29 December 2009

Treni, aerei, traghetti, bus


Volevate la bicicletta? e adesso pedalate....Voglio dire, volevate le famose liberalizzazioni viste come la panacea ad ogni male? E ora avete treni liberalizzati (Trenitalia in luogo della FF.SS), compagnie aeree in libera concorrenza, traghetti di sgangherate quanto improvvisate compagnie private che sono degli autentici colabrodo, e così via. Tutte con una caratteristica comune: risparmiare il più possibile nel personale, nei costi di gestione e manutenzione, e strozzare i viaggiatori. E pazienza, se ci sono stati i pesanti rincari dei costi dei biglietti. Ma l'efficienza, la pulizia e il rispetto per i viaggiatori  lasciano sempre più a desiderare.
Il bello è  che questo non è più un fenomeno solo italiano, ma gllllobbbbale, parola che oramai riempie la bocca a chi la pronuncia quasi con orgoglio, ma che personalmente, mi fa venire il gorgoglione alla pancia. Quel che sta accadendo in questi giorni di ghiaccio, neve e maltempo rimarrà negli annali della storia dei trasporti. Chi ritorna dall'aeroporto JFK degli Usa lamenta d'essere stato trattato "come un  cane". Per non dire della cosiddetta alta velocità a Parigi  e dello scandalo di Claudia Schiffer a Londra, l'unica ad aver ottenuto un trattamento di riguardo, mentre gli altri passeggeri, intrappolati nei vagoni, sono stati trattati peggio delle pecore. Tutto il mondo non è mai stato così angustamente "paese".
Ma torniamo da noi. A cosa serve più avere quel pacioccone del ministro dei Trasporti Altero Matteoli, se poi l'amministratore di Trenitalia Mauro Moretti arriva a sostenere con arroganza che durante il viaggio i passeggeri sono  praticamente obbligati a portarsi coperte, cibi e bibite calde? Non funzionano i riscaldamenti in inverno e non funzionano i condizionatori in estate: è questa la realtà sotto gli occhi di chiunque. Inoltre i treni sono sudici e le toilette delle vere latrine, peggiori che sotto la tanto vituperata gestione dello stato.
Poi, se i treni non partono non si usa neppure più avvertire la "gentile clientela" nelle sale d'aspetto ridotte sempre più a squallidi bivacchi.
 "Vi ringraziamo per aver scelto TRENITALIA" recita la hostess nel messaggio preregistrato quando il malcapitato arriva a destinazione dopo lunga odissea. E che ciascuno racconti la sua, l'importante è poterla raccontare.
Scusate, forse mi sbaglierò , ma liberalizzazione non vuol dire che si è in regime di libera concorrenza di mercato? Mi piacerebbe sapere oltre a Trenitalia quale altra compagnia  si fa avanti, in modo da favorire la "libera scelta" dei viaggiatori. Quindi c'è poco da ringraziare se siamo obbligati a viaggiare con voi. Un consiglio spiccio: evitate di mettervi in viaggio sotto le feste. Potreste essere obbligati a portarvi un plaid.
Buon Anno! E che il 2010 sia un anno migliore. Si dice tutti gli anni, ma quando finisce il calendario e si passa dal 31 del vecchio  al 1 del nuovo, in fondo si spera sempre per il meglio.

35 comments:

Massimo said...

Manca una vera concorrenza, è vero. Ma forse non ti ricordi quando c'erano le FF.SS. statali che aggiungevano, a tutti i problemi elencati, anche un intollerabile clientelismo politico e sindacale. Se si sono fermati 7 treni ad alta velocità tra Francia e Inghilterra, possono ben ritardare, con un tempo come abbiamo avuto dieci giorni fa, anche i nostri. :-) E poi, sì, come sempre abbiamo grandi aspettative per l'anno che verrà ... Buon Anno ! :-)

Nessie said...

Mutando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia, caro Massimo. Ora abbiamo lo stesso clientelismo di allora (tant'è vero che molti di quegli uomini delle FFSS come Cimoli, vengono rimessi in piedi nella nuova gestione aziendale "liberalizzata"); e inoltre abbiamo ceduto fette di sovranità alle società finanziarie straniere che fanno capo alle banche.
Le aspettative ce le avrei: buttare tutto per aria e riprenderci quel che avevamo con uomini di strafuducia modello Bertolaso vigilati dalle authority.
Buon Anno anche a te!

