoscioso periodo storico nel quale gli Italiani perbene muoiono assassinati da bande delinquenziali provenienti da est pronti a venire in tournée da noi per far bottino e tornarsene impuniti a casa propria in paesi definiti "comunitari". Racconteranno che quando questi italiani perbene non muoiono ammazzati, vengono uccisi da una malagiustizia nemica che li tratta da criminali. E' successo a Ermes Mattielli, un poveretto che aveva un deposito di rigattiere a Sant'Orso nel vicentino che, stufo di essere di continuo derubato, ha imbracciato il fucile e ha ucciso due nomadi colti in flagranza di furto. L'uomo viveva in un posto isolato, ed era disabile: aveva una gamba con protesi di legno e campava del suo lavoro e dei 125 miserabili euro che gli conferiva il cosiddetto "stato". I rom (non si può dire zingari anche se loro ci chiamano razzisticamente "gagé", cioè fessi) sempre in cerca di refurtiva, sono etnia protetta: protetta dall'ONU che ne richiede la sedentarizzazione e "integrazione" a nostre spese, protetta dalla Ue, protetta dalla Caritas, protetta dalle comunità ebraiche che li considerano "loro fratelli di sventura", protetti dalle sinistre che trovano la loro raison d'etre nell'occuparsi più di masse allogene e del loro improbabile "inserimento" che degli interessi dei cittadini autoctoni. Protetti, coccolati e "rimborsati" delle loro malefatte. 


Ermes era povero Cristo condannato a reggere sulle sue spalle una storiaccia più grande di lui. Il tribunale prima del malore lo ha condannato anche a risarcire i due nomadi con una provvisionale di 135 mila euro. Più 5 anni di galera da scontare. Dove li pigliava e come se li procurava tutti quei soldi,  quel poveraccio che aveva anche una disabilità grave? E' evidente che la Malattia (l'infarto che lo ha colto) e la Morte sono stati il suo unico irreversibile rifugio. Mors omnia solvit. 
I giornali perbenisti ed ipocriti dei media mainstream gettano la colpa sullo stress da esposizione mediatica a cui è stato sottoposto 'sto por Cristo. Certamente ci sarà stata anche quella, ma si guardano bene dallo scrivere la verità nuda e cruda: che sentirsi additare come delinquente quando sei parte lesa, crea un effetto di disperante solitudine. Che sapere che fior di criminali vengono pure premiati con una sentenza che grida vendetta al cospetto di Dio e dell'Umanità, ti fa sentire a dir poco disintegrato. Oggi si sono svolti i funerali. E corre notizia che quando qualche consiglio comunale ha chiesto il famoso minuto di silenzio, il Pd e il Sel sono usciti fuori dall'aula. Questo è fiancheggiamento coi banditi del quale questi signori dovranno rendere conto.
Ermes, una preghiera e tanta rabbia, dice Salvini che stava organizzando una colletta  per pagare le sue spese legali.  Ma qui è ora di reagire.
La ripetitività quasi ossessiva con la quale questo blog è costretto a dare conto di questo tipo di crimini divenuti sempre più frequenti e ravvicinati, ci fa capire la gravità di un'atroce guerra alla quale veniamo  quotidianamente sottoposti.  Questa guerra chiamasi globalizzazione, la quale richiede sempre più vittime, morti su morti ed ha un prezzo elevatissimo: il sovvertimento della nostra civiltà e dei nostri valori.  

Un giorno, se ci saranno ancora storici onesti, sveleranno queste amare verità in tutta la loro terribilità. Ma ora è tempo non solo di piangere (confesso di aver pianto alla  lettura di questa triste  notizia), ma di ribellarsi. 

