28 October 2014

Succede solo agli altri







Perché i cittadini pensano che certi misfatti come forzare l'abitazione di qualche povero Cristo che va in ospedale, riguardino solo "gli altri"? siamo tutti "gli altri", e oggi i delinquenti prendono di mira le abitazioni dei rioni più modesti e degradati della periferia; domani, incoraggiati dalla codardia e vigliaccheria generale, possono iniziare anche la scalata dei quartieri chic e residenziali - quelli considerati "sicuri". Siamo già al terzo caso in una settimana di appartamenti forzati nelle serrature e occupati da zingari, opportunamente guidati nelle loro nefande scorribande, da abusivi procuratori di alloggi. Sono avvenuti ben 516 atti di forza in soli sei mesi: un record!

Una poveraccia di 93 anni a Mestre si è vista la casa occupata abusivamente da una zingara incinta che, dopo aver prodotto effrazione e cambiato la serratura, si è messa tranquillamente a fumare alla finestra di un alloggio non suo. Della serie, sono donna, sono incinta e sono zingara (pardon, rom, secondo la correctness) per cui sono INTOCCABILE,  pertanto posso rubarti la casa d'abitazione, ti scassino la serratura, la cambio, la sostituisco e mi piazzo qui con le mie masserizie, anche se su questo alloggio ci paghi regolarmente il fitto.

Scendo nel dettaglio del citato ultimo fattaccio capitato in quel di Mestre (fonte: Il Giornale).

La donna, di 93 anni, vive da sola al piano rialzato in una casa dell'Aler (l'azienda di case popolari di Mestre, ndr) per cui paga regolarmente l'affitto. Mentre era assente da casa per sottoporsi alle cure mediche, però, la figlia ha ricevuto una telefonata dalla vicina di casa: alcune persone erano state viste forzare la portafinestra del terrazzino ed introdursi nell'appartamento.
Giunta sul posto, la figlia dell'anziana non riusciva a credere ai propri occhi: "In terrazzino che fumava una sigaretta c’era una donna in avanzato stato di gravidanza e un bambino", spiega la donna al Gazzettino. Anche di fronte agli uomini delle forze dell'ordine la nomade però ha dichiarato di non avere intenzione di andarsene, sostenendo che, in quanto incinta, nessuno avrebbe potuto toccarla e che le serviva comunque una casa per crescere i due figli.

Chi protegge questi malfattori con la scusa che appartengono a "etnie protette"??! Ci sono protezioni internazionali (ONU, UE) , protezioni nazionali (ministero dell'Interno), protezioni locali (giunte regionali e comunali, in particolare "rosse" - vero, Pisapia? vero Marino? vero Merola?), ong , Caritas, comunità ebraiche.

 A rinforzare il tutto, le solite zecche rosse dei centri sociali che corrono a dar man forte a chi delinque - dei veri e propri collaborazionisti della delinquenza e dell'abusivismo. Loro sì che sono i cavalieri senza macchia e senza paura, deputati a raddrizzare i  torti subiti dai deboli!

E non è tutto. Tra i penultimi fatti, anche quello di un poveretto ricoverato per disturbi mentali residente nel rione del Lorenteggio (Milano) (fonte Corsera). Non ha fatto in tempo ad essere ricoverato che...

Le telefonate tra la polizia e gli ispettori dell’Aler si incrociano poco dopo le 15 di ieri, nel cortile al civico 16 di via Ricciarelli, zona San Siro, dove una donna rom con tre ragazze sta seduta sul ciglio dell’aiuola mentre gli agenti controllano i documenti. Avevano occupato un appartamento. Solo che quando arriva l’esito dell’accertamento l’ispettore scrive sul suo referto: «Violazione di domicilio». Il titolo del reato non è solo un fatto di burocrazia, ma rivela la deriva estrema dell’abusivismo nelle case popolari. Perché quell’alloggio non era vuoto, sfitto, abbandonato. Era invece la casa di un uomo con problemi psichiatrici ricoverato in ospedale. (...)

Nel primo pomeriggio di ieri un’inquilina dello stabile ha visto due donne rom che scendevano le scale trascinando due grossi sacchi neri. Contenevano oggetti dell’alloggio che avevano occupato nella nottata. Era una sorta di prima parte del «trasloco». In questo caso, pur se c’erano minorenni, le forze dell’ordine hanno deciso di allontanare gli occupanti. (ndr: era ora!)


partiti come la Lega, Fratelli d'Italia, i raggruppamenti come Casa Pound corrano a porgere aiuto concreto a questi poveri sventurati, se vogliono conquistarsi sul campo un po' di credibilità politica. La polizia si metta al servizio dei cittadini e non degli abusivi. In caso contrario, deflagrerà la violenza degli  oppressi ed usurpati. I quali non "si sentono" solo espropriati e gettati ingiustificatamente sul lastrico: lo sono.
Giorgia Meloni a MI davanti a una porta bruciata di chi denuncia le occupazioni abusive dei rom


Del resto non si capisce bene perché i cosiddetti "nomadi" si debbano sedentarizzare a spese di onesti cittadini che pagano regolarmente l'affitto, costretti da questo andazzo delinquenziale, all'allontanamento coatto dalla propria dimora, a causa della latitanza e indifferenza di chi invece, dovrebbe far rispettare legge e ordine.


Perfino il TG1 è stato costretto, sull'onda dello sdegno e del malessere popolare, a fare un servizio sul tema. Cade giù dai tremila il sindaco Pisapia, che getta tutta la responsabilità sull'ALER (azienda lombarda di edilizia residenziale). Già, e dov'era finora? Milano è un vero e proprio far west, ma lui si limita a dire che "non ci dorme alla notte".


Mettiamoci bene nella capoccia che questa falsa morale del laissez-faire, ci viene imposta da quelle forze sovrannazionali che ci vogliono espropriare di ogni prerogativa umana, sociale e civile: senza patria, senza lavoro, senza moneta, senza casa, senza beni,  e ora senza più sicurezza, né riparo né incolumità personale. Una non nazione che ha smarrito le sue chiavi di casa, lasciando entrare oves et boves, ma che acconsente al furto della  casa ad anziani e a malati, merita solo il più profondo disprezzo ed esecrazione. Poi possiamo pure parlare di responsabilità più vicine, come quelle di amministratori  locali dal buonismo malvagio

Oltretutto, sembra che gli usurpati non possano rivolgersi nemmeno  più alla polizia per avere ragione di questo stato di cose. Spesso dorme anche quella.  Gli agenti di polizia si degnano infatti di intervenire solo quando il vicinato esasperato brandisce bastoni. E pare che l'unica via persuasiva per far sloggiare chi commette tali reati, per ora, sia solo il furore degli abitanti passati alle vie di fatto, per l'esasperazione.  
Siamo alla caduta e alla capitolazione totale dello stato di diritto. 


Qui, un'altra protesta cittadina: http://www.milanopost.info/2014/10/04/occupazioni-abusive-le-istituzioni-latitano-i-cittadini-protestano/

24 October 2014

Extra Ecclesiam...



