14 October 2005

Benigni, giullare scioperato ma crumiro

Il corsivo di Nessie
 
Ricordate la famosa frase di D'Alema quand'era presidente del Consiglio e faceva i cortei contro se stesso? "Noi siamo partito di governo e partito d'opposizione". Ovvero l'assoluto metafisico. Beh, forse D'Alema non lo sapeva ma era un seguace di Hegel. La sua è una forma di assolutismo prussiano (altroché lotta la relativismo!) che ha fatto scuola. E che scuola! Roberto Benigni sciopera contro il governo e i tagli della finanziaria alla cultura  e allo spettacolo, a Roma in compagnia di tanti altri suoi ricchi e famosi colleghi del cinema e del teatro, per poi  tenere aperto a Milano i locali cinematografici dove si proietta il suo film "La Tigre e la Neve". Perchè? Perchè non vuole perdere l'incasso della giornata, avvantaggiando la concorrenza. Dunque in perfetta linea col discorso dalemiano di partito di governo- partito d' opposizione, anche il Robertino nazionale capisce e si adegua.
Giullare scioperato ma crumiro. A Roma , contestatore, a Milano, incassatore.Di royalties, naturalmente. Dopotutto a Roma la vita è dolce (oltre che bella). Mentre a Milan "se stà mai coi mani in man" . L'ossimoro e la contraddizione in termini è la nostra vocazione nazionale. Ricordate le convergenze parallele? Inoltre, non l'abbiamo forse inventata noi la maschera di Arlecchino, servo di due padroni? Capitalismo e comunismo. Ovvero, come ti concilio l'inconciliabile. Ma il nostro è pure il  Bel Paese del Paradosso. E ne volete sentire uno? Mentre tutti i locali cinematografici che proiettano il film del "comunista" Benigni fanno i crumiri allo scopo di arrangiar quattrini, quelli del gruppo Medusa (gruppo Fininvest) ...sono chiusi per sciopero. Olet o non olet? Questo è il problema.

15 comments:

ArmatexOn said...

mi iscriverei anch'io, ma come critico di cinema faccio proprio schifo, non sono bravo come voi:-(
Forse il Sauro puo, ne ha facolta :-) e anche tools

Nessie said...

Ma come? un seguace di Bush e della guerra "preventiva" non è in grado di scrivere preventivamente un salace commento su qualcuno o qualcosa? Non possiamo crederci...:-) Devo dire però, che il copione ossimorico dello scioperato/crumiro mi ha colto di sorpresa e non potevo prevederlo.

Lo PseudoSauro said...
This comment has been removed by a blog administrator.
Lo PseudoSauro said...

Ad evocazione risponde. Come critico faccio alquanto schifo pure io... ma ho una vaga idea, obsoleta, dell'estetica. L'unico film del "nostro" che trovai divertente fu quello con Troisi ambientato nel '400, di cui non ricordo il titolo. Ma il girare film e' un'attivita' accessoria per questi "artisti"; il vero spettacolo e' ancora in piazza: come una volta...

Nessie said...

Sauro ti ho scritto personalmente per chiederti una mascherina di Arlecchino "servo di due padroni" da mettere in grafica. Ce l'hai? Ma va bene pure la repubblica di Pulcinella - è sempre in tema. Quel film di cui parli con Troisi è "Non ci resta che piangere". Sì, qualche risata me l'ha strappata, ma il punto in cui i due scrivono una lettera a Savonarola è copiato di sana pianta da una celebre gag di un popolarissimo film con Totò e Peppino De Filippo, di cui non ricordo il titolo.
PS: mi piacerebbe sapere cosa scrive il censurato del terzo commento. Magari è uno della claque.

Nessie said...

Post scriptum: CVD (come volevasi dimostrare). Comincerei a pensare di avere delle doti paranormali da sensitiva e a spaventarmi di me stessa, se invece tutto non fosse così scontato a priori. Corriere della sera (pagina curata dal Mereghetti): Film "La tigre e la neve" - giudizio °°° (ovvero tre palle): Ma che palle!
Maurizio Porro: un commento critico "superslurp" (non fatemi tradurre l'onomatopea, please!). Paolo Mereghetti: un commento critico della serie "io vorrei/non vorrei/ma se vuoi :-). Traduco:Stroncatura sulla sceneggiatura gracile, ma salvezza sulla poesia paragonata nientepopodimeno che a "L'attimo fuggente" di Peter Weier. Ma per piacere! :(

ArmatexOn said...

