31 December 2012

Manuale di sopravvivenza per il 2013





Buon Anno!
Ci attendono ancora giorni difficili, cari Amici,  perciò  è inutile farsi illusioni che chi ci ha reso greve e  insopportabile il 2102, si fermerà miracolosamente nell'anno che verrà.  Pertanto il mio augurio è che riusciamo a trovare in noi gli anticorpi per resistere e contrattaccare. In questi giorni imperversano maghi e astrologi, per raccontarci che  futuro anno avremo. Io non sono Mago Merlino e nemmeno la Fata Morgana, ma prevedo che dovremmo imparare a consociarci e a costituire Comitati Civici, Comitati di quartiere, di rione o  altro organismo di base territoriale cittadino (e non partititico) per la salvaguardia di quella “proprietà Privata” che è sancita dalla costituzione e dal diritto civile e penale. Prevedo che dovremmo togliere l’acqua agli squali e ai pesci piranas carnivori e insaziabili, cominciando a costituire Comitati di Resistenza Fiscale e di legittima Autoriduzione dagli abusi che inevitabilmente ci saranno.
Prevedo che dovremo colpirli nella cosa a cui questi famelici piranas parassiti, tengono di più: IL DIO DENARO. Intanto, mi permetto di scrivere un decalogo di  piccoli consigli di sopravvvenza che forse già molti di voi applicherete :
  1. Comprare prodotti rigorosamente italiani sia nel settore agro-alimentare che in altri settori (utensili, vettovaglie, abbigliamento ecc). Tra i prodotti italiani alimentari, cercate quelli più vicini a casa.
  2. Tenere d'occhio fattorie, orticultori e allevatori nelle zone in cui abitiamo e ricorrere a queste piccole distribuzioni
  3. Coltivare un piccolo orto se si ha un po' di terreno. In mancanza di meglio, va bene anche il terrazzo.
  4. Applicare piccoli scambi e baratti che non saranno la panacea economica, ovviamente, ma che ci aiuteranno a una piccola indipendenza.
  5. Usare l'auto solo quando è indispensabile e muoversi in bicicletta.
  6. Non rinunciare a qualche buon spettacolo intelligente, dato che distrarsi fa bene.
  7. Fare (se è possibile) almeno un viaggio all'anno, perché constatare come si vive altrove, allarga gli orizzonti e aiuta a non deprimersi.
  8. Fare le proprie spese col contante e usare il contante il più possibile per dare un messaggio forte a chi di dovere. Intanto vi invito a leggere questo sito e a firmare la petizione contro la sparizione del contante : http://www.contantelibero.it/
  9. Informarsi, essere curiosi fa bene, ma non cadere nella bulimia da informazione. Scegliere qualche giorno di astinenza da Internet  come prassi di igiene mentale. Idem con la tv e con gli eccessi di notiziari ansiogeni e fatti apposta per demoralizzare e guastare l'umore.

Il resto della lista compilatelo voi se vi viene in mente qualcosa di utile.
Come ultimo consiglio, non ascoltate Napolitano e il suo fasullo discorso di fine d'anno: non merita la vostra attenzione. Divertitevi e festeggiate con gli amici.
Mi fermo qui, e vi auguro un Felice Anno Nuovo. 

29 December 2012

Bersani e le nuove Pecorarie

 
 
 
 
Povero Culatello Bersani nato a Bettola, eppure sotto sotto va capito! Ha oliato diligentemente gli ingranaggi della sua "gioiosa macchina da guerra" con lunghe estenuanti Pecorarie insieme a Renzi, cercando con ogni mezzo riflettori e vetrine mediatiche e ora che è a un passo dal traguardo, non ci vorebbe altro che un Rigor Mortis a rubargli la vittoria a portata di mano. Sarebbe il colmo!
E ora cosa s' inventerà Bersani di così peggio da potersi distinguere da Monti? Ha dichiarato che la sua agenda sarà la stessa di Monti con qualcosa in più. E sappiamo già cos'è quel "qualcosa in più": Pacs, matrimonio gay, ius soli per gli immigrati e loro diritto al voto nonché messa a regime della moneta elettronica con contante limitato a 50 euro.  Della serie, quando i servi cercano di superare in zelo,  i  loro padroni.
Domenica mattina inizieranno nuove Pecorarie parlamentari decembrine, alla vigilia del veglione di S. Silvestro. Ce la mettono tutta per autopromuoversi sul piano mediatico, anche al freddo e al gelo, poveracci!
Eppoi , suvvia, guardate un po' come sono altamente democratici! Questo sì, vuol dire "salire in alta politica":  candidano in primarie la  futura casta parlamentare. Non possono rottamare direttamente le brutte, antipatiche e arroganti Rosy Bindi e Livia Turco, perché sarebbe "femministicamente scorretto" farlo. E allora ricorrono alle Pecorarie di mandria e di gregge. E' il popolo ovino coi due euro in mano che lo vuole. Nel mentre, viene candidato l'ennesimo esponente del Toga Party: il procuratore Pietro Grasso, un valore aggiunto, perbacco!
Chi vota Bersani vota Monte dei Paschi (a proposito di pecore, non c'è pecora senza pascolo). Chi vota l'Agenda per Monti, vota Monte dei Paschi  pure, appena foraggiati, pasciuti e ingrassati con le nostre IMU.

Abbiamo una vasta gamma di opzioni, con l'eurocrazia, non c'è che dire


La difficile ascesa al Potere
 



 

26 December 2012

Agenda ERGA OMNES? No grazie!

