18 July 2010

EntreCota alla Piemontese

 "Anch'io ho messo una sola croce per votarmi" scrive oggi l'attuale governatore del Piemonte Roberto Cota. Se è per questo l'ha fatto buona parte degli Italiani (me compresa). "Il riconteggio? Un brutto film, sono avvilito", scrive nella lettera al Corriere il governatore, a proposito delle contestazioni mossegli da Mercedes Bresso del Pd sulle sua elezione a governatore e appena accolte dal TAR.
Lo siamo in tanti -  tutti quelli che credono ancora in uno stato di diritto. Che sperano basti votare a larga maggioranza per il candidato preferito per ottenere un minimo di cambiamanto.
Che l'estate sia la stagione dei bidoni, dei maneggi e delle porcherie fatte passare sulla pelle più o meno abbronzata degli Italiani in vacanza (la tanto agognata vacanza) è cosa arcinota, praticamente fin dalla storia della nostra a povera Repubblica.
Dunque dietro a una faragginosa normativa regionale sulle elezioni amministrative coniata per l'uopo dalla stessa Bresso, il TAR  ha avuto buon gioco per inventarsi una norma cosiddetta "innovativa": la doppia croce sia sul partito che sul candidato. In caso contrario, si invalidano le elezioni. Tié!
Che avvilimento! Un governo non può legiferare legittimamente senza che si mobilitino le intrusive associazioni "internazionali" come l'ONU per confutarne la validità (si veda il recente caso del decreto contro la pubblicazione delle intercettazioni). In compenso un tribunale regionale amministrativo, può inventarsi ipso facto, ex abrupto, un criterio "innovativo" dandogli pure la funzione (illegale) di retroattività. Ma vogliamo continuare a scherzare? Vogliamo continuare  a farci prendere per i fondi schiena (più o meno abbronzati)?
Quando il gioco è truccato e  le carte pure non c'è che una via: far saltare i tavoli. Non so quante volte l'ho già scritto.
Lo scrisse anche Lewis Carroll nella favola di Alice:  non resta che far volare le carte per aria. Non facciamoci intimidire dalle false Regine di cuori  e  teniamo alta la guardia.
In caso di riconteggio, Cota, che oltretutto è un'ottima persona, stravincerà, ne sono certa. Certo che ci vogliono proprio fare incattivire!

32 comments:

marshall said...

Farci incattivire! Hai detto bene.
Certo che se la questione del contendere si basa semplicemente sul fatto che taluni hanno messo, in perfetta buona fede, come a dare maggior valore al proprio voto, sarebbe una PORCATA SOLENNE. Questa sì una VERA PORCATA.
E allora sarebbe sacrosanto giusto incattivirsi! e lanciare una "santa" crociata contro gli usurpatori!

Nessie said...

Marsh, hai letto nel link che ho messo la lettera di Cota?
ma perchè il TAR non si inventa addirittura la tripla croce?
E da quando in qua un Tribunale regionale amministrativo si sostituisce a un governo per inventarsi dei criteri fasulli?!
Altro che PORCATA!

marshall said...

Omissis
Nel commento ho tralasciato di scrivere
...sul fatto che taluni hanno messo "LA DOPPIA CROCE", in perfetta buona fede...

marshall said...

L'ho mandata da leggere a certi leghisti, di cui forse ti ho già parlato. Sono inferociti!

marshall said...

Ho letto or ora la lettera di Cota.
Per come leggo ed interpreto la vicenda (che ha del vergognosamente ridicolo!), la Bresso e quei tribunalisti dovrebbero semplicemente vergognarsi e chiedere scusa ai piemontesi.

gio88 said...