03 November 2015

La sindrome del commissariamento permanente




Ignazio Marino dopo un tira e molla estenuante (Marino resta, Marino se ne va) ha lasciato il Campidoglio. O meglio, lo hanno costretto a "saltare la finestra", senza aver finito di mangiare la minestra. Personalmente non me la sento di rimpiangere un sindaco inetto e incapace, preoccupato solo di registrare matrimoni gay dall'estero, per poi abbandonare la Capitale al degrado e al caos. Tuttavia, non mi piace come è stato sfiduciato, senza alcun passaggio nell'aula consiliare romana, e sottoscrivo la mia netta ostilità nei confronti del solito protervo "metodo Renzi". La vita istituzionale del nostro paese è da tempo condizionata da questioni tutte interne al Pd, dalle loro risse e dalla spregiudicatezza di un leader "abusivo" che mostra non solo disprezzo per le regole democratiche, ma anche per tutti gli avversari politici, siano essi esterni che interni.
E' chiaro, pertanto, che la faccenda delle dimissioni di Marino è una faccenda tutta interna al Pd. E' la solita "duma interna" che divora i suoi stessi artefici a "suon di purghe" in modo del tutto antidemocratico. Rassomiglia molto a una guerra per bande rivali di camorra. Feriti, moribondi e morti fino al dissolvimento di quel partito stesso, il quale non gode più da tempo, come il vecchio PCI, di alcun legame di massa. Ma ha dalla sua, solo l'arroganza dei poteri finanziari e le porte girevoli delle cooperative regionali colluse col malaffare.
Ancora una volta è assai probabile che il PD non pagherà il giusto dazio di questo suo ennesimo sfracello. E' chiaro che Marino è una creatura uscita dal loro grembo. D'Alema lo considerava addirittura "un genio" (sic!). Ma la cosa davvero grama e deprimente è che a Roma i piddioti, unitamente a qualche forzista disposto a fungere da stampella (c'è sempre chi è disposto a fare il servo),  siano andati direttamente dal notaio per non passare dall'aula consiliare e sfiduciarlo pubblicamente. Non sono romana, ma se lo fossi, mi arrabbierei a morte. 


Con ogni evidenza la loro tecnica è sempre la stessa: scaricare chi non gli serve più e tirar dritto come se nulla fosse. Loro li creano e loro li distruggono.
Torno al "metodo Renzi", accusato in queste ore da Marino di aver effettuato la sua personale marcia su Roma ("voleva Roma e se l'è presa").

Il neo commissario Francesco Paolo Tronca 

A questo punto, mettiamo i sigilli e i lucchetti al Parlamento. Per quel che serve! Ricordo che il nostro Parlamento è stato depotenziato per ben tre volte! La prima volta (2011)  è arrivata la famosa letterina da Bruxelles, scritta però a Roma da Draghi per far sloggiare il Berlusca a colpi di spread. E sopraggiunse Rigor Mortis con i suoi androidi surgelati telecomandati da Bruxelles, con l'investitura e il placet di Napolitano. La seconda volta fu Napolitano a nominare Enrico Letta (Aspen Institute) , perché la Merkel in una telefonata personale gli fece capire che Bersani lo Smacchia-giaguari era troppo "comunista" per i suoi gusti (correva il 2013). Il che è pure vero, ma non dev'essere la Merkel a dettare il mandato di un premier a casa nostra.

Ma dopo pochi mesi per Bella Napoli non andava bene nemmeno Letta jr. e pensò di metterci il Pallonaro d'Arno, in forza del suo successone alla pecorarie del Pd. Okay, ma le primarie-pecorarie le fanno i piddioti per se stessi, mica  per  tutti gli Italiani!
Fa niente: Bella Napoli, come è noto,  decise e decretò l'ascesa di Renzi a Palazzo Chigi (febbraio 2014).
E ora Renzi, forte di questa "investitura" basata sulla "nomina diretta", ha colto la palla al balzo per riempirci di nuovi "tecnici" dappertutto:  il prefetto Gabrielli già nominato  "badante" di Marino, Francesco Tronca per portare il benefico "effetto Milano"a Roma, poi vorrebbe Giuseppe Sala a Milano come primo cittadino per poter continuare la magia rutilante dell'Expo. Insomma, il "nominato" fa le "nomine" e manda in "rottamazione" (parola a lui cara) la politica.

Che dire? Che siamo alla sindrome del commissariamento permanente. Tecnici dell'Expo che arrivano a Roma. Altri che si candidano sindaci per Milano...
Bene, tanto vale  chiudere il Parlamento, le aule consiliari comunali e magari anche i Palazzi regionali: intanto per quel che servono.
Usque tandem? Per ora avremo una Capitale prefettizia e commissariata. E non è un buon segno.

