28 August 2011

Stopper l'immigration massive




Durante il mio breve periodo di soggiorno nelle alpi della Svizzera Romanda mi ha colpito il ripetersi di un cartello assai eloquente, posto lungo i viali alberati delle campagne e i muri di alcuni centri urbani,  scritto sia in lingua francese che in lingua tedesca: STOPPER L'IMMIGRATION MASSIVE! MASSIVENINVASION STOP!
Il manifesto è esplicito: gambe e piedi di orde barbariche che calpestano la bandiera svizzera con la croce bianca su fondo rosso. Qualche sinistro armato di bomboletta di vernice spray (ce ne sono anche lì, purtroppo)  si  è già  teppisticamente  premunito di trasformare la croce svizzera in una croce uncinata allo scopo di  deformare e vanificare il messaggio contenuto nel manifesto.
Ma è  solo un inutile ricatto morale destinato a lasciare il tempo che trova. Non si potrà mai arrestare la legittima aspirazione dei popoli e degli stati a poter controllare in casa propria flussi inseriti appositamente per farli saltare per aria e a disgregarne il tessuto sociale.
Una gentile signora svizzera, proprietaria di un Bed & Breakfast sito in località montana del cantone di Vaud  mi racconta una verità incontrovertibile: "Noi svizzeri abbiamo già dato. Siamo stati i primi a integrare con successo gli stranieri: italiani e spagnoli, all'inizio. E ora che si sono perfettamente integrati nel nostro tessuto, non possono chiederci di ricominciare tutto daccapo con una fatica improba che dura intere generazioni per potersi considerare compiuta,  e per giunta con stranieri di altri continenti".
Come darle torto? Inoltre la Svizzera possiede già  fin dal suo sorgere una multiculturalità endogena: tre gruppi etnici e culturali, di lingua tedesca, francese e italiana,  con diverse confessioni, distribuiti su 26 cantoni sparsi a macchia di leopardo nel territorio ma raggruppati in un'unica Confederazione Elvetica. A questi tre ceppi linguistico-culturali  fondamentali se ne aggiunge anche un quarto minoritario: il romancio, un idioma simile al ladino parlato nel cantone dei Grigioni e nell'Engadina.
 Non ha  pertanto bisogno di importare un pernicioso multiculturalismo allogeno, a rischio di destabilizzazione permanente, su modello melting pot  anglo-americano (si vedano anche gli ultimi fatti di Londra).
L'Union Démocratique du Centre (UDC), che non ha nulla a che vedere con l'Udc di Casini, vuol limitare l'immigrazione in Svizzera. Per fare ciò, ha  lanciato  di recente une petizione  che mira a  ottenere almeno 100.000 firme allo scopo di promuovere un referendum d'iniziativa popolare sull' l'immigrazione.
Diventata  la prima forze politica della Confederazione elvetica nel 2007, l'UDC vuole «contrastare l'immigrazione di massa », limitando il numero degli stranieri che  vengono a  posare le loro valige in Svizzera. «Lo scopo è ridare alla Svizzera  i  mezzi  per gestire in maniera autonoma l'immigrazione », afferma il partito sul suo sito Internet.
L'UDC indica inoltre  che «il flusso di  stranieri che s'installano nel  paese sfugge ad ogni effettivo  controllo. Cause principali  di questo  fenomeno sono l'immigrazione proveniente dall 'Unione europea [UE], le frontiere aperte, i ricongiungimenti familiari troppo facili ». In aggiunta a ciò, vi è l'uso disinvolto del "diritto d'asilo", impiegato pretestuosamente  per eludere i controlli.
Gli  stranieri rappresentano ormai il  20 % dei 7,7 milioni di Svizzeri.
Per porvi rimedio, propone d'iscrivere nella  Costituzione federale il principio d'immigrazione selettiva con l'instaurazione di quote annuali che verrebbero  fissate negli «interessi  economici globali della Svizzera e nel  rispetto del principio di preferenza nazionale».
Qui  nel sito del partito indicato, potete reperire l'appello ai cittadini elvetici a  firmare per la costituzione di un referendum propositivo e le sue ragioni. Mai come ora, siamo tutti svizzeri non è un vuoto slogan.

