30 October 2013

Contante: ancora con le Mani nel Sacco




Provaci ancora Sacc! Non bastava Monti e il suo mille (euro) e non più mille. Ora Saccomanni (nomen/omen) in materia di contante,  ci chiederà di più. Chi è Fabrizio Saccomanni? Qui la sua biografia.  Come al solito i peggiori esperimenti criminali si fanno qui da noi. L'assalto alla diligenza Italia, non è ancora stato completato. Vogliono di più, ancora di più, sempre di  più. Che sta succedendo? C'è aria di grande default in arrivo da parte delle banche internazionali ed è il caso di dire che si  preparano a mettere le mani avanti.

Oggi mercoledi 30 ottobre è una data storicamente grama da ricordare: scompare definitivamente il segreto bancario ai fini fiscali. Entro il 31 ottobre, infatti, banche e operatori finanziari dovranno comunicare all'Anagrafe tributaria tutti i dati dei propri correntisti. Pertanto, dovranno essere comunicati i conti correnti (con relative movimentazioni) aperti entro il 2011. Entro il 31 marzo 2014 quelli del 2012. Ed entro il 20 aprile del prossimo anno, i conti correnti, deposito titoli e ogni operazione effettuati nel 2013. A quel punto, la mappatura sarà completa. E il fisco italiano avrà a disposizione il sistema di monitoraggio e mappatura contro l'evasione fiscale più completo al mondo. Nella sostanza, banche, Poste italiane, organismi di investimento collettivo, società di gestione del risparmio, dovranno comunicare tutti i dati identificativi del titolare del conto corrente. In più, dovranno comunicare all'Anagrafe tributaria gli importi totali delle movimentazioni effettuate nei dodici mesi. Vale a dire, dovranno fornire i dati sugli importi totali degli accrediti e degli addebiti dell'anno. E infine, fornire il saldo all'1 gennaio e al 31 dicembre. (leggere tutto l' articolo tratto da Il Giornale)

Ma torniamo ai mai sopiti desideri di rastrellamento del contante da parte di Saccomanni e dei suoi mandanti internazionali. 

Nella vita comune, l'utilizzo del denaro contante è una delle cose più normali che esista. La possibilità di utilizzare denaro contante per compensare transazioni commerciali, costituisce elemento di libertà di ogni essere umano, oltre che motore di sviluppo alla crescita economica e al benessere collettivo.Quotidianamente, avvengono milioni e milioni di transazioni che hanno come contropartita l'utilizzo del denaro contante, senza il quale, con ogni probabilità, parte di queste non avverrebbero mai, o avverrebbero in maniera sensibilmente ridotta.

L'utilizzo del denaro contante è semplice, è pratico, è efficace, è veloce e non è costoso.

Questo, unito alla possibilità di utilizzare anche altre forme di pagamento che il progresso tecnologico ha reso disponibili, contribuisce ad elevare il grado di efficienza della società e delle pratiche commerciali le quali, a seconda dei casi, richiedono strumenti di pagamento più o meno consoni a talune tipologie di spese.  (...)

Di colpo, grazie ad un atto normativo, il cittadino verrebbe privato oltre che di questa forma di libertà (cioè quella di utilizzare il contante), anche dell'unica forma di dissenso a sua disposizione nei confronti del sistema bancario. Per contro, le banche verrebbero graziate in quello che per loro costituisce il vero e proprio incubo: la corsa agli sportelli (da Comedonchisciotte)


Resta comunque evidente che queste grandi manovre finanziarie, basate sul sistematico controllo poliziesco e spionistico del patrimonio e del risparmio privato dei cittadini, nascondono qualcosa di losco, di terribile, di non detto e di ben occultato dai camerieri della nostra classe politica, letteralmente impotenti non solo a difenderci, ma anche a comunicarci la tempesta perfetta che sta per abbattersi addosso ai paesi della Ue. Questo vale anche per lo scandalo intercettazioni di Obama verso i paesi cosiddetti "alleati". Figuriamoci poi chi non lo è! Non stracciamoci però le vesti: questo del Datagate  è il segreto di Pulcinella. In passato leggevamo tutti troppe spy story di Le Carré, e la spia aveva lo sguardo algido di chi veniva dal freddo. In realtà, c'era la Prima Repubblica ed eravamo spiati (si veda la fine fatta fare a Enrico Mattei e
Adriano Olivetti) dagli esponenti del "mondo libero, occidentale e democratico"; c'era Mani Pulite che è stata messa in piedi direttamente dall'Intelligence americana (Clean Hands) e siamo stati spiatissimi. Molte nostre eccellenze aziendali sono cadute nella rete delle intercettazioni da parte di Echelon, il Grande Orecchio, d'Oltre-Atlantico. E' caduto il Muro, ma dopo l'11 settembre,  continuavamo a essere spiati con la solita scusa del "terrorismo internazionale". Fino ad arrivare ad oggi con il Datagate col sistema spionistico PRISM, l'orecchio killer del "democratico" Obama dal Nobel preventivo. Siamo sempre stati un Paese a sovranità limitata. Triste dirlo, ma questa purtroppo è la nostra Storia, dal dopoguerra ad oggi. 
Non invadiamo la privacy dei popoli. Vogliamo solo sapere cosa stanno facendo


