27 September 2013

Verso una nuova crisi di governo




 Sarebbe l'ennesima. Mentre scrivo queste righe non so ancora quali saranno gli scenari prossimi venturi. Posso solo dire quali sono gli scenari attuali che tutti noi abbiamo sotto gli occhi. Un Letta che corre in Usa per rassicurare gli investitori stranieri che l'operazione Destinazione Italia si farà. Che Destinazione Italia, sarà una capitolazione e una svendita definitiva di quel che resta dei nostri beni, del nostro paesaggio e dei nostri assetti industriali (caso Telecom docet). Che Napolitano vede naufragare quella creatura fantoccio che ha faticosamente messo in piedi (un governo di un nominato da lui ma non eletto che altro non è che un replay del governo Monti).


Il Pdl ha consegnato le lettere di dimissioni in mano al loro capogruppo e curiosamente Epifani del Pd parla di "manovra eversiva". Ma dovrebbero essere contenti che ora gli odiati nemici se ne vanno e hanno tutta la scena politica a loro disposizione. In realtà tremano come foglie per almeno un paio di ragioni:
 
 
  • La dipartita politica ( detta decadenza) di Berlusconi è il collante che viene loro a mancare per essere tutti uniti contro il "Caimano". E allora fatalmente si divoreranno tra di loro.
 
  •  Saranno costretti ad allearsi col Sel e grillini  sappiamo bene quali sono le strategie riviluzionarie ( anche se tarocche) di questi ultimi: usarli per poi tendere a un governo a 5 stelle interamente presidiato da loro. Ma poi scaricarli di brutto. Grillo non ne ha mai fatto mistero.  
    Intanto è tornato a rifarsi vivo lo spread e Milano-piazza Affari sprofonda. "Tutta colpa di Berlusconi", dicono i soliti media appecoronati. Se avesse accettato la legge (retroattiva) Severino, se avesse accettato il gabbio, lo spread non sarebbe salito.
    Letta parla di grande umiliazione all'Italia tutta. Quale Italia?
    L'Italia dello spezzatino in svendita ai potentati stranieri? L'Italia sorvegliata speciale della Ue che apre sempre "procedure di infrazione" contro di noi? L'Italia eternamente nel mirino del FMI?
    Il teatrino delle marionette politiche lo conosciamo già: parlamentari del PdL che all'ultimo momento si dissoceranno e non vorranno firmare le dimissioni per "senso di responsabilità", una maggioranza raccogliticcia di "avanzi" parlamentari che all'ultimo momento si metterà comunque in piedi per schivare nuove elezioni con vecchie leggi porcata.

Una cosa resta certa: le tasse, i balzelli e i prelievi forzosi chiamati "contributi di solidarietà", i rincari dell'Iva, aumenteranno. E magari quel regaluccio esile che è l'esenzione IMU prima casa, verrà ritrattato. Con o senza governi.


Una piccola magra consolazione, in tutto questo marasma c'è comunque: i governi in questo paese sono il  vero problema e non la soluzione ai nostri mali. Perciò peggio di come già sta andando non può andare.

25 September 2013

Lettera ad Attilio Befera



Egregio dott. Befera,
con il termine egregio, non intendo lusingarla, ma ricordare che di egregio lei possiede lo stipendio (456.733, 00 euro all'anno), che lo seleziona drasticamente dal branco di noi comuni mortali contribuenti. Capisco che lo stipendio uno deve anche sudarselo e che per giustificarne l'entità lei ha deciso in un sol colpo, manovrato dai suoi padroni di riferimento,  di :


