14 August 2010

Tulliani Summer Soap



Hanno rotto, certo. Però bisogna ammettere che senza la saga di
Gianfry Jones e della casa maledetta in quel di Montecarlo, con
annessa la Tulliani Summer Soap, non si sarebbero mai venduti tanti giornali d'agosto, il mese fatidico del calo delle vendite. Di tutto
ci è toccato sentire. Di contesse che lasciano in eredità magioni con
la clausola di badare al gatto di nome Piumino. Di Lucianone Gaucci che dal sole delle Banana Republics racconta come fu che la bionda Elisabetta Tulliani, da prestanome si trasformò in arraffatutto modello "L'oro dei McKenna".
Inoltre el Gaucho in esorbitante sovrappeso si è lamentato che Ely, andava con lui solo per i soldi: ma va' là?
Una vera scoperta dell'uovo di Colombo. Come se non bastasse c'è stata anche la vincita al
Superenalotto. E' il caso di dire che piove sul bagnato, con tutta la
povera gente che se la passa male di questi tempi. Ma la Tulliani,
avida e predatrice come uno sparviero, si è beccata anche questa bella sommetta: io io, l'ho vinta io!
Così el Gaucho ha promesso altri sfracelli.
Frattanto ogni dì che passa il Giornale sbatte in prima pagina
pezze su pezze (documenti, testimonianze, acquisti di mobili, cucine Scavolini-la-più amata-dagli-Italiani). Dagospia fa da gran cassa di risonanza, anche se bisogna ammettere che sull'inquilino
Giancarlo Tulliani ("cognato" di Fini) e la vendita della casa a una
società off shore delle Antille, si era mosso prima degli altri.

Ora nascono spetteguless e altri antefatti del genere "io la conoscevo
bene quella bionda lì". Sgarbi dichiara di aver ricevuto allegre "visite" dalla graziosa Ely , la quale avrebbe (sempre secondo alcuni spifferucci)  tentato  pure la via per palazzo Grazioli, ma senza successo. Meglio accontentarsi della seconda carica istituzionale dello Stato.
Però prima ci sono state cene con La Russa, il quale in queste ore
smentisce la natura di questo convivio: cene ufficiali, solo
ufficiali. Excusatio non petita...?
Inoltre ci sarebbe di mezzo una Ferrari ottenuta in quattro e
quattr'otto per il Giancarletto, fratellino di Ely. Ma come?! Neppure
gli emiri del Qatar riescono ad ottenere una Ferrari in meno di due
anni. Monteprezzemolo c'entra qualcosa? Sta di fatto che in questi
giorni ha esternato la sua delusione per questo governo, dall'alto
della sua fondazione Italia Futura . Tutti quanti pensano al nostro futuro, come si vede.

Non è Fini-ta. Eh no, sarebbe troppo semplice.
Ci sono pure i giri di cene tra De Benedetti e Fini. Volevano puntare
su un cavallo di razza per introdurre un eventuale cavallo di Troia dentro il governo, ma invece si sono accorti che era un bardotto.
Ora poi, tiene pure famiglia con annessi moglie, figli, cognato e
Frau suocera. Tutti in cerca di un posto al sole.

49 comments:

Anonymous said...

Già, potremmo buttarla sul ridere se non si fosse già dispiegato tutto il prevedibilissimo cordone di protezione "repubblicon-istituzionale" a mo' di un singolare, fulmineo e già in vigore Lodo Fini (come da scommessa con No Caste).
I casi sono due o quello del Giornale è un falso oppure lorsignori stanno tentando col loro doppiopesismo rivoltante e loro indagini ad intermittenza pro domo loro per l'ennesima volta un colpo di stato che anche questo non mi pare sia contemplato dalla Costituzione.
Cara Nessie quella delle cenette Fini-De Benedetti non la sapevo: è la perla più luminosa e chiarificatrice e mi fa dire con certezza che Fini uscirà da questa faccenda intatto ed intoccabile e candido come un giglio.
Scarth

Nessie said...

Caro Scarth, ho appena aggiunto il link sulla fonte da cui ho preso la notizia delle cenette tra GianFiasco e "lo svizzero" sul post. Lo faccio anche qui:

http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2010/08/quelle-cene-tra-de-benedetti-e-fini.html

Ci sono tanti altri links all'interno del blog di Paolo della Sala, che è un giornalista, circa la fonte acquisita.

Per quanto possa sembrarti strano, stavolta mi sento abbastanza ottimista, e il tentato golpe interno non si realizzerà. Temo che i burattinai di Gianfiasco, gli abbiano tagliato i fili e il "soccorso rosso" di Napolitano non basterà.

Anonymous said...

