29 January 2014

Il monocrate Mastrapasqua

Solitamente non amo tuonare inutilmente contro la corruzione della casta, non perché  questa non esista (esiste purtroppo!), ma perché trattasi di un argomento molto comodo per coprire la verità sul famoso "debito pubblico" che come è noto si accumula in modo esponenziale, a causa di una forte imposizione valutaria come l'euro nonché sull'impossibilità di stampare moneta da parte di una  banca nazionale per l'Italia ormai suddita della Ue. Ma di fronte al caso Mastrapasqua e alle numerose omertà politiche d'ogni colore che l'hanno protetto è impossibile tacere. Anche perché la voragine sui conti sull'INPS ricorda molto la favola di quel ladro che grida "al ladro al ladro"! Mastrapasqua è stato uno di quegli urlatori di "al buco al buco! " nella Previdenza e ora stanno venendo fuori pesantissime responsabilità sulla sua persona. In primis i famosi 25 prestigiosi e ben remunerati incarichi accumulati, tutti quanti in perfetto conflitto di interesse gli uni sugli altri in un intreccio di porte girevoli e di scatole cinesi senza precedenti, che lo conducono a percepire più di 3000 euro al giorno. Senza citare lo storno di fondi pubblici della regione Lazio, su una struttura privata come l'ospedale israelita. Sì più  di tremila euro al giorno:  avete letto bene, una paga che l'italiano medio di oggi, in tempi grami come quelli che stiamo vivendo, se la sogna. Della serie, se potessi avere 3000 euro al mese. E ai pochi fortunati che dispongono di un lavoro o di una discreta pensione, ci pensa la deriva fiscale a decurtaglieli. Il Corriere ha messo nei primi giorni in cui è uscita la notizia, il silenziatore, facendo il garantista "ad personam" con un trafiletto di taglio basso di poche striminzite colonnine il 26 gennaio a pag. 20. Patetico e con la coda tra la gambe il solito Ferruccio-Flebuccio.
La Repubblica finge di fare la verginella e nei suoi articoli si chiede come sia potuto accadere. Ma dov'era la stampaglia fino ad oggi, prima che alcune associazioni di consumatori si decidessero di costituirsi parte civile, accumulando denunce su denunce inascoltate?


Perfino la Fornero oggi rilascia dichiarazioni su La Stampa che  avrebbe voluto rimuovere il monocrate Mastrapasqua ma che "imprecisate" protezioni nelle alte sfere erano tante. Nomi e cognomi, o sussiegosa Madame, prego! Qualcuno di questi nomi filtra già: Gianni Letta e Catricalà se lo volevano ingraziare lasciandolo a capo delle 25 poltronissime. Ma ce ne sono ancora tanti...

Intanto ecco un bel tabulato  della Federcontribuenti sulle porte girevoli di questo personaggio dalla fisiognomica simile al Nosferatu di Murnau :