Sulla vicenda non ho nemmeno commentato. Sono rimasto a bocca aperta. La prossima volta cosa si inventeranno questi simpaticoni? Comunque, Cota ha vinto, grazie ai voti dati al presidente, basta guardare il risultato, ma tanto a lorsignori non frega nulla. Cos'è ora bisogna scrivere sulla scheda "voto questa lista perché voglio COTA PRESIDENTE"? Non basta nemmeno questo a lorsignorie? Non ho nemmeno scritto un post da quanto mi han fatto incazzare, non riuscivo nemmeno a trovare le parole per esprimere la rabbia. Il bello è che non vogliono nemmeno ripeter le elezioni, tanto le perderebbero di nuovo, ma addirittura proclamare la Bresso presidente nonostante questa abbia preso 9mila voti in meno, siamo al delirio. Cota, tira fuori le palle e di per chi non devi governare! Cota non deve governare per la "Sacra Famiglia Agnelli". Chiudo lo sfogo perché sennò inquino il blog con espressioni scurrili e volgari. Ormai è pure inutile andare a votare, tanto il modo per mettere al potere i loro amichetti lo trovano grazie agli ermellini, bravissimi a trovar cavilli di ogni sorta, ma totalmente incapaci di dare un colpevole al 95% dei reati che ogni anno restano impuniti.

Nessie said...

No, Marshall. Tecnicamente è avvenuto il contrario di quanto scrivi. Cota per semplificare ha fatto quel che ogni persona di buon senso può fare: fare la croce sotto il simbolo del suo partito che è la Lega. Ora invece salta fuori la trovata ex novo, che per rendere valido il voto bisognava - secondo il Tar - fare la doppia croce (sia sul simbolo che sul candidato), come si evince dal testo della sua lettera.
Che razza di stronzata sarebbe?
Lo credo bene che i leghisti siano inferociti!
Che si difendano con veemenza e che tirino, come scrive l'amico Gio88 nell'intervento qui sotto, fuori gli attributi. Che diamine!

Nessie said...

Gio, credo che tu abbia messo il dito sulla piaga. Mi andavo chiedendo quale fosse la ragione di tanta ostilità nonostante la clamorosa vittoria di Cota alle ultime elezioni: la famiglia Agnelli e quei poteri forti (che secondo lo stellapensiero non esistono) a cui la sinistra è da sempre supina e prona. Certo che c'è da imbufalirsi di brutto. Se qualcuno crede ancora alla "democrazia" è bene che si faccia visitare. Eccone un'ennesima riprova.
Spero in una riscossa. Qui non c'è tempo per sonnecchiare sotto l'ozio estivo, evidentemente.

marshall said...

Nessie,
mi sono accorto della cantonata presa, rileggendo semplicemente il tutto, compresa la lettera di Cota al Corriere. Segno evidente che, per chiunque, quando non si è adeguatamente informati si finisce col far passare per santi usurpati quelli che si presentano alle telecamere in veste di coloro che hanno subito un grave danno, una grande ingiustizia, come è stato per la Bresso che, appunto davanti alle telecamere, ha inscenato la parte di colei che è stata vittima di un imbroglio. Mentre invece, dall'attenta verifica della vicenda è stata lei a creare le premesse per quello che lei stessa denuncia come un imbroglio creato in suo danno.
Da ridere!

p.s. sono stato un pò prolisso

Nessie said...

Esatto, la Bresso ha creato una normativa burocratica atta a creare confusione per poi averci il pretesto di pescare nel torbido. Il TAR si è creato una nuova norma per aggiungere casino al casino: la doppia croce.
Qui con le buone non se ne esce.

frazil said...

cose da pazzi altro non si può dire!
Però devono stare attenti a non tirare troppo la corda

Anonymous said...

«La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato».
Così recita la famigerata riforma del Titolo V della costituzione, varata dal governo Amato nel marzo del 2001, a pochi giorni dalla fine della legislatura. Lo Stato viene ridotto al rango degli altri Enti locali e messo in “competizione” con loro. Se avessero inserito nella lista anche Comunità montane, Asl, circoli dell’Anpi, bocciofile ecc., l’esito non sarebbe stato più surreale di quello che abbiamo sotto gli occhi.
Molti, quasi tutti, si lamentano dell’anarchia provocata in vari settori dall’attuale formulazione del Titolo V, ma a nessuno viene in mente di prendere il toro per le corna e modificarlo di nuovo. E intanto la situazione incancrenisce.