 
 
 
 
Il Vitello d'oro scalcia furioso e non dorme mai. Nemmeno il giorno di Natale, nel quale hanno fatto quell'oscena proposta di tenere aperti i negozi con la scusa delle privatizzazioni e di voler favorire il commercio. Balle! Il movente è a carattere politico-ideologico-religioso. Qualche città pilota ha aderito, seppur con magri affari. Monti, rappresentante del Gran Vitello d'Oro mondiale, ha tenuto la sua conferenza stampa il 23 dicembre, gesticolando con quelle manacce ad artiglio del Demonio. Le avete guardate le sue mani? Hanno le dita adunche e affilate come cesoie, come se volessero spogliarci degli ultimi spiccioli che abbiamo nelle tasche, come se volessero strangolarci. Le avete ascoltate le domande dei giornalisti cosiddetti "accreditati"? Sono stata con le orecchie più dritte di un pastore tedesco, aspettando qualche domanda scomoda. Eppure nessuno gli ha chiesto conto dei nostri soldi dell'IMU finiti una parte nel deficit della Montepaschi, un'altra nel fondosalvastati. E quando la domanda scomoda ha tentato di farla il giornalista de Il Fatto, è stato subito liquidato. In compenso ha sbalordito la sua proposta di un'agenda detta Erga Omnes, dove sarebbero i partiti politici, magari con l'imprimatur del risultato elettorale, ad aderire ai suoi desiderata. Ovviamente ha infiocchettato la sua agenda lodando se stesso : "E' un programma che non e' ne' di destra ne' di sinistra, dobbiamo uscire da questi vetero confini, mi auguro che ci sia un grande richiamo della societa' civile".
Ovvio, un Salvatore della Patria come lui non può essere né di destra né di sinistra, ma autocollocarsi in alto, sul cupolone papale. Si dà il caso però che l'Agenda Erga Omnes sia stata scritta da un uomo di punta della sinistra "renziana", il giuslavorista Pietro Ichino. Leggere qui, gli antefatti. e qui i fatti. Manco capace di compilarsi un'agendina da solo, il prof. bocconiano. Chessò, un'agendina tecnica tecnicuccia, senza scopiazzare i compiti da un politico.

Dopo che gli hanno rimproverato di usare troppi anglicismi, ecco che ora l'Androide che venne dal Nord si butta sui latinismi: Transeunte, ex abrupto, erga omnes! Non poteva dire "per tutti"? Eh no, erga omnes è più sacrale. Veniva infatti impiegato nelle encicliche papali. Ma allora, habemus Papam e non lo sapevamo. Il che equivale quasi al rischio  "per omnia saecula et saeculorum". E del resto la sua, è stata una benedizione natalizia, urbi et orbi.
Certo che di palle ce ne ha raccontate in quella conferenza! E tante. Eravamo sull'orlo del baratro ma poi sono arrivato io. Potevamo finire in Grecia (ma non era una risorsa per l'Euro?) ma poi sono arrivato io... Sì, giusto in tempo per sospingerci a subire analogo destino. Ma il radioso sol dell'Avvenire del suo programma, pardon Agenda, è stato quando ha detto che grazie a lui, l'Italia è diventata un'avanguardia molto imitata nel mondo. E ha esortato a guardare gli Usa e il fiscal cliff. E ci risiamo con l'Inglese. Peccato che non tutti gli Italiani sappiano che significa Baratro fiscale. Essì, ora le sue ambizioni smodate sono chiare: fare dell'Italia, un'avamposto del NWO allo scopo di trascinarci nel...baratro fiscale mondiale. Subito dopo ha aggiunto che ora anche gli Usa saranno costretti a imitare il modello politico italico del Trio Monnezza ABC con tanto di tripla fiducia al Premier. Nel loro caso, Dem-Rep. Ovvero Asinelli ed Elefanti tutti insieme appassionatamente per combattere una crisi, da Lorsignori medesimi provocata ad hoc, allo scopo di costringere a cedere sempre più sovranità (Usa inclusi) e a rottamare i Parlamenti. A quanto pare, è un modello d'esportazione format.

Quanto a lui, è in attesa che dalle urne del 24 febbraio, saltino fuori maggioranze elettorali risicate, litigiose e posticce, per succedere comodamente a sé stesso. Nel mentre, va spacchettando tutti i partiti in cerca di venduti tra i venduti, che aderiscano alla sua agenda Erga Omnes. Così, Ichino si sfila dal Pd insieme ad altri "renziani"; Frattini, Mario Mauro e qualche altro ciellino, dal Pdl. E via coi salti della quaglia e le rottamazioni prossime venture. Quando certa gentaglia parla, è più importante quello che non dice, di quel che dice. E difatti, alla faccia degli scribacchini di varie testate, di varie agenzie giornalistiche, i suoi VERI piani mica li ha svelati. Per lui, però, parlano le sue manacce adunche che si ritorcono su se stesse. Monti si conferma un saccentone borioso e rancoroso intriso di gelido sarcasmo. Può sembrare anche calmo, freddo e compassato, privo di emozioni, ma le sue mani acuminate  da artigli del Demonio sempre in tensione, hanno in mente una cosa sola: derubarci ancora. O dar mandato a qualche servo che salterà fuori dalle urne elettorali, di farlo per suo conto. Erga omnes et amen!
Come cantava Mina in una celebre canzone, forse svanirà la tua immagine, ma non scorderò le tue mani. Sì, mani di uncino, da cleptocrate.