Presidente – istituto Nazionale per la Previdenza Sociale Presidente – Equitalia Sud s.p.a. Presidente – IDeA FIMIT SGR s.p.a. Vice Presidente – Equitalia s.p.a. Vice Presidente – Equitalia Nord s.p.a. Vice Presidente – Equitalia Centro s.p.a. Amministratore Delegato – Italia Previdenza s.p.a. Direttore Generale – Ospedale Israelitico Presidente del Collegio Sindacale – Aeroporti di Roma Engineering s.p.a. Presidente del Collegio Sindacale – Aquadrome s.r.l. Presidente del Collegio Sindacale – Cons. Cert. Qualita’ Impianti Presidente del Collegio Sindacale – EMSA Servizi s.p.a. (in liquidazione) Presidente del Collegio Sindacale – Eur Congressi Roma s.r.l. Presidente del Collegio Sindacale – Eur Power s.r.l. Presidente del Collegio Sindacale – Eur Tel s.r.l. Presidente del Collegio Sindacale – Fondetir Fondo Pensione Complementare Dirigenti Presidente del Collegio Sindacale – Groma s.r.l. Presidente del Collegio Sindacale – Italia Evolution s.p.a. (in liquidazione) Presidente del Collegio Sindacale – Mediterranean Nautilus Italy s.p.a. Presidente del Collegio Sindacale – Quadrifoglio Immobiliare s.r.l. Presidente del Collegio Sindacale – Rete Autostrade Mediterranee s.p.a. Presidente del Collegio Sindacale – Telecontact Center s.p.a. Presidente del Collegio Sindacale – Telenergia s.r.l. Sindaco Effettivo – Autostrade per l’Italia s.p.a. Sindaco Effettivo – Autostar Holdeing s.p.a. Sindaco Effettivo – CONI Servizi s.p.a. Sindaco Effettivo – Fandango s.r.l. Sindaco Effettivo – Loquenda s.p.a. Sindaco Effettivo – Pa.th.net s.p.a. Sindaco Effettivo – Terotec Sindaco Effettivo – Spiral Tools s.p.a. Sindaco Effettivo – Pastificio Bettini Zannetto s.p.a. Sindaco Effettivo – Consorzio Elis per la Formazione Professionale Superiore Sindaco Supplente – Telecom Italia Media s.p.a. Revisore – Almaviva s.p.a. Consigliere di Gestione – Centro Sanità s.p.a. Liquidatore – Office Automation Products s.r.l.
Dichiara che da domani inizierà la dismissione di 150 sedi dell’Inps lasciando a casa migliaia di impiegati statali e milioni di contribuenti senza un ufficio al quale accedere. Un chiaro conflitto di interesse, spreco delle risorse pubbliche, danneggiamento dei servizi ai cittadini. L’Inps non ha nemmeno un consiglio di amministrazione, è tutto nelle mani di quest’uomo e di Befera con Monti che li difende dall’alto e tutta la classe politica che ci inzuppa dentro biscotti e propagande elettorali. Se l’Inps deve diventare una gigantesca macchina mangia soldi privata, come avviene per la riscossione per mano di Equitalia, non solo si chiede di intervenire politicamente e giuridicamente contro i 25 incarichi di Mastrapasqua, ma, di modificare la legge sulla contribuzione e permettere a tutti i cittadini, lavoratori e imprenditori la giusta libertà di scegliersi con quale società legarsi per pagare i contributi previdenziali. Non si vede il motivo, se non losco, per cui un cittadino italiano debba subire un simile, incondizionato, lucroso, potere e abuso.

Ed ecco anche il comunicato stampa dell'ADUSBEF (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari e Finanziari)
COMUNICATO STAMPA

SCANDALO INPS - OSPEDALE ISRAELITICO: MASTRAPASQUA SI DIMETTA ! OPPURE DEV'ESSERE CACCIATO. ADUSBEF CHE AVEVA DENUNCIATO IL MARATONETA DI POLTRONE PROTETTO DA TUTTI I PARTITI,AUSPICA SEGNALE DISCONTINUITÀ RENZI.
Dopo il gravissimo scandalo che vede indagato dalla Procura di Roma il collezionista di poltrone e presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, per gravi reati ed un gigantesco conflitto di interessi tra un ente pubblico e gli affari privati dell'ospedale israelitico, i cui conti sarebbero stati risanati a carico della collettività con espedienti e favori tali da integrare reati così evidenti, ma tollerati e coperti da un consolidato sistema di protezione di tutti i partiti, senza distinzione tra maggioranza ed opposizione, Adusbef che aveva presentato ben due esposti denuncia alla Procura di Roma per far accertare il malaffare, chiede le sue immediate dimissioni dall'Inps.
Anche per le capacità del 'collezionista' di dissimulare le sue evidenti responsabilità con il goffo tentativo di addossarlo ad altri ed addirittura - come è evidente dalla lettura della sua nota di ieri- di ribaltare la verità (sarebbe stato lui stesso a fare le segnalazioni alle autorità inquirenti? ), o nel messaggio cifrato di confidare nella discrezionalità e responsabilità dei magistrati che indagano, dato il danno ricevuto dalla pubblicazione della notizia di essere indagato dove lui stesso e l'Inps sarebbero estranei, se non addirittura parti lese. Adusbef nelle denunce presentate a gennaio e maggio del 2012, aveva chiesto all’on.le Procura della Repubblica, l’apertura di una inchiesta sulla gestione della Super-Inps da parte del commissario unico Antonio Mastrapasqua, volta ad accertare:" 1) se la compensazione effettuate dal direttore dell'Ospedale Israelitico, Mastrapasqua che ha risolto la sua pendenza con l'Inps presieduta dallo stesso Mastrapasqua, in virtù del decreto-legge n. 688 del 1985, convertito in legge n. 11 del 1986, non abbia configurato i reati di abuso di ufficio in atti pubblici e falso, posto che la legge invocata dava la possibilità di compensare, a richiesta dell'impresa creditrice della Asl, o del Comune, o del ministero, l'inadempienza di un ente pubblico che poteva essere scaricata sugli enti previdenziali per i crediti precedenti al 1985,e soprattutto perché tale norma è stata abrogata nel 1989; 2) se i comportamenti del dr. Mastrapasqua di richiamo scritto all’Inpdap in qualità di presidente Inps ante fusione, che nel 2010 aveva contestato le modalità seguite dall'Ospedale Israelitico per pagare i contributi all'ente di previdenza dei dipendenti pubblici, girando le solite fatture inevase dell'Asl Roma D, siano stati leciti, posto che ha stigmatizzato ciò che l’anno dopo ha considerato legittimi". Il nuovo padrone delle ferriere Mastrapasqua, dopo aver assunto la presidenza della Super-INPS che comprendeva anche l'Inpdap, abusando del suo potere si permetteva di fare richiami scritti ai dirigenti Inpdap che avevano contestato i suoi 'affari' di compensazione dei crediti con i debiti previdenziali dell'ospedale israelitico con l'Asl Roma D.