Angelo D'Amore said...

l'importante e' aver mantenuto comunque, una flotta aerea di "bandierina"...il resto non conta, tanto capita appunto a tutti.

Nessie said...

Angelo, se è per questo anche Trenitalia, ha dentro la parola "Italia", ma poi gli appalti per le pulizie non sono nemmeno controllabili. E non ti auguro di viaggiare quando il personale delle pulizie ai cessi (tutte ditte in subappalto) è in sciopero, come ho avuto modo di fare io. Altro che magnificare le "liberalizzazioni". Qui si fa solo ideologia e basta. Sono i risultati che contano. E qui non si vede la differenza tra la vecchia gestione e il nuovo che non avanza.

Viciuos 83 said...

Lo stesso discorso vale per le poste, te lo dice uno di sinistra che ha avuto modo di lavorarci per un breve arco di tempo.
Tu dimmi se è normale che un cittadino debba andare a ritirare la raccomandata non più all'ufficio postale ma al magazzeno di Tnt!

Comunque il discorso è sempre lo stesso. Le liberalizzazioni in salsa italiana sono solo fumo negli occhi. Costi per lo stato e zero rischi per il privato che entra (certo non svincolato da obblighi di clientele... vedi Alitalia) e zero servizio per il cittadino.
Da D'Alema a quegli altri il discorso cambia poco: incapacità ed affarismo. Ecco tutto.

ps: comunque a onor del vero nel nord stanno cominciando a girare i treni della nuova compagnia Austro-Tedesca in qualche modo legata alle Ferrovie Nord: pare che nei giorni di neve non si siano quasi mai fermati. E sembra ormai prossimo (2011) il debutto della nuova compagnia su rotaia che fa capo a Luca di Montezemolo. Facce nuove...
Staremo a vedere

lm

Nessie said...

comunque a onor del vero nel nord stanno cominciando a girare i treni della nuova compagnia Austro-Tedesca in qualche modo legata alle Ferrovie Nord: pare che nei giorni di neve non si siano quasi mai fermati".

Sì, ho sentito anch'io Vicious. Ma come dicevo poc'anzi, come vedi è questione di uomini di buona volontà e non di partiti. E le regioni del Nord, grazie a Dio, funzionano ancora.
Quanto a Luca di Montezemolo, ci andrei piano a chiamarla "faccia nuova", tenuto conto che ha scroccato tanti di quei quattrini al governo, sempre col solito sistema del socializzare le perdite e privatizzare i guadagni.

Angelo D'Amore said...

parlate sempre di nord efficiente e di sud arretrato. difficile darvi torto. e pensare che la prima ferrovia fu la napoli-portici.
poi venne lui garibaldi, ci uni'. l'italia divenne come e' adesso l'europa. un grosso territorio con diverse e separate identita'.
in questo scenario davvero umiliante, nessi, per te e' davvero importante realizzare il ponte sullo stretto? sii sincera, come sempre.

Nessie said...

Francamente No. E nemmeno l'alta velocità in Val Susa. Che passerà ma non si fermerà in Val Susa, nonostante le proteste della Bresso e di Chiamparino.

paolo di lautreamont said...

Anche se ultimamente sono ferocemente contro i "liberali" italiani devo precisare che quella di "Trenitalia" al posto delle FS non è una liberalizzazione, è una monnezza all'italiana. Tant'è vero che là dove si può fare il confronto, cioé con i treni made in Austria e Germany (nel nord) si vede che il confronto e la concorrenza servono. Di sicuro il problema vero è che il servizio "normale" è scaduto (in Liguria ci sono meno treni di 30 anni fa, e vanno più lentamente, esclusi gli IC etc.).

CarloMartello said...

Nessie un saluto, Buone Feste e felice Anno Nuovo!!

CarloMartello

sarcastycon said...

Nessie
direi che la Sicilia con 5 mln di abitanti non possa avere collegamenti precari con il continente,non dimentichiamo che sul ponte passeranno anche i treni.
Non chiamiamo quella italiana alta velocità,perchè facciamo ridere i francesi i giapponesi ed ora anche i cinesi, i ns. treni in confronto sono lumache, velocità max 300 km/h
contro 450 dei francesi i quasi 500 dei giapponesi e forse anche quello cinese, visto la media che tiene, dovrebbe raggiungere i 500
Quindi tutta la canea ambientalista, made in Italy, non ha motivo di esistere, se non per fare la solita insulsa politica.
ciao
Sarc
ps io non prendo mai treni o bus

Nessie said...

