07 November 2010

Chi vende non è più suo

Nel film di Mario Monicelli "Speriamo che sia femmina" c'è una folgorante battuta pronunciata da Liv Ullmann, proprietaria di un casale toscano: "Chi vende non è più suo". Liberalizzare pezzi di demanio che costituiscono un passivo per lo stato, va bene. Ma attenzione: i soldi devono restare in famiglia. E la famiglia si chiama casa Italia. Perciò gli investitori italiani dovrebbero avere la precedenza. In caso contrario, si trasformerà in una svendita dell'argenteria di famiglia. Tremonti non è così sprovveduto da non saperlo.  Leggo oggi sul Corrierone un articolo da farmi sobbalzare sulla poltrona che titola "
Se i russi comprano le caserme italiane" .
Nel mio piccolo, ho già trattato il tema dello "spezzatino Italia" e della vendita all'incanto dei nostri beni, in questo post dell'agosto scorso. Ma ora siamo giunti al redde rationem.
Già nell'ormai lontano 2008 Ida Magli denunciò il fenomeno della cessione di interi pezzi di territorio italiano in questo profetico articolo dal titolo "L'acquisto del territorio italiano ".
Il governo Prodi era appena caduto, ci sono state nuove elezioni,  lasciando ben sperare nel nuovo governo.
Ma proprio oggi leggo che l'asta del Demanio continua e  attira investitori internazionali. Ci sono in ballo la caserma Piave di Albenga, l'ex Forte del Pezzino alto (comune di Portovenere - SP - foto in alto), otto caserme di Bologna, l'ex caserma Scotti a Bergamo, le ex Carceri Nuove  Vigevano. Pare che tra gli investitori, quelli che fanno la fila per l'acquisto provengano dalla Russia e dall''Est in generale.
Qualche cifra? Eccovela:
La base d'asta per la vendita della caserma Piave di Albenga è di 40 milioni di euro.
La base d'asta per l'ex teatro, un piccolo manufatto a due pani chiamato "Alloggio" nonché "La Casa del soldato" a Bologna è di 3.823.655.
La base d'asta del Forte Pezzino a Portovenere è di 1.855.430.
La base d'asta per la caserma Scotti di Bergamo  (foto piccola a destra) è di 2.424.000.
Insomma prima di creare queste aste, si è pensato che  questi investitori stranieri oltre a comprare palazzi, edifici, muri, colonnati, androni, corti, compreranno anche i pezzi di terra sottostante e circostante? E che se sul forte militare del Pezzino (un incantevole luogo panoramico posto su un colle immerso nella macchia mediterranea affacciato sul golfo di La Spezia) dovesse sorgere qualche albergaccio alveare straniero, ce lo dobbiamo tenere? Si fa già tanta fatica a calmierare gli appetiti degli investitori italiani, figuriamoci di quelli stranieri. 
Violerò un tabù:  occorrono misure protezioniste del nostro patrimonio per il riutilizzo degli edifici dismessi, in particolare quelli militari. E ricordiamoci che la salvaguardia del nostro territorio non è né di destra né di sinistra. Chi vende, aliena un bene per sempre. Un bene che non tornerà  mai più in suo possesso. Vendere tanto per far cassa, significa svendere, un gioco pericoloso che non vale la candela.

28 comments:

Massimo said...

Il tema è intrigante. Forse sarò un po' lungo. Sai già che non sono pregiudizialmente contrario alla vendita dei beni demaniali. Non mi preoccupa neppure che siano venduti agli stranieri, perchè, tanto, anche gli stranieri devono conformarsi alle nostre leggi e, quindi, non sarebbe l'alienazione di una fetta del nostro territorio a renderlo extraterritoriale. L'importante è che non si rinunci ad effettuare i controlli per il solo fatto che è proprietà privata di soggetti magari irascibili.E penso se qualche ex caserma fosse venduta a dei musulmani, magari a qualche nababbo arabo: ne facciano quel che ritengono meglio, ma sappiano che devono rispettare le nostre leggi e accettare che la Polizia effettui tutti i controlli necessari. Nessuna zona franca. Potrebbe anche funzionare una prelazione per gli investitori italiani, ma purchè il prezzo sia congruo. Non dico "di mercato" perchè nessuno comprerebbe al prezzo di mercato (non sarebbe più "un affare") ma la congruità, sì. Se, poi, dovessero comprare i beni demaniali degli stranieri, tutto sommato non mi dispiacerebbe. Sarebbe un'altra dimostrazione che i Paperoni nostrani sanno solo fare chiacchiere e lanciare moniti (veggasi Montezemolo e Marcegaglia) ma non hanno la stoffa imprenditoriale e, quindi, meritano di soccombere.

