12 December 2005

Vacanze Romane (tra il Papa e Veltroni)

In una mattinata decembrina con le chiome dei pini inondati di luce e sole mi trovo alla fermata del bus sull'Aurelia. Chiedo a una signora, dove si acquistano i biglietti e mi indica una tabaccheria sul lato opposto della strada.Poi con gentilezza si offre di vendermene uno dei suoi. Con quel gesto di cortesia la giornata romana si annuncia propizia. La signora è simpatica e ciarliera e mi chiede da dove vengo, se sono in vacanza o che cosa. Arriva il 246 e lei sale salutandomi con giovialità. Arriva il 247 e salgo anch'io fino al capolinea. Davanti ai Musei Vaticani sono incerta: li ho già visti tante altre volte eppoi c'è sempre una transumanza di giapponesi dal frenetico clic fotografico. Entro, nonostante le mie iniziali reticenze, e rilevo che le misure antiterrorismo funzionano bene. Infatti ci fanno togliere giubbotti, paletot, giacche e fanno passare borse, zaini e indumenti al metal detector. Troppo caldo, troppa gente, troppi pellegrini in visita. Una sala alla quale non avevo fatto caso in tempi felici e sicuri è la Sala Sobieski dedicata all'assedio di Vienna (11 settembre 1683) con un Giovanni Sobieski a cavallo e con le legioni dei cristiani che sbarrano l'accesso ai turchi ottomani in un enorme dipinto di 41 metri donato da Jan Matejko, pittore polacco, a Papa Leone XII nel 1883. Mi siedo e ammiro il capolavoro ripetendomi in stato di semi-trance: "Non prevalebunt...non prevalebunt". Manco fosse una litania. Ecco cosa sono venuta a fare: a rincuorarmi un po' e a ripetermi che no, non prevarranno. Queste, le immagini che cercavo inconsapevolmente. Nella Cappella Sistina i flash dei giapponesi diventano davvero insopportabili (oltreché abbaglianti), specie davanti agli affreschi michelangioleschi.Una giungla di Nikon e di Canon si alza quasi minacciosa verso il soffitto. Fortuna che il Signore è dipinto lassù sulla volta... inarrivabile. Ma non doveva essere vietato fotografare?
Sul tardo pomeriggio vado a Piazza Navona e cerco un locale per uno spuntino. Entro al caffé ristorante Bernini. Dato il nome italiano dello scultore italiano, si crederebbe di trovare del personale nativo. Invece - macchè - ragazze giapponesi servire ai tavoli, un maitre in giacca e papillon marocchino, mentre il giovanotto al banco era cinese (o forse giapponese pure lui) con tanto di lungo pizzetto al mento. Sulla piazza illuminata a giorno anche di notte, bancarelle, via vai di giostre, saltimbanchi di strada, mimi alla Marcel Marceau. Ma alle bancarelle non si vede un droghiere né un frittellaro italiano. Solo indios. Come indios sono pure i venditori di caldarroste e i gestori dei chioschi delle bibite. Roma città aperta. Più aperta di così...In due anni che manco, è cambiata ulteriormente la geografia umana.
A sera, se qualcuno crede di gettarsi a capofitto sulla rinomata gastronomia romana delle trattorie trasteverine, si accorge che anche lì il turn over del personale è profondamente mutato: personale caraibico, latino americano, giapponese ecc.Di romano è rimasto solo il nome dell'insegna sul tipo del Rugantino. Un consiglio? Se vedete un'osteriola dall'aspetto un po' dimessa con sedie di legno e tavoli tipo quello di mia nonna quando faceva la pasta in casa, e se magari c'è pure un cartello con la scritta Non si accettano carte di credito, solo contanti! beh...allora fermatevi e pranzate (o cenate) tranquillamente. Lì c'è ancora qualche sora Lella o qualche moglie del sor Olindo che cucina polpettine di carne alle erbe aromatiche o involtini al sugo come Dio comanda. Specie in via d'estizione e da proteggere col Panda del buon ristoratore.