 
 
 

20 December 2012

Natale




 Ci sono immagini che dannano l'anima e viceversa ci sono immagini che la salvano. Non lo dico io, lo dice Carl Gustav Jung. Come mi è stato fatto notare nel post precedente da Scarth e da Huxley, mostrare certi velociraptor  della Ue (Barroso, Schulz e Monti) nei giorni a ridosso del Natale, è qualcosa che ci intristisce, ci rende mesti e privi di speranza. Come se la nostra vita privata e pubblica, subisse pesanti ipoteche; come se non ci fossero più orizzonti da scrutare, da intravedere. Di contro, questo particolare del Bambin Gesù che accarezza l'agnellino preso dalla Natività di Lorenzo Lotto, di cui mi sono servita in altri precedenti Natali, improvvisamente ci placa, ci intenerisce,  ci rende pacificati. C'erano degli animali a Betlemme nella grotta? Non c'erano? sono stati aggiunti dai vangeli apocrifi e successivamente posti nei presepi? L'iconografia si fa tradizione, la tradizione è rito, e perciò noi ci crediamo.
 
 
 
 E' un'immagine ad un tempo umile e nobile, modesta e sublime. Il pittore ha voluto simboleggiare il Salvatore e il suo doppio (l'Agnus Dei) in un dipinto fatto di semplicità, di calore e di tripudio per tutti: credenti e non credenti. Spesso dimentichiamo, attratti dalle sirene mercatiste, dalle volgari luminarie su modello Luna Park, dal baraccone dei lustrini,  dalle patacche di Babbi Natali made in China, vestiti dei colori delle  lattine della Coca Cola, con auguri seriali sul web fatti di cartoline virtuali con renne che ballano il boogie-woogie,  che il termine Natale deriva dal latino natalis, che significa "relativo alla nascita".   E quando la vita si rinnova è sempre buon segno. E' da qui che si dovrebbe ripartire. Certamente oggi sono più le cose che chiediamo noi al Bambinello di quelle che possiamo offrirgli. Non siamo pastori e nemmeno contadini con le braccia piene di semplici doni della natura, ma allo stato attuale, quasi dei questuanti.  E il mio auspicio credo che già lo conosciate: liberarci dal giogo di questa terribile ingiustizia che ci sta affliggendo e che ci sta soffocando.

Buon Natale a tutti!

19 December 2012

Come ridurre il Parlamento italiano in una Duma Ue

 
 
Ultimo doveroso post prima della consueta pausa natalizia.  Leggendo il titolo, qualcuno obietterà: ma il Parlamento italiano è già una burla. E' vero, ma finora trattasi di burletta nostrana. Quando dico Duma Ue intendo una farsa  europea che è già tragedia continentale.
Monti non molla anche a costo di farsi scaricare da Napolitano che gli ha detto chiaro e tondo che non si presterà più ad un nuovo governo di "nominati", ma che dovranno essere eletti (ovvio, ora sa che vinceranno i suoi). Ma intanto il parricidio durante il loro recente incontro, sembra essersi consumato.
A questo punto Monti pensa di poter dettare un'agenda a cui i partiti eletti, dovranno attenersi. In realtà il Grigiocrate è l'emissario speciale dei desiderata di Bruxelles, i quali vorrebbero "normalizzare" il parlamento italiano secondo una fotocopia Ue: un PPE da una parte e un PSE dall'altro. Come dire che gli Italiani si ritroverebbero a scegliere tra marionette  omologate simili a Barroso  e a kapò Schulz. E' l'essenza della democrazia gravemente malata nella sua fase terminale.
 
La sparata di Berlusconi su Monti capo-cordata che alcuni "ultimi giapponesi" berlusconiani vogliono vedere come una fine "tattica", in realtà è solo uno stolto peccato di presunzione. Lui forse pensa che toccare Monti e cooptarlo in un rassemblement di "moderati"  significhi usarlo in funzione "antisinistra". Ma che vuol dire poi "moderato" in un contesto dove la moderazione non è certo la cifra di questo governo? E' forse moderata la Fornero? E' moderato impadronirsi di un governo mediante un golpe (a colpi di spread) di non eletti? E sono  forse moderate, quelle manovre finanziarie che abbiamo subito a mitragliata ininterrotta in tutti questi faticosi mesi?
Un perfetto cavaliere idiota! Manco fosse re Mida in grado di trasformare in oro la m.....a. E gli Italiani che in questi giorni prenatalizi stanno soffrendo non vogliono avere ancora tra i piedi un Robot gelidamente criminale usato come grimaldello per la solita tifoseria del derby destra vs. sinistra.
 Lo spiega con uno dei soliti guizzi di genio, la prof. Ida Magli nel suo sito:
I sondaggi dicono che sette italiani su dieci non vogliono un nuovo governo Monti, ma Berlusconi (e insieme a lui la platea quasi al completo dei politici e dei giornalisti che contano in Italia e in Europa) lo vuole tanto da affermare: io rinuncio purché si faccia avanti lui (...)
 
I dati dicono che la disoccupazione è cresciuta, che le industrie sono ferme, che il mercato delle abitazioni è crollato, che gli italiani hanno venduto anelli e collanine per pagare le tasse di fine anno, ma Berlusconi ritiene che l’unica vera disgrazia sia per l’Italia l’eventuale vittoria della Sinistra alle prossime elezioni e che deve essere Monti a salvarci da tale disgrazia.
Sarà necessario dunque spiegargli che è l’Europa la “Sinistra”. Come ha affermato diversi anni fa l'esule russo Bukowski, l'Unione Europea è come l'Unione Sovietica. Infatti persegue l'internazionalizzazione mondiale eliminando gli Stati nazionali e ha basato l'Unione sul trattato di Maastricht, ossia sul primato delle strutture economiche, attraverso le quali si ottiene la soggezione e il controllo di ogni comportamento dei cittadini.
Se non si vedono i fucili è soltanto perché nelle democrazie non ce n'è bisogno: tutti obbediscono. Si suicidano magari, ma obbediscono.