Nessie said...

Bentornato Massimo. Ti funzionano ora i mezzi informatici?
A me, invece, preoccupa che i nostri beni vengano venduti agli stranieri (sebbene abbiamo la peggior classe imprenditoriale da te citata). Hai qualche ragione quando dici che ce lo meriteremmo, ma la verità è che i Monteprezzemoli, le Marcegaglie ecc, sanno dove e come pararsi le chiappe.
Perciò gira e rigira sarebbe un farsi harakiri.
" Tanto anche gli stranieri devono conformarsi alle nostre leggi e, quindi, non sarebbe l'alienazione di una fetta del nostro territorio a renderlo extraterritoriale".

Ah sì? e che film hai visto?
Se non riusciamo a gestire nemmeno quattro ambulanti negri sulle spiagge pubbliche, te lo immagini gestire dei manager cinesi pieni di grana, o dei ricchi emiri de Kuwait o del Qatar?

Anonymous said...

È vero Nessie, se ne discusse sul blog tre mesi fa e già allora, sviluppando il ragionamento, si andò a parare dove era logico si andasse…

Oggi, se possibile, tira un’aria ancora peggiore. Al di qua e al di là dell’Atlantico, dove le ultime elezioni – tra gli entusiasmi del nostro centrodestra – hanno sancito la vittoria del partito repubblicano e – al suo interno – dei “libertarians”.
Anarco-liberisti, nemici assoluti dello Stato (come Marx, del resto), da essi considerato al massimo come un “male necessario” che dovrebbe impicciarsi il meno possibile degli “affari” dei cittadini.
Cogliendo a pretesto l’attuale crisi economica vorrebbero “curarla” premiando chi l’ha provocata; non contenti del troppo che già è privato, vorrebbero estenderlo fino al concetto di “monopolio dell’esercizio della forza” da parte dello Stato, ciò che ne costituisce la ragione e il puntello.
Privatizzazione dell’ordine pubblico, dell’amministrazione della giustizia, degli istituti di pena ed infine dell’esercito. Di fatto, la disintegrazione dello Stato, con Bakunin che si sganascia nella tomba dalle risate.
Il tutto coperto dal menzognero slogan che «Privato è bello (e buono)».
Non è fantapolitica, e ce ne accorgeremo nei prossimi anni.

In Italia, di sa, siamo sempre decenni “in ritardo” rispetto agli USA, ma abbiamo tanti diligenti cagnolini che fanno del loro meglio per recuperare…
Per ora siamo alle “prove di governo tecnico”, che se dovessero andare in porto ci libererebbe definitivamente di quel che resta dell’argenteria di famiglia… un “peso” ormai insopportabile, specie in tempo di crisi… E intanto si preparano le basi anche per la svendita del demanio pubblico, architettonico o naturale che sia. Abbiamo il debito pubblico e dobbiamo far cassa, diamine…
A questo punto non mi meraviglierei se, prendendo spunto dalla cronaca, tra qualche giorno saltasse fuori un “creativo” dell’economia a sostenere che siccome lo Stato è talmente pasticcione da essere riuscito là dove il Vesuvio, la guerra e il terremoto avevano fallito, forse sarebbe il caso di vendere Pompei a una grande multinazionale, seriamente interessata a farne la Las Vegas del Mediterraneo.
Pecunia non olet…
(no caste)

Anonymous said...