43 comments:

Anonymous said...

La Svizzera propone di intervenire sul versante legislativo, così come tante volte abbiamo proposto e anche fatto noi. Ma non serve a nulla, se il potere esecutivo non è all'altezza. Il nostro non è all'altezza, e mi sembra di aver intuito che non lo sarà mai. Chi decide veramente sono forze dell'ordine e magistrati, e soprattutto questi ultimi che danno orientamenti e guida alle forze dell'ordine. Rispettare le quote significa espellere. L'Italia non espelle, e se espelle è per scherzo, e non credo espellerà mai più. Forse gli svizzeri hanno ancora questa forza, nel rendere esecutivo ciò che la legge prevede. Me lo auguro per loro, ma non sono per niente ottimista. Saluti Woody

Nessie said...

In particolare la casta dei magistrati, caro Woody, così abile a vanificare e annullare leggi che ci potrebbero favorire. L'Italia è terreno da pascolo di élites ONUsiane superpagate come la Boldrini, un vero e proprio gendarme della politica delle porte spalancate.
Di immigrati ce ne sono parecchi anche in Svizzera, ma almeno là non li si vede buttati per i mariciapiedi né bighellonare per le stazioni in cerca di merce da spacciare e da piazzare, perché da quelle parti la polizia cantonale non scherza.
Sì, mi auguro vivamente anch'io che in qualche parte di questa povera Europa, si riesca a venirne a capo.

claudio said...

"Forse gli svizzeri hanno ancora questa forza, nel rendere esecutivo ciò che la legge prevede".

Non poter rendere esecutivo ciò che la legge prevede significa una cosa molto semplice ma terribile: non averci più uno stato. E noi è evidente che l'abbiamo perso.

Nessie said...

Detto in parole povere è così, claudio. Ma occorre aggiungere che abbiamo perso anche dei veri cittadini in grado di farsi sentire e di farsi valere. O forse non ne abbiamo mai avuti.

Massimo said...

Come sai spesso sostengo che finchè avremo l'acqua calda in casa e la partita di calcio alla domenica, non reagiremo mai come dovremmo. Beh ... intanto oggi la partita non c'è stata ... ;-)

Nessie said...

Hai dimenticato anche la luce elettrica, la lavatrice, l'auto in garage per i weekend e le vacanze, Massimo :-).

Anonymous said...

Ciao Nessie, forse in Svizzera avranno ancora qualche possibilità di salvarsi ma qui da noi mi pare che gli illuminati piani di distruzione della nostra cultura, delle nostre radici, della nostra anima siano pressochè compiuti.
Non c'è una vera democrazia e in più, complice l'abrutimento generale sia mentale che materiale, nemmeno vera consapevolezza come in altri tempi per cui direi che siamo fritti e stiamo visibilmente regredendo verso un'orrenda indistinta favela (anche spirituale) sotto ogni aspetto.
Scarth

PS : a proposito di abrutimento un po' di leggerezza (neppure troppa...) con una "Preghiera" di Langone dell'altro giorno:

http://www.ilfoglio.it/preghiera/539

Nessie said...

PS: ma il problema dei problemi è dover assumere quote straniere di forza-lavoro, in un contesto di disoccupazione autoctona nera, e volente o nolente, sarà questo a far scattare la scintilla.

Nessie said...

Ciao Scarth, piccoli esempi crescono. E servono a incoraggiare. Per questo ne parlo. Ricordi il post sul referendum svizzero contro i minerati? Beh, lì l'hanno spuntata perché minareti non ce n'è. Ergo la cosa lascia ben pensare.