30 October 2015

Horror food e Frankenstein food

Con l'ultima aberrazione del parlamento Ue circa la distribuzione nel nostro mercato agroalimentare di "squisiti" barattoli di insetti, sembra esserci la conferma che i famosi "rettiliani" dei romanzi di Fantascienza esistono per davvero: governano la Ue, sono nell'OMS (succursale sanitaria dell'ONU) e  presiedono a tutti gli organismi mondialisti. Essi sono avulsi dai problemi del popolo poiché eternamente preoccupati a  fare sperimentali innesti "demografici" (lo spalancare i boccaporti a immigrazioni incontrollate per meticciare l'Europa) creando caos e decomposizione sociale. E tanti altri esperimenti di ingegneria sociale:  non trascurano le famiglie che devono essere distrutte se naturali, e di converso, incoraggiate se omosessuali con tanto di adozione dei bambini (genitori A, genitori B) alla coppia omo. E ora si preoccupano anche della nostra nutrizione. Che cari!



Come è noto, nei giorni in cui l'Oms-Onu metteva all'indice carni rosse, prosciutti, salsicce e ogni ben di  Dio del succulento Made in Italy agroalimentare, il Parlamento europeo dava il suo disco verde con 359 voti a favore a quello che viene definito con un eufemismo orwelliano "novel food". In realtà trattasi di horror food: ragni, cavallette, larve, mosche, api, grilli, scarafaggi, scorpioni...Tutto quanto fa buon cibo. Tu chiamale se vuoi, "proteine alternative". Del resto nell'evoluzione della specie c'è  l'icona dell'ominide  quadrumane intento a mangiare bacche e insetti per sopravvivere. Il Progresso, ha sempre  i suoi  inquietanti cicli di "Ritorni al Futuro".

"Già nel 2008 la FAO (altro organismo onusiano), con un comunicato stampa, c’era l’invito a partecipare a una conferenza che si sarebbe tenuta in Thailandia, su nuove prospettive alimentari.
Si legge:  “Con oltre 1.400 specie che vengono regolarmente consumate in tutto il mondo, gli insetti offrono possibilità promettenti sia dal punto di vista commerciale che da quello nutrizionale.”

E ancora ..."Davanti a una crescita demografica esponenziale, da 6.000 milioni nel 2000 a 9.000 milioni nel 2050, e un utilizzo già del 70% dei terreni coltivabili a foraggio, le Nazioni Unite ritengono che non sarà più sostenibile pensare di nutrire tutta la popolazione mondiale con un regime alimentare proteico animale pari a quello attuale. Bisognerà quindi trovare altre soluzioni, come quella di sostituire la carne degli animali con quella degli insetti". (fonte: http://www.agoravox.it/Insetti-per-tutti-il-futuro-dell.html)




Capito l'antifona? C'è chi asserisce che la Fao e l'Oms rispondano alle élites dei vegani chic. Ma a mio avviso, penso  che ubbidiscano soprattutto alla logica globalista del voler DAR SPAZIO (anche in termini di distribuzione) a quei  paesi sottosviluppati che nel linguaggio "politically correct" si dicono "emergenti". E allora per far "emergere" loro,  è chiaro che devono sprofondare,  avvilire e deprimere noi
Del resto le crisi le creano sempre con questo intento: se siamo in crisi noi in questa parte dell'emisfero, significa che qualcun altro deve "crescere", nell'altra parte. La chiamano "economia d'arcipelago", nel senso che tutto deve fluttuare e che del doman non v'è certezza.  Pertanto, quello dell'OMS-ONU è un Egualitarismo planetario: mangiare PEGGIO ma mangiare TUTTI. Poi ci sono pure i Talebani animalisti che dicono che la mucca consuma acqua, erba, energie, risorse del pianeta. Perciò meglio tornare a vermi e lombrichi, come l'Australopiteco o il Pitecantropus Erectus: è per il Bene dell'Ecosistema, naturalmente. 

Contestualmente a ciò, si sperimentano formaggi senza latte di mucca (latti in polvere), carni dette verdi  o  carni sintetiche.   (cliccare per saperne di più). E cioè bistecche prodotte in serie in laboratorio coltivando cellule staminali, anziché dagli animali negli allevamenti: a meno di un anno ci sarà il  debutto del primo hamburger 'in provetta' ottenuto da cellule staminali, e  tanti altri cibi Frankenstein ad opera di avide multinazionali.
Del resto non è un mistero che Monsanto, Syngenta, Bayer ecc. stiano facendo pressing per papparsi una bella fetta del nostro mercato europeo attraverso la stipula del  TTIP e che la Ue abbia già tolto il blocco che vietava gli OGM.   (cliccare per saperne di più

Non c'è che dire: il futuro del Pianeta è nell'alimentazione: da cibi Horror a cibi Frankenstein. Curioso, che non li abbiano portati all'Expo di Milano: sai quanti visitatori se la sarebbero data a gambe levate!