Confesso che quando ascolto la prosopopea mondialista di Bergoglio, mi viene un "bergoglione" allo stomaco che mi obbliga di botto a spegnere la tv, per l'irritazione. Non parliamo poi di quando lo vedo muoversi con quell'andatura sbilenca da contadino che indossa certi vecchi scarponi da zappatore per darsi arie di "uomo del popolo", camminando con le braccia a ciondoloni. Mi è caduto l'occhio domenica 19 ottobre su un articolo del Corriere (di spalla) firmato Francesco.

E chi è? Ho  pensato a tutta prima. Niente "papa" davanti al nome, ma solo il semplice Francesco come fosse Mina. Un gesto che non è affatto di "modestia" né di "umiltà" come si potrebbe pensare, ma di spettacolarizzazione mediatica. Le prime ad avere solo il nome senza cognome, furono infatti le soubrettes del varietà francese (Mistinguett delle Folies Bergères, Arletty a teatro e al cinema). Dopodiché si diffuse la moda anche nel mondo della canzone italiana (Mina, Milva, Giorgia, Mango, Emma ecc.).

Ora abbiamo una nuova soubrette: Francesco che firma così anche i suoi libri.Non rinuncia infatti a fare la star dalle colonne dei giornali (Repubblica, Corriere) atteggiamento assai poco pontificale. Ma c'è la democrazia e anche i papi evidentemente vi si debbono adeguare. Del resto in passato sono arrivate le sue proverbiali inattese telefonate in risposta alle lettere di qualche fedele, con uno sconcertante  "Pronto sono Francesco, diamoci del tu...".

 Di tutti i problemi dai quali sono afflitti gli Italiani, di cosa è andato a occuparsi il Sinodo (ndr: una specie di parlamento) dei vescovi? Di coppie di fatto e  di coppie gay.  E cioè di quelle che vengono chiamate "nuove famiglie". E' la priorità all'interno di una crisi così devastante, o caro Porporato!
A  quanto pare, a Bergoglio non basta neanche la "democrazia" del Sinodo  che, come è noto,  non ha dato  all'unisono parere favorevole al matrimonio omosessuale, perché si schermisce:  "Vedo la tentazione degli zelanti".

Che ansia ha oggi la Chiesa, nel voler sembrare moderna, attuale, mondana, "trasparente" e secolare!!! Ci voleva il Papa nero (cioè gesuita) a farla capitolare tanto in fretta verso la sua dissoluzione. Nel Sinodo i vescovi che si oppongono alle cosiddette "aperture" si sono subito beccati l'etichetta di "reazionari". Del resto siamo arrivati ad un punto di intimidazione tale, che perfino loro stessi  rifiutano l'aggettivo "conservatori" . 
Ma una chiesa che non conserva che razza di chiesa è per quel che resta dei suoi fedeli? E difatti le messe sono sempre più disertate. La famosa Relatio Synodi (della quale ho letto solo qualche resoconto apparso sul Corriere) è stata per chi ne ha fatto un'attenta lettura integrale come Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani, giudicata in questo modo, sul  sito Riscossa Cristiana "

ll repertorio lessicale è quello ormai famigliare in ogni ambiente sacro e profano, ispirato alle rubriche dei rotocalchi di costume: una gamma di parole e di proposizioni limitatissima, che tradisce pateticamente la sottostante vacuità di concetti".

In pole position c’è l’amore, evocato ovunque compulsivamente per ogni uso di cucina e diventato come l’araba fenice che “dove sia ciascun lo dice cosa sia nessun lo sa”. Anche se, a ben pensare, si sa benissimo che vuole essere soltanto la grande panacea da offrire come alibi sicuro per legittimare ogni azione e ogni scelta, e come criterio utile ad assicurare a tutti l’impunità.
Verrebbe  fatto di canticchiare quel ritornello popolare di una canzoncina scollacciata da osteria: Viva l'amore,/l'amore/ l'amore /che viene e che va/ Viva l'amore/l'amore/ l'amore/ e chi lo sa far...


Poi ci sono le emozioni, figlie naturali dell’amore (che, ottenendo rilevanza giuridica, hanno seppellito il diritto), ci sono l’incontro e il confronto, il dialogo, la relazione, l’affettività, diritti vari e i suoi succedanei, le aspettative, la creatività, la accoglienza, la immancabile solidarietà moderna che riassume in una parola il definitivo passaggio dalla fraternità cristiana alla fraternité giacobina. (ndr: leggi, massonica ). 

Tu chiamale se vuoi, Emozioooni!
Il tutto a comporre la paccottiglia di un patetico prestigiatore senza talento, ma con pretese di grande illusionismo (...)

L’ecclesialese – come si vede – ha coperto il vuoto della Fede, così come lo psicologese sociologico copre il vuoto delle idee e della cultura.


Frattanto si annunciano pure punizioni per i "ribelli conservatori". Secondo voci  provenienti dai sotterranei vaticani, la Giunta Argentina Bergogliana (GAB, per chi ama gli acronimi)) avrebbe intenzioni di trasferire i due "reazionari" Muller e Burke, i quali alla fine del Sinodo, non si sono fermati a salutare il  papa, e ribaltare così il risultato.
E' arrivata la "democrazia" e la "rivoluzione colorata" anche dentro le mura d'Oltretevere e lo si percepisce da tante, da troppe cose. Veri assenti dalla Relatio Synodi, la famiglia naturale, il Sacramento del Matrimonio con al centro la figura del Padre e della Madre. Ormai,  che siamo al Genitore A e Genitore B,  lo fanno capire finanche in Vaticano. Il sindaco Marino e le sue "marinerie"  di trascrizioni matrimoniali gay abusive dall'estero, potrebbe godere di coperture nelle alte sfere ecclesiali. Con la sua fascia tricolore,  ora può shignazzar contento all'ombra del Cupolone. Del resto, ecco cosa si introduce nella Relatio


Ogni convivenza diversa dal matrimonio sacramentale, contenendo “elementi positivi” e “costruttivi”, merita una particolare valorizzazione, anche tenuto conto del dato statistico (ossia: la quantità fa la qualità). La chiesa riconosce che la grazia di Dio opera anche in esse. Così, il peccato viene definitivamente archiviato (25, 27, 41) e, d’un tratto, tutto ciò che è reale non soltanto è razionale, ma è anche intrinsecamente buono.

Il transessuale Luxuria riceve l'ostia da Bagnasco

Renzi lo sa e ha già promesso una legge pro matrimoni omosessuali per gennaio. Si accoda Berlusconi con quella patetica esternazione che è  di questa sera sui gay  e i loro "diritti" su "modello alla tedesca", dopo le cene ad Arcore con Luxuria e la Pascale - un grottesco terzetto. 


Invito a cena con...Luxuria


Ma la chiesa bergogliana, si è già messa con le mani avanti da un bel po' di tempo prima. "Non abbiate paura delle novità e delle sorprese di Dio", pontifica il Bergoglione dai grossi scarponi. 
Sorprese di Dio o del Maligno?
Sotto il mite Manto d'Agnello si nasconde sempre un protervo Lupo.
  

