29 March 2013

Buona Pasqua





Pasqua

A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s'affaccia
ai muri della casa centenaria.
Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
spietatamente, con tenaci braccia.
Quand'ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con l'antica pia favola dell'ovo.

Guido Gozzano




Cari amici, 
stacco per qualche giorno, per una tregua pasquale. Confesso di aver bisogno di quest'utile forma di igiene mentale, poiché è vero che con Internet il mondo ci viene in casa, ma è altrettanto vero che su questo mondo storto con  le sue molteplici sventure non abbiamo modo di incidervi più di tanto. E questo, alla lunga  logora e ci fa perdere il buonumore.  E' una strana primavera fredda, piovosa e grigia, come se anche il tempo concorresse a sottrarci quanto può darci un po' di  vero conforto: la natura che si rigenera. E tuttavia è bene staccare la spina dall'infernale pc e riconquistare la gioia dei rapporti veri  con i nostri cari. Alle 11 sapremo se avremo un governo, se sarà una formula "governo del Presidente" (con qualche figura cosiddetta "di prestigio"), "governo di scopo", "governissimo" o altra alchimia. Ma io sono sinceramente stufa di tenere il filo diretto sempre in connessione con questo tragico siparietto, poiché quale che sia il risultato che salterà fuori, non potrà essere soddisfacente, dati i presupposti che abbiamo già analizzato nel dettaglio. 
Ringrazio tutti voi per la grande partecipazione e per i vari spunti di riflessione offertimi. Il blog resta chiuso fino a mercoledi 3 aprile.
 Un sereno augurio di Buona Pasqua a voi tutti  e che il nostro Paese possa risorgere. A presto.  

25 March 2013

I nostri Marò nelle mani delle canaglie




Nastro giallo nelle caserme della MM. Era stato deposto, ma ora è di nuovo il caso di rimetterlo. Dovrebbero rimetterlo in ogni angolo di strada. E scrivere dappertutto a caratteri cubitali che siamo nelle mani di inetti incapaci e criminali, quelli che hanno messo nei guai i nostri marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Parlo del peggior governo della storia del nostro Paese: il governo Monti. E del peggior ministro degli Esteri mai comparso sulla superficie terrestre: quel Terzi Santaqualcosa che ormai chiamano il ministro conto Terzi, dato che non è per  difendere gli interessi del Paese che si muoveSì perché anche se tecnicamente parlando trattasi di un governo già "dimissionario" questo ottuso, viscido e spregevole essere dovrebbe avere il pudore di sparire dalla crosta terrestre. E piantarla di prendere per i fondelli gli Italiani nelle sue interviste cariche di menzogne. Martedi questi esseri nauseanti (lui e il Ministro della Difesa) dovranno riferire in Parlamento. Ovviamente avranno la faccia tosta di dire che "non si poteva fare diversamente". 
BOICOTTA I PRODOTTI MADE IN INDIA
Settimana di passione (nel senso del "patire")  di ansia e di angoscia per i familiari dei marò,  i quali  non sanno se siano più rettili, i cobra dell'India, il governo indiano e tutte le bugie che ha finora raccontato per estorcerci quattrini con la loro trappola micidiale nella quale hanno attirato questi due poveretti,  o gli "alieni" del governo tecnico che oltre ad aver dissanguato gli Italiani nell'annus horrobilis 2012, ora, non soddisfatti,  rubano onore, rispetto, credibilità, dignità  perfino alla parte più pulita della loro società: le Forze Armate. Si può capire il risentimento dei familiari, degli stessi Marò ridicolizzati con questo balletto  indecente del dàmmiti- prendimi-curuccucù, Senza contare, le recenti  umilianti vicissitudini della solita magistratura (minuscolo voluto) che li ha indagati per violata consegna. Un'onta nell'onta. Non ci resta che organizzare un boicottaggio dei prodotti Made  in India fino a che i nostri marò non saranno riconsegnati.



Spuntano, intanto anonimi parlanti alla Farnesina, ripresi da Repubblica:
"Terzi voleva fare della questione dei marò la sua medaglia per entrare in politica, arrivando a chiedere di cancellare qualsiasi presenza mediatica per i due sottosegretari (ndr: Marta Dassù e Staffan de Mistura), dice un diplomatico che lavora alla Farnesina". 
Di grazia,  e chi sarebbe questo "diplomatico" della Farnesina che vuole rimanere anonimo? La Repubblica se sa, farebbe bene a parlare. Che razza di giornalismo  è mai questo?!? Ma dico: siete capaci solo di raccogliere "voci" dalle portinerie? Non si scherza sulla vita degli altri, visto che in India hanno detto chiaro e tondo che la pena di morte non è esclusa. "Un esempio (è sempre l'anonimo diplomatico che parla a Repubblica) : a radio nazionale Terzi ha fatto chiedere di non invitare più Dassù e de Mistura in trasmissione, altrimenti lui non avrebbe garantito più interviste. Ma il vero problema è che negli ultimi mesi sull'India De Mistura era stato estromesso da ogni decisione, perché visto come un rivale pericoloso dal punto di vista mediatico e anche politico".