La rettifica : Mi segnalano che insetti, larve, vino di serpente, e altre prelibatezze del genere sono state portate regolarmente all'EXPO, non so con quali esiti.
http://www.quotidiano.net/social-news/expo-cavallette-pesce-palla-1.884462

Una ragione di più per non essere andata a visitarne i padiglioni. 


28 October 2015

Eurogendfor, arrivano i poliziotti stranieri in Italia


Finalmente cominciano a dipanarsi un bel  po' di nebbie. Che cosa nascondono le caserme dei carabinieri in dismissione? Gli assurdi tagli lineari alle forze dell'Ordine che non dispongono di computer nuovi, che viaggiano in  auto con benzina razionata e che quando li si chiama in soccorso arrivano a cadaveri freddi? e perché mai tagliare quando c'è un'emergenza grave come l'attuale criminalità allogena fuori controllo? 
Inoltre il leader più euroservo d'Europa, l'abusivo Renzi, non perde l'occasione per mostrarsi il puntellatore di questa Ue che sta mostrando sussulti e  crepe sempre più evidenti come l'attuale vittoria della destra identitaria di Kaczynski in Polonia. Renzi critica i muri di Orban, lui che ci riempie di immigrati e di centri d'accoglienza e dichiara in modo sibillino: "Troppi, cinque corpi di polizia". E come se non bastasse,  prepara la Madre di tutte le rinunce di Sovranità, la  più importante:  la milizia Ue dell'Eurogendfor. Leggete questo pezzo da L'Antidiplomatico. 


I Paesi Bassi sono il luogo dove l’Italia ha cambiato la propria storia negli ultimi 25 anni, non solo legandosi al Trattato di Maastricht, con la cessione della sovranità monetaria e legislativa, ma per poter definitivamente abbandonare la veste di Stato sovrano era necessario rinunciare all’esclusività delle funzioni delle Forze Armate sul proprio territorio, con l’istituzione di una milizia sovranazionale.

Questo passaggio è avvenuto nel 2007 a Velsen, piccola municipalità dei Paesi Bassi, dove è stato firmato un trattato congiuntamente a Francia, Spagna, Paesi Bassi e Portogallo che istituisce la gendarmeria europea, l’Eurogendfor, che andrà ad esautorare le Forze dell’Ordine nella gestione dell’ordine pubblico. 
Uno scenario irrealistico, ma che è stato messo nero su bianco con la Legge di Ratifica N.84 del 14 maggio 2010, votata dal Parlamento con 443 voti favorevoli su 444 presenti, solamente un astenuto. L’Eurogendfor sarà la milizia che si incaricherà della gestione delle crisi (scioperi, manifestazioni) sul territorio italiano, e non risponderà più direttamente alle istituzioni parlamentari e al Presidente della Repubblica, il comandante in capo delle Forze Armate secondo la Costituzione italiana, ma obbedirà agli ordini del CIMIN, l’alto comando interministeriale composto dai rappresentanti dei ministeri delle parti firmatarie, che ha il compito di governare Eurogendfor come recita l’art.7 del Trattato: “I compiti generali del CIMIN sono i seguenti: a) esercitare il controllo politico di EUROGENDFOR, definire il suo orientamento strategico ed assicurare il coordinamento politico-militare tra le Parti e, ove opportuno, con gli Stati contribuenti; b) nominare il Comandante
EGF ed impartirgli direttive”.

