09 October 2010

Ma Berlusconi vorrebbe la testa di Feltri?



Voler la testa di Vittorio Feltri per far largo (e che largo!) a Ferrara nel Giornale? Sarebbe una pessima idea. Girano voci di corridoio che il Cav abbia piazzato Feltri al suo quotidiano di famiglia per alzare le vendite, ma che ora che queste vanno a gonfie vele, voglia dargli il benservito. Le recenti dichiarazioni imbufalite di Feltri  (prima dell'avvento delle perquisizioni) lo lasciano più o meno presagire:
 "Sono stato chiamato al Giornale per ripianare i conti, ma se la mia presenza è d'impiccio me ne vado, senza polemiche".
Lo ha dichiarato all'ANSA il direttore editoriale de Il Giornale, in risposta al suo patrùn. Qualche tempo prima  Silvio Berlusconi aveva sostenuto che "i giornali considerati più vicini a noi forse ci fanno più male che bene". Troppo comodo ora che c'è lo scudo salva Berlusca in ballo, prendersela coi suoi giornalisti sguinzagliati per l'uopo. Montanelli che prima di Feltri fece esperienza nel Giornale ebbe a dichiarare che "non si muove foglia che Berlusconi non voglia". Perciò prima la smette il Cav con questa melina di rimproverare i suoi cronisti a cose fatte, meglio sarà per lui. Io non credo che non gli abbiano fatto comodo i toni duri di Feltri contro Fini. Fa parte della comune battaglia politico-mediatica e un  giornalista non può limitarsi ad essere un passacarte pronto a prendere ordini per andare all'assalto per poi fermarsi al segnale del fischio del suo capo. Ma secondo il sito Dagospia ci sarebbe di mezzo uno strano baratto: i finioti lasciano passare lo scudo salva Premier e in cambio Feltri tornerebbe (si fa per dire) a vita privata, lasciando il posto a Ferrara, le cui vendite de Il Foglio scendono a picco. Se fosse vero, da quando in qua si premierebbe con un eventuale posto di direttore chi manda a picco le vendite?
Ma ci sarebbero le solite camarille politiche in ballo: io ti do una cosa a te, tu mi dai una cosa a me. Berlusconi ha bisogno del famoso scudo che qualcuno chiama già "salvaterga". E per ottenerlo ha bisogno del consenso dei finioti "moderati", termine, questo, che ormai mi fa rotolare per terra dalle risate (si usa perfino come aggettivo per i talebani). Cosa potrebbe chiedere il solito Fini in cambio? Ma è evidente: la testa dell'elegantone di Bergamo. Proprio come una novella Salomé.
Quanto a Ferrara, lui ha sempre avuto bisogno di qualche sballo nella sua vita. E il suo "ultimo sballo" dopo la lista  teocon antiaborto è volersi sentire affine al Fini nel suo ruolo di eretico, per non dire traditore. Questo potrebbe placare le ire di Gianfregnone e fargli sdoganare i numeri per il Berlusca e il suo scudo salvaterga. Però c'è un però...
Feltri che viene denominato, non senza snobismo,  un "semplificatore" da Giulianone, sa intrattenere come pochi altri un rapporto diretto coi suoi lettori. Magari parlando loro alla pancia, ma intanto comunica. C'è invece in Ferrara qualcosa di indissolubilmente bolscevico. E non sono io ad affermarlo, ma la compianta Oriana Fallaci. Come darle torto? Perfino la sua scrittura, nonostante le molteplici abiure, resta pedantemente marxista. Con le sue chilometriche proposizioni subordinate e le altrettanto chilometriche reggenti, col suo periodare oscuro dove non si scindono mai bene le une dalle altre. Che se ne fa la gente di un marxistone neo e teocon che rincorre sempre affannosamente l'ultimo tram dell'ultima rivoluzione mondiale permanente? Ferrara è una bomba intelligente che non può fare a meno di creare danni collaterali, suo malgrado. E lo si è visto nella disfida del Mugello, allorché riuscì a far vincere Di Pietro, candidato dalla sinistra, riuscendo nell'ardita impresa di farlo passare pure per martire.

Ora Il Giornale è sotto inchiesta con venti  carabinieri da Napoli a Milano in via Negri, con un procuratore artefice di inchieste tanto rumorose quanto approdanti ad un bel nulla (si veda il caso di Vittorio Emanuele di Savoia). Non conosciamo ancora i dettagli dell'affaire Marceglia, ma Feltri e i suoi fanno per davvero del giornalismo investigativo e questo non piace alle procure. Una cosa è certa:  se Feltri se ne dovesse andare, il Giornale non sarebbe più il Giornale.

55 comments:

Massimo said...

Come smisi di leggere Il Giornale quando apparve Facci (e invertii la scelta quando ci fu il cambio tra Libero e Il Giornale) così smetterei di comprare Il Giornale se Ferrara ne diventasse il direttore. A differenza di quelli di sinistra noi capiamo e non ci adeguiamo.

pkid said...

ciao Nessie,
non so proprio se e in mano a chi finira' la direzione de Il Giornale ma e' certo che stiamo perdendo, anzi: abbiamo perso.

Avevamo le carte migliori, argomenti e prove inattaccabili per schiacciare quel topo di fogna ma l'ammucchiata di compagni e traditori, sempre piu' aiutata da dentro il PDL da ex (o tendenzialmente) democristiani, sta vittoriosamente cancellando il nostro sogno.

Sono pessimista perche’ vedo troppi aspetti ormai compromessi: a meno che il Berlusca non abbia l'asso nella manica e stia solo attendendo il momento migliore per rovesciare il tavolo, questi stanno vincendo.