Grazie per la segnalazione Nessie. Mi auguro davvero tu abbia ragione ma rimango totalmente pessimista.
Tieni conto che hanno gli "arbitri", i "guardialinee", i "raccattapalle" e anche i "tecnici della moviola" dalla loro. Non so se mi spiego.
Se Berlusconi vuole farsi difendere da qualcuno deve cercare altrove. Ma se ci fosse stato qualcuno che voleva o poteva farlo l'avrebbe già fatto. Quindi niente cavalleria in arrivo.
Non facciamoci illusioni con Fini hanno confezionato un bel pacco-regalo da qualsiasi lato lo si guardi.
Scarth

Nessie said...

Scarth, il peggio Gianfiasco l'ha già fatto. Temo che il fatto che sia un bardotto senza qualità, lo abbiano capito anche quelli che lo sostengono.
Domani arriveranno altre rivelazioni sul Giornale. In ogni caso, per la corsa al Quirinale, lui è bruciato.
Una cosa è certa: in queste ore non dorme sogni tranquilli.
Staremo a vedere il seguito della supersoap

Anonymous said...

Quella dei cronisti del Giornale e di Libero è un’inchiesta da manuale, portata avanti con tutti i crismi del giornalismo investigativo, cercando le notizie “sul campo” e non – come usano certi loro colleghi – facendo il copiaincolla dalle veline delle Procure (Travaglio) o dei Servizi (D’Avanzo).
In qualsiasi altro paese raggiungerebbe senz’altro l’obiettivo, in Italia sortirà probabilmente lo stesso esito di “affittopoli”: una bolla di sapone. Perché alla fine a distribuire le carte sarà pur sempre la peggiore Magistratura del pianeta, alla quale il suo Capo proprio ieri ha fornito le direttive dalle colonne dell’Unità.

«…è ora che cessi una campagna gravemente destabilizzante sul piano istituzionale quale è quella volta a delegittimare il Presidente di un ramo del parlamento...».

I comunisti hanno memoria solo di quello che conviene, il resto lo rimuovono. E Napolitano non fa eccezione. Altrimenti ricorderebbe che proprio l’Unità, giornale del partito di cui egli era un alto dirigente, scatenò col suo sostegno una campagna di vero e proprio linciaggio contro ben due Presidenti della repubblica: Leone e Cossiga, del primo riuscendo ad ottenere le dimissioni (fu il ricatto di Berlinguer ad Andreotti: la testa di Leone o la fine del governo di “solidarietà nazionale”).
Quel che ieri non era “destabilizzante” se fatto dai comunisti contro due capi dello Stato, lo è oggi se coinvolge il presidente della Camera. Ma torna a non esserlo se riguarda il Capo del governo. Nessuno di noi, infatti, ha mai avuto il piacere di ascoltare una sola parola di Napolitano in difesa del presidente del Consiglio. Inteso non come Berlusconi Silvio, naturalmente, ma come Istituzione.
O forse il “supremo garante” ritiene che non lo sia?
(no caste)

Nessie said...

Ciao No caste. Immaginavo che l'argomento Tulliani Story ti avrebbe intrigato. Volevo fare un post frivolo, faceto e gossiparo, ma vedo che tu e Scarth siete terribilmente seri.
Comunque è vero quel che scrivi. Crapapelata concede interviste al suo ex giornale mentre non spende una parola sulle campagna di delegittimazione nei confronti della prima carica dello stato, il Presidente del Consiglio. Nemmeno quando la magistratura ha scagionato il suo potenziale assassino Tartaglia. Siamo al "soccorso rosso" verso Fini. Guarda inoltre che aria da CLN c'è tra le forze politiche! Fabio Granata, uno dei tirapiedi finioti, invoca una strana alleanza addirittura con Vendola:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201008articoli/57576girata.asp

pikappa said...

ciao Nessie e buon Ferragosto seppur bagnato e sonnacchioso ...
per fortuna ci sono Giornale, Libero e Dagospia che ci tengono desti con le disgrazie del Presidente delle Camere (una a Roma e due piu' cucina nel Principato).

Ammirevole il tempismo dei compagni nel chiedere aiuto (e ovviamente ottenerlo in tempo reale) dal Colle.

Incredibile come la Topa possa rimminchionire un uomo che ho ammirato...

Ora speriamo che nei cassetti della redazione di Feltri ci sia il documento finale, la carta "fine di mondo" da giocare per chiudere la faccenda.

Poi come sempre rimarranno le spoglie dei protagonisti, per quello che abita sul colle si continua a sperare in un prossimo fatto anagrafico ma per "la terza carica" sembra adeguato l'augurio di Isa Danieri a Enzo Cannavale, suo marito nel bellissimo film di Nanni Loi (pacco, doppio pacco e contropaccotto) : "tu non devi morire subito, devi soffrire ..."

Ci vediamo in Piazza, in autunno, non allegri questa volta ma dimolto, di molto incazzati

ciao!!

Nessie said...

Ciao Pikappa e Buon Ferragosto anche a te.Spero che domani la smetta di piovere.
Come dicevo poc'anzi, penso che stavolta non riusciranno a imporci pastrocchi, governi tecnici e ribaltoni di sorta.

Giovanni said...