Paolo, come saprai, perfino la stazione ferroviaria di P.ta Garibaldi a Milano, era nelle mire della finanza, cioè di Soros.
Chiariamo una cosa: il liberismo, come il marxismo è un'ideologia ottocentesca materialista e utilitarista che mette il profitto sopra ogni cosa. Entrambe sono fautrici dell'"homo oeconomicus". E
questa è pur sempre una gabbia. Utopica finché si vuole, ma gabbia. Noi non sappiamo chi sta dietro a queste operazioni.

Sulla Liguria e i suoi treni pietosi (specie i locali rivieraschi) stendiamo un velo pietoso. Questo, prima della "cura" e dopo la "cura".

Nessie said...

Sarc, l'alta velocità sta dando frutti avvelenati anche in Francia e GB. E comunque anche sulla rete autostradale, in molti tratti vecchia e obsoleta, ci sarebbe da aprire lunghi capitoli. Vedere la Cisa, sempre con lavori in corso. Io viaggio spesso in auto e anche in treno: provare per credere.

Buon Anno a tutti!

Anonymous said...

Cara Nessie, difronte a questi esempi miserandi di privatizzazione, preghiamo che il Cavaliere rimanga in sella il più possibile, altrimenti quelli che dovrebbero essere, per i poteri forti internazionali (anglosassoni, per parlare fuori dai denti), i suoi successori (Gianfuffa, Draghi, Casini e via delirando), hanno già pronta la privatizzazione delle ultime industrie di stato italiane efficienti (ENI, Finmeccanica e poco più), quale graziosa ricompensa per un potere graziosamente fornito su un piatto d'argento e senza alcuna legittimazione popolare. Paola.

Nessie said...

E' quel che cerco di far capire anch'io. Ma qui, come vedi, ci sono ancora gli illusi del "liberismo-che-non-è-stato-ben-applicato". Un po' come in passato quando si diceva del marxismo-non-ben-applicato ma in sé buono.
Se c'è una cosa che avrebbero dovuto insegnare e mettere in allarme le utopie ottocentesche industriali e novecentesche postindustriali è che ogni Utopia per potersi realizzare ha bisogno di allargarsi e di espandersi nel mondo.
Gli anglosassoni, che se le tengano per sé le loro "privatizzazioni" invece di "esportarle".

Bisquì said...

Ciao Nessie ^^
Io non sono capace di scrivere un'articolo complicato come potrebbe essere quello sulla "iperinflazione".

Te la sentiresti di scriverne uno all'ombra delle "privatizzazioni" così come sono state concluse e dell'immigrazione selvaggia (per creare nuovi schiavi o proletari) per mettere in evidenza dove ci stanno portando i poteri forti?

Buon Anno a te ed i tuoi cari :)

Nessie said...

Bisquì, l'economia non è il mio forte, perciò francamente non mi azzarderei. Però, a naso, io ti dico che sei sulla strada buona.
Qui continuamo a credere e a pensare che questo sia un fenomeno di privatizzazioni "all'italiana". E certamente si ha gioco facile nel crederlo, visto che nessuno come noi italiani, siamo davvero abili nel parlar male di noi stessi e delle falle insite nel nostro sistema.
Ma gli effetti già riscontrabili anche altrove sono proprio quelli che denunci tu: la ricerca di manodopera a bassissimi costi e la costituzione dell'esercito di riserva che scatena guerra dei poveri fra allogeni e autoctoni.
Mentre invece io sostengo che il fenomeno è esteso per il mondo e che proviene dai paesi anglosassoni che ci hanno esportato questo modello che prima non avevamo.
Ti consiglio vivamente di leggere questi due importantissimi articoli della Magli:

1) http://www.italianiliberi.it//Edito09/debitopubblico.html

2)http://www.italianiliberi.it//Edito09/sovranitamoneta.html

Poi ripassa e dimmi che ne pensi. Intanto Buon Anno anche a te e a famiglia.

Nessie said...

PS: nel secondo link sulla "sovranità delle moneta in mani private" c'è anche una bibliografia essenziale che sarebbe interessante consultare.
Tra questa spicca un titolo:

Ziegler, Jean: La privatizzazione del mondo, Milano, Il Saggiatore, 2006

T'è capì? La privatizzazione del mondo è come dire che a breve sarà privatizzabile pure l'aria che respiriamo.

