29 January 2011

Il colore e il profumo delle rivoluzioni

Qual era il colore  della rivoluzione georgiana? Rosa. E che profumo aveva? Quello delle rose. Che colore aveva la rivoluzione ucraina? Arancione. Che profumo aveva quella libanese? Quello  fragrante dei cedri. E quale fragranza,  quella tunisina? Di gelsomino. Quella iraniana? Verde. Quella birmana? Amaranto e oro, il colore delle tonache bonze. Ora il Belgio manifesta per le patitine fritte, mentre in Italia è sceso in piazza parecchie volte il popolo viola. Quest'ultimo non ha avuto una gran fortuna  (dicono che sia un colore che porti iella) perciò sarà bene che cambi tinta.
 S' incendia  l'Egitto, con una Hillary Clinton che suggerisce a Mubarak,  il suo  vecchio "alleato" di sempre, di sgombrare il campo, facendogli capire senza troppi giri di frase che è scoccata la sua ora. Della serie, dai nemici mi guardo io e dagli "amici" (d'Egitto) mi guardi Iddio. Nel caso del vecchio "faraone", Allah.
Si agita  pure l'Albania dove sono anni che il polo socialista e quello di centrodestra Berisha (entrambi ex comunisti del vecchio regime di Enver Hoxa) se le danno di santa ragione. Nel 1990 iniziò il passaggio dal regime comunista alla democrazia con un inizio di rivoluzione. Nel 1992 il partito comunista si organizzò nel partito socialista che vinse ma venne accusato di brogli. Nel 1992 nuove elezioni videro vincere i democratici di centro-destra con Sali Berisha Presidente, ma nel gennaio del 1997 l'Albania visse una guerra civile di tre mesi scoppiata a causa del fallimento di un particolare sistema finanziario in cui gli albanesi avevano investito parte dei loro risparmi. Entrambi gli schieramenti, quello socialista e quello democratico, si proclamano filoamericani e fedeli alla Nato, ma questo non impedisce loro di suonarsele di santa ragione. Questa volta però di colori non ce ne sono perché s' invoca il termine post-sovietico "trasparenza" (ricordate la Glasnost gorbacioviana?) . Ora anche la "moderata" Giordania con la sua monarchia ashemita insorge fino a far tremare re Abdallah e la sua splendida regina Rania.  E la protesta incendia anche lo Yemen.
Insomma, sembra di giocare a Strega comanda colore su scala planetaria. 
Qualche tempo fa (nel lontano 2007)  Milena Gabanelli a Report fece un ottimo reportage su come ti esporto una rivoluzione: un prodotto vero e proprio da poter visualizzare con magliette, palloncini, spille-distintivo, CD, coccarde, drappi e altri gadget. C'è un colore, un logo, una musica, degli slogan. E c'è un'associazione bipartisan statunitense, la  Freedom House (casa della libertà) con correlate le varie ong del  finanziere "filantropo" Soros, la più importante della quale si chiama Open Society Institute incaricate nel promuovere la rivoluzione in outsourcing.
Ma si dirà: - la Gabanelli è di sinistra. La sottoscritta non va troppo per il sottile in quanto a colori, quando si tratta di accertare i fatti: rosso, bianco o nero, purché il gatto acchiappi i topi e faccia buon reportage. Se un comunista mi dovesse dire che fuori piove e io dopo essermene accertata noto che è vero, allora prendo l'ombrello. Idem se fosse fascista. Veniamo dunque agli ombrelli.
Ecco cosa dice in studio la Gabanelli all'inizio della trasmissione Report:  
Nei paesi dell'est europeo da qualche anno sono spuntati dal nulla movimenti studenteschi che ribaltano governi col guanto di velluto. Ma fare le rivoluzioni anche se usi solo il computer costa un sacco di soldi. E' possibile che un gruppo di studenti dell'est, quindi immaginiamo squattrinati come tutti gli studenti, riescano a farne addirittura 4,  Ucraina, Serbia, Georgia, Kirghizstan? Sono da soli o c'è qualcuno che li movimenta? L'inchiesta girata in mezzo mondo è di Manon Loizeau.

Ed ecco cosa conclude alla fine della puntata:
Possiamo definirla l'evoluzione della guerra fredda, visto che dietro a questi movimenti c'è sempre una fondazione, una associazione americana, spesso ex militari, e i risultati ottenuti non sono pochi e tutti in paesi satelliti di Mosca. Sono movimenti così temuti che il Cremlino, per contrastarli, è stato istituito un ministero apposta : il ministero della controrivoluzione. Che qualcosa ha fatto perché tutti i finanziamenti stranieri provenienti da associazioni varie organizzazioni non governative. Vedremo se e come hanno inciso questi movimenti a fine anno quando ci saranno le elezioni.
Aree di conflitto nel mondo

La morale di questa favola "colorata" è che con i soli  Internet,  un pc e una tastiera, qualche blog, qualche social forum (facebook, twitter) non si fanno le rivoluzioni per il mondo. Ci vogliono ben altre spinte, coordinamenti e ben altri cervelli  organizzativi dietro a chi si agita. Tutto questo, anche se poi i regimi dittatoriali agonizzanti e ridotti  agli ultimi giorni della loro sopravvivenza, disattivano i server e i cellulari, quale loro ultima suicida  mossa da harakiri. Ma c'è chi disattiva i mezzi di comunicazione, c'è chi disattiva gli stati. Come recita lo slogan pubblicitario I believe in ONE world.

85 comments:

Lo PseudoSauro said...

Oscuramento internet etc.

Niente a che vedere con la "liberta'". Quella c'era gia' pure in Egitto.

Internet, cellulari e simili sono strumenti di comunicazione. In ogni

rivoluzione che si rispetti e' sempre stata fondamentale la conquista dei

centri di comunicazione: le televisioni e i giornali. Quando i

rivoluzionari giungevano a comunicare direttamente con il mondo, la

rivoluzione aveva avuto successo. Questo, quando il sistema informativo era

rigidamente centralizzato. Oggi, invece, e' sempre piu' distribuito: ognuno

puo' comunicare con il mondo attraverso il telefono satellitare, cellulare,

il web, bypassando il controllo dei governi. In piu', la comunicazione

distribuita permette ai rivoluzionari di coordinarsi tra di loro e con

eventuali centri di direzione siti oltre confine. Pertanto, l'oscuramento

e' una indispensabile prassi controrivoluzionaria: impedisce alla

rivoluzione di avere pieno successo e, soprattutto, di comunicare

pubblicamente con l'esterno. Ma non bisogna dimenticare che se non c'e' un

autorevole supporto esterno che riconosca pubblicamente la legittimita'

della rivoluzione, tutto questo non serve a niente. Ormai basta poco per

cambiare regime: esiste una specie di "coscienza internazionale

democratica" molto simile a quella "consapevolezza rivoluzionaria" che era

tipica del Marxismo; le forze repressive dello Stato sono di fatto

delegittimate, quindi, devono limitarsi a contenere temporaneamente le

sommosse; esiste un fronte mediatico internazionale gia' predisposto a

sostenere i cambi di regime; esistono governi che supportano logisticamente

e politicamente le rivoluzioni. E si sa di quali governi si parla... Ovviamente qui si tratta di una Rivoluzione mondiale... non di un putsch teso a rovesciare un singolo governo. E a che serve una Rivoluzione mondiale? Insieme con le Guerre mondiali, serve a realizzare il "One World" sotto un unico governo mondiale.