21 October 2014

Grillo è un fake telecomandato






Che cos'è un fake nel linguaggio internettiano? Uno che maschera costantemente la propria identità e le proprie intenzioni. Una sorta di uno, nessuno, centomila. Così è Beppe Grillo, custode della cancellata (gatekeeper) degli oligarchi. Oggi il TG dedica ampio spazio alla svolta di Grillo contro "l'immigrazione clandestina". Il curioso della faccenda è che quando la gente si mobilita per davvero, affrontando le incognite del mettersi in viaggio, le levatacce, i mezzi, le metropolitane strapiene e bloccate, i treni, i bus, per manifestare contro l'obbrobrio di Mare Nostrum (Triton), mettono in atto la strategia del depistaggio: si cambia il discorso sui gay, su S.Egidio, sul contro corteo dei centri sociali ecc. In compenso danno ampia rilevanza a uno Psico-Pagliaccio che se ne sta al pc con le chiappe belle attaccate a una sedia di una scrivania per svegliarsi solo quando 100.000 buoi di poveri Italiani esasperati sono scappati dalla stalla fino in Piazza Duomo, con un suo post dal titolo "Qualcosa è cambiato".

Ma certo che è cambiato! e tu mentre l'Italia precipitava nel degrado prodotto da Mare Nostrum, dove diavolo eri? In pratica i media mainstream hanno fatto questo: tanto spazio a un quaquaraquà che in materia di immigrazione ha fatto votare tutti i provvedimenti peggiori (la cancellazione del reato di clandestinità). Mentre invece, scetticismo e zittificio omertoso sulle iniziative concrete. Inoltre nessuno dei pennivendoli in questione si è degnato di ricordare che quelli del M5S Lombardia hanno aderito al corteo delle zecche dei centri sociali in salsa Tsipras (cioè la lista finanziata da Soros). Ma che belle referenze!
E dato che Grillo ha l'espulsione facile, come mai non si è nemmeno fatto sentire con chi ha manifestato con i centri sociali? E' evidente che CHI TACE ACCONSENTE.


A questo punto, faccio un collage delle argute e sagaci notazioni scaturite direttamente dalle conversazioni con  gli amici comparse su questo blog. Vado in ordine alfabetico:



Clandestini - Oggi tutti i giornali riportano la notizia di Grillo che dal suo Blog ha ruggito: «I clandestini debbono essere identificati e rispediti a casa».
È sempre più nel pallone… non sa che in Italia, di fatto, non esistono più “clandestini” perché non c’è più il reato di immigrazione clandestina, e questo grazie ai suoi parlamentari… (no caste)



Coerenza - Aggiungi anche questi, non smettono davvero mai di smentirsi
http://voxnews.info/2014/10/17/eletti-m5s-in-lombardia-manifesteranno-a-favore-mare-nostrum/3:30 pm (Faithful)


Disturbi bipolari - Per carità, ora l'ortottero, dopo aver abrogato il reato di clandestinità e dopo aver inviato i suoi grullini a frinire insieme alle zecche si riscopre sceriffo. Che soffra di disturbi bipolari? Sdoppiamento della personalità? Schizofrenia paranoide? Quasi, quasi chiamerei la DC Comics e proporrei Grillo per il ruolo di Harvey Dent alias "Due Facce" nell'ennesimo adattamento di Batman. Ma se ne andassero a quel paese lui e Casaleggio (Johnny88)


Ottimismo a 5 stelle: Occhio che ora c'è lo IUS SOLI di Renzi."
Ennesima cartina di tornasole, che peraltro è facilissimo indovinare quale colorazione assumerà per quel che riguarda M5S. (Aldo)



Piano B (ovvero, opposizione farlocca) - Anche se infatti il referendum contro l'Euro non sarebbe costituzionalmente ammissibile potrebbe essere usato (nello stesso modo che in Scozia) per stroncare "democraticamente" una montante tendenza antieuro. Ricordarsi sempre infatti che Grillo e' solo un "piano-B" del sistema, quello cioè destinato ad occupare "l' opposizione" al "piano-A" che "sta al governo" (ws)



Anche stasera i TG hanno dato grande rilevanza alla nuova "conversione" di Grillo, contro i "clandestini" (ma anche i profughi sono clandestini, caro Beppone!).  E' evidente che i poteri forti temono i veri cortei anti-immigrazione, temono chi rivendica confini certi e sicuri, temono chi vuol difendere l'identità e l'incolumità del nostro bel Paese,  e ci stanno confezionando l'ennesimo brocco-tarocco last minute. E quest'ultimo, in caso di nuove elezioni, si mette  già fin d'ora, in cerca di nuovi gonzi che abbocchino all'amo.

Non beviamocela!

 Grillo, l'Uomo Mascherato Uno, Nessuno, Centomila




Grillo distrugge un computer in scena. Oggi se lo mette davanti alle pudenda quale feticcio, e la rete è il suo Deus ex machina. Quale coerenza!

19 October 2014

O mia bela Madunina







La Lega ha avuto il pregio di riempire la piazza Duomo, di dire con sincerità che siamo ormai all'invasione e non più all'immigrazione. C'erano slogan pittoreschi come +RUM e - ROM.  O CLANDESTINO MANTENUTO PADANO SPREMUTO. E anche ALFANO IMAM ITALIANO. C'era la fantasia popolare che si è scatenata in mille modi, con ragazze dalle unghie laccate di verde, con agli occhi ombretti verdi, giovani con capigliature dalle creste da ultimo dei mohicani tinti di verde, anziani che si avvolgevano a palandrane bianche con il Sole delle Alpi verde. Disabili in carrozzella con bardature verdi, sbandieratori col vessillo della repubblica di S. Marco, gran pavesi viscontei dell'associazione culturale Terra Insubre. Verdi erano pure gli effetti speciali dei fumogeni.. C'era la delegazione romagnola, bolognese, genovese, romana, sarda, perfino dalla Calabria e dalla Sicilia.
Ho visto nascere il fenomeno Lega fin dal suo sorgere con le sue luci e le sue ombre, sul finir degli anni '80. E non mi stupisce il suo radicamento nel territorio spesso sottovalutato dai media e da   quel Grillo che con la sua  presuntuosa Scientology via web, se lo sogna un radicamento simile (i fischi di Genova parlano chiaro). Così. come è stata sottovalutata questa manifestazione dalla solita stampaglia che si è sperticata a sottolineare dell'importanza della marcia della comunità di S. Egidio. Ma chi se lo fila di questi tempi S. Egidio?

Inoltre a detta del Corserva e della Repubblica pareva che quelle quattro zecche rosse dei soliti centri sociali, pagati per le consuete azioni di disturbo, fossero riuscite a fare una "contro-manifestazionne". No, io c'ero e  il corteo dei centri sociali,  tanto strombazzato dai giornali era di poche centinaia di sfigati rifondaroli in salsa Tsipras e di leonkavallini  fumati che sono sfilati in Via Cairoli, procurando qualche rallentamento al mega corteo anti-invasione. Ma grazie alla sapiente regia della Prefettura, hanno fatto in modo da non farli incontrare né scontrare con l'imponente manifestazione in atto, deviandone il flusso.  Da lontano, solo qualche rumore di bomba carta della disperazione, lanciata indovinate un po' da chi....?!
  