Adusbef, che dopo aver denunciato affari e malaffare si costituirà parte civile al processo penale contro Mastrapasqua, per il danno evidente che ha inferto all'Inps oltre al danno reputazionale, visto che a migliaia di aziende in crisi, strozzate da Equitalia del vice-presidente Mastrapasqua, veniva negato il diritto di compensare i crediti vantati con la Pubblica Amministrazione con i debiti verso l'Inps come invece concedeva immediatamente all'ospedale che amministrava, rivolge un appello al segretario del Pd Matteo Renzi, confidando in un confidando in un segnale di discontinuità rispetto ad un sistema di potere che ha portato l'Italia e gli italiani, alla più totale rovina.
 
Il mio modesto parere? se Adusbef confida in Renzi significa che non ha ancora capito che dietro al "nuovo che avanza" si stanno preparando pletore di altri strozzini e usurai simil-Mastrapasqua. A cominciare da Davide Serra (l'uomo che vuol far sparire i pensionati a scopo "redistributivo"), Itzhak Yoram Gutgeld e altra pessima nomenklatura. Piccoli e grandi Shylok crescono per esigere nuove libbre di carne dal nostro cuore. Che vadano avanti contando  esclusivamente sulle loro forze e su quelle di consumatori imbufaliti, quelle associazioni consumatori che si stanno costituendo parte civile. Ma lontano da eventuali imprimatur della politica, la quale è servita  finora a scodellare lauti banchetti a codeste ignobili sanguisughe. E rammentino: sanguisuga non schiaccia mai sanguisuga.
 

24 January 2014

Di Francesco in Francesco: c'est rigolo!


 
 
 
Credevo che noi Italiani fossimo messi male, finché non ho dato una sbirciatina a casa d'altri. La Francia ha in François Hollande, un presidente da barzelletta. Una faccia da con  (non traduco in quanto il vocabolo è noto) come la sua è difficile da trovare in giro. Fioccano infatti, vignette su vignette, sulla sua  histoire d'Ho, con tanto di casco e motorino. Fatti suoi? Certamente, finché non ti scoprono. Ma anche la Francia è in sofferenza, a causa della crisi. E certe cosucce, quando si è con le tasche vuote si perdonano di meno. Qui il moralismo non c'entra, dato che in ogni caso i francesi non sono dei puritani.

Ora è  in visita dal papa, suo omonimo. Certo che a guardarli insieme, fanno proprio un bel duetto! Esilarante la vignetta di Pantu che riprendendo la frase di Bergoglio sui gay (chi sono io per giudicare i gay?), ora l'applica alla bigamia del Presidente. Siamo all'apoteosi del relativismo .
Divertente anche quella di Charlie Hebdo qui sotto di Hollande col pischello fuori, il vero presidente della République:
 
 
Liberté, Egalité, Fraternité

 
 
La question d'Etat: Qui suis-je?
La réponse: Une grande  tête de con
 
Beh, quest'ultima è di mia fabbricazione.