Nessie said...

Sauro, volevo aggiungere una postilla al mio pezzo, concludendolo in questo modo: i regimi dittatoriali cercano di spegnere, disattivare o controllare Internet. I "filantropi" della "democrazia esportata" invece cercano di disattivare gli stati. C'è sempre un utile pretesto per farlo. And the world will be as ONE

Ma poi lo hai aggiunto tu.

Huxley said...

Bel futuro ci attende,cara Nessie: regimi 'democratici' colorati e vagamente olezzanti, dove i politici di ogni fazione vengono selezionati e telecomandati dalle elites finanziarie, oppure dittature fascio-comuniste come in Cina e Venezuela o ex Birmania.
Come terza opzione si possono avere delle simpatiche teocrazie, insomma il menù è ricco ma tutt'altro che vario.

Nessie said...

Ma no, ma no Huxley. Fermo restante che i politici saranno birilli sempre più intercambiabili, l'esportazione della "democrazia" non vuole protezionismi di sorta: né religiosi, né oligarchici né economici né di nessun tipo. La ricetta è solo un vasto mercato multietnico di produttori che si sfiancano a produrre merce tarocca, e di consumatori possibilmente imbecilli davanti a 16 canali di m..... Più che di menù vario, parlerei di menù avariato.

baron litron said...

l'unica speranza che ho è che dietro alle rivolte in Tunisia, Yemen, Egitto e compagnia cantante ci sia la mano di quelche servizio segreto europeo (NON della CIA, per carità....)
e questo per un elementare istinto di sopravvivenza: abbiamo un continente - ricchissimo peraltro - di giovani e affamati e malgovernati da regimi (più o meno ex-vicini a Mosca o Washington, poco cambia) arci fino al midollo, che fanno da potentissimo filtro acchiappatutto.
ci sono paesi che hanno entrate giornaliere dell'ordine di miliardi i dollari (Tunisia, Algeria, Venezuela, la lista è lunga) siano composti da popolazioni sull'orlo dell'inedia, analfabete e proletarie nel senso classico.
il pericolo, per noi, è che quando il pane inizia a scarseggiare per davvero, per qualsiasi motivo, questi si sentano in diritto di venirlo a chiedere a noi di persona: siamo troppo vicini, e attraversare il Mediterraneo costa poco, s'è già visto.
di conseguenza, per abortire sul nascere il pericolo occorre che questi vadano a reclamare ciò che spetta loro di diritto, quel che i loro capoccia hano finora incamerato allegramente (e allegramente spartito con compagnie petrolifere e importatori unici di derrate monopolistiche, vedi Costa d'Avorio....)

se va bene, avremo un cambio di regime che non muterà sostanzialmente le condizioni del commercio estero di quei paesi (e quindi i nostri approvvigionamenti di materie prime e i loro incassi di valute pesanti), ma che ristribuendo in maniera migliore le ricchezze all'interno permetterà un minimo sviluppo locale e una crescita economica, industriale e culturale dell'ancora troppo sottile ceto medio nordafricano.

se va male, cade tutto in mano ai maomettani fanatici, e allora saranno cazzi per davvero....

tuttavia, quel che si nota dalle proteste attuali è proprio l'assenza della componente islamica: sono proteste CIVILI, perfino in Yemen (!), ed è questo cha alimenta la speranza che avevo espresso all'inizio. l'unica eccezione, pesante però, è l'Egitto che vanta un'anomala presenza islamica "storica" nei famigerati Fratelli Musulmani, e che potrebbe far prendere alla rivolta finora laica una pericolosa deriva "khomeinista".

il destino si gioca quindi sulla possibilità di successo di rivolte che possano far vedere - finalmente - agli africani che non hanno bisogno né di assistenzialismo né di revanscismo postcoloniale, ma che possono invece prendere in mano le proprie immense potenzialità e dirigerle verso il bene del proprio paese.
vedremo.

quanto a Soros, sicuramente è impastato nelle rivoluzioni europee, me lo vedo meno in queste, ma è solo una mia impressione

marshall said...

Nessie,
mi ero quasi dmenticato di tutte quelle rivoluzioni, grazie quindi per avermene risvegliata la memoria. A proposito, mi pare ti sia dimenticata della rivoluzione portoghese, ricordata dal color arancione dei tulipani (mi sembra. Qualcuno mi confermi se siano i tulipani). E quella argentina che colore aveva?
E grazie anche per l'intelligente ironia, quando parli in termini così lusinghieri della Gabanelli (alla quale anch'io ho talvolte strizzato le orecchie). E' vero, pare sia, o si atteggi di sinistra, ma a volte, dico a volte (non sempre, specie quando diventa faziosa), ci prende in pieno e fa degli ottimi reportage.

Huxley said...

Nessie, tutto sta a vedere se il progetto mondialista riuscirà nei suoi intenti.
Negli anni sessanta le 7 sorelle controllavano il 75% del mercato degli idrocarburi, ora sono sotto il 25%,anche la guerra dei gasdotti non sta andando troppo bene, per non parlare dell'Afghanistan e Iraq.
La Cina, se riuscisse ad ampliare la domanda interna (cosa che sta cercando di fare) non avrebbe più bisogno dell'occidente e a Davos si prevede che tra dieci anni le economie emergenti supereranno gli Usa.
In poche parole la finanza anglo-americana ha un discreto fiatone e questo potrebbe spiegare la proliferazione di rivoluzione colorate che c'è in giro e che hai descritto benissimo nel post.
Dal nostro punto di vista cambia poco, si tratta solo di capire a quale padrone dovremo obbedire.

Anonymous said...

UNO TSUNAMI DI COLPI DI STATO NEL MEDITERRANEO (made in usa)
di Webster G. Tarpley

http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=768:gianluca-freda&catid=32:politica-internazionale&Itemid=47

m

Anonymous said...