Debbo dire che con l'affaire Tulliani Gianfiasco è riuscito finalmente a farmi ridere a crepapelle, in quanto a comicità il Tulliani-gate supera quasi il sex-gate di Lewinskiana memoria. Il sedicente grigio calcolatore con un "intelletto superiore" (Superiore?) che si fa accalappiare come un povero idiota da una sciacquetta qualunque, tra l'altro pure di seconda mano, dato che aveva già spennato il pollo Gaucci. Dagospia non era mai stato una delle mie letture preferite ma debbo dire che in questi giorni la sto ampliamente rivalutando. Sulla Tulliani e sull'astio tra lei ed il clan Forza Italia c'è pure dell'altro, pare infatti che nel 2004 Gaucci cercò di procurarle un posto alle liste delle europee per Forza Italia, ma Bondi, responsabile della stesura delle liste, la rifiutò e pare che la bionda squinzia se la sia legata al dito. Almeno così dicono qui www.ilfazioso.com/fini-quel-seggio-negato-forza-italia-tulliani.html. E un'altra cosa, sempre Dagospia riferiva che sul conticino a Saint Lucia potrebbero esserci diverse sorpresine. http://www.corriere.it/politica/10_agosto_10/roncone-dagostino-esplode-inferno_18a38b92-a487-11df-81a0-00144f02aabe.shtml In conclusione l'affaire monegasco del nostro caro Gianfuffa conferma una mia personale "regola", che recita "chi fa il moralista è quasi sempre quello che nell'armadio ha molti scheletri da nascondere." Comunque, al solito, Napisan, Montezuma ed i catto-kompagni sono semplicemente patetici nel loro ritrovato garantismo.

Angelo D'Amore said...

per i cavalli, chiedera' sicuramente consiglio al cavaliere. lui di stallieri se ne intende...facciamoci due risate e' meglio...

Anonymous said...

Nessie, dall’intervista del… Crapapelata (breve, ma in compenso piena di sciocchezze) voglio estrarre quest’altra perla che dice molto, a chi ha orecchie per intendere…
«Compirò tutti i passi che la Costituzione e la prassi ad essa ispiratasi chiaramente dettano. Sarebbe bene che esponenti politici di qualsiasi parte non dessero indicazioni in proposito senza averne titolo».
Dunque, secondo l’autorevole parere del “supremo garante”, gli esponenti politici non avrebbero titolo per metter becco in una crisi che è eminentemente politica (e sfido chiunque a dimostrare il contrario).
E chi sarebbero i “titolati”?
Ma naturalmente Draghi, Marcegaglia, Montezemolo (più gli altri che si aggiungeranno), i quali hanno già fatto sentire la loro voce, senza ricevere rimbrotti da parte del Quirinale. Cosa che non deve sorprenderci, poiché – se così non fosse – vorrebbe dire che tutti i nostri discorsi sui poteri forti, i “camerieri dei banchieri”, l’usurocrazia mondialista ecc. sono tutte balle.
Mentre noi sappiamo che non lo sono…
(no caste)

Anonymous said...

Si ma il punto, tragico, per i diritti e le libertà del nostro Paese è che il Giornale e Libero possono anche tirare fuori tutte le prove tangibili ed inoppugnabili e i testimoni che vogliono ma alla fine il nostro ordinamento giuridico consente alla magistratura in maniera perfettamente "legale" di archiviare tutto a discrezione e a discrezione magari incriminare Feltri e gli altri giornalisti. E' qui si chiude il cerchio.
Scarth
P.S. : sui testimoni leggo che hanno smesso di parlare. Chissà perchè...

Nessie said...

Angelo, De Benedetti che è anche vicepresidente della fondazione Rothschild non ha bisogno di chiedere consiglio né a cavalieri né a stallieri. Vedo che sei fuori pista. Anzi, fuori ippodromo ;-)

No caste, oggi sul giornale c'è la lettera aperta di Feltri proprio a Crapapelata. Non l'ho ancora letta.
E' cmq vero quel che dici: Libero e il Giornale potrebbero portare le prove e controprove più inoppugnabili, che intanto c'è la terza Camera (ovvero la Magistratura) che se lo ritiene opportuno, archivia tutto perché "il fatto non sussiste".

Nessie said...

Scarth, la legislatura deve andare avanti anche se azzoppata e sotto ricatto, perchè come ha già scritto No caste, si deve innanzitutto fare i comodacci di Draghi, di Monteprezzemolo e della Marcegaglia.
Al solito, la politica dev'essere vassalla dell'economia e della finanza.

Buon Ferragosto a tutti!

Nessie said...

Giovanni, hai perfettamente ragione: chi ha scheletri nell'armadio è il primo a pontificare. Da grillo parlante ora è diventato il Presidente della camera più muto che ci sia. Non ho ancora letto quei links che mi hai messo , perchè oggi sono occupata, ma poi ti dico.
Intanto, se hai tempo, leggi questo gustoso pezzo di Pansa sul Riformista: "Aveva una casetta in Canadà":

http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/250845/

Nessie said...