La responsabilita' va completamente ascritta a chi non ha saputo/voluto COMUNICARE in modo efficace...
Per fare un esempio fra i tanti possibili: da quando quello scarafaggio di gianfregnone parlava (poi evidentemente l'hanno fermato, ma bisognava cogliere il momento giusto per schiacciarlo) di Costituzione “offesa”

In questo momento la 7 ha interrotto brevemente un dibattito per dare la notizia che quattro italiani sono morti in Afghanistan, la compagna di turno se ne guarda bene dal dire una sola parola e invece di esprimere un minimo di sentimenti dopo tre secondi sta di nuovo parlando di “parti sociali” e cazzate del genere: sempre i soliti assassini, amici degli assassini, complici degli assassini …

Costituzione, dicevo, quella che parla sempre e solo di CITTADINI come titolari di ogni diritto e liberta’ (ma intendendo cittadini ITALIANI) e che per gli stranieri si limita ad un solo breve inciso all’articolo 10 (mi pare, ora non mi metto a cercare) dicendo che “i rapporti con gli stranieri sono regolati dagli accordi internazionali”. Punto. Altro che diritti
(Confermando cosi’ che la costituzione “democratica e nata dalla resistenza” e’ quanto di piu’ politicamente scorretto ci sia, secondo il loro metro e con le parole di cui si riempiono la bocca)
E nessuno ha colto l’occasione per dirlo e ripeterlo, per far fare una figura di merda al traditore,

E come questo si possono fare tanti esempi di comunicazione mancata e che invece doveva esser pronta, efficace e ripetuta ossessivamente, e cattiva come e quando serve. Esattamente come fanno loro.

E cosi’ abbiamo perso, la vaga speranza che Silvio abbi ancora una possibilita’ in tasca la vedo, sinceramente, sempre piu’ remota.
E non so proprio come finira’, probabilmente la vecchia tattica dei comunisti di parlare tanto a vanvera ma contemporaneamente fare cose che alla fine fanno stare peggio la gente (perche’ solo nel malcontento possono raspare voti) trionfera’ ancora una volta, e, nella prospettiva peggiore, questa povera Italia potrebbe vedere uno scenario “greco”. Con conseguenze che possono essere tragiche davvero, per esempio la (giusta, porca miseria) tentata secessione della Lega con inevitabili risvolti di guerra civile.

Non so piu’ cosa pensare e la notizia appresa poco fa mi toglie quel poco di lucidita’ che credevo di avere.
Ciao cara Nessie, teniamoci vicini fra noi, presto potremmo averne bisogno…

Orpheus said...

Cara Nessie...spero che ciò che hai scritto, non si avveri, sarebbe la morte del Giornale, una delle poche voci, di centro-destra, in un'informazione di sinistra.
In effetti il Cav. ultimamente perde colpi, in primis, continuare a tergiversare su Gianfregnone(:DD) finirà per lasciare il tempo a lui e alla sua cricca di organizzarsi.
OT non so se hai visto ieri sera la trasmissione di Paragone..sulle tragedie di Sarah e di Begum e Noshee, praticamente, si è risolta in un'analisi dell'islam italiano...c'è da mettersi le mani nei capelli, ma dove stanno i moderati???
C'erano anche la Santanché e la Maglie e lo sputacchione Gad...
Ciao Mary

Nessie said...

Massimo, mi piace anche Belpietro. E di solito me la gioco tra i due giornali.
Certo che se arriva Ferrarone smetto subito, perchè la sua scrittura tortuosa e farraginosa mi annoia.

Nessie said...

Pkid, purtroppo anche i giornali devono sempre adeguarsi alla "ragion politica" e perfino "partitica", più che al vero diritto di informazione e al reportage di inchiesta. E questi fatti (che ancora non si evidenziano chiaramente ma che sono tutti in nuce) ne sono la testimonianza.

Ho sentito la triste notizia, ma penso che se dicessimo "riportiamoci i ragazzi a casa", questo governo riceverebbe dal cosiddetto Alleato, ancora più scosse sismiche di quello che già riceve. Chi credi che ci sia dietro al becero correntone di Gianfregnone?
Ormai è il segreto di Pulcinella.

Nessie said...

"In effetti il Cav. ultimamente perde colpi, in primis, continuare a tergiversare su Gianfregnone(:DD) finirà per lasciare il tempo a lui e alla sua cricca di organizzarsi".

Cara Mary, si è già tempestivamente organizzato. La fondazione Fare Futuro è già diventata un partito pagato da circoli molto facoltosa. Leggi a tale scopo quest'intervista di Stefania Craxi:

http://conflittiestrategie.splinder.com/post/23416482/dietro-a-gianfranco-nemici-ricchi-del-cav-e-forse-poteri-stranieri-di-gp

Sì, ho visto la trasmissione (per la verità condotta in modo sgangherato da Paragone) e ormai siamo arrivati ad un punto che c'è davvero da mettersi le mani nei capelli.

Aldo said...

Ferrara? Si fa presto a dire "Ferrara", ma quale delle sue infinite versioni/incarnazioni? Quella comunista, quella socialista, quella berlusconiana, quella filovaticana...? Occorre essere precisi, e che diamine! :)

Anonymous said...

Ciao Nessie, non è che Fini abbia iniziato a sfasciare la maggioranza e Berlusconi a causa degli attacchi di Feltri. La sua strategia si era chiaramente manifestata molto prima.
Poi preferirei di gran lunga l'assetto dei tre giornali (Giornale, Libero, e Foglio) rimanesse quello attuale e ancor prima avrei preferito che Feltri avese continuato a coltivare il suo Libero.
Queste però sono cose marginali rispeto a quello che sta diventando sempre più evidente e cioè che a causa di un potere assoluto e innominabile sono largamente compromessi gli elementari diritti civili cioè quelli che segnano il limite tra libertà e dittatura.
Scarth

Nessie said...

Aldo ce n'è un'altra di metamorfosi di Ferrara: quella filo-finiota. E il guaio è che non sarà nemmeno l'ultima ;-)

Nessie said...

"non è che Fini abbia iniziato a sfasciare la maggioranza e Berlusconi a causa degli attacchi di Feltri. La sua strategia si era chiaramente manifestata molto prima".

Scarth, questo lo so. Non è questa infatti il problema. Ma dimentichi che l'inchiesta condotta da Feltri della casa di Montecarlo non fu gradita a Fini e che ora, a quanto pare, "il caso-casa è praticamente chiuso".Chiediti perché...
Leggi qui:

http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/270726/

Angelo D'Amore said...

e pensare che a napoli, il giornale, fino lo scorso anno era dato in omaggio a chi acquistava il roma(quotidiano controllato da bocchino)
questa cartaccia, non la compro piu' da tempo.