Ricorderai, Nessie, cosa successe in primavera a proposito del cosiddetto “decreto salva liste” di Maroni.
Il presidente della regione Lazio contestò al ministro dell’interno (l’unico ad averne titolo istituzionale) il diritto di fornire una “interpretazione autentica” in materia. Bollò il provvedimento come incostituzionale e lo ritenne comunque inapplicabile al Lazio, che si era dato una “sua” legge elettorale. Mise queste considerazioni in un ricorso e lo presentò non alla Consulta, bensì al Tar (!), il quale gli diede ragione surrogando, di fatto, la Corte costituzionale.

A quanto leggiamo oggi, anche il Tar del Piemonte ha deciso fare la sua parte. E pretende non solo di dare interpretazioni autentiche delle leggi, ma perfino di stabilire delle regole “ex post”. Cosa che sarebbe considerata aberrante in qualsiasi posto al mondo dove la parola “Diritto” abbia ancora un significato, ma che in Italia non scandalizza nessuno, dato che l’ex “culla” va sempre più assumendo le sinistre fattezze di una bara…
(no caste)

Nessie said...

Fazil, ormai l'hanno già tirata. E anche troppo.

Sì, mi ricordo No caste. Qui a seconda della convenienza e dei tornaconti, un'associazione bocciofila locale , vale più di un governo. Il TAR. tra parentesi, si è reso complice di solenni porcherie. Ragazzi che erano stati bocciati da insegnanti dopo valutazioni sfavorevoli, che grazia al disinvolto ricorso al Tar da parte di genitori troppo consenzienti nel credere di avere dei geni per figli, sono stati riammessi all'anno scolastico successivo. Questo solo per fare un banale esempio.
La faccenda della retroattività poi è a dir poco aberrante.
Avessero fatto una cosa del genere ai "rossi" a quest'ora sarebbero già in piazza a fare il diavolo a quattro.
La Lega si deve muovere. Altro che scrivere lettere educate, dove Cota si dichiara "avvilito".

Anonymous said...

Perfetto seguito al post sui Poteri Forti...
E' un po' che seguo tra un trafiletto e l'altro in decima pagina questa marcia di avvicinamento sabauda e risorgimentale e mi chiedo :
1.Ma le schede nel frattempo sono state conservate in sicurezza?
2.Se non sbaglio la giunta regionale ha voce in capitolo sulle fondazioni bancarie cioè le proprietarie delle Banche. In Piemonte ci sono quelle delle prime due Banche nazionali. Mi sbaglio? Qualcuno ne sa qualcosa di più? E' solo un caso?
Poi in queste faccende quelli del PDL/Lega mi sembrano sempre degli eterni, irrimediabili addormentati nel bosco destinati immancabilmente a finire nelle fauci dell'Orco o dell'Orchessa di turno.
Col criterio adottato si potrebbero rivedere piacevolmente anche i risultati delle elezioni nazionali del 2008. Perchè no?
Scarth

Nessie said...

"Poi in queste faccende quelli del PDL/Lega mi sembrano sempre degli eterni, irrimediabili addormentati nel bosco destinati immancabilmente a finire nelle fauci dell'Orco o dell'Orchessa di turno".

Vero Scarth. Il bello è che madama Mercedes Bresso è diventata anche la presidente Ue delle commissioni regionali europee.
Un osservatorio privilegiato per studiare nuovi abusi.
Quanto alle fondazioni bancarie, non c'è da stupirsi: è sempre lo stesso sistema delle porte girevoli.

Anonymous said...