A giudicare da come in molti casi è tenuto e gestito il nostro patrimonio dallo Stato /amministrazioni locali è difficile pensare a qualcosa di peggio. In ogni caso mi auguro che queste vendite non siano svendite o regali e che siano regolate da precisi vincoli tali da non averne un danno.
Quello che però mi preoccupa di più, vista la situazione politica con la restaurazione dei Salotti nostrani ed internazionali incombente, è che vengano replicate le "privatizzazioni" ( = regali agli amici di beni primari della collettività tipo ENEL, ENI, TERNA, SNAM ) del recente passato.
Con annesso travaso dai nostri portafogli a quelli dei soliti intrallazzatori d'alto bordo.
Scarth

Daniz said...

sono d'accordo colla denuncia, per il semplice motivo che si dovrebbe conservare per quanto possibile, eppoi perché gli italiani hanno un carattere marciforme per gli affari. poi, tra tutti, proprio i russi. nella scala sono avanti solo ai cinesi e agli israeliti. bene far sapere questi scempi per un tema che dovrebbe essere, come ben dici, caro a tutti gli schieramenti.

Angelo D'Amore said...

speriamo non prendano anche i resti di pompei, visto che il governo con i tagli di tremonti alla cultura ha messo bondi in grosso imbarazzo per i crolli che ci sono stati nel sito italiano tra i piu' visitati al mondo.
saluti, angelo
p.s. se hai tempo da un'occhiata al mio post(a perugia e' nato il terzo polo)

Anonymous said...

>Angelo d'Amore : a Perugia è nata la fotocopia del PD per accalappiare i gonzi di centrodestra e rimetterli nell'ovile dei Poteri Forti.
Scarth

Nessie said...

No caste,ci pensavo anch'io alla faccenda di Pompei, lo sai?
Il disastro giusto al momento giusto. Arriverà qualche multinazionale a pretendere che Pompei diventi "patrimonio dell'umanità"?
Cioè No man's land.

Nessie said...

Scarth, non trovi curioso un titolo come "il liberismo è di sinistra" di Giavazzi?
Eppure per i falliti dello stato Moloch è l'ultimo tram della loro "rivoluzione mondiale".
Leggi questo link sul libro di Jean Ziegler:

http://www.libreriauniversitaria.it/privatizzazione-mondo-ziegler-jean-net/libro/9788851522384

Dunque la privatizzazione è "di sinistra" :-)

Nessie said...

Daniz pensa che caserme che rapprensetano lo stato, strutture militari che appartengono alla Marina e che sono simbolici della nazione possono finire in mano ai cinesi, ai coreani o magari a qualche sceicco. Oltre il danno, la beffa.

Nessie said...

Angelo, su Perugia e Fini ti ha già risposto per me l'amico Scarth.

Anonymous said...

Ti credo che è "di sinistra" (ma utile "a destra"). Infatti sono dei Robin Hood al contrario che rubano ai poveri per dare ai potenti: liberismo è solo il nome clinico della loro truffa. Infatti si sono fatti salvare con i soldi pubblici alla faccia del loro "liberismo". Sono dei furbetti ipocriti che non hanno nemmeno il coraggio di chiamare le cose col loro nome come i vecchi dittatori di una volta.
Scarth

Anonymous said...

Grazie per il link Nessie (scusa il doppio post) ma non sono ancora del tutto sicuro che gli Stati Uniti a causa delle loro malsane teorie economiche alla fine non facciano la fine dell'URSS.
Scarth

Angelo D'Amore said...

infatti, per me non ha niente di destra, sono parole trite e ritrite: patria, responsabilita', laicismo, etica etc.
ma lui fino adesso con chi stava?

Nessie said...

Soprattutto: la Bossi-Fini nei confronti dell'immigrazione con chi l'ha firmata? E ora invece sembra la S. Teresa di Calcutta degli immigrati.

Nessie said...

Perfetto, Scarth: liberismo è il nome clinico della loro truffa.
Ma finché ci accontentiamo e ci accapigliamo di e sulle etichette, non smascheremo mai la vera truffa.
Sugli Usa temo che anche gli Americani (intesi come popolo) abbiano i nostri stessi problemi circa la sovranità strappata. Ma io sono italiana e innanzittutto mi preoccupo di casa mia.

Luka said...

Sì è vero, in questi ultimi tempi "protezionismo" e "protezionista" sono diventate delle autentiche parolacce-tabù.
Specie ora che da sinistra, passando per il centro, a destra sono diventati tutti quanti LIBERALI e LIBERISTI.

Nessie said...

Il liberismo, caro Luka, lo si può applicare correttamente solo in ambito nazionale. Se lo si applica in quello internazionale, vengono avanti multinazionali e corporation.
Sarei dunque per un diritto di prelazione da parte di privati cittadini italiani. E basta.