Nel comunismo, la proprietà privata era un crimine; nell’ipercapitalismo speculativo, è una «inefficienza» sorpassata, che vi faranno passare di testa con la pubblicità: «Perché rinunciare all’ultimo modello? Ve lo diamo noi. È gratis!». Il risultato è lo stesso del comunismo: nessuna proprietà privata, significa nessuna libertà politica. Avrete tutti lo Smartphone: lo stesso. Lo stesso automezzo elettrico-ecologico. Le stesse scarpe, lo stesso vestito. Tutto americano.



È il vostro futuro. ( da Il Super-stato canaglia senza freni)


25 October 2013

Paga e TASI ! (ovvero La danza degli acronimi)



Confesso che nel valzer degli acronimi propinati dalla nuova legge finanziaria di Letta, non ci ho capito nulla. Parlo di Tares, Tarsu, Trise, Tari e Tasi. Ci capite qualcosa? Ogni quotidiano fa a gara nel pubblicare quadri riassuntivi, specchietti sinottici dove si tenta di spiegare le varie sigle con relative aliquote, ciascuno in modo diverso dall'altro.    Personalmente, capisco solo che hanno fatto finta di toglierci l'IMU sulla prima casa, per poi metterci di colpo tre o quattro altre tasse alla volta. Con buona pace per la campagna elettorale del PdL sull'Imu che è stata una beffa atroce. Esattamente il contrario del gioco dei fustini della lavatrice. Ricordate? Paghi uno e porti via due. Qui invece,  fingono di scontartene una (l'IMU) per poi rifilartene ben quattro o cinque alla volta. Leggere qui  e anche qui.
 
Ci prendono  brutalmente per la pelle del fondo schiena, ma nessuno si ribella. Perfino il Sole 24 ore è costretto ad ammettere che la tassazione sulla casa, non lascia, ma raddoppia. Anzi, triplica pure.
La tassazione immobiliare non lascia, ma raddoppia. Anzi triplica. Con la nascita del nuovo tributo sui servizi (Trise), a sua volta suddiviso in due parti: la Tari sui rifiuti e la Tasi sui servizi indivisibili. Che sostituiranno la Tares e l'Imu sulle prime case non di lusso. Imu che invece resterebbe sull'abitazione principale di pregio e sulle seconde case. Tari e Tasi non differiranno solo per una consonante, ma per l'intera struttura. La prima sarà una tariffa e sarà commisurata alla superficie calpestabile già utilizzata per pagare fin qui Tarsu, Tia 1 e Tia 2. Per poi trasformarsi più avanti in Tarip, una tariffa puntuale e commisurata alla quantità e qualità di rifiuti prodotti. La Tasi invece sarà un tributo con un'aliquota di partenza dell'1 per mille che utilizzerà la stessa base imponibile dell'Imu. Fermo restando che il tetto massimo del prelievo non potrà superare le aliquote massime Imu: 6 per mille sulla prima casa 10,6 sulla seconda.

Ma ce n'è un'altra. Pare che il botto siano le seconde case tenute sfitte nello stesso comune di residenza della prima casa,  e magari date in comodato a figli o nipoti, a giustificare aumenti da capogiro. In particolare in grandi città come Milano e Roma. Aumenti a carattere espropriativo come spesso si è puntualizzato in questo blog. Non più tardi di ierisera (giovedi 24) a Porta a Porta salta fuori dal cappello del cilindro del Pd, il nuovo che avanza: Gianni Cuperlo, l'esile biondino reclamizzato dal Pd come il "bello e democratico", che afferma serafico di doversi occupare anche degli inquilini sfrattati e non solo dei rentiers. Avete sentito bene? Rentiers, pronunciato alla francese (proprietari fondiari, latifondisti , titolari di rendite),  un termine usato dai giacobini durante la Rivoluzione Francese e successivamente dai comunardi.
Dirò subito che è un termine (usato anche da Barnard in alcuni suoi scritti) che non mi piace, in quanto crea confusione. Quando in Italia era possibile, poiché il fisco non era ancora così vorace come oggi, non sono stati pochi quegli Italiani che hanno investito nel mattone, in quanto sapevano benissimo che in banca, i loro risparmi sarebbero stati polverizzati (se metti 1000 euro, alla fine dell'anno te ne trovi 700). E allora più che titolari di "rendite parassitarie",  trattasi della semplice e contadinesca norma del "mettere il fieno in cascina. ".
Cuperlo, il "bello e democratico"
 