Nessie said...

Puoi sempre leggere Il Secolo d'Italia o Generazione Italia di Fini.

Luka said...

Eccolo qui il fatidico dossier Marcegaglia. E' una serie di articoli presi da tutti gli altri giornali. Una bella beffa per i caramba e per Woodcock

http://www.ilgiornale.it/interni/ecco_dossier_emma_marcegaglia/09-10-2010/articolo-id=479078-page=0-comments=1

Nessie said...

Mi piacerebbe sapere che mediazione offrirà il Berlusca, per placare le ire di Emma la Zarina. La testa di Sallusti? O di Porro?
Questa che è stata fatta da Woodcock è la peggior forma di bavaglio preventivo.

Giovanni said...

Cioè, fatemi capire bene. Feltri torna a "Il Giornale", fa risalire le vendite dopo un periodo nero, fa quello che dovrebbe fare un giornalista serio (ovvero PROVOCARE le inchieste e non fotocopiarle da altri come il Marconiglio & soci) e sarebbe messo da parte per aver fatto il suo lavoro solo per placare l'ira di Gianfinito e della Zarina di Confindustria? Robe da matti. E chi al posto? Giuliano Ferrara, ovvero quello che per un tocco di vanità personale rischiava di far vincere il bruco la scorsa volta. Se tolgono Feltri e ci piazzano l'ippopotamo "Il Giornale" non lo compro più. Che poi dico, Feltri e Belpietro son tornati apposta proprio per dare l'assalto a Gianfinito. E' quello il motivo per cui li han richiamati. Riguardo i Finistei moderati (bwahahahahahaha) dico solo una cosa. In realtà tra quei 35 gatti i pasdaran son 4 o 5 e li conosciamo. Gli altri son personaggi che stanno con Gianfinito per due principali motivi
A-Vendetta personale per candidature o poltrone non ottenute
B-Anti-leghismo ed anti-federalismo
Dico, non ci vuole molto per squagliarli. S'è visto benissimo che è bastato il voto segreto su Cosentino per mandarli a gambe all'aria. Dico, possibile Silvietto nostro non l'abbia ancora capito che non ci vuol nulla a spaccarli? Perché non usa le armi a sua disposizione e anzi, li rincorre? Veramente, non capisco dove voglia arrivare. Se vuole il salva-terga usi lo stesso trucco. Voto segreto e tac, fregati senza tanti discorsi! No, così non va.

Nessie said...

"Giuliano Ferrara, ovvero quello che per un tocco di vanità personale rischiava di far vincere il bruco la scorsa volta"

Giovanni, spiegami, ma chi sarebbe il "bruco"?

Hai ragione di incavolarti, queste camarille di potere sono semplicemente nauseanti. Quanto ai dubbi che ti poni sul perché non è stato dato il colpo di grazia a Gianfregnone, è evidente che ognuno (Berlusconi compreso) deve avere i suoi scheletrucci nell'armadio e che non si vuole arrivare allo scontro frontale. La democrazia è un'aristocrazia dove il popolino non ha accesso. E questa ne è la dimostrazione.

Anonymous said...

Feltri è stato assunto al Giornale con un ingaggio degno di un campione della “pelota” all’unico scopo di far quadrare bilanci letteralmente impazziti.
Escludo, come qualsiasi persona di buon senso, che il Cavaliere (o chi per lui) non sapesse in quali mani andava a mettersi: la precedente direzione in via Negri e quelle dell’Indipendente e di Libero non lasciavano dubbi in proposito. E dunque oggi non si può cadere dalle nuvole, né contestare a Feltri di… fare Feltri. Ossia un giornalismo aggressivo e guastatore, apertamente schierato ma non servile (poiché il tipo segue il suo istinto di giornalista e non gli ondivaghi desideri del suo datore di lavoro).
Il problema – ahinoi - non è Feltri che fa il Feltri, ma Berlusconi che non sa più fare il Berlusconi.

Da mesi è l’ombra di se stesso, un cacadubbi, un indeciso a tutto che smentisce oggi quello che ha solennemente affermato ieri. Nella gestione della cosa pubblica, come in quella del partito di cui è monarca assoluto: a tutt’oggi, infatti, non risulta che Fini e i suoi scagnozzi siano stati espulsi dal Pdl, nonostante abbiano costituito gruppi autonomi in Parlamento ed abbiano ufficialmente annunciato la nascita di un nuovo soggetto politico.
Non è una discussione di lana caprina, poiché se Fini e gli “eletti” che lo hanno seguito non si sono dimessi né sono stati espulsi dal partito, sono tuttora - per regolamento - componenti del Consiglio nazionale e nel caso l’assise dovesse essere convocata avrebbero tutto il diritto di partecipare, discutere e votare… Una situazione kafkiana, innegabile frutto della confusione che regna nella testa dell’ex “uomo del fare”.

Se vedessi all’orizzonte qualcuno che avesse anche la minima chance di raccoglierne l’eredità, non esiterei ad auspicare il pensionamento del Cavaliere. Purtroppo non c’è nessuno e agli elettori del centrodestra non resta che sperare in un suo rinsavimento, o saranno dolori. A questo punto siamo…
(no caste)

Anonymous said...

Sulla questione "Fini" non sono del tutto d'accordo. Vista la situazione Berlusconi ha rotto con Fini credendo però di essere su una posizione di forza cosa che si è dimostrata erratissima (non erano mancato i facili profeti in merito) ritrovandosi ridotto peggio di prima su ogni fronte (numeri, consenso, azione di governo). Ha ragione Pkid, stiamo perdendo.
Sull'inchiesta del Giornale e di Libero sulla casa di Montecarlo: forse si pensava che dimostrando che Fini (paladino della "legalità") aveva commesso un illecito si sarebbe mossa la magistratura. Errore grandissimo anche qui pronosticato dai facili profeti.
Scarth

Nessie said...

Continuamo a non volerci capire Scarth. Tu scrivi:"Vista la situazione Berlusconi ha rotto con Fini credendo però di essere su una posizione di forza cosa che si è dimostrata erratissima".