Ogni tanto  in Duomo qualcuna di  queste zecche si intrufolava tra il  popolo lanciando qualche mala parola; ma lo facevano standosene a debita distanza per la paura di buscarle da qualche ligneo valligiano in vena di rappresaglie. E nel serpentone umano davvero incessante che dai bastioni di Piazza Venezia si è snodato  fino al Duomo, c'erano facce rudi e popolane di boscaioli delle valli della Bergamasca, del Varesotto, del Comasco, della Valtellina, rinforzi provenienti dal Canton Ticino con crani pelati dal collo un po' taurino accorsi a dare una mano. Un vecchio Cadorino mi dice che non riesce più a mettere piede a Milano. "Quando ci passo vedo che quattro su cinque non sono italiani e provengono da tutte le parti del pianeta. Me ne torno nelle mie valli, almeno lì parlo con qualche albero e qualche scoiattolo. E siamo ancora tra noialtri". Manifestanti dagli accenti prevalentemente nordici sono scesi dai bus,  provenienti dall'alta Italia. Ma questa volta, si sono mosse anche delegazioni dall'Italia Peninsulare.
Perché la novità di questo raduno è che la voglia di identità si è diffusa un po' per tutta Italia e ora la Lega dovrà vedersela con questo dilemma non da poco: identità nazionale o identità territoriale? Sfilano  pure le bandiere sarde coi quattro moretti .« Campo bianco crociato di rosso con in ciascun quarto una testa di moro bendata sulla fronte rivolta in direzione opposta all'inferitura. » e l'orgoglio sardo si fonde con quello padano.  Dalla Toscana arrivano gonfaloni col giglio mediceo. Per non dire del Serenissimo Leone di San Marco, adottato ormai anche dalla Lega Lombarda, in omaggio all'antico regno del Lombardo-Veneto. Perché dopotutto è vero: mandavamo via lo straniero Austriaco ("non passa lo Straniero"), ma ora siamo alle prese coi Vandali dall'Africa, che è ben peggio. Un triste paradosso storico!

Ma la vera novità è stato l'accordo con CasaPound e il pragmatismo di Salvini  che con loro (grazie alla mediazione di Borghezio) non è andato troppo per il sottile, più preoccupato di trovare ciò che poteva unire da ciò che  poteva dividere. CasaPound è nazionalista, la Lega è localista e gli slogan parlavano chiaro: "Prima il Nord"  la Lega,  e "Prima gli Italiani" Casa Pound. Intanto però i giovani di CasaPound avevano una esercito di bandiere come lo stemma della Ue sbarrato (No Ue) che è anche
corteo di CasaPound
un cavallo di battaglia della Lega: ed era proprio questo il percorso comune. Come il percorso  comune è  stoppare l'immigrazione massiva, causa di decomposizione sociale e di stravolgimento identitario. I ragazzi di CasaPound erano motivatissimi, intonavano cantici ritmati, slogan pertinenti, innalzavano striscioni e vessilli con la loro Tartaruga piazzata al momento giusto. Si fermavano per poi avanzare con simmetria senza mai sciogliere il loro drappello. Insomma, una regia iconografica davvero invidiabile che ha riscosso il plauso del popolo leghista. Ovviamente il Corserva, pagato per denigrare,  scrive: "Un corteo  con alcune centinaia di militanti di CasaPound - il primo centro sociale italiano d'ispirazione fascista - e di Forza Nuova".


Poi la grande piazza Duomo, bello, candido e svettante  con la Madunina tuta dora e piscinina che protegge dall'alto tutti i convenuti. Non è mancata dal Palazzo accanto alla Galleria Vittorio Emanuele dove c'è anche la sede dell'Onu, una provocazione insidiosa: due minus habentes srotolano uno striscione con la scritta:«Milano ha accolto sempre tutti, anche i leghisti».
E' subito boato, insulti e scornazzamenti al loro indirizzo; ma  poi tutto finisce lì. Se avessero accettato in pieno la provocazione di andare a snidarli,  ecco subito pronti i pennivendoli di regime a scrivere: "Assalto Leghista alla sede Onu". Ve lo immaginate il film? Certo che le studiano proprio tutte per far saltare i nervi...

Qualche elemento dissonante e qualche concessione al politicamente corretto sul palco c'è stata: il nuovo responsabile immigrazione della Lega Nord. Si chiama Toni Iwob, nigeriano di nascita. Arrivato in Italia a 21 anni, aveva ottenuto il permesso di soggiorno. Un gran lavoratore e certamente brava persona, intendiamoci. Tuttavia sono spiacente, ma non è con la politica delle "quote etniche" che la Lega si potrà difendere dagli attacchi di "razzismo". Intanto  (e lo dico alla dirigenza) anche con queste concessioni l'etichetta di "razzista" ve l'attaccheranno ugualmente. Pertanto, diluire il "padanesimo" nel politicamente corretto, non è una buona idea. Luca Zaia, governatore del Veneto, promette lotta senza quartiere contro la Legge di Stabilità di Renzi e i brutali tagli alla Sanità fatti in un momento in cui c'è l'emergenza Ebola. Attesissimo sul palco il comizio finale di Matteo Salvini, reduce dai successi con la Duma russa,  dove ha parlato a nome di quegli imprenditori che non vogliono applicare  le sanzioni a Putin. Andare in guerra contro i nostri interessi non è una buona idea.


Sul finire del gran raduno, ecco lanciare in aria  stormi di palloncini bianchi che salgono e salgono oltre le guglie e oltre i pinnacoli del Duomo.
Domani  (che è già oggi) ci sarà la solita guerre delle cifre sui partecipanti. Ma che importa! Quel che conta davvero è che  l'Italia ha voglia di risvegliarsi in fretta da questa lunga notte da incubo che pare interminabile, e lo si vede. E lo si sente nell'aria.

17 October 2014

Tutti a Milano!




Sarò al grande raduno di Milano il giorno 18 (che è domani) promosso dalla Lega col titolo Stop Invasione. Non so se la Lega di Salvini riuscirà ad essere all'altezza delle aspettative degli Italiani in questo periodo angoscioso e funesto. Sarà forse l'ennesima delusione?


 Tuttavia,  questa, ancor prima della lotta di una forza politica specifica, è la battaglia di tutti gli Italiani. Ho sentito che aderisce anche Casa Pounde che Fratelli d'Italia propone un'altra manifestazione a Reggio Calabria. Meglio sarebbe che tutte le forze politiche sovraniste  e indipendentiste che si battono contro l'euro, contro l'austerità e contro l'immigrazione massiva si consociassero insieme. Ma so che chiedo troppo, per ora. I tempi non sembrano ancora maturi per l'unificazione, ma mai disperare.  Per ora è soprattutto  il Nord a mobilitarsi e lo fa a ragion  veduta: gli sbarchi rischiano di essere non più immigrazione ma vera  e propria invasione. Sappiamo bene che non c'è lavoro per noi, che la disoccupazione è  sempre più desolante. E' impossibile che sia il lavoro a richiamare queste invasioni. Sappiamo che il vero movente è invece la sostituzione etnica e l'ho già scritto tante di quelle volte che non ho  più voglia di ripetermi. Sappiamo anche che  in questi giorni si fa pressante l'allarmismo mediatico contro l'Ebola. Vero, gonfiato, falso? Falso che sembra vero? peste nera o peste mediatica? Bioterrorismo? 