Se proprio Cuperlo (nella foto)  deve parlare di rentiers, è il caso che si ricordi che il vero "latifondo",  le vere rendite di posizione, ce le ha sempre avute storicamente il suo partito, a partire da EdilCoop e da altre cooperative rosse immobiliari presso i loro feudi regionali, vere e proprie holding di autofinanziamento del suo partito nonché importanti centri di clientele. E' il caso di dire che non capisce un cuperlo.
Cuperlo non capisce, ma si adegua al Dio Mercato: fuori gli Italiani e i loro figli "in comodato", e dentro, le agevolazioni di "edilizia popolare" per gli stranieri. Ecco cosa, come e a chi serve l'alluvione demografica in atto nel nostro Paese e gli sbarchi senza fine di questi giorni.  A creare "nuova edilizia" cosiddetta "popolare", con gravi conseguenze ambientali e idrogeologiche per il nostro territorio, già fortemente provato.
Intanto per gli autoctoni vale il  detto "paga e TASI", che in veneto vuol dire taci.
La danza macabra col resto degli acronimi basati sulla più assoluta nebulosità e totale mancanza di trasparenza (voluta)  nei confronti dei contribuenti, continua...
Per  inciso, questa "finanziaria" è stata fatta sotto dettatura di Olli Rehn e dell'Eurocrazia di Bruxelles. As usual.

18 October 2013

In mutande alla cipriota



Ormai arrivano quasi quotidianamente solo gragnuole di pugni così violenti e rapidi che i cittadini, non hanno nemmeno più il tempo né la forza di reagire. O di rendersi conto cosa piove loro addosso. E questo sia a livello nazionale che a livello internazionale. L'ultima, è la proposta choc della commare secca (secondo un sonetto di Gioacchino Belli, la morte). Il FMI ha assunto ormai il volto grifagno e l'aspetto rinsecchito della Lagarde. Una sineddoche, direi. Pertanto, quando si pensa al FMI, si pensa a lei. Ora il Fondo se ne è venuto fuori con la sua proposta choc di prelievi forzosi detti "patrimoniali" del 10% una tantum (???) per ripianare i debiti delle potenti banche d'affari internazionali. Ma è mai possibile?
Svestivamo alla cipriota. Fino alle fatidiche mutande. E' a Cipro, per chi ben ricorda che si è consumato il tabù del prelievo forzoso su conti altrui. Come è noto il FMI è parte integrante della Troika, e già questo termine fa venire i brividi in quanto è ereditato di sana pianta dal bolscevismo comunista. Del bolscevismo del resto, il Fondo ne ha tutte le prerogative: l'esproprio e la rapina dei popoli che attua di concerto con la Banca Mondiale. Spesso il Fondo si fa pure piromane e pompiere. Ovvero, produce quelle situazioni rovinose che poi gli consentono di intervenire in quanto liquidatore e pignoratore di concetto. Cadere sotto la tutela della commare secca, significa ricevere il bacio della Morte.


Ha sicuramente fatto clamore la proposta del Fondo Monetario Internazionale, che nel suo recente Fiscal Monitor (scaricabile cliccando QUI ) consiglia di prelevare il 10% dalla ricchezza privata, al fine di rimettere in sesto i conti dei paesi in difficoltà, tramite una manovra sui conti correnti. 
Una super patrimoniale “una tantum” che tartasserebbe i risparmiatori ben oltre quanto già si era visto ai tempi del Governo Amato, quando il prelievo forzoso sui conti correnti fu del 0.6%. E ancora questa operazione è ricordata con scandalo. Immaginatevi un prelievo del 10%!
In passato operazioni così invasive si sono già viste in paesi di prim’ordine. Parliamo di Germania e Giappone. Peccato che stiamo parlando però proprio per periodo post bellico e quindi dei due paesi che persero la guerra.
E noi che guerra abbiamo perso?
La guerra della competitività, la guerra della gestione finanziaria, della serietà, delle lobby che comandano il sistema, la guerra del debito e la guerra nei confronti dei paesi del Nord Europa, la guerra del fiscal compact. 