Molto carino l'articolo del Foglio che proponi. Lo copioincollo:



26 agosto 2011



Passeggio per l’Italia (Parma, Trani, Riccione, Rimini, Torino…) e vedo il popolo più brutto e malvestito del mondo: tutti con la braga che accorcia, a mezza gamba, e le scarpe da ginnastica coi fantasmini, e la borsa a tracolla, e la pancia anche nei più giovani. “L’eleganza cerca di rendere una nazione meno povera ispirandole il gusto del lusso. Di tutti i libri da fare, un trattato sull’eleganza è il più filantropico e il più nazionale” scrive Balzac nel “Trattato della vita elegante” (ripubblicato da Piano B, ma che nome inelegante per una casa editrice). Vorrei scrivere un libro patriottico che facesse conoscere alle plebi senza geografia né storia la giacca maremmana, il sarner, il tabarro, la giacca valdostana, quella lucchese, l’abito sardo, le furlane, i casentini, il pastrano, al contempo innalzando di almeno un punto il pil (al contrario degli stracci di massa, i capi succitati sono prodotti in loco). Poi però mi ricordo del discorso evangelico sulle perle e sui porci, e mi guardo intorno alla ricerca di un’ostrica.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

di Camillo Langone

Anonymous said...

Già Nessie, il punto è che a livello politico qui ci vorrebbero dei Carlo Magno mentre abbiamo Toto'. E ne abbiamo a bizzeffe (senza contare i Giuda).
Scarth

PS: Langone ha uno stile che mi piace. A volte fa sghignazzare per quanto è tremendo e colpisce ne segno.

Nessie said...

Scarth, io sono sempre più convinta che non sia questione di forza, ma di coraggio e di fierezza. Pensa anche al caso della piccola Islanda coi banksters in galera.

Ad ogni modo, ecco il ripassino su quel che scrivevamo sul tema:

http://sauraplesio.blogspot.com/2009/12/i-turisti-delle-democrazie-ue-bocciano.html

Ogni tanto rileggere quel che scrivevamo, aiuta a riflettere.

Sareth said...

leggevo questo articolo di angela pellicciari http://www.angelapellicciari.it/1/l_incredibile_follia_della_spagna_laicista_6248723.html
è in linea con gli ultimi tre topic, poichè tutto quel che accade è dovuto in gran parte a una perdita dell'identità nazionale degli europei. se riescono ad agire(nella sostanza è un crimine contro i popoli) come sappiamo è perchè abbiamo perso le palle e la gloria di essere popoli fieri e ricchi di tutto ciò che siamo.

Nessie said...

Sareth, la Pellicciari ha scritto un ottimo testo sul Risorgimento italiano. Ma per il resto, non è nelle mie corde. Dicono sia vicina all'Opus Dei e ai neocatecumenali di Kiko Arguello.Sinceramente, è un mondo che sento distante dal mio modo di pensare.
Ovvio comunque che di Zapatero io ne pensi un gran male.

Anonymous said...

Ho saputo che l'ONU è riuscito a far togliere il manifesto svizzero
del partito conservatore di Blocher l'SVP, quello sulle pecore bianche che scacciano quella nera.
saluti
Enrico

Nessie said...

Francamente questa mi giunge nuova, Enrico. Ora l'ONU si mette a sindacare pure sui manifesti di propaganda politica? Oltretutto interpretare il calcio delle pecore bianche alla pecora nera, come messaggio razzista, è da perfetti idioti, quando è chiaro che è un messaggio sulla sicurezza. Non si dice forse "pecora nera" per indicare chi non si comporta conformemente alle leggi?

SILVIO said...

Vado controcorrente, permettendomi di dare questi consigli a Nessie ed agli altri amici del blog.
State in campana perché i globalisti fan finta oggi di pensarla come voi (e come Oriana Fallaci).
Qui, gatta ci cova!
All’uopo, a nuovo presidente di Bilderberg è stato recentemente eletto (al posto del sospetto pedofilo Étienne Davignon) il nobile cattolico Henri de La Croix de Castries (discendente del Marchese De Sade, Ceo del gruppo assicurativo AXA nonché sodale “culo e camicia” del nanerottolo francese Sarkozy).
Occhio, poi, alla Svizzera.
Il suo benessere (con relativa democrazia) è artificialmente indotto e non meritato.
Come quello delle isole Cayman.
Facile scoprirne il perché!