Gli Stati Uniti e la rivolta egiziana
http://kelebeklerblog.com/2011/01/29/gli-stati-uniti-e-la-rivolta-egiziana/

johnny doe said...

I marpioni mondialisti che sta dietro la tenda non fan altro che far enfatizzare dai loro camerieri che tutti sti casani son meito dei social networks,tanto per non far sapere chi manovra i fili,in gran parte quel bandito di Soros e soci.
Ne ho una esperienza diretta per l'Ukraina,dove ho visto gli uffici (e i soldi)da cui venivano gli appelli alla rivoluzione.
In Medio Oriente però questo gioco può diventar pericoloso,si rischia di trovarsi in mano la bomba fondamentalista.
In Ukraina la finta rivoluzione era diretta in pratica contro la Russia che non permetteva a molti di questi affaristi mondialisi di fare i loro comodo,viste le molte risorse che questo paese ha.Credo che sia così anche in moltri altri paessi,dove magari un dittatore o uomo forte in sella da molti anni acqusisce una certa autonomia di manovra che dispiace a questi signori.Berlusconi,nonostante le sue fesserie sessuali,è uno di questi uomini che dà fastidio e faranno di tutto per farlo fuori.

Basta che non ci vengano a parlare di democrazia,giustizia e costituzione...con la solita ipocrisia.

marshall said...

Nessie,
mi sono ricordato che il fiore della rivolta portoghese fu il garofano.

Anonymous said...

Ciao Nessie, magnifica documentazione. Oltre alle classiche "tre coincidenze" qui ci sono le prove tangibili. Di oggi la notizia da wikileaks dell'origine americana di questa ulteriore "rivoluzione" :
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo501812.shtml
Il punto è che con il sistema che hai illustrato sono in grado di infiltrare qualsiasi nazione ottenendo effetti migliori dei vecchi golpe e lasciando meno tracce imbarazzanti. Penso che nemmeno la Russia reduce dall'accoppiata Gorbaciev/Eltsin si esente da queste "quinte colonne".
Inoltre anche questa volta si può constatare che non vi sia alcun contropotere in grado di contrastare "lorsignori".
Certo che hanno una fretta dannata. Sarebbe interessante sapere perchè.
Scarth

Anonymous said...

Le rive infiammate del Mediterraneo: Ragioni e Opportunità

http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/?p=1157

m

Nessie said...

Baron Litron, temo una dialettica ancora più perversa: quella di dover scegliere tra due totalitarismi: quello mercatista con la sua religione per il vitello d'oro, e quella "teocratica" agitata più che altro dalla prima come possibile spauracchio. Tanto per essere chiara, della serie: o i mullah con gli stracci beduini o le corporations coi sui contractors, i suoi outlet, le sue depressioni economiche studiate ad hoc per poi scatenare le rivoluzioni del pane o del couscous.

Su Soros: ma non esiste mica solo lui come squalo della finanza internazionale?
C'è la Banca Mondiale, il FMI e tante altre 7 bellezze....

Nessie said...

In ogni caso, mi sembrano materiali di ottima chiarificazione quelli di Marco che ringrazio, in particolare quello titolato
UNO TSUNAMI DI COLPI DI STATO NEL MEDITERRANEO (made in usa)
di Webster Tarpley. Leggetelo.

Nessie said...

Johnny, tanto per essere chiari Freedom House non è solo promossa da Soros e dai democratici o liberal che dir si voglia. E' un'organizzazione bipartisan per le rivoluzioni in outsourcing. Uno degli errori che compiamo spesso è quello di credere che in politica estera ci siano due Americhe. No, è sempre la stessa dell'Impero che colpisce ancora.

"Credo che sia così anche in moltri altri paesi,dove magari un dittatore o uomo forte in sella da molti anni acqusisce una certa autonomia di manovra che dispiace a questi signori".
Esatto, durante il governo Reagan (repubblicano) ci fu la destituzione violenta di Noriega a Panama, solo perché questo voleva differenziare le sue fonti energetiche. Fu trascinato via e messo in galera a Guantanamo senza manco l'ombra di un equo processo
Non è per nulla un caso che Di Pietro nei suoi anatemi dica spesso che gli Americani faranno fare a Berlusconi la fine di Noriega.

Anonymous said...

The Protest Movement in Egypt: "Dictators" do not Dictate, They Obey Orders
by Michel Chossudovsky

http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=22993

m

Nessie said...

Sì Marshall, la rivoluzione portoghese era quella dei garofani, tanto per rimanere nei colori e negli odori.

Huxley, credo che sia presto per capire a quale padrone dovremmo ubbidire. Temo anche che il loro fine non sia la costituzione di un regime che ne sostituisce un altro (sarebbe troppo bello), ma un tragico effetto di "destabilizzazione permanente".

Nessie said...

Scarth, infatti l'infiltrazione degli stati per meglio disgregarli dall'interno (i famosi cavalli di Troia) è la più antica di tutte le manovre di attacco al fortino. Non a caso, lorsignori sono quelli che favoriscono l'immigrazione, che come abbiamo spesso detto, è strumento di decomposizione sociale e di frantumazione dell'unità culturale dei popoli e delle nazioni .

E già che ci sono, vorrei cercare di chiarire una volta per tutte la parzialità della teoria di Oriana Fallaci (presa da Bat Ye'or) dell'Eurabia, una teoria che in prima istanza avevo anch'io sposato.

Le élites al potere della Ue e Oltreatlantico, non sono interessate a infiltrare il fondamentalismo allo scopo di regalarci una teocrazia, come molti asseriscono e paventano. Ma spingono e accelerano l'instaurazione di un governo mondiale a base economicistica e laicista basato sul sincretismo religioso in stile New Age. Insomma, una non-religione per meglio poter fare affari in modo indisturbato. Tutto ciò che è "identità" non è visto di buon occhio. E per paradosso, anche se non mi piace affatto, l'islam è "identità" di taluni popoli del MO e dell'Asia.

Nessie said...

Marco, sei una mitragliata di links :-)

Nessie said...

Marshall, una nota. Hai letto la teoria dell'ombrello e della pioggia che ho messo nel post? Non amo tutto quello che fa la Gabanelli. Ma se alcuni materiali di reportage coincidono con una realtà oggettiva, non posso che riportali in quanto tali.

Anonymous said...

sai, una volta collaboravo ad un blog...
si, dittatura mondialista sincretista... ed i discorsi sulla new age ci porterebbero lontano... è una lotta anche spirituale... siamo al culmine di più processi confluenti...

Ciao. marco.

Anonymous said...