PS: letto i links Giovanni. Quello del Fazioso sulla Tulliani e FI lo conoscevo già.
Non conoscevo invece l'intervista di Dago.

Angelo D'Amore said...

io nonm potrei mai leggere il giornale, l'informazione del padrone.

Nessie said...

Puoi sempre leggere l'UNità o la Repubblica: si tratta di stampa altamente "indipendente".

Angelo D'Amore said...

leggevo il giornale quando compravo il roma, storico quotidiano napoletano, dove ho avuto l'onore spesse volte di vedere pubblicate mie lettere nello spazio dedicato ai lettori.
poi dopo la nascita del pdl, anche la testata napoletana, nonostante sia sotto il controllo di bocchino, ha perso il suo sano spirito critico, diventando troppo servile, poco analitica.
oggi leggo solo il mattino, piu' morbido, neutrale. a me interessa l'informazione, no la sviata deformazione orchestrata da questo o quel direttore per motivi di servilismo strisciante e pagnottista.
la repubblica la leggo il venerdi, poiche' trovo molto interessante l'inserto.
ascolto da un anno radio capital. ti sembrera' strano, ma questa radio, diretta da zucconi, ha cambiato il modo di approcciarmi alle notizie.
te la consiglio, sicuramente per la musica, imbattibile.
prima ascoltavo radio montecarlo, per e' impossibile ora seguire una radio dove va in onda alfonso signorini.

Massimo said...

Io ho firmato per le dimissioni di Fini. Ma ho accompagnato la firma da una lettera nella quale precisavo che dell'affaire Montecarlo non mi interesso. Mi interessa che Fini e i suoi stiano sostenendo tesi fotocopia della sinistra, stracciando il mandato loro affidato dagli elettori. Il voto farebbe giustizia di simili personaggi, spazzando via i transfughi. Fini per ora si salva perchè la sinistra spera che faccia scuola e, quindi, ha tutto l'interesse per tenerlo indenne da conseguenze. Ma così facendo lo tiene sotto scacco e Fini non potrà più smarcarsi da un protettore così ingombrante.

Aldo said...

Da qualche tempo, quindici, vent'anni, pare che la "informazione" sia diventata solo un modo per sviare l'attenzione in modi che non hanno neppure il pregio d'essere fantasiosi. Sia chiaro, un po' di pettegolezzo, strumentale e non, è sempre stato un vezzo di giornali, radiogiornali e tg, ma ormai siamo oltre il surreale. Personalmente ho superato il punto di saturazione e ho staccato la spina: queste boiate precipitano nel soluto della mia attenzione, sedimentando inosservate sul fondo della mia totale indifferenza. Che bella immagine... anche questa è una boiata, ma per lo meno è fantasiosa! :)

sarcastycon said...

Nessie
L'unità è il trombone(per le copie che vende direi piuttosto il tromboncino)del mezzopresidente, che sta scalando alla grande la classifica dei peggiori presidenti della repubblica,chissà se raggiungerà scalfaro che, per ora, è largamente in testa....
Appena rientro fuoco a volontà su mister tulliani & soci.
ciao
Sarc.

Nessie said...

Anch'io ascolto Radio Capital e radio Montecarlo, Angelo. Leggo di tutto, ma possibilmente il Corriere che come sai, chiamo Corserva. D'altra parte, nonostante i limiti, è la testata ammiraglia che dispone di più mezzi a disposizione e ovviamente poi filtro le "informazioni" che mi dà coi miei parametri di giudizio.
In altre parole, non esiste una testata che non sia del "padrone". Anzi, dei "padroni".
Sono contrarissima al finanziamento di stato a TUTTI i quotidiani, quale che sia la tendenza politica. Bastano e avanzano i soldi dei "padroni".

Nessie said...

Massimo, tant'è vero che ora Granata parla già dell'inciucio con Vendola.
Nemmeno io amo lo scandalismo e il sensazionalismo del Giornale,e preferisco le battaglie politiche, ma questo concetto vale a 360 gradi. Ed è evidente che se c'è chi suona le sue trombe (Repubblica in testa) poi c'è chi risponde con le sue campane.

Nessie said...

Aldo, questa "disinformazione" permanente è frutto della civiltà "democratica", "liberale" e "pluralista" americana dove i giornali sono diventati la Nuova Inquisizione e i giornalisti, i novelli Torquemada. Ne parlano perfino illustri saggisti statunitensi in proposito (Media and medievalist):

http://sauraplesio.blogspot.com/2010/03/i-media-nuova-internazionale-del.html

Da lì, poi è rimbalzata anche qui da noi.

Dunque, o si spezza il cattivo costume di svolgere i processi sotto i riflettori dei network tv, (invece che nelle aule dei tribunali) e pure sulle testate dei giornali, o in caso contrario, ci sarà la guerra delle (e tra) le testate di opposte fazioni.
In altre parole, come ho già scritto a Massimo avremo "trombe" e "campane".