Nessie said...

Silvio, tu sai che i tuoi consigli e le tue informazioni sono sempre bene accetti. Ma allora che facciamo? Ci mettiamo a fare i "settari autoreferenziali" come facevano i comunisti d'un tempo quando dicevano "questo fa il gioco del sistema", "quest'altro favorisce il nemico"?

Io mi sono limitata a riportare notizie di quanto ho visto e come sai, la politica è l'arte del possibile.
In Svizzera (ovvero nelle Cayman d'Europa) si pongono almeno il problema delle quote di ingresso; qui in Italia invece abbiamo oves et boves in libera entrata che rubano, spacciano sui binari dei treni e davanti alle discoteche per stordire i giovani di robaccia mortifera (la mafia nigeriana), gente dell'Est ubriaca fradicia che investe famiglie e fugge, e triadi cinesi che organizzano sottobosco di sfruttamento senza che nessuno dei nostri governanti OSI fare un tubo. E ce li tengono qui, ad incrementare il paesaggio orwelliano.
Le stazioncine svizzere sono un esempio di pulizia e non vi si vede nessuno di questi africani che bivacchi o spacci droga come da noi (vai a Vicenza o a Padova e ti ritrovi a Nairobi), e questo ai cittadini, può solo fare piacere.

Colgo l'occasione per dire qui che non mi trovo d'accordo con la tesi di Marista sul blog di Foa, secondo la quale, gli immigrati sono quelli che ci darebbero una mano a fare fuori i banksters.

Scusa, ma per fare delle alleanze contro qualcuno, ci vuole compatibilità di cultura, di sensibilità e di comun sentire. Pensare di avere per alleati gente che è passata con disinvoltura dall'età del ferro e della capra, all'era digitale dell'high tech e del consumismo, è pura follia velleitaria. E non può venirne fuori proprio niente di buono. Dammi pure della "razzista" o dell'élitarista se vuoi, ma è così e io non credo negli ottimistici wishful thinkings.
Un caro saluto.

Nessie said...

PS: quanto alle accuse di "fallacismo", ho letto bene sia Oriana che Bat Ye'or, e pur accettando alcuni dei loro punti di vista, questo blog è da tempo andato oltre (mi sento infatti vicina alle tesi antimondialiste della Magli) e si è reso conto da tempo, che l'Islam è un problema surrettiziamente infiltrato allo scopo di creare conflitti interetnici e interreligiosi da parte chi sappiamo. Nonostante ciò, se vicino alla chiesetta del '400 del mio paese dovesse sorgervi una moschea, mi girerebbero.... E non poco.

SILVIO said...

Sono d’accordissimo con te (nella sostanza) su tutto, compreso sul sentimento di spoliazione ed umiliazione che proviamo nel sentirci esposti e succubi (in terra nostra) da invasori di ogni contrada, a cui viene tollerata ogni scelleratezza su ordine del “dominus” sovranazionale imperante.
Ciò che mi fa pensare è che quel “dominus” ha oggi cambiato strategia, passando dal “sì” al “no” all’immigrazione selvaggia.
Come se non bastasse, ha finanziato e sponsorizzato la nascita di partiti di “estrema destra” xenofobi in Norvegia, Danimarca, Olanda,Germania, ecc. ecc., dando ordine ai media mainstream di permetterne la visibilità.
Questo dato di fatto mi induce al massimo sospetto e, siccome quel “dominus” non ci vuole bene (anzi...), sto in campana in attesa di capire meglio.
Circa i “civilissimi” svizzeri , il termine (spregiativo) con cui è stato accolto l’avvento di Marcello Foa a direttore generale di TImedia è stato: “Frontaliere!”.
Ma mi facciano il piacere e ringrazino il Padreterno di esistere.
Non per molto ancora (a quanto mi risulta).