La grande paura che a questo punto ci deve assalire è che la famosa Troika abbia deciso di utilizzare il “modello Cipro” anche per altre situazioni difficili nel mondo bancario.
Ricordate cosa è successo a Cipro? Per “salvare le banche” è stato chiesto ai risparmiatori ciprioti (occhio, c’era anche evidente riciclaggio di matrice russa) di subire prelievi in alcuni casi anche superiori al 50% sui depositi presso le banche, quando gli importi erano superiori a 100.000 €. Insomma, ognuno deve aggiustarsi e SOLO quando la situazione diventa difficile anche per altre controparti, mettendo a rischio l’incolumià finanziaria di altri stati o banche internazionali, allora in quel caso ecco intervenire gli “strumenti magici”: FMI, OMT, ESM  ( o Mes che dir si voglia). E chi più ne ha, più ne metta. ((Dal post Proposta choc del FMI del 10% sui conti correnti).

Intanto la mordacchia ideologica e le opinioni in manette viaggeranno di pari passo con gli ESPROPRI effettuati su larga scala. Più ci porteranno via anche le mutande (su modello cipriota),  più forte sarà l'apparato repressivo propagandistico per farci accettare queste iniquità attraverso i mezzi più assurdi : memorie imposte, opinioni in manette  e polizia del pensiero.  Tutto quanto fa odiosamente parte del medesimo pacchetto.


e ggià la Commaraccia  secca 
de Strada-Ggiulia 
 arza er rampino. (G. Belli)

13 October 2013

A Monsieur Le Monde je rode

Non bastasse un cattivo giornale, portavoce delle massonerie Ue come Le Monde,  venerdi 11 anche l'inserto del Corriere "Sette" si è messo a dar voce a Jean-Marie Colombani, non più direttore di cotanto giornale francese e ora firmatario di articoli ( tradotti  e coi diritti riservati) per il pubblico italiano. Leggete voi stessi come rosica perché in Francia hanno capito che se continua a governare Hollande, il destino dei francesi sarà sempre più tasse, vassallaggio agli Usa, obbedienza a quel FMI che prevede perfino il prelievo forzoso dei nostri risparmi; più altre bellurie come  flussi migratori a gogò e nozze gay.
E lo fa per il nostro ancora narcotizzato pubblico, visto che Oltralpe, a tromboni simili,  nessuno dà  più retta. A Colombani je rode, e rosica non poco per il risveglio dei partiti identitari della destra francese (Marine Le Pen innanzitutto), e teme  pure il contagio europeo nonché la fine del pensiero unico mondialista di cui lui è sempre stato zelante  propagatore. Il corsivo evidenziato che inframmezza questi suoi grani di stolidezza, è mio.




Cosa succede all’Europa? Come mai nel nostro Vecchio Continente, in un Paese piccolo come l’Austria, il totale dei voti dell’estrema destra supera il 30%? Finora si è detto: il populismo è in crescita? Certo, c’è la crisi. In Austria però i disoccupati superano di poco il 4%, vale a dire piena occupazione. (significa che gli Austriaci sono persone previdenti e corrono ai ripari prima di essere ridotti a colabrodo come noi).  È vero che nella nostra Europa non si è mai verificato che un movimento ideologico restasse confinato all’interno di un unico Paese (anche il suo pensiero, Monsieur, purtroppo non è relegato solo alla sua penna e al suo Paese). La Storia ci dimostra che ogni volta nata, una corrente di un certo rilievo attraversa, o infiamma, tutto il continente. Oggi siamo quindi a rischio populismo. Il che significa essere a rischio di demagogia, di soluzioni che soluzioni non sono, di semplificazioni eccessive. E all’orizzonte si prospetta una sciagura ancor peggiore. Quasi dappertutto in Europa siamo doppiamente minacciati: dall’avanzata dei movimenti populisti, certo, ma anche dalla tentazione dei partiti della destra classica, e persino di una parte della sinistra, di battere sugli stessi tasti dei populisti, di riprenderne i temi, e quindi di conferire loro credibilità. Nessuno sembra sottrarsi a questa tentazione. In Gran Bretagna, dove la minaccia è rappresentata dall’Ukip, che spinge per l’uscita dall’Unione europea, il governo di David Cameron va all’attacco del welfare, cercando di rendere più severe le condizioni per ottenere l’indennità di disoccupazione. In Francia, dove la minaccia è rappresentata dall’ascesa del Front National di Marine Le Pen, i leader della destra “di governo” si fanno concorrenza strizzando l’occhio all’estrema destra: è il caso della droite décomplexée, la destra senza complessi di Jean-François Copé, presidente dell'Ump (il fatto di chiamare "senza complessi" la destra, la dice lunga sul diritto di cittadinanza democratica di cui dispone), o della frase choc dell’ex primo ministro François Fillon, un tempo nemico giurato dell’estrema destra che, dimenticando l’eredità gaullista cui peraltro si richiama, garantisce: «Fra un candidato socialista e uno del Front National è bene scegliere il meno fazioso». (l'hanno capita anche quelli dell'UMP che fazioso come Hollande non c'è nessuno)