Nessie said...

Sarc, allora aspettiamo le tue vignette dopo il tuo rientro dalle vancanze. Ciao.

Lo PseudoSauro said...

Sembra che la "democrazia" funzioni meglio con i vizi che non con le virtu'... e' un sistema di corruzione internazionalmente organizzato. Quando la rotellina non gira piu' come dovrebbe, un qualche scandalo lo si trova sempre... e tutti si indignano anche se, al posto del malcapitato di turno, farebbero esattamente lo stesso.

L'avidita' e'umana, ma un conto e' considerarla una tentazione da rifuggire, altro, una ragione di vita.
L'etica di matrice religiosa e' quasi scomparsa; l'etica pubblica e' "fascista", e cosi' siamo dove siamo.

E' tipico di tutte le crisi economiche, che sono prima di tutto crisi morali. Nella Germania di Weimar, "folle di prostitute bambine attendevano davanti agli alberghi". Questa era la "liberta'" che si voleva ripristinare dopo la parentesi nazista.
Missione compiuta, evidentemente.

Chi ha qualcosa da vendere, cerca di venderla al miglior prezzo a chi ha il denaro per acquistarla. E' il "mercato"...

Ora siamo ad una Weimar globale, onde per cui, avremo una specie di Adolfo globale. Se saremo fortunati... Ai prossimi vincitori, il considerare se sia stato piu' "assoluto" il male o, piuttosto, la cura.

Lontana said...

Bel post estivo, cara Nessie! Mi ci diverto anche io a seguire passo passo lo scandaletto della casa con uso di cucina, il buco, come lo definiscono i finiani...:-)
Fini fa una figura prribile, ma é talmente arrogante che non si degna di riparare.
Buone vacanze!:-)

Nessie said...

"Nella Germania di Weimar, "folle di prostitute bambine attendevano davanti agli alberghi". Questa era la "liberta'" che si voleva ripristinare dopo la parentesi nazista".

Sauro, detta così non si capisce bene. Prima ci fu Weimar (1919-1933). Poi dopo il '33, il nazismo.

Comunque la prendi un po' troppo alla lontana, visto che si parlava di stampa gossipara di tutte le tendenze politiche.

Nessie said...

Ciao Lonty, ti immagino in giro col camper per il Continente Nuovo.
Stai tranquilla, ne vedremo e sentiremo ancora delle belle. E scatteranno le alleanze più improbabili. Tanto per incominciare è già scattato il soccorso rosso di Napolitano nei confronti di Gianfiasco.

Anonymous said...

Consentimi una breve fuoriuscita dal tema, Nessie. Solo poche parole per rendere omaggio ad un uomo che ha sempre avuto il mio rispetto.

Francesco Cossiga proveniva dalla “sinistra di Base” della Dc, dunque dalle fila di quei cattocomunisti che in seguito avrebbe disprezzato sinceramente, essendone – peraltro – abbondantemente ricambiato. Da ministro dell’Interno e da presidente del Consiglio tenne verso la mia parte politica una condotta che non esito a definire degna di Beria, ma da Capo dello Stato ebbe l’onestà di riconoscere i suoi errori e chiedere pubblicamente scusa. Lui e Craxi furono i primi “sdoganatori” del Msi, questo non l’ho mai dimenticato…
L’ho sostenuto con entusiasmo quando picconava la Repubblica, regalandoci la speranza (purtroppo delusa) di poterne costruire una nuova. L’ho detestato quando usò tutta la sua abilità politica per scippare ben 51 parlamentari eletti nelle liste del Polo e traghettarli, via Udr, nei due governi D’Alema. Anni dopo ne svelò la ragione: sapeva dell’imminente conflitto con la Serbia e riteneva che l’Italia vi avrebbe potuto partecipare solo avendo un comunista alla presidenza del Consiglio. Per me quella giustificazione era una toppa peggiore del buco, perché ero contrario a quella guerra e, se mai avessi dovuto scegliere, avrei bombardato volentieri il Kossovo. Ma pur nella grande diversità di opinioni, non posso fare a meno di notare che Cossiga è stato uno dei pochi uomini politici italiani, anzi l’unico tra quelli che possono vantare un cursus honorum come il suo, a raccontare verità scomode, facendo nomi, cognomi e circostanze. Come per il caso della crociera sul panfilo Britannia.

Sul Giornale di oggi, Mario Cervi rievoca un episodio che dice tutto sull’uomo: eletto alla presidenza della Repubblica chiese, lui Capitano di Fregata, il permesso di accettare l’incarico al Capo di Stato Maggiore della Marina militare. Come da regolamento.
Era un uomo d’onore e lo saluto anche per questo. Da soldato a soldato.
(no caste)

Nessie said...