 
Monti non ha dunque bisogno della ridicola cooptazione berlusconiana così come di nascondersi dietro ai Casini e ai Montezemolo.  Sta cercando, su mandato europeo, il suo spazio di manovra per blindare definitivamente quel che resta del parlamento italiano ancora troppo variegato, rissoso e in fondo imprevedibile con le sue conventicole, i suoi particolarismi, con  i suoi mille e passa emendamenti e senza una corretta (si fa per dire) legge elettorale secondo i desiderata degli eurocrati che vorrebbero la diarchia PPE-PSE, per tutti i paesi-membri.  
Via le estreme, piazza pulita dei populismi (considerati i "mali assoluti") e per tutto il resto, calma piatta. In che modo e con quale alchimia non mi è ancora dato di saperlo, ma il progetto, potrebbe essere questo.
Prima o poi i fili di questa lurida trama (l'ennesima) per renderci più schiavi, saranno più evidenti. Magari con un po' di fantasia, arriverebbero ai dieci minuti a testa di intervento all'anno per ogni parlamentare e   tanti sbadigli, come per l'attuale Duma bolscevico-europea.
 
 
Qualcuno penserà: ma è mai possibile che il Parlamento italiano già conciato com'è, possa addirittura peggiorare? Ebbene sì. Una volta depredato e desertificato il paese e la sua economia reale, occorre passare alla fase due: annientare quel che resta delle istituzioni in un blindato bipartitismo speculare l'un l'altro.

Una cosa è certa: Monti comunque si muova,  non scenderà in politica per il bene dell'Italia, ma dell'Euro. E la Costituzione sempre più conculcata anche nel corso di questa crisi, mai formalizzata dal Parlamento è diventata, come fa rilevare anche Marcello Pera, in una lettera al Direttore di Libero,  solo un miserrimo canovaccio per sguaiati lazzi di giullari al servizio del Monarca assoluto Napolitano, come Benigni. C'è poco da ridere.

16 December 2012

Rigori mon(r)tiferi e altre rapine

Mentre gli osservatori stranieri come Evans Pritchard sul Telegraph si interrogano su chi ce lo fa fare di rimanere dentro all'eurozona a farci scannare come capretti pasquali, continua il coro all'unisono di giornali e forze politiche pro Monti. E' una processione col cero in mano, un mesto pellegrinaggio che va da Casini ("dopo Monti c'è ancora Monti...") a Montezemolo, Fini, Schifani,  Alfano, a Bersani (agenda Monti, con qualcos'altro..) fino a Berlusconi con il suo rassemblement di moderati con alla testa Monti. Insomma... Noi vogliam Monti che è nostro padre noi vogliam Monti che è nostro Re.. .
Facciamo quattro conti di che cosa ci ha fruttato il "rigore montifero"? Presto detto.
  • Debito Pubblico : dopo un anno di governo Monti siamo alla catastrofe:
  • 126% e' il peso del debito, in rapporto al Pil, in netto aumento
  • 93 miliardi di euro di aumento del debito pubblico in 11 mesi di governo, nemmeno il Berlusca fece tanto.
  • 10, 8% disoccupazione dal 8,5%
  • -3,2 % consumi dal +1%
  • 363 % Spread dal 570% unico“successo” , ma che successo è mai  se, dati Istat:

100 mila individui hanno perso lavoro nel corso dell’ultimo mese, come rilevato nell’ultimo Rapporto ISTAT
tasso di disoccupazione giovanile(superiore al 30%)
Fallimenti imprese in aumento e 100 crisi industriali in atto.
(specchietto forse ancora ottimista e non aggiornato preso dal blog di Marista. Vedere anche quello di Johnny Doe).
Ma la lista nera non finisce qui. Vi ricordate la fretta e la furia con cui il ministro Vittorio Grilli, quello dal pallore mortale, dagli occhi di ghiaccio inquietante, ci ha intimato di versare l'IMU tassativamente entro e non oltre lunedi 17 dicembre? Perché tanta premura? Ce lo spiega l'ex ministro Tremonti a Radio 24. .
Oggi in Parlamento c’è un provvedimento sul Monte dei Paschi di Siena che estrae dal bilancio pubblico 3-4 miliardi, esattamente il valore dell’Imu prima casa: in un Paese normale cosa si fa? Si toglie l’Imu sulla prima casa o si danno 4 miliardi al sistema bancario? Perché dare i soldi ai Monti dei paschi? A che titolo?
Riprende lo stesso argomento Il Fatto quotidiano con in più un altro interessante dettaglio circa i favori di questo governo alle banche:
Un favore, peraltro, che si vorrebbe fare pure alla chetichella: l’emendamento per annacquare la Ttf, infatti, non è ancora arrivato nella commissione Bilancio del Senato ed è atteso per venerdì notte o sabato, ultimo giorno utile. L’esenzione non dichiarata dalla tassa sulle transazioni finanziarie non è peraltro l’unico conto con le banche che l’esecutivo tecnico salda in questi ultimi sette giorni di legislatura: nel ddl stabilità finiranno infatti anche i cosiddetti Monti bond, i 3,9 miliardi che il governo presterà al Monte dei Paschi di Siena accettando di farsi rimborsare gli interessi, in caso di insolvenza, con nuovi titoli di debito a carico dello Stato. Usciti dal decreto Sviluppo per una questione procedurale, finiti in un testo ad hoc (il “salva-infrazioni” ) che non ha nessuna speranza di essere approvato in tempo, ora entrano in una legge che è obbligatorio approvare. Anche questo emendamento non è ancora stato depositato, ma tranquilli: c’è ancora una settimana.

