05 April 2006

Finkielkraut, l'Ue e la sua resa al Jihad nucleare iraniano

La minaccia iraniana incombe ma Alain Finkielkraut, filosofo francese di origine ebreo-polacca, non si fa, come già il suo collega Glucksmann, troppe illusioni circa le prese di posizione europee. Lo ha dichiarato in un'intervista al Foglio di Giuliano Ferrara. Perché? "perché esistono grandi differenze tra le nostre pubbliche opinioni". E a dimostrarlo sarebbe la diversa eco mediatica e di partecipazione ottenuta a Roma davanti all'Ambasciata iraniana durante la grande manifestazione  di protesta per le dichiarazioni antisioniste e antisemite di Ahmadinejad nel novembre scorso,  a fronte di quell'analoga francese. "Mi trovavo a Firenze e assistetti a un dibattito tv tra Rutelli e Fini, i quali pur con sfumature diverse facevano la stessa diagnosi. In Francia, invece, il Conseil des Institutions des Juives, riuscì a radunare a Parigi soltanto poche persone tra l'indifferenza generale". Irenismo, progressismo ed egualitarismo terzomondista formerebbero dunque la miscela tipica del Vecchio Continente.
"L'Ue è nata dalla comune decisione degli stati di interrare l'ascia di guerra. NON CI COMBATTEREMO PIU' -  decretarono le nazioni europee. Siccome la guerra è sempre  nata dagli stati d'Europa abbiamo difficoltà a capire che avere nemici non dipende soltanto da noi".
 E ancora: "Il progressista è uno che non ha capito l'11 settembre, non si è accorto che quel giorno sono comparse separazioni ben più profonde. Eravamo trascinati dalla passione dell'uguaglianza, della comunicazione, ma gli aerei quel giorno si sono trasformati in armi da guerra per abbattersi contro i simboli del commercio. L'umanità si è trovata di fronte all'impenetrabilità reciproca di due comunità umane. Alcuni però continuano a vedere un'unica guerra, tra dominanti e dominati tra "Impero e moltitudine" - come dice Toni Negri".
 
Ma per Finkielkraut l'idea più perniciosa è un'altra ancora: "E' l'egualitarismo terzomondista che non intende stabilire differenze tra gli stati e sostiene che siccome Israele ha l'arma nucleare, non si vede perché si dovrebbe impedire in Iran di averla. Ma esistono stati-canaglia, stati ideologici. O l'atomica non ce l'ha nessuno, o se ce l'ha qualcuno allora possono averla tutti". E ancora:" Se ammetti che Israele possa avere l'atomica e l'Iran invece no, vieni subito tacciati di razzismo,  almeno in Francia".
Dunque secondo il suo pensiero ciò non sarebbe che l'applicazione automatica di un ideale democratico secondo cui ci si rifiuta di stabilire differenze tra stati e stati in nome dell'uguaglianza d'ogni essere umano. (riassunto da Il Foglio)
 
Problemi aperti:
 
1) La Francia ha importato attraverso la dottrina Mitterand la peggior teppaglia politica dall'Italia: Toni Negri, Cesare Battisti, Piperno, Oreste Scalzone e numerosi altri. Costoro non sono certo stati fermi e con le mani in mano durante il loro dorato esilio francese,  facendo propaganda antiamericana, antiisraeliana e antisemita a gogò.
2) La Francia ha avuto una migrazione selvaggia della prima, seconda e terza generazione dai paesi del Maghreb e le banlieues sono brodo di coltura del razzismo, tribalismo e antisemitismo (si veda il recente caso di Ilan Hariri e il suo feroce assassinio).
3) Il nazionalismo e l'assimilazionismo francese alla République vuole far credere di poter controllare i flussi migratori, ma ciò si è rivelato fasullo e mendace. Al contrario si sono sviluppate le politiche sociali e paternaliste dei sussidi che hanno incentivato fannullonaggine e violenza nelle periferie.
4) Non dimentichiamo che Chirac è stato eletto coi voti determinanti della gauche francese contro Le Pen (la honte - la vergogna)
 Pertanto è debitore alle sinistre e alla CGT. Per questo finisce con l'esserne ostaggio, fenomeno a cui assistiamo anche in  questi  giorni durante la protesta studentesca: pur di rimanere a galla, scaricherebbe anche i suoi. E lo farà. (Nessie)

10 comments:

Nessie said...

