03 October 2006

Il mercante di pietre e l'impossibile critica al mondo islamico

"Il mercante di pietre" di Renzo Martinelli non è un buon film. Peccato. Quando ho visto come la critica lo ha classificato ( con una sola stellina) ho pensato là per là: ecco i soliti critici venduti che hanno paura di parlare bene di un film che tratta un argomento-tabù. E allora, per non danneggiare la causa, si fanno garanti del flop anzitempo. Come? Boicottandolo. Vabbé, andiamo pure in sala, col rischio di saltare per aria.
Il film è effettivamente di mediocre confezione. E' la storia di un collezionista italiano di pietre preziose stabilitosi nella Cappadocia (Harvey Keitel) che corteggia la bella moglie di un docente universatario romano rimasto senza gambe durante l'esplosione dell'ambasciata americana a Nairobi (280 morti), nel 1998. Ovvio, che così conciato in carrozzella, il poveretto non può avere che un conforto: dedicarsi anima, e quel che resta del corpo, alla causa dell'antifondamentalismo e contro il terrorismo islamico. Ma la moglie ha le sue esigenze e il "mercante" taroccato, durante una vacanza in Turchia, si fa avanti con un bel pietrone prezioso da regalarle incastonato su un magnifico anello. Che fare? Accetto o non accetto?
Massì che accetta la graziosa moglie del docente in missione permanente. Ed ecco l'inganno. Il mercante è un neocovertito all'islam arruolatosi nei mujaheddin ai tempi della guerra sovietico-afghana. A niente valgono le preghiere del povero marito tradito e mazziato (anzi, gambizzato) che cita testualmente, alla moglie fedifraga, dal bigino: "non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musulmani".
La donna ha, evidentemente, altri progetti. E li mette in atto in alcova, dove non ci risparmiano la vista penosa di un Harvey Keitel in costume adamitico col torace dal vello irsuto e bianco per antico pelo: niente di più smosciante e qui, sì, dovrebbe scattare la vera censura estetica (si fa per dire! :-)) . Chissà perchè il cinema italiano è sempre così avaro nei confronti dello sguardo del pubblico femminile. Molto meglio un Richard Gere in "American Gigolò": anche l'occhio vuole la sua parte !
Il resto non è una novità e il finale della vicenda (che non svelerò) non può che essere catastrofico.
Però bombe, attentati, lapidazioni, berci sgraziati di muezzin e genuflessioni sui tappeti, ce ne sono a profusione. Ciò che deve aver mandato in bestia i fautori italiani dell' "islam moderato". Moderato a chi? A me?! Così le aspiranti gestapo islamiste de noantri stanno già lavorando per ottenere il ritiro del film. Motivo dell'ipotetica censura: non fa cenno all'islam moderato. E quale, di grazia? Dell'isola-che-non-c'è? Ma fatevelo voi, un bel film edificante sui miracoli dell'islam moderato: non si aspetta altro che di crederci.
Ed eccoci ad una verità lapalissiana. Chi tocca muore: così sta scritto sui fili ad alta tensione con tanto di teschio e di quattro tibie. Chi parla di islam, pure. O se non muore, si viene boicottati, emarginati e lasciati a se stessi con formali garanzie di appoggio, ma nessuna reale copertura come Robert Redeker, il docente francese di filosofia minacciato di morte dagli islamisti che hanno messo sul web tanto di foto, nome, cognome e indirizzo.
Film brutti che parlano di crociate e di argomenti in chiave anticristiana ce ne sono tanti in circolazione. Ma dal mondo cristiano non si levano né fatwe né inviti alla censura né querele con risarcimenti economici. Qualcuno di questi poi, riceve pure premi perché sputtana le suore a spron battuto (vedi "Le Magdalene").
Prendiamo un altro esempio: "Il mercante di Venezia" di Shakespeare, pièce teatrale fortemente antigiudea. Oggi si direbbe, antisemita. Eppure si continua a rappresentare ovunque con successo. E il regista Michael Radford ne ha fatto un omonimo buon film con Al Pacino protagonista. Gli ebrei non avranno gradito i toni forti con cui è stato rappresentato l'usuraio, ma si guardano bene dal mettere in forse Shakespeare e la nostra cultura occidentale. Mi si obietterà: ma Shakespeare è Shakespere.
E allora?! Il principio di libertà è lo stesso. E anche i film non belli hanno il diritto di circolare liberamente. L'importante è che il ghiaccio sia rotto e che il principio di omertà venga finalmente infranto. Ma dev'essere proprio questo che disturba tanto. Perciò, andate pure tranquillamente a vedere "Il mercante di pietre". Magari per criticarlo impietosamente: è libertà anche questa.