Dunque, ora vi sarete resi conti che c'è di mezzo uno squallido personaggio  in cerca di nuovi incarichi (il ministro conto Terzi, per il quale, la cadrega uber alles). Due aspiranti sottosegretari ansiosi di affermare il loro "ruolo di mediazione" (Staffan de Misturanobile aristocratico con ben 36 anni di esperienza per segreterie ONU e Marta Dassù, ex  Direttore generale delle attività internazionali di Aspen Institute). Non è che la posta in gioco dei poveri Marò sia quella di far mettere in piedi l'ennesimo ambaradan di Tribunale Internazionale chiamato a giudicare quello che ormai è diventato  un autentico intrigo internazionale senza fine? 
E' deprimente constatare che siamo nelle mani di farabutti senza scrupoli, senza cuore e senza cervello e che i loro scopi e sovrascopi passano sulla pelle dei due  fucilieri. 


"Grande, ora, lo sgomento nelle forze armate. Giunge voce di fermento nelle accademie: c’è chi pensa a misure forti di protesta. Conferma il maresciallo Antonello Ciavarelli, del Cocer Marina: «I colleghi sono in forte agitazione e disagio non solo sulle navi e nelle basi, ma anche negli istituti di formazione». 

A questi sentimenti di rabbia ha dato voce il Cocer Marina: «Con che serenità possono continuare a fare il loro dovere, con sacrificio, avendo constatato che le quotidiane azioni, che impongono l’assunzione diretta di rischi e responsabilità, non troveranno una adeguata tutela da parte della propria Nazione?». (fonte La Stampa).


Solidarietà ai nostri Marò, alle loro famiglie e alla Forze Armate! E che il nostro Paese possa risorgere, nonostante i suoi spregevoli tiranni. 










Aggiornamento: Il ministro degli Esteri Giulio Terzi interviene oggi 26 marzo alla Camera sulla vicenda dei due Marò per rassegnare, a sorpresa,  le sue dimissioni ("Il governo non doveva rimandarli in India, me ne vado per salvare l'onorabilità del Paese"). Il suo collega min. della Difesa Di Paola lo attacca in aula: "Le sue valutazioni non sono quelle dell'esecutivo". Monti conferma il fatto che dette dimissioni non sono state  a lui preannunciate, mentre dal Quirinale arriva una nota di biasimo su "dimissioni irrituali". Domani Monti che assumerà il ministero degli Esteri ad interim,  riferirà alla Camera e al Senato dove avrebbe dovuto tenersi oggi la riunione che invece è stata sospesa. 
Morale: la matassa si fa  sempre più intricata. Siamo senza un governo, con un ministro di un governo dimissionario, che fa il suo coup de théatre in Parlamento per...dimettersi ad insaputa del suo governo. Con un Presidente della Repubblica,   dimissionario anche lui,  che deve ricucire troppi strappi. E con  un Bersani in affanno per un improbabile mandato esplorativo. Peggio di così...

21 March 2013

Scenari e sceneggiate, pupi e pupari






Al momento, non sappiamo ancora se il dramma italiota si trasformerà in farsa o se la farsa si trasformerà in dramma. Il piano di Bersani è chiaro: strappare qualche voto ai grillini per poter vivacchiare fino a quando Berlusconi sarà fuori gioco, per via della Procure. Bersani che è informatissimo di quanto avviene nei Palazzi di "giustizia", sa che Berlusconi è un dead man walking. Conta sul richiamo della foresta dell'album di famiglia a 5 stelle  (buona parte del M5S, proviene da gruppi della sinistra antagonista). Conta sui dissidi interni che già si sono verificati al senato. Conta sul modello Sicilia dove grillini e governatore Crocetta (Pd)  lavorano insieme d'amore e d'accordo. Ma non vuole in ogni caso allearsi col PdL nemmeno per un programma minimo che duri lo spazio di pochi mesi. Qui sul blog del Jester,  tutte le fasi nelle quali Bersani secondo la vecchia etica comunista d'antan, praticherebbe la mai sepolta teoria gramsciana dell'"egemonia",  nonostante la spicciolata di voti che lo separa dal PdL e dai grillini.
Ovviamente sa che la legge sul "conflitto di interessi" sarebbe quella che gli potrebbe procurare altri assensi grillini, come pure l'autorizzazione a procedere da parte del Parlamento ( da qui, il loro generico "esamineremo le carte del processo").
La cosa patetica è Berlusconi che pur di continuare a galleggiare, si infilerebbe dritto dritto  nelle fauci di quello squalo  che poi lo divorerà (il famoso governo di "concordia nazionale"). Quale concordia, o vecchia rana che non sei altro? L'indole dello scorpione è quella di pungere e inoculare veleno, fino alla morte.
E per quanto lo Smacchia-Giaguari sia un politico assolutamente mediocre, occorre dire che in quanto ad arroganza e ad aggressività non è secondo a  nessuno. 