Scusami se vado fuori dal seminato, Nessie, ma sono due o tre giorni che leggo articoli su via D’Amelio e non posso fare a meno di “sbottare”…
Innanzi tutto segnalo questo bell’articolo di Marcello Veneziani
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=SWXOF

al quale, per completezza, aggiungo che Borsellino fu talmente “discolo” all’epoca della sua militanza nel Fuan da incappare in una retata; che impose il nome di Fiamma alla sua primogenita e che veniva (naturalmente per gioco) “omaggiato” da Falcone con un saluto romano ogni volta che entrava nel suo ufficio…

Vedere lo sciacallaggio e il cinismo con cui suoi indegni congiunti (il fratello e la sorella) spendono “a sinistra” il nome di un uomo così dichiaratamente di destra mi fa ribollire il sangue.
Ma non è un caso isolato.
Nando Dalla Chiesa fece altrettanto, a braccetto con quelli che odiavano suo padre (monarchico) per essere stato il grande nemico delle Brigate Rosse e brindarono alla notizia della sua morte.
Sonia Alfano, figlia di un missino “duro e puro”, praticante del Secolo d’Italia, liquidato dalla mafia per i suoi articoli (pagati 3.500 lire l’uno…), oggi siede tra i dipietristi nel parlamento europeo e arriva perfino a votare, in odio al governo italiano, la “mozione anti Nutella”.
Idem per la sorella di Giovanni Falcone.
Galantuomo socialista, lo ricordo letteralmente massacrato da sinistri di tutte le risme in una puntata “Uno contro tutti” del Maurizio Costanzo Show andata in onda poche settimane prima di Capaci. Una trasmissione ignobile, una vera caccia all’uomo in cui l’accusa più tenera rivolta a Falcone fu quella di essere diventato “collaborazionista” di Claudio Martelli (il ministro della giustizia…!). Ma non mancò chi lo accusò apertamente di collusione con la mafia. Era il “mantra” che da mesi veniva recitato da quel verme di Leoluca Orlando Cascio, degno rampollo di una nota famiglia di mafiosi.

Adesso tutti costoro si sono eretti a custodi delle sacre memorie e pretendono di stabilire, a loro insindacabile giudizio, chi è "degno" di partecipare alle celebrazioni commemorative e chi no.

Quando sento i professionisti dell’antimafia… la mente torna ad una frase di Goebbels e mi vien voglia di mettere mano alla pistola…
(no caste)

Nessie said...

La mafia dell'antimafia, la chiamava non a caso Leonardo Sciascia. Ti dirò No caste, non seguo mai le vicende di mafia (so che faccio male), proprio per le ragioni che riporti: il verminaio e lo svolazzo di corvi quale pratica politica.

Oggi, per rimanere più o meno in tema, si glorifica Carlo Giuliani, mentre quel poveraccio di Placanica (il carabioniere) ha la vita rovinata.

Ma torno al topic: se la Lega si lascia turlupinare e si arrende al "colpo di Regione" in Piemonte, senza fare un tubo, vuol dire proprio che per i fessi non c'è paradiso.

Anonymous said...

Già, Nessie… si contempla il mistero glorioso di Carlo Giuliani, eroicamente caduto nell’adempimento del proprio dovere, nel mentre cercava di fracassare la testa a due carabinieri… Lo celebra il confermato (grazie alla stupidità di Fitto) “governatore” delle Puglie, associandolo a Falcone e Borsellino. Il mistero consiste nel fatto che solo un venditore di fumo come Vendola può spiegare il nesso tra due galantuomini e un delinquente.
Genovese per genovese, le mie preferenze vanno senz’altro a Fabrizio Quattrocchi, che seppe morire con onore, umiliando a tal punto i suoi carnefici che questi non ritennero di dover dare al filmato della sua esecuzione sommaria la stessa diffusione di altri, analoghi filmati. A Quattrocchi nessuno ha pensato di intitolare un’aula del Palazzo…