Bisquì said...

Nessie,
sono moderatamente pessimista di natura ma questa volta credo di riuscire a vedere molto lontano.
Neanche tanto lontano, forse camperemo così ancora un anno o due e poi esploderà il più grande crollo finanziario dell'ultimo millennio, altro che Zimbabwe o repubblica di Weimar.
Sto dicendo a mia moglie di cominciare a riempire la dispensa ma lei mi guarda come se fossi pazzo.
Non mi sento come tale e vorrei tanto che qualcuno che si intende di economia che scrivesse "nero su bianco" che le mie impressioni sono sbagliate.

Qualcuno sa dirmi cosa succederà quando gli stati dovranno coprire i debiti delle banche e contemporaneamente pagare i propri debiti alla banca mondiale?

Ho paura che questo sarà il nuovo ordine mondiale ma ho anche paura che finirà in un bagno di sangue peggiore della seconda guerra mondiale :(

Nessie said...

Mah... io cerco di non pensarci. La verità però è che non ci dicono la verità: e cioè che gli Usa andranno in default e che trascineranno nella loro caduta tutti noi, dato che sono a capo della cordata mondialista.
Temo che la famosa lotta contro "il terrorismo internazionale" sia un ultimo disperato tentativo di tenere una coesione social-patriottica che è già saltata al loro interno.
Una domanda semplice semplice: perché invece di andare ad assaltare mezzo mondo (ora Obama parla di assalto allo Yemen) non stoppano l'immigrazionismo a casa loro?
Basterebbe solo questa incongruenza per capire che ci raccontano delle gran bugie.
Hai poi letto i due pezzi che ti ho testé consigliato?

Bisquì said...

Mi sa che non ti ho fatto gli auguri :(

Auguri, tanti tanti di cuore ^^

Bisquì said...

Li avevo già letti perchè li avevi già linkati in altri post.

Gli squali stanno comprando "infrastrutture" perchè quelle sono parte dell'econimia "reale".
Non sono un'economista ma un pò la capisco.
Nel disastro loro non perderanno nulla, anzi!
Chi ci rimetterà saremo noi perchè "loro" avranno a disposizione manodopera a bassissimo costo e già abituata a vivere di "fame".

La situazione è compromessa, ci sarà un effetto domino tra tutte le nazioni e chi pagherà amaro saremo noi occidentali.
Ecco il perchè di tanto terzomondismo!
Altro che multiculturismo, ...nuovo schiavismo e gli imbecilli mettono bombe ovunque non sapendo che fanno il gioco dei soros e company, altro che hallah!

Nessie said...

Sì, me li hai già fatti gli auguri :-).

E' esattamente come dici, caro Bisquì. E non mi stupirebbe che questi quattro bombaroli da strapazzo con le mutande esplosive fossero assoldati per l'uopo. Tanto quella degli squali è genia priva di scrupoli. Basta pensare che il terrorismo ceceno è finanziato da Soros.
Eppoi assoldare questi quattro morti di fame, cosa credi che ci voglia?!

Anonymous said...

Cara Nessie, che quella del bombarolo con le mutande esplosive sia una "fals flag", come dicono i padroni del mondo (speriamo ancora per poco), è una teoria che già circola per la rete. vedere i siti www.comedonchosciotte,org e www.informazionescorretta.blogspot.com-Paola.

Nessie said...

Certo che andare in paranoia collettiva per uno smutandato, vuol dire averci il cervello in pappa, poveretti!
Parlo di quegli americani che se le bevono...

Anonymous said...

Eh, Nessie, temo che anche molti nostri connazionali se le bevano, purtroppo. Comunque se gli americani vogliono andarsi ad impantare in una terza guerra, buona fortuna. Voglio proprio vedere dove andranno a prendere i soldati. Hai letto la notizia che il loro comando supremo o stato maggiore o come cazzarola si chiama ha vietato alle soldatesse di rimanere incinte perchè tante usavano questo espediente per essere rimpatriate dalle zone di guerra? Bah, avevano ragione gli antichi romani." Quos perdere vult, Iuppiter dementat". Ormai siamo proprio alla follia, non so neanche quanto lucida. Paola.

Vanda Sanzogni-Holik said...

Cara Nessie, l'ho sempre detto io che il muro di Berlino e' caduto perche' avevano vinto loro ed hanno esportato il sogno dell'Internazionale dappertutto, solo che gli hanno sostituito l'etichetta con quella di Globalizzazione.