45 comments:

Lo PseudoSauro said...

Sai qual'e' l'unica mia perplessita? Che non c'e' pellicola in cui non ci siano arabi musulmani: buoni o cattivi... ma fatemi vedere dei cinesi, degli ottentotti, dei maori... questi qui gia' me li vedo tutti i giorni. Comunque il film va visto per dovere civile: bello o brutto che sia.

Nessie said...

Certamente, Sauro, dovere civile. Di film sui maori ne ho visto uno: "Lezioni di piano" di J. Campion, girato in Nuova Zelanda. E proprio con lo stesso Harvey Keitel nel ruolo protagonista, tatuato e nudo (dev'essere un suo vizio). E già allora faceva venire i brividi. Ma non di piacere.
Quanto ai terroristi arabi, li si vede sempre col mitra in mano in moltissimi film: dalla saga di Indiana Jones di Spielberg, alla serie di "Ritorno al futuro" di Zemeckis. Sempre che saltano giù da un furgone e si mettono a mitragliare a tutto spiano. Dovessero fare fatwe per tutti, ne avrebbero di materiale...

Lo PseudoSauro said...

L'ho visto anch'io "lezioni di piano"; poi ne ho visto un altro che trattava delle bidonvilles neozelandesi; a parte i mitici All B(l)acks... va bene basta anche con i maori. Facciamo una cosa strana: vediamo come vivono popolazioni esotiche come i bellicosi tedeschi, i flemmatici inglesi, gli estroversi francesi... o sto sbagliando qualcosa? A volte mi sembra di aver sbagliato era.

Lo PseudoSauro said...

Di la verita', che ci vai apposta per vedere Keitel nudo...

Nessie said...

:-))) Da un po' di tempo in qua trasformi il web nelle comiche. Ne ho visto un altro con Harvey Keitel sempre della Jane Campion: "Holy Smoke (Fuoco sacro)dove per liberare una giovane ragazza dall'influenza di un guru indiano, fa il ruolo di un truce "deprogrammatore" adibito al controlavaggio del cervello. Ma poi si innamora della sua paziente alla quale avrebbe dovuto controlavare il cervello. Lì, indossava una lunga tunica rosso-fuoco, da guru di quarta. Mai visto niente di più demenziale! Sfido io che a Hollywood non gli diano più una parte decente: tutte i ruoli del fuori di testa li fa lui!

stefania said...

Guarda Nessie, più che dire “Shakespeare è Shakespere” propenderei per “gli islamici sono islamici”. Non c’è nulla da fare, non cambieranno ma faranno cambiare noi. E’ mai accaduto che abbiano accettato una lieve, lievissima critica al loro credo senza far cagnara e senza uccidere qualcuno? Se dei dolci chiamati “biscotti ebraici” - che di ebraico non avevano nulla - hanno sollevato polemiche, figuriamoci un film - seppure mediocre (non l’ho ancora visto ma mi fido del tuo giudizio) – sui terroristi suicidi, il jihad, il terrorismo islamico.

Nessie said...

Caro caro caro Michele,
(dimenticando il libro della Ginzburg )ma che bella sorpresa averti qui! :-) Come vedi dopo la morte della nostra amata Oriana, tutto è precipitato e mala tempora currunt. Ti ho scritto alle tue due email con relative istruzioni. Un abbraccio.

Nessie said...

Stef, ieri Il Foglio riportava la notizia che i gestori delle sale cinematografiche hanno paura di distribuire il film. Come vedi, la paura fa novanta.