Caro No caste, tutti i grandi personaggi sono fatti di luci e ombre. Tra le "ombre" di Cossiga ci metto senz'altro il fatto che non ha voluto trattare per la scarcerazione dalle BR di Moro, portandone poi il rimorso per tutta la vita. Poi anche lo sdoganamento di D'Alema a presidente del Consiglio e quella pagliacciata di avergli portato il bambino di zucchero (i comunisti che mangerebbero bambini); mentre ci sono stati altri pregi (la lotta al consociativismo democomunista, l'aver sbugiardato Draghi in quel formidabile sketch mandato in onda da Striscia la notizia a Uno mattina:

http://www.youtube.com/watch?v=ZBSErn2Uab0

Scherzi a parte, lo spezzone fa parecchio ridere, ma mi piacerebbe sapere cosa ha scritto Cossiga nell'ultima lettera a Silvio Berlusconi. Chissà se rimarrà segreta...

Anonymous said...

A proposito di Cossiga, avete presente quelli che quando era Presidente della Repubblica hanno passato gli anni ad insultarlo cercando di fargli la festa ed ora sono gli stessi che dicono che è inammissibile anche solo criticare il Presidente della Repubblica perchè bisogna rispettare le istituzioni?
Scarth

Anonymous said...

http://www.youtube.com/watch?v=PdSCPO0O7uI&feature=related

Mettici anche questo Nessie: è un buon ripasso sull’annus horribilis dell’Italia, sia pure con qualche lacuna e imprecisione.
Ad esempio, sul Britannia salirono, tra gli altri, anche Prodi, Amato e Dini; nel 1997 Prodi era ancora presidente del Consiglio; il signoraggio non nasce nel 1992, ma molto prima: almeno nel 1694, con l’istituzione della Banca d’Inghilterra. La frase che ricordiamo spesso e che costituisce quasi una confessione pubblica è del suo fondatore William Paterson, «Il Banco trae beneficio dall’interresse su tutta la moneta che crea dal nulla».
(no caste)

Nessie said...

Già, da sputtanatori di professione a coccodrilli piangenti e ipocriti. E pensare che volevano interdirlo come un matto dallo scolapasta rovesciato in testa. Con Crapapelata poi, è sempre stato ai ferri corti. E ora lo chiama pure "amico".
Dopo morti abbiamo tutti delle virtù.

Anonymous said...

Scarth, sono gli stessi gentiluomini (ma proprio gli stessi) che scuoiarono vivo il presidente Leone: i comunisti, Scalfari, Pannella ecc. I soliti compagni di merende...
(no caste)

Nessie said...

No caste, non tutti i video mi si aprono e si riescono a vedere con questo portatile-chiavetta vacanziero. Perciò, lo guarderò quando torno. Ma penso comunque di conoscerlo già, se è quello che si riferisce a Travaglio così abile nello schivare domande imbarazzanti sul signoraggio bancario.
L'interesse sull'emissione della moneta, sapevo che era di antica data anche se non sapevo fissare esattamente da quale periodo in poi.
Ciò dimostra anche che il mondo è sempre stato incapace di ribellarsi ai soprusi. E ciò mi rattrista non poco.

Anonymous said...

In realtà, Nessie, il sistema è ancora più antico… risale almeno alla Firenze medievale, quando gli usurai la mattina aprivano bottega e mettevano il “banco” per strada…

Qualcuno ha tentato di ribellarsi, nel corso dei secoli… si trattava spesso di “cattivi soggetti” ed hanno fatto tutti una brutta fine: Napoleone, Lincoln, i Kennedy, Hitler, lo stesso Mussolini ecc.
«Abbiamo impiegato vent'anni per battere Napoleone, ci basteranno cinque anni per battere il Fascismo», così disse il banchiere Lord Bennet a Ezra Pound, dimostrandosi eccessivamente ottimista, perché anche la “pratica Mussolini” richiese venti anni. Il tempo della “guerra del sangue contro l’oro”, come ama ricordare l’ottimo Psedosauro…

Ci hai consigliato un interessante libro nel post precedente, lascia che te segnali un paio:

-“Schiavi delle banche” di Maurizio Blondet (Effedieffe);
-“Il Paese dell’utopia” di Giacinto Auriti (Solfanelli).

Se hai difficoltà a reperire il primo, manda un recapito a no.caste@yahoo.it
Quanto al secondo (un agile libello di circa quaranta pagine) grazie al volere dell’Autore e dell’Editore puoi leggerlo per intero e, volendo, scaricarlo in Pdf da questo sito
http://www.signoraggio.com/auriti/ilpaesedellutopia_auriti.pdf

(no caste)

Nessie said...

Grazie No caste, appena a casa mi scarico l'Auriti.
Con questo piccolo baracco la memoria è quella che è...

Anonymous said...