Ma Berlusconi non ha rotto un bel nulla! E' proprio lì che ti sbagli. Magari lo avesse fatto! Fini l'indomani del discorso di Berlusconi alle due camere, si è affrettato a formare un gruppo autonomo chiamandolo addirittura "partito" (prima era fondazione). E per tutta risposta, come ha sottolineato anche l'amico No caste, non c'è stata alcuna risposta.Peggio di così...

Nessie said...

No caste, su Repubblica avevo trovato un articolo dove Gianfregnone sta facendo carte false per far legittimare nella Ue il suo gruppuscolo parlamentare che lui chiama "partito". E Berlusconi sta cercando di osteggiarlo. Non so se ci riuscirà. Comunque le sue grandi occasioni B. se l'è già giocate.

Su Feltri sono pienamente d'accordo: non si può rimproverare a Feltri di fare il Feltri.
"Il problema – ahinoi - non è Feltri che fa il Feltri, ma Berlusconi che non sa più fare il Berlusconi".

Angelo D'Amore said...

le notizie le seguo in rete. a limite compro solo il mattino di napoli(ediz. caserta a 50 cent.)
non pensare che sia un finiano dell'ultima ora.
io avrei preferito un pdl ancora piu' ampio, ma non te la prendere, senza la presenza del premier, diventata davvero ingombrante.
i leader passano, i partiti restano.
oggi forse, non abbiamo nell'uno, ne' l'altro. e la lega ringrazia.

Nessie said...

La Lega non è nelle condizioni di ringraziare un bel niente, perché anche se in caso di elezioni, potrebbe fare incetta di voti (e li farà), è comunque costretta a dover ricorrere a degli alleati per poter formare un governo.

Anonymous said...

Intendevo dire che quando Berlusconi a suo tempo ha rotto con Fini (idealmente una cosa giusta ma strategicamente sbagliatissima) non pensava che il suddetto avesse i numeri per metterlo completamente sotto scacco (40 deputati).
A me quelli del PDL nel complesso continauano a sembrarmi degli incredibili ed ingenui fresconi. E immancabilmente la pagano perchè non si rendono conto di chi e che cosa hanno per avversari. Che prendessero lezioni alla scuola di Putin almeno! Ma servirebbero dei corsi speciali per quelli di coccio. Come dice No Caste ci vorrebbe qualcuno tosto davvero ma non se ne vede traccia (anche in campo leghista).
Scarth

Anonymous said...

Nessie, e pensare che il Giuda ha fatto carte false (è un suo vizio…) e rinnegato tutto il rinnegabile per poter essere “legittimato” col suo ingresso nel Ppe. Evidentemente oggi considera superata quella fase, ritenendo di avere in tasca ben altre legittimazioni…
Giorni fa Stefania Craxi, in una intervista, ha dichiarato che Fini gode del sostegno di «poteri stranieri» (testuale).
Cosa dobbiamo risponderle, amica mia… benvenuta nel nostro mondo, Biondina, in quello degli apoti, che non la bevono perché la sanno lunga e vedono le cose in anticipo rispetto agli altri…
(no caste)

Anonymous said...

Scarth, come ha ben detto Nessie, Berlusconi non ha mai rotto con Fini. È sempre stato il contrario, anche nel 2007 (ed anche allora – guarda caso – c’era di mezzo la Tulliani). Il Cavaliere, invece, ha sempre cercato di ricucire, probabilmente per la sua fissa infantile di voler essere amato da tutti e ad ogni costo. Cosa che lo rende più patetico di Commodo nel film “Il Gadiatore”…

In realtà Berlusconi è ancora in posizione di forza rispetto a Fini, il quale teme le elezioni avendo bisogno di tempo per organizzare il suo partito. Ma il tempo gioca a sfavore del Cavaliere, poiché il Caghetta non rinuncerà a tenerlo sulla graticola fino alla scadenza della legislatura. E se si andrà alle urne nel 2013 con un governo che ha vivacchiato per due anni e mezzo, paralizzato dalle polemiche interne e senza aver concluso nulla, allora sì che sarà dura.
Oggi no, oggi Berlusconi, con l’attuale legge elettorale, vincerebbe di nuovo. Per questo deve prendere di petto la situazione e determinare le condizioni per andare al voto il più presto possibile.
(no caste)

Dionisio said...

Il post è già ampiamente commentato e rischio di ripere cose già dette (perché sono troppe e non le leggo tutte). La notizia di cui parli è comparsa tempo fa, Nessie, ma sembrerebbe già rientrata. Berlusconi oggi va interpretato attentamente in quello che dice, perché il suo cammino è stretto. Le elezioni non è sicuro di vincerle, se non altro perché, per il voto, ci sono quattro regioni ballerine, e questo è fondamentale, almeno per il senato. E far cadere il governo, con il crapapelata che farebbe, nonostante tutto, il governo tecnico, significa buttarsi allo sbaraglio e aprire una porta su... che cosa? Vengono i brividi solo a pensarlo: vedo già la Grecia e peggio. Poi c'è la questione di chi deve assumersi la colpa di far cadere un governo nel momento difficile in cui ci troviamo, aspetto non trascurabile in caso di elezioni (con la confusione alimentata a questo proposito da tutti gli "amici" delle sorti dell'Italia). E' dentro questa strettoia che va interpretato quel che fa e dice Berlusconi, e quindi anche la battuta sulla stampa amica che farebbe del male a lui e non ad altri.
Questo è chiaro che non è vero, perché il lavoro di Feltri e Sallusti e Belpietro (ci aggiungo anche Sechi del Tempo)è encomiabile per il centrodestra, checché ne dicano i detrattori della cosiddetta stampa di lotta (quel tale che diceva che per battere uno stronzo bisogna essere stronzi e mezzo aveva perfettamente ragione, perché come la vogliamo definire la stampa di sinistra?).
Che poi possa essere Ferrara a prendere il posto di Feltri sarebbe incredibilmente autolesionista, perché Ferrara, per chi non l'avessse capito, è (al di là del fatto del suo passato ultracomunista)l'amico intimo dei poteri forti, nazionali e internazionali (ricordate che quando è stato accusato di essere un confidente della CIA lui ha ammesso tranquillamente che era vero?). Non penso che Berlusconi sia diventato scemo fino a questo punto, perché, per inciso, lui, alla Cia e a chi gli sta dietro non ha esitato a voltargli le spalle.