  • Far fallire lo stato
  • Far fallire le industrie e desertificare il Paese,  gettando nella disperazione e inducendo al suicidio tanti nostri validi impreditori.
  • Gettare sul lastrico le famiglie erodendone il risparmio con cartelle pregresse, cartelle pazze, redditometro, controlli incrociati sui 730 e 740 che vanno a ritroso di parecchi anni, se solo manca qualche virgola o qualche ricevuta.  
Tuttavia c'è un limite anche alle angherie, alle torture psichiche e ai soprusi. Non è lei e la sua Agenzia, che deve scrivere in questi giorni letterine ansiogene alle famiglie. Semmai sono le famiglie che devono scrivere in massa lettere su lettere all'Agenzia delle Entrate. Eppoi quando mai un'agenzia delle Entrate deve incamerare utili in quanto SPA? Il vostro mestiere è verificare una volta per tutti i tributi in modo snello, razionale e trasparente. Non ossessionare ogni due per tre, il povero italiano già soffocato e strangolato da una crisi senza precedenti. Non ci si può sognare di  fare utili sulla pelle dei poveri disgraziati, perciò io credo che la sua dannosa figura professionale, deve essere quanto prima defenestrata. Che Equitalia deve sparire dal territorio italiano, in quanto funesta e  rovinosa. Che i cittadini abbiano il diritto-dovere di un rapporto sereno e trasparente con il fisco senza dover perdere il sonno di notte e la pace di giorno.
Il suo disgustoso redditometro è un abuso  di potere per estorcere nuove quantità di denaro alle famiglie italiane già  abbondantemente stremate, è una rendicontazione illegale delle nostre spese e della nostra vita, un sopruso miserrimo per trascinarci  tremanti all'agenzia delle Entrate coi faldoni sotto braccio a giustificarci di essere al mondo. E' l'anticamera dell'esproprio e della decurtazione di stipendi e pensioni, è l'erosione dei risparmi sudati dagli Italiani e monitorati dai suoi occhiuti software, alla faccia della riservatezza della persona. E' assurdo, demenziale e anticostituzionale applicare studi di settore presunti anche alle famiglie. Ci dica la verità: vuole che anche le famiglie vadano definitivamente in malora per papparsi i loro beni. Così lei e la sua creatura mostrusa Equitalia, dopo aver fatto fallire aziende piccole e medie, farà fallire anche le famiglie pignorando i loro beni come branchi di sciacalli, come avvoltoi beccamorti.
Essendosi data la forma giuridica di Società per Azioni, Equitalia si comporta come un’azienda privata, se, come e quando gli fa comodo; ma in effetti gode di benefici, di coperture e  di leggi che la rendono un soggetto ben diverso da una società commerciale con annessi i rischi di ogni vera impresa. E' di questi giorni il recente scandalo dei suoi  cinque funzionari indagati per tangenti.  Si vergogni, lei e tutta la sua congrega di  strozzini. Siamo noi cittadini che siamo in credito con voi, e  non il contrario! Stalin, Berija, la Stasi e la Ceca erano dei dilettanti al confronto suo.
Equitalia è un'associazione per delinquere,  a scopo di usura, con aggi esattoriali e more da capestro,  che non rispetta né il Signore, né gli uomini; che ha i denti acuminati sempre in moto, intenta a rapinare, maciullare e inghiottire i beni dei poveracci, fino a ridurli in brandelli .


Propongo che ogni Italiano recapiti lettere di protesta a Equitalia. Ogni giorno, fino alla sua completa estinzione. 


19 September 2013

Scuola: alunni italiani in quota Panda

 
 
 
 