Bisquì said...

Nessie,
leggilo tutto fino in fondo compresi i commenti.
Si lo so è lunghissimo e palloso ma è illuminante il fatto che sul sole24 non si fanno letture sull'argomento mentre se cerchi su google la discussione è vivace.
Alquanto vivace!

http://www.megachipdue.info/tematiche/kill-pil/226-gli-incendiari-delle-banche-centrali-accelerano-liperinflazione.html

Nessie said...

Letto Paola, grazie!

Vanda, il liberismo e il marxismo sono due ideologie un po' diverse, benchè nascano entrambe sotto la spinta delle rivoluzioni industriali.
Ma, come ho spiegato, producono lo stesso effetto: usare l'economia per rincoglionire le masse e svalorizzare la persona umana. Sono stata certamente lapidaria e c'è molto da discutere e da fare dei debiti distinguo, ma il risultato è questo.
In ogni caso, per rimanere agli slogan, nel bolscevismo si diceva "tutto il potere ai soviet".
Nel mercatismo attuale si dice "tutto il potere alle banche".

Nessie said...

Bisquì, grazie. Vedo che la "libera stampa" finanziata dalle cordate bancarie TACE.
Pubblico qui nello spazio-commenti alcuni stralci interessanti dal tuo link:

Crisi, è ufficiale: la sinistra si è rincoglionita

Crollo dell'economia reale strozzata dagli istituti di credito e dalle banche centrali. Tornano gli aiuti di Stato, vituperati da anni di idolatria delle “privatizzazioni”, del “contenimento” salariale e dei “tagli necessari” al welfare. La crisi, con le sue evidenti determinanti, avrebbe almeno il potenziale di riunire la sinistra a rivendicare, senza ombra di smentita, che “avevamo ragione noi”. Invece no e, al culmine di vent'anni di evanescenti autocritiche, si cede la bandiera “statalista” a Tremonti e, per contrasto, perfino da questo sito si cade su un nuovo dietrofront andando a ripescare, udite udite, la politica monetaria restrittiva della Reaganomics.

Megachip è un eccezionale spazio di pluralismo mediatico e Movisol, da cui è tratto il pezzo in questione, è un meritevole movimento per i diritti civili. L'“allarme” che viene lanciato ha però stavolta i colori del clamoroso abbaglio. Si paventa un ribasso dei tassi da parte delle banche centrali, a partire dalla nostra a Francoforte, che produrrebbe un effetto di “iperinflazione”.

Ebbene, più che un'analisi di un gruppo di solidarietà internazionale, sembra di leggere un bollettino della Banca Centrale Europea. Ora, sono state abbondantemente denunciate le responsabilità dei passati vertici della Federal Reserve nella crisi dei mutui, con appelli a indebitarsi alla vigilia di rialzi dei tassi. Praticamente nulla si è però scritto sulla non meno criminosa miopia messa in atto negli ultimi anni dall'Istituto di Francoforte. Di più, la “prudenza” mostrata fino a poco fa dalla Banca Centrale (corsa in enorme ritardo ai ripari coi primi ribassi) ha ricevuto addirittura il plauso di corsivisti della sinistra radicale, proprio in quanto di segno opposto rispetto alle recenti politiche espansive d'oltreoceano e alle timide sollecitazioni di qualche governo europeo. (continua)

Nessie said...

Che cosa diceva Francoforte fino a qualche settimana fa? Diceva che la crescita europea era fin troppo sostenuta, meritando progressivi rialzi dei tassi a detrimento del debito di famiglie e imprese, nonché ripetuti moniti a non incrementare il potere d'acquisto dei loro salari. Il nemico numero uno, spiegava il signor Trichet, era l'inflazione. Come se l'ascesa dei prezzi fosse determinata in questi anni da un eccesso di domanda, anziché da fattori esogeni quali il petrolio alle stelle, i rialzi sulle materie prime, per non parlare delle speculazioni italiane sull'Euro.

E' drammatico quanto l'ideologismo liberista, che da decenni pervade incontrastato i governi, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e le agenzie di rating, persista a imporre al mondo la penalizzazione delle condizioni lavorative e lo smembramento dello stato sociale, confondendo le cause della crisi coi loro effetti. Ed è ancor più drammatico che tale confusione sia fatta propria anche da parte della sinistra e dell'associazionismo. Movisol parla della “vertiginosa rapidità con cui la City di Londra cola a picco, trascinando l'intera economia britannica”.