In ogni caso, la vera misura precauzionale per ogni epidemia e pandemia è quella politica: chiudere i confini e controllare le vie di comunicazioni. Ma non viene presa. Ovvio: ci si deve mescolare facendo circolare liberamente anche i virus, per poi avere il pretesto di costringerci a drastiche vaccinazioni obbligatorie di massa, delle quali non si conoscono gli esiti. E'  dunque l'affare del secolo per Big Pharma, Glaxo e altre grandi multinazionali farmaceutiche che volano già in Borsa. Inoltre ecco altri pretesti utili per scatenare in Africa una guerra batteriologica, qui con marines installati tra petrolio, oro e diamanti. 


Mobilitarsi per partecipare al raduno di Milano è innanzitutto una protesta civile contro questi criminali che impediscono al nostro Paese di poter avere un futuro. Chiudo momentaneamente la sezione dei commenti, per impedire di nasconderci ancora una volta dietro alle parole. Ne abbiamo già scambiate tante!
Ora è tempo di alzarci dalle scrivanie, di togliere gli occhi dal monitor dei pc e di ESSERCI fisicamente per testimoniare contro questo cataclisma che si abbatte giornalmente contro di noi.  A presto!

14 October 2014

Gli uomini che sussurano a Renzi

In attesa di saperne di più circa le sorti e  gli sviluppi della "riforma" sul Lavoro (Jobs Act) alla Camera dei Deputati, è utile dare una ripassatina su tutti gli uomini di Renzi. E non parlo solo dei supporter alla sua candidatura alle primarie e alle europee come Giorgio Gori, Briatore, Confalonieri, Bini Smaghi, i Frescobaldi, buona parte dell'aristocrazia fiorentina, numerosi settori che gravitano attorno a Montepaschi ecc. Ma di quelli che hanno un ruolo stabile nel suo staff di consiglieri e consulenti. Insomma quei sussuratori più o meno occulti, più o meno nell'ombra che gli suggeriscono mosse e contromosse. Riforme e più spesso controrifome. Cominciamo con un pezzo da novanta che gravita in ambienti neocon, ma fa niente, dato che  intanto Renzi ha il ruolo di far sparire le nozioni classiche di "destra" e "sinistra", presentandosi al pubblico come chi ne sarebbe "al di là" e in qualche modo, pure al di sopra: ovvero Michael Ledeen.

Ledeen, membro di spicco dell'American Enterprise Institute, un pensatoio neocon, ha interessi in Italia da decenni, è già stato coinvolto in passato in molti misteri e trame occulte nostrane, da “esperto” in aiuto di Cossiga al tempo del sequestro Moro a consulente (o agente, nome in codice 23, secondo il faccendiere Francesco Pazienza) dei servizi segreti - Ledeen viene bollato come “indesiderato” a metà anni '80 dall'ex numero uno del Sismi, Fulvio Martini.
"La sua figura, molto nebulosa, potrebbe rappresentare la causa delle “discutibili” scelte politiche del del nostro Paese nelle recenti controversie in Medioriente e Russia. E’ proprio questo uno dei motivi per cui dovremmo interessarci di Ledeen: se le nostre aziende sono messe in ginocchio dall’embargo russo, potrebbe essere anche “merito” di questo equivoco personaggio che Renzi ha voluto con sè" scrive Manlio Di Stefano del M5s sul suo blog. E ancora
Ledeen è membro dell’American Enterprise Institute uno degli organismi che, dopo l’11 Settembre, hanno forzato la politica estera Usa nell’attuale e rovinosa guerra al terrorismo globale, hanno indotto l’invasione dell’Afghanistan, l’occupazione dell’Iraq, hanno provato ripetutamente l’aggressione dell’Iran. Consulente di vari ministri israeliani, Ledeen è stato anche tra i capi del Jewish Institute for National Security Affairs (JINSA), ossia la cupola semi-segreta in cui si allacciano i rapporti inconfessabili tra l’esercito israeliano, alcuni settori del Pentagono e l’apparato militare industriale americano. (blog cit).
Tutto il resto su Ledeen, l'amico amerikano qui , nel quale si scrive che secondo alcuni bene informati, tra i suoi consigli potrebbe esserci anche un dossier segreto incentrato su Silvio Berlusconi, forse  per tentare di spingere il leader di FI a non mettere il bastone tra le ruote dell'ex sindaco di Firenze.  A casa mia, questo chiamasi "ricatto". Ma si sapeva che il Cavaliere era un soggetto  ultra-ricattabile.

Il personaggio numero due è Marco Carrai, denominato il Gianni Letta di Renzi, Vicino a Cl, vicino all'Opus Dei, Carrai che si è sposato da poco, ha avuto l'onore di avere per testimone di nozze, il presidente del Consiglio, suo ministro. 

Amico di una vita, fiorentino e coetaneo, vale a dire classe 1975, Carrai era a capo della segretaria di Renzi in Provincia e stava nel gruppo della Margherita in Comune. Imprenditore nella vita privata, è diventato in rapida successione a.d. della municipalizzata Firenze Parcheggi, membro del cda dell'Ente Cassa risparmio e, recentemente, presidente della Aeroporti di Firenze Spa.
Il suo nome infatti è salito agli onori della cronaca per quello che è diventato il classico favore tra imprenditoria e politica: il pagamento dell’affitto di abitazione di lusso.
Stiamo parlando della casa di Firenze dove Renzi ha abitato per 34 mesi, un attico in Via degli Alfani 8, a due passi dalla cupola del Brunelleschi. E’ Carrai che pagava, a lui era intestato il contratto d’affitto. Do ut des? Carrai dichiarò di averlo fatto solo per "amicizia". Nell’agosto 2004, dopo essere stato eletto consigliere al Comune di Firenze con la Margherita diventa capo-segreteria del neo-eletto Presidente della Provincia Renzi.
 Nel 2005 è amministratore delegato della Florence Multimedia, la società creata ad hoc da Renzi per gestire la comunicazione della Provincia sulla quale la Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta per gravi irregolarità.

Nel 2009 entra (in quota MPS) nel consiglio di amministrazione di Firenze parcheggi S.P.A. E’ stato Presidente della C&T Crossmedia, la società che, senza nessun bando pubblico, nel 2012 si aggiudica l’appalto per la gestione delle guide su tablet per il museo di Palazzo Vecchio. Nel 2013 diventa Presidente di AdF, aeroporti di Firenze. Guarda caso, nel novembre dello stesso anno diventa azionista di Intesa S. Paolo. Su Carrai, il Gianni Letta renziano, ecco qui un bel ritrattino fatto da l'Espresso.