Settembre è il mese della riapertura delle scuole. E ogni anno, ecco la solita solfa sui libri che rincarano, i trasporti che non ci sono, la carta igienica che manca e i genitori devono rifornire personalmente da casa il materiale di facile consumo per i loro figli, perché lo stato non dà più il becco di un centesimo. Ma quest'anno si è aggiunto qualcosa di ancor più allarmante: nelle aule, scarseggiano alunni italiani e aumentano a dismisura quelli stranieri. Ovvio che i genitori siano preoccupati e tolgano i loro figli dalle scuole di stato arrangiandosi come possono già a partire dalle materne e dalle elementari. Capitano situazioni di bambini italiani in schiacciante minoranza rispetto al gruppo degli stranieri. In alcuni casi, un italiano su 20,  25 e perfino 30 stranieri. E questo, in forza  del tasso di natalità degli immigrati, nettamente superiore. Anche nelle scuole medie comincia a evidenziarsi questo fenomeno. E' pertanto comprensibile che i genitori siano allarmati di fronte al pericolo che i loro figli possano sentirsi "stranieri in patria" con altri bambini che parlano lingue diverse, praticano usi e costumi diversi.  E se anche sono nati in Italia e magari parlano la nostra lingua, provengono pur sempre da contesti socio-familiari le cui tradizioni sono lontanissime dalle nostre. Immancabili e puntuali, le solite prefiche della sinistra che predicano in tv:  la disomogeneità delle classi è una "ricchezza", una "opportunità" irrinunciabile! Pertanto quei  genitori di casi,  avvenuti a Costa Volpino nella Bergamasca o a Landiona nel Novarese,  dovrebbero vergognarsi del loro "razzismo". Dovrebbero invece educare i loro figli al concetto di "accoglienza" e di "integrazione", magari tornando loro, sui banchi di scuola perché ne hanno tanto bisogno. E via con l'opera di colpevolizzazione e di messa all'indice.
 
Si dà però il caso, che a non potersi più integrare siano i nostri piccoli, ormai in quota Panda rispetto all'andazzo scolastico generale. Minoranza "straniera" gli autoctoni, maggioranza schiacciante,   gli allogeni. Senza contare i livelli (e dislivelli)  nonché i gradi di preparazione  i più diversificati degli alunni delle classi multietniche  (i cosiddetti "prerequisiti" individuali) suscettibili di  rallentare l'apprendimento e i percorsi didattici ministeriali comuni.
 
A cosa si risponde di fronte a problemi di siffatta entità? Con parolette e concetti irenici come "integrazione", "inserimento", ecc.

Ma chi dovrebbe integrarsi? In realtà, i piccoli autoctoni ormai ridotti a essere stranieri in patria e a scuola. E' normale tutto ciò? E' un modo codardo e stupido di  minimizzare il problema e di fare la solita politica dello struzzo: mettere la testa sotto la sabbia per non  vedere, spostando invece il dilemma su una colpevolizzazione da parte di chi pretende giustamente che le classi siano formate con equilibrio.
 
E' il caso della ministra della Pubblica Istruzione dell'attuale governo Letta Maria Chiara Carrozza, la quale di fronte a tutto ciò ha una pensata sopraffina: "decidere caso per caso" (parole sue). Ma soprattutto, come già ventilato nella sua intervista, modificare ulteriormente la quota di immigrati del 30 per cento, prevista dalla circolare della Gelmini, alzandola. E se a qualcuno il 30% di alunni stranieri di gelminiana memoria, pareva già troppo, ci pensa la Carrozza a trasformarlo in peggio. Qui l'intervista al Corriere  con le sue sconcertanti dichiarazioni.
 
A quando la mossa staliniana di andare a prelevare obtorto collo e direttamente a domicilio, quegli alunni i cui genitori recalcitranti si rifiutano di iscriverli in questo manicomio? Di questo passo, non mi stupirebbe più di tanto, financo  l'uso della forza pubblica. Magari con la ministra...in carrozza che sta lì a godersi lo spettacolo.  Dopotutto, è pur sempre per il Bene del Mondo (il Common Good) che si fa tutto ciò.

11 September 2013

Il Pampurio della Pampas ha colpito ancora




Ormai sono più che convinta che Bergoglio sia un  inviato speciale dell'ONU. Appena è stato eletto, ho perfino pronosticato con un amico: "Vuoi scommettere che ora le stanze vaticane diventeranno "patrimonio dell'Umanità" a cura dell'Unesco? ". Con la sua ostinazione di abitare a Santa Marta, e di lasciare deserte le stanze vaticane, ci ho quasi azzeccato.