Siamo alle comiche, e bisogna dire che i comici in questo tentativo di formare un esecutivo non mancano: abbiamo capo-comici, aspiranti comici, figuranti, caratteristi, ecc. 
Bersani insegue i grillini che fanno i civettuoli, ma poi cedono. Berlusconi corteggia Bersani che non ne vuole sapere di lui. Il Pd ha già messo a segno due punti di forza: la Camera e il Senato (Boldrini e Grasso), mentre il PdL abbaia alla luna e pretende un Presidente "di garanzia".
Poi, dal cilindro di Mandrake-Berlusca salta fuori quella Mummia di Dini (no grazie!).  O quella stessa  vecchia cariatide del Colle che ci ha già regalato un golpe tecno-finanziario, in prorogatio, a "garanzia" di non si sa bene che cosa. Doppio no, grazie!

Farsa numero due, atto secondo. I grillini neoparvenu della politica che vogliono "rendicontare perfino le caramelle". Oh poveri cucù che non siete altro!
Ma chi se ne frega delle caramelle, dei vostri bicchieri di plastica,  degli apriscatole, del Parlamento che viene ripreso coi vostri streaming perfino quando i parlamentari si ritirano nei cessi di Montecitorio! 
Nella patria di Machiavelli, meglio il malvagio esperto e competente, che ci porti fuori dal guado che l'onesto idiota e inetto.
La demogogia giovanilista fa sì che tutto ciò che è giovane dev' essere  automaticamente bello, onesto, puro, specchiato e rivoluzionario e dispiace molto che perfino un cervello sopraffino come Ida Magli sia caduta in questa  trappola. 
E difatti questi debuttanti hanno bisogno del Gianni Buoncompagni  di turno che li istruisca con l'auricolare come era in uso fare con le ragazzine di Non è la RAI. 
Dev'essere  per questo che gli esordienti si negano alla stampa. Stampaglia becera  finché si vuole, ma  che ha  già mangiato la foglia: non sapete parlare se non per luoghi comuni, frasi fatte, utopie salvifiche di sapore obamian-onusiano. Ma soprattutto, avete costantemente bisogno del vostro ventriloquo suggeritore. 
Hanno perfino buon gioco gli Sgarbi a dar loro delle "capre" perché confondono Tiziano  Vecellio il pittore con Tiziano Ferro. O non sanno manco che Draghi è il governatore della BCE. 

Ma intanto, per tornare ai veri drammi,  chi sente più parlare di lotta al MES? Al Fiscal Compact? al riccometro? al redditometro? 
Chi ci salverà dalla prossima IMU? dalla Tares? dall'IVA e dall'Irap? Dalle manovre cipriote alle porte di casa con ministri tedeschi che parlano di prelievi forzosi   del 15% dai conti correnti perché intanto gli Italiani  sono "ricchi sfondati"? 

Caramelle non ne vogliamo più. Nemmeno se "rendicontate". Coraggio ragazzi,  innanzitutto imparate l'Italiano e  fate a meno di questi  brutti neologismi. Poi  si vedrà. Se ne usciremo vivi, naturalmente. 



17 March 2013

Boldrini e Grasso, le disgrazie non vengono mai sole






Coi voti di maggioranza conferita dal tanto vituperato e schifato  porcellum,  Bersani ha imposto alla presidenza della Camera,  il nome di una vecchia conoscenza Onusiana: Laura Boldrini dell' alto (?) commissariato dell'ONU per i rifugiati, attualmente reclutata nelle file del  SEL di Vendola. Lei che è abituata ai ricchi emolumenti onusiani, alle fastose trasferte, oggi si è insediata con un discorso da Madonna del Pilar, predicando austerità e sobrietà. Si sentiva la Papessa Francesca, la Laura delle navi carretta di Lampedusa, quella che proibiva ai cronisti di fotografare i "migranti", perché "profughi di guerra".  Per la felicità dei gonzi...rossi.
La Boldrini l'abbiamo,  già vista all'opera nelle redazioni dei giornali con la famigerata "Carta di Roma, una sorta di  zibaldone political correct , sulle espressioni che i giornalisti devono e non devono usare a proposito di fatti di cronaca legati a stranieri immigrati. Insomma, pensieri e parole con la museruola. Bersani con questa candidatura ha eluso il rischio di un'eventuale strappo di Vendola, il quale già scalpitava per tirare la volata ai grillini.