World Economic Forum, Davos http://fantpolitik.blogspot.com/2011/01/blindato-davos-il-governo-ombra-del.html
http://italian.ruvr.ru/2011/01/28/41757528.html

ps di sicuro non mi interessa l'amalisi del magdi allam...

m

Giovanni said...

La tattica delle rivoluzioni colorate è nota soprattutto per i suoi esiti fallimentari. In Ucraina gli "arancioni" li han mandati a casa a pedate, in Georgia i "rosa" non li posson più vedere etc. etc. Stiamo semplicemente assistendo agli ultimi colpi di coda della potenza USA. Ormai il "BRIC" ha ridotto il ruolo degli USA a semplici primi inter pares. La differenza tra repubblicani e democratici sta semplicemente nel "metodo". I repubblicani neo-con sono, a modo loro, meno ipocriti. Almeno dichiarano l'imperialismo senza troppe maschere e fronzoli. I democratici invece c'aggiungono quella patina di politicamente corretto, quel falso umanitarismo ipocrita e smielato, che da la nausea. Il risultato, in ambo i casi, è comunque lo stesso.

Anonymous said...

L'Egitto non è come la Tunisia
La situazione precipita: 100 morti
Scontri in tutto il Paese. Baradei: "Rivolta fino alle dimissioni di Mubarak"
http://www.ilgiornale.it/esteri/battaglia_egitto_e_ancora_scontro_piazza_ma_obama_rispettare_diritti_chi_protesta/cronaca-egitto-mubarak-scontri-piazza-protesta-integralismo/29-01-2011/articolo-id=502634-page=0-comments=

un'intesa tra premi nobel?

Massimo said...

Di Pietro spera che gli americani facciano fare a Berlusconi la fine di Noriega ? Si vede che non conosce la storia. Berlusconi è seriamente candidato a fare la fine di Mattei, visto che anche la via giudiziaria non sembra ottenere risultato sperato dai mandanti esteri della berlusconifobia.

Nessie said...

Massimo, anche a me sembra più pertinente il parallelo con Mattei. E di Enrico Mattei, il Cav ha anche un vitalismo e un'ambizione sfrenata. In ogni caso - lo ammetterai - non si tratterebbe comunque di un bel finire. E sarebbe un epilogo drammatico.

Di Pietro però, per quanto ignorante, ha degli amici nell'establishment americano fin dai tempi di Mani Pulite, un'altra rivoluzione colorata il cui colore era BIANCO, con palloncini bianchi e guanti bianchi in piazza. I quali gli devono aver ventilato qualcosa. Altrimenti non avrebbe parlato per nulla su Noriega.

Nessie said...

Giovanni, "I repubblicani neo-con sono, a modo loro, meno ipocriti. Almeno dichiarano l'imperialismo senza troppe maschere e fronzoli".

I repubblicani sì, è vero. I neocon sono altra cosa: sono tutti ex comunisti trotzkisti riciclatisi nell'amministrazione Bush, il quale da ignorante, avrebbe dovuto informarsi meglio di chi si è messo in casa. Il loro motto che l'unica rivoluzione possibile è l'esportazione della democrazia, è la versione modernizzata della teoria della "rivoluzione permanente" di Lev Trotztky. Come vedi, il comunismo è morto, W il comunismo.

Nessie said...

Marco, mi fa piacere che anche tu sposi la mia tesi sul sincretismo religioso, il cui scopo ultimo delle élites globocratiche, sarebbe la fine di ogni identità etnico-religiosa nel mondo e il rimescolamento amorfo. Questo non vuole che l'islam mescolata con forza all'interno del nostro mondo non ci dia del filo da torcere. Ma è diversa la mia visione da quella della Fallaci anche se per taluni aspetti la comprende.

Anonymous said...

sempre stato convinto.

NEW AGE, NEW ORDER: L'era dell'Acquario e il Nuovo Ordine Mondiale
http://www.vocidallastrada.com/2011/01/new-age-new-order-lera-dellacquario-e.html
(vedi links dei commenti)

La deriva neoconservatrice della destra cattolica http://www.kelebekler.com/occ/copert00.htm

"LUCE DEL MONDO" E LE CONTORSIONI DELL'IDEOLOGIA PROGRESSISTA
http://fidesetforma.blogspot.com/2010/12/luce-del-mondo-e-le-contorsioni.html

m

Nessie said...

Marco, leggi anche questo sullo stesso tema:

http://italianiliberiblog.blogspot.com/2011/01/la-pace-universale-tra-religioni-senza_26.html

Daniz said...

Mi sembra chiaro che dopo aver cantilenato per le strade 'el pueblo unido' e lanciato qualche molotov incendiaria, le bombette non bastano per fare una rivoluzione, qualsiasi rivoluzione. I barricaderi potrebbero provare a citofonare a Santoro se allunga qualche fiorino...
Dai tempi di Roma e prim'ancora le rivoluzioni erano finanziate e fatte scoppiare da chi ne traeva vantaggio, profittando sulle carenze, di mezzi e di sostanze e sulla macelleria dei poveracci.
ho visto anch'io delle inchieste della Gabanelli che devo dire mi son piaciute, perché spesso vanno a punzecchiare dei 'poteri'. Fermo restando che non ne faccio eroina d'un bel nulla (guarda il caso Paolo Barnard), almeno non usa l'autonomia che ha solo per parlar male di Berlusconi e poi dire che non c'è libertà, come i suoi consanguinei.
nel complesso, secondo me, tutte le rivoluzioni hanno un solo odore, quello della cacca.

Nessie said...

Daniz, è tutto talmente chiaro che non c'è nemmeno bisogno di interpretazioni. Basta leggere questo proclama di Obama a Mubarak:

http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/386576/

"Gli Stati Uniti, pur appoggiando in Egitto il governo alleato di Hosni Mubarak, da almeno tre anni sostengono segretamente alcuni dissidenti che sarebbero dietro la rivolta di piazza di questi giorni come parte di un piano per favorire un «cambio di regime» in senso democratico al Cairo nel 2011: è quanto rivela oggi il sito del quotidiano britannico The Telegraph, che cita un documento diplomatico segreto pubblicato dal sito Wikileaks"...

Un paese forte e sovrano avrebbe potuto dire a Obama di farsi i cavoli suoi, ma Mubarak non è in grado di farlo.

Il 5 e il 13 febbraio si replica anche da noi: stesso copione in viola.

Giovanni said...

Si Nessie, i neo-con son tutti trotzkisti provenienti dalla sinistra più estrema ed ottusa che ora si sono scoperti "cristiani rinati" e si sono riciclati. Com'è strano il mondo certe volte.

Daniz said...