AUTORITARISMO PUTINIANO. Il Belgio ha i separatisti fiamminghi. L’Italia la Lega Nord e il grillismo. Persino in Germania ha destato qualche preoccupazione la nascita di un piccolo partito populista sovranista che per poco non ha superato la soglia di sbarramento del 5%, che ne avrebbe consentito la presenza in Parlamento (fa parte del gioco democratico, entrare in Parlamento mediante libere elezioni, cher Monsieur). E poi c’è la Grecia, logorata, ahimè, da un vero e proprio movimento neonazista, Alba dorata, che finalmente il governo ha deciso di combattere per via giudiziaria. Era ora. Perché i nostri amici greci forse l’avevano dimenticato, ma l’Europa è, e deve restare, intrinsecamente legata alla democrazia (quale democrazia? Quella che sta facendo morire i Greci di denutrizione? quella che confisca le loro case? Quella che mette in svendita perfino le loro isolette? ). E l’Europa? Troppo spesso viene considerata la causa di tutti i mali. Il populismo però cresce anche in Norvegia e in Svizzera, stati che non appartengono all’Unione (te rode, eh?) . Il fatto è che nei nostri Paesi criticare l’Unione europea è spesso un alibi, un diversivo che serve a nascondere il giudizio severo dei cittadini sui propri governi. La globalizzazione, l’invecchiamento della popolazione e il debito pubblico dei nostri Paesi non sono certo dovuti all’esistenza dell’Unione o delle sue istituzioni (ignorante e in malafede!La Ue è stata creata apposta per creare un primo blocco globalista).

L’ostilità verso i governi nazionali (nazionali? quale nazione se le nazioni ormai non sono più sovrane?) è ben più forte di quella rivolta alle istituzioni europee. Altrove, nei Paesi dell’ex blocco sovietico, il populismo si nutre di nostalgia, e così l’autoritarismo “putiniano” diventa fonte di ispirazione, come accade per esempio in Ungheria (te rode, eh?), dove si sostituisce alla pratica della democrazia. In Austria si può parlare di crisi di identità. La tentazione è quella di cedere a esalazioni xenofobe simili a quelle della Svizzera, che si possono riassumere così: «Siamo ricchi, e l’ultima cosa che vogliamo è condividere la nostra ricchezza» (mica fessi! la socializzazione della miseria fa parte dell'insana utopia social-comunista). Qualunque siano le sue ragioni, il populismo non è altro che una risposta semplicistica a problemi ben più complessi. Potrebbe presto sconvolgere gli equilibri dell’Europa, se all’interno del Parlamento europeo tutti questi movimenti riuscissero a formare un blocco che ne diventerebbe il fulcro (magari! Plût à Dieu!).
E questo per noi è un elemento essenziale della minaccia che il populismo rappresenta. 
(Jean-Marie Colombani)
(traduzione di Giacomo Cuva)


dall'inserto Sette del Corsera: http://www.corriere.it/sette/editoriali/colombani-jean-marie/2013-41-europa_3a838f02-30f5-11e3-a950-4142d5c00dc6.shtml

10 October 2013

VeDrò, una consorteria trasversale

 
 
In questo video, Monia Benini ci dà uno spaccato di cosa sia la consorteria bipartisan (Pd-PdL e altri partiti, per ciò che concerne la politica) capeggiata da Enrico Letta il cui nome è VeDrò. Qui è nato il governo NapoLetta-Alfini, dato che anche Alfano fa parte dei consociati. Ascoltate la brava Benini e leggete l'elenco degli appartenenti a questo nuovo panfilo Britannia made in Italy nato sul Lago di Garda a Drò (da cui il bisticcio fonetico VeDrò).
Già sul blog di  Johnny Doe, ricavai un elenco interessante che ho copiaincollato e archiviato. Ora è ufficiale, tutto alla luce del sole, tutto apparentemente legale: la politica non si fa più nelle aule parlamentari, ma in fondazioni, consorterie, think tank (i pensatoi), messi in piedi per il "superamento dei tic ideologici", dicono loro.
La P2 ? un'innocente bocciofila da dopolavoro aziendale in confronto a questa. E da chi sono finanziati questi pensatoi? un po' da tutti: multinazionali, banche, finanziarie ecc. Qui ci sono: Enel, Eni, Autostrade per l'Italia, Lottomatica, ma anche Vodafone, Sky, Telecom Italia e Nestlè. Ne ha parlato l'Espresso in un'inchiesta ripresa poi da Libero.