Passiamo al secondo round: Piero Grasso al Senato con 137 voti (14 di più di quelli  previsti della sua coalizione di sinistra). Bisognava anche lì trovare una faccia che seppur piddina, non appartenesse ancora alla "politica politicante". E dato che è sempre esistito un buon travaso di  toghe tra Pd (e prima Pds e PCI) e Procure attraverso il canale di "Magistratura democratica", niente di meglio che reclutare una faccia cosiddetta "nuova" (si fa per dire), quella del proc. Grasso. Eppoi è giusto che dopo tanta carriera passata tra i faldoni a fingere d'essere super partes, si venga direttamente reclutati  dai propri referenti politici. E' sempre un'esperienza  esaltante quella del Parlamento, dopotutto.
 I grillini hanno sentito il richiamo della foresta e con la scusa della "libertà di coscienza" (ricordatevi bene questa formuletta magica, perché la sentirete spesso), hanno fatto finta di "dividersi" tra di loro, ma poi una spicciolata di voti utili alla causa bersaniana, alla fine è arrivata.
Mission accomplished per lo Smacchia-giaguari: lo scouting alla fin fine ha funzionato. Il M5S si spacca. Crimi, il portavoce grillino: "Non faremo da stampella a nessuno". Le ultime parole famose. 


Fuori da questo girone infernale, le notizie sono  tutt'altro che traquille. Minacciati i depositi bancari dei ciprioti e in arrivo una pericolosa corsa agli sportelli, a causa delle politiche criminali di Schauble, il ministro delle Finanze tedesco, disabile e inchiodato alla sua carrozzella, quanto malvagio. "Minacciare i depositi bancari di uno stato membro con un sistema bancario in crisi avrà l’effetto certo di una furiosa corsa agli sportelli. Sia da parte dei cittadini Ciprioti, sia, ovviamente, da parte di investitori esteri che per qualsiasi motivo, lecito o meno lecito, abbiano soldi depositati nell’isola.". Sarà il collasso del sistema euro. La notizia (riportata dall'amico Silvio) potete leggerla integralmente qui e qui: 



Per oggi però l'Europa è lontana. O forse, a suo modo, vicinissima, dato che il Parlamento è stato occupato dal Pensiero Unico e con tutta probabilità avremo un monocolore di stampo comunistoide.



L'apriscatole del M5S



13 March 2013

Tre sedi vacanti

Strano paesaggio politico quello italiano. A pensarci, ha quasi del surreale. Tre partiti di minoranza (o se si preferisce, di maggioranza relativa)  si tallonano l'un l'altro per formare un governo ma nessuno ha una maggioranza tale da  poter essere "autosufficiente". E nessuna delle tre forze si tollera a vicenda. Quello di Bersani per i Grillini è un amore non corrisposto, qualcosa di pateticamente senescente. Un po' come un vecchio rimbambito che si invaghisce di un'adolescente riottosa, chessò una Lolita  col lollipop  che gli  fa gli sberleffi.
 Poi c'è il M5S, ovvero la nuova costola della sinistra, una compagine di No Tavini, no global, ex rifondaroli,  violacei, travaglini, tutti   riciclati in salsa informatica casaleggia che sbandiera con jattanza un'autosufficienza a 5 stelle, che però non ha.
Niente alleanze - sottolineano - in attesa della monocrazia pentastellata al 100%.   
Quanto al  PdL è un po' come quelle tribù di pellerossa: gli ammazzi il capo e allora è finita la battaglia. Ed eccoli lì tutti intorno al loro capo a fare gli scongiuri nel timore del "tutti a casa". Le procure sanguinarie lo sanno bene, per questo l'indomani della miracolosa rimonta berlusconiana, hanno dato il loro fuoco alle polveri. E' in sintesi questa la tanto decantata "indipendenza della Magistratura", così magnificata da Napolitano: vanificare i risultati delle urne e balcanizzare il Parlamento. Scenario déjà vu.   Correva l'anno 1992, 93, 94, 95 e si era nel bel mezzo della  bufera di TANGENTOPOLI. E continua... 
Quella Tangentopoli di cui Grillo sembra avere una grande nostalgia, dato che è stato  proprio lui a evocare il fantasma di Bettino Craxi in questo post  Post che si conclude con la sua solidarietà alla magistratura, quasi a volerne esorcizzare gli attacchi. Non c'è bisogno di essere tanto nostalgici, visto che questo è il Paese dell'eterna resa dei conti giudiziaria. 
Spero che il comico genovese sia altrettanto coerente e solidale con le Procure quando prima o poi toccherà a lui, tenuto conto che questo è il Bel Paese dove un processo non lo si nega a nessuno. 
Siamo  quindi  con tre e più  galli nel pollaio ma il giorno nuovo non è ancora spuntato. Eppoi i grillini devono ancora studiare l'ABC parlamentare.