Rubytuesday said...

Se non troverò il tempo per andarlo a vedere (figliolanza permettendo), lo comprerò in dvd, in vhs e in betamax per dovere civile (come dice Saurone)!!!
Voglio proprio vedere se mi esplode tra le mani! ;)
Renzo Martinelli non è nuovo alle minacce di teste calde e di sguaiati figuri. Quando girò Porzus, le BR minacciarono pubblicamente di fargli saltare la testa.

Orpheus said...

E io che volevo andarlo a vedere....ma Harvey Keitel nudo, proprio no!!!!
Non potevano far fare il "mercante" a Gerard Butler...
Scherzi a parte, più noi chiniamo la testa, più loro si fanno prepotenti.
Martinelli ha detto che la parte sull'islam é frutto di minuziose ricerche ed è vera.
La frase che dice il marito cornuto e gambizzato é farina del sacco uno dei pochi islamici moderati: Abdel Rahman al-Rashed, ed é citata in un libro di Oriana Fallaci...
ciao Mary

Nessie said...

Ruby, non sapevo niente di questo Porzus. Di che si trattava? di un film contro il terrorismo brigatista?
Mary :-))) a proposito di Keitel nudo, qualche volta bisogna fare un po' le buone samaritane. Dice bene il Sauro: si tratta di un dovere civile.

andrea said...

ma il mercante i pietre non ha nessun tipo di censura.si trova in tutte le multisala e stà incassando bene.perchè parli di boicottaggio.il da te citato mercante di venezia ha avuto un eco decisamente minore.piuttosto,considerando che il film è assai mediocre,ha beneficiato dell'argomento trattato.altro che boicottaggio

Nessie said...

Andrea l'ho letto ieri su Il Foglio. Alcuni gestori di sale cinematografiche non lo distribuirebbero per non avere noie.
E' comunque vero che "Il mercante di Venezia" con Al Pacino ha avuto pochissima eco. E tuttavia era un buon film.

andrea said...

nessie,ma se tu leggi il foglio non è colpa mia:)..

Spinoza said...

Porzus è un altro film verità sulle foibe e sui crimni dei comunisti titini, spalleggiati dai "compagni" italiani.

Nessie said...

Andrea siamo ancora un paese libero e si può leggere ciò che si vuole :-)
Spinoza, grazie per l'informazione sul film delle foibe di Martinelli.

periclitor said...

bellissimo post complimenti concordo naturalmente stasera a 8emezzo perlano di questo.ciao.ti linko

andrea said...

davvero siamo ancora in un paese libero?a sentir qualcuno sembrerebbe di no.e comunque,asserire di averlo letto su libero mi fà un po' ridere.come leggere la recensione di un film di moore su l'unità.

Anonymous said...

Confermo che Il Mercante di Pietre trova poche, pochissime sale disposte a distribuirlo,basta parlarne con quelli che lavorano nel settore e tutti danno medesima risposta.

Stella

andrea said...

posso capire che per chi come voi ritiene la visione del mercante di pietre un "dovere sociale",qualunque rifiuto di trasmettere il film sia da imputare a ragioni di autocensura,o di prevenzione antiterroristica.la realtà pero' vuole che il suddetto film goda di una distribuzione capillare in tutte le multisala d'italia(e lo confermo per esperienza diretta),trailer promozionali su tutte le televisioni nazionali e pertecipazioni del regista a alcuni programmi televisivi.consultando poi sorrisi e canzoni tv,si puo' anche scoprire che la pellicola incassa bene ed è in programmazione da diverso tempo.esattamente come diversi altri film,ma con una differenza:il mercante di pietre non è un buon film e ha una buona audience proprio per l'argomento trattato,quindi il problema è l'esatto opposto..un film mediocre che ha un immeritato successo.perchè in italia c'è chi critica coloro che amano moretti per dovere sociale.ma per dovere sociale và a vedere martinelli.allora,evidentemente,sarebbe meglio tacere...per dovere sociale.

Nessie said...

