16 June 2008

Non son più le ciliege di una volta



Abituati a mangiar banane come gli scimpanzé per tutto l'anno (i primi frutti del mercato globale che si trovano in circolazione per tutti i 12 mesi dell'anno) è evidente che aspettiamo quel dolce tempo delle ciliege dove possiamo ricordarci che esistono ancora frutti esclusivamente nostrani. Cioè italiani. E che maturano alla stagione stabilita: tra la fine della primavera e il solstizio d'estate. Nel caso della ciliegia, un frutto doppiamente italiano. In questo senso un frutto "rivoluzionario" oltre che nazionale, perché non è stato ancora geneticamente modificato e sei sicuro al 100% che proviene dai villaggi delle tue regioni: Vignola, Verona, Lecce, Marostica, dalla Sardegna, dalla Toscana, ecc. Impossibile farle arrivare da altrove: deperirebbero in men che non si dica. E' il frutto della nostra infanzia - quello che "quando c'erano le ciliege" voleva dire che la scuola stava per finire e che finalmente ci potevamo godere l'agognata libertà di andare a spasso da mattina a sera senza l'incubo dei compiti, con le lucciole che rischiaravano i solstizi della bella stagione entrante. Matura tra metà maggio e metà giugno. Ma alla fine di giugno comincia già a fare il verme, e non è più consigliabile mangiarle. Ha la grazia di tutte le cose effimere: devi coglierla come l'attimo fuggente. Poi potresti non trovarla più. Anche perché ne sono ghiotte le gazze. Da piccola sceglievo le "gemelline" unite insieme dai due gambi, e le mettevo per gioco alle orecchie a mo' di orecchini.


Così, come "non ci sono più le mezze stagioni" (e non è solo un luogo comune) le ciliege di quest'anno non son più le ciliege di una volta. Non ha fatto che piovere. Spiavo tanto il ciliegio davanti a casa mia per gustarne i frutti direttamente dall'albero, ma il sole pallido, i frequenti nubifragi (piove quasi tutti i giorni) ne hanno sciupato i dolci frutti color rubino. E la chiamano estate... Se è per questo non c'è stata nemmeno una buona primavera. Non vorrei che anche il tempo fosse diventato globalmente omologato e uniformemente monsonico senza più le quattro stagioni: un limbo di freddo inizio primavera tutto l'anno, simile a un inizio autunno. Autunno-inverno senza funghi, primavera-estate senza ciliege. O con ciliege che fanno acqua e che non sanno di niente. Odio le banane. E' roba da primati. Adoro le ciliege che ogni anno costano sempre più care: 6 euro, 7 euro , 8 euro. In maggio andavano dai 12 ai 15 euro. Cara la mia Italia, ma quanto ci costi!

26 comments:

Mefisto said...

Bel post Nessie, sa di estate, di erba bagnata, di profumi, di ricordi.

berto said...

Nice blog. Thats all.

Nessie said...

Grazie Mefisto. Tutte cose lontane da noi, visto come sta andando anche questo giugno :-)

Anonymous said...

Sono i miei frutti preferiti ma francamente, prima di questo post, non mi sono mai soffermato a pensare che fosse tra gli ultimi frutti veraci italiani rimasti in circolazione. Ho guardato la mappa geografica delle ciliege. Ora le mangerò ancora più volentieri, piogge permettendo.
Luca

Anonymous said...

Una Nessie spesaiola! :-)
Le ho assaggiate qualche giorno fa e buone non erano; d'altra parte, oggi e' il 16 giugno e ho addosso jeans,maglietta e due maglioni!

Stella

Nessie said...

In effetti, Luca, abbiamo mele della California, pere del Perù, nespole dalla Spagna, pompelmi da Israele, fragole tutto l'anno creciute in serra che sembrano gommapiuma, prugne dalla Turchia. Banane dall'Africa tutto l'anno. La ciliegia è italiana, poverina. Ma la mangiamo pochi giorni all'anno.