Passiamo alla seconda sede vacante: quella del Pontificato. E  dunque siamo al solenne paesaggio religioso. Si accettano scommesse: avremo prima un Papa o un governo con Premier? Sarebbe il colmo se l'elezione di un Papa, basata sulla lentezza millenaria degli antichi riti del Conclave, su  consultazione di formule religiose in latino, su fumate nere e fumate bianche, su porpore ieratiche che si aggirano sotto affreschi michelangioleschi alla Sistina, beh...sarebbe il colmo se  giungesse prima la nomina di  un papa, di un governo in carica. Ma tutto è possibile, dal momento che ormai l'Assoluto trascendente non esiste manco più nella Chiesa. Abbiamo infatti un "papa emerito", non visibile al mondo e presto avremo pure un papa in carica.




Il Quirinale

Infine la terza sede non ancora propriamente vacante, ma in via di vacanza: la carica presidenziale di Napolitano la cui permanenza al Colle si concluderà (finalmente!) il 15 maggio. Ma anche lì, tutto è possibile,   dato che se il Governo fatica a costituirsi, ecco che potremmo avere un Napolitano ad interim fino a giugno. O luglio? o agosto? Ci condurrà ad  altre nuove elezioni?
 Insomma, abbiamo un vecchio Presidente candidato a diventare Highlander, l'ultimo immortale.  Dopotutto  in Italia nulla è più eterno del provvisorio

08 March 2013

Ungheria, Francia, Belgio: ribellioni anti Ue e no Euro.

Nei salotti buoni della tv italiana sembra che le cose non debbano cambiare mai. L'ultimo sport dei media maistream è lanciarsi all'inseguimento di Grillo. Ci sono invece già paesi e partiti d'Europa che senza smargiassate, stanno coerentemente avviandosi  alla ricerca della sovranità e dell' indipendenza perdute. A cominciare dalla loro ribellione anti-euro, ma non solo. Poiché il discorso sulla "sovranità monetaria" non può esaurirsi ad un semplice discorso monetaristico ed economicista, ma deve contemplare diritti, funzioni giurisdizionali, cultura e religione, spirito dei popoli, sentimenti, senza i quali non si conquistano i cuori né le menti delle genti d'Europa.
Comincio subito con Marine Le Pen del Front National (FN):
Je demande solennellement au président de la République d'organiser en janvier 2014 (...) un référendum sur la sortie de la France de l'Union européenne", a déclaré Mme Le Pen à l'issue de la réunion du Conseil national de son parti dans un hôtel à Sèvres (Hauts-de-Seine).
"Nous appellerons quant à nous à voter pour cette sortie de l'UE, sauf si le gouvernement français parvient entre-temps à ouvrir de solides négociations et qu'il obtient l'ensemble des quatre réformes de fond minimales".
Ces quatre réformes sont un "retour organisé aux monnaies nationales", la "dissolution de l'espace Schengen", "l'autorisation du patriotisme économique et la réindustrialisation avec le protectionnisme à nos frontières", et enfin la "primauté à nouveau du droit national sur le droit européen".
Mica bruscolini! Avete letto bene? 1) Ritorno organizzato alle monete nazionali, 2) dissoluzione dello spazio dell'area Schengen, 3) autorizzazione del patriottismo economico, 4) reindustrializzazione con tanto di protezionismo all'interno delle nostre frontiere. E ciliegia sulla torta, primato di un nuovo diritto nazionale sul diritto comunitario europeo.
Andiamo avanti.
La scelta del premier di centrodestra magiaro scatena l’ira della stampa internazionale e dell’Unione europea. In particolare  “La Repubblica” si è distinta in  un violento attacco e Bruxelles comincia ad agitare lo spettro dei mercati. L’Ungheria non piace all’Europa. E il sentimento sembra essere reciproco. Il premier Viktor Orban (nella foto) pensa più al proprio popolo, piuttosto che ai vertici dell’Unione europea. E questo non piace a Bruxelles. L’ultima eclatante e, secondo alcuni, “oltraggiosa” mossa attuata dall’amministrazione del leader del partito di centrodestra, Fidesz, è stata quella di nominare un nuovo Governatore per la Banca Centrale Ungherese (Mnb). Il suo nome è Győrgy Matolcsy, Ministro dell’Economia. E’ Orban stesso ad annunciare la nomina, tramite i microfoni di Kossuth Radio. Il Wall Street Journal aveva già ipotizzato da tempo che potesse avvenire questo stravolgimento all’interno dell’Ue, tanto che aveva intervistato Matolcsy sulle sue intenzioni. “La Banca centrale e il Governo dovrebbero cooperare tra loro” aveva risposto ad una delle tante domande l’ex Ministro dell’Economia. Ovviamente, la scelta ha fatto adirare la stampa europea. “La Repubblica” definisce il gesto del premier magiaro come “una gravissima sfida ai princìpi del "mondo libero" e delle istituzioni economiche e finanziarie, dalla BCE al Fondo Monetario Internazionale”. C’era da aspettarselo.  - continua qui:  
http://www.losai.eu/lungheria-nazionalizza-la-banca-centrale-e-scatena-lira-dell-unione-europea/4
Insomma Repubblica-Rothschild rosica e si mette già con le mani avanti: come si permette l'Ungheria di difendere la sovranità e l'identità cristiana? Già, ma il partito Fidesz di Orban è di orientamento tradizionale e cristiano, e la nuova Costituzione ungherese consumava l’orrendo crimine di dichiarare le radici cristiane della Nazione, fondata da Santo Stefano, e dettava altre norme generali conseguenti a questo riconoscimento, quali la difesa della vita, della famiglia (l’unica che esista, non quelle previste dal carnevale permanente dell’omosessualismo). Apriti Cielo!
- da Riscossa cristiana - .