Sì, Stella, è vero. E la notizia circola anche sul web e la blogosfera. Andrea leggi bene: ho parlato de Il Foglio, non di Libero. Quanto al nostro Paese, ho usato l'avverbio di tempo "ancora" davanti all'aggettivo "libero". Ancora per quanto non mi è dato di saperlo, ma ho tutte le buone intenzioni di tenermelo per come l'ho trovato alla nascita. E tu?

Nessie said...

Grazie Periclitor. L'ho visto ieri sera "Otto e mezzo" e la puntata aveva per titolo."Si può criticare l'islam"? Si sentiva la mancanza di uno come Ferrara...

andreaxnessie said...

che tipo di domanda è la tua?

Bisquì said...

Ciao Nessie,
Grazie di essere passata.
Mi dispiace che abbia dovuto leggerti una lenzuolata ma se avessi fatto un post a puntate avrebbe perso completamente il significato. Sono comunque certo che ci sarà chi non condividerà pur conoscendo l'islam solo per sentito dire. Qualche tempo fà vidi un filmato girato in slovacchia, all'interno delle moschee. Per 6 mesi l'autore è andato regolarmente alla funzione religiosa, registrando le prediche.
Se riesco a ritrovarlo lo pubblico ... per chi non capisse l'arabo o lo slovacco ci sono le traduzioni in inglese :-)

Bisquì said...

ooops,
mi è scappato invio.

Dicevo, è impressionante la considerazione che hanno dell'occidente e cosa predicano tra le loro 4 mura.

Sicuramente i rossi negheranno con tutte le loro forze ma se si rendessero pubbliche le prediche fatte nelle moschee non credo che rimarebbero molti "indigeni" tolleranti e moderati.

L'esempio della Slovacchia è indicativo. Lì ci sono solo poche decine di musulmani ed in una predica si dice chiaramente che devono comportarsi bene in attesa di essere più numerosi e meglio organizzati... Taqiya e Kitman.

Non c'è nulla da meditare ma da agire ed in fretta.

andrea said...

non si capisce da dove si evince una superiorità morale della destra sulla sinistra.come se quelli che tu chiami ridicolmente "i rossi",fossero propensi a farsi massacrare e i destri invece sono pronti a salvarci.come se gli attentatori selezionassero le vittime.probabilmente nella tua suddivisione di massima dell'umaninità,io rientro nella categoria dei rossi.allora senti che cosa pensa un rosso:credo e voglio credere nella forza dello stato.vorrei che la polizia,allorquando fosse rilevato il reato di incitamento al terrorismo,intervenisse di conseguenza,arrestando chi se ne rende responsabile.è così difficile?non credete che sia una buona soluzione?e non credete che il mio punto di vista laico,e indipendente da radici cristiane,sia meritevole di rispetto?o è il punto di vista di un rosso,quindi è inaccettabile?

Bisquì said...

... Horst racconta al Foglio quanto è successo, dopo che la sua storia è finita sul Wall Street Journal e sulle prime pagine dei quotidiani olandesi. “Mi considero un protestante molto liberal. Ho sempre votato a sinistra, ma i recenti episodi, soprattutto l’approccio con l’islamismo, mi hanno portato a una grande distanza dalla sinistra”. Succede che il preside dell’Università di Utrecht chiede a Horst di eliminare dal suo lavoro i riferimenti all’islam. “Quando rifiutai, il preside ne parlò con il rector magnificus, W. H. Gispen, che nel suo ufficio mi comunicò che sarei comparso davanti a una commissione”. Questa gli adduce tre ragioni per rimuovere i passaggi sull’islam: troppo pericoloso, si rischia la reazione di “gruppi di studenti islamici organizzati”; con la sua faccia tosta il prof. Horst avrebbe rotto i ponti del dialogo fra musulmani e non musulmani, e il suo lavoro conteneva “commenti sarcastici su alcune figure pubbliche olandesi, che ho criticato per la loro posizione antisemita”.
Il rettore lo costringe a depennare i riferimenti all’islam. “Da solo non potevo affrontare i rischi. Così, decisi di presentare la versione castrata. Non potevo esporre me stesso e gli altri a potenziali pericoli”. La rabbia in Horst fatica a lasciare il passo alla serenità. “Sono furioso per la censura folle a cui sono stato sottoposto. Non sono mai stato umiliato così in vita mia. Il rettore Gispen mi dissuase dall’esporre l’odio islamico verso gli ebrei. Se non lo avessi ascoltato, disse che avrebbe esercitato la sua ‘responsabilità di rettore’, cioè mi avrebbe impedito di tenere la mia lezione di congedo”. La commissione disse: “Dobbiamo proteggerti da te stesso”. Horst ha incassato il plauso della vessata comunità ebraica d’Olanda. “Nelle università olandesi è difficilissimo studiare l’antisemitismo islamico. I soli ad averlo fatto sono stati il commissario Frits Bolkestein e Pim Fortuyn, il primo a vedere la minaccia dell’islam radicale. Gli islamologi tendono a chiudere gli occhi sui peggiori aspetti del mondo islamico, con la sola eccezione di un professore coraggioso di Utrecht, Hans Jansen, paria per i colleghi di studi islamici membri della chiesa politicamente corretta”.