Passiamo al Terzo Uomo, il finanziere Davide Serra. Ma lui non ama che lo  si chiami così. Preferisce autodefinirsi "investitore istituzionale". Buono quello! Lo chiamano "il Bandito delle Cayman" per il suo fondo Algebris off shore.  Si è laureato alla Bocconi e ha lavorato in varie banche d'affari ed è diventato una star alla Morgan Stanley.  Qualcuno (Bersani) è stato pure da lui denunciato per il citato soprannome. La sintesi del suo programmino politico l'ha fatta lui stesso in un'intervista al Fatto: "Abbatti le pensioni d’oro e quelle ordinarie, rendi licenziabili tutti quelli sopra i 40 anni. Così magari i giovani avranno una possibilità: costano meno e, lavorando, un domani potrebbero avere una pensione. Il mercato del lavoro è troppo rigido. La riforma Fornero ha provato a cambiare le cose. Era fatta male, ha bloccato i vecchi dentro e le aziende non hanno assunto i giovani. In Italia si era creata la flessibilità delle partita Iva e la Fornero l’ha tolta".  Consulente del governo britannico (vive a Londra), pare che Serra sia stato ascoltato pure da Cameron. Ohé, ma quanto onore! La sua "riforma" delle pensioni l'ha espressa con chiarezza a Otto e mezzo dalla Gruber. Tagliare, tagliare e tagliare ancora le pensioni. Così, secondo la sua ricetta,  si dà lavoro ai giovani. O meglio, mettere le mani direttamente nelle tasche dei pensionati. La riforma Fornero, evidentemente non basta ancora.

Qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=L-F8iMQ9xks


Last but not least, Ytzhac Yoram Gutgeld (Buondenaro in tedesco), cittadino israeliano diventato poi cittadino italiano, grazie alla sua candidatura nel PD. E' stato a capo della multinazionale Mc Kinsey,  che ha dovuto lasciare dopo la sua elezione.  E' lui che ha avuto la brillante idea dei fatidici 80 euro, decisi con un sms inviato a Renzi, nel quale ne spiegava le ragioni. E ora ha avuto la pensata del TFR in busta paga. Cioè togliere il tesoretto per la vecchiaia a chi lavora per renderlo subito "spendibile" e magari illudersi che faccia "ripartire i consumi".  In realtà sarà un'inconsistente regalìa  già tassata alla fonte. Marchionne, ovviamente, plaude all' iniziativa. I piccoli e medi imprenditori, invece no, dato che verranno privati di quel poco di liquidità residua.
Yoram Gutgeld è ormai consigliere economico assai ascoltato da Renzi e anche lui come Serra ha una pensata geniale sulle pensioni Se diventasse ministro taglierebbe le pensioni da 3.000-3.500 euro lordi. "Non farei cose popolari, lo dico subito", dice nell'intervista all'Huffington post. "Siamo il primo bancomat d'Europa nella previdenza. Abbiamo una quota spesa pensionistica di circa 50 miliardi non coperta da contributi versati. C'è una quota importante di pensioni inferiori a 1.000 euro che non possono essere toccate. Ce ne sono però anche più alte e c'è una fetta di pensioni superiori ai 3.000 euro cui non corrispondono contributi versati". Dalla lettura integrale della citata intervista, come si vede, per far quadrare i conti ha la stessa trovata del suo compare delle Cayman: prelevare direttamente dalle tasche dei pensionati per vedere l'effetto che fa. (Intervista a Huffington post).
L'Italia, secondo costoro, non è né deve essere,  un paese per vecchi. E nemmeno per giovani, visto che molti ragazzi prendono la valigia e se ne vanno. 


Come si vede, gli uomini che sussurrano alle orecchie del cavallino Renzi, sono uno peggiore dell'altro, per le sorti degli Italiani. E Renzi, non solo li ascolta, ma trotta, trotta, galoppa, galoppa...
Che Dio ce la mandi buona. 

09 October 2014

Nottetempo, il massacro sul Lavoro





Stanotte, come i ladri, sono riusciti a far passare il massacro del Jobs Act, che oramai ironicamente chiamano Giobbacchete, o Giobatta:  165 sì contro 111 no al Senato.  Già il fatto che si sia dovuto impiegare un termine inglese per dire Legge sul Lavoro la dice lunga sulla taroccata che toccherà all'Italia. Il Giobatta piace agli Usa e ad Obama (è in arrivo il TTIP) , piace alla Merkel, piace a quell'ominicchio di Hollande, piace a quella faccia da kapò di Schulz che parla di "governo fantastico", piace a quella testuggine marina di Barroso,  piace al FMI. E se piace a tutti costoro, significa che per gli Italiani è una solenne fregatura. Qui i contenuti.  Vi si parla di "voucher" all'americana (buoni per chi lavora occasionalmente),  di indennizzo al posto di reintegro e di tante altre bellurie che potrete leggere al link.
La gatta che andò di fretta fece i gattini ciechi e Renzi aveva fretta, troppa fretta di incassare la fiducia. Doveva farsi bello con queste brutte facce della Ue sopraggiunte a Milano per il "vertice europeo sul lavoro". Perché mai tutti a Milano? Avevano paura che qualcosa andasse storto. Che la pecora più importante di questo mattatoio di falsari detta Ue, l'Italia, non ce la facesse. E poi non dimentichiamo: c'è in ballo la Nato economica del TTIP e del TISE.

E' stato un successo per Renzi e il renzismo sempre così adrenalinico e di corsa? Non direi...
Un uomo come Giuliano Poletti (vecchio comunista delle Coop Rosse) insignito e assurto a Ministro del Lavoro, è stato contestato con il lancio delle monetine (i fatidici 30 centesimi che stanno per i 30 denari di Giuda). Mentre a Grasso è toccata una sorte più intellettuale: il lancio dei libri, versione più aggiornata del lancio di calamai del parlamento negli anni del dopoguerra. Il lanciatore era un leghista. Era visibilmente seccato e teso il bullo fiorentino, il quale parla di "sceneggiate" che stancano gli Italiani - che lui più che di preoccupazione, pensa all' "occupazione". A giudicare da quanto pubblicato stamattina nei vari giornali, la sua riforma sul lavoro, di occupazione vera ne contempla ben poca. E del resto se davvero avesse rilanciato l'industria, la piccola e media impresa, i commerci e l'artigianato, il terziario ecc non avremmo sentito la Merkel approvare e dire che si tratta di "un passo importante".
Lo scolaretto Matteo, ha fatto i suoi compiti a casa e la Frau gli dà il buffetto. C'è poi il giallo sull'eliminazione dell'art. 18. C'è o non c'è nel Giobatta? il Giobatta è una scatola vuota e truffaldina, e se c'è non si vede. Mentre se si vede vuol dire che c'è, proprio come direbbe Lapalisse. Sta di fatto che ieri la stampa era schizofrenica sull'argomento: "non c'è l'art. 18". "Anzi... no c'è". In realtà il Jobs Act contempla ben di peggio: la modifica in senso peggiorativo di quel poco di norme statutarie contemplate. 