NOi non siamo messi bene, ma anche i francesi con tutte le loro sbruffonerie non sono messi certo meglio di noi. Ricordo quando in occasione della manifestazione italiana davanti all'Ambasciata iraniana che Finky (mon amour) dichiarò di essersi commosso dicendo che in Francia se la potevano sognare una dimostrazione come quella, "per motivi di ordine pubblico" che nel linguaggio cifrato vuol dire a causa dell'antisemitismo islamico.

Lo PseudoSauro said...

Per il momento siamo quelli messi meglio, ma solo per il momento. I nostri problemi sono altri e la situazione e' molto fluida. Capirai presto a cosa sto alludendo.

siro said...

L'Europa che si cala le braghe, foraggia Hamas e vede la minaccia iraniana come una burletta è quanto di peggio ci possa essere. Peggio del terrorismo stesso.

Nessie said...

"Avere dei nemici non dipende soltanto da noi" mi pare l'essenza stessa della verità di tutto il discorso di Finkielkraut. Quella scomoda verità che l'Ue non vuole vedere, né sentire. Certamente un comportamento penoso e meschino. Ciao Siro!

Perla said...

Buonasera Nessie :-)

Quello che la triade anglo-franc-tedesca ha cercato di di impostare, fallendo, è quella che gli americani definiscono soft power.

e' questa l'unica politica che l'UE riesce a fare e quel che mi inqueeta è che Blair ci si debba adeguare.

Speriamo presto in un hard power.

Ho postato il video della conf. stampa di Berlusconi di oggi, se ti interessa. :-)

Un abbraccio forte

Perla

Nessie said...

Sì, mi interessa, Perla. Ora vengo a vedere. Anch'io sono delusa della reggenza britannica dell'Ue dalla quale ovviamente mi aspettavo di più. D'altro canto non possiamo scordare che la G.B. è stata la prima a praticare quel multiculturalismo postcoloniale che ha da un pezzo messo in evidenza le sue molteplici crepe. C'è un altro aspetto della questione iraniana che mi inquieta: il fatto che attraverso la forte maggioranza sciita irachena gli ayatollah iraniani possano destabilizzare ulteriormente il già martoriato Iraq. Tempi duri! Ciao :-)

Orpheus said...

La Francia é sicuramente messa peggio di noi per il momento...ma se vince la sinistra avremo il "piacere" di condividerne le sorti.
Francamente sono preoccupata e tesa, il nostro futuro é in gioco...intanto Piccardo ha invitato (o meglio comandato) ai musulmani italiani di votare Diliberto. Capirai sono sulla stessa lunghezza d'onda due talebani senza un briciolo di coscienza.( e poi il buon Dili quando fu Ministro di G.eG. acconsentì a regolare la distribuzione dei pasti in base aglim orari del ramadan)
Ciao Mary

Nessie said...

Sono d'accordo Mary: la sinistra riuscirà nell'intento di farci assaporare in Italia quell'islamizzazione galoppante che già esiste nella Francia delle banlieues e nell'Inghilterra di Londonistan. Quanto a Diliberto ci siamo già presi un saggio della sua gestione del min. Grazia e Giustizia con la Baraldini.

Perla said...

Dall'Iran arrivano solo notizie inquietanti che l'Europa preferisce ignorare. se non ci fosse Israele a monitorizzare quell'area non sapremmo neppure dei rapporti domestici che il regime ha ogni giorno con Al Qaida e affiliati.

A presto :-))

Perla

Nessie said...

Gli israeliani se è per questo si sono fatti già dei bunker antiatomici al confine e hanno pure degli intercettatori di missili nucleari. Ma noi si dorme...