 A VeDrò,  in politica c'è la tesi (PD), l'antitesi (PdL) e pure la sintesi (Scelta Civica e quel che resta del centro). C'è perfino qualche leghista rintronato come Flavio Tosi. Poi ci sono magistrati, artisti, cantanti, giornalisti, avvocati, uomini d'azienda, manager, finanzieri, accademici ... un vero e proprio Comitato d'Affari nel quale tutti vedranno come fare a fregarci. C'è pure il figlio di Napolitano e qualche altro figlio d'arte meno famoso di lui.

Ecco  qui l'elenco del bel numero. Tenetelo  bene a mente :

  • I magistrati, prima di tutto, Gratteri, Dambruoso, che servono sempre.

  • Ma anche gli artisti, i poeti, gli scrittori, i  cantanti  -  Enrico Bartolino, Mimmo Calopresti, Andrea Camilleri, Luca Carboni, Roberto Cotroneo, Gaetano Curreri, Carlo Degli Esposti, Sergio Garau, Massimo Ghini, Lillo, Enrico Lo Verso, Marco Malvaldi, Vinicio Marchioni, Andrea Pezzi.

  • I giornalisti, attinti a piene mani a sinistra e a destra -  Daniele Bellasio, Mario Calabresi, Barbara Carfagna, Giuseppe Cruciani, Stefano Feltri, Jordan Foresi, Oscar Giannino, Paolo Giordano, Lucia Goracci, Curzio Maltese, Myrta Merlino, Antonello Piroso, Antonio Polito, Andrea Vianello.

  •  poi gli imprenditori e i manager (Anna Maria Artoni, Ivan Lo Bello, Paolo Merloni, Vincenzo Onorato, Domenico Procacci, Gian Luca Rana, Luisa Todini, Carmen Verderosa, Corrado Passera),

  •  gli accademici, tra i quali spicca  il sopra citato Giulio Napolitano, gran figlio di tanto Padre Padrone,

  • gli sportivi (Josefa Idem, Cesare Prandelli, Yuri Checchi), gli scienziati, perfino gli chef, con il nuovo scalda-sughi vip della sinistra Filippo La Mantia.

  • Ma il  vero piatto forte sono i politici. Leggete e capirete perché a Letta è stato dato il compito di fare il governo più bipartisan della storia repubblicana: il primo della lista sapete chi è? Angelino Alfano! Qualcuno si chieda a cosa serve votare  e che ne fanno del nostro voto, se poi era già tutto previsto e precombinato.


E' qui, su quel ramo del lago di Garda che è nata la Love Story tra Cip (Letta) e Ciop (Angelino). Qui è fiorito anche il matrimonio bipartisan fra la pidiellina Nunzia De Girolamo e il piddino Francesco Boccia.

Seguono altri politici perfino con incarichi ministeriali : Anna Maria Bernini, Francesco Boccia, Giulia Bongiorno, Mara Carfagna, Vito De Filippo, Paolo De Castro, Nunzia De Girolamo, Luigi De Magistris, Paola De Micheli, Filippo Del Corno, Benedetto Della Vedova, Michele Emiliano, Massimiliano Fedriga, Giancarlo Giorgetti, Roberto Gualtieri, Mauro Libè, Maurizio Lupi, Marianna Madìa, Giovanna Melandri, Marco Meloni, Alessia Mosca, Andrea Orlando, Filippo Patroni Griffi, Renata Polverini, Laura Ravetto, Matteo Renzi, Debora Serracchiani, Marco Stradiotto, Flavio Tosi, Adolfo Urso, Raffaele Volpi.
 
Politici sia di destra che di sinistra, che di centro. Davanti a noi fingono di litigare, ma  poi  tutti insieme vanno a ...Dro, sul Lago di Garda. E' per il Bene Comune, bimbi miei!

 
Frattanto,  una notizia bomba semplicemente scandalosa: il governo Letta verserà altri 2 miliardi di Euro alla fallimentare MPS: http://informatitalia.blogspot.it/2013/10/scandaloso-il-governo-letta-versera.html.
Più che al VeDrò, qui siamo al PAGHERO'.