Nessie said...

E' giusto stare in campana per cogliere il turn over di questa strategia, caro Silvio (mi riferisco al sorgere di partiti identitari che definiscono col termine di "populisti").
Tuttavia non mi pare ancora, qui da noi, di aver visto operare cambiamenti di rotta in materia migratoria. Anzi, la mia impressione, è che considerino l'Italia, un paese che ha l'OBBLIGO di tollerare quanto in Nord-europa e in Mittel Europa, non sopporterebbero mai.
In altre parole, non vorrei che considerassero il nostro Bel Paese, come lo sgabuzzino delle carabattole e dei ferrivecchi, un'area di bivacco dove tutto è permesso, purché non vadano da loro (la crisi immigrazionista tunisina docet).

"Circa i “civilissimi” svizzeri , il termine (spregiativo) con cui è stato accolto l’avvento di Marcello Foa a direttore generale di TImedia è stato: “Frontaliere!”.

Chi avrebbe detto ciò? voglio dire, dove hai sentito questa notizia?

In ogni caso, i lavoratori del comasco, del varesotto, del valtellinese si chiamano da tempo "lavoratori frontalieri" e questo non mi pare necessariamente un insulto, visto che geograficamente vivono alla frontiera.

Io però non mi ci arrabbierei più di tanto, poiché il destino di chi abita al Nord (e io ci vivo come Foa, del resto) è quello bizzarro di sentirsi snobbare da chi abita ancora più al Nord.

Qui nel canton Ticino (e cioè non lontano da dove abito) è già nato il movimento dei balla i ratt:

http://www.informaverona.it/articolo.cfm?id=34544&commento=97

e i ratt, sarebbero i frontalieri, tra i quali numerosi leghisti :-)

C'est la vie. Qualcuno gongola, perché dice che la Lega ha subito la sua pena di contrappasso.

Anonymous said...

"In altre parole, non vorrei che considerassero il nostro Bel Paese, come lo sgabuzzino delle carabattole e dei ferrivecchi, un'area di bivacco dove tutto è permesso, purché non vadano da loro"

Questa mi pare, soggettivamente, l'immagine che sento più vicina alla realtà. E in fondo, è quello che l'italiano stesso pensa del proprio Paese, "facciano quello che vogliono, purché non vengano a casa mia". Basta guardare a come le strade e i giardini, nelle grandi città, si siano ridotti ad un immondo letamaio. Le somme comunque credo le tireremo alla prossima generazione, quella che non avrà più la rendita della precedente sulla quale sopravvivere nel proprio privato. Se ne vedranno delle belle, allora.
Woody

samuela said...

Beh, si è sempre il terrone di qualcun altro...45.000 lavoratori lombardi contro 8 milioni dal Sud al Nord Italia solo nei primi decenni del fenomeno è il contrappasso di un Dio non proprio neutrale. I civilissmi mediterranei italici d'altro canto hanno rivelato a suon di fucilate in mezzo ai campi di ritenere terroni quelli dall'altra parte del mare. Va così.
Quello che non mi è chiaro è perchè ad alcuni popoli è imposto di essere i terroni di se stessi. E se non ci pensano gli altri ci pensano da soli.
Ci sono anche movimenti qui in Lombardia che vorrebbero l'unione alla Svizzera italiana in nome di una fantomatica Insubria. Non gli basta essere colonizzati dalle loro mutlinazionali, ambiente devastato, e tutta una serie di amenità. No, vogliono fare cappuccini agli gnomi per l'eternità.
Non è che essere colonizzata dai biondi-occhi cerueli che camminano ad un metro da terra come li vedeva il povero Manfredi a me faccia molta differenza.
Ma appartenere solo a se stessi e al proprio territorio fa così schifo?