Quanto alla questione Tar del Piemonte, posto che nessuno – nel paese di Arlecchino e Pulcinella – avrà mai il coraggio di fare ciò che andrebbe fatto (scioglimento per sedizione dell’Ordine giudiziario e arresto immediato dei suoi componenti più facinorosi), credo che l’atteggiamento “attendista” della Lega finirà per pagare.
Infatti, se il Tar volesse provare a ribaltare l’esito delle elezioni puntando sulla verifica delle schede, potrebbe avere brutte sorprese, poiché nessuno può garantire che la Bresso non sia a sua volta privata di voti senza la “doppia croce”. Mentre se il tribunale puntasse ad invalidare le elezioni e convocare nuovi comizi, potrebbe determinare una reazione tale (da parte di elettori che si sentirebbero defraudati) che Cota vincerebbe di nuovo, ma stavolta con un numero di voti ben più consistente di quello ricevuto in primavera.
Insomma, per me si sono infilati in un cul di sacco. Molto più furbi (ancorché sfigati, visto l’esito) sono stati i loro colleghi laziali e lombardi. Se si vuol barare al gioco è molto meglio provare a truccare le carte prima, e non dopo aver giocato.
(no caste)

Anonymous said...

Oggi su "Il Foglio" c'era un articolo asettico e distaccato dove come se nulla fosse si dava per scontato il ribaltamento del risultato elettorale. E' proprio con questo atteggiamento tra il superficiale e il rinunciatario che stiamo dando l'addio anche alle ultime parvenze di democrazia e rispetto dei diritti civili e politici.
> No Caste: però mi sembra di notare che vi sono molte affinità tra il modo di intendere la "giustizia" tra la Destra (ora ad esempio Finiana) e la "Sinistra" più o meno colorata e più o meno da salotto buono. Mi sbaglio?
Scarth

Nessie said...

D'accordo per Quattrocchi, No caste.

Quanto alla tua tesi sul presunto cul de sac in cui si sarebbe infilato il Tar, speriamo che le cose alla fine si sistemino come dici tu...

Nessie said...

Scarth, il Foglio francamente è un pezzo che non è più nelle mie corde. Sembra sempre più interessato a quanto avviene in Usa che in Italia. Del resto dei giornali capaci di contrastare i poteri forti, per il momento non ne vedo all'orizzonte.
Ferrara è un individuo spregiudicato di cui è meglio non fidarsi. Specie se poi dà largo spazio a De Benedetti, come è avvenuto in una recente intervista.

Anonymous said...

Scarth, io sono di destra e non ho rinnegato i miei trascorsi, al contrario di altri. Il mio modo di intendere la giustizia non è mai cambiato: sono per la legalità e attacco la magistratura non perché “tifoso” dei delinquenti, ma perché le imputo di essersi posta, da anni, fuori dalla legge.
Ho conosciuto Fini ancor prima che diventasse capo del Fronte della Gioventù. È un uomo senza ideali e senza onore, un cinico arrivista pronto a passare sul cadavere della madre pur di raggiungere i suoi scopi.
Non so cosa sia la “destra finiana”, so che oggi egli professa idee che ogni persona di destra giudica ripugnanti, mentre sono assai bene accette ai padroni del carro al quale ha deciso, per tornaconto, di aggiogarsi; so che sarebbe pronto a cambiarle domani, ove ne intravvedesse la convenienza. E so che i suoi attuali tirapiedi si dividono in due categorie: quelli che lo seguono “a prescindere” perché gli devono tutto e altri che con la destra non hanno mai avuto a che fare in vita loro (Della Vedova, la Nirenstein, Barbareschi, la Bongiorno ecc.).
Che si siano scoperti “affini” ai sinistri più o meno capalbiesi e salottieri, è cosa che non mi meraviglia né mi turba più di tanto. Mi preoccuperei, piuttosto, se dovessi ritrovarmeli tutti dalla mia stessa parte della barricata…
(no caste)

Anonymous said...