Nessie, quando si radunano tante testine come nel caso del popolo viola si può anche non andare per il sottile a pettinare (non so se mi spiego...) tanto l'unica certezza è che non c'è un pidocchio di neurone da salvare lì in mezzo...
La disperazione, provocata dalla fame, in Tunisia e in altri focolai, sospinge inevitabilmente la gente ad affollare le piazze. Anche se come ben argomenti è tutto strumentalizzato dall'alto, l'istinto è quello.
I coglioncelli viola invece un quarto d'ora per ragionare ce l'avrebbero... vabbè lasciamo perdere

Nessie said...

Daniz le due situazioni sono diamentralmente diverse,è vero, a causa di quelle situazioni oggettive della vera fame di cui dici. Ma il cinismo di chi offre gadget, palloncini e assistenza rivoluzionaria è uguale.
Se poi vogliamo anche approfondire chi è che alza a dismisura il prezzo del grano e dei cereali, vedrai che sono sempre i soliti noti della finanza. Della serie, prima creo le situazioni di miseria e di carestia, poi do pure "assistenza rivoluzionaria".
Non è un mistero che le mani delle grandi corporation siano su tutta l'AFRICA. Gente che sa dare il veleno e pure l'antidoto.

Andrea said...

posso vederla un po' diversamente?

Questa situazione e' estremamente pericolosa: sembra si stia preparando l'attacco finale degli integralisti mussulmani (anche l'Albania, non dimentichiamolo, e' un paese in maggioranza mussulmano) all'Europa.
Quell'Europa "dei crociati" che con Carlo Martello e Don Giovanni d'Austria gli ha ripetutamente fatto un culo come un paiolo.

Ovviamente tutto quello che accade (e accadra', potrebbe essere solo il prologo) non e' organizzato e pensato da poveri cammellieri, questa e' cosa molto, molto piu' grande e sofisticata, lungamente studiata a tavolino.
Riflettete su come e' cominciata: il primo colpo e' stato in Tunisia per eliminare il piu' fiero nemico dell'integralismo che ci fosse in Nord Africa, l'inizio di un complesso piano che entro poco tempo (un anno?) potrebbe vedere la seconda fase con Grecia Spagna e Italia sotto attacchi terroristici diffusi e destabilizzanti, contemporaneamente ci sarebbe l'inarrestabile arrivo in poco tempo di milioni di "migranti" (come li chiamano i loro complici qui da noi) e magari altro, tutto contro il lato Sud, quello imbelle, d'Europa.

Che poi dietro ci siano i "soliti" e' credibile, sembra il vero scopo per cui e' stato "costruito" durante anni quell'"abbronzato" di Washington (e pure mussulmano) di Washington.

Il tutto per spartire "fraternamente" il Medio Oriente con i cinesi, e dopo avergli regalato in sovrannumero Nord Africa e Sud Europa sperare di tenerli buoni per qualche decennio...

E magari Berlusconi con i suoi rapporti "Putiniani" rappresenta uno degli ostacoli da abbattere prima di cominciare ...

saluti

Nessie said...

Ho riportato il tuo punto di vista, ma ho dovuto edulcorare quel che pensi di Obama, altrimenti la denuncia di "razzismo" potrei beccarla io. Per chi non lo sapesse, c'è la Legge Mancino.

Può darsi che nel confuso scenario che ne emerge, ci siano anche degli elementi da te delineati.

Giovanni said...

Non concordo con la visione "islamista" dell'anonimo sopra. O meglio, secondo me una lettura islamista può adattarsi alla situazione in Egitto, dove abbiamo una formazione fondamentalista estremamente radicata ed agguerrita come "I Fratelli Musulmani", in Tunisia invece le formazioni islamiste, almeno finora, non hanno mai particolarmente attecchito. Per carità, può sempre accadere che pure in Tunisia gli islamisti prendano il sopravvento, d'altronde per anni ce l'han smenata con la Turchia laica e poi è finita come sappiamo, però mi sembra alquanto difficile. Per me quindi può esser buona per l'Egitto ma non per la Tunisia.

Nessie said...

Neanche a me convince più di tanto, la versione islamista. Anche perché tutti questi giovani rivoltosi, sono attratti da miti occidentali troppo occidentali. Internet, google e facebook compresi.

La faccenda della Turchia è più controversa, perché quando era alleata di ferro di Israele, i media israeliani e americani ce la dipingenvano come un capolavoro di laicità e ce lo volevano imporre nella Ue ad ogni costo, per tornaconti loro. Poi Erdogan ha cominciato a criticarli a causa dei bombardamenti a Gaza, e da quel momento è diventato un "talebano". Ci vuole un po' di equilibrio, che diamine.

Nessie said...

PS: Giovanni, sto guardando adesso il Tg della notte: è iniziata la rivoluzione "bianca" (e cioè pura) contro le orge berlusconiane. Non si fa in tempo a ipotizzare un fenomeno che già si realizza. Tutti in piazza coi palloncini della purezza.

Giovanni said...

Adesso è la "rivoluzione bianca"? Evidentemente han capito che il viola porta sfiga.

Anonymous said...

io credo sarebbe saggio annullare le 2 manifestazioini del 13 febbraio a milano... non credo siano opportune nell0immediato manifestazioni di piazza.

Ctredc chge si vada ad elezioni: occhio che candideranno uno alla saviano o simile ... aspettare a vedere chi candida la sinistra... berluisconi in quel caso passo indietro e mettere uno sotto i 50 anni...lupi?

Nessie said...

Esatto Giovanni. Ma è anche il revival di Mani Pulite. Che volendo essere acuti è stata anche quella una delle prime rivoluzioni "colorate" (clean hands) in bianco. Le signore della Milano-bene indossavano bianchi guanti e palloncini bianchi.

Nessie said...

Manifestazione già annullata delPdL. Solo gazebi.

Andrea said...

Nessie said...
Neanche a me convince più di tanto, la versione islamista. Anche perché tutti questi giovani rivoltosi, sono attratti da miti occidentali troppo occidentali. Internet, google e facebook compresi.

quelli, cara Nessie, sono gli "utili idioti" (per usare l'espressione classica) poi una volta destabilizzato ben bene il paese arrivano gli altri, quelli col barbone e il turbante.
Spero di sbagliare ma la speranza e' debole... ne riparliamo fra un po' di tempo

E non limitatevi a considerare Tunisia ed Egitto, ce ne sono altre in incubazione che hanno giaì dato i primi segnali, diverse altre ...

E OK per i fratelli mussulmani: da loro in un modo o nell'altro sono venuti tutti i leader egiziani e da loro sono poi stati fatti fuori.
E sono loro, seppur negandolo ufficialmente, fra i maggiori sostenitori del terrorismo islamico.