Nessie said...

Woody, io lo dicevo in riferimento ad altre nazioni nordeuropee. Ma comunque va bene anche quello che hai scritto.
Faccio un esempio concreto: il krukko che a casa sua non si permetterebbe mai di gettare per terra una cicca, quando viene qui lascia addirittura le bottiglie di birra sulle spiagge. Ma evidentemente, l'andazzo generale lo incoraggia a questo comportamento.

Nessie said...

"Ma appartenere solo a se stessi e al proprio territorio fa così schifo?".

Evidentemente sì, Samuela.

Anonymous said...

Ciao Nessie, in Islanda la popolazione era motivata, consapevole e unita come da noi in altre epoche ormai troppo lontane.
Qui invece per ogni persona minimamente attenta mi sembra che ce ne siano altre cento che hanno come massimo interesse il cellulare ultimo modello, la partita via satellite o anche molto di peggio.
Sarebbe già moltissimo si costituisse un raggruppamento politico fondato sui temi a noi cari. Purtroppo non ve ne è traccia (PDL+Lega oramai non li prendo più nemmeno in considerazione, per tacere del resto).
Scarth

Nessie said...

Purtroppo la partita su sky, il cell, l'ipod e ipad, lo smartphone sono tutti strumenti di rincoglionimento di massa, caro Scarth. Ma lascia che la gente comune cominci a non avere più il necessario eppoi è chiaro che la "motivazione" arriva, per amore o per forza. Del resto gli Islandesi si sono ritrovati con le terga per terra, prima di rialzarsi.

Anonymous said...

Sull'Islanda avete parlato troppo in fretta. Pare infatti che un magnate cinese voglia acquistare una bella fetta del suo territorio:

http://www.libero-news.it/news/811285/Neo-colonialsimo-di-Pechino--si-compra-una-fetta-d-Islanda.html

Nessie said...

Come non detto, anonimo. I cinesi sono quasi peggio dei banksters. Quasi.
Però è gradito un nick.

SILVIO said...

Con riferimento al post di Anonymous sull’Islanda, faccio alcune considerazioni.
Innanzitutto, il link originario di Libero è già sparito dal web(meno male!) .
Ci voleva tutta la faccia tosta del liberista amerikano Belpietro per accusare di neocolonialismo i cinesi.
E poi la notizia sembra una mezza-bufala, alimentata dalla CNN (=Pentagono) che non smette di ficcare il naso negli affari di un’altra nazione sovrana.
Che la notizia sia una mezza-bufala è avvalorato da questa dichiarazione del Ministro degli Interni islandese Ögmundur Jonasson (riportata da Iceland news):
« L’acquisizione da parte di un privato (per giunta, straniero) della terra pubblica islandese non è legale. Lo vietano la Costituzione e la legislazione in vigore. È possibile che il richiedente faccia domanda di deroga. Quando tale richiesta giungerà alla mia scrivania, ne riparleremo. Si sappia, però, sin d’ora che sarà sempre preminente l’interesse pubblico nazionale ».
Capito il messaggio? Ancora una volta le trombette propagandistiche (serve del regime dei privati cleptocrati) l’hanno suonata storta.
Ai banksters continua a prudere l’indipendenza della Banca Centrale islandese.
A proposito, si prevede che l’economia dell’Islanda crescerà del 2% entro il prossimo anno.
Non male per un piccolo Paese che sino a pochi mesi fa si trovava nel baratro della disperazione a causa delle devastazioni compiute dalle locuste della “London City Connection”.

Huxley said...

La svizzera è un paese al di fuori della congrega europea, non ha quindi tutti i lacci e le costrizioni che affliggono il nostro paese.
Nonostante questo e la possibilità di indire referendum propositivi la vedo comunque dura superare il muro globalista, credo verrà tentato di tutto pur di non creare un pericoloso precedente.

Quanto alla Cina, basta dire che uno dei prossimi vicepresidenti FMI sarà, con ogni probabilità, cinese.