"Vuoi scommettere che lo IOR diventerà parte integrante della BCE"?   Detto fatto, lo IOR , la banca vaticana che pure aveva i suoi difetti e non era un campione di virtù, ora improvvisamente diventerà "pulito", "candido" come in giglio, con denaro sonante e ballante tutto "trasparente" ...Dove è diretto questo denaro? Dentro Bankitalia che lo assorbirà. Da Bankitalia alla BCE, il passo è breve. Alla BCE ci penserà di sicuro il Drago, a custodire  tutta questa inattesa manna dal cielo!

Nessuno si è accorto che del fenomeno "pedofilia" che aveva angustiato non poco il pontificato di Wojtyla e di Ratzinger, improvvisamente la macchina mediatica del fango,  non se  ne occupa più. Come mai in pochi mesi un fenomeno di portata mediatica mondiale che tanto è costato in termini di processi, denaro e lacrime, è finito? Semplice, i mondialisti hanno raggiunto il loro scopo: un papa dei loro. Anzi, dei l'oro.


Ogni giorno Bergoglio il gesuita, papa dell'"accomodamento"come lo definisce Ida Magli,  ne studia una; ogni giorno assisto indignata,  ai media che plaudono bovinamente all'unisono. Non una stecca nel coro dei peana. Non un elemento dissonante. Applausi quando telefona dicendo : "Pronto sono Francesco, diamoci del tu...". Ma per favore, suvvia, un po' di dignità pontificia!

Non bastava Lampedusa, non bastava la preghiera multikulti contro la guerra in Siria, gli arcobaleni citati e sventolati in piazza, le colombe, gli ulivi e tutti i simboli onusiani. No, ora sta studiando l'ipotesi di dare conventi e abbazie ai rifugiati. Qualche povero stolto ha già abboccato: questo è un vero papa, vicino ai poveri che cede le dimore dei frati senza curarsi quale sia la fede o il credo religioso di questi "rifugiati"! 


Già, e pure incurante del fatto che abbazie e monasteri sono stati la salvezza di un'Italia assediata dalle invasioni barbariche. Che furono i benedettini e gli amanuensi a salvare libri e scritture di grande pregio. E che la ricostruzione della nostra civiltà europea fu resa possibile, grazie al loro paziente e certosino lavoro.

"Molti di voi sono musulmani... Non dobbiamo avere paura delle differenze. La fraternità ci fa scoprire che sono una ricchezza, un dono per tutti". Ah sì? e che ne pensa Bergoglio di quanto è accaduto a Maaloula, l'enclave cristiana di Siria dove si parla l'antico aramaico (lingua di Gesù), dove molti sacerdoti sono stati decapitati, ci sono stati soldati massacrati, case bruciate e cristiani trucidati dagli islamici? Non una parola...


Ad Astalli, sede di un centro di accoglienza gesuita nei pressi di Roma, chiama "carne di Cristo"  tutti i rifugiati, anche se poi sono figli di Allah.

In questi giorni uno di questi pezzi di "carne di Cristo" ha investito e ucciso una povera donna, una ginecologa Eleonora Cantamessa,  rea soltanto di aver soccorso un indiano lasciato mezzo morto in strada e coinvolta suo malgrado in una di quelle rissa tra enclaves etniche, che le è costata la vita. Forse, se la poveretta, avesse avuto un po' di quei criticabilissimi pregiudizi, si sarebbe salvata. Ma ormai gli Italiani (di cui a questo sor Pampurio della Pampas dal facile quanto banale eloquio, non importa una beata cippa), hanno perduto ogni istinto di autoconservazione.
Intanto il Pampurio argentino con la tonaca bianca,  sorseggia tranquillo il suo mate con  la bombilla. 



Gauchos nella Pampas


Don't cry for me, Argentina...Anche se poi in Italia c' è davvero da piangere.