06 October 2013

Italia delenda est




L'occasione della tragedia di Lampedusa è stata troppo ghiotta per i media, per non trarne vantaggi propagandistici e cambiare "canale" rispetto allo scenario da incubo che ci attende con l'imminente legge finanziaria chiamata eufemisticamente "legge di stabilità". I tre canali della tv generalista Rai si sono affrettati a offrire una versione a senso unico dei fatti, e altrettanto ha fatto Mediaset che ha fatto dirette su dirette con Lampedusa. Vergognoso poi questo PENSIERO UNICO censorio che arriva perfino a programmare alle 21 di sera, sfruttando a botta calda la tragedia, un film sul tema  "immigrazione" come "Lamerica"  (1994) di Gianni Amelio, storia dei primi esodi di massa provenienti dall'Albania. Per fortuna, la risposta di massa dei telespettatori è stata chiara: un'audience che sta al di sotto dei prefissi telefonici. Lamerica è sprofondata nel canale d'Otranto.  Come dire: ci avete rotto le palle con 'sta sòla degli immigrati con diritto di invasione ininterrotta notte e giorno sulle nostre coste, fino allo sfinimento; fino a non farci rilassare neppure a sera davanti a un film d'evasione!
Per chi divesse fare una ricerca su questo blog per etichette, coglierà il fatto che la sottoscritta ha dedicato al tag "immigrazione" il più elevato numero di post (oltre una cinquantina). Prima di scrivere la mia su quanto è accaduto a Lampedusa, ho pertanto aspettato che diminuisse la pressione mediatica intorno all'argomento. Sono stufa di vedere la Maria Addolorata presidente della Camera, andare in giro a predicare che è tutta colpa della Legge Bossi-Fini, la quale legge  non consentirebbe ai pescatori di prestare aiuto. La Bossi-Fini, è una fragilissima diga di cartone, rispetto all'alluvione demografica che sta per abbattersi sulle nostre coste. Perciò semmai dovesse essere rivista, va rivista in senso restrittivo. Sono arrabbiata di vedere quanto la Kyenge cerchi di trarre profitto da questo dramma, per accelerare lo ius soli e l'abolizione della Bossi-Fini. Per non dire di Napolitano, incapace di tagliarsi i suoi appannaggi quirinalizi da monarca, ma che però urla "Vergogna" ex aequo con  Bergoglio dai pesanti scarponi. Vergogna a chi?!?
Tutto quello che dovevo dire sull'Italia che non può permettersi di essere terra da pascolo di chicchessia, l'ho già detto in numerosi precedenti post, di cui all'archivio. Perciò ora mi limito a condividere e sottoscrivere il Manifesto antimmigrazionista di Massimo dal titolo "L'Italia non ha posto per gli immigrati".



NOI NON ABBIAMO RESPONSABILITA' VERSO GLI IMMIGRATI.
Se centinaia, migliaia di persone intraprendono, senza essere invitate, un viaggio rischioso per diventare clandestini in Italia, noi non abbiamo alcuna responsabilità.
La "vergogna" di cui qualcuno si è riempito la bocca, è tutta di chi, per disegni personalistici, illude ed istiga quei poveracci a venire in una terra che non appartiene loro ed i cui legittimi proprietari non li vogliono.
Anche i sopravvissuti al disastro di Lampedusa sono clandestini, cioè entrati illegalmente in Italia e dovranno essere espulsi appena curati.
NON DOBBIAMO AVERE PAURA DI CONTRASTARE LA PROPAGANDA IMMIGRAZIONISTA (post cit.).

Aggiungo a quanto scritto, una notizia che suscita davvero raccapriccio. Si tratta di un antefatto prima della tragedia del Niguarda. Mada  Kabobo (il pluriomicida picconatore del Niguarda che ha ucciso a picconate tre persone, e ferito altre due) era stato inviato in Svizzera a Losanna a curarsi:

Come saprete, Kabobo, giunto clandestinamente in Italia, era stato ospitato in un centro d’accoglienza a Bari, dove si era segnalato per i suoi comportamenti violenti. Lì, mentre attendeva l’esito dell’appello per la richiesta di asilo respinta, soffriva di un problema alla gamba e doveva quindi subire un intervento chirurgico. Ma in Italia c’era da mettersi in lista d’attesa per diverse settimane. Così, consigliato dalle solite associazioni ‘umanitarie’ che si occupavano del suo appello, il ghanese è saltato su un treno e ha raggiunto la Svizzera francese, dove venne accolto come rifugiato e, nel mese di novembre dello scorso anno, sottoposto ad intervento chirurgico in un ospedale svizzero, a Losanna.