Tra un salotto e l'altro, quasi nessun intellettuale ad accorgersi fino all'altroieri del preesistente impoverimento della popolazione e dello scarto dilagante tra ricchissimi e nullatenenti. E quasi tutti a pensare che la crisi borsistica nasca da chissà quali speculazioni, e non dal fatto stesso che la gente ha il portafoglio vuoto. Ci si è rincretiniti al punto da ritenere che il benessere popolare dipenda dai decimali del Dow Jones, del Mibtel o anche del dato assoluto del Pil, senza accorgersi che in ultima istanza la causalità è esattamente l'opposta. Si identifica la situazione di tutti coi dividendi di pochissimi, e si parla di “crisi” solo quando sono loro ad avere qualche problema.

Non c'è bisogno di sorprendenti alchimie, di nuove idee, di raduni Facebook. Per capire questa crisi e per uscirne, basta spegnere qualche ora il monitor e rileggersi un po' di Marx o di Keynes, o anche solo ricordarsi di come si stava e di quel che facevano le socialdemocrazie europee prima del Grande Rincoglionimento. I segni della rivolta sociale sono ovunque. Speriamo se ne accorga anche la sinistra

Aldo said...

Nessie, tanto il tuo post quanto i commenti (e le relative risposte) sono davvero molto "densi". Non lasciar cadere l'argomento, perché è un tema centrale. Anzi, vedi (se ti è possibile) di allargare il quadro - alcuni spunti preziosi li hai già accennati in questa pagina.

Noto una progressiva "curvatura" nel tuo modo di vedere le cose, un graduale cambiamento di prospettiva che lascia intravedere un sincero desiderio di "pensare con la propria testa" rifuggendo da schematismi sclerotizzati e schieramenti da tifoseria calcistica. E' cosa rara. Mi sento di complimentarmi per questo tuo modo di procedere. Ciao, e speriamo insieme in un 2010 almeno passabile.

Nessie said...

Grazie Mille, caro Aldo:-) Più sopra ho fatto un post di buoni auspici per voi tutti. Che il 2010 sia finalmente l'anno della verità.
E che il VERO coincida col BELLO. Com'è nella nostra tradizione.

Viciuos 83 said...

@ Nessie:

il tuo discorso è molto interessante e mi fa piacere che finalmente riesco a trovare una persona di destra capace di parlare di economia internazionale senza bersi la balle neoliberista/fondomonetariste per cui il Pil è l'unico dato utile per valutare la consistenza di un'economia e il lassez faire l'unica ricetta per mantenere tale consistenza.

Detto questo, in qualche commento indietro tu dici che bisogna uscire dalle logiche, assolutamente utopistiche, dell'utilitarismo liberale e del positivismo marxista nate dopo la Rivoluzione francese.
Ho paura però che, visto il tempo che stiamo vivendo, non ci sia spazio per una qualche forma di Romanticismo pessimista alla Dostoevskij, e si corra il rischio di finire risucchiati da Evola ed Ezra Pound.
Spero, visto che parli anche della necessità del ritorno alla sovrapposizione fra "vero" e "bello", che tu non ci voglia somministrare iniezioni del genere.
A presto.

lm

Nessie said...

Grazie Vicious, ma francamente non capisco per quale ragione ti preoccupano tanto Evola e Pound che francamente non ho mai letto.
Io provengo dalla sinistra. E dunque hai toppato in pieno. Vedi che tristezza le etichettature? poi si rischia di fare la fine di Igor (Marty Feldman), quello che scambiò i cervelli nel film Frankenstein Junior.
Il motivo per cui non la voto è per mera intelligenza.
Io sono per la difesa delle identità e per lo stop all'immigrazionismo, tutte cose di cui la sinistra si fa un emerito baffo, convinta com'è che questo paese disponga di risorse illimitate per fare la beneficenza universale.
Il vero e il bello, sono due categorie rinascimentali. Perciò estetiche ed insieme etiche, il nostro massimo periodo di splendore. Il romanticismo e Dostoevskij non mi spaventano affatto. Anzi...avercene oggigiorno di simili genialità. Ma come potrai constatare da te, non esisterà mai più nulla di così grandioso.
Certo che partire dalle Poste, alle ferrovie, ai treni, fino a parlare di geni ineguagliabili, si è fatto dei bei voli pindarici.