06 May 2009

Bikini e Burquini: due facce di uno stesso Occidente

Fra qualche settimana arriverà l'estate. E già si sprecano campagne pubblicitarie di beveroni dimagranti, di creme anticellullite, di abbronzanti per preparare la pelle per il fatidico costume da bagno.

Il bikini è un tipo di costume da bagno femminile in due pezzi che lascia la pancia scoperta. Il nome deriva dall'atollo di Bikini, sede di esperimenti atomici. Il costume, al suo apparire intorno agli anni '40-'50, fece scalpore, fu come una esplosione atomica. Ci vollero anni prima che fosse accettato e al suo lancio, provocò grande scandalo accompagnato da crociate puritane e perbeniste. Poi dal bikini si passò al topless, al tanga o al perizoma. Quindi al nudismo totale. Una volta spogliata la donna, a quegli stessi persuasori occulti (io li chiamerei "perversori occulti") non restava che rivestirla. E allora adagio adagio si rilanciò la moda del costume intero.




Ora pare che ci siano altre "minoranze etniche" che rivendicano i loro "spazi specifici" di sport e di relax. Ecco che allora dall'Australia inventarono il burquini, parola astuta che sembra coniare in modo pretestuoso la parola burqa + bikini e che pare la tuta di un'astronauta. In questi giorni si è fatto un gran parlare della diocesi di Bergamo che ha permesso nella sua piscina Siloe alle donne mussulmane, la possibilità di accedere alle ore di nuoto separate, vestite di ridicoli burquini.




Che fa la Chiesa? Corteggia l'islam alla ricerca della devozione e della morigeratezza perduta, nell'illusione (vana) di accattivarsi le pecorelle smarrite del suo stesso ovile? Con questi sistemi è impossibile. Punta a convertire al Cristianesimo i praticanti di una religione ben più rigida, separatista e identitaria? E' un gioco che non vale la candela. Rischierebbe di alienarsi quel residuo consenso dei suoi accoliti. Leggo qua e là reazioni risentite da parte di vari blogger sul tema. Se consultiamo il dizionario alla parola "integrarsi" segue il significato: cercare di inseririsi in un ambiente, in un certo tipo di società adattandosi ad esso". Dunque eccoci all'ennesimo mito utopico della società occidentale: integrazione. Ma non si può integrare nessuna minoranza in un Occidente che mostra di essere privo di regole, di capisaldi, di criteri e di ogni valore che non sia quello basato sul profitto e sul tornaconto immediato sospinto dalla vorace e predatoria ideologia mercatista. La tanto decantata "multiculturalità", nasconde in realtà la necessità del mercato di allargarsi a dismisura recuperando "nuove fasce di utenza" (come si dice nel pessimo slang economicista). E del resto, tollerare una specie di sudario acquatico in lycra con annesso cappuccio in nome della "libertà" è come voler essere liberi di venir "segregati", "incappucciati" o "imburquinati": è una falsa libertà. Senza contare il discorsetto sulla demografia di cui non si vuole tenere in granché conto. Se prevalgono numericamente le donne di identità mussulmana, poi questo "pluralismo" diventerà prevalente, e allora gli stranieri a casa nostra e nelle spiagge nostre diventeremo noi. Come già avviene in alcuni rioni della piccola Olanda dove le donne olandesi devono copririsi come beduine del deserto se vogliono attraversare certi quartieri senza venir molestate con sputi, pietre e altro, dagli immigrati magrebini.
Aspettiamoci a breve, nel nome del rispetto e per il diritto d'osservanza verso "nuove confessioni", le piscine con la danza dei 7 veli. Qualche commerciantone nostrano aprirà forse una piscina "separata" per le signore del burquini, concedendo loro pure l'uso dei veli integrali, contravvenendo ad ogni norma di sicurezza. Con un po' di fantasia potrebbe pure chiamarla piscina Mille e Una notte, con sottofondo di musiche arabe per il relax acquatico. Non resta che giocare la carta dell'Ufficio Igiene. Ma in realtà, conosciamo già la risposta del commerciante: non olet!

Bikini e Burquini: pur nelle loro differenze, due facce di uno stesso Occidente sempre più alla deriva e incapace di tenere ferma la barra del timone.

13 comments:

Massimo said...

Beh ... il bikini è sinonimo di decadenza occidentale solo in relazione a chi lo indossa ... :-)

Nessie said...