Già, tra una settimana è Natale e questa maledetta filibusta ha deciso di trasformarlo in un Christmas Nightmare fatto di rapine ed estorsioni continue ai danni degli Italiani. A proposito delle quali cito anche quella dei terremotati dell'Emilia costretti a pagare l'IMU delle case in rovina. E pure quella dei vecchi all'ospizio che pagano come seconda casa, la propria casa d'abitazione. Come se la casa di riposo fosse un servizio gratuito esente dal pagamento delle rette, vero?
Ma non è tutto. E' previsto per l'anno nuovo, la ristampa di nuovi verdoni da parte di Draghi-BCE con nuovi colori e nuovi formati da 50, 100, 200, con la scusa di fare nuove “banconote anti-contraffazione”.  Naturalmente correrà l'obbligo tassativo di portare in banca le vecchie banconote accumulate entro un termine  da loro stabilito. Fine del materasso, della mattonella, degli scantinati o dei solai per chi si è creato una piccola fortuna, idonea a  sopravvivere nel caso di fine del cimitEuro.
Fine del piccolo tesoretto legittimamente messo da parte, ma nuovo riaccumulo e riliquidità di contante prezioso e pregiato per le banche. Fino a quando non ci hanno tolto gli ultimi spiccioli, fino a quando non ci hanno ridotto a razzolare nei cassonetti dei mercati ortofrutticoli in cerca di qualche foglia buona di cavolo scartato, questi dannatissimi occhiuti Scrooge, non sono contenti.
Si è svegliata per l'uopo,  perfino la camomillifera Palombelli in questo articolo, concludendo amaramente:
La novità è che quando il mondo è governato dai banchieri, loro sono spesso più furbi e veloci dei risparmiatori .
Le grandi Carognate di Natale, sono la specialità di bin Loden. Carognate costruite in sequenza di matriosce russe, così toste, così crudeli e complicate, che ogni volta che ne apri una, ti salta fuori una brutta sorpresa. E tra queste è già prevista la calza della Befana 2013. Perciò, à suivre...

13 December 2012

Un nipotino di nome Spread



E' proprio vero che le colpe dei nonni ricadono sui nipoti. L'ha detto lui, Mario Monti in persona. E noi ci crediamo.  In questi giorni nonno Mariuccio è andato all'asilo a prelevare il suo nipotino. E in una botta di arterie precoci si è messo a raccontare a "Uno mattina" ad uno dei soliti conduttori stuoini (Franco De Mare) che suo nipote quando sente in tv parlare di spread, dice: "Mamma ...nonno, ma quello sono io". Infatti pare che i compagnucci birichini dell'asilo lo abbiano sopranominato Spread. C'è da giurarci che i vivaci  ragazzini già  memori della Fornero e del suo choosy, lo chiameranno amichevolmente Spready.
Pare già di sentirli: "Spready Spready! giochiamo a guardie e ladri?". Ma allora lo Spread non è vero che è tutto un "imbroglio" se perfino l'innocente nipotino di nonno Mario si chiama così.  Significa che è entrato  già nell'immaginario popolare. Come le fiabe...C'era una volta...lo spread..
I grani di saggezza di Nonno Mariuccio, però,  non finiscono qui.  In detta intervista, c'è stata poi quell'altra memorabile battuta sulla Grecia. O meglio, sul "destino greco" che sarebbe toccato all'Italia se non fosse intervenuto tempestivamente LUI. Poi aggiunge che è pretenzioso  che mentre ci salva dal finire a Patrasso, ci si aspetti anche la crescita.
Ma come, Nonno? Non sei stato tu a dire pochi mesi fa che l'euro è una grande risorsa e che questo si poteva constatare proprio a partire dalla Grecia? Ora dovremmo farti pure un monumento perché non ci hai trascinato nelle sponde dell'Ellade?
 I casi sono due: o Monti è in preda all' Alzheimer galoppante; oppure ci piglia "lucidamente" per i fondelli.

Ed ecco i due filmati in sequenza: quello pro Grecia laddove l'euro sarebbe stata la panacea a tutti  suoi mali. 


 E quello citato,  tratto dalla trasmissione Uno Mattina dove dichiara di essere stato il  nostro  Salvatore dal baratro greco. Poi, per fare il piacione,  si mette a fare la battuta sul nipotino.

Dopo averli esaminati entrambi viene solo da augurare al Grigiocrate di tornarsene quanto prima all'asilo ad accompagnare il nipotino Spready. Magari già che è lì, si prenoti per sé, un posticino alla Baggina altrimenti detta Pio Albergo Trivulzio. Chissà mai che non passi alla storia col nomignolo di nonno IMU.  Sì, quello che portava a spasso suo nipote Spread.  

10 December 2012

Monti e le truppe cammellate del Corriere




Flebuccio de Bortoli ha scritto ieri domenica 9  dicembre il suo diligente lenzuolone sul Corriere in difesa di Monti dal titolo "Il racconto di Monti: perchè lascio". A dire il vero, tutte le truppe cammellate di Via Solferino si sono mobilitate nel fargli da supporter: da Massimo Franco l'editorialista, a Marzio Breda, a Federico Fubini che si preoccupa già  di cosa diranno domani i mercati finanziari della sfiducia ad un governo così buono, così giusto, così efficiente, così virtuoso... Ma soprattutto così popolare e magnanimo. E' un coro a voce unica più coordinato di quelli recenti alla Scala. Monti, come si ricorderà  è stato editorialista del Corserva e le truppe solferiniche si sono da subito, schierate  e strette a coorte. Ah, Flebuccio Flebuccio! Non gli bastavano le interviste in ginocchio. Ora ne scrive una addirittura una da sdraiato. Praticamente si dispone a  stuoino. Sì, perché non vuol nemmeno far vedere  che si tratta di un'intervista classica con tanto di domanda grassettata in nero e di risposta con caratteri comuni. No, Flebuccio (copyright Dagospia) in questo contesto fa la voce fuori campo come nei film hollywoodiani degli anni '40 e 50, e narra... Usa lo stile indiretto, da vero romanziere, crea degli incastri, dei flash back... Talora si trasforma in poeta epico: Cantami o Divo del Pelide Achille, l'ira funesta che ...
 