Nessie said...

Scarth, vorrei chiarire ulteriormente. Il guaio è che è Gianfuffa che ha rotto con Berlusconi, e non viceversa. E' questo che sto cercando di farti capire. Berlusconi per carattere e per deformazione professionale (è un imprenditore) non rompe mai con nessuno. E in passato avvenne la stessa cosa prima con Follini e poi con Casini. Lui pensa (a mio avviso sbagliando) che sia sempre possibile una mediazione, una trattativa. Ma la politica non sono gli affari. Ha fatto il discorso del fatidico Predellino dicendo "chi ci sta ci sta, chi non ci sta se ne vada" e Gianfregnone prima ha parlato di "comiche finali", poi quando ha visto la possibilità di guadagnare centri di potere, si è infiltrato all'interno da vero cavallo di Troia.
Non solo quelli del PdL sono dei "fresconi", ma il Berlusca è un Superfrescone.
Con tutti i suoi difetti, nella Lega di Bossi, questi giochetti non sono possibili, perché resta un partito solidamente verticistico.
Poi c'è stata la solfa dei "probiviri" finita nel nulla anche quella. Hai visto mai Bocchino rendere conto ai probiviri? Nemmeno per sogno.
L'italico Bocchino imperversa per tutti i talk show come una velina.
Ora poi gli amichetti facoltosi (nazionali e internazionali) che sponsorizzano la Fondazione finiota, hanno fatto il salto di qualità e - zac! - Fini si ritrova a costituire un nuovo partito mentre il Berlusca è rimasto lì come un salame, il fratello minore del Mortadella: sempre appeso ai numeri ogni volta che si dovrà legiferare.
Lo ripeto: Berlusconi non caccia mai nessuno (purtroppo) , sono gli altri che se ne vanno. Spero di essere stata chiara.
Ovvio poi che sono d'accordo anch'io con la conclusione di No caste: siamo costretti a sperare nel rinsavimento del salame, sennò saranno dolori anche peggiori di quelli che stiamo vivendo.

Nessie said...

Scarth, vorrei chiarire ulteriormente. Il guaio è che è Gianfuffa che ha rotto con Berlusconi, e non viceversa. E' questo che sto cercando di farti capire. Berlusconi per carattere e per deformazione professionale (è un imprenditore) non rompe mai con nessuno. E in passato avvenne la stessa cosa prima con Follini e poi con Casini. Lui pensa (a mio avviso sbagliando) che sia sempre possibile una mediazione, una trattativa. Ma la politica non sono gli affari. Ha fatto il discorso del fatidico Predellino dicendo "chi ci sta ci sta, chi non ci sta se ne vada" e Gianfregnone prima ha parlato di "comiche finali", poi quando ha visto la possibilità di guadagnare centri di potere, si è infiltrato all'interno da vero cavallo di Troia.
Non solo quelli del PdL sono dei "fresconi", ma il Berlusca è un Superfrescone.
Con tutti i suoi difetti, nella Lega di Bossi, questi giochetti non sono possibili, perché resta un partito solidamente verticistico.
Poi c'è stata la solfa dei "probiviri" finita nel nulla anche quella. Hai visto mai Bocchino rendere conto ai probiviri? Nemmeno per sogno.
L'italico Bocchino imperversa per tutti i talk show come una velina.
Ora poi gli amichetti facoltosi (nazionali e internazionali) che sponsorizzano la Fondazione finiota, hanno fatto il salto di qualità e - zac! - Fini si ritrova a costituire un nuovo partito mentre il Berlusca è rimasto lì come un salame, il fratello minore del Mortadella: sempre appeso ai numeri ogni volta che si dovrà legiferare.
Lo ripeto: Berlusconi non caccia mai nessuno (purtroppo) , sono gli altri che se ne vanno. Spero di essere stata chiara.
Ovvio poi che sono d'accordo anch'io con la conclusione di No caste: siamo costretti a sperare nel rinsavimento del salame, sennò saranno dolori anche peggiori di quelli che stiamo vivendo.

Anonymous said...

Sono d'accordo è chiaro che Fini ha causato la rottura in maniera estremamente subdola tradendo il voto ricevuto (senza se e senza ma). Berlusconi alla fine (dopo la "mediazione" de Il Foglio) ha cercato la prova di forza invece di tentare l'ennesima mediazione (che con Fini e i suoi sponsor è inutile visto lo scopo perseguito cioè la fine di una coalizione alternativa al PD).
Però non vedo una via di uscita. E caso di elezioni do per scontata una sconfitta sonante del PDL. Fini, come purtroppo come era facile prevedere viste le protezioni e aiuti palesi e occulti su cui può contare ha stravinto.
Scarth

Anonymous said...

«… su Repubblica avevo trovato un articolo dove Gianfregnone sta facendo carte false per far legittimare nella Ue il suo gruppuscolo parlamentare che lui chiama "partito"».

Nessie, e pensare che il Giuda aveva in precedenza fatto carte false (è un suo vizio…) e rinnegato tutto il rinnegabile per poter essere “legittimato” col suo ingresso nel Ppe. Evidentemente oggi considera superata quella fase, ritenendo di avere in tasca ben altre legittimazioni…
Giorni fa Stefania Craxi, in una intervista, ha dichiarato che Fini gode del sostegno di «poteri stranieri» (testuale). Non ha specificato quali, e del resto non ce n’era neanche bisogno…

Cosa dobbiamo risponderle, amica mia?
Benvenuta nel nostro mondo, Biondina, in quello degli apoti, che non la bevono perché la sanno lunga e vedono le cose in anticipo rispetto agli altri…

Scarth, come ha ben detto Nessie, Berlusconi non ha mai rotto con Fini. È sempre accaduto il contrario, anche nel 2007 (ed anche allora – guarda caso – c’era di mezzo la Tulliani). Il Cavaliere ha costantemente cercato di ricucire, probabilmente per la sua fissa infantile di voler essere amato da tutti e ad ogni costo. Cosa che lo rende più patetico di Commodo nel film “Il Gadiatore”…