Eppur si muove qualcosa anche in Lituania. Superfluo parlare di Gran Bretagna dove lo spirito indipendentista di Nigel Farage dell'UKIP esiste da tempo. Ma la GB ha una storia ambigua riguardo al suo presunto "indipendentismo" a corrente alternata, ma con gli artigli ben impiantati nella gestione della BCE, di cui è azionista.
Voglio invece citare il bravo e giovane  Laurent Louis, deputato belga identitario che ha coraggiosamente denunciato la guerra in Mali  "contro il terrorismo internazionale" (la solita foglia di fico atta a depennare le indipendenze dei popoli) da parte di Hollande. Ecco il filmato della sua requisitoria e qui la traduzione  del suo discorso :
 
 Piccoli partiti sovrani crescono e cresceranno  sempre più, poiché è questa la tendenza storica dei popoli dell'Europa.  Questi dati forniti, non sono  che uno scorcio parziale. Torneremo ancora su questo tema urgente e  profondamente sentito, per il  futuro delle nazioni.

05 March 2013

Occhio non vede cuore non duole




Governo vacante sì, ma con Monti ancora strettamente in carica e quel che è peggio, operativo. Pochi se ne sono accorti, tra i media.  Troppo preoccupati, evidentemente,  a  inseguire il Grillo mascherato per elemosinare interviste. Pochi, anzi quasi nessuno, parla dello scandalo delle regolarizzazioni per migliaia di "migranti". Silenzio aureo, ovviamente, per i partiti quale che  sia il colore politico. Ma anche per il neonato movimento con velleità indipendentiste.
Ce lo chiede l'Europa, l'ONU & brutta compagnia: l'accoglienza prima di tutto anche a costo  di bancarotta.  Intanto nei pressi della grilleria e dintorni si parla di "governo in prorogatio". Mentre il comico paventa comicamente un altro passeraceo governo "tecnico". Direi che dopo l'annus horribilis 2012, se ne sentiva proprio il bisogno. Nel mentre, ecco l’ultimo schiaffo del governo Monti: accoglieremo 8mila “profughi”. I TG parlano addirittura di 14 mila. Prelevo l'articolo  dal blog Identità.com per il tramite di Grotesque di Eleonora. Un'ultima notazione.. Quando era in carica il precedente governo Berlusconi con Maroni agli Interni, non passava giorno che le tv non facessero servizi diretti da Lampedusa, Linosa, e altri CIE della Sicilia: uno stillicidio continuo di sbarchi e operazioni di soccorso. Ora invece c'è Monti e tutto va bene madama la marchesa. L'importante è che non si sappia in giro.