Ho proprio l'impressione che questa volta se non ci mettiamo PRESTO una pezza l'Europa la vedra' nera...

buonanotte
Andrea

Nessie said...

La vedo nera comunque. Se non altro perché avremo una migrazione biblica dall'Africa a qua e ci estingueremo in un batter d'occhio. Buona notte!

Andrea said...

Nessie said...
Manifestazione già annullata delPdL. Solo gazebi.

E cosi' Sant'Oro & Co. potranno strillare ai quattro venti di aver vinto questo round...

Anonymous said...

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_gennaio_29/donne-scala-181357929125.shtml

Nessie said...

Ci pensavo anch'io al fatto che San Toro & co l'avessero avuta vinta. Oltretutto i vari popoli viola e bianco si danno appuntamento in Internet e riempiono le piazze (come ierisera davanti alla Scala) senza nemmeno chiedere l'autorizzazione.

Anonymous said...

Le parole della Clinton a commento della situazione egiziana, se da un lato suonano come benservito a Mubarak, dall’altro anticipano l’atteggiamento degli USA sulle “rivoluzioni” prossime venture: ci dispiace… siamo amici… ma la libertà, la democrazia e bla-bla…

Già nel 1979, in Iran, lo Scià fu abbandonato al suo destino pensando che si potesse raddrizzare la situazione col moderato Shapur Bakhtiar. Poi rientrò da Parigi l'Ayatollah Khomeini e sappiamo tutti come andò a finire.
Non sarebbe la prima volta che gli apprendisti stregoni perdano il controllo di processi da loro stessi innescati, ma oggi gli esiti potrebbero essere ancora più nefasti che nel passato. Per noi, almeno. Perché si rischia di consegnare l’intera Africa mediterranea (per cominciare…) ai Fratelli Mussulmani.

Inutile illudersi che questa Europa invertebrata possa fronteggiare con successo gli eventi che si annunciano, a cominciare dalla “bomba demografica” che l’islam ha più volte minacciato usare.
Il Mediterraneo non è largo quanto l’Atlantico e l’Italia vi è immersa come un pontile.
Mala tempora currunt…
(no caste)

Nessie said...

Gli esempi del passato che fai (lo Scià e gli ayatollah) sono più che pertinenti,caro No caste. E in quel caso gli Americani si comportarono da bidone tritatutto e usa-e-getta.
Ma non so perché, la "pista islamista" non riesce a convincermi del tutto. E l'ho già detto in risposta ad Andrea. Però, potrei anche sbagliarmi, visto il confuso vaso di Pandora.

Forse perché ho appena finito di leggere questo sull'Economist proposito di Bilderberg e globocrazia, che è un altro fondmentalismo assai più persuasivo e di cui ti raccomando caldamente la lettura:

http://www.mentereale.com/articoli/l-economist-pubblicato-dal-gruppo-bilderberg-conferma-si-l-elite-della-potente-globocrazia-comanda-il-mondo-e-non-e-una-cospirazione

Considera che l'Economist è di proprietà Rothschild per cui comincia ad ammettere alcune scomode verità, anche se alla sua maniera.
Sono già in agguato Banca Mondiale e FMI, società finanziarie, sicari dell'economia, contractors e altre bellurie, per i cosiddetti "nuovi mercati" emergenti.

Una cosa è certa: saremo invasi dalla "nuova demografia". E su questo conveniamo tutti.

Anonymous said...

Letto, Nessie e grazie per la segnalazione.
Niente di nuovo, se non - come hai sottolineato tu - che certe ammissioni vengano dall’Economist, e non dal “complottista” di turno. Ma è proprio questo a renderle ancora più interessanti.

Neppure io credo che all’origine di queste turbolenze ci siano gli estremisti islamici. Non sono certo loro gli apprendisti stregoni…
Penso però che per eterogenesi dei fini saranno proprio loro a trarre il maggiore vantaggio dai processi che sono stati inopinatamente messi in moto. Poiché, come tu stessa hai ricordato più sopra, ci piaccia o meno l’islam (anche nel suo aspetto più estremista) costituisce l’identità “forte” di quei popoli e finirà col prevalere sui disegni di speculatori e banchieri.
E anche sui comunisti, che tentano di cavalcare la tigre illudendosi di non esserne divorati.

Questo perché l’islam è una “religione di guerra” alla quale ben poco abbiamo da opporre, noi che non crediamo più in nulla.
E meno di noi ne hanno i panciuti eurocrati che riducono il mondo ai grafici dei bilanci.
(no caste)

Anonymous said...

Premesso che è irrealistico o fantascientifico pensare che tutte queste "rivoluzioni" avvengano per puro caso e con sorprendente sincronia, mi chiedo quale sia l'urgentissimo disegno strategico di chi le ha indotte.
Scommettiamo comunque che a cose fatte i futuri governi di quei Paesi saranno tutti perfettamente allineati ai pensieri e desideri dei "salotti globali" che li ricambieranno con le massime lodi dei loro innumerevoli mezzi di informazione e dei loro organismi internazionali ?
Scarth

Nessie said...

No caste, è la vecchia teoria dell'Eurabia della Fallaci, la tua. Che intendiamoci, non è tutta sbagliata, ma non tiene conto che la vera ricchezza non ce l'hanno nelle mani le sottane lunghe, le barbe folte, gli stracci beduini e le kefie e i turbanti, ma che è concentrata nelle mani di quei signori di cui hai appena letto. Nemmeno emiri e sceicchi, che pure giocano in borsa nella City di Londra, arrivano a eguagliare i signori della finanza.

Comunque è inutile mettersi a fare gli indovini. Non ci vorrà molto tempo per capire chi saranno i nuovi attori di questo teatro incasinatissimo. E chi saranno i beneficiari.

Nessie said...

"Scommettiamo comunque che a cose fatte i futuri governi di quei Paesi saranno tutti perfettamente allineati ai pensieri e desideri dei "salotti globali" che li ricambieranno con le massime lodi dei loro innumerevoli mezzi di informazione e dei loro organismi internazionali".

Oggi per incominciare, caro Scarth, in Egitto hanno interpellato Omar Suleiman, figura gradita a Washington e a Israele, noto cacciatore di fondamentalismi islamici. CVD.

http://www.corriere.it/esteri/11_gennaio_29/egitto-profilo-suleiman-olimpio_78a56bca-2bcb-11e0-8f5d-00144f02aabc.shtml

Anonymous said...