Non sei paranormale, conosci i tuoi polli, quanto ai fonemi, o onamatopeica slurp e' un verbo americano, sta per leccare o lecchino Panta rei, aspettanto migliori tempi.

Nessie said...

Sì, conosco i miei polli, ma resto sempre esterefatta dalla loro impudenza e sfacciataggine, alla quale non c'è alcun limite. Come l'atroce sceneggiata di ben 3 minuti (che in Tv è un tempo lunghissimo)di poco fa al TG1 delle 20. Il tutto per permettere di fare promozione del suo film a quel pagliaccio di Benigni all'interno delle pagine del notiziario. Sai che notizia! E lui che sbaciucchiava Attilio Romita (il mezzobusto), rideva, saltellava e diceva stronzate stratosferiche.:-( Una vera pena!Indecorosa.

ArmatexOn said...

ah la audience e ariah! la ignoranza dei giornalisti!

Orpheus said...

L'ho vista anch'io...decisamente il "povero" Benigni ha proprio bisogno di un po' di pubblicità gratuita.
Purtroppo essendo ormai il nostro cinema alla frutta, Benigni viene scambiato per un "grande" autore, quando, al contrario é meno che mediocre, come sceneggiatore, come attore e come regista.
Il massimo del minimo l'ha toccato con quella cavolata astronomica di Pinocchio,a farne un flop sarebbero bastati solo lui e la moglie: Pinocchio con la faccia di un cinquantenne schizzato e la fatina che sembrava la nonna della fatina, senza aggiungere la recitazione imbarazzante dei due. Naturalmente NON ho visto Pinocchio, mi sono rifiutata e NON lo vedrò mai, mi é bastata La vita é bella per farmi cancellare Benigni dalla mia lista di registi da vedere.
Ciao :)

Saul Kripke said...

Nessie, la scena della lettera è una "citazione" della più famosa dettatura cinematografica, quella in "Totò, Peppino e la malafemmina". Punto, duepunti, puntevvirgola: ma sì, fai vedere che abbondiamo...

Quanto al resto, Benigni faceva ridacchiare nelle memorabili trasmissioni di Renzo Arbore, e forse ai tempi del "Papocchio" poteva ancora andar bene per strappare qualche risata all'inclito pubblico della Casa del Popolo di Vergaio, dove tutti son rossi con la stessa libertà di scelta e profondità di motivazioni con la quale prediligono il vino allo champagne.

Lontana said...

Sono d,accordo con voi, naturalmente! E sono anche andata a visitare il blog di Orpheus ed ho letto dei finanziamenti al cinema...Erano cose che sapevo in linea generale, ma leggerle così, con cifre e liste, mi ha impressionato. Vuol dire che se ciascuno di noi, quando va al cinema a vedere un film italiano, invece di pagare che so, 10 euro, in realtà ne paga 100.... per vedere delle mediocrità. Ed hanno pure il coraggio di scioperare!!! Che vadano a cercare i finanziamenti privati come tutti i liberi imprenditori!
Ciao!

Lo PseudoSauro said...

Nessie: il censurato sono io. Mi sono "autosospeso" perche' stavo commentando con il tuo nome. Siccome non posso usare di tutta la mostruosa potenza delle mie macchine (!), ma posso solo scrivere testo, l'immagine te la cerchero' lunedi'.

Nessie said...

Grazie x la precisazione Sauro: pensavo fossi un picciotto del clan/claque. Lascia pure stare l'immagine, oramai non serve più e il corsivo va bene anche così. Saul, ti ringrazio per avermi ricordato che il titolo del film, la cui scena della lettera è stata scopiazzata, è "Totò, Peppino e la Malafemmina. Orfeo Mary, continua pure così, e mi raccomando, non farti fare a pezzi dalle donne trace (altrimenti dette Baccanti o Ménadi!). La battaglia culturale continua... Buona domenica a tutti (evitando Venditti e Benigni) ;-)

Orpheus said...

Sono un osso duro io...ci vogliono altro che le ménadi ;) Ciao e buona doomenica anche a te.