21 January 2014

Il gioco del Putto fiorentino


Siamo ai giardini di Boboli a Firenze. Ma  il nuovo Putto delle fontane fiorentine da molti lodato per energia ed eloquio, non è così innocuo da limitarsi agli zampilli e ai giochi d'acqua. Parlo di Matteuccio  Renzi che in prima battuta poteva sembrare simpatico anche al popolo di destra, poiché  seriamente intenzionato a rottamare le tre streghe macbethiane del Pd Livia Turco, Rosy Bindi e Finocchiaro (nella foto in basso col carrello). E dato che queste tre arroganti fattucchiere non le può soffrire nessuno, ecco scattare il pragmatico "il nemico del mio nemico è quasi mio amico".  Le cose però sono un po' più complicate. Renzi non si limiterebbe a "rottamare" le vecchie comari dello stantio apparato Pd.
Come è noto la Consulta ha reso incostituzionale il porcellum e votar si deve con nuova legge.
In altre circostanze, non troverei nulla di male che i capi dei due più numerosi partiti si mettessero d'accordo per avere una nuova legge che ci permetta di andare a votare. Ma qui di normale non c'è più nulla. Se vogliamo applicare la più ferrea logica aristotelica, se il porcellum è nullo, ergo se ne deduce che  anche tutti i parlamentari  e le più alte cariche dello stato eletti col Porcellum dovrebbero essere invalidati (Napolitano compreso).

Inoltre la più grave decisione da parte di Berlusconi e della neo-rinascente FI è  di inciuciare con chi ci vuole rifilare lo ius soli, le gaie nozze, e vuole ultimare la svendita dei nostri migliori gioielli di famiglia. Intendiamoci, io non sono una "purista" e se c'è da scrivere insieme regole condivise ben vengano. Ma la realtà è che certe regole si scrivono con alcuni imprescindibili punti fermi. Lo ius soli e le nozze omosessuali dovrebbero essere a priori bandite da chi si appresta a sedersi intorno ad un tavolo con un interlocutore di partito avversario, in quanto non rientrano nemmeno nel dettato costituzionale. Non con chi in caso di vittoria, vuole aiutare a mandare a picco quel che resta dell'Italia. Ecco inoltre sul piano delle politiche economiche chi c'è dietro a Renzi, perché piace il suo Job Act (ridicola l'inglesizzazione di Legge per il lavoro) alle cancellerie della Ue. Osservate e ascoltate bene il filmato del sig. Nessuno tratto dal programma La Gabbia su La7, quel consueto sig. Nessuno,  che "abita nelle stanze del potere e sa le cose".
Se avete visionato lo spezzone, vi sarete resi conto che andremo a votare solo quando i giochi sono predisposti in modo tale da far vincere il  politico più organico alla Troika, a Olii Rehn, alla Merkel e brutta Co. Non solo. Uno che piace tanto ai repubblicani, quanto ai democratici americani.   Indovinate un po' chi può essere...?

Se avete ascoltato bene, Renzi è il chou-chou di De Benedetti, di Caltagirone e di Romiti. 

E se ascoltate anche quest'altro filmato

beh, scoprirete chi,  in relazione ai "poteri forti", è stato indicato “consigliere economico” di Renzi:  l’economista israeliano (ora deputato del PD) Itzhak Yoram Gutgeld, fino al marzo dello scorso anno, direttore della multinazionale Mc Kinsey nonché nemico giurato della spesa pubblica, già autore del programma politico del governo di Romano Prodi (2006). E come Gutgeld (cognome che in tedesco significa "buon denaro") abbia confezionato per Renzi un  programmino che contempla lo spolpamento completo di quel che resta delle nostre risorse industriali.

Frattanto, per la felicità dei gonzi che a tutto abboccano, i media mainstream presentano l'immagine di un baldo giovin fiorentino di belle speranze che vorrebbe rigirare il sistema partitocratico come un calzino, ostacolato però,  da quei parrucconi vetero bolscevichi dei suoi colleghi di partito. Poverino!

S'ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo... Bisogna che tutto cambi perché tutto resto come prima. Più di prima.

17 January 2014

Italia, pattumiera di veleni letali

 
 