Ma nonostante tutto Berlusconi è ancora in posizione di forza rispetto a Fini, il quale teme le elezioni avendo bisogno di tempo per organizzare il suo partito. Sa bene che il tempo gioca a suo favore e a sfavore del Cavaliere, per questo non rinuncerà a tenerlo sulla graticola fino alla scadenza della legislatura.
E se si andrà alle urne nel 2013 con un governo che ha vivacchiato per quasi tre anni, paralizzato dalle polemiche interne e senza aver concluso nulla, allora sì che sarà dura.
Oggi no. Oggi Berlusconi, con l’attuale legge elettorale, vincerebbe di nuovo. Per questo deve prendere di petto la situazione e determinare le condizioni per andare al voto prima possibile.
(no caste)

Nessie said...

Per tornare al nostro topic, caro Scarth, se Berlusconi si libera di Feltri perché troppo aggressivamente "semplificatore", sarà un altro punto a suo sfavore e il suo elettorato non gliela perdonerà. Perché non c'è come l'inaffidabilità e i tentennismi che non vengono mai perdonati. Inoltre un giornalista è un giornalista, non una Brambilla qualsiasi di un suo qualsivolgia club ai suoi ordini.
Non conosco la "mediazione" de Il Foglio, ma so solo che in fatto di mediazioni, il Berlusca non è secondo a nessuno. Se non altro perché si tiene sempre pronto per la bisogna quel Gianni Letta democristianone della prima ora, specialista proprio in queste camarille della politica politicante.

Nessie said...

No caste, se guardi bene il link che ho messo a Mary di Orpheus nella risposta al suo commento, si tratta proprio dell'intervista della Craxi. Lo ripeto qui:

http://conflittiestrategie.splinder.com/post/23416482/dietro-a-gianfranco-nemici-ricchi-del-cav-e-forse-poteri-stranieri-di-gp

Nessuno meglio di lei può sapere chi sta dietro a questa destabilizzazione, visto che suo padre ne è stato vittima e c'è morto per questo.

Quanto alla possibilità di andare alle urne a marzo sono pessimista, perchè Napolitano non scioglierà facilmente le camere con la scusa del "mandato esplorativo". E perché la sua parte politica tramite Bersani, vuole un lasso di tempo per cambiare la legge elettorale. A loro vantaggio, si intende.

Anonymous said...

Mi auguro abbia ragione No Caste su una vittoria in caso di elezioni adesso. Però come si fa ad arrivarci se l'unico che può sciogliere le camere è il Presidente della Rep. ?
Le "manine" extra parlamentari ed extra democratiche che trafficano per far fuori Governo e Berlusconi sono così frenetiche, operose e fragorose che è impossibile non vederne gli effetti e individuare gli autori.
Una sorta di golpe molto sofisticato. Ne hanno fatti di passi dalla scuola cilena e da quella greca vien da pensare.
Scarth
P.S. : ogni volta che Berlusconi va in Russia vedo che PD Salotti & C. vanno in tilt e mi faccio delle matte risate ...

Anonymous said...

Sì Nessie, l’intervista è proprio quella, pubblicata mercoledì scorso dal Giornale.

Quanto a Napolitano, è certo che in caso di crisi le tenterà tutte pur di evitare le elezioni anticipate. Governo “istituzionale”, “tecnico”, “del Presidente” e chissà cos’altro ancora (la fantasia non manca agli azzeccagarbugli della politica). Ciò nondimeno, perché un qualsiasi governo nasca, occorre che incassi la fiducia di entrambe le camere. E al Senato i numeri sono tali da rendere impossibile fare qualcosa senza o addirittura contro il Pdl, a meno di una clamorosa “campagna acquisti” ai suoi danni. Tentativo da mettere in conto(vedi il precedente di Cossiga nel 1998) e che, col passare dei mesi, avrà sempre maggiore probabilità di successo, stante la paralisi dell’attuale maggioranza. Ragione di più per tentare di forzare la mano “ora”.
Mi rendo conto dei rischi, ma ritengo che valga la pena di correrli, poiché sull’altro piatto della bilancia ci sono ancora due anni e mezzo di sterilità legislativa e logorante “tirare a campare”. E nulla sarebbe peggio di questo. Per il governo e per l’Italia intera.
(no caste)

Nessie said...

No caste, è già tardi. E' di oggi la notizia sul Corriere che questo governo ha solo il 30%:

http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_10/berlusconi-osservatorio-sondaggio_7849a3f4-d436-11df-8222-00144f02aabc.shtml

Fai pure la tara a Mannheimer, ma comunque l'operazione logoramento del serpente a sonagli Fini ha già dato i suoi frutti velenosi.

Sono d'accordo Scarth, trattasi di un golpe molto sofisticato e ben studiato al tavolino.

Luka said...

Non vanno solo in tilt i salotti PD, ma anche oltreatlantico. Per questo cercano di destabilizzare in mille modi questo governo.

Anonymous said...

«Però come si fa ad arrivarci se l'unico che può sciogliere le camere è il Presidente della Rep. ?»
Prendendo atto di quello che tutti vedono: che in questo modo è impossibile governare ed è un suicidio pensare di potere andare avanti così ancora per altri ventisette mesi; rassegnando le dimissioni e rendendosi indisponibile per qualsiasi pateracchio. È questo che intendo per «forzare la mano».

I “golpe” con annessa macelleria sudamericana sono solo una delle tante varianti delle “tecniche” di colpo di Stato, Scarth. Ricordo che l’espressione “coup d’État“ fu coniata in Francia in occasione della presa del potere da parte di Luigi XIV ed entrò nell’uso comune dopo quella di Napoleone III. In entrambi i casi si trattò di golpe “bianchi”, calati dall’alto e senza spargimento di sangue. Come quello subito da Berlusconi alla fine del 1994.
(no caste)

Anonymous said...