Aldo said...

Nessie: «per fare delle alleanze contro qualcuno, ci vuole compatibilità di cultura, di sensibilità e di comun sentire»

Anche per questo le dirigenze hanno creato la marea migratoria: per dividere e poter spadroneggiare impuniti. Direi che il progetto sta funzionando alla grande.

Nessie said...

Silvio, le locuste molleranno l'Islanda perchè piccola e poco abitata (e non posso esserne che contenta) ma non noi.
Sono comunque contenta che l'acquisizione della terra pubblica islandese sia considerata illegale e che quella di Libero sia una bufala. Speriamo che se ne ricordino anche i nostri e non cedano qualche fontana di Trevi o la Torre di Pisa o il POnte di Rialto.

Nessie said...

Huxley, per tutti è dura, ma per gente come noi è anche più dura.

Per l'FMI so che c'è stata un'offerta da parte cinese, ma non credo che andrà in porto. E del resto finora non è che gli "occidentali" si siano comportati degnamente. A proposito, è emersa la verità sullo scandalo DSK e avevo visto giusto quando parlai di "trappolone" per regolamenti interni allo stesso FMI.
I vizi dell'uomo erano conosciuti, ma guarda caso, se ne sono serviti a tempo debito.

Secondo il giornalista Ronnie Marzocchi dell'Unità riportato sul blog di Foa "Pare che con la direzione di Strauss-Kahn la situazione fosse migliorata, perlomeno sui risultati delle ricerche, che non sarebbero stati più manipolati; però dubito che l’impianto sia cambiato".

Se DSK voleva vederci chiaro sui risultati delle ricerche truffaldine del FMI, ecco dunque un buon motivo per disattivarlo.

Nessie said...

Aldo: "Anche per questo le dirigenze hanno creato la marea migratoria: per dividere e poter spadroneggiare impuniti. Direi che il progetto sta funzionando alla grande".

Ecco dunque, come ottenere con una fava i due classici piccioni: sostituire la popolazione auctona (che ha delle radici e delle memorie, ma che sta invecchiando) con quella allogena giovane, aggressiva, ma sradicata, ignorante, e incolta.
E nel contempo, istigare discordie, intolleranze, conflitti interetnici e guerre tra chi sta impoverendo e chi è ancora più povero. Piano PERVERSO e PERFIDO, a dire poco!

Lecasame said...

Che dire? Condivido, perfettamente.

Anonymous said...

Questa mattina a Bologna, per recarmi in stazione centrale, sono salito su un mezzo delle cosiddette "linee azzurre" che arrivano dall'hinterland e dalla vicina provincia per collegarla con la città. Il pullman era affollato, come al solito, tuttavia mi sono reso conto presto di essere l'unico italiano a bordo. Ho creduto che ve ne fossero altri due, una giovane coppia seduta proprio accanto alla porta di salita, ma quando lei ha risposto al cellulare ho capito che erano invece dell'Est Europa. Molte le donne velate. Io non ho avuto mai e non ho alcun problema, e, per fortuna la mia esistenza e le mie dimensioni sono malleabili. Ma il senso di nostalgia per quello che era la mia città, anche solo vent'anni fa, quando ero ragazzo, è immenso. Mi sono sentito negli ultimi anni, per la prima volta da sempre, distaccato dal senso di "terreno", di appartenenza quasi fisica a quello che è stato il mio spazio vitale, i miei luoghi, i miei riferimenti, le mie radici, anche abitando lontano per lavoro la maggior parte dell'anno. Non ci sono più. Ormai Bologna è una città completamente multietnica, nella quale, in certi quartieri e in certe zone, è facile sentirsi stranieri. E come deve sentirsi un belga a Bruxelles, o un olandere a Rotterdam? Credo sinceramente che tutto questo sia un piano inclinato, assolutamente irreversibile, e non ci sia spazio per essere ottimisti o pessimisti, solamente una serena accondiscendenza sia rimasta l'unica attitudine positiva. Woody

Nessie said...