Col documento presentato ieri Berlusconi ha messo a segno un colpo decisivo a suo favore e non capisco cos’altro lo trattenga dal procedere alla formale espulsione dei traditori…

Il Giangiuda è all’angolo e mai come ora sembra giusta l’opinione di chi lo riteneva un buon tattico ma un pessimo stratega (per non parlare del giudizio al vetriolo che gli riservò il suo pigmalione, Pinuccio Tatarella): un apprendista stregone ancora più maldestro del suo alter ego rosso, Minimo D’Alema.
Fini aveva realizzato (e non ci voleva poi molto) che non avrebbe mai potuto succedere al Cavaliere per vie “ordinarie”: non può, infatti, sperare di tenere unita una coalizione chi riesce perfino a dividere il suo stesso partito. Così aveva messo a punto la sua strategia: cuocere a fuoco lento Berlusconi, paralizzare l’attività del governo servendosi della sua carica istituzionale e dei suoi fedelissimi all’interno dell’esecutivo e delle varie commissioni, fino a provocarne la caduta. A quel punto, avendo nel frattempo avuto cura di coltivare le amicizie “giuste”, si sarebbe trovato in pole position tra gli aspiranti alla guida un governo “istituzionale”, con l’appoggio dei poteri forti, una sponda oltre atlantico e sotto l’alto patrocinio del presidente della Repubblica.
Ma ora il suo castello di cartone minaccia di rovinargli in testa, grazie anche all’opera da guastatori di Feltri e Belpietro. Credo che ben difficilmente, allo stato attuale delle cose, Napolitano sceglierebbe lui nel caso volesse provare a sostituire Berlusconi. Vi sono ragioni di opportunità e di decenza di fronte alle quali anche un comunista deve arrendersi…

Dopo il fallimento del suo piano “strategico” a Fini converrebbe far placare le acque, invece la sua stupidità e il suo odio ormai inestinguibile verso il presidente del Consiglio lo spingono ad ordinare ai suoi pasdaran di alzare ulteriormente il livello della polemica, non capendo di infilarsi in un tunnel che porta dritto alle elezioni anticipate e - con mia grande soddisfazione – alla sua fine politica, almeno a certi livelli.
Non penso che avrà il coraggio di “correre” da solo, con un partito ancora tutto da organizzare e con la poca voglia che ha di farsi “pesare”. Né troverà ospitalità dalle parti del Pd, perché una cosa sono gli applausi interessati e altra cosa i voti.
Sarà dunque costretto a stringere un’alleanza con Casini e Rutelli, e già me li figuro insieme: tre capponi convinti di essere dei feroci galli da combattimento… Il giorno dopo cominceranno a cavarsi gli occhi, ma non prima di essere passati dalla manicure a farsi laccare le unghie…

In genere non sono un ottimista, ma questa volta sento che potrei essere vicino a realizzare un mio vecchio sogno: quello di mettere l’accento sull’ultima lettera del cognome Fini e incominciare a parlare di lui al passato remoto…
(no caste)

Nessie said...

No caste, l'espulsione può avvenire quando c'è un vero partito, non un agglomerato di club azzurri tenuti insieme col mastice. Col senno di poi il "predellino" fu per Berlusconi un tragico errore, nel senso che una cosa sono i partiti, un'altra cosa sono le facili "fusion" aziendali. AN (nel bene e nel male) è un partito. FI invece è un movimento leggero che ruota intorno alla figura carismatica del Cav.
Dunque, AN si è sciolta sì, ma ha mantenuto intatti i suoi apparatchiki di vecchio stampo che invece non c'erano in FI. I cavalli di Troia erano già tutti dentro nel PdL dal momento della sua costituzione. E FI non è un partito fatto di duri e puri come la Lega. Berlusconi dovrà lavorare non poco per ricostituire un partito che non sia una messinscena da convention all'americana.

Per il resto sono d'accordo con te, quando scrivi che i margini di manovra di Fini si siano ridotti a lumicino. E ti dirò di più: credo che qualcuno dei suoi appoggi "forti" gli stia tagliando i fili. Altrimenti non si capisce perché anche i giornali che prima lo sostenevano, ora lo stanno descrivendo col sorcio in bocca.

Anonymous said...

Sì Nessie, Fini è ormai bruciato nella successione al Cavaliere attraverso una congiura di palazzo; mentre per mezzo del voto non ha mai avuto alcuna speranza (e lui lo sa bene). Non credo che uscirà dall’angolo tanto facilmente, non senza energici aiuti esterni comunque, poiché da solo non ne possiede le capacità, anche se la sua presunzione gli impedisce di rendersene conto.
Infatti, preda del suo delirio di onnipotenza, ha annunciato un “forte discorso alla Nazione” per i primi di settembre… ormai si misura con De Gaulle e Fichte…