Io tengo conto dell’attuale legge elettorale, Nessie, in base alla quale il partito o la coalizione di partiti che prende più voti ottiene il 52% dei seggi e gli altri si dividono il restante 48%.
Non c’è bisogno di superare il 50%. Al limite si può vincere anche col 35…
Considerando questo recente sondaggio (5 ottobre), l’unico in cui vengono monitorati tutti i partiti

http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&task=view&id=271&Itemid=1

ricavo questa situazione:
Pdl, Lega e La Destra 45%
Casini, Fini, Rutelli e Lombardo (Mpa) 15%
Tutti gli altri 39,9%.
Si può battere Berlusconi solo mettendosi tutti assieme in allegra ammucchiata…
(no caste)

Anonymous said...

L'occasione che si presenta a Poteri Forti per eliminare definitivamente Berlusconi è ghiottissima; d'altra parte hanno lavorato sodo per crearla. Quindi una coalizione che comprenda tutti credo sia incima ai loro desideri (o ordini).
Resta solo da stabilire se a Cavaliere eliminato, Fini verrà fatto presentare come finta (fintissima) alternativa al PD per ricreare una altrettanto fasulla democrazia dell'alternanza (con i Poteri Forti) all'incasso in ogni caso.
C'è però una variabile/incognita: la crisi finanziaria ora più o meno imbellettata in cui continuano a dibattersi gli sponsor di tutta la faccenda. Ed è una crisi che è in grado di stenderli. E stenderci purtroppo.
Scarth

Nessie said...

No caste, scusa il pessimismo ma credo che pur di stendere a tappeto il Cav. sarebbero capaci di inventarsi un bel CLN. Cioè l'ammucchiata del tutti contro uno.
Del resto da noi "l'antifascismo militante" è come Nosferatu il Vampiro: il mai morto. In mancanza di un Mussolini o un Hitler si fa in fretta a reinventarsi un Craxi o un Berlusconi.

Nessie said...

Scarth, ho pensato anch'io alla variante della crisi finanziaria. Specialmente dopo aver sentito il discorso di Tremonti oggi in Usa sui banksters e la speculazione che sta tornando a risucchiare le risorse del pianeta.
Certo che doversi augurare uno tzunami (a causa della finanza internazionale) per tenerci un governicchio nazionale non è affatto il massimo.

Anonymous said...

Pienamente d’accordo, Nessie. Del resto con l’antifascismo militante ho fatto diretta (molto diretta) conoscenza, in ille tempora…
E proprio allora ho imparato che non bisogna mai desistere dalla lotta e mai abbandonare le speranze. Certo, senza nutrire troppe illusioni ed anzi facendo proprio il consiglio del vecchio adagio che raccomandava di unire il pessimismo della ragione all’ottimismo della volontà.
Ma abbandonare il campo prima ancora di aver combattuto, questo mai. In fondo, continuo ad essere un “soldato politico”, uno che a sedici anni uscì di casa per iscriversi a un movimento giovanile che aveva una fiaccola tricolore come simbolo e da allora non è più rientrato…
(no caste)

Nessie said...

Per tornare al topic voglio diffondere questa anteprima: Feltri, Sallusti e Santanchè(la quale ci metterebbe dei soldi) avrebbero già depositato la testata di un nuovo giornale.
Leggere qui:

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-19273.htm

Mentre Marina Berlusconi ha rilevato la quota di Veronica de Il Foglio, quella di Verdini e dello stesso Ferrara. Leggere il su citato link. Grandi manovre, dunque!

Nessie said...

Amici, leggetevi anche questo articolo "Silvio Chiama Gazprom":

http://www.lettera43.it/articolo/726/silvio-chiama-gazprom.htm

L'uomo non è poi così salame e sprovveduto come lo facciamo noi. Pare non si fidi più degli Americani e voglia far entrare i Russi in Mediaset. Avrà le sue buone ragioni.

Anonymous said...

Sono orientato a prestare fede alla notizia riportata da Dagospia. Niente di più probabile che Feltri abbia deciso di cautelarsi nel caso dovesse rimanere appiedato. È impossibile, infatti, che un giornalista di razza come lui si rassegni a diventare un frequentatore di giardinetti pubblici.
La vicenda mi ricorda un po’ quella di Montanelli verso la fine del 1993: anche allora circolò voce che il direttore del Giornale avesse registrato la testata di un nuovo quotidiano. E questo prima che fossero resi noti i dissapori tra lui e Berlusconi. Unica differenza: allora il Giornale era in stato comatoso, mentre oggi gode di ottima salute; cosa che rende incomprensibile l’atteggiamento della Proprietà. Da un punto di vista imprenditoriale, s’intende.
Feltri, che era stato chiamato per risollevare le condizioni del quotidiano, in appena quattordici mesi ha moltiplicato le copie vendute e ridotto il disavanzo da 22 a 7 milioni di euro, un exploit prodigioso. Dovrebbero fargli un monumento, invece vogliono buttarlo fuori. Per ragioni politiche, e non per altro, si sacrifica un valente direttore e si mettono a rischio le sorti di una gloriosa testata. Per l’appeasement o – peggio ancora – per sottomettersi all’ennesimo ricatto di chi, da un anno, chiede con insistenza la testa di un giornalista scomodo.
Si pensa, in questo modo, di garantirsi qualche mese in più di sopravvivenza, alla maniera classica dei vecchi democristiani che preferivano di gran lunga vivacchiare alla guida di governi resi impotenti dai veti delle loro stesse maggioranze, piuttosto che far chiarezza.
«Meglio tirare a campare che tirare le cuoia», diceva Andreotti.
È il “teatrino della politica”, vero Cavaliere? Lei lo disprezza a parole ma lo esalta nei fatti.
(no caste)

Nessie said...