Stella, le ho comprate (duroni di Vignola) l'altro giorno, care come il fuoco e sapevano d'acqua.
Se può consolarti, il maglione addosso ce l'ho anch'io :-)

Anonymous said...

Cara Nessie,
va bene che siamo "alla frutta" per come vanno le cose in Italia e nel mondo, ma questa pausa ortofrutticola fa piacere, tanto più che parli di un frutto nostrano e genuino:non sapevo che le ciliege fossero uno dei pochi frutti(l'unico?) che finisce sulle nostre mense senza aver preso un volo intercontinentale.Le cose che scrivi ci fanno ripercorrere con nostalgia il "memory lane"...La differenza, rispetto al passato, è che oggi sto gustando i duroni di Vignola con addosso un maglione di lana di agnello comprato a gennaio per difendermi dal freddo siberiano di Vienna :)
Un saluto da Occidentale

Nessie said...

Essì, caro Occidentale. Prendiamoci pure una pausa di "nazionalismo ortofrutticolo", visto che i poveri Italiani non possono nemmeno accedere allo strumento del referendum per la ratifica di Trattati "portoghesi", a causa di "antichi debiti di guerra".
Tuttalpiù possono sfogarsi come stanno facendo ora i miei vicini di casa, con le partite Europee e rispolverare inni e bandiere solo in queste rare occasioni.
Ciliege e maglioni è un altro dei nostri crudeli paradossi meteorologici. Buona e piovosa serata.

Anonymous said...

6 euro, 7 euro , 8 euro

ma dove vivi a Montecarlo?!..o fai la spesa alla boutique della frutta!!?
:-)

Quelle di quest'anno mi sono parse ottime sia in Albania che qui al Sud...prezzo medio a Tirana 200 lek (manco due euro)...a Salerno da 2 euro al chilo in su al mercato.
Le mangio quasi ogni giorno...ora ho inziato anche coi gelsi

Zagazig

Nessie said...

Allora invitami. Se non mi credi vieni su in Lombardia a vedere da te. I prezzi sono questi. E sono scesi solo in questi ultimissimi giorni. In maggio andavano addirittura a 12-15.
Beato te, che rumini more del gelso. Qua sono inzuppate d'acqua e sono marcite sulle piante :-(

Josh said...

Le ciliege sono costosissime anche da me. A parte che quest'anno con tutta quest'acqua e il poco sole sono un po' tutte degli acquaroni amarognoli e niente dolci.
Senza sole, la parte zuccherina non matura bene.
No, Zagazig, non sono i prezzi di Montecarlo, ma i prezzi dell'Italia 'europea'.
Mi consolo un po' perchè di funghi ne ho trovati abbastanza (con l'alternanza pioggia-sole se ne trovano assai) ma bisogna tacere il costo del tesserino regionale per poterli raccogliere, e il resto delle ciliege le prendo direttamente in campagna, o in montagna dietro casa, dove è pieno di alberi da frutto, mele, pere, prugne, albicocche. Si trovano duroni (i miei preferiti), ma anche ciliege selvatiche, amarene e marasche.
Comunque con la troppa umidità, la luna nuova, etc, a breve davvero anche le ciliege ...si popoleranno di sgraditi ospiti. Nonostante tutto, i prezzi sono davvero esosi.
Ma si sa, al nord la frutta e la verdura costa come la carne di prima scelta.

Nessie said...

Giusta precisazione Josh. Volevamo essere Italiani/Europei? Siamo stati accontentati. Direi che frutta e verdura costano anche di più della carne di prima scelta. Come si vede, essere vegetariani è diventato un lusso.
Altro che Montecarlo! Da noi costa il doppio che al Sud anche il pane.

Anonymous said...

..ma venite al Sud che ci fate ancora lì..:-)...anticipate il trend...

Zagazig

Nessie said...