La verità è che grazie al Pulcinella del Colle, ci ritroviamo un arrogante non eletto come primo ministro, con la sua corte di nominati. Che il parlamento è stato ridotto a una burla e che non conta più nulla. Che questo governo va avanti solo a colpi di fiducia (la ventiquattresima in poco tempo) e che la democrazia (termine del quale si riempiono tutti quanti la bocca) è diventata blindatura, a causa dei suoi continui sequestri. Hanno ritoccato e manomesso la costituzione col Fiscal Compact, hanno strappato lo statuto dei Lavoratori (certamente obsoleto, ma non da buttar tutto alle ortiche, semmai da migliorare). E ora fanno strame di quel poco di normative che vanno ancora nel senso di garanzia per chi dovrebbe lavorare.

Interno di capannone industriale dismesso

Patetico Landini della Fiom che minaccia l'occupazione delle fabbriche. Sì, ma quali? E dov'è finita la produzione manifatturiera?
Si faccia un giro in Lombardia, in Piemonte, nel Triveneto, in Emilia-Romagna e vedrà coi suoi stessi occhi uno scenario da  incubo, modello Detroit: una sequela di capannoni vuoti e dismessi dall'aspetto spettrale infestati di erbacce, vetri rotti, pietraglia e rovi. C'è da farsi venire i brividi solo a guardare tutto quel che abbiamo perduto nel giro di pochi anni! 
E comunque, a scanso di malintesi, se quella cariatide di Landini, avesse per davvero la forza di trascinare in questi capanni vuoti la maggioranza degli Italiani disoccupati, licenziati e precari,  anche e solo quale gesto meramente simbolico, ovviamente ne sarei felice. Ma il fatto è che le marce di protesta della Fiom a Milano, mentre si tiene il vertice Ue sul lavoro (quale?), le fanno quelle  poche categorie che un lavoro ce l'hanno già.
Esterno di capannone industriale dismesso

Altro post sull'argomento: Lavoratooori?!? PRRRR!







06 October 2014

Buonotte Suonatori!








Ecco un'altra efficace metafora di questo nostro disgraziato Paese alla deriva. Dopo i treni che non arrivano a destinazione, c'è l'orchestra che non suona. E allora... buonanotte suonatori. Va in scena il fallimento e la sconfitta in musica. Qualcuno obbietterà: con tutto quello che non funziona, gli orchestrali che non suonano e il Gran Maestro che se ne va, sono il meno. E invece no, sono il più, se l'unico simbolo di italianità rimasta in circolazione che è Riccardo Muti getta anche lui la spugna. Dalla musica senza Maestro, alla disfatta in musica.


Quando Muti asserisce che "manca la serenità necessaria per lavorare", significa solo che è rimasto vittima per la seconda volta dopo la Scala (che ha arrecato l'avvicendamento di Barenboim), di una felliniana “prova d’orchestra", il film-simbolo dell'Italia del caos, dove cantano e strombazzano troppi galli, ma proprio per questo non si fa mai giorno. O meglio, non si fa mai musica armoniosa, ma solo stecche e dissonanze. Ovviamente il Maestro sta già trovando paesi che lo apprezzano come merita e che vogliono ingaggiarlo (Austria in testa, Metropolitan di NY, Chicago Symphony Orchestra) .


Ma noi, non solo perdiamo un grande Direttore, ma corriamo seriamente il rischio di mandare in vacca l'ultimo presidio artistico e culturale per il quale siamo ancora ammirati e stimati nel mondo: i teatri dell'Opera e il Melodramma italiano. La tecnica è sempre la stessa: si mandano avanti i soliti sindacalisti ignoranti, ottusi e prezzolati a fomentare rivolte imbecilli, a fare irruzioni durante le esecuzioni orchestrali (alcuni di loro fecero irruzione nel camerino del Maestro durante le prove di "Manon Lescaut"). Poi si fa marcire il tutto dall'interno. Una volta mandati in decomposizione i teatri dell'Opera, ecco che si comincia a parlare di licenziamento in blocco e di "esternalizzazione "degli orchestrali (i quali affidandosi ai sindacalisti hanno mostrato di essere campioni di "tafazzismo"), di unificazione del Polo artistico, e bla, bla, bla.... Insomma per farla breve, le Mani dello Straniero sui teatri italiani. Che significa quel pessimo neologismo di "esternalizzazione"?
Significa che l’Opera di Roma non avrà più un vero Direttore musicale, né un’Orchestra stabile, né un Coro e dovrà, di volta in volta, contrattare o racimolare penosamente quel che c’è sulla piazza. Altra sorte seguiranno man mano, La Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, il Petruzzelli di Bari, il Carlo Felice di Genova. 


E'  proprio vero che per i fessi (parlo degli orchestrali) non c'è Paradiso!


Ignazio Marino, il sindaco più inetto e incompetente che Roma abbia mai avuto, ha messo a disposizione il Circo Massimo per quelle cariatidi dei Rolling Stones, dichiarandosi ammirato dall’energia della band, e facendo apologia all’uso di droghe pesanti. Ma che vogliamo aspettarci da questo eutanasista Dottor Mortis che ha avuto il coraggio di proporre alla cittadinanza, il suo demenziale: "Adotta un extracomunitario"  in cambio di 30 denari? 
Franceschini ministro della Cultura, finge di porgere solidarietà a Muti, ma va ricordato che durante la gestione del  suo  attuale Ministero, sotto la gestione di Sandro Bondi, era tra quelli che per una trave caduta a Pompei richiedeva "dimissioni" a viva voce.
Che si dovrebbe chiedere adesso a uno come lui. a fronte di tutto questo disastro? 


Fellini in Prova d'orchestra non "aveva previsto tutto", come ha scritto una cronista di Repubblica. Si è limitato a fare la nitida fotografia di un'Italia che dal suo film  datato 1979, non solo non è mai cambiata, ma è addirittura peggiorata e capitolata.


Un'ultima nota alla grande Ida Magli, diplomatasi al Conservatorio di Santa Cecilia e perciò fine intenditrice di musica. Ecco cosa scrive nel suo ultimo libro "Difendere l'Italia" (BUR) , a proposito di Riccardo Muti e del suo prezioso volumetto apologetico dal titolo "Verdi, l'Italiano":

Il titolo riassume, come meglio non potrebbe, il pensiero del maestro Muti e rivela al tempo stesso quanta "italianità" ci sia in colui che ama fino a questo punto la musica di Verdi, perché è la musica la creazione specifica degli Italiani, l'incancellabile dono che gli Italiani hanno consegnato al mondo".

No, non ci sarà per Muti un laticlavio né altra carica onorifica parlamentare come da Lei auspicato, cara prof.ssa Magli! Né tanto meno, La Scala verrà diretta da un Italiano di chiara fama.
Pertanto, più che alla marcia trionfale dell'Aida, siamo ormai alla Messa di Requiem.