Sta arrivando un bastimento carico di... beh, non certo di banane e di frutti esotici. Ecco invece cosa ci tocca scoprire: essere  considerati la cloaca del mondo e non saperlo che a cose fatte. Essere considerati meno dell'Albania, che peraltro si è giustamente ribellata e ha saputo tenere la schiena dritta, e non poter fare altrettanto, per colpa di politici servili, infingardi e disgustosi. I rifiuti chimici delle armi chimiche di una delle tante guerre "umanitarie" per l'esportazione della "democrazia" (quella delle multinazionali, delle banche e delle holding finanziarie), stanno sbarcando a Gioia Tauro. Parlo della Siria e della sporca guerra ad essa scatenata. Della serie, come fare il gesto dell'ombrello agli Italiani e non farglielo sapere.
La  strega di Bra Emma Bonino voleva, in prima istanza, far eseguire l'operazione in Sardegna e in Sicilia, cioè nelle perle del Mediterraneo. Prelevo dal sito Stampa Libera questi antefatti  del 18 dicembre 2013 che oggi, alla luce dei nuovi sviluppi,  hanno trovato riscontri anche nei canali cosiddetti ufficiali, sebbene la  nostra consueta stampaglia in queste ore, stia  cercando di smorzare i toni di una notizia che reca in sé risvolti assai inquietanti.
Ma cerchiamo di fare il punto della situazione.
 
 
L'Italia non ha partecipato personalmente alla guerra "democratica" per far fuori il regime di Assad in Siria. E allora qual è la sua parte nel Grande Scacchiere? Il Bel Paese noto per le sue bellezze geografiche, archeologiche ed artistiche deve fare la discarica dei veleni letali che altri (anche la Norvegia e il Belgio oltre alla citata Albania) hanno invece rifiutato. Questa volta però il rischio sarebbe letale, tenuto conto che basta meno di un milligrammo di sarin, per uccidere un uomo. La nave americana Cape Ray dovrebbe incaricarsi di "neutralizzare"  i sistemi di idrolisi entro giugno di quest'anno. Si parla di una fase di "neutralizzazione" in acque internazionali, tanto per tenersi sul vago e sul generico (forse nel Mediterraneo al largo dell'isola di Creta). 
Cade dalle nuvole il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore che si sente scavalcato da una simile rischiosa operazione senza essere stato debitamente  preavvertito: "A me non hanno comunicato nulla di ufficiale ma comunque sarebbe grave". E ancora: " Forse il ministro Bonino non sa cos'è la democrazia. E' la solita scelta calata dall'alto, siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l'altro, qui non c'è un ospedale attrezzato".
Protesta pure il governatore della regione Calabria  Giuseppe Scopelliti che teme il rischio di una "guerra civile sul territorio". Ma che volete mai, come è noto, il governo vero è  collocato altrove e i Quisling nostrani si limitano ad applicare le supreme decisioni di scuderie lontane.

  "Il ministro Lupi ha comunicato il nome del porto italiano che ospiterà le operazioni di trasbordo dell’arsenale siriano dal cargo danese o norvegese all’americana Cape Ray. La scelta cade dunque sulla Calabria. Lo scalo sarebbe stato scelto perché considerato più sicuro e di più facile gestione in caso di proteste e manifestazioni. L’annuncio è stato dato in Parlamento, durante l’audizione alle Commissioni Esteri e Difesa del ministro degli Esteri Emma Bonino, delle Infrastrutture Maurizio Lupi e del direttore generale dell’Opac, Ahmet Uzumcu, venuto a spiegare le fasi dello smaltimento" (fonte Corsera). 
L'Opac (L'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) RINGRAZIA a nome del suo il responsabile Uzumcu  (che è un turco). Gioco di ruoli internazionali? Tutto è possibile.
La citata Bonino, cerca di dare rassicurazioni circa la rapidità dell'operazione. «Il trasbordo di agenti chimici avverrà «da nave a nave» senza toccare il suolo italiano: cioè senza sbarcare nemmeno in banchina e senza che il carico debba essere stoccato in depositi a terra. L’operazione, non dovrebbe durare più di «48 ore». Poi la nave Usa - una volta in acque internazionali - distruggerà mediante idrolisi gli agenti chimici più pericolosi arrivati dalla Siria".
Ma quando si parla di gas letali di cui si sono visti gli effetti devastanti in Siria, e di perniciosi agenti chimici, beato a chi si fida.
Ecco alcune ipocrite dichiarazioni di queste ultime ore:

Bonino : "La più importante operazione di disarmo degli ultimi dieci anni".
Letta: "In linea con lo storico impegno del nostro Paese a sostegno della pace e della sicurezza internazionale, tale sforzo costituisce un contributo concreto e imprescindibile a garanzia della stabilità e della sicurezza nella regione mediterranea e mediorientale".

Giudicate un po' voi....


Inoltre, un corrispondente volontario dalla Grecia invia questo post dal titolo Una bomba nel Mediterraneo per il sito Comedonchisciotte .