Anonymous said...

andiamo in Croazia e tentiamo di comperare qualche cosa...es.: una casetta diroccata sul mare.....neanche se la paghi a peso d'oro te la vendono......NON SEI CROATO!!!....un mio amico ha sposato una croata ed avendomuna nonnna ,sempre croata,hanno preso una casetta in "madrepatria"...se non c'era la moglie "completamente" croata.....col cavolo che se la comperavano.......
BRAVI CRATI...è COSI' CHE SI FA!!!!
fritz

Nessie said...

Esempio molto indicativo Fritz.
E la stessa cosa avviene in Svizzera. Ottenere una cittadinanza svizzera è quasi impossibile e investire in case, appartamenti e mattoni vari, non te lo fanno fare certo con facilità. Ma è così che si fa se si ha a cuore il proprio paese.

Anonymous said...

Nessie, come sai quello del “cosa fare” delle caserme in eccedenza dopo aver deciso – per motivi che tra qualche tempo saranno più evidenti – di rinunciare al mito rivoluzionario della “Nazione in armi”, è un problema che non riguarda solo noi. Anche i nostri “cugini” francesi ce l’hanno, ma lo risolvono in maniera diversa: trasformando le ex caserme in alloggi. Infatti, tra i loro mille difetti c’è anche quello di essere poco inclini a cedere pezzi di territorio o di sovranità. Ad esempio, ben difficilmente – al contrario di noi – rinunceranno ad una pur minima forma di controllo statale su Telecom conoscendo bene quali rischi potrebbero correre se l’intero settore delle loro comunicazioni andasse a finire in mani sbagliate…
Viceversa, animati da un cupio dissolvi che li attira inesorabilmente verso l’abisso, i nostri politici (o almeno, quanti tra loro non sono complici) non si avvedono come ogni dettaglio sia parte di un disegno, tessera di un mosaico che si va pian piano componendo.

Abituare “la ggente” al fatto che si può (anzi “si deve”, per far cassa…) vendere all’incanto storia, cultura, territorio e sovranità; allevare i giovani all’idea che non c’è più una Patria da “servire” e nulla per cui valga la pena di battersi e morire (all’occorrenza ci penseranno “quelli del mestiere”); inculcare nei popoli l’idea che gli Stati nazionali sono vecchi arnesi ormai inservibili; annegarli, con le loro specificità, in artificiose costruzioni sovranazionali o – meglio ancora – nel melting pot planetario. Tutto questo risponde ad una logica. Lo abbiamo scritto mille volte, ma non fa male ripeterlo.

Tu conosci già questo articolo di Solange Manfredi,

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=9841:leurocrazia-si-prende-larma-per-operazioni-speciali-&catid=83:free&Itemid=100021

lo linko per chi non l’avesse mai letto.
Avremo presto una forza di “pronto intervento” agli ordini degli eurocrati, e dei loro burattinai, sulla quale i singoli Stati non avranno alcun potere, e che potrà essere impiegata non solo in azioni di guerra (pardon, di “imposizione” e “mantenimento della pace”…), ma anche in operazioni di ordine pubblico. E, come ben sai, con la facoltà di sparare sulla folla in tumulto, dato che lo permette la Convenzione europea.
Wall Street ha da anni la “sua” CIA, che probabilmente recitò una parte anche nell’inchiesta di “mani pulite” e Dick Cheney, fin da quando era segretario alla Difesa di Bush padre, gettò le basi per la formazione di eserciti privati.
Insomma, il quadro si delinea sempre meglio…

Forse stanno per tornare i bei tempi della Compagnia delle Indie, quando si scatenavano guerre per tutelare gli interessi di una “anonima” impresa commerciale. Solo che adesso gli “anonimi” (gli stessi di allora, peraltro) hanno molte, molte più armi a loro disposizione.
(no sate)

Nessie said...

Sì no Caste, è vero quel che sottolinei sui francesi ed è vero del nostro cupio dissolvi. E questo va a merito dei nostri cugini d'Oltralpe. P
urtroppo questa vendita all'incanto della storia e cultura dell'Occidente (non parlo degli Usa, perché lì c'è poco da conservare se non il paesaggio), non ha risparmiato nemmeno la Russia. Tant'è vero che l'indomani della caduta del muro i migliori palazzi d'epoca di S. Pietroburgo sono stati venduti agli usurocrati di Wall Street.
Il muro crolla viva l'altro muro (Wall str.).
Conosco già quel link che hai messo. Grazie.

closethedoor said...