Condivido le tue riserve sul Pdl. Siamo nell’epoca del “pensiero debole” e dei partiti “leggeri” e in quello di Berlusconi il fenomeno è accentuato in senso negativo dalla voglia di scimmiottare la realtà anglosassone, peraltro non conoscendola a sufficienza. Non è vero che in Usa e Gb i partiti siano dei semplici comitati elettorali: hanno una struttura stabile e sono organizzatissimi, anche se in modo diverso da come eravamo abituati noi. In America, quando cambia un’amministrazione, decine di migliaia di persone abbandonano le stanze del potere (non solo politico, anche burocratico) per far posto agli esponenti del partito vincitore. E in Inghilterra i partiti sono così “leggeri” che chi prende la tessera del sindacato si ritrova iscritto “d’ufficio” al Labour Party. E se il Primo ministro perde la guida del suo partito, perde automaticamente anche quella del governo in favore del nuovo leader. Altro che semplici macchine elettorali…

Il Pdl (sulla cui nascita sono sempre stato in disaccordo), pur con tutti i suoi limiti si è comunque dotato di Organi statutari. Tra questi, un comitato dei Probiviri (che non è mai stato convocato) il quale ha il “dovere istituzionale” di intervenire in certe situazioni. Ci sono 44 parlamentari eletti (per così dire…) in un partito che annunciano l’uscita dai rispettivi gruppi di appartenenza per formarne altri. Questa è già una scissione, pur in mancanza – per ora – di un nuovo soggetto politico. Ce n’è quanto basta, e se i Probiviri non intervengono adesso, mi domando quando diavolo lo faranno.
(no caste)

Anonymous said...

Nessie e No Caste, spero abbiate ragione. Però da quello che vedo Fini e i suoi amichetti istituzionali hanno il coltello dalla parte del manico e di solito non si fanno scrupoli ad usarlo.
Nei mesi scorsi quando Fini incominciò a comportarsi in modo sistematicamente sospetto avevo pensato che i soliti circoli che a tutto presiedono avessero in animo, tramite suo, di creare una sorta di "PD" di "destra" cioè una formazione politica con gli stessi riferimenti, intenti ed obbedienze del PD "di sinistra" in modo da concedere bontà loro, una volta tolto di mezzo Berlusconi, agli elettori italiani di votare a scelta il PD di destra o quello di sinistra ma con gli stessi effetti e le stesse sudditanze agli stessi Poteri.
Sulle alleanze tra Fini e Casini però mi sembra sia difficile coniugare le posizioni radicaleggianti/progressiste del primo con quelle cattoliche del secondo. Fini per la verità non lo vedo nemmeno nel Partito Popolare Europeo.
Secondo me a settembre è in arrivo il pacco regalo che le solite abili manine da salotto stanno costituzionalmente confezionando.
Scarth

Nessie said...

Mahh... caro No caste, noi siamo dei semplici elettori-consumatori e questa faccenda dei probiviri se la devono vedere loro.
Ci mancherebbe che oltre a votare ci si debba anche preoccupare di studiare mosse e contromosse al posto loro. In politica l'inettitudine si paga sempre cara. E se si comporteranno da inetti, vorrà dire che spariranno.
Già hanno perso anche troppo tempo dietro a questa "finiade". Si doveva saldare la questione da un pezzo.

Scarth, più che a un Pd di destra sospetto che volessero creare delle fotocopie di "grosse Koalition" per mettere il Berlusca sotto tutela.

Anonymous said...

Scarth in passato il cattolicissimo Casini non si è schifato di allearsi anche con Pannella…

Se si dovesse andare al voto entro breve tempo e con l’attuale legge elettorale, Fini non potrà permettersi di correre da solo, con un partito ancora tutto da organizzare… ci vuole tempo per queste cose, fidati.
Dovrebbe fare il 4% alla Camera, e questo è alla sua portata (poco più di venti deputati, non facendo parte della coalizione vincente). Ma eleggerebbe senatori solo nelle regioni in cui riuscisse a superare l’8% e non credo sarebbero molte. Viceversa, facendo parte di una coalizione, e a patto che questa superi l’8%, lo sbarramento sarebbe del 2% alla Camera e del 4% al Senato, ma con le soglie che si possono quasi azzerare per effetto di un cavillo.
Queste cose Fini le sa e dunque si cercherà degli alleati. Dove li troverà? Non certo tra i berlusconiani, ovviamente, e neppure nel Pd che non sarebbe disposto a fargli una simile regalia. Restano Casini, Rutelli e Lombardo. Si va per esclusione…
(no caste)

Anonymous said...

Appunto, Nessie. La questione doveva essere saldata da tempo, espellendo i congiurati.
E questo solo i Probiviri possono farlo, nessun altro. Neanche Berlusconi (il quale, però, potrebbe convocarli…).
(no caste)

Nessie said...

No caste, si intravedono delle schiarite: Cesare Geronzi, il banchiere delle Generali, ha segato i comportamenti di Fini. Leggi qui su Dagospia:

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-18143.htm

Qualcuno tra i poteri forti, comincia a tagliare i fili al burattino.

Vanda said...

Ma l'avete visto questo????

http://videos.wittysparks.com/id/2561556255/

mar said...

Berlusconi ha 200 processi in corso e la politica si scandalizza per un appartamentino regolarmente venduto..