Mah Nessie, Il Foglio rientra tra le mie letture quotidiane. Ha degli sprazzi di vivacità che mi piacciono ed è sempre sufficientemente eretico (senza contare le vignette di quel diavolo di Vincino). Ferrara è un buono che fa delle analisi giuste ma non vede la malafede e la cattiveria in nulla. Per lui sono tutti innocenti e buonini e tutto sempre destinato a finire a tarallucci e vino. E questa conclusione indiscriminata non la condivido.
Scusa se mi sono permesso qualche riflessione personale non in argomento.
Scarth

Nessie said...

Condivido le riflessioni di No caste sul finismo e le sue capriole miserabili per rimanere in sella e non so quanti post ci ho già scritto sopra al riguardo.

Scarth, Ferrara ha già cambiato troppe casacche per i miei gusti: da comunista della FGCI a socialista craxiano. POi berluscones d'osservanza, poi neocon (che per me significa neocoglion) e teocon. Infine ora sembra che quasi quasi strizzi l'occhiolino a Fini. E' troppo!
La mia conclusione è che è l'ennesimo intelligentone di cui non c'è da fidarsi.
Mi dilungo anch'io volentieri anche sulle digressioni ;-)

Anonymous said...

Ciao Nessie e No Caste, condivido anch'io. Su Fini però ho l'impressione che oltre alle inclinazioni personali conti il fatto di essersi inserito (o essere stato cooptato) in un contesto o piano più grande e strutturato. Cioè quello volto a fare la festa al Governo.
Sulla giustizia penso che il nostro ordinamento specie nella applicazioni pratiche, che sono le uniche che contano, sia largamente e gravemente incompatibile col rispetto dei diritti umani, civili e politici. Come del resto lo è qualsiasi potere assoluto. Poi, mercè la canicola, potremmo divertirci a immaginare come dovrebbe essere cambiato.
Scarth

Nessie said...

Scarth , la magistratura, come abbiamo detto infinite volte, è il braccio armato di questo sfascio della nostra Italia.
Basta vedere anche la faccenda di Finmeccanica.
Perseguire interessi stranieri per smantellare tutto il buono che è stato realizzato nell'impresa italiana è lo spirito dello sfasciacarrozze.

Anonymous said...

Scarth, cambiare dici…
Purtroppo siamo a un punto tale, che non credo sia più possibile senza che qualcuno si faccia male…

Come ricorderai, già nel 1991 Francesco Cossiga, solo per impedire che il Csm si auto-convocasse contro la volontà del suo presidente (lo stesso Cossiga) dovette schierare davanti a Palazzo dei Marescialli un nutrito reparto di carabinieri in tenuta antisommossa, agli ordini di un generale di brigata dell'Arma e disponendo inoltre che i carabinieri che prestavano servizio all'interno fossero in divisa e armati come da regolamento (per un motivo facilmente intuibile).

Oggi la situazione è molto degenerata rispetto al 1991.
A causa di politici imbelli e ricattati (perché ricattabili), i quali non hanno avuto il coraggio di assumere adeguate decisioni quando ne era il momento. Poiché in politica il vuoto non esiste, quello causato dalla loro assenza è stato colmato (perfino oltre misura) dai magistrati, che ben difficilmente si acconceranno a tornare nei ranghi, vista anche la posizione di assoluto vantaggio dalla quale possono difendere il terreno conquistato: loro possono giudicare tutti; nessuno può giudicare loro.

Stranamente (ma non tanto, a pensarci bene) le loro attuali mire coincidono con quelle dei poteri forti: depurare la classe politica dai suoi elementi più riottosi per sostituirli con altri maggiormente addomesticabili, o già addomesticati. In attesa magari di gestire direttamente la “pratica”.
Al regolamento di conti tra loro penseranno poi, forse. O forse no, perché la piovra usuraia ha tentacoli talmente lunghi da potere arrivare ovunque, anche a manovrare certi maneggi di magistrati che pure credono di essere i padroni del mondo. Di Pietro non è forse stato sul libro paga della Kroll (la Cia di Wall Street)?