Questi sono i regali dei rossi, che poi fanno le verginelle e contemporaneamente si danno da fare per distruggere i servizi segreti che lavorano per l'antiterrorismo (islamico).

Nessie said...

Bisquì, conosco la vicenda del prof. olandese di Utrecht e anche quella di Robert Redeker. Ora speriamo solo che la Francia islamizzata apra finalmente gli occhi. Purtroppo l'ideologia terzomondista della sinistra (sia italiana che europea) ci ha fatto di questi bei regalucci: tutti dentro, oves et boves, e ora rischiamo di non essere nemmeno più liberi "a casa nostra". Sì, perchè questa è casa nostra e non territorio da pascolo.

siro said...

Ho visto anch'io "Il mercante di pietre", volevo farci un post ma poi purtroppo non ne ho avuto il tempo.
Concordo con te, non è un film memorabile. Tutto sommato però lo trovo tecnicamente ben fatto, e la "smosciante" visione di Harvey Keitel è compensata dalla generosa esposizione di Jane March :-)
La costruzione della sceneggiatura, specie nel primo tempo, non è niente male: non lascia un attimo di noia. Il secondo tempo è un po' più bolso e il finale è quasi attaccato. Nel complesso: non un capolavoro ma comunque un film da vedere. Più per quello che dice (complimenti al coraggio di Martinelli!) che per come lo dice.

PS: Ma tu hai capito, Nessie, come fa a guidare il professore senza gambe?

Nessie said...

Mah non so, forse un'auto per paraplegici. Questa sera da Ferrara hanno recensito un altro film di regia indiana sul fenomeno delle spose-bambine in India e della vedovanza dove si viene sospinti a crepare col marito o a sposarsi un parente del clan. Il suo titolo è "Water" , ed è già in distribuzione per le sale. Ciao Siro :-)

ArmatexOn said...

grazie nessie il tuo pezzo ha descritto cosi bene il film chr non vedro znch perche avevo gia visto un keitel nudo in un sltro film xmbientsto in sustralia e che aveva nel titotlo quqlcosa come lezione di piano e narra la storia di una donna e un pianoforte quelle ecene sono state piu che sufficienti per me grazie ancora.
a proposito leggendo il tuo pezzo sono incappato nell'islam moderato a tal proposito credo che scrivero il mio prossimo per spiegara cosa e' l'litalia e perche e' cosi per giove credo sara una faticaccia dovro ripercorrere l'italia risorgimentale i cavour , mazzini e il barone di ferro bettino e finire alla DC ai casini emastellaicasoli spero di farcela e perdonatemi se non ci riusciro, io ce la mettero tutta " vedremo.

ArmatexOn said...

fatemi gli auguri io mi cimento sempre in cose complicate come quello dei buonisti e dovetti partire da mario, silla e cesare

Anonymous said...