Nessie, io rispetto le idee di Oriana Fallaci, però non sono le mie. Ammiro il coraggio con cui le ha manifestate e trovo intellettualmente stimolanti le posizioni da “atea devota” assunte negli ultimi anni della sua vita. Ma a parte questo, lei difendeva un sistema di valori che io avverso. È quello il mio nemico e non l’islam, che lo diventa solo quando mi sento minacciato dalla sua aggressività.
Ho ben chiaro da dove proviene il pericolo. Se così non fosse, vorrebbe dire che ho buttato via gran parte della mia vita, quella spesa a sostenere le teorie che tu ben conosci.

Provo a chiarire il mio concetto.
Fortunatamente i signori dell’oro non sono ancora riusciti nella reductio ad unum, condizione preliminare per il dominio planetario. Ci sono tuttora “due” mondi (almeno). E se del “nostro” possono fare carne di porco quando vogliono, ce n’è un “altro” per loro ancora impenetrabile: quello mussulmano, intriso di una mentalità refrattaria a certe seduzioni. Basti pensare, per fare un solo esempio, al sistema bancario islamico e al suo divieto di addebitare interessi, cosa che lo pone assolutamente fuori portata degli usurocrati, delle loro manovre e dei loro ricatti.
Dato che non si può credere di poter tenere a bada un miliardo di persone con i cannoni (non ci si riesce neppure in Iraq e in Afghanistan), per ridurli a miti consigli quei popoli riottosi vanno “rieducati” e non è detto che lo si possa fare in tempi brevi, se dopo quattro secoli in Europa c’è ancora chi – come noi – si ostina a cantare fuori dal coro.
Certo, ci sono gli “amici”, le classi dirigenti occidentalizzate, quelli che giocano in borsa a Londra. Potrebbero “dare una mano”… ma anche loro devono stare attenti e ricordarsi di Reza Pahlevi. Così come devono stare in guardia i “moderati” che saranno messi a gestire il dopo “rivoluzione”. Loro potrebbero fare la fine di Bakhtiar o Banisadr.
In sostanza, se è scontata l’identità dei mestatori non lo è altrettanto l’esito degli avvenimenti. E ciò che a loro riesce facile facile in Occidente, potrebbe incontrare serie difficoltà in Medioriente. Hanno scoperchiato un vaso dal quale potrebbero venir fuori brutte sorprese, anche per i pescecani di Wall Street.
Naturalmente la mia è una congettura, non ho la pretesa di leggere nella sfera. Immagino uno dei tanti scenari possibili.

Istintivamente avverto che in questo momento l’islam rappresenta il più forte (o forse l’unico) ostacolo al trionfo totale dell’usurocrazia mondialista, ma non so se rallegrarmene perché – purtroppo per noi – siamo messi proprio lì, tra l’incudine e il martello.
(no caste)

Nessie said...

Se così fosse, siamo messi bene, caro No caste. Significherebbe essere costretti a dover scegliere tra Scilla e Cariddi.
In ogni caso la teoria dello "scontro di civiltà" di Samuel Huntington, a cui in fondo ha aderito (seppure in buona fede) anche Oriana nostra, vuole proprio costringerci a schierarci in questo modo. Della serie, volete aderire alle barbe folte e alle kefiah o preferite farvi spolpare da noi pescecani di Wall str.?

Intanto in Egitto hanno aperto i cancelli delle patrie galere, e questo sai bene cosa vuole dire. Che tutte la feccia peggiore ci arriva qui.

sdat said...

Anche in Italia è in corso una rivoluzione, oggi D'Alema dalla Annunziata ha chiamato a raccolta, come dice Sallusti, un nuovo CLN antiBerlusconiano, un'allenza che va da Vendola a Bocchino passando per tutti gli altri.
Probabilmente sarà una iniziativa che abortirà, magari perchè non riusciranno ad accordarsi sul colore.
Bel post.

TADS

Nessie said...

Grazie Sdat. Ho sentito anch'io Baffo di Ferro. Ma sai, è un vero re delle cause perse e non credo che questa idea peregrina del CLN avrà le carte in regola per riuscire. Prevedo invece un logoramento di happening a sorpresa che vanno e vengono da Internet alle piazze, con relativi palloncini bianchi e viola.
Nuove versioni di Mani pulite pro Boccassa. Anzi, Boccassini.

Giovanni said...

Gli USA hanno ufficialmente scaricato Mubarak per El Baradei. Mentre loro però pensano ad ampliare la propria sfera d'influenza le carceri si sono aperte, ne è uscita tutta la feccia possibile ed immaginabile che, immancabilmente verrà nella vecchia Europa a far danni. And world will be as one. Peccato però che il mondo sarà unito nella melma.

Nessie said...

Giova, se davi un'occhiatina un po' più sopra nel commento delle 8 ho scritto esattamente la tua cosa.
"Intanto in Egitto hanno aperto i cancelli delle patrie galere, e questo sai bene cosa vuole dire. Che tutte la feccia peggiore ci arriva qui".

Ci conviene andare ad allenarci a un poligono di tiro, se vogliamo aver salva la pelle.

Anonymous said...

Le proteste in Egitto: dietro la rivolta c'è il sostegno segreto dell'America ai leader della ribellione
http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/01/le-proteste-in-egitto-dietro-la-rivolta.html

m

Anonymous said...

Alla fine, governerà Napolitano
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=39059&Itemid=136

Nessie said...

Può darsi che alla fine Crapapelata agisca d'imperio, ma l'articolo di Blondet non mi piace affatto e non lo condvido. Il Cav non è né Bokassa,né Mussolini né Mubarak.
Inoltre lui e Fini non rassomigliano per niente, dato che il primo è stato eletto legittimamente tre volte, mentre Fini non ha fatto che disattendere il suo elettorato, tradendolo in tutti i modi.

Anonymous said...

si, era meglio mettere solo l'articolo :
http://www.ilfoglio.it/soloqui/7557

Anonymous said...

Fuori tema.

E intanto M’arrazzo ci ricasca…

http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=X4W8X

Beccato mentre riaccompagnava un trans… Per lui niente bunga-bunga e niente favoreggiamento della prostituzione, solo grazie-scusi-e-buonasera…

Già nel 2009 fu trattato con i guanti.
Giudicato vittima “a prescindere”, il Porto delle Nebbie non ritenne opportuno indagare sulla serie di reati che poteva aver inanellato, dal favoreggiamento della prostituzione all’uso “improprio” dell’auto di scorta (contestati al fido Fede). Né si indagò sulla provenienza del denaro con cui si permetteva quel dispendiosissimo “stile” di vita. O sugli atti pubblici e i provvedimenti di un Amministratore che era, per sua ammissione, ricattato e poco lucido a causa della droga. E che subiva un’estorsione, mentre era suo preciso dovere denunciarla.
Niente di niente. Del resto, lui non è mica un Cav qualsiasi e la “superiorità antropologica” dei sinistri è mica una storiella…
(no caste)

Anonymous said...

comunque se si andasse ad elezioni aspetterei vedere chi candidano i sinistri... altrimentui potrebbe essere un Alfano, per esempio.