07 September 2013

Mosse e contromosse di Putin




La Russia sa di essere ancora una potenza di un certo rispetto, ma di aver perso il ruolo di superpotenza egemone che aveva durante il periodo della Guerra Fredda. Putin è il più attivo difensore del regime di Assad e come è noto, ha sfidato gli Usa a presentare le prove della responsabilità di Damasco nell'attacco chimico del 21 agosto. Prove che a tutt'oggi mancano all'appello. Ha aumentato la presenza di navi russe davanti alla Siria, dove Mosca ha i suoi porti di attracco. Putin sa che la rinuncia ad uno sbocco al mare, (specie se un mare strategico come il Mediterraneo) significa regredire come potenza di spicco. Tuttavia è fuori dubbio che la Russia è tornata ad essere strategica in questo conflitto.
Putin e Obama durante questo G20 sembravano due "separati in casa". Una formale e glaciale stretta di mano all'inizio, eppoi entrambi fermi nelle loro posizioni. Alla fine il tanto atteso colloquio riservato finale tra i due c'è stato, ma non ne è sortito un granché. Permane il muro contro muro, nonostante che la maggioranza degli stati sfavorevoli ad un attacco militare della Siria,  avrebbe dovuto ammorbidire le posizioni di Obama.



"La Russia è convinta che, al di là della questione armi chimiche, gli Stati Uniti stiano sbagliando completamente strategia, rimuovendo i vari dittatori che fino a ieri assicuravano una certa stabilità nella regione. Gli insorti siriani sono sempre più infiltrati dagli estremisti musulmani, dice Putin dando del bugiardo al segretario di Stato John Kerry. Yurij Sheglovin, un esperto dell’istituto del Medio Oriente, va oltre: «La democrazia nelle odierne realtà del mondo islamico apre la strada verso il potere a degli Hitler musulmani». Allora tanto meglio tenersi i vari Saddam, Gheddafi e Assad. Ma a questo punto che bisogna fare? Già, perché questo è uno dei grossi problemi che la Russia ha e che l’Occidente non sembra voler tenere in conto: una vasta area musulmana all’interno del suo territorio. La vittoria di estremisti islamici in Siria sarebbe un pessimo segnale per il Daghestan e per la Cecenia appena «pacificata».Infine c’è l’avversione di fondo di Mosca, come di Pechino, a qualsiasi intervento per imporre la democrazia all’interno di altri Paesi. Entrambi pensano che un’America particolarmente forte non ci penserebbe due volte a mettere nel mirino anche Mosca o Pechino". (articolo di Fabrizio Dragosei Corriere della sera di venerdi 6 settembre attraverso Liberazione).

Su altri fronti, Putin ha lavorato per tutti questi giorni  e con un certo successo, per allargare la coalizione contraria all'intervento armato: le dichiarazioni della Ue, della Cina, di altri importanti paesi emergenti, l'intervento di Papa Francesco che il portavoce di Putin ha prontamente (e astutamente) inserito tra gli interventi favorevoli a una "soluzione politica" da parte del piccolo stato del Vaticano.
L'asilo politico ad Edward Snowden è stata un'altra mossa putiniana abilissima per mettere a fuoco le contraddizioni di chi si definisce "nazione democratica", mossa  mal digerita dalla Casa Bianca. Si dice che a S. Pietroburgo, nella splendida dimora zarista, fatta restaurare espressamente da Putin, sia andato in onda un vero e proprio duello a distanza tra lui Obama. Ma il premier russo non ha perso tempo nel condannare l'eventuale attacco alla Siria, come una grave violazione del diritto internazionale, aggiungendo pure che per tutti i paesi emergenti, avrà ripercussioni negative, per l'economia mondiale. Il resto è cronaca di queste ore: 11 paesi condannano Damasco anche  senza prove relative alle armi chimiche, e Putin parla apertamente di aiutare ancora la Siria in caso di aggressione militare.


Frattanto, il New York Times ha  deciso di pubblicare foto e video choc dei ribelli legati ad Al Qaeda durante una spietata esecuzione nei confronti dei soldati di Assad. Queste foto cadono nel pieno del dibattito del Congresso  in corso,  circa l'opportunità di attaccare la Siria.


Per Putin, è tutto grasso che cola. 