Cara Signorina o Gentile Signora Nessie,

solo un caro saluto dopo la visita al Suo blog.
Dai dati riportati non vi sono dubbi del Suo romanticismo.
Non mi sorprenderei qualora dovessi trovarLa intenta a leggere una poesia dei poeti "laghisti" presso il Castello di Urquhart.
Vedo che conosce bene gli scritti del Prof. Giorgio Israel, continui così e seguiti a sostenere le Sue battaglie.
Iosehus Rusticus Mediolanensis de rebus alchimiae metallorumque senex magister atque experitus Tibi plurimam salutem dicit.

Nessie said...

Grazie mille per la visita Rusticus. E anche per il "romanticismo". Il mio latino è un po' arrugginito, perciò la prossima volta, se ha qualche bel proverbio, potrebbe metterci la traduzioni in Italiano?

Nessie said...

Arm, infatti il film di cui parli è "Lezioni di piano" ma mi pare che si svolga in Nuova Zelanda.
Vedo che siete tutti terrorizzati dalla nudità di Keitel. Anche Mary ha fatto le tue riflessioni Ciao:-)

Anonymous said...

Cara e gentile Nessie,


o meglio Saura dal "bel nome romagnolo",nessun proverbio latino, perdona un mio brutto vezzo per l'uso della lingua di Virgilio,era semplicemente un carissimo saluto da Rusticus un vecchio signore che si è occupato per anni di chimica e di metalli.

Legga se vuole, sotto altra veste, alcune mie reprimende su I.C.

Di nuovo cari saluti e buona giornata

Rusticus

Bisquì said...

OT
Nessie di quale commento parli? E di quale post? Perchè a me risultano tutti, non è che hai controllato il post sbagliato? ^-^

Nessie said...

OT a Bisquì: parlo del tuo megapost sulla Taqiya. Ci avevo messo un commento che ieri non ho più rivisto. Ora vengo a rivedere...

Lontana said...

Ma che bella critica..un film da vedere comunque. Confesso una mia devianza da reprimere: Harvey Keitel in Lezioni di piano, l'avevo trovato sexy...Ho visto quel film almeno tre volte...Dovro' nascondermi? :-(
Per quanto riguarda il film "Water" l'ho visto in cassetta ed é molto bello.
Mi viene or ora in mente un altro film che fu censuratissimo, non so se qualcuno se ne ricorda: " Africa Addio" di...ohibo', mi sfugge...
Film considerato razzista e sparito per sempre.Illustrava i massacri compiuti dagli africani "liberati" dai colonizzatori..
Ciao Nessie! :-)

Nessie said...

Ah, ah! LOnt, sei l'unica qua dentro che sponsorizza Harvey Keitel in costume adamitico! :-)
Water circola ora nelle sale cinematografiche italiane e andò a vederlo. L'indiana regista è stata minacciata a morte dalla comunità dei sikh: buoni pure quelli!

Il film sull'Africa (Africa addio...) di cui parli era di Gualtiero Jacopetti e ricordo benissimo che in Università e per le piazze, i neri volevano sfasciare tutto. Ciauuu!

Lontana said...

Grazie Nessie!
Era proprio quello. L'avevo visto con mia madre che continuava a chiudere gli occhi per l'Orrore. Poi ci furono un sacco di polemiche, ma io, da quel momento, mi convinsi che sarebbe stato meglio avere ancora un po' di anni di colonialismo ( inglese) piuttosto che tutto quello sfascio di liberta'...
Ciau!!!!

Ne' di Venere ne' di Marte... said...

A volte ritornano... Marte si e' trastullato un po' con le sue occupazioni. Adesso tocca a Venere.

siro said...

"Africa addio" è disponibile nella personale videoteca di Siro. Però è la versione televisiva... Le immagini "incriminate" ci sono, ma un po' tagliate :-)

PS: Fortissimo Rusticus!

Anonymous said...

ma quale flop preventivo.... si tratta di mega flop oggettivo! costato 6 milioni di euro non ne ha incassato nemmeno 1, giusto per la cronaca.
Temo che sia finita la carriera di Martinelli, a meno che Medusa non continui masochisticamente a passargli del denaro in futuro.

Anonymous said...

E' sparito da Youtube il finale con la lezione su Lepanto !!!