 
La parola “scandalo” non è sufficiente a definire quello che sta accadendo. In un paese prostrato dalla crisi economica, dove solo oggi l’Istat ha comunicato il record ventennale di disoccupati, ci sono migliaia – per l’esattezza 8mila – immigrati giunti in Italia nell’ormai lontano 2011, che percepiscono uno stipendio statale di 1.380 euro. Questi immigrati di professione “profughi”, sono mantenuti da oltre due anni coi soldi delle nostre tasse, in questi due anni sono stati protagonisti di stupri, disordini, pestaggi e spaccio di droga. Ricordiamo che questi individui sono giunti in Italia profittando dei disordini causati dall’intervento in Libia e che, tra loro, non ci sono Libici: ergo, nessuno di loro aveva diritto all’accoglienza. Ma non ostante ciò, per due anni sono stati mantenuti in hotels, centri d’accoglienza a cinque stelle e case sottratte al bisogno di indigenti italiani. Questi stessi personaggi sono ancora in Italia e stanno inscenando violente proteste in tutto il paese – nel silenzio mediatico generale – perché pretendono, altrimenti minacciano azioni violente, dai 1.500 ai 2.000 euro di “buonuscita”.
TRE CASI RECENTI DI VIOLENZE SCATENATE A SCOPO DI RICATTO
Vogliono una sorta di “liquidazione di fine rapporto” dalla loro professione di “profughi”. E questi soldi li vogliono da noi. Ovviamente le amministrazioni istituzioni locali e nazionali guidate da partiti e individui anti-italiani si sono subito messe all’opera e hanno, in alcuni casi, già provveduto a soddisfare queste assurde richieste. Ora si “muove” il governo, quello senza mandato popolare. E si muove – ovviamente – nella direzione sbagliata:
Questi immigrati vengono tutti da paesi come Ghana o Nigeria, paesi dove non esiste la tortura, quindi nessuno avrebbe diritto all’Asilo. Sappiamo inoltre che i cosiddetti “minori”, sono in realtà adolescenti di trent’anni, come abbiamo appreso qualche mese fa:
 http://xn--identit-fwa.com/blog/2012/10/22/scandalo-profughi-minorenni-le-associazioni-rubano-milioni-di-euro/.


Che poi ci si debba sobbarcare anche la cura dei tossicodipendenti nigeriani o ghanesi è cosa fuori dal mondo. Ma come dice la Cancellieri, sono categorie ampie e dovrebbero includere buona parte dei migranti. Infatti l’obiettivo è far si che rimangano tutti qui, a spese nostre. Creando categorie artificiose, e infilandoci anche chi non ne avrebbe alcun titolo. Ci stanno rubando il futuro. E noi glielo stiamo permettendo.

01 March 2013

Neurodeliri a 5 Stelle

 
 
 
 
"Io ti ho votato perché pensavo che l’unica divisione che conta fosse quella tra persone oneste e no. Dimmi, mi sono sbagliato? E comunque, se il mio voto ti faceva tanto schifo, potevi dirmelo prima delle elezioni, non il giorno dopo".

Questo che avete letto è solo uno dei commenti di un dipendente pubblico risentito, preso dal blog di Beppe Grillo, ovvero la "nuova democrazia internettiana che avanza" in uno dei suoi ultimi post dal titolo Gli Italiani non votano mai a caso.