Io invece sono assai meno "malleabile" e "accondiscendente" di te. E non posso affatto sentirmi serena. Questo non è il nostro modello europeo, ma è il modello anglosassone del Melting Pot impostoci delle multinazionali, quelle che sottomettono i governi alle Borse. Un modello che marcia di pari passo con lo smantellamento degli stati-nazione. Non vogliono dei cittadini pensanti, ma dei "consumatori". Non pensano alle città con un'anima, alla tua Bologna, alla mia Genova o a Milano o Firenze o Roma...Pensano a trasformare il tutto in una vasta aerea di mercato multietnico, anonimo e impersonale come fosse un outlet.
No, mi spiace: a tutto ciò non mi ci rassegnerò mai. Io non voglio il mondo a casa mia, ma solo casa mia.
Ed è assodato che se un paese diviene sovraffollato e iperpopolato, i cittadini non saranno mai liberi.

Josh said...

@Woody: vedo che non sono il solo allora a notare le cose....anche io sono di Bologna, ed il posto è ormai improponibile....dal centro città a tutta la provincia, paesini montani compresi.

Ma per il resto ha ragione Nessie: nessuna accondiscendenza.

Anonymous said...

Chiedo scusa a Nessie se riprendo un attimo questo thread appena passato. Io ero su questo treno, stasera:

http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_03/romeno-senza-biglietto-prende-donna-ostaggio-sul-frecciarossa_f5a5de9c-d653-11e0-a2ab-ce11126458a9.shtml

Non ho assistito alla scena, perché sono salito a Bologna, dove l'hanno prelevato e fatto scendere, ed ero sulla carrozza 6, mente il fatto è avvenuto in testa al treno. Tuttavia, a mia memoria, e sarò salito su cinquemila treni nella mia vita, non è mai successo che un passeggero prendesse in ostaggio qualcuno puntando un coltello alla gola. La cosa veramente aggiacciante è l'atteggiamento di lei: lo chiama "innocuo", "impaurito", "da rassicurare". Romeni armati di coltello sui nostri treni sono "rassicuranti". Come vedi anche la vittima ha imparato l'accondiscendenza, si è affrettata a far sapere che va bene così. Non ci resta altro. Non abbiamo altro, temo sia questa la verità. Saluti, Woody.

Nessie said...

Caspita Woody, hai corso un bel rischio! Scusa se apro solo ora, ma alla domenica cerco di stare lontana dal pc.

Mi fa piacere che cominci a capire che l'accondiscendenza non PAGA e anzi, incoraggia i violenti e i protervi. Non si può continuare a giustificare questi misfatti nel nome di un'idiozia chiamata "integrazione".

Nessie said...

PS: Leggi questa interessante analisi dell'intellettuale serbo Dragos Kalijic dal titolo "L'Europa degli idioti", a proposito di accondiscendenza. Ciao e passa a trovarci ancora.

http://etleboro.blogspot.com/2008/08/leuropa-degli-idioti.html

Josh said...

nel frattempo

http://qn.quotidiano.net/esteri/2011/09/07/576519-monito_politici_italiani_basta_slogan_razzisti.shtml

Il Commissario UE per i diritti umani, lancia un monito ai politici italiani:
"Basta slogan razzisti"-sostiene-
(ma quali????) se anche la Lega è il numero 1 dell'accoglienza Urbi et Orbi....
E protesta perchè non si sarebbe fatto abbastanza pe i diritti umani e regalie ai rom.
Non bastano i "domiciliari" in campo aperto senza controlli anche quando (non) si fa scontare un reato?
Ma se sono apolidi perchè se li deve prendere tutti l'Italia?

recuperare la sovranità sul territorio, e uscire dall'UE diventa ogni ora più impellente.

Nessie said...

Sì è una prigione di torture psicologiche, economiche e sociali.