L'indomani 8 dicembre - giorno dell'Immacolata, a piazza di Spagna arriva papa Ratzinger per rendere omaggio alla Madonnina sulla stele.Già che sono qua, una benedizione di Benedetto XVI non può certo farmi male. Specie di questi tempi. La piazza è gremita, come pure Via Condotti e Via Frattina trasformatesi in fiumi umani in piena. Se malauguratamente un kamikaze dovesse....beh, meglio non pensarci. Non c'è metal detector che serva, in casi come questi. Arriva papa Ratz attorniato e abbagliato da paparazzi. Perfino una persona schiva e discreta come lui che raccomanda di festeggiare il Natale con "sobrietà" e umiltà, può fare ben poco, nell'età del clamore e della ridondanza.
Alla Fontana di Trevi, qualcuno aspira a fare Anita Ekberg, bloccato prontamente da un vigile urbano. Ma continuano i lanci scaramantici delle monetine in the fountain.
Il giorno dopo è dedicato alla mostra di Edouard Manet al Vittoriano. Brutta! Lo dico senza mezzi termini. Sono pessimi i criteri museali con cui si organizzano le mostre in Italia (e non solo a Roma). Come si fa a mettere un mucchio di grafica in bianco e nero, e non più di 4 o 5 dipinti a olio, quando trattasi di un impressionista? E come si fa a credere di sopperire al tutto con dei gran video-tape che parlano di vita, morte e miracoli dell'artista, senza vedere esaustivamente queste opere? E' solo un magna-magna per turisti. Mentre dai fori imperiali si diffonde la solita musica andina (che noia mortale/da più di 30 anni si ripete sempre uguale - cantava Lucio Dalla). E se lo dice lui che è di sinistra, vuol dire che è doppiamente vero. Musica andina dei musicanti di strada. Dalle finestre del museo Vittoriano assisto all'intrigante affresco vivente di Roma imperiale, Roma papale, Roma pagana, Roma cristiana, Roma fascista, Roma comunista, Roma veltroniana, Roma meticcia in un crogiuolo inscindibile di storia, genti, antiche vestigia, moderni e postmoderni obbrobri.
Il polso della città lo si tasta attraverso i suoi tassisti. Perciò, niente di più simpatico di un tassista romano e del suo disincanto verso i guasti della metropoli. Passiamo davanti al Ponte Sisto dove staziona e bivacca un gruppo di punkabbestia i quali litigano dabbestia, ubriachi fradici mentre brandiscono bottiglie di birra a mo' di clave per lanciarsele l'un l'altro. Quei poveri cani che sono con loro, quanta tenerezza mi fanno! Umani, troppo umani! Fossi nella Protezione degli Animali, glieli confischerei subito. "Mmàzzate ahò!" - esclama con flemma il tassinaro, "Tutta 'a monnezza er mondo ce capita qua da noantri. Io 'un li rimorchio a que'i"
- Ma perchè?! Anche i punkabbestia prendono il taxi? - chiedo incuriosita.
- Po' capità.
Costeggiamo il Gianicolo quando le esternazioni del tassinaro si fanno via via più coraggiose.
- A 'e prossime elezioni me voto a Lega. Fini nun me piace più. Eppoi lui vo' fa' votà a que'i (ndr:gli immigrati).
- La Lega?!? Ma non vi chiama sempre "Roma ladrona"? (fingo di fare l'avvocato del diavolo).
- Eccheccefrega signò? Me faccio pure dà d'er ladrone, se me tiene fora que'i. Semo invasi!
- Ma non è che il federalismo ovvero la devolution porta svantaggi a voi romani? (continuo con le domande maliziose).
- Dipende. Er federalismo ce po' interessà pure a noantri.
Pago la corsa e scendo in via Aurelia. Da Milano a Roma, l'Italia in fondo in fondo è più unita di quel che sembra. Resta la formula alchemica del federalismo de noantri, anticipatami dal tassinaro. Il quale, m' ha messo, non so perché , una strana pulce nell'orecchio. Ma questo è un altro film.