 
Nella versione on line di detto articolo formato-lenzuolo, il grassettato viene messo nei punti topici, non in funzione di domanda, ma di sottolineatura di quanto si ritiene importante far rimarcare. Ci sono tutti gli elementi della retorica: l'apprensione della moglie Elsa ("Mario? E' su che sta telefonando"). Poi Monti che si racconta  su Cannes: "Non ho risposto per tutta la giornata alle molte domande che mi venivano poste, soprattutto dagli stranieri. Ho colto il loro sbalordimento per la situazione italiana".
 
Flebuccio che riferisce:"Il Professore racconta di essere andato a Cannes dopo aver letto e riletto la dichiarazione di Alfano e di essersi convinto che quella era la vera mozione di sfiducia  nei confronti del suo governo. Sprezzante sui risultati ottenuti, violenta nei toni, profondamente ingiusta.E si domanda perché non siano stati più coerenti i rappresentanti del Pdl, partito per lunghi mesi responsabile e disciplinato di quella che un tempo era, per sua definizione, una «stranamaggioranza», a votargli subito la sfiduciaSarebbe stato subito preferibile.
Insomma avrete capito che Flebuccio si presta a fare da consulente psicologico a Mortimer e ai suoi sentimenti-risentimenti. Sì, perchè anche i Grigiocrati hanno un cuore e il Premier uscente ce l'ha con Angelino del Pdl: tanto gentile e tanto onesto appariva! E invece, guarda te,  si è trasformato in un arrogante tribuno: vatti a fidare!
Monti è lì con De Bortoli che conosce da una vita, ma non deve dare l'impressione ai lettori che questa sia un'intervista-sfogo: noblesse oblige. Perciò il lettore viene indotto a comprendere e a estrapolare dal contesto narrativo. Alta letteratura, non c'è che  dire!
 
Ho cercato in questi mesi, confessa un amareggiato ma non piegato premier, di non cedere al mio carattere, di essere meno suscettibile, ebbene avrei preferito che staccassero la spina direttamente, con un voto di sfiducia, non in quel modo. (Si noti come le dichiarazioni di Monti siano inserite in uno stream of consciousness debortoliano, senza mai venire virgolettate) .
 
Non vado oltre e arrivo alla conclusione del lungo peana tale da far schizzare le glicemie alle stelle. Flebuccio si avvicina timidamente al Grigiocrate e gli offre alcune suggestioni :
E ora presidente, lei è libero di prendere le sue decisioni, anche di candidarsi  anche di candidarsi alle politiche, ormai la necessità di essere super partes è caduta o no? Il silenzio dell’interlocutore è significativo, è chiaro che ora si sente libero di decidere.Ci sta pensando, molti lo spingono a fare un passo. E anche il presidente della Repubblica, crediamo, non lo ritiene più impossibile. In poche ore muore il governo tecnico, il paese corre alle urne, in un confronto così radicale che schiaccia moderati e liberali che guardano a Monti con rinnovata speranza. Forse Alfano non sapeva che con le sue parole ha fatto cadere un esecutivo ma non ha tolto di mezzo un leader. La pressione dei centristi su Monti si intensificherà. E lui non tornerà di certo alla Bocconi. Il Lohengrin della Scala è finito negli applausi. La tragedia italiana continua. Il libretto è tutto da scrivere, la musica pure, la platea assicurata e mondiale, ma purtroppo assai poco disposta nei confronti degli interpreti. Il sipario non scende mai.
Mi soffermo su quel "molti lo spingono a fare un passo..." . E anche sulle diversa titolazione dello stesso articolo, dalla versione cartacea a quella on line, che semplifica con "Monti in politica? Da adesso sono più libero". 
E già l'augurio e  l'endorsement del Corrierone delle Banche? Questi pennivendoli che si prestano a fare gli zerbini dei banchieri, dovranno assumersi la loro responsabilità nei confronti delle sofferenze inflitte al popolo italiano, quando molte teste rotoleranno. Il sipario calerà eccome, e i pavidi cortigiani disinformatori alla Flebuccio verranno cancellati dalla Storia, poiché questo chiamasi collaborazionismo.




Ma intanto ecco la vendetta di Rigor Mortis secondo Libero: lui sta per abdicare, ma con un ultimo beffardo blitz potrebbe consegnare il Paese alla Troika e vincolare i prossimi esecutivi politici a seguire la "linea" del rigore e delle tasse già varata dai tecnici. Negli artigli della fatale Troika per un ventennio?

06 December 2012

Don Giovanni a cenar teco, mi invitasti...

 
 
 
 