Qualcuno ha già iniziato a farlo. C'è quel cantante inglese rosso dei Simply Red che ha impiantato un'azienda vinicola in Sicilia. Mica male come idea!
Carole Bouquet (l'attrice testimonial della Chanel, ex compagna di Depardieu) ha ina tenuta con un pezzo di vigneto a Pantelleria.
A me piacciono le isole, ad esempio.

Aldo said...

Nessie: "Qualcuno ha già iniziato a farlo. C'è quel cantante inglese rosso [ecc.]"

Guarda caso non hai citato nessun operaio dell'Ilva, né alcun messo comunale di Pecetto Torinese, né alcun pensionato a 500 euro...

Ad avere le tasche ben "condite" si può fare quel che si vuole. In caso contrario, bisogna voler fare solo quel che si può. E l'acquisizione di latifondi non è in elenco. :)

Nessie said...

Aldo, questo è poco ma sicuro :-)

Lo PseudoSauro said...

Confermo. Le ciliege attuali sono una schifezza, c'e' poca varieta' e costano come l'oro. Piove con il cronometro, come ai tropici, e tutto marcisce sulle piante. Non si riesce a trovare una giornata di sole che sia una da oltre due mesi e le spiagge sono deserte.

In compenso: le banane (io le mangio) costano poco, anche se fanno schifo uguale. Gli avogados te li tirano dietro e i frutti della passione te li vendono anche dal tabaccaio. Sott'acqua ci sono pesci che manco sulla barriera corallina...

Magari le ciliege buone le troviamo in Brasile...

Mica per infierire, ma questo e' ormai un inferno. Magari non sara' tutta colpa delle multinazionali, ma dall'umidita' che c'e' sembra di stare in Inghilterra. Sui mezzi pubblici non si sente piu' parlare italiano nemmeno dagli italiani stessi. Ci si addormenta a Genova e ci si sveglia a Macao.

Il consiglio del sauro:
se potete andatevene dalle citta',
andate a piedi e fate tanta attivita' fisica, prendetevi un pezzo di terra e piantateci sopra qualcosa (magari fateci razzolare sopra anche due galline), comprate almeno un fucile da caccia a testa con abbondanti munizioni e mantenetevi in contatto con amici fidati che non abitino troppo lontano da voi. Mal che vada ne acquisterete in salute e in serenita', ma se e' vero che il disastro e' alle porte, allora sara' una questione di sopravivenza.

Ha ragione Zag: il Sud e' messo meglio, almeno sotto questo punto di vista, ma il Nord lo vedo proprio male: c'e' troppa gente che un giorno potrebbe essere molto affamata.

Nessie said...

Si vede che ci sono le partite di calcio in tv, eh? :-)

Per i refrattari al calcio (pochi da proteggere col Panda) è quasi meglio parlare di banane schifose e di frutta marcita dalla pioggia. Il tuo pezzo "piove con il cronometro e tutto marcisce sulle piante..." se lo copiaincolliamo diventa un pezzo da Philip Dick, il celebre scrittore di Blade Runner (poi un film).
In caso di lotta per la sopravvivenza, dimentichi che il Nord dispone pure di inaccessibili montagne, attualmente le uniche zone desertiche rimaste.
Ovvio che le città vanno lasciate agli abitanti di Macao :-)
Comunque per me che amo il sole, meglio il Sud. Evitando accuratamente Lampedusa, che rischia di diventare un'isola-CPT permanente.

Nessie said...

PS: E dire che volevo prendermi una pausa "ortofrutticola" da disimpegno :-)

Lo PseudoSauro said...

Partite? La televisione l'ho regalata a mio fratello, per quello che me ne faccio... uso poco anche i barnasci , tanto che non mi funziona piu' niente e non ho voglia di mettermi a vedere cosa non va. Tanto, se il petrolio andra' a 200 US$, con questa roba non ci potremo fare nemmeno la birra e dovremo scegliere se andare in auto oppure mangiare.

Io direi che, senza essere necessariamente millenaristi, i "segni" si vedono e non sono solo i globi luminosi dell'Apocalisse, che pure ci sono anche quelli. E' il mondo che sta marcendo, non solo le ciliege.