03 September 2013

Nell'inferno siriano





Parlare della Siria, è come parlare di un ginepraio nel quale  non si sa da che parte incominciare. Complessa è la sua composizione etnica:  Arabi o aramei arabizzati (in totale 89,3%); per il resto curdi (9%, a nord-est), armeni (1%, a ovest), turchi (al centro e a nord) e altri. La Siria è una repubblica dove convivono più religioni ed  è prevalentemente di fede sunnita, mentre il 13% della popolazione appartiene ad altre correnti musulmane come i drusi ( soprattutto a sud) e gli alauiti, un ramo degli sciiti; questi ultimi rivestono un ruolo politico particolare in quanto i comandi delle forze armate e lo stesso presidente appartengono alla minoranza alauita. Circa il 10% della popolazione è di fede cristiana, presente soprattutto nel nord del paese e aderente per metà alla Chiesa greco-ortodossa di Antiochia e per il resto divisi fra Chiesa cattolica, nelle sue varie comunità (melchiti, maroniti, siri, armeno-cattolici, caldei, ecc.). Vi sono 500 000 fedeli della Chiesa ortodossa siriaca.
Da un quadro  complesso del genere si può ben arguire, come e quanto sia facile destabilizzare soffiando sul mantice di un'etnia a detrimento di altre, sfilacciandone il tessuto sociale.  Come in tutte le guerre, la prima vittima è la verità e la faccenda dei gas nervini pompata dai media,  sta venendo a galla, come da questo articolo di La Porta "Siria intossicata di bugie". 


«Secondo le fonti siriane, se gli Stati Uniti attaccano militarmente la Siria, il presidente russo Putin è deciso a prendere a bersaglio l’Arabia Saudita (…) il capo del Cremlino è pronto a dare ai bombardieri russi l’ordine di bombardare l’Arabia Saudita (…)». E ne avrebbe avvertito Washington.

Se è vero, Putin fa sapere che colpirà non le navi americane, non Israele, ma lo Stato criminale e petrolifero che l’ha minacciato di scatenare contro la Russia i suoi terroristi, che paga ed arma, e che – dunque – s’è auto-confessato in stato di guerra con Mosca.  (dall'articolo di Blondet comparso su Rischio Calcolato).
Con questo nuovo teatro di guerra,  siamo alla simil-bufala delle armi di distruzione di massa di Saddam, mai trovate. Siamo di nuovo a imprese devastanti come l'avventura in Libia, scatenata per interposta persona (Cameron e Sarkozy), ma sostenuta dalla Casa Bianca che ne era la cabina di regia.
Ora anche i ribelli anti-Assad ammettono che sono loro i responsabili dell'incidente sulle armi chimiche, ma che è stato un errore. Leggere qui tutto l'articolo tradotto da quello del sito di Alex Jones su Infowars.



I want you!
Il resto della grottesca messinscena, lo avete sentito questa sera nei notiziari: Obama (premio Nobel preventivo per la pace), ha fatto macchina indietro: prima  voleva giocare la sua partita guerrafondaia da solo, poi vuole il parere del Congresso; ora parla addirittura di un G20 a S. Pietroburgo. Cameron è stato, per fortuna,  fermato dal suo parlamento britannico. E' già qualcosa...

Anche i duri di comprendonio,  però capiscono che dopo la Siria, sarà la volta dell'Iran eppoi della Russia e che l'Agenda mondialista degli Usa va avanti, col rischio dell'estensione globale del conflitto. Israele, si mostra apparentemente defilata, ma è parte integrante del gioco. Per capirlo, basta leggere gli articoli di Bernard-Henri Lévy e di Glucksmann, due vere prefiche guerrafondaie.
Ora che rullano i tamburi di guerra,  mi piacerebbe vedere all'opera i pacifinti de sinistra, ma tutto dorme e tutto tace. Da bruciatori di bandiere di professione, ad autentici leccapiedi.
Una cosa è certa: che partecipiamo o no a questo conflitto, come ponte sul Mediterraneo, all'Italia toccherà farsi carico dell'emergenza profughi. Come al solito.