 
Napolitano ha dichiarato che venerdi 7 dicembre  non presenzierà al Lohengrin di Wagner che si terrà alla Scala. Forse si aspettava Verdi, lui che è così "patriottico" da aver orchestrato un golpe tecnico ai danni del Paese. O  forse teme un bel lancio di uova marce davanti al Teatro.  Devo ammettere che questo governo pur nelle sue nefandezze, o forse proprio per questo, offre molto materiale agli storici per ricostruire ai posteri i tempi foschi e torbidi che stiamo vivendo. C'è un'altra data dell'anno scorso che sento il bisogno di ricordare: il 7 dicembre 2011, nella quale Napolitano e Monti, a golpe compiuto e a misure estreme prese, si recarono alla Scala (mentre il popolo italiano doveva sprofondare nel sottoscala) seduti con solenne compunzione sul palco reale, come due monarchi d'antico lignaggio. L'opera stabilita dal calendario scaligero era il Don Giovanni di Mozart diretto da Daniel Barenboim. Qualsiasi manualetto storico, vi confermerà che senza nulla togliere al suo grande genio, Mozart era massone; ma ciò non costituisce in sé il vero indizio. Ce ne sono tanti massoni tra artisti e musicisti!
Il commento (h. 6: 00) di Pseudosauro nel mio vecchio post 11/11/2011, anniversario del golpe che carpì la sovranità all'Italia, mi fornisce l'ispirazione per tornare sull'argomento di simboli e metafore del Potere. Ne riprendo una parte: "
Venendo ai giorni nostri, come interpretare la rappresentazione del Don Giovanni di Mozart alla Scala, poco dopo la caduta di Berlusconi, con Napolitano e Monti nel palco reale e il Commendatore (o convitato di pietra) che ammonisce il Dissoluto stando tra loro invece che dietro una quinta, come avviene sempre ? Perche' questi serissimi personaggi si sono prestati ad una mascherata simile ?
Risposta: perche' ci credono, e perche' sono entrambi massoni di altissimo livello.
E se qualcuno avesse avuto un granchio o peggio, si fosse - a detta di alcuni benpensanti - fatto prendere da facili dietrologie o complottismi, ecco la conferma del critico Armando Torno, scritta, non già su qualche blog cospirazionista, ma sul Corriere della sera del 8 dicembre 2011.
Titolo: " E sul palco irrompe il fantasma del commendatore" Pertanto cito testualmente:
CONVITATO DI PIETRA Il «convitato di pietra» si è immaginato in mille modi. A volte l'attore era vestito «di sasso» (lo suggerisce il libretto); altre volte scendeva dal piedestallo sul quale era posta la sua statua; altre ancora era scorato da tuoni e fulmini, per diffondere tra il pubblico timore. Ma il regista Robert Carsen lo ha trasformato quasi in un uomo comune. All'inferno ci si va senza troppi complimenti, quasi fosse la normalità. Certo, l'addobbo floreale del grande palco delle autorità, aveva un lieve richiamo ai colori del cimitero; anzi si potrebbe dire, e lo sottolineiamo per rispetto ai presenti, che è stato un elegante cedimento alle richieste funerarie del finale. Ma, si sa, il regista con i suoi vestiti moderni e le scene non convenzionali ha voluto stravolgere questo e altri dettagli. Don Giovanni è un mito che si può variare come meglio garba, tanto ha sempre qualcosa da dire.
RITMO - Il Commendatore quando sale sulla scena evoca veramente la morte - ieri sera con la bara aperta - soprattutto grazie a quel re minore che per Mozart rappresenta la tonalità tragica per eccellenza (è anche quella del Requiem ). C'è di più. All'orchestra il compositore ordina di scandire con ritmo implacabile, sostenuto particolarmente dagli archi, il canto del defunto, quindi si diffonde nel teatro la terribile frase: «Don Giovanni, a cenar teco m'invitasti, e son venuto». Il re minore, che era già stato chiamato a sorreggere la prima parte dell'ouverture, a questo punto esplode. E trascina il peccatore alla fine.
DON GIOVANNI 2011 - Domanda per questo Don Giovanni 2011: il Commendatore sul Palco Reale è un'allegoria del momento? Conviene rispondere notando che la sua figura è uscita definitivamente dai cimiteri e si aggira, tra una crisi e l'altra, per il mondo. Che abbia scelto il posto d'onore della Scala, lasciando perplessi i vertici dello Stato, è forse una casualità. Anche se i medesimi desiderano fermare la crisi che spinge Don Giovanni - mirabile sintesi di un certo stile italiano, con voglia di concupire e banchettare - verso il baratro.
Se Strehler lo avesse pensato nel 1987, con Carlo d'Inghilterra al posto di Napolitano, si sarebbe potuto dire che Diana c'entrava. Oggi altri l'hanno paragonato a Berlusconi. Ma, come è noto, l'ex presidente del Consiglio non è stato un assiduo frequentatore di prime alla Scala.

Ebbé..., il finale dell'articolo di Torno è un bel excusatio non petita accusatio manifesta. Quel che conta è che intanto la verità ce l'abbia buttata lì. A mio avviso, i due vertici dello Stato non parevano così perplessi spettatori della mascherata del Convitato con la camicia ancora sporca di sangue, lì sul Palco Reale mentre cantava in mezzo a loro. Poi il critico tanto per alleggerire la sua insinuazione, ha voluto rassicurarci dicendo che però Berlusconi non frequentava la Scala. Ma per alludere all'ex Presidente del Consiglio, non è affatto necessario ch'egli sia un habitué dell'Opera. Anzi, Berlusconi doveva proprio essere...il Fantasma dell'Opera, nel senso dell'assenza. Abbiamo eliminato il Dissoluto ( l'aria di Pentiti/no! Pentiti/No!) e d'ora in poi gli affari italiani (o meglio, anti-italiani) non si discuteranno più a palazzo Grazioli, alcova del Grande Libertino, ma a Palazzo Giustiniani. E chi la vuol capire la capisca...Certamente i due monarchi tarocchi lì, sul palco reale, prestandosi a questa pupazzata, l'hanno capita.
Correva l'anno 2011 nella sera del 7 dicembre, ma era già tutto previsto. Come la programmazione dell'opera di Mozart. Alla Scala (e dietro le quinte) il calendario degli spettacoli si programma con un congruo anticipo: come minimo, un anno prima. Ma stavolta non si è trattato, com'era uso dire Berlusconi, del solito "teatrino della politica"; bensì di un magistrale coup de théatre.
 
Don Giovanni, a cenar teco, mi invitasti ,e son venuto....