Fini è parte del gioco. Circa un anno fa, quando ricominciò con le sue bizze, ne anticipai le mosse sul blog di Lontana. Scrissi che avrebbe adottato la più democristiana delle tattiche: quella del logoramento. Che avrebbe approfittato della sua carica per tenere continuamente sotto scacco il governo, alternando momenti di aperta ostilità, ad altri di semplice maretta o di appeasement, allo scopo di paralizzarne l’attività fino a portarlo a morte “naturale” per consunzione. E potersi quindi “immolare”, per il bene della Patria ça va sans dire, come capo di un governo “istituzionale” (come se non lo fossero tutti, come se un esecutivo direttamente espresso dagli elettori fosse un governo insurrezionale…).
Questo, nei suoi voti.
Lo denunciamo tutti, lo vediamo tutti, tranne il Cavaliere che attualmente brilla per la sua irresolutezza. Vogliamo dirlo, una buona volta?
Forse a causa della nefasta influenza del più ascoltato tra i suoi “consigliori”: quel Gianni Letta che, guarda caso, è anche un uomo della Goldman Sachs…

E così il circolo si chiude: finis italiæ.
(no caste)

Anonymous said...

Intanto grazie Nessie per consentire lo scambio di idee. Eh si No Caste, analisi storica e acuta. Ma perchè nel PDL/Lega/Governo non c'è mai una capacità lettura simile con azioni conseguenti? Berlusconi però più che essere incerto, in questa situazione mi pare non abbia alternative. Senza i voti dei finiani non può governare mentre, se non sbaglio, i finiani possono benissimo costituire un Governo col PD/Casini & C. Se si andasse al voto la sconfitta sarebbe pressochè certa. Appunto finis Italiae con tanti saluti alla "democrazia".
L'intero schema però si regge su quella sorta di potere finanziario imperiale e totalitario che da un paio d'anni ha innescato la crisi globale ancora in evoluzione (17 milioni di nuovi disoccupati solo in area OCSE). Uno spiraglio seppur drammatico e dolorosissimo potrebbe venire dalla fine rovinosa del suddetto sistema. Non so se sia il caso di augurarselo.
Scarth

Nessie said...

No caste, non ricordo quell'episodio che citi su Cossiga costretto a schierare i suoi carabinieri contro il CSM. Molto indicativo, in ogni caso!
In ogni caso, non credo che Berlusconi sia impedito solo da Letta, nonostante i suoi trascorsi con Goldman.
In realtà da quando il Cav ha fatto fior di contratti con Putin (Gazprom) e con Gheddafi, non è più nella manica della Casa Bianca. Mi pare piuttosto questa, la manina frenante. E ovviamente Fini, messo lì apposta da quei poteri forti che sappiamo.

Scarth, c'è poco da ringraziarmi. Il blog è fatto apposta per lo scambio di idee. Specie se così ben espresse.

Anonymous said...

Nessie, in questa lettera a Napolitano è lo stesso Cossiga a rievocare l’accaduto.

http://archiviostorico.corriere.it/2008/gennaio/21/Cossiga_Napolitano_Csm_non_avalli_co_9_080121135.shtml

«…disposi che i carabinieri del nucleo del Consiglio Superiore che normalmente prestavano servizio in borghese indossassero il giorno seguente la divisa d' ordinanza e che il Battaglione Mobile dell' Arma dei Carabinieri, in assetto anti-sommossa, si schierasse autocarrato davanti al Palazzo dei Marescialli, pronti ad intervenire per sgomberare se necessario l' Aula ed anche il palazzo. Le unità precettate dell' Arma dei Carabinieri presero regolarmente posizione di fronte al Palazzo dei Marescialli dalle sei del mattino…».