Anonymous said...

A chi tocca pagare se si "rompe" l’Egitto?
Mauro Bottarelli
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/2/1/FINANZA-A-chi-tocca-pagare-se-si-rompe-l-Egitto-/146222/

ecco perchè l'Egitto è una "minaccia" per l’Italia
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/2/1/SCENARIO-1-Pelanda-ecco-perche-l-Egitto-e-una-minaccia-per-l-Italia/146006/

m

Anonymous said...

L'Egitto sull'orlo del bagno di sangue
Thierry Meyssan

http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/?p=1188

Nessie said...

Scusate se siete rimasti tanto in moderazione ma sono stata lontana dal pc tutto il giorno e apro solo ora.
Non caste, il Porto delle Nebbie ha pure archiviato l'affare Tulliani dicendo che era un fatto "irrilevante". La verità è che Fini serve come gamba destra della magistratura e che gli atti della giunta per le autorizzazioni a procedere verranno firmati da lui. Perciò meglio averlo a favore. Sì, il seguito dell'affare Marrazzo è semplicemente sconcio.n po Ma per lui è pronto un posto in Rai pagato da noi gonzi.

Nessie said...

letto il link di Thierry Meyssan. Ne esce un quadro ingarbugliatissimo. Beato che ci si raccapezza. In ogni caso credo che per la prima volta, Usa e Israele non siano in sintonia sul da farsi. Questione di "vicini di casa".

Anonymous said...

Mubarak: una famiglia da 60 miliardi di dollari.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=305&ID_articolo=61&ID_sezione=693&sezione=

Josh said...

Osservazione 'laterale' rispetto all'argomento che avete sviscerato così bene.
Nella 'rivoluzione' d'Egitto la folla s'è messa pure a saccheggiare il Museo Egizio del Cairo ed è stata distrutta la statua di Tutankhamon.

Non si vede il senso di distruggere anche la propria arte...non era certo arte di 'regime di Mubarak'..va bè che la maggior parte di egiziani è musulmana, e dell'Antico Egitto l'islam fece tabula rasa.

E' evidente piuttosto una costante: non c’è guerra o rivoluzione, per quanto ci raccontino sempre giusta e senz'altro inevitabile (...), che non veda emergere delinquenti, e che in quel contesto possano anche passare da eroi e 'liberatori'.

Anonymous said...

WikiLeaks: Al Qaida in possesso di armi nucleari
di: WSI Pubblicato il 02 febbraio 2011|
.Secondo il Daily Telegraph, che cita alcune informazioni ottenute dal gruppo fondato da Julian Assange, l'organizzazione terrorista di matrice islamica potrebbe presto essere in grado di produrre armi radioattive, dopo essere entrata in possesso di materiale nucleare e aver reclutato scienziati capaci di costruire bombe "sporche".

A rivelarlo sarebbero stati documenti diplomatici di cui WikiLeaks e' entrata in possesso. Il mondo si trova sull'orlo di un "11 settembre nucleare"? I briefing di sicurezza statunitensi suggeriscono che anche dei gruppi jihadisti sono vicini a raggiugere l'obiettivo atomico e presto potrebbero produrre armi chimiche e biologiche "efficienti e funzionanti" che potrebbero uccidere migliaia di persone.

http://secure.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1077237

ma guarda un po'.....

Nessie said...

Già, ma guarda un po'. E te pareva che non saltasse fuori Al Qaeda e il redivivo Bin (bon) LADEN.


Josh, ottima l'osservazione della barbarie e iconoclastia islamista. Già, che c'entra Mubarak con la storia millenaria di questa splendida civiltà? E' così che si preparano a rifondare la nazione?

Josh said...

Eh sì Nessie, è così che si "rifonda" la nazione, distruggendo le vestigia dell'antico passato più nobile.
C'era uno special sull'argomento mal condotto sulla rete digitale Cielo (Re Pubica etc), ma in cui si notava questo fatto, unitamente all'idea che molti egiziani sono già americanizzati, parlano bene inglese (e anche italiano, te credo, sono già venuti tutti qui) e sono pronti per una nuova way of life, che bramano ardentemente: quello delle cocacole e ladygaga, cioè la 'democrazzia'.
Fai 2 + 2...

Anonymous said...

Rivoluzione araba: errore di analisi dell’occidente ispirato da Israele
http://mercatoliberonews.blogspot.com/2011/02/rivoluzione-araba-errore-di-analisi.html#more

Anonymous said...

DALLA TUNISIA ALL'EGITTO
http://conflittiestrategie.splinder.com/post/23973111/dalla-tunisia-allegitto-di-o-pesce

Anonymous said...

Egitto, incognita esercito
http://it.peacereporter.net/articolo/26675/Egitto%2C+incognita+esercito

Anonymous said...

Lettere dal Cairo: le 'stranezze' della rivolta egiziana
http://qn.quotidiano.net/esteri/2011/02/04/453976-lettere_cairo_stranezze_della_rivolta_egiziana.shtml

CarloMartello said...

Ciao Nessie, è un pò che non ci si sente!

Pare che avevi ragione: Soros è dietro la rivolta in Egitto e ha convinto Obama a seguirlo:

http://forum.politicainrete.net/von-clausewitz/98453-nord-africa-il-soft-power-di-obama-deve-essere-fermato-3.html#post1856785

Ciao!


CarloMartello

Nessie said...

Grazie C. Martello, in realtà non avevo le specifiche pezze probanti, ma come si dice, a pensar male ci si azzecca. Dirigi POL?

CarloMartello said...

Sì come moderatore. Comunque se cade l'Egitto cade il nostro primo partner nordafricano per importanza. Berlusconi aveva portato il partenariato fra Italia ed Egitto di Mubarak ai massimi storici. L'Eni sta già evacuando...

CarloMartello

Anonymous said...

http://www.ilgiornale.it/egitto/egitto_re_saudita_chiama_obama_ora_basta_umiliazioni_mubarak/politica-usa-egitto-arabia_saudita-re_abdullah-mubarak-aiuti/10-02-2011/articolo-id=505080-page=0-comments=1

Obama: «Si sta facendo la storia».
Avanti un altro… Yemen?... Libia?...
Domanda delle cento pistole: appendono prima Gheddafi o Berlusconi?
(no caste)