E c'è dell'altro, caro No caste. Ti ricordi quando Feltri subentrò già un'altra volta al Giornale appena dopo Montanelli? mi pare nel '93 o '94 se la memoria non mi tradisce...
Bene, anche allora ci fu un problema di vendite e Feltri fu chiamato lì a rialzarle. Senonché poi Feltri fece il Feltri e legnò duramente i giudici, in particolare Di Pietro. Di Pietro querelò a man bassa, e la solita "ragion politica" si mise di mezzo. Dopo la disfida del Mugello di Ferrara che fu una debacle, Feltri venne costretto dal Cav. a fare una transazione verso Di Pietro e a porgergli le sue scuse dalle colonne de Il Giornale.
Poco tempo dopo se ne andò e si mise "in proprio", non prima di farsi pagare una buonuscita principesca.
Stavolta però sarebbe la seconda uscita da Via Negri. E non ci sarà mai più una rentrée, temo.
Beh, credo che sia stata un'emerita "coglioneria" da parte del Berlusca. Ieri come oggi.

Anonymous said...

E se Berlusconi pensa di fermare la strategia di Fini regalandogli la testa di Feltri oltre a commettere una grave scorrettezza ai danni di Feltri prendebbe una colossale cantonata ( ma è recidivo? Ha dei consiglieri della mutua ? E' de coccio ? ) perchè Fini si fermerà solo quando avrà distrutto definitivamente Berlusconi e questo Governo.
Scarth

Nessie said...

Scarth, se vai a leggere la biografia di Feltri su wikipedia

http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Feltri

c'è scritto un interessante antefatto che si era già verificato a partire dal '94 fino al '98.

Rimane al Giornale per 4 anni, durante i quali riporta il quotidiano in auge, da 130.000 a 250.000 copie.
Poi fu costretto a una brusca retromarcia su Di Pietro per questioni aziendalmente corrette.

Nel dicembre 1997 Feltri si dimette dopo il clamoroso articolo a favore di Antonio Di Pietro, proprio mentre Il Giornale era giunto ai suoi massimi livelli (250.000 copie)[2]. Feltri spiega perché ha lasciato la direzione de Il Giornale:

« Quando capii che la famiglia Berlusconi aveva bisogno del direttore di un quotidiano di partito, non potei più rimanere. Non è un mestiere che so fare".

Quindi risiamo a quel che accadde nel dicembre del '97.
Ma anche se Feltri ama il denaro (e con Berlusconi ne ha guadagnato parecchio) non credo proprio che si farà irretire una terza volta.

Sì, temo proprio che il Cav. abbia dei consiglieri della mutua.

CloseTheDoor said...

Ciao Nessie, OT: ti lascio un link che mi pare interessante

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/10/11/scorgere-i-mali-di-cui-siam-liberi/

A presto

Anonymous said...

Scarth, i consiglieri di Berlusconi sono stati – in passato – Urbani, Ferrara e Baget Bozzo, con la sempiterna presenza dell’eminenza grigia: Gianni Letta (Goldman Sachs). Non so chi abbia ora, ma temo sia fatto di materiale assai meno nobile del coccio…
Però il problema è che, consiglieri o no, alla fine lui fa sempre di testa sua. E pur bravissimo come imprenditore ed impareggiabile in campagna elettorale, di politica non capisce nulla.
Come ha ben ricordato Nessie, continua a confonderla con gli affari mentre le due cose funzionano in modo completamente diverso. Adesso sta riuscendo nell’impresa quasi impossibile di far passare per grande stratega il più scarso degli apprendisti stregoni, uno che riscuoteva il disprezzo dei suoi stessi pigmalioni.
Per Almirante «Fini impiega una settimana a comprendere quale è la scarpa destra e quale la sinistra». Mentre il vero costruttore del mostro, Pinuccio Tatarella, ecco come si esprimeva nei suoi confronti: «Gianfranco sarà un ottimo segretario di partito: si presenta bene, è telegenico ed è culturalmente “neutro”. Gli potremo far dire quello che vogliamo e lui lo dirà benissimo. Ovviamente a pensare la politica dovranno essere gli altri. Lui la può solo rappresentare».
Bene, grazie al Cavaliere il “rappresentante” finirà con l’essere paragonato a Bismarck… roba da pisciarsi sotto dalle risate…
(no caste)

Nessie said...

Letto grazie Close, anche se non c'entra molto con l'argomento trattato.
Non sono però molto d'accordo con quanto sostiene Ilvo Diamanti. Si fa della fiction a puntate e della serializzazione, con i mostri "autoctoni", mentre ci si guarda bene dall'evocare i mostri e le mostrosità allogene. E' la correctness, che lo impedisce.

Anonymous said...

Ciao No Caste, nelle prossime settimane avremo la conferma se le nostre analisi su Fini sono esatte; il quadro generale quadra perfettamente con la descrizione che ne dai.
A proposito, hai visto che sulla casa di Montecarlo è finita come dicevamo ? Fini salvo e Feltri sommerso dai guai. Chissà perchè ...
Scarth

Nessie said...

Sì, Scarth, lo avevamo detto in questi stessi schermi :-)
Ma se Feltri avesse avuto in Berlusconi un padrone con tanto di attributi, il danno sarebbe senz'altro dimezzato. In questi casi si mette in sicurezza i propri cronisti, non si rilasciano dichiarazioni autolesioniste come "i giornali considerati più vicini a noi forse ci fanno più male che bene".

No caste, hai ragione. Far passare Gianfregnone per un machiavello o un Bismarck, grazie all'inettitudine del Cav. è quasi roba surreale. Ma la verità è che Silvio, teme più chi sta dietro a Fini, di lui, un vero vile e codardo.
Io credo che in realtà sappia che l'Alleato non è poi così alleato e che lo voglia eliminare.

Nessie said...

Dionisio, chiedo scusa se il tuo commento è rimasto in moderazione qualche giorno, ma trattasi di errore informatico e non della mia volontà. L'ho trovato per caso solo stasera guardando nella bachecA dell'editor. Comunque avrai visto che la conversazione si è dipanata ad libitum. Su Berlusconi sei troppo ottimista. Tu non puoi conoscerlo come proprietario di un giornale, ma solo come politico.
Feltri ha ragione di incavolarsi. Tant'è vero che sta facendo fagotto per andarsene e ha depositato una testata in tribunale.

Anonymous said...

Io invece mi scuso per i miei interventi a doppione, Nessie.
Ne avevo postati due a notte fonda e l’indomani, non vedendoli pubblicati, ne ho inviato un terzo che li riassumeva, credendo di avere avuto di nuovo dei problemi col browser.
(no caste