Motivo del contendere una mozione di censura contro il governo.
Non c’era ancora “mani pulite” e la politica non era ancora stata messa sotto tutela dalla magistratura, ma già il Csm si atteggiava a “terza Camera” con diritto di veto e di… “cassazione” sull’operato dei soli legittimi poteri dello Stato: l’esecutivo e il legislativo.

Concordo sul fatto che la sua politica estera stia alienando a Berlusconi le simpatie degli Usa. Anche Craxi ebbe lo stesso “inconveniente” e finì come sappiamo.
Certa gente continuerà sempre a preferire cagnolini scodinzolanti ad alleati franchi e sinceri.
(no caste)

Anonymous said...

Scarth, l’atteggiamento ondivago di Berlusconi nei confronti di Fini è nei fatti ed io lo imputo ai consigli, forse non del tutto disinteressati, di chi gli è vicino…
Un giorno vorrebbe la riappacificazione, un altro la “separazione consensuale” (che roba è?), un altro vorrebbe cacciarlo ed un altro ancora (dimostrando una notevole ingenuità politica) vorrebbe che Fini se ne andasse spontaneamente.

Nei giorni precedenti il Consiglio nazionale del Pdl, i finiani provarono a contarsi in più di un’occasione ed ogni volta scendevano di numero, fino a palesare la loro inconsistenza al momento di votare il documento conclusivo: non erano abbastanza neppure per dar vita a gruppi parlamentari autonomi (dieci deputati e cinque senatori), come avevano minacciato di fare fino a un attimo prima.
A quel punto Berlusconi avrebbe dovuto rispondere con un bel «Sì!» alla provocatoria domanda con cui Fini aveva interrotto il suo intervento dalla platea: «Che fai, mi cacci?».
Invece preferì ascoltare le sirene dell’appeasement, concedendo ai suoi nemici interni il tempo per organizzarsi.
Sperare che vadano via da soli è pura illusione. Perché dovrebbero abbandonare posizioni dalle quali possono ostacolare a piacimento l’attività della maggioranza e del governo? E perché uscire da un partito che possono tentare di “conquistare” confidando sull’indecisione di chi dovrebbe impedirglielo?
Per questo vanno cacciati, prima che sia troppo tardi. Mi rendo conto che un’espulsione in massa si chiama “epurazione” e che la parola può causare qualche prurito ai benpensanti, ma non vedo alternative per il Cavaliere. Se vuole evitare di continuare a cuocere a fuoco lento e vedersi alla fine scippato sia del governo che del partito.
(no caste)

Nessie said...

Ti ringrazio No caste, per questa importante lettera di Cossiga di cui al link. Evidentemente eravamo ancora in tempi dove il Presidente della Repubblica, oltre ad avere un minimo d'attributi, disponeva ancora di un po' di autorità.
Non è evidentemente il caso di Napolitano. Il quale fa il moralista verso la "bocciofila" P3, ma lui appartiene a ben più elevati ambienti massonici.

Per ciò che concerne Fini, è da un bel pezzo che è nella manica degli ambienti di Oltreatlantico. Curiosa, l'affermazione di Luttwak durante la trasmissione Ballarò quando ebbe a "preconizzare" (sic!) che in caso di caduta del governo Berlusconi o di un eventuale sfiduciamento interno, loro avrebbero potuto giocarsi la carta di Fini. A questa gente non importa che il loro protetto sia un'emerita schiappa. A loro importa solo mettere lì dei fantocci consenzienti. Mica sono lì per fare gli affari dell'Italia...
Sono lì per farsi i "loro" affari. E chissenefrega se poi gli Italiani in caso di elezioni non voterebbero mai per un GianFuffa qualunque. Questa è la loro "fucking democracy".

Per questo mi pare che gli impedimenti del Cav vadano ben oltre il solito democristianissimo nonché goldmansachsiano Gianni Letta.

Domani, vedo di aggiornare il blog con un nuovo post.