13 January 2014

Strategia del carciofo

"Gennaio è un mese pazzesco", si lamentano amici e conoscenti dopo la tregua natalizia. In effetti è prevista in questi giorni, una raffica di tasse, di adempimenti di pagamento da lasciar tramortiti. Siamo alla strategia del carciofo e foglia su foglia veniamo depredati d'ogni avere.
I più poveracci sono giunti a  rateizzare già perfino le tasse e le bollette, con lo Sceriffo di Nottingham "equitalico" che risucchia "crediti" rateizzati come un'idrovora.  I più fortunati, danno fondo ai loro risparmi.  E' vero, però,  che tutti i mesi dell'anno sono diventati "pazzeschi" e che ogni mese ne inventano una.
Regna volutamente  il caos e la confusione fiscale (il balletto degli acronimi e delle sigle sulla Tasi & derivati e le truffa della mini IMU): ennesima truffa, ennesima modifica e/o ritrattazione della truffa. Fino a nuove truffe, nuove frodi fiscali, nuove estorsioni, camuffate sotto nuove sigle.
Naturalmente,  per Saccomani è una grande conquista di civiltà aver trasformato i sindaci in nuovi gabellieri "federali". Ecco una delle sue affermazioni: «Si è fatto un passo avanti importante nel chiarire, ancora più di prima, la natura federale di questo tipo di imposizione. Gran parte dei problemi lamentati in questi mesi è dovuta al fatto che si è intervenuti dal centro su forme di tassazione gestite a livello periferico» (fonte Corsera) .
Per chi ancora non avesse capito bene, significa in parole povere che saranno i cittadini a sostenere TUTTE le spese delle municipalità che fino a poco tempo fa, ottenevano trasferimenti dallo stato. E per spese intendo riparazioni di semafori, aiuole, verde pubblico, parcheggi, nettezza urbana,  elettricità e luminarie, e ogni altro servizio.  E che i sindaci dei vari comuni d'Italia diventeranno "gabellieri" per conto di Saccomanni (il quale a sua volta prende ordini da Ollii Rehn, dalla Merkel e dalla genia delinquenziale  della Ue). Ma non è tutto. Il nuovo "sindaco gabelliere" dovrà sapersi trasformare, alla bisogna,  anche in nuovo elemosiniere per i più poveracci, prelevando da quelli che se la passano un tantino meglio per "redistribuire". Vi lascio pensare chi saranno " i meno abbienti" che beneficeranno della "redistribuzione". Ovviamente, saranno i soliti immigrati. 
Occorre anche spiegare che queste nuove politiche economiche e fiscali fatte sotto dettatura,  pretendono di trattare gli enti locali come "aziendine private".
Che significa tutto ciò? Che l' "aziendina" in mancanza di mezzi propri e magari anche esposta con le avide banche, provvede a prendere direttamente in ostaggio i cittadini. Ecco perché ogni cittadino dovrebbe organizzarsi per fare pressione presso il proprio sindaco con lettere, petizioni cartacee (lasciate perdere le email e preferite le consegne a mano) controfirmate, nonché presidi davanti ai municipi. Ecco un modello che personalmente adotterò:

Egregio sig. sindaco, 
 le scriviamo quali cittadini residenti in questo comune. In questi anni siamo stati disciplinati, puntuali e rispettosi nel versare i tributi richiesti, ma ora siamo a chiederle di "disubbidire" a questo nuovo odioso sistema fiscale e tributario che questo governo le ordina. E' un modo per non volerci mettere direttamente la faccia e lasciare a lei la funzione di  gabelliere ed eventualmente di strozzino e  pignoratore dei beni dei cittadini, trasformati in sudditi. E' un modo per spezzare l'armonia democratica (fatta di equilibri non sempre facili, ma comunque equilibri) tra il capo del governo locale e i suoi abitanti.
E' un modo per aumentare il divario tra la popolazione e i sindaci,  trasformati  in "soldatini esecutivi" di uno stato vessatorio sempre più patrigno e punitivo che va nell'ottica della dissoluzione di se stesso nel nome del solito "ce lo chiede l'Europa". Fino a trovare negli amministratori locali, un esercito di spietati caporali. Ecco perché nel nome della sua dignità politico-amministrativa, ma  anche della nostra legittima aspirazione alla giustizia,  alla vera equità e al benessere dell'abitare, le chiediamo di ribellarsi a queste leggi inique, di cercare di modificarle con ogni mezzo a sua disposizione,  a vantaggio dei suoi cittadini. Noi saremo con lei e la sosterremo. 
Con osservanza,

Ovvio che una lettera non basterà, che ci vorranno degli incontri, dei raduni, dei faccia a faccia,  dei presidi davanti ai Comuni. Ma la ricostruzione dell'Italia potrebbe partire proprio da questi. Dopotutto è da lì che è partita la storia di questo Paese. 
Per la nostra sopravvivenza, fermiamo la strategia del carciofo.