Dimenticavo che pure le olive...

Nessie said...

Sì, partite. Ha vinto l'Italia whitey e monolitica contro la Francia multikulti. E se devo dire la verità, una volta tanto non mi dispiace, ma lo vedo di buon auspicio.
Sauro ti vedo leopardesco. Non nel senso del felino, ma del poeta da Recanati: pessimismo cosmico! Dai che domani farà bello e magari troverai delle dolci fragoline di bosco :-)
Notte!

Giano said...

Ciao Nessie, grazie per l'apprezzamento. Ho letto il post citato "Pensieri e parola con museruola" e lo condivido in pieno. Ma vista l'aria che tira, sia da noi, sia in Europa, non sono molto ottimista per il futuro. Anzi, ecco...molto Anzi!
In quanto alla frutta, hai ragione. Io dico sempre che tanto vale comprare quella che costa meno, perché il gusto è lo stesso, sanno di niente.
In questo periodo, però, da noi, oltre alle ciliegie, ci sono degli ottimi meloni, quelli piccoli gialli, molto profumati e coltivati in campi all'aperto. Ma la cosa più buona, per me, sono le pesche, anche quelle coltivate in loco, quelle vecchie pesche sarde con la pasta gialla morbida e la buccia che viene via facilmente. Sono una specie particolare che purtroppo va scomparendo perché la gente (sempre più rincretinita) preferisce quelle dure e grandi, che sanno di banana che sa di pera che sa di cetriolo. Il bello di queste pesche è che sono facilmente deperibili, quindi non vengono esportate, quindi...ce le pappiamo noi. Beh, ogni tanto qualche piccola soddisfazione, no?
Ciao Nessie, buona giornata...:)

Lontana said...

Io le ciliege buone le ho mangiate!
E le trovo regolarmente al supermercato...Vengono dalla California! :-D
Non mi ricordo piu' quanto le ho pagate l'ultima volta, ma non erano esagerate.
Certo che é il colmo! In Canada mangi ciliege buone e in Italia le annacquate..
In realtà le ciliege autoctone ci sono anche qui, ma rimangono piccolissime, tutte osso.

Fra poco si potranno raccogliere le fragole. Si va nelle fattorie.Enormi.Entri con la macchina e ti fermi a pesare il cestino, poi segui le indicazioni per parcheggiare e poi un ragazzo ti dice dove puoi raccoglierle.
Allora ti fiondi nei campi, metà le mangi e metà le metti nel cesto. E costano poco.
Bel post Nessie! Spensierato quel tanto che basta per far venire voglia di cose buone.

marshall said...

Nessie,
peccato non ci siano tutto l'anno!!
Io ne sono grande estimatore e consumatore...soprattutto negli ultimi anni. Sapessi quanto bene mi fanno...come depurativo.
Le consiglio spassionatamente a tutti quanti abbiano certi problemi.

Nessie said...

Giano, da voi ci sono anche i carciofi che sono ottimi. Il clima è temperato (quello giusto) né troppo caldo né troppo freddo e favorisce molta buona frutta e verdura.
A me le pesche piacevano molto quelle di pasta bianca profumata con un po' di peluria sulla buccia, che hanno poi provveduto a far sparire, perché a certi deficienti dà fastidio. Il post "Pensieri e parole cone la museruola" è stato visitato anche da Andrea Morigi di Libero ed era stato per molto tempo su Libero blog. Grazie a te :-)

Nessie said...

Lontana, con le tue descrizioni del fragoleto canadese fai venire l'acquolina in bocca :-)
Vabbé che come dice l'Occidentale siamo alla frutta, ma una pausa ortofrutticola ci vuole. Oggi per fortuna è uan bellissima giornata, mai stata tanto gradita dopo settimane di pioggia.

Marshall, sì sapevo delle proprietà diuretiche di cui dici, e pare anche che le ciliege facciano bene alla cellulite, di cui noi donne siamo sempre acerrime nemiche :-)