Nelle democrazie costituzionali il controllo delle Forze Armate deve rispondere a criteri di trasparenza e sono previsti precisi meccanismi di controllo sul loro operato. Eurogendfor si colloca gerarchicamente al di sopra delle forze di polizia italiane, indirizzandone le attività ordinarie e persino d’intelligence:“ Eurogendfor potrà condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico, monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l'attivita' d'indagine penale;assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attivita' generale d'intelligence”. I servizi segreti italiani potranno trovarsi tagliati fuori nella gestione dell’intelligence, con gravi rischi per la sicurezza nazionale.
Ma l’aspetto più inquietante è l’immunità penale che questo Trattato attribuisce ai membri della gendarmeria europea, per atti correlati allo svolgimento delle loro funzioni:” I membri del personale di EUROGENDFOR non potranno subire alcun procedimento relativo all'esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante o nello Stato ricevente per un caso collegato all'adempimento del loro servizio ( art.29 comma 3).” Le comunicazioni indirizzate a EGF non potranno essere intercettate dalla Magistratura italiana (art. 23) né tantomeno le autorità italiane
potranno accedere agli archivi e perquisire gli edifici di Eurogendfor:”


Le autorità delle Parti non potranno entrare nei locali e negli edifici senza il preventivo consenso del Comandante EGF o, ove possibile, del Comandante della Forza EGF. Gli archivi di EUROGENDFOR saranno inviolabili. L'inviolabilità' degli archivi si estenderà a tutti gli atti, la corrispondenza, i manoscritti, le fotografie, i film, le registrazioni, i documenti, i dati informatici, i file informatici o qualsiasi altro supporto di memorizzazione dati appartenente o detenuto da EUROGENDFOR, ovunque siano ubicati nel territorio delle Parti.(art.21)”. In linea teorica EGF potrebbe avere già un archivio (illegale) dove vengono schedati cittadini che per qualche motivo sono sotto osservazione e ne è precluso l’accesso alle autorità italiane. L’obbligatorietà dell’azione penale alla quale è tenuta la Magistratura italiana in questo modo è annullata, e viene meno uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, attraverso il trapianto di una milizia sovranazionale sul territorio italiano con sede a Vicenza, le cui spese sono a carico dello Stato italiano come previsto dall’art.10 del Trattato, che non risponde all’autorità giudiziaria dello Stato, e non è tenuta ad osservare le sentenze emesse dai suoi tribunali.
L’inviolabilità delle sedi e l’impossibilità di intercettare le comunicazioni della gendarmeria europea è una situazione di extra legem, ovvero la completa inefficacia degli atti giuridici nazionali nei confronti di un corpo che risponde a figure estranee all’ordinamento costituzionale. Il Trattato di Velsen rappresenta una chiara violazione della Carta, poiché le Forze Armate non debbono e non possono possedere un’immunità penale nell’esercizio delle loro funzioni, né tantomeno sono escluse dalla possibilità di essere intercettate e le loro sedi possono essere perquisite su mandato della Magistratura.

La gendarmeria di Velsen non risponde alle leggi italiane e alla sua Costituzione. Chi ha concepito e firmato il Trattato ha pensato di istituire una forza di polizia che non appartenesse direttamente agli stati nazionali, da poter utilizzare violando le fondamentali procedure di controllo democratiche. Gli esempi di polizie che non rispondono a principi democratici, sono da rintracciare nel passato come la Gestapo della Germania nazista, o la Ceka dell’Unione Sovietica, vere e proprie polizie politiche incaricate di perseguire gli avversari dei rispettivi regimi. La gendarmeria europea è stata utilizzata ad Atene nel 2010 durante le manifestazioni contro la Troika, e non è da escludersi che possa operare prossimamente sul nostro territorio per reprimere il dissenso montante nei confronti delle politiche di austerità.
E’ di questi giorni l’ipotesi di un riordinamento delle forze di polizia, con l’ipotesi che si fa strada relativa all’accorpamento dei vari corpi in ossequio ai tagli della spesa, ma è stata definita come impensabile o pura fantascienza l’opzione che l’Arma dei Carabinieri possa essere unita alle Forze di Polizia. Fantascienza? Non dimentichiamo che le Parti firmatarie del Trattato di Velsen sono chiamate a fornire effettivi all’Eurogendfor,perciò quale forza sarà stata scelta? Semplice basta leggere l'art.3 della Legge di Ratifica:” Ai fini del Trattato di cui all'articolo 1, la Forza di polizia italiana a statuto militare per la Forza di gendarmeria europea e' l'Arma dei carabinieri.”

Fonte: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=8972

Altro post di interesse: http://www.stampalibera.com/?a=30601