Ma io mica parlavo di decadenza? Qui eravamo agli inizi. POtevamo fermarci agli esperimenti...atomici. E invece siamo andati a finire in Arabia Saudita.

Elly said...

Decadenza? Bhe si, se una donna fa schifo meglio che non lo indossi il bikini, c'è sempre il costume intero, raffinato, elegante... ma se proprio abbiamo bisogno di tornare indietro nei secoli, si, il burquini, le spiaggie, le scuole, le piscine, i teatri, i supermercati, i cinema, i parchi... ecc, ecc, devono essere divisi.

Nessie said...

Il Burquini è stato brevettato qui in Occidente, per conoscenza. E' questo il senso della mia critica e polemica. Più che dividere parchi, ristoranti, scuole e piscine per le nuove "risorse etniche" io non li farei entrare per niente. Così hanno modo di esprimere la loro identità e fede, direttamente a casa loro. Pessima mossa quella della Diocesi di Bergamo.

CarloMartello said...

"Le mie donne le voglio vedere negli occhi, le voglio vedere solari. Desidero che mostrino l'ombelico, perché quello è il centro del mondo!" (lo Sceriffo Gentilini)

X-D


CarloMartello

Nessie said...

Gentilini è una vera forza! :-)

Anonymous said...

MILANO - Carrozze della metropolitana riservate alle donne e altre agli extracomunitari. «E' una provocazione», commenta lo stesso Matteo Salvini, vice segretario della Lega, presentando i suoi candidati alle provinciali davanti a Palazzo Marino. L'idea l'ha lanciata appunto una delle sue canditate, la scrittrice-taxista Raffaella Piccinni, del sindacato autonomo Sitp. Poi però Salvini soggiunge: «L'idea di riservare posti ai milanesi, da qui a qualche anno, potrebbe diventare una realtà. Come in passato c'erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne in gravidanza, adesso si può pensare a posti o vagoni riservati ai milanesi».

Ottima idea. Ma la liberta', purtroppo, cala. Come previsto.

Stella

Nessie said...

E certo che la libertà cala, cara Stella. Oggi hanno passato in rassegna (La Russa e Napolitano) il nuovo esercito della nazione con almeno 100 extra-comunitari al suo interno. Soldati e soldatesse di colore provenienti da Africa e Asia. Niente di personale, per carità, ma vorrei che il mio paese fosse servito da chi è nato qui, generato da genitori di qui. Non da "neo-italiani" di acquisizione. Io credo nello "ius sanguinis" e se vogliono cambiare la norma che abbiano il coraggio di dirlo e di farne un chiaro dibattito parlamentare.
Poi vedremo come si mette coi voti. Non imporre de facto e obtorto collo, lo "ius soli" di matrice statunitense. Ma siamo ancora in una democrazia? Questo è totalitarismo. Perché i cittadini vengono informati di questi "rimaneggiamenti" solo a cose fatte?

Anonymous said...

Il Burqini è orribile e ridicolo, non c'è molto altro da dire se non che queste donne non hanno neppure la libertà di scegliere tra il bikini, il costume intero o, appunto, il burqini. Libertà di scelta che noi occidentali invece abbiamo.
stefania

Nessie said...

E' vero Stef. Ma questa ridicolaggine orribile gliel'abbiamo confezionata e gliela vendiamo noi occidentali. Come pure quell'altro obbrobrio di camice-burqa verde per infermiere islamiche in GB.

Josh said...

A Riccione c'è già da anni una spiaggia chiusa strachiusa, con i muri alti intorno, stra-privatizzata con selezione all'ingresso:
solo per danarosissime signore musulmane così combinate, in cui a una sorta di duty free annesso alla spiaggia vendono alta moda italiana. Come dire, oltre il burquini....

Nessie said...

Questo conferma che i veri "burquinisti" siamo noi. A casa loro queste donne in spiaggia non ci vanno nemmeno. Qui invece, gli creiamo perfino i costumi "su misura".

Anonymous said...

Che facciano la lotta per non essere lapidate a sassate, come avvine espesso e come avverrà a gioni in Iran. Collegatevi al sito di Amnistia Internaccional della Spagna .......e noi con loro.
Questa mi sembrerebbe una lotta degna di nota, non cerco il burquini....ce se vogliono possono indossare a casa loro , al mare o altro, ma non nelle nostre piscine.
Loro vogliono il rispetto della loro cultura ma non rispettano minimamente la nostra e poi....si lasciano uccidere a sassate !!!! Mah ......