Sì,  un antefatto importante, che sta a  dimostrare di quante licenze-premio vanno beneficiando  gli allogeni, rispetto a noi autoctoni sempre più sulla via dell'estinzione. Da ultimo, una nota sull'inettitudine e la malafede della nostra classe politica che arriva a invocare PIU' EUROPA, di fronte alla tragedia di Lampedusa.
Cari  Politici scellerati, forse non avete ancora capito (o fate finta di non capire) che quando la Ue non esisteva, noi questi lutti in casa, queste rovine, queste emergenze continue, questi assalti ai Centri di accoglienza,  tutti questi quattrini a palate che se ne finiscono a mare insieme ai corpi di questi sventurati, non li avevamo. Forse non avete capito (o non volete capire) che è la Ue, il vero problema e non la soluzione.
Italia delenda est. Lutto Nazionale per il popolo Italiano vessato, umiliato, suicidato da una cricca di banditi travestiti da politici


02 October 2013

Il governo NapoLetta succede a se stesso




Una cialtronata come questa non si era mai vista. Si fa perfino fatica a descriverla e sintetizzarla, tanto  è squallida e deprimente. Letta2 che succede a Letta1. Scrivo mentre nell'aula del Senato è in corso il dibattito parlamentare (lungo, noioso, prolisso), il cui esito è già scontato. Dietro alle quinte di questa sceneggiata, c'è sempre lui, il Grande Vecchio plenipotenziario ovvero Vecchia Napoli, il peggior presidente della repubblica della storia di questo sventurato Paese.
Ormai è chiaro che si consuma la scissione e lo spacchettamento del fu PdL. Ieri notte le ultime camarille, le ultime concitate consultazioni tra Alfano e Berlusconi, con un Lupi  già gongolante a Porta a Porta. Che succede?
Vecchie storie!voltagabbana e cambiacasacca che dopo essere stati ben pasciuti dal loro Satrapo, gli si rivoltano contro, insufflati opportunamente dai poteri marci. L'indegna pagliacciata nella pagliacciata  dei pidiellini dette "colombe", non ha pari. Alfano, Lupi, Quagliariello, Giovanardi, Cicchitto & Co  sono stati comprati dal PPE ue, che vuole scaricare il Caimano e pretende due partiti "moderati"  del tutto simili e omologhi  (Pd e PdL)  alla maniera della GB o come in Germania dove, grazie alla poca differenza tra i due maggiori partiti si possono fare le Grosse Koalition, detti governi d'emergenza.  Firmare e consegnare  una lettera di dimissioni per poi pentirsene  qualche ora dopo,  è  stata una buffonata nella già conclamata cialtronaggine.
Per il resto, il governo Napo-Letta 2 (la vendetta) si farà. Si farà perché lo vuole la krukka Culona che fa il tipo sfegatato per Enrichetto, lo vuole Van Rompi, Draghi, Kapò-Schulz e pure l'Abbronzato della Casa Bianca che ora è alle prese col suo "shutdown" e cerca nuovi Alleati-vassalli a cui spillare un po' di soldi. Lo vogliono i cosiddetti "mercati finanziari" ovvero le Bische che scommettono già sulla ricostituzione del Letta2. Si farà perchè l'Italia non è la Grecia ed è troppo grande per fallire (too big to fail).  E se andiamo a gambe all'aria noi, vanno a casa tutti i 27 stati-membri.
 
I cosidetti "mercati" sono tutti con Aspen-Letterberg: "La Borsa punta su scissione del Pdl e Letta bis. Balzo del 3 per cento, tiene lo spread. (che stamattina torna a scendere). Accelerazione dopo l'incontro tra premier e vicepremier. Piazza Affari la migliore in Europa". Lo scrive anche la Repubblica dello Scudo Rosso.

Ma l'indegna pagliacciata dei pidiellini dette "colombe"  (pare che siano 25) che svolazzano last minute, verso il governo dello ius soli e del reato di omofobia, dell' orgia di tasse ammazza-industrie e ammazza famiglie, della svendita dei nostri migliori gioielli industriali e artigianali made in Italy, è qualcosa di cui non si sentiva proprio la necessità.
A movimentare l'aula, anche una dissociata (ex)grillina che consuma il suo parricidio in diretta, contro Padre Beppe Padrone. Urla, vociacce, canea da stadio quando  la cambiacasacca a 5 stelle  annuncia la sua intenzione di dare la fiducia al Letta 2. Tutto il mondo è paese e ogni partito o movimento alla fine nasce col peccato d'origine di averci i suoi cavalli di Troia interni: c'est la vie.

Ultimo atto dello spettacolo Grand Guignol,  potrebbe essere ( ma qui il condizionale è ancora d'obbligo) il Cavaliere stesso, appena pervenuto a Palazzo Madama  col volto cupo, ad assistere al suo defenestramento,  che ritratta sé stesso per non perdere quel che resta del partito, e magari potrebbe pentirsi e dissociarsi da sé stesso votando la fiducia.  Scusate ma qui al ridicolo e al grottesco, non c'è più alcun limite.

Pensate un po', come e quanto siamo liberi e sovrani! A quando i forconi?!?

Pubblicato alle 11, 18 Am, quando ancora era in corso il dibattito parlamentare al Senato