Un post nel quale Grillo ha messo furbescamente la faccia di Massimo Fini, quasi a smarcarsi. Non che Fini si sia comportato da cima ad aggregarsi al Movimento 5 stelle. Per uno studioso di Spengler, Nietzsche e Junger, poteva cercare di meglio in fatto di filosofi, che non Casaleggio & Associati. Ma il  testo del pezzo che leggete è roba inequivocabilmente sua, di Grillo. E lo ha scritto con estrema disonestà l'indomani della sua vittoria elettorale, ingannando i suoi elettori. Perchè non l'ha fatto prima?
E' presto detto: sarebbe stata un pericoloso boomerang per lui e per il suo movimento. Una pessima propaganda elettorale.
In detto post, Grillo divide gli Italiani in modo assai rozzo e approssimativo nel gruppo A e nel gruppo B. Al gruppo A appartengono "gli  esclusi, gli esodati, coloro che percepiscono una pensione da fame e i piccoli e medi imprenditori che vivono sotto un regime di polizia fiscale e chiudono e, se presi dalla disperazione".
Estraggo  un passaggio relativo al gruppo B:
Il secondo blocco sociale, il blocco B, è costituito da chi vuole mantenere lo status quo, da tutti coloro che hanno attraversato la crisi iniziata dal 2008 più o meno indenni, mantenendo lo stesso potere d'acquisto, da una gran parte di dipendenti statali, da chi ha una pensione superiore ai 5000 euro lordi mensili, dagli evasori, dalla immane cerchia di chi vive di politica attraverso municipalizzate, concessionarie e partecipate dallo Stato.
Non male  questo moralismo per un uomo ricco che possiede tre lussuose magioni nei luoghi più invidiati del Pianeta: a S.Ilario sopra Nervi, sull'Isola di Santa Maria all'arcipelago della Maddalena (ora parco acquatico), e in Svizzera a Lugano dove pare abbia preso la residenza, ma non vuol dirlo chiaramente: http://www.cdt.ch/mondo/politica/78627/ma-grillo-ha-la-residenza-in-svizzera.html
Ora Grillo mi deve spiegare quanti sarebbero in Italia quelli che percepiscono una pensione di 5000 euro. E dopo aver fatto un sondaggio obiettivo vedrà che sono una minoranza nella minoranza, non un gruppo B.  Se pensa dunque di "fare cassa" abolendo questo genere di cittadini , non riuscirebbe mai eppoi mai a pagare i "redditi di cittadinanza" ai non abbienti.
Poi questo odio verso i "dipendenti pubblici" mi sa di vecchia demagogica risciacquatura di piatti nonché di pretesto  per inutili guerre civili tra lavoratori. Dipendente pubblico è anche un impiegatuccio delle poste, una maestra d'asilo, un ferroviere, un bidello. Dipendente pubblico è un vigile del fuoco, un poliziotto, un carabiniere, un impiegato dell'anagrafe. Che facciamo? Gli togliamo lo stipendio o la pensione che tra bollette, consumi di base, benzina per l'auto, spese per la casa e spese alimentari, gli bastano malapena per tirare avanti, per dargli in cambio il suo  "reddito di cittadinanza" di 800 euro?
Queste mi sembrano proposte alla Fausto Bertinotti, in versione addirittura peggiorativa. In altre parole, un abuso. Senza contare quel suo violento aizzare i più giovani nei confronti dei più anziani, come fosse colpa di questi ultimi, se dopo una vita di lavoro e di sacrifici, si possa disporre di  una qualche sicurezza. Lo sa o no, questo stolto improvvisatore che se non ci fossero le famiglie a fare da ammortizzatore sociale, molti giovani (grillini e non ) sarebbero  totalmente alla deriva?
Ecco la reazione in un altro dei commenti di protesta prelevati dal suo blog:
Ah! Adesso i dipendenti pubblici li associamo agli evasori? o a chi vive di "consociate" ai margini della politica? e che vogliono mantenere il loro status quo? Caro Fini (ndr: Massimo) non so chi sei e che ruolo hai nel movimento ma se i vertici la pensano come te,il mio voto non lo avrai più.
Togli nel tuo post "e la maggior parte dei dipendenti statali" e chiedi scusa.


Un'ultima cosa. Questo delle 5 Stelle, doveva essere un movimento considerato secondo il  Grillopensiero   né di destra né di sinistra. "Noi siamo in alto" era solito declamare. Il suo spin doctor   Gianroberto Casaleggio va anche più in là dicendo che non esistono idee di destra o di sinistra, ma idee buone e idee cattive.  Ebbene, è un inganno perché  così non è. Molte di queste proposte sono organiche all'area antagonista della sinistra più radicale condite di ecologismo con relativo programma utopico-demenziale   con elementi presi da Serge Latouche (il teorico della "decrescita felice").
Inoltre a chi  stava per commettere l'errore di votare M5S è bastato osservare durante il raduno a Milano in Piazza Duomo, la mossa di Grillo  quando fece salire sul palco quell'altro guittone  rosso di Dario Fo, che ora vorrebbe rifilarci come il successore di Napolitano. Cioè un'altra  vecchia Cariatide rosso antico.
Se questo è il nuovo che avanza, meglio mandare tutto in rottamazione fin da subito, prima che sia troppo tardi. Un leader non premier che non può andare in Parlamento per motivi legali (l'omicidio colposo col SUV a Limone Piemonte nel 1981 che gli valse la condanna di un anno e tre mesi di carcere (mai scontati) per aver distrutto un'intera famiglia composta da marito, moglie e un bimbo di 8 anni), che coordina il suo "formicaio" virtuale dall'esterno attraverso la rete Matrix considerata onnipotente, è, malgrado le ovazioni degli intellettuali cortigiani usi a saltare sul carro del vincitore dell'ultima ora, qualcosa di inquietante.

Come li chiameranno ora i nuovi eletti? Onorevoli grillini?  On. Cinquestellini? E che faranno gli on. grillini nell'aula parlamentare? Si collegheranno via streaming alla loro Formica Regina, ogni qualvolta dovranno prendere delle decisioni politiche importanti?
Speriamo che la primavera ci porti vere cose belle e non  solo degli insetti con le antenne che fan cri-cri,  con risse, alterchi a base di belìn e instabilità politica a gogò. Non ne sentiamo proprio il bisogno, dopo il febbraio feroce e gelido che già abbiamo vissuto.