Orchestrali  davanti al teatro dell'Opera dopo aver ricevuto lettere di licenziamento





da Prova d'Orchestra di Felllini   https://www.youtube.com/watch?v=To3CLb4X78c

La Forza del destino di Verdi eseguita da Muti







02 October 2014

Il treno dei desideri








La metafora dell'Italia è un lungo treno che non arriva mai a destinazione. Come dice la canzone "ma il treno dei desideri, dei miei pensieri, all'incontrario va".

Non è uno slogan dire che le nazioni si giudicano dai loro treni, segni di civiltà. Mi trovavo in Francia, sulla tratta della Penisola del Cotentin. Quando sbarcai a Lisieux (la cittadella della piccola Teresa del Bambin Gesù) arrivai con cinque minuti di ritardo rispetto alla tabella di marcia, e una voce all'altoparlante non finiva mai di scusarsi per quel poco di ritardo accumulato. Cioè cinque minuti.


Altri scenari e altri ritardi disastrosi qui da noi in Italia.


Abbiamo sempre avuto una rete ferroviaria sgangherata, ma mai come da quando le FFSS sono diventate private, trasformandosi in Trenitalia, il trasporto sulle rotaie ha raggiunto livelli di guardia allarmanti. Da allora muoversi col treno è diventato un vero incubo anche per brevi distanze chilometriche in grado di essere percorse finanche in bicicletta o a piedi. Treni regionali per tratte brevi che partono in ritardo per guasti al locomotore, perché le porte automatiche vanno in blocco, perché arrivano troppi turisti e per ogni altro banale pretesto. O che accumulano ritardi in fieri.


La cosiddetta "automazione" ha eliminato posti di lavoro e i controllori (quando ci sono ) servono a comminare multe solo agli autoctoni. Lì c'è ancora da raschiare il barile. Poiché gli extracomunitari invece, oltre ad avere il vizietto di non essere in regola col biglietto, sfuggono ai controlli scendendo rapidamente dal treno, per poi risalirvi di soppiatto in altra carrozza (sono stata testimone oculare di questi fatti), facendosi beffe del controllore. Questo, quando va bene e quando poi le minacce verso i controllori, in orari di minor afflusso, non si fanno ben più feroci (si leggano ordinari fatti di cronaca).



Ma limitiamoci al discorsetto sui ritardi e sui pesanti disagi.


Ricordate l'annuncio ferroviario di un recente passato dove si spiegavano le cause? Scordatevelo! Ora, quando va bene, si limitano a pubblicare un pannello negli atri delle stazioni col ritardo indicato. I viaggiatori sono sempre più nelle mani del Signore, dato che il treno si riempie come un uovo e...salgono turisti tedeschi, turisti americani con ingombranti zaini salgono inglesi, francesi, spagnoli, giapponesi, ma...il treno non parte. Che succede? Fa caldo e le bottigliette di acqua minerale vengono scolate con rapidità.


Si cerca di aprire i finestrini, ma è impossibile farlo, perché c'è l'aria condizionata che spiffera un freddo cane sulle ossa e i finestrini restano ermeticamente sbarrati: è il progresso Bellezza! Che fare? Passa un quarto d'ora, venti minuti, mezz'ora...40 minuti, 45, ma il treno non si schioda dai binari. La tratta rivierasca è breve, di neanche mezz'ora: La Spezia-Bonassola ore 10.  Ma il treno non va. Non resta che scendere: chi me lo fa fare di fare il bagno di sudore, in luogo di quello di mare? Cerco di aprire la portiera, ma è sbarrata anche quella. Che angoscia claustrofobica! Qualche turista impietosito mi dà una mano e preme e ripreme il tasto verde finché le portiere si aprono. Una volta uscita, chiedo spiegazioni dell'accaduto ai capotreni, i quali  mi spiegano che le portiere sono andate in blocco, e che questo ha prodotto il guasto al locomotore. "Allora, visto che non lo utilizzo più, posso avere il rimborso del biglietto"?
"No, perché il ritardo è di 45 minuti e non di un'ora".  Ah, beh...



Tratta Monterosso-SP. Pochi chilometri anche lì. Stavolta la giornata balneare l'avevo già piacevolmente trascorsa: è già qualcosa!. Ore 17, 30 e annuncio ritardo di mezz'ora. Ma da dove vengono questi dannati treni per accumulare simili  disastrosi ritardi? Poi i 30 minuti diventano 45 minuti. Sempre i soliti 45 per impedire che i passeggeri possano richiedere il rimborso del biglietto. Che figli di buona donna! Intanto sfreccia la Freccia Rossa di Montezemolo e fa marameo ai viaggiatori stressati sul binario. Io sì che vado al massimo! basta super-pagare e zac! Si arriva in orario, belli miei! Questione di classe! 

Il treno regionale imbarca una marea umana spaventosa e accaldata. Dopo pochissimi chilometri, si ferma in galleria a Vernazza e imbarca altri poveri bagnanti sventurati. Poi a Corniglia, poi a Manarola e infine e Riomaggiore. E ogni volta io a dirmi: "Non avrà mica il coraggio di imbarcare ancora altra gente? " Eh sì che ce l'ha 'sto coraggio! Siamo ben al di fuori da tutte le norme di sicurezza, in quanto a moltitudini imbarcate. Non avevo provveduto a procurarmi la fatidica bottiglietta di acqua e faceva un caldo feroce. Stavolta l'aria condizionata non c'era. Però il finestrino non si apriva lo stesso (è sempre questione di progresso Bellezza!).
 Nel caso, qualcuno avesse un malore, cavoli suoi: lì non c'era un controllore, né un poliziotto, né un presidio sanitario nelle stazioncine delle 5 Terre. Speriamo bene...
Alla fine si arriva sì, ma in condizioni pessime. E quando si sbarca al capolinea si percepisce quasi lo stesso effetto di Cristoforo Colombo quando toccò terra dopo fortunali e tempeste.

Stazione Cadorna di Milano - Ferrovie Trenord (sono quotate pure in Borsa). Dopo un anno e
mezzo di pesanti disagi, nel quale i passeggeri pendolari sono stati costretti a  recarsi in ritardo al lavoro, è partita una class-action a carico di Trenord. Qui la notizia. riportata dall'associazione Altro Consumo. Viaggiatori in ostaggio di improvvisati imprenditori senza scrupoli della rete ferroviaria che non fanno manutenzioni, riempiono i treni come carri bestiame, vogliono guadagnare in fretta e rendono incivili i trasporti e la qualità del viaggiare. Privato, fa ancora più schifo che pubblico! Gran Bretagna docet!



Non va meglio per gli Intercity, detti rapidi solo nel nome. Non sono mai riuscita a raggiungere Milano senza accumulare un ritardo di almeno 40 minuti. "Vi ringraziamo per aver scelto Trenitalia" dice alla fine del viaggio, una voce che suona davvero ironica all'alto parlante, mentre il treno entra alla Stazione Centrale di Milano. E difatti non c'è che dire: abbiano un ricco ventaglio di opzioni!


Ciascuno narri la propria Odissea ferroviaria. Ci hanno trasformato, controvoglia,  in mesti Eroi dei binari tristi e solitari!