 


Don Giovanni trailer dal TG1: http://www.youtube.com/watch?v=Bgd1Ay1FlL0
 
 
 
 

03 December 2012

I giorni dell'IMU 2 (la Vendetta)

 
 
 
 
Dies irae. E sono giorni dell'ira proprio sotto Natale. I crudeli Scrooge che ci sgovernano abusivamente hanno trovato il sistema per polverizzare le tredicesime spegnendo i nostri Natali. Quelle tredicesime che in Spagna non vengono pagate e che qui in Italia si fa finta di pagare con una mano, per poi prelevarle con l'altra. I nodi vengono al pettine e se avevamo pazientemente sopportato l'anticipo dell'odiosa tassa sul tetto che ci mettiamo sopra la testa, il saldo non lascia speranze: è un esproprio. Di tredicesime certamente, ma anche delle case stesse, nel lungo periodo. Ne avevo già parlato in questo post I frutti dell'IMU. Ora, alla luce di quanto sta emergendo , sono costretta al sequel. Se ne accorge anche il Corriere che scrive "A rischio le tredicesime".
Non a rischio, cari scribacchini velinari: scrivete pure in polvere, semmai. L'IMU sulle  seconde case arriva fino a 1300 euro. Qualche sinistro in vena di "espropri proletari" obbietta già: peggio per chi ha le seconde case. Ma il decerebrato di turno (purtroppo ce ne sono in giro ancora tanti) dovrebbe sapere che anche la classe operaia, i lavoratori dipendenti, i pensionati provenienti da ceti popolari sono ormai proprietari di case e che arrivare a 500 euro per una prima casa d'abitazione, non è una bazzeccola. Inutile ragionare con questi fenomeni da encefalogramma piatto: vi risponderanno che è "tutta colpa di Berlusconi" che ci ha sgravato dell'ICI negli anni precedenti. Ma ecco nel frattempo i primi dati che non sono proiezioni ma "dati veri":
Complessivamente, l'Imu sulla prima casa - calcola la Uil - costerà, in media, 278 euro a famiglia con punte di 639 euro a Roma; di 427 euro a Milano; 414 euro a Rimini; 409 euro a Bologna; 323 euro a Torino. Per le seconde case, l'Imu peserà mediamente 745 euro, con punte di 1.885 euro a Roma; di 1.793 euro a Milano; di 1.747 euro a Bologna; di 1.526 euro a Firenze. Con il saldo di dicembre, le famiglie italiane dovranno pagare mediamente 136 euro per la prima casa, con punte di 470 euro a Roma; mentre per una seconda casa il saldo peserà mediamente 372 euro con punte di 1.200 euro nelle grandi città.
Per non parlare di chi possiede case nelle località considerate di "villeggiatura". Cioè nei pressi di mari e monti o città d'arte.
Senza contare i fabbricati rurali costretti ad un riaccatastamento fatto alla spicciolata entro il 30 novembre u.s. e a dover pagare un saldo da capogiro per capanni dove si tengono mucche, bestiame vario e attrezzi agricoli, in forza di aliquote comunali  rialzate fino ad un massimo del 10,6 per mille come è avvenuto, ad esempio a Sanremo. Ovvero come trasformare l'IMU in una tassa che va a colpire direttamente la produzione agricola,  posta già in precarie condizioni a causa dei mutamenti climatici e nel caso dell'Emilia, dai terremoti. Una vera e propria ecatombe in tutti i sensi.
Non a caso il ministro (abusivo) dell'Economia Vittorio Grilli (quello che sembra un Vampiro dagli occhi cerulei) non si è degnato nemmeno di concedere una proroga a queste sconcezze, obbligando i centri di assistenza fiscali e i commercialisti a fare consulenza in fretta e furia entro e non oltre il 17 dicembre, scadenza ultima dei pagamenti. E con la fretta, si sa, fioccano errori che si trasformeranno poi in multe e sanzioni a vantaggio dell'Agenzia delle Entrate, oltre che impedire alle famiglie di attuare una corretta pianificazione economica, perché ormai torchiate di mese in mese.
Ma al di là dei dati tecnici mi preme di sottolineare gli aspetti politici di questa odiosa tassa a carattere espropriativo:
  • Con l'IMU la casa nel lungo periodo non sarà più un investimento, un bene rifugio, e chi di dovere cercherà con ogni mezzo (anche illecito) di movimentare l'immobile attraverso la compra-vendita (che in realtà è una svendita).
  • Intorno alla casa degli Italiani ci sono già gli artigli della Finanza internazionale che ha tentato nel nostro paese di far passare perfino l'emissione di "derivati"  del 10% sul patrimonio privato come nel caso famigerato del duo Monorchio-Salerno .
  • Sul piatto ricco della casa la Fornero, autentica piromane-pompiera, prima di ricoprire l'incarico di ministro del Welfare e di taglieggiare le pensioni, ha emesso i reverse mortgage detti prestiti vitalizi ipotecari, con in quali si sfila agli anziani l'unica sicurezza della loro vecchiaia, per inserirli in una situazione di debito  con il quale caricare gli eredi. L’ingente patrimonio immobiliare degli italiani cadrebbe fatalmente nelle grinfie di istituti di credito, fondazioni bancarie, società immobiliari legate alla finanza, ricchi e grassi speculatori senza scrupoli e così via.



Pertanto, se questa rapina dell'IMU dovesse perdurare negli anni, prepariamoci noi Italiani a piantonare le nostre case con una difesa da Secondo Emendamento americano. Non lo abbiamo nella nostra Costituzione?
Pazienza, contro i tiranni violenti è lecito ribellarsi con ogni mezzo perfino secondo S. Tommaso d'Aquino. Che Dio lo abbia in Gloria.