Sì e no. Io per alcune cose sono una statalista per cui alcuni gioielli non andrebbero mai venduti. Ma se anche fosse, ti do ragione che i soldi devono rimanere in Italia. Invece, è da mo' che Tremonti svenderebbe tutta l'argenteria italiana al primo che passa, almeno - quella delle spiagge non la ricordo come una "battuta"

Nessie said...

I registratori di cassa al posto del cervello, non mi piacciono Close: né quando lo fa la sinistra né quando lo fa la destra. Però non vi si sente mai ricordare il 1992, l'annus horribilis della svendita dei gioielli di famiglia ad opera di Amato e di Prodi. Se ti informi bene nel sito di Paolo Barnard (l'unico decente e onesto giornalista di sinistra, un ex della redazione Gabanelli) tutto è partito da lì. Poi la solfa è continuata.

Daniz said...

però Nessie, non definirei Paolo Barnard un giornalista di sinistra, nel senso che FORSE pur avendo un retroterra ideologico di tendenza, ha parlato con un'onestà ferrigna di tutto ciò che riguardava il nostro paese, trattando Berlusconi da uomo politico sui generis, non come Monstrum. mi sembra uno di quei rari fenomeni di 'senza casa'(ed infatti non lavora). sul fatto poi del terrorismo, io l'ho sempre pensata come lui. non per questo provo amore per gli arabi, ma non ne provo certo per gli americani e gli israeliani. su queste pieghe della politica estera, noi comuni mortali ci dobbiamo orientare colle nuvole, ancor di più che per la politica interna. non credo che dire che i primi terroristi siano l'USA, Israele e poi l'Europa sia di sinistra, a maggior ragione che Barnard fortunatamente non ci massaggia la parabola del 'buon selvaggio'. poi mi sembra che lui si sia definito di sinistra, forse, ma io ci credo poco. è riduttivo
un saluto

Nessie said...

Infatti Daniz, ho etichettato Barnard, per come si è definito lui. E anche sulla base del suo percorso precedente.
Poi, io credo che nel tempo (ma ci vorrà ancora un bel po' di pazienza) le categorie di destra e di sinistra, perderanno il loro significato di attuale contrapposizione.

Daniz said...

nessie, in italia si è perso il concetto identitario di destra e sinistra. non si è persa però la contrapposizione. io sono veramente divertito da quello che accade qui da noi, cioè che tutto ma proprio tutto da 15 anni passi per berlusconi. anche la lega che in un'altra italia poteva correre da sola, si è dovuta in parte adeguare a questa biforcazione del pensiero che non è più destra sinistra ma berlusconismo antiberlusconismo. se metti a confronto l'atavico progressismo sessuale di sinistra col moralismo bigotto democristiano del PD, Italia dei valori, Sinistra e libertà etc... ti mette le mani nei capelli. idem colla giustizia. la destra, da sempre questurina, passa al garantismo più cieco, la sinistra, da sempre riflessiva nei confronti della colpa, si trasforma nella manettara. tutto questo è riconducibile alla figura di berlusconi e del tertium non datur. e s'è visto anche nell'ultima puntata di vieni via con me. il pensiero laterale (quello che si dovrebbe avere sempre) di Leonardo Sciascia è stato chirurgicamente deportato verso la polarizzazione. hanno violentato uno dei nostri più grandi intellettuali, e si fa spallucce. anche perché è stato quel craniomorfo di saviano, uno di estrema destra infrattato a sinistra che parla per il megafono degli antiberlusconiani e pubblica per il cav.
spero anche io si assottigli la contrapposizione tra destra e sinistra, ma ci credo poco. ideologicamente sì, c'è un prestito reciproco d'idee molto funzionante. praticamente, rimarrà il solito conflitto tra due fazioni di potere... la storia degli uomini

Nessie said...

Condivido tutto quanto scrivi, tranne che quei punti con lettera minuscola ad ogni capoverso :-).
Detta in questo modo parrebbe che la vera contrapposizione sia tra chi è intelligente e chi è stupido. E in fondo il caso Sciascia docet.