17 comments:

Nessie said...
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Lo PseudoSauro said...

Un'inviata specialissima in incognito. Il tassi' l'hai scelto accuratamente o hai preso il primo che capitava?

Lo PseudoSauro said...

Colonna sonora consigliata: "I pini di Roma" di O. Respighi.

Perla said...

In eespreesioonee noooorvegeeesee:
"Jeg er veldig imponert!"
(Io sono molto sbalordita!)

Confermi sempre di piu' la tua bravura. :-)

Perla

Lo PseudoSauro said...

Finalmente un po' di frasi in norvegese da memorizzare. Nessie e' una professionista del calamo, che credevi?

Quando avevo letto della percentuale di immigrati a Roma, pensavo ad un errore. Si parlava di quasi un terzo della popolazione autoctona, compresa una stima ottimistica sulla presenza di clandestini. Non ricordo la fonte, ma mi pareva piuttosto attendibile.

Nessie said...

"I pini di Roma" la conosco anch'io. Bellissima! No Sauro, il taxi l'ho preso per caso e il tassinaro faceva parte del pacchetto a sorpresa. La causalità è sempre il miglior copione. Grazie Perla, per i tuoi apprezzamenti in norvegese, lingua che non conosco. Ma provieni davvero dalla Norvegia?

ArmatexOn said...

bellissimo reportage Nessie veramente.
Io credo che i giapponesi e tanti altri turisti visitano Roma cosi come i Romani andavano ad abbeverarsi ad atene e i barbari dopo il crollo dell'impero.
Li trovano le radici dell'occidente... sono d'accordo sui musei italiani, e' sempre stato cosi, da una parte la cultura gestita dalla chiesa che in verita e' stata censoria, dall'altra gestita dai sociocomunisti, altretanto censoria,Io conosco Roma, ma non l'ho mai amata, buona per una visita mordi e fuggi pessima per viverci, e il tassista ha dato voce a quasto mio feeling.
Vedo che i Veltro sono rimasti comunisti democristianoni di sempre, festaioli e intillimani.

ArmatexOn said...

bellissimo reportage Nessie veramente.
Io credo che i giapponesi e tanti altri turisti visitano Roma cosi come i Romani andavano ad abbeverarsi ad atene e i barbari dopo il crollo dell'impero.
Li trovano le radici dell'occidente... sono d'accordo sui musei italiani, e' sempre stato cosi, da una parte la cultura gestita dalla chiesa che in verita e' stata censoria, dall'altra gestita dai sociocomunisti, altretanto censoria,Io conosco Roma, ma non l'ho mai amata, buona per una visita mordi e fuggi pessima per viverci, e il tassista ha dato voce a quasto mio feeling.
Vedo che i Veltro sono rimasti comunisti democristianoni di sempre, festaioli e intillimani.

Nessie said...

Arm, il tassista o tassinaro come dicono a Roma è di quelli che criticano su "a monnezza er mondo", ma poi non li muoveresti dalla caput mundi manco morti ;.)credimi. La cura vaticana per i Beni culturali, è l'unica cosa che funziona. Quella dei compagnucci,invece, è assai discutibile e basata su criteri da turismo di massa: cosucce minimaliste e massimo incasso. Con sottofondo di Intillimani, of course.

ArmatexOn said...

I trust You Nessie

Perla said...

Ciao Nessie :-)
La risposta alla tua domanda l'hai già letta nel mio post.

Ancora un bello a questo pezzo.

Perla

Orpheus said...

Cara Nessie, il tuo post mi ha messo un po' di tristezza nel constatare, attraverso le tue parole, il degrado di Roma. Sono parecchi anni che non ci vado e i miei ricordi sono diversi.
Unica nota positiva é il commento del tassinaro, che un po' mi allarga il cuore, forse la gente comincia ad aprire gli occhi, malgrado la coltrina di menzogne dei compagnucci...lo spero proprio.
Complimenti mi sembrava di essere a Roma...con te.
Ciao Mary

Nessie said...

Magari Mary! Ci saremmo certamente fatte quattro risate.::-)Certo che anche el nost Milan non scherza affatto in materia di migrazione! E' solo che essendo meno bella di Roma, salta meno agli occhi. Tutto qui.

Orpheus said...

Ogni tanto invento qualche parola nuova:-))))volevo scrivere cortina, chissà da dove é venuto fuori coltrina...
Sicuramente ci saremmo fatte 4 risate...
Ciao Nessie ti auguro una felice notte.
Mary

Lontana said...

Arrivo in ritardo come al solito, ma...come sai scrivere bene Nessie!
Anche io non vado a Roma da tanto tempo e, da quello che dici é diventata o forse ritornata multietnica. Perché se non sbaglio, anche ai tempi di Roma antica era un crogiuolo di lingue e di culture e di colori diversi. Ma allora c'era l'Impero, oggi siamo colonia. Anzi forse siamo la colonia estiva degli europei e dei giapponesi...
Ciao!

Elena said...

Ciao Nessie! hai visto? son venuta a trovarti pure io!!! :D

Nessie said...

Grazie della visitina Elena. Ciao!