07 January 2014

Riportateci a casa i nostri marò!



Sui nostri marò Latorre e Girone è caduto una cappa di silenzio a dir poco inquietante. Ma quando tornano? E quando li restituiranno al loro Paese e alle loro famiglie? Più si infittiscono i messaggi di solidarietà in rete,  più la stampa complice e codarda tace. I due fucilieri, più ancora che della feccia indiana che li accusa di un delitto in acque internazionali, sono innanzitutto ostaggi e  vittime dei nostri pessimi, inetti, irresponsabili nonché abusivi governanti, che non sono in grado di riportarceli a casa, in quanto sono i primi a non voler che viviamo ancora in una nazione con un minimo di dignità, indipendenza e sovranità. E dato che i nostri politici si impegnano con ogni mezzo per smantellarla e massacrarla, questa povera Italia, perché mai dovrebbero fingere di credere in ciò che essi stessi si stanno affannando a voler distruggere? A cominciare dalle nostre forze armate, abbandonate a se stesse. 


Prima Monti e il suo "tecnico" con delega agli Esteri  Giulio Terzi Sant'Agata, i quali arrivarono perfino a litigare tra di loro con le dimissioni anticipate del Terzi, per la gestione della delicata questione, come da mio precedente post sul tema.  Poi Letta e Bonino, la strega radicale nota praticatrice di aborti con la pompetta da biciclette, adibita a ministra degli Esteri. Di male in peggio. E se ne vedono tutti gli effetti devastanti, sia in politica interna che estera. 
Cosa fanno i nostri due marò e come passano il tempo essendo di fatto "consegnati" nella nostra ambasciata  in India, non ci è dato di saperlo. E di tanto in tanto, si agita ancora la spada di Damocle di una possibile pena di morte.
Mi è caduta sotto gli occhi, a tale scopo,  una lettera di Ida Magli al direttore del Giornale Alessandro Sallusti, prima di Natale, pubblicata anche nel suo sito Italiani Liberi. Eccone il testo: 


Caro Direttore,
volevo farti presente, per quanto riguarda il gravissimo problema dei nostri Marò che sta a cuore a tutti gli italiani, e in particolar modo a noi e ai lettori del Giornale, quanto afferma la Carta dei Diritti fondamentali dell’ Unione Europea, al Titolo II, Articolo 19: “Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte”.

I governanti italiani, sempre proni davanti a ogni normativa europea, l’hanno ignorata mandando deliberatamente in un paese ove è in vigore la pena di morte due cittadini italiani ed “europei” come i nostri Marò.
Esiste la pena del carcere per chiunque manchi a qualsiasi regolamento europeo. E per i politici che manchino ai trattati costituzionali?
Ida Magli

Nel leggerla mi sono chiesta: ma dove sono andati a finire tutti quegli "intellettuali organici" che negli anni passati, firmavano manifesti, appelli ogni due per tre? Che pagavano addirittura intere pagine di giornali italiani e stranieri per le loro geremiadi?
Parlo dei professionisti degli appelli, dell'indignazione a senso unico, quelli che minacciavano sempre di andare in esilio e di espatriare, perché sotto "il berlusconismo" in Italia non c'era democrazia...

Sì, perché invece adesso ne è arrivata tanta, di democrazia, vero? ....
Possibile che ci sia in giro solo lei, la prof antropologa ultra-ottuagenaria nella sua solitaria battaglia di dignità patriottica?

E' un'indecenza, però! 
Un paese di pennivendoli prezzolati e di intellettualoidi da oratorio e  da conventicole rosse. Fuori da queste miserabili scuderie telecomandate, non c'è spazio per il vero coraggio, per la schiettezza, per l'amore per il nostro Paese e quindi anche per le forze armate che dovrebbero rappresentarlo. Non facciamo cadere il silenzio intorno a questa annosa e vergognosa sporca faccenda. 
Riportateci i nostri marò a casa! E speriamo che questo 2014 appena iniziato, sia l'anno buono.

AGGIORNAMENTO del 11 gennaio. Ricevo da Vanda e pubblico questo manifesto che annuncia un raduno davanti all'Ambasciata Indiana  del 30 gennaio, per sollecitare la liberazione dei nostri due Marò:

Qui anche il link di Casapound proposto da No caste:  http://www.casapounditalia.org/2014/01/maro-casapound-pazienza-finita-in-caso.html. La pazienza è finita da un pezzo. 







03 January 2014

Amami Alfredo (anche se nero)

 

 Sì lo so, c'è di peggio di quanto sto per raccontare. L'obiezione me la faccio da me. Ci sarebbe da parlare dei pedaggi autostradali rincarati del 8% dal miserabile Lupi,  ministro ciellino delle Infrastrutture, vendutosi alle "larghe intese". Ci sarebbe da far rilevare quei mille e 400 euro in più rispetto allo scorso anno che ci rastrelleranno dalle nostre tasche. Ce ne sarebbero delle cose... 
Però intendo soffermarmi sul concerto di Capodanno alla Fenice di Venezia, col quale la tv di stato ha aperto l'anno nuovo.
Nel guardarlo ho pensato che non si può  più dare per scontato un bel nulla, nemmeno il fatto che il ruolo di Alfredo Germont ne La Traviata di Giuseppe Verdi, sia interpretato da  un tenore italiano e bianco. E difatti lo hanno fatto interpretare da un tenore statunitense nero. Vi risulta che il libretto di Francesco Maria Piave  scritto per la musica del nostro esimio italianissimo Verdi e  ispirato al romanzo francese "La dame aux camélias", fosse stato ideato per la società multikulti? A me proprio no.
Ormai che la lirica e i suoi teatri italiani siano completamente in mano agli stranieri è cosa arcinota (impresari, registi, direttori d'orchestra e pure cantanti).  Tanto per fare un esempio recente, il direttore d'orchestra del teatro della Fenice  del concerto di Capodanno è un 29enne venezuelano a nome Diego Matheuz.
Mi è capitato di vedere un compare Turiddu de La cavalleria rusticana interpretato da un  tozzo coreano che faceva smorfie facciali impossibili per interpretare il nostro bel canto italiano.

Intendiamoci, nulla da ridire sulla preparazione lirica del tenore afroamericano Lawrence Brownlee, ormai conteso dai teatri  di tutto il mondo, che interpretava, per l'appunto, il ruolo di Alfredo in alcune note romanze durante il concerto alla Fenice. Ma che effetto farebbe se tenori e baritoni bianchi e italiani si mettessero a interpretare "Porgy and Bess", l'opera che George Gershwin ha scritto specificamente per i neri d'America e che descrive la vita negli slum degli afroamericani  a  Charleston (Carolina del Sud) all'inizio degli anni trenta?
Ci vuole tanto ad applicare un minimo di rigore storico, filologico e musicale, rispettando quell'eredità   artistica che noti  musicisti e librettisti ci hanno tramandato?

Presto ne vedremo delle belle: un'opera italiana intera e non solo qualche romanza, con opportuni "inserimenti" (si dice così) di melting pot nel cast artistico. A quel punto se Alfredo è negro (o nero come impone la correctness), lo dovrà essere anche suo padre Giorgio Germont, che fa il baritono. E se non lo si trova, lo si dovrà tingere di nero per coerenza.
Ed ecco allora l'aria: "Dov'è mio figlio? / più non lo vedo/ In te più Alfredo - trovar non so ",  suonare derisoria. Quasi una barzelletta! Eppure il colore del figlio dovrebbe essere più che evidente. A meno di non essere daltonici.
Gli inglesi fecero molto più rumore di quanto non facciamo noi,  per la banale faccenda degli "idraulici polacchi". Perché noi Italiani ci facciamo portare via anche quelle carriere e quelle professioni in cui siamo forti e famosi nel mondo? 

Nulla è mai per caso.  E' un modo, anche questo,  per farci digerire fin già in apertura d'anno,  la purga dello "ius soli", dei "nuovi italiani" (chiunque lo può e deve diventare), del meticciamento  universale e del "mercato globale" anche di quelle prestigiose carriere artistiche tradizionalmente made in Italy. Frattanto...


 

Libiamo, libiamo
 ne' lieti calici,
che la bellezza infiora;
e la fuggevol'ora
s'inebrii a voluttà